mercoledì 3 febbraio 2010

Elogio della gradualità

questo post è dedicato alle donne incinte, alle puerpere, a chi dispensa consigli alle donne incinte e a chi li dispensa alle puerpere. e anche a me che me ne sono sentiti tanti, di consigli.
non è un post polemico, ma, come sempre, semplicemente un resoconto delle mie esperienze e dei risultati dei miei tentativi.

ho scoperto anche a proposito di svezzamento nonché all'inizio con l'allattamento, che momo è un bimbo diesel. è veramente curioso, ma alla novità si lascia andare molto lentamente.
questo ovviamente non c'era scritto sul libretto d'istruzioni che mi avevano consegnato alla nascita.
e, all'inizio, per esempio, momo non si attaccava in maniera vorace, anzi, diciamo che non ne aveva proprio intenzione. magari trovava il capezzolo, ciucciava mezzo minuto e poi si addormentava o restava lì accanto a me a respirarmi. e tutti giù a dire: se non si attacca, non si nutre, muore di fame, l'allattamento al seno è compromesso, attaccalo, attaccalo!, attaccaaaloooooooooo!!!!!
grazie alla gradualità di momo e alla mia attesa, che a volte vacillava perché insinuarti che possa
morirti di fame il figlio non è la cosa più banale da ignorare, io non ho avuto ragadi, l'allattamento è stato felice e soft per entrambi e ora che ha sette mesi e mezzo, ciuccia che è una meraviglia, tanto che il peso che ha raggiunto a oggi l'ha preso praticamente soltanto con il mio latte.
quando siamo tornati a casa è subito stato evidente che volesse sempre stare in braccio, che avesse bisogno di contatto fisico. e, ovviamente, mi si diceva: mettilo giù, altrimenti si abitua e poooi vedraaaaaaiiiiii, abitualo alla carrozzina altrimenti quando peserà 9 chili che farai?, non lo tenere in braccio, diventa mammone, lascialo piangere un po', fa i polmoni. inutile sottolineare che io non ho mai dato ascolto a queste idiozie. momo era piccolo, aveva bisogno di me, quando mi sono state dette queste frasi sarebbe potuto essere ancora nella mia pancia (è nato tre settimane prima, ndb), e 'sta fantasia dei polmoni mi urta solo a sentirla. ovviamente ho avuto i miei momonti di stanchezza, non lo nego, ma di pari passo al tenerlo sempre in braccio quando mi cercava, tipo una goccia cinese cercavo di metterlo giù quando era tranquillo. due minuti? ok, domani saranno tre. oggi momo gioca anche un'ora e mezza seduto in uno dei suoi angoli gioco. mammone? quando siamo in giro elargisce sorrisi buffi a tutti, addirittura ieri in metro ha acchiappato il giornale di una signora per attirare la sua attenzione e fargli qualche nghe dei suoi, va in braccio a chiunque io lo porga, mi guarda, vede il mio sorriso e ne rimanda al nuovo amico. gioca con gli altri bambini sui tappetoni degli altri. mammone? bah...
e arriviamo al passeggino. qualcuno già sa dell'odio viscerale che momo ha nutrito fin dall'inizio verso passeggino e ovetto. probabilmente era tutto ricondotto alla sua abitudine a stare attaccato a me anche nei momenti di esplorazione esterna. e mi si diceva: vedi? con quella fascia l'hai viziato, adesso di che ti lamenti?, lascialo piangere, così impara, lascialo piangere, fa i polmoni, poverino, ma lo lasci piangere così?, deve capire che deve stare sul passeggino/ovetto. ho iniziato a uscire con il passeggino e l'ergo baby in borsa, quando iniziava a piangere, facevo qualche tentativo di calmarlo, e poi lo mettevo nell'ergo baby e continuavamo la passeggiata. con l'ovetto era diverso e ho evitato per un po' di prendere la macchina se non per necessità e qualche volta l'ho dovuto tenere nell'ergo baby con la cintura, ma qualche volta, ora che c'è un abitudine consolidata e sono chiari i capricci rispetto alle necessità, l'ho anche lasciato piangere. ma la cosa bella è che ormai la mattina noi stiamo fuori un'ora e mezza/due con il passeggino. io non porto più l'ergo baby e quando piange, spesso è sufficiente cullarlo un po' più energicamente perché vuole addormentarsi. quindi dorme, anche. a pancia in su. tie'!
sull'approccio all'alimentazione complementare ho già detto. e invece mi si diceva: fatti coraggio, i primi cucchiaini glieli devi spingere in bocca, se gli continui a dare il tuo latte, non capirà mai, lascialo piangere, alla pappa successiva mangerà di più. o almeno avrà fatto i polmoni.

insomma, tutto questo per dire, che secondo la mia esperienza, momo ha indubbiamente acquisito delle abitudini legate al mio modo di stare con lui, ma parlare di vizi per bambini così piccoli, mi sembra esagerato. piuttosto capricci, a volte. ma nella maggior parte dei casi, mi sembra si tratti di necessità, che si può scegliere di assecondare o meno, polmoni a parte.

aggiornamento:
anche alla luce dei commenti, volevo dire che io ho un asso nella manica. mio padre, altrimenti detto NonnoLupoDiMare, è un appassionato apneista e ha già mutina e pinnette pronte per quest'estate... ho come la sensazione che momo i polmoni se li farà in ogni caso!!!

un anno di lezioni di mammità

ridendo e scherzando è passato un anno dall'inizio.
forse dovrei dire qualcosa di interessante e celebrativo, ma non mi viene in mente niente.

mi viene in mente di ricordare com'ero un anno fa. pancina finalmente evidente, nella mia casina nel west village di new york, a immaginare il mio pappalupino.
volevo fare un confronto, ma non trovo una foto recente in cui sia da sola. e questo la dice lunga.
direi che con questo i bilanci sono finiti.
adesso dovrei lasciare spazio ai festeggiamenti, ma a dire il vero non mi sono preparata. il forno è freddo e il tempo contato, come sempre al suono dei respiri del mio cucciolo che dorme.

però una cosa la voglio fare, un pensiero esprimerlo. banale, forse, ma sincero.

grazie.
grazie a tutte le energie che hanno nutrito questo blog. grazie ai commenti, alle mail, ai pensieri. grazie per quello che ci siamo scambiati in quest'anno per me sconvolgente.


...ora momo è sulle mie ginocchia, tamburella con le sue ditine cicciotte sul mac e fa nghe nghe. e anche qualche gridolino.
i bilanci li sta facendo lui.

martedì 2 febbraio 2010

un mese e mezzo di alimentazione complementare

eccoci qua, finalmente a una svolta.
sapete bene tutte le crisi esistenziali legate a un inizio inesperto e ovviamente a tentoni.
ma il tempo è passato e momo, confermando il suo diesel mood, ha gradualmente accettato la pappa come uno dei pasti della giornata.
la nostra routine ha subito qualche variazione, si è adeguata alle nuove abitudini, ma ce la caviamo.
dopo un mese e mezzo di pappe proposte e mai mangiate in quantità considerevole, ma sempre spalmate per ogni dove in cucina, nascoste nelle orecchie e sotto la pappagorgia di cui momo è ampiamente provvisto, sabato, per la prima volta, momo ha mangiato:
  • due cucchiaini di pappa di farro in passato di zucca, carota e sedano, con un cucchiaino di olio e uno di parmigiano,
  • uno po' di assaggi a mo' di lecca lecca di ricotta di capra dal cucchiaino DA SOLO,
  • crosta di pane ciucciata per dessert.
e, per la prima volta, non ha voluto subito il seno, ma solo dopo due ore abbondanti.
la cosa si è ripetuta ieri e oggi.

More about Il mio bambino non mi mangia in queste settimane ho letto il libro di gonzales e come per molte letture ho preso qualcosa e ne ho lasciato qualcos'altro.
in definitiva il mio approccio è stato molto soft. a un certo punto mi era presa la frenesia di volere un po' d'indipendenza e il fatto di non allattare almeno a una poppata mi allettava. poi però mi sono accorta che pur volendolo, non l'avrei certo ottenuto insistendo o infilandogli il cucchiaino in bocca (cosa che peraltro non mi sarebbe riuscita mai e poi mai). quindi mi sono armata di santa pazienza e di una bella scorta di passati bio fatti da me (e il mio bimby) e surgelati in microporzioni e a ogni pranzo ho proposto a momo la sua scodellina mentre io mangiavo il mio pranzo. spesso chiedeva quello che avevo io nel piatto e compatibilmente a un po' di buon senso gliel'ho dato. la sera invece ha sempre ciucciato il pane mentre noi cenavamo e a volte ha assaggiato qualcosa dai nostri piatti.
non ama quando gli metto il grembiulino (come non ama pannolino, vestiti e cinghiette) ma è l'unico compromesso che gli chiedo, poi gli lascio tenere le mani a mollo nel piatto, dipingere la parete accanto a lui col cucchiaino e buttare per terra quello che gli sfugge dalle manine ancora impacciate.
ora molte volte, quando il cucchiaino carico di pappa gli arriva vicino, lo impugna e se lo mette in bocca da solo, salvo sbagliare mira e farsi strisciate da indiano sulle guance o, peggio, restare con le ciglia incollate irreversibilmente.
vuole bere dal bicchiere ogni volta che mi vede con quell'affare in mano. lo acchiappa e se lo porta alla bocca. solo che ci lecca dentro come un cagnolino... è troppo forte!!!
rispetto alla frutta resta diffidente. generalmente io sbuccio un frutto e gliene offro un po' mentre la mangio anch'io. a volte gliela grattugio, altre gliela tengo in bocca e lui succhia, ma non ne ha mai mangiato tanto da non chiedere il seno subito dopo. mentre la mattina ciuccia un biscottino mentre noi facciamo colazione, ma è un di più perché in genere ha appena fatto colazione col mio latte.
io mi sono rilassata. in teoria adesso salta la poppata, ma soprattutto mi sembra tranquillo rispetto a tutto l'ambaradan. non che prima facesse chissà quali scenate, semplicemente serrava la bocca o, comunque, dopo i primi due cucchiaini iniziava a innervosirsi e a chiedermi chiaramente il seno. io non ho mai insistito né tanto meno gli ho negato il seno. l'idea non mi ha sfiorato. è vero che non muore di fame, il piccoletto cresce bene e le sue ciccette non mentono. ma il pensiero di doverlo far piangere fino alla poppata successiva perché così impara non mi calzava addosso. il tempo mi ha dato ragione. quando alcune amiche mi raccontavano che in una settimana erano riuscite a sostituire una merenda o il pranzo, non nascondo che mi sentissi un po' svilita e avvilita. ma adesso penso che è andata bene così perché né io né momo siamo stati forzati. e oggi, anche se dopo ben sei settimane, abbiamo fatto un passo avanti. entrambi verso un po' di autonomia, entrambi verso un po' di fiducia in più in noi stessi, come mamma e come bimbo. e anche come squadra.

lunedì 1 febbraio 2010

Sunshine award

ogni tanto girovagando per i blog amici si trovano sorprese. e a me emoziona sempre sapere di essere nei pensieri di amiche che spesso lo sono nei miei. ho ricevuto questo premio da patrizia -- extramamma
e voglio girarlo a:
carpina
mammacattiva
mammain3d
marilde (anche come regalo di bloggheanno)
mrsapple
nicky (blog privato)
ondaluna
paolafrancy
passodoppio
piattins
silvietta
trasparelena
trilly

e ora che si fa?!??!

domenica 31 gennaio 2010

Sunday (Book) Review -- poesia

"Camminando si sentono i piedi della poesia, uno, due, tre / uno, due, tre, quattro / uno, uno, due, tre, quattro -- ballando si sentono ancora meglio. Quando il camminante incontra altri camminanti (nei sentieri dentro i boschi, dentro le città o dentro il corpo) li ascolta nel suono dei piedi -- per sentire la poesia.
I poeti camminanti vanno in giro per ascoltare il suono dei piedi -- o stanno fermi come alberi. Camminano anche perché vogliosi di suonare i piedi della poesia. Ci sono poeti camminanti che vanno in giro cercando non farsi vedere per meglio sentire.
Le bestie camminanti sentono subito i poeti camminanti -- come ad esempio una volta Orfeo. Le bestie camminanti non sono il pubblico della poesia -- ma la poesia.
I piedi della poesia in origine erano bestie, piante, insetti, rumori del cielo e della terra. Poi nomi. Gli occhi, attraverso cui l'amore dice la poesia, servono per guardare gli alberi e le bestie che formano l'anima. Le bestie dell'anima sono la poesia.
Nel bosco dell'anima gli animali (che sono parti dell'anima) cantano da soli o insieme, si fanno festