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domenica 10 gennaio 2010

Sunday (Book) Review

alla luce dei ricorrenti sguardi al passato da inizio d'anno e di casualità che fungono da indovena nostalgica, ho deciso di inaugurare una nuova sezione del blog Sunday(Book)Review, uno spazietto domenicale dove recensire le mie letture e non solo.
quando stavo a new york, la domenica mattina compravamo il malloppone del NYTimes, io lo acchiappavo per prima e mi prendevo tutti gli inserti più carini tra cui Fashion&Style e The Book Review; Business & BoringNews le lasciavo al MaritoStakanov. era proprio un rito carino. a volte ce lo portavamo in metro, se stavamo andando da qualche parte, altre ce lo infilavamo sotto al piumone, se la giornata era uggiosa e innevata. ma spesso, stretto sotto il braccio, ci accompagnava nel nostro cafè a scaldarci con una colazione fumante. che poi diventava anche pranzo a volte perché io mi portavo il taccuino e scrivevo, MS il pc e lavorava. e le ore passavano, senza che nessuno ti chiedesse di lasciare libero il tavolo, o di ordinare in fretta. e di sottofondo musica, storie di due minuti che entravano e uscivano a suon di slang, personaggi a tuttotondo che portavano la propria pennellata in quel quadro dinamico e poi, senza guardarne il risultato, lo abbandonavano.
insomma, un po' perché sono una romantica, un po' perché oggi mi gira così, un po' perché grazie al cielo anche da mamma continuo a nutrire la mia passione per la pagina stampata, beccatevi questa nuova sezione domenicale. ma non affezionatevi troppo!

More about Pulce non c'è
questa settimana ho letto questo libro: pulce non c'è, l'esordio di gaia rayneri, una ventiquattrenne che vive tra torino e londra. pulce è una bambina autistica di nove anni. ha una mammaAnita, un papàGualtiero e una sorellaGiovanna. sono una famiglia vera. che affronta i drammi quotidiani con amore e ironia. un giorno pulce viene portata via da scuola dagli assistenti sociali perché si ritiene che la famiglia non sia idonea a prendersene cura. è chiaro ci sia qualcosa sotto. solo dopo diversi mesi si viene a sapere che sul padre grava un'accusa di abuso sessuale sulla figlia. questa "storiaccia" è raccontata da giovanna, tredicenne alle prese con la propria pubertà e con un rocambolesco mondo immaginario. la fantasia e la sagacia innocente di questa sorella narrano una storia triste e faticosa con uno sguardo che rimanda il bello della vita. mi è piaciuto lo stile asciutto e tagliente. mi è piaciuta la storia perché è un dramma moderno e quotidiano. mi è piaciuto perché parlare di autismo e non essere patetici è una scommessa e questo libro l'ha vinta. mi è piaciuto perché ha mostrato le prospettive altre. quelle che non siamo abituati a vedere. e mi è piaciuto perché ho riconosciuto alcune cose di me in giovanna. e alcune persone che ho sfiorato nella mia vita e che queste pagine hanno riportato tra i miei pensieri.

sabato 28 novembre 2009

di parti, paradossi e paracetamolo

uno si immagina che la stanchezza delle neo mamme sfinite dalle poppate anche notturne sia dovuta unicamente alla dedizione ai ritmi del pupo, che non ha regole, che non ha orari. e invece no. perché la notte che hai la fortuna che la poppata delle 3 venga fatta dormendo dormendo, tu sei sveglia. hai un mal di testa lancinante e inizi a pensare di scongelare il pesce per la cena del giorno dopo e caricare la lavatrice dei pannolini. ah, c'è da stendere quella dei colorati... ok, quasi quasi prendo il computer che magari la luce dello schermo mi fa effetto soporifero... macché.
quando ero incinta ho sofferto molto d'insonnia. in realtà è sempre stata una mia prerogativa degli ultimi anni, ma me la vivevo come una stravaganza, quasi un vanto, e soprattutto la facevo fruttare leggendo. adesso fisso il vuoto mentre il cervello turbina, angosciata del fatto che queste ore di sonno prezioso non le recupererò mai. mai.
e allora vorrei scrivere qualcosa di molto intelligente, qualcosa di speciale, di estremamente interessante, perché almeno ne varrebbe la pena e mi sentirei meno idiota, invece niente. aspetto solo che mi faccia effetto la pasticca di paracetamolo e tutto sommato mi viene un po' da piangere perché è ancora il flacone comprato a new york e l'ultima volta che l'ho preso ero incinta. anzi no. l'ultima volta avevo appena partorito e tornata a casa senza la prescrizione di un antidolorifico mi sarei buttata di sotto se non avessi avuto quel flacone. allora penso al parto e a quanto ancora io non abbia rimosso un bel niente. ma perché dicono che si rimuove il dolore? io credo che ci sia una confusione di termini. un conto è che il dolore passi. un conto è dimenticarlo.

