lunedì 25 gennaio 2010

7 mesi -- io mamma, tu bambino

mio piccolo momo
come siamo arrivati a questo punto?
adesso pesi 8 chili e qualcosa, e inizi ad avere anche un bel po' di capelli.
tieni eretta la testa, stai seduto dominando il tuo tappetone. quando sei prono, sollevi tanto il pancino da terra facendo leva con le tue gambotte grassocce ma muscolose, però riesci ad andare solo indietro. inizi a fare capriole per raggiungere le cose che vuoi toccare ed esplorare.
sei diventato un bimbetto proprio espressivo. e ti disperi per i tuoi limiti. questa è una caratteristica che a tratti mi spaventa di te. spesso trascorri tanto tempo a giocare da solo finché non ti accorgi che non riesci a prendere una palla troppo lontana o non riesci a seguirmi nelle mie faccende e prima spalanchi gli occhi, poi ti tendi e goffamente cerchi uno slancio, e poi piangi stizzito e gridi la tua frustrazione. io accorro. spesso mi chiedo se faccio bene. se forse devo lasciarti tentare. ma tu resti lì a piangere disperato. arrabbiato con te stesso più che alla ricerca d'aiuto. altre volte invece vuoi semplicemente la mia vicinanza, a commentare i tuoi giochi. vuoi una voce, una canzone. e allora fai un ehh perentorio e sonoro e io arrivo. sono lì e ti osservo da tutte le angolazioni e mi commuovo quando vedo l'accanimento verso tutto ciò che non è gioco. spesso preferisci il telefono al tuo paperotto di stoffa. un foglio su cui sto scrivendo alle tue costruzioni di gomma, i nostri piatti ai sonagli. i miei libri ai tuoi di gomma.
sei sempre più curioso, non hai paura di niente. a volte quando fai un movimento che ti fa rotolare col naso per terra, dopo la prima reazione di pianto, mentre sei in braccio a farti consolare, stai già lì a fissare il punto in cui hai preso la botta e a spingermi via per farti lasciare seduto. e lì rifai gli stessi movimenti per attutire la caduta, questa volta. mi piaci, amore mio, caparbio e testone. anche nel prendere i capricci sei determinato, asfissiante pure. questo mese le gite in macchina con l'ovetto hanno sortito esiti migliori, ma ci sono sempre quei momenti in cui decidi che non ti va e fai il diavolo a quattro per ottenere di essere staccato. e io mi sono scoperta molto più ferma di quanto credessi. un giorno ho lasciato che piangessi per tutto il tragitto di ritorno in macchina. non c'era modo di fermarci, come altre volte, per calmarti e ripartire. dovevamo tornare a casa e io guidavo. pensavo fosse molto più rischioso sganciarti e farti sedere in braccio a NonnaPapera che farti sfogare la tua ribellione contro le cinghiette e così, per la prima volta, ti ho continuato a ripetere che era giusto così e non te l'ho data vinta. tu, testardo, hai continuato a piangere tutto il tempo fino a casa. io quella notte non ho dormito, ma penso di aver fatto la cosa giusta. non mi piacciono i bambini che tiranneggiano un'intera famiglia e io, piccolo cuore di mamma, spero di farti crescere solido e felice. sto facendo del mio meglio. e lo sto facendo con enorme fatica, perché non l'ho trovato scritto da nessuna parte qual è il meglio per te.
la settimana scorsa c'è stato anche il primo vero rimprovero. e ho capito che sei veramente cresciuto. non ti sfugge più nulla del senso delle cose. e se da un lato devo stare attenta perché darti l'esempio conta più di mille parole, dall'altro so che adesso puoi capire e imparare. era una delle tue giornate di rifiuti e dopo una nottata allucinante e una mattinata di lamentini (a proposito, hai imparato questo mu muu che è qualcosa di snervante come solo una goccia cinese può essere!) la mia pazienza era giunta al termine. avevo preparato il pranzo e volevo mangiare. tu avevi appena mangiato quel po' di pappa e fatto la tua poppata, sembravi aver cambiato umore e così speravo di approfittare per mangiare, ma dopo poco hai iniziato: mu muu. ho continuato impassibile a guardarti e spiegarti che era giusto che rispettassi anche il mio pranzo e tu gridavi capriccioso, con punte d'isteria. hai cercato di farti prendere dalla nonna, con le moine più subdole e accattivanti che avessi mai visto, ma quando hai capito che neanche la nonna ti avrebbe preso, hai fatto un po' di caos: lanci di oggetti, gridolini e qualche tentativo di pianto. in un altro momento ti avrei accontentato, invece non so come ho trovato la fermezza di continuare a spiegarti che quel giorno non ci sarebbe stata eccezione. hai smesso, guardandomi sprezzante, e hai iniziato a trastullarti con il seggiolone. quando abbiamo finito e ti ho preso in braccio, ho iniziato a dirti che eri stato bravo e obbediente e tu, per tutta risposta, mi hai guardato negli occhi, spalancando i tuoi che diventavano sempre più liquidi, hai iniziato a far tremare il labbro inferiore e sei scoppiato a piangere infilando la testa nel mio collo. volevo piangere anch'io, mi son sentita cattiva, ma poi mi è venuto naturale cullarti, calmarti, continuare a ripeterti che non era successo niente e che la mamma non era arrabbiata, ma tu avevi capito una cosa importante. ti ho asciugato le lacrime e siamo andati a giocare con i mandarini.
grandi conquiste questo mese, piccolo mio!
la sera ci accoccoliamo e addormentarti sta diventando un rito dolce, fatto di favole della buonanotte e ninna nanna, chi l'avrebbe mai detto.
ti capisco un po' meglio e riusciamo anche ad avere momenti di sospensione. momenti durante i quali tu non hai necessità da assecondare, non hai capricci da arginare, ma sei sveglio, tranquillo e in ascolto. e aspetti che il mondo arrivi, che qualcosa ti sfiori, che un bacio all'improvviso ti faccia il solletico e che la tua risata ti sorprenda. e in quei momenti lì siamo di nuovo tutto un corpo che può stare, semplicemente. eppure siamo due cuori che battono in controtempo. e possiamo incantarci del mistero della vita. e io mi ricordo che sei fatto della mia carne, ma sei lì e respiri con il tuo ritmo che ha una musica diversa. sei proprio mio e così te stesso. è meraviglioso guardarti da fuori, momo. è meraviglioso vederti prendere una forma autentica e diversa da me.

13 commenti:

Diletta ha detto...

Caia, nelle tue parole c'è una dolcezza e un amore infinito. Ti ammiro molto per la testardaggine che hai saputo tirar fuori e anche per la fermezza, che spesso a me manca.
Un abbraccio

mammalellella ha detto...

E' fantastico lo so... anche il mio secondo ha 8 mesi. Sono un miracolo infinito
mammalellella

Trilly ha detto...

piangere, mi hai fatto e mi stai facendo piangere senza ritegno...

Nicky ha detto...

lacrime sempre leggendo la tua dolcezza...

Elisa Stocco ha detto...

Quanto è difficile il mestiere di mamma: si è sempre combattute tra giusto o sbagliato, lasciarli piangere o correre subito, ma lo sto facendo per il suo bene o per il mio egoismo.....che tenera la descrizione di lui, così piccolo, capace di capire il senso di una sgridata, sono incinta ed ho la lacrima facile!!!

Alexa ha detto...

Sei dolcissima!
Credo che voler bene ad un figlio sia anche sapergli dire di no, anche se è difficiel, anche se sarebbe più facile dargliele tutte vinte! Continua così, un abbraccio

Improvvisamente in quattro ha detto...

"sto facendo del mio meglio. e lo sto facendo con enorme fatica, perché non l'ho trovato scritto da nessuna parte qual è il meglio per te"...
Come le sento mie queste parole, Caia, in questo momento in cui mi sembra abbiano fatto un balzo in avanti e io di essere rimasta un passetto indietro...

Silvietta. ha detto...

Quando in questi momenti riescoo a vedermi dal di fuori mi accorgo che non è solo lei a prendere forma diversa da me ma sempre più io riesco ad avere la forma "giusta" (che giusto non c'è) per lei
un abbraccio, Caia!
s.

Marta ha detto...

Ciao, oggi il tuo Momo fa 7 mesi e la mia Margherita 3. Il tuo blog mi ha fatto compagnia durante la mia gravidanza (anch'io mi trovavo all'estero -e ci sono ancora- perché ho seguito mio marito e il suo lavoro rinunciando al mio) e ora lo leggo trovando i tuoi dubbi, paure e gioie nel crescere il tuo bimbo simili ai miei. Non ho mai commentato nulla, ti ho seguito in silenzio, ma oggi voglio fare gli auguri al tuo Momo e a te. Un abbraccio virtuale a entrambi.

solitaMente ha detto...

Auguri Momo e Auguri Caia! ... non riesco ad aggiungere altro perchè quello che hai scritto racchiude tutta la magia che una mamma vive giorno dopo giorno, mese dopo mese ... e mi sembrerebbe di sciupare un momento troppo bello!
Di nuovo Auguri!

Trasparelena ha detto...

che dire? brava, bravissima. Non posso che condividere. E soprattutto quello che hai fatto con Momo per me è un segno di grandissimo rispetto per lui, per la sua personcina e per la sua capacità di capire.
E quanto è vero che come fare la mamma non è scritto da nessuna parte!! :-)

Ondaluna ha detto...

Un paio di cose mi saltano agli occhi:
1) momo pesa quanto la mia brioscina (aiuto!)

2) anche brioscy si dispera per i suoi limiti, e la tentazione di aiutarla è così forte... ma consapevole di quanto sia dannoso per loro avere la strada sempre spianata, mi limito a lasciarla provare, e quando "è troppo" provo semplicemente a starle vicino. A volte funziona.

3) condivido la sensazione della goccia cinese: briosci usa un gridolino acutissimo (da brava femminuccia) che è qualcosa a metà tra un suono e un ultrasuono. Mi fa salire un tale nervoso! Ma capisco che è il suo modo di esprimere la rabbia ed il fastidio, e certe volte le serve ( è dura, ma mi ripeto che anche loro hanno diritto ad esprimere la rabbia)

4) anche per noi la sera è diventato un momento tutto "nostro", che mi scioglie il cuore, le budella e tutto il resto, e non ci rinuncerei per nulla la mondo (mi sembra un sogno che si realizza!)

5) amore. amore amore amore, trasuda dalle tue parole, e anche io in questo momento della nostra crescita mi sento "rimbambire" per questa creatura che finalmente sento parte di me, proprio ora che che è fuori. Ma come dico scherzando, è ancora "l'ex abitatnte delle mie viscere". Ed io e lei lo sappiamo.

Anonimo ha detto...

Ciao. Passavo di qua... ho anche io un bimbo di 7 mesi e 1 giorno e mi sono riconosciuta tantissimo. Sono molto stanca in questi giorni, le ultime notti sono state un po' insonni... mi ha dato tanta forza leggere queste righe. Grazie. Simo