...

avevo iniziato a scrivere del parto, ma mi sono accorta che ancora non sono pronta a scriverne. un'altra volta, un'altra notte.
allora penso che ci sono attimi nella vita che non si scorderanno mai. giorni che resteranno vividi per sempre. e sensazioni -- la forza di un sostegno, la meraviglia di un sorriso, l'impotenza schiacciante, l'orlo della follia -- che non avranno eguali.
poi penso al natale e mi viene di nuovo un po' da piangere. perché non lo so spiegare, ma di ragioni ce ne sono tante.

mentre scrivevo è venuto giù un acquazzone. per fortuna non avevo steso la lavatrice.

mercoledì 14 ottobre 2009

una passeggiata qualunque

ieri mattina il sole splendeva, il cielo era terso e incoraggiante.
aprire le finestre in casa non bastava, l'aria fresca d'inizio autunno voleva essere solcata.
un attimo di nostalgia, l'anno scorso tu non c'eri. non c'eri neanche fra i desideri espressi. io avevo delle belle gambe, gambe che avevano percorso ogni casa della scacchiera di manhattan. io respiravo l'odore di gialli e rossi disciolti nelle prime pozzanghere. io pranzavo con le bacchette e restavo scalza sulle panchine che raccontavano amori e sodalizi. io bevevo tanto caffè. e scrivevo. con la penna, sulle righe di un quaderno. a volte fra le righe. io non ci pensavo a te. pensavo di desiderarti, ma come un'america cui non si approderà mai davvero. come un sogno ad occhi aperti, troppo grande per crederci davvero. io andavo a leggere lungo l'hudson e mi mancava casa.

ti ho messo in fascia e siamo usciti. tu con la tutina con cappuccio mi guardavi in su. occhioni spalancati, più blu di quella bolla assolata in cui galleggiavamo.
gote rosse, io e te. tu stringevi i pugni contro il mio seno e ogni tanto ti strofinavi le guance.
abbiamo attraversato i cantieri e i lavori in corso attorno a casa, abbiamo atteso il verde di qualche semaforo, schivato un motorino in svolta a destra, salutato il macellaio che fumava sotto la porta del suo negozio. per tagliare, ci siamo infilati nella viuzza chiusa al traffico e abbiamo schivato il secondo motorino. inizia la salita e sento che sei diventato proprio pesante.
il naso comincia a colarmi un po'. forse non è solo il vento tagliente, forse sono i pensieri, i tuoi occhi blu, la tua espressione curiosa e fiduciosa.
forse sono lacrime anche quelle, a modo loro.
al termine della salita c'è il cancello aperto, un viale alberato, e, in fondo, nella luce vibrante della mattina, si staglia il colosseo.
è un enorme animale sornione e ammiccante che non ti aspetti di vedere, sta lì e ti toglie il fiato.
da colle oppio si vede una bella roma, come quella che vedevo seduta su un ponte del tevere 10 anni fa quando ho deciso che questa sarebbe stata la mia città. ancora ricordi, confronti, chi ero?
avevo i capelli lunghi, un jeans taglia 42. un fidanzato storico e un sogno grande che un comò non bastava. tu non c'eri. neppure lì. io pensavo di potermi bastare. pensavo che il mio futuro era arrivato ed era solo per me. io mi bastavo.

...ma allora com'è che solo con te ritrovo la poesia di un albero che oscilla tra gli archi di un'epoca passsata? com'è che non mi stanco di raccontarti quello che vedo, come lo vedo?
com'è che adesso averti sul cuore non è abbastanza vicino?

sabato 19 settembre 2009

sabato pomeriggio

dopo un pranzo con una sola mano, momo crolla a suon di Cranberries. la mamma compassionevole decide di lasciarlo dormire un po' sul proprio petto e si adagia sul lettone accanto al MaritoSonnambulo.

io: comunque riflettevo che quel seggiolone ha i suoi vantaggi, ma resta caro e francamente brutto.
MS: ...
io: alla fine l'unica cosa carina è che si chiude e diventa molto piccolo, ma quando mai ce lo porteremo appresso?
MS: ...
io: nella nostra macchina caccia a malapena il passeggino...
MS: ...
io: e poi a me piacerebbe quello che avevo visto a new york, che nella nostra cucina ci starebbe proprio bene.
MS: ...
io: l'ho trovato su un sito che fa anche spedizioni all'estero.
MS: ...
io: ma mi stai ascoltando?
MS: sì
io: ma no, stai dormendo!
MS: no, sono solo appisolato, dieci minutini...
io: ma uffa... momo dorme, tu dormi... e io che faccio?
MS: scusa, ma che vorresti fare?
io: chiacchierare
MS: ma tu chiacchiera, non ti preoccupare, non mi dai fastidio...

giovedì 4 giugno 2009

I'm packing

valigie.
siamo a quota sei, di cui una si può dire interamente di momo (nel frattempo il suo corredino e l'accessoriame vario è cresciuto a dismisura anche se non ho aggiornato...), quindi il suo babbo può smetterla di dirne di tutti i colori alla mia cappelliera maculata, perché la mia roba prende più o meno lo spazio che aveva all'andata...


roma, più o meno un anno fa...

un altro borsone lo lasceremo a qualche anima pia che venendo in italia più leggero di noi ce lo riporterà. e questo è tutto.

verrebbe spontaneo fare bilanci, ma non sono da me. preferisco aspettare un po' e poi prendermi di diritto la briga di fare la nostalgica.
da qualche giorno a metà pomeriggio iniziano a intensificarsi le contrazioni e a farsi vivi dei doloretti inquietanti, ma io ho la mia poltroncina ikea come quella di bietolina, e mi ci adagio restando a fissare per momenti interminabili le dune che si alzano sulla mia pancia.
ora vorrei essere già a fiumicino, con il rosso lacca scaramantico ai piedi, ma la mia panciona piena di momo ancora intatta. e poi correre (si fa per dire) lì, tra i papaveri che s'intravedono nella foto, per annusare casa mia. lì, nei colori che abbiamo steso, nella luce che lasceremo entrare, tra quelle mura che avevamo scelto per accogliere la nostra famiglia che cresce.

martedì 2 giugno 2009

Di parti, partenze e pedicure

sono nel bel mezzo del trasloco.
valigie aperte, alcune chiuse a fatica.
pressato il comprimibile.
affrontata l'ipotesi della spedizione.
pronta, ma anche no.

in tutto questo travaglio leggo da ieri post di nascite e parti più o meno inaspettati.
oggi io e momo compiamo 34 settimane.
a questo punto la famigerata valigia dovrebbe essere pronta (quella per un intercontinentale va bene lo stesso???) e, dicono, se momo dovesse stiracchiarsi un po' troppo e fare capolino le probabilità di rischio diminuiscono ora dopo ora.
non solo, giorno dopo giorno, aumentano le probabilità che questo accada.

mi son fatta due piantilli, ma poi ho preso il toro per le corna e mi son detta:
partorirò pure con delle hostess invece che ostetriche, su un sedile di prima classe anziché appesa a una liana all'avanguardia, ma su una cosa non transigo...


lunedì 1 giugno 2009

Pic nic at Tiffany's


ieri siamo andati a fare un pic nic con una coppia di amici che abita a brooklyn.
lei americana della pennsylvania, madre di origini italiane, ha vissuto per lunghi periodi in francia e germania e poi in siria dove ha conosciuto il marito, siriano appunto, che adesso vive qui a new york con lei. hanno una casetta deliziosa che dividono con un'amica e sono tutti e due degli ottimi cuochi.
per salutarci ci hanno proposto una domenica di relax e cibo americano. grazie al cielo viste le origini cosmopolite, tutte le squisite pietanze partivano da un'idea americana, ma erano assolutamente reinterpretate, così da metter su un pranzo delizioso, sfizioso e leggero, che ha avuto il suo culmine di sapore con un'originalissima apple pie homemade, di cui ho la segretissima ricetta che voglio provare appena tornerò in italia.
ma la cosa curiosa è stata che dopo essere giunti a casa loro in una domenica decisamente estiva, coi piedi gonfi (i miei) e le chiazze rosse in faccia (la mia), ci propongono di andare al parco, che si scopre essere il cimitero di fronte cui abitano.
io e il MaritoAttonito sorridiamo, con la classica faccia da ebeti stranieri che annuiscono senza aver propriamente capito, certi di aver frainteso, poi seguendoli ci rendiamo conto che eravamo diretti proprio lì, al greenwood cemetery.
a quel punto stiamo al gioco e proseguiamo. diciamo pure che io ormai boccheggiavo, tra le dune del cimitero, i sali e scendi tra le tombe che s'intravedevano appena nel prato verdeggiante e curato, e non avevo tutto questo fiato per parlare. invece il MaritoAvventuroso che si vedeva che stava morendo dalla voglia di approfondire la cosa e capire se fosse un evento speciale che avevano deciso di condividere con noi o qualcosa di assolutamente ordinario per loro, intavola il discorso. e così ci raccontano che per la gente del quartiere è normale andare lì per trascorrere qualche ora di relax, perché è pulito, non ci vanno animali, c'è quiete e persino la sicurezza della sorveglianza che gira continuamente in auto. nonché bagni pulitissimi in corrispondenza dei cancelli delle varie entrate.
in effetti a guardarsi intorno era un meraviglioso e rigoglioso parco, a tratti boscoso, che trasmetteva pace, nient'altro. enormi alberi donavano zone d'ombra, numerose panchine sparse lungo le strade, sulla riva del laghetto e in cima alle collinette concedevano ristoro. bastava evitare di inciampare in qualche lastra di marmo che ogni tanto spuntava tra l'erba. perché anche queste lapidi, non erano fitte e a distesa ordinata come nei nostri cimiteri, ma apperentemente posizionate senza un criterio.
insomma, superato l'impatto, e presi dalla fame che nel frattempo cresceva, non abbiamo opposto resistenze quando i nostri amici hanno scovato una panchina sotto un enorme albero frondoso e hanno iniziato ad allestire il pic nic.
abbiamo trascorso delle ore davvero rilassanti e divertenti, quasi scordando l'insolita ambientazione, finché abbiamo visto arrivare prima alla spicciolata, poi a gruppi, persone che venivano a fare fotografie proprio vicino a noi. inizialmente io ho pensato volessero riprendere il quadretto insolitamente bucolico del nostro pranzo, poi invece è stato chiaro che venissero a farsi fotografare accanto ad una grande lapide a due metri da noi.
chissà chi c'era?
nessuno aveva voglia di alzarsi, tra il caldo e la pancia piena siamo andati avanti a chiacchierare senza pensarci più.

ma quando è stato il momento di smontare le tende, ho buttato uno sguardo: a due passi da noi giaceva louis comfort tiffany, il figlio del fondatore del celebre marchio di gioielleria, nonché suo successore nella direzione dell'antica attività, artista e designer per il marchio.
tutto sommato, non ho avuto la gioia di scartare un pacchettino azzurro, ma un pic nic da tiffany è qualcosa di unico, impagabile.

giovedì 28 maggio 2009

Il linguaggio segreto dei neonati -- Tracy Hogg

Più riguardo a Il linguaggio segreto dei neonati
l'altra notte ho finito di leggere questo libro illuminante. per le già mamme magari non dirò niente di nuovo, però voglio dire due parole in merito.
ho letto un po' di cose in questi mesi, mi son fatta consigliare e sono andata a naso, di ogni libro prendevo qualcosa, qualcos'altro mi lasciava perplessa. invece questo libro mi ha trovato quasi totalmente d'accordo. l'ho letto come quando ripassi la tesi che hai scritto tu. talvolta anche troppo superficilamente perché tanto sai dove va a parare.
il metodo della Hogg si basa su principi che io trovo molto validi: ascolto, rispetto e flessibilità. racconta l'approccio al bambino come un momento di conoscenza durante il quale l'adulto impara il suo linguaggio e rispondendo ad esso educa e insegna delle regole. regole sostenibili, nel senso che indicano un percorso che potrà seguito sempre da tutta la famiglia, semplicemente perché ne rispetta l'equilibrio.
ecco, detta così è davvero tutto rose e fiori, anzi il metodo ha un nome che la dice lunga: E.A.S.Y., acronimo di Eat, Activity, Sleep, You. Ossia: mangia, gioca, dorme. e poi c'è pure il tempo per te.
la Hogg suggerisce di suddividere la giornata il cicli che comprendano queste quattro tappe in questa precisa successione strutturata ma flessibile nei tempi. la flessibilità è dettata dal buon senso e dall'ascolto dei bisogni del bambino (e anche dei propri), ma anche dalla sua crescita, per cui con il trascorrere dei mesi questi cicli che inizialmente sono di due ore e mezza, tre, possono diventare più lunghi soprattutto di notte.
questo il metodo in soldoni, poi parla di un po' tutti i temi inerenti i primi mesi con un bambino: allattamento, pannolini, ciuccetti, sonno, gioco. con un occhio molto attento al rispetto dell'equilibrio di una famiglia che non debba ruotare attorno al bambino, ma che con lui ripristini una nuova routine.
insomma, m'è piaciuto. mi è piaciuto anche leggere di esperienze dirette, di come poter correggere il tiro quando per vari motivi si sono instaurate abitudini non sostenibili, come essere costretti ad allattare ogni ora, o non riuscire a far dormire il pargolo nel suo letto.
è stata una lettura che mi ha tranquillizzato, mi ha fatto sentire sostenuta. allo stesso tempo questo approccio rispettoso mi ha rasserenato sul fatto che non c'è una ricetta perfetta per ogni bambino, quindi dovremo anche aspettare di conoscere momo e i suoi chiari di luna.
e questo mi rasserena, sì. e sapete perché? perché così non mi sento costretta a prepararmi e posso fare tutto all'ultimo minuto. day by day.

una chicca. all'inizio del libro c'è una specie di test con il quale si può avere una previsione sulla capacità di adattamento dei genitori alla nuova organizzazione col bambino. l'abbiamo fatto.

MaritoPerfetto:
"Siete piuttosto organizzati, anche se non siete fanatici dell'ordine (bugia!!! fosse per lui in casa dovremmo chiudere tutto in armadi e cassetti!!!)
e della programmazione (...ma se è l'UomoLavagnettaMagnetica&ToDoList!!!).
A volte lasciate la casa o l'ufficio un po' in disordine (la casa sì, posso confermare, con una particolare propensione per l'AppallottolamentoDelCalzinoSpaiato),
ma poi mettete via tutto (leggi: nascondete alla vista),
rassettate (bah...),
rimettete a posto le carte o fate qualsiasi altra cosa sia necessaria per ristabilire l'ordine (tipo buttare le MIE cose).
È probabile che non avrete grossi problemi a mettere il vostro bambino a regime con E.A.S.Y., e dato che sembrate già essere piuttosto flessibili (ha fatto pratica con me altrimenti volevo proprio vede')
non avrete grandi difficoltà a modificarlo leggermente se lui avrà idee un po' diverse". (sai che ti dico? a 'sto punto dopo il parto prenoto un mese in un isola sperduta della grecia e torno a cose fatte!!!).

MoglieDegenere:
"Avete la tendenza a essere un po' sbadati e disorganizzati (ci credo... mi fai sto test all'ottavo mese di gravidanza, con 9 chili in più addosso, durante una notte insonne in cui un piccolo grisù si sta divertendo a fare pratica nel mio esofago, mentre attorno ho valigie aperte per un trasloco imminente, non ti pare una difesa riuscire a non essere poi così presente a me stessa???nonché una dote???),
ma non siete affatto una causa persa (ah, tracy, non t'allarga'!).
Per riuscire ad affrontare una routine organizzata, è probabile che abbiate bisogno di predere appunti (il corsivo non è mio...)
in modo da non perdere il filo (ma il filo di che? al massimo m'attacco il bambino al collo per non perdere lui!!!).
Segnate quotidianamente l'ora esatta in cui il vostro bambino mangia, gioca, dorme (ora sapete a cosa servirà il blog dopo la nascita di momo).
Potreste anche aver voglia di compilare una lista di cose da fare (o anche no).
La buona notizia (infatti fino a mò tragedie...),
nel vostro caso, è che siete già abituati a una certa dose di confusione (dove vuole arrivare adesso?),
e quindi la vostra vita con un bambino potrebbe non rivelarsi una sorpresa così grossa (cioè dopo nove mesi in formato uovo di pasqua, non esce niente?!?!?!? naaaaaaaaaaaa).

inutile sottolineare il gongolamento del MaritoSghignazzante.

martedì 26 maggio 2009

il mio regno per una vestaglia -- attimi di panico a New Millford, Connecticut

abbiamo deciso di partire questo week-end. ieri era il memorial day e ne abbiamo approfittato per andare qualche giorno in new england. il DIA a beacon e poi boston, coi tempi dettati da condizioni meteo e ripercussioni della pancia su mia andatura e autonomia.
sabato notte abbiamo avuto un'avventura indescrivibile, niente di vietato ai minori, benché inizi nel cuore della notte con il MaritoOcchiDaOrientale che mi scuote dal sonno atavico in cui versavo accaldata e sudaticcia.
quando sono riuscita ad azionare i sensi, sono stata assordata da un allarme insistente. associando il calore che sentivo in quello stato di latente coscienza notturna che fatica a diventare incosciente reazione e le battute fatte durante il giorno sulle casette prefabbricate dei tre porcellini che popolano i villaggi del new england, ho detto: sarà l'allarme antincendio...
MaritoOcchiDaOrientale apre la porta della camera: stanno scendendo tutti, vèstiti, dobbiamo uscire.

vèstiti?

io ho infilato le ciabattine ed ero fuori dal letto.
(son tornata solo un attimo sui miei passi per acchiappare al volo la borsa e... il MacBook... lo ammetto... ma non ho preso neanche l'alimentatore, né la custodia rosa, solo lui, nudo e crudo che già me lo vedevo annerito dalle fiamme...)

compatibilmente alla mia andatura e al fatto che eravamo comodamente locati al primo piano ci siamo fiondati giù dove un primo gruppetto di persone occupava serenamente le sedie del patio in attesa di istruzioni. l'allarme continuava a penetrare nei timpani e io all'aria aperta ricominciavo finalmente a respirare, dopo l'ondata di ansia e panico.
guardavo il MaritoOcchiDaOrientale e non ci capacitavamo di quello che stava succedendo. l'allarme persisteva, fiamme non se ne vedevano e personale dell'albergo neanche...
la gente continuava ad arrivare alla spicciolata, neppure troppo agitata. qualcuno si infilava una scarpa arrivando, ma nessuno correva. qualcuno rideva pure. mani in tasca, sbadigliando, arrivava molleggiando verso l'uscita, senza guardare in faccia nessuno, senza chiedere. fuori faceva freddo. per quanto le temperature siano primaverili, erano le tre del mattino.
a me sembrava di stare in un'installazione surreale quando il MaritoOcchiDaOrientaleCheNelFrattempoStavanoSchiudendosi mi propone di risalire in camera per prendermi qualcosa per coprirmi.
io ancora in stato di allerta: tu non ti muovi da qui!

finalmente arriva una coppia che immaginiamo poi essere i proprietari dell'albergo con una grande confezione di bottigliette d'acqua (lo dobbiamo spegnere noi l'incendio???). a me, vista la pancia, mi offrono del tè (???) continuando a chiedere scusa... e finalmente ci spiegano: dicono che i vigili del fuoco stanno arrivando, l'allarme è stato erroneamente attivato da qualcuno, quindi possiamo tranquillizzarci, ma dobbiamo aspettare che la procedura si sia conclusa.
a quel punto mi rilasso, rientro nell'ingresso dell'albergo, mi siedo su una poltrona e comincio in maniera più lucida a rendermi conto dell'accaduto.
ero seduta in questo albergo stile casa nella prateria e mi intravedevo in uno specchio dell'ingresso. con il mio pigiamino rosa a stelline rosse. miracolosamente la sera prima mi ero struccata. avevo gli occhiali, ma i capelli erano tutto sommato in ordine.
il MaritoOrmaiOcchiDaCivetta aveva il suo pigiama rosso, con pantalone scozzese.
mentre pensavo che avevo lasciato a casa la mia bella vestaglia rossa come le stelline del pigiama, che mi avrebbe fatto sentire molto più a mio agio in quella baraonda, mi sono guardata intorno.

diciamo pure che gli americani non sono noti per il loro stile nell'abbigliamento e noi italiani, come cliché, siamo invece molto più curati. ma assodato questo, gesummio, quella notte io ho visto cose che... che descrivere sarebbe riduttivo. cioè era chiaro che non contemplassero minimamente una tenuta da letto. guardavo attonita questa sfilata degli orrori, gente scalza su quella moquette che diosolosà, bambini in mutande... e mi chiedevo: ma cristoforo colombo non gliel'ha portati un paio di pigiami???

ovviamente una vestaglia è davvero chiedere troppo.

giovedì 21 maggio 2009

pensieri sparsi

be' è estate.
l'estate che piace a me. non troppa.
29 gradi. una temperatura che chiama fuori, che non fa sudare, non fa gonfiare i piedi.
le ossa sembrano scricchiolare per il riassestamento.
le panchine all'ombra iniziano a scarseggiare, ma ancora non sono prese d'assalto.
io mi prendo uno yogurt greco 0% ci tagliuzzo dentro un bel po' di more e me ne vado sull'hudson river a finire "il linguaggio segreto dei neonati".

in questi giorni rifletto tanto, scaccio le paure e mi faccio mille domande, una fra tutte:
c'è un modo per fermare i tempo???

un modo per fissare il gusto di queste giornate di pienezza, di solitudine sana, di ascolto, di voglie strane, di pruriti nel naso che spingono fuori lacrime dolci, di me, di immersione nei verdi di una città che sto per lasciare, ma che resterà nel bagaglio del mio bambino.

vorrei avere più fogli, più parole, più fotografie, più colori.
vorrei avere il talento di saper riporre e custodire i ricordi nella maniera più vivida possibile.
vorrei non perdere nulla, vorrei non ritrovarmi a maneggiare eventi snaturati o a smussare angoli sbeccati durante il trasloco. vorrei che restasse tutto com'è.

oppure tornare ragazzina e ricominciare daccapo. ecco, questo non mi dispiacerebbe.

lunedì 18 maggio 2009

Le cose che amo di te -- 2


dopo quasi un anno ancora mi sorprendi
ancora mi lasci incantata nell'esplorare nuovi spazi
ogni svolta è una sorpresa,
ogni pausa un cambiamento.

c'è sempre una sedia libera
un posto accogliente dove ristorarsi
un'idea da inseguire
una strada da esplorare

ma la cosa che amo di te
è il pensiero che richiedi
perché costruisci in superficie
ma dopo scavi, dentro chi ti ama.

domenica 17 maggio 2009

una poesia, di blog in blog

per me che da 6-7 mesi non supero le undici neanche per sbaglio, ritrovarmi a scrivere di sera, ancora sveglia, ancora con la musica di sottofondo, ancora con le rotelle in movimento, con pensieri inespressi che bussano con l'urgenza tipica di notti che mi sembrano appartenere a una vita fa, fa davvero strano.
dovevamo andare a un concerto jazz qui al village con degli amici, ma la giornata è stata intensa, nonché semplicemente meravigliosa, e io non me la sentivo di prepararmi e uscire di nuovo e ovviamente far tardi così ho insistito perché il MaritoMeritevole ci andasse ugualmente senza scrupoli. quindi eccomi qui, con michael bublé che mi sfiora la nuca, il mio I-Mac tra le dita e un momo instancabile che tenta di seguire il ritmo.
niente di meglio per cogliere al volo il lancio di paola de la margherita e il lappio con la sua poesia, che di blog in blog, di rima in rima, attraversa la rete e i cuori mammeschi.


Il gioco è semplice, consiste nello scrivere due strofe poetiche aggiungendole a quelle che ci son già

io ora scriverò due strofe, andrò nel blog di almeno tre amiche blogger e le inviterò a partecipare a questo gioco lasciando il link di questo post, loro dovranno copiare e incollare le strofe
esistenti e le regole del gioco (queste scritte in corsivo)
in un nuovo post dal titolo "una poesia di blog in blog"
e aggiungerne altre due strofe inventate da loro
Poi andare nel blog di almeno altre tre amiche e invitarle nel loro blog lasciando il link del loro post per copiare e incollre le strofe e così via


bisogna seguire alcune piccole regole:
le strofe devono essere solo due ed in rima
devono essere di senso compiuto
e unirsi al resto della poesia già scritta
le strofe dovranno essere inoltre firmate col nick tra parentesi
...così si sapranno gli autori della poesia :-)


Mille pensieri nella mia mente,
ne afferro uno velocemente (miks)
Parla di infanzia, ricordi, canzoni,
tornano in mente vecchie emozioni (beba)
Mamme che ballano, orsi da stringere,
pagine bianche di un diario da scrivere (paola)
E solo un tratto, sfiorato o scalfito
farà di un giorno un ricordo ben custodito. (caia)

cedo il testimone a tre blogger che spero possano apprezzare la sfida: rossana di in punta di piedi, trilly ed erica.

buonanotte e sogni d'oro

giovedì 14 maggio 2009

Una mamma last minute

ultimamente tra le colleghe di pancia, nei forum specializzati, tra le righe dei blog mammeschi e non, e pure dalla signora che incontro in piazzetta a leggere, non si sente parlare d'altro che di tutto il daffare preparto.
gli argomenti sono per lo più:
  1. valigia per l'ospedale;
  2. occorrente per l'ospedale per me e momo;
  3. corredino nascituro;
  4. cameretta;
  5. occorrente vario per il bimbo (passeggino, biberon, bilance, sterilizzatori & diavolerie di cui non conosco la corrispondenza);
  6. corso preparto.
ecco, non credo di passare per l'isterica se faccio un attimo il punto della situazione:
  1. ho due valigie gran turismo aperte nel living ma dentro ci sono un paio di piumini e qualche paio di stivali;
  2. sono uscita in missione camicie da notte con NonnaPapera e sono ritornata con camicia e vestaglia bianche in seta gran galà, probabilmente utile fra un anno. sono uscita per la stessa missione da sola e son tornata con un pigiama. io non uso pigiami. per momo devo ancora capire perché si apre la diatriba tra maniche lunghe e maniche corte se partorirò a luglio. nell'indecisione non ho ancora pronto niente;
  3. vedi post più sotto;
  4. esiste una cameretta, suddivisa in: spazio adibito a (che deve essere sgomberato da un armadio, un divano letto, una scrivania, mensole e tre scarpiere, nonché decorazioni e orpelli vari, e che necessita ovviamente di una tinteggiata), mobili da trasportare (attualmente componenti la camera di ZiaPolly a 600 km dal luogo di destinazione), mobili da comprare (principalmente la culletta/lettino/riduttore, ma questa è un'altra triste storia). ciò equivale a dire che la cameretta non esite;
  5. su questo sono a posto: accetterò alla cieca i regali/prestiti di Nonni e SaggiaCognataGiàMamma;
  6. non farò il corso preparto per ragioni logistico/spazio/temporali. dalla mia ho che sono consapevole del fatto che il bambino non mi verrà consegnato a casa dalla cicogna e in qualche maniera uscirà da dove è entrato.
per tutte queste questioni sono costretta a rimandare pensieri e azioni al mio rientro a roma che è stato ufficialmente fissato per il 7 giugno 2009.

nel frattempo tocca incrociare le dita (e le gambe) che momo non si annoi troppo nel GrandeMelone e decida di farsi un giro nella GrandeMela...

martedì 12 maggio 2009

cose buone in cucina

durante la gita di domenica abbiamo fatto un salto anche in qualche fattoria e abbiamo approfittato per comprare un po' di verdura chemical free e uova fresche. così ieri non avevo che da sbizzarrirmi a creare cose buone in cucina.
innanzitutto avevo degli asparagi tenerissimi che al MaritoSalutista piacciono molto e quindi sono stati i primi ad essere immolati alla mia fantasia. e così è venuta fuori questa padellata dai colori primaverili: asparagi e patate. niente di trascendentale, ecco la ricetta:
del mazzetto di asparagi ho preso le estremità con le punte
due belle patate
una costa di sedano
una carota
un cipollotto
sale e olio

ho fatto un mega soffritto con cipollotto, sedano e carota e poi ci ho aggiunto le patate tagliate a cubetti e le ho fatte rosolare. dopo cinque minuti ho aggiunto anche gli asparagi tagliati a pezzetti, ma con le punte lasciate più lunghe e ho abbassato la fiamma perché il tutto si cuocesse senza attaccarsi. ho aggiunto il sale e ogni tanto un pochino d'acqua per raggiungere la cottura.



questa la padellata che ne è venuta fuori.
secondo me è ottima come contorno sostanzioso e questa dose è abbondante per due. altrimenti si può utilizzare per condire pasta o riso e in tal caso questa dose è sufficiente per quattro persone.
nel caso della pasta io consiglierei dei paccheri che con le patate si sposano a perfezione, per cui procederei semplicemente saltando la pasta lessata nel condimento e servendo con parmigiano.
nel caso del riso io ho utilizzato del riso integrale organic che avevo cotto a parte e una spolverata di parmigiano reggiano e l'insieme mi è piaciuto molto.


(bella la foto col piatto sbeccato, eh? raffinata...)

ora mi restano i gambi degli asparagi e una bella busta di spinaci per la prossima sfida.
dei pomodori grandi perfetti da fare ripieni, sedano e una dozzina di uova fresche...

si accettano spunti e suggerimenti!

lunedì 11 maggio 2009

Novità dal web

ieri era la festa della mamma
ancora non è la mia festa è vero, però almeno un augurio, un pensierino... insomma almeno che si ricordasse me l'aspettavo... sto parlando del MaritoScamuffo, ecco!

MS: ma gli auguri per la festa della mamma te li doveva fare momo, perchéte la prendi con me?
io: bella questa, già scarichi le tue mancanze su tuo figlio! infatti è stato proprio lui, di suo pugno, a scriverti la letterina per la festa del papà vero?
MS: no, certo, l'hai scritta tu, ma io pensavo che te l'aveva dettata lui...
io: ......

in ogni caso ieri siamo stati a long island, al mare, è stata una giornata intensa e bellissima, quindi i bronci son passati in fretta!



tornando a noi e alle novità su web, per la festa di ieri ho regalato alla mia mamma un blog!
sarà presto visibile, non svelo niente, ma NonnaPapera sbarcherà presto sulla blogsfera!

mentre un'altra novità che ha acceso di emozione infantile questo mio incerto lunedì è che silvia mammaimperfetta ha pubblicato un mio post su bambinopoli!!!
grazie silvia!!!

ora scappo, ogni tanto il sole fa capolino e voglio approfittare di questa giornata per fare un po' di cose... faccende arretrate, passeggiate e una capatina per... comprare qualcosa di utile per il mio piccino che durante la colazione stava per scardinarmi una costola durante gli stiracchiamenti mattutini...

buon lunedì
buona settimana a tutti

lunedì 4 maggio 2009

riproviamoci...




giorni faticosi, non mi va tanto di parlarne, preferisco lasciarli andare, non rimuginare.
ho fatto una marea di riflessioni, di quelle serie. sulla vita, sull'amore, la maternità, l'onestà, il rispetto, la civiltà, non ultime l'amicizia e la solidarietà.
e alla fine di tutto spunto in questo piovoso lunedì con la voglia di resettare e vivere queste ultime settimane newyorkesi spensieratamente. per noi e per momo che da un lato subisce i miei umori e le mie emozioni, dall'altro li altera e li condiziona.
oggi vado dalla ginecologa a fare la visita mensile, speriamo vada tutto bene.
poi respiro quest'aria umida e scaccio la tristezza, consapevole che non sono più solo mia. le mie gambe son diventate quelle del mio bambino che ancora non sa camminare, la mia pancia si muove per i suoi impulsi. i miei polmoni sono quelli del mio bambino che da solo non può respirare e il mio cuore pulsa perché lui possa crescere.
fa una strana impressione non appartenersi totalmente. forse non appartenersi più.

mercoledì 29 aprile 2009

pant pant

dovrei aggiornare su tante cose, dovrei raccontare queste ultime settimane con NonnaPapera e ZiaPolly, queste improvvise giornate estive su una new york che si spalma di abbronzante e sfodera colori sgargianti. 
invece sono di corsa, con una connessione di fortuna.
stiamo bene, ieri abbiamo finito 29 settimane e inizio a capire cosa intendevano quando io sgranavo gli occhi dicendo quanto fosse grande la mia pancia e mi rispondevano che ancora non era nulla...
comunque domani dovrei tornare alla mia rassicurante routine e conto di aggiornare come si deve con tanto di supporti fotografici.
intanto utilizzo le ultime tracce di batteria del portatile e questa connessione per aggiornarmi sui miei blog preferiti :)

mercoledì 22 aprile 2009

Eccomi di ritorno

cari tutti miei lettori
suona presuntuoso questo inizio, ma il fatto di essere stata lontana dal web meno di una settimana e aver avuto i vostri pensieri dolcissimi, premurosi e apprensivi mi ha fatto tanto piacere. comunque stiamo bene, qui ci sono i rinforzi e io e momo siamo supercoccolati in tutti i modi!
ci manca tanto il MaritoDall'AltraParteDell'Oceano che comunque è in dirittura d'arrivo (fra quarantotto ore), ma per il resto ce la caviamo e cresciamo... tutti e due!!!
io sono ormai una mongolfiera zavorrata, momo è sempre più vispo e reattivo. ieri abbiamo finito 28 settimane.

per il resto non ho grandi aggiornamenti, tranne il fatto che con NonnaPapera e ZiaPolly stiamo facendo pic nic al central park (tempo permettendo), lunghe passeggiate turistiche e... un po' di danni shoppingheschi in giro... eheheh




un bacio a tutti
corro ad aggiornarmi sui vostri blog!

mercoledì 15 aprile 2009

Giornate uggiose

ieri è stata proprio una giornata pesante.
grigia, faticosa e un po' sul tristanzuolo.
a parte la tragedia sventata del blog apparentemente regredito, fortunatamente rientrata, ho occupato la giornata in compagnia delle valigie.
due giorni fa abbiamo fatto i biglietti per tornare a roma.
fra circa due mesi l'avventura newyorkese finirà. come me la vivo?
ancora non ho decifrato, ma la nostalgia la sento. so che non vorrei vivere qui per sempre, e neanche troppo a lungo, ma so anche che questa città mi mancherà. e non per i grattacieli, per la forza centripeta che fa convergere tutto il mondo su un'isola, né per la vita cool che si respira. ma per altre cose. per le cose semplici che faccio qui tutti i giorni. per gli angoli che son diventati miei. per le cose che so di perdermi ogni giorno se decido di restare a casa. per il cielo ritagliato dalle architetture strampalate che convivono solo in questa città. per gli spazi liberi in cui potersi stravaccare. per gli spazi liberi in cui potersi fermare a riprendere fiato. perché fra queste ringhiere tirate a lucido che delimitano parchetti e abitazioni, fra queste aiuole quattro stagioni fiorite o innevate, fra questi fumi sotterranei che sbuffano a ogni angolo e questi semafori frenetici, qui, fra le maglie di questa griglia di strade, è nato il mio bambino.

comunque fra due mesi o poco meno, tornerò a casa. la nostra casa, quella dove c'è la nostra vita in comune, i passati che abbiamo voluto accogliere e i progetti che condividiamo. il nostro spazio presente, costruito a misura nostra. ed è lì che voglio che nostro figlio veda la luce, nel nido che i suoi genitori hanno pensato per lui.
quindi bagagli.
il MaritoStakanov parte venerdì per l'italia. viaggio di lavoro. (visto il tono già sommesso del post mi limito a dire che sto frignando da domenica all'idea di separarmi da lui per sei giorni... mi sembra un'eternità...) approfittiamo quindi per iniziare a riportare indietro qualcosa che non serve, roba invernale, libri letti, cosine comprate per momo.
quindi bagagli.
quindi chiudere cose in valigie che prenderanno il volo.
quindi iniziare a partire.

comunque stasera arrivano NonnaPapera e ZiaPollyArmstrong. vengono a sopperire la mancanza del MaritoDall'AltraParteDell'Oceano e monitorare la SituazionePanza. ovviamente non vedo l'ora di vederle, di passare qualche giorno insieme e anche di condividere finalmente con qualcuno tutte quelle frivolezze prenatali tipo corredino, camicie da notte per l'ospedale, accessori passeggino e via discorrendo. cose di donne...
quindi adesso passo e chiudo e vado ad attrazzarmi per questa baraonda dei prossimi due giorni di passaggio di consegne. chi viene, chi va... e chi resta.



*l'immagine riproduce una scultura di moore, facente parte di un'esposizione che si è tenuta fino a qualche settimana fa al botanical garden.


domenica 12 aprile 2009

6 mesi e qualcosa -- il nostro ovetto cresce...

caro momo,
abbiamo compiuto 6 mesi. entriamo nel terzo trimestre.
ieri per la prima volta mi sono svegliata e, alzandomi dal letto, ho sentito la forza di gravità che mi tirava in avanti.
sarà perché ormai cresci rapidamente e la mia pancia comincia ad avere un posto nel mondo...



abbiamo preso 6 chili finora e per fortuna quasi tutti concentrati ! chissà quanto pesi adesso...

questo mese in realtà è stato un po' faticoso, di assestamento. nuovi doloretti da decifrare, un po' di anemia da tenere sotto controllo (con ferro in pillole, bistecche e legumi), bruciori di stomaco e altri fastidi comunque non preoccupanti. nuovo special guest: dolori intercostali, evidentemente ti stiracchi o cerchi di metterti in piedi e mi spingi in su... ma tutto sommato stiamo bene.


purtroppo pioggia e ancora frequenti giornate di alaskino (vento freddo, che abbiamo ribattezzato così) non ci permettono di fare le lunghe passeggiate che vorrei, quindi a volte penso che ti annoi e per questo fai jogging da solo ruzzolando e sbatacchiandoti di qua e di là.
immagino queste ragioni per la tua costante vivacità che spesso mi sveglia anche di notte, ma la verità è che stiamo iniziando a capire che la tua indole non è poi tanto quieta.
vediamo spesso tante bolle sulla pancia in corrispondenza dei tuoi movimenti e qualche volta, solo allora, realizzo il miracolo che ci sta succedendo... momo, stai crescendo dentro di me! e la naturalezza con cui questo accade, giorno dopo giorno, mi commuove.



il tuo babbo in questo periodo è molto stressato per il lavoro, ma nonostante questo la sera chiacchierate un sacco. lui ti racconta un po' di cose, e tu ti fai sentire con i tuoi trotterelli sotto le sue mani calde molto più delle mie, ti raccomanda di fare il buono e ti fa un sacco di coccole. secondo me ti piacciono perché io sento le bollicine e immagino che siano i tuoi sorrisi.

oggi siamo andati a fare una seconda colazione da sarabeth's al chelsea market. era tanto che il babbo e la mamma non uscivano a fare due passi mano nella mano senza un motivo preciso. il babbo ci ha fatto un sacco di foto, e anch'io ho provato a fargliene qualcuna carina, per farti vedere com'è il tuo babbo che ti aspetta... è sempre più bello. forse perché adesso è ancora più felice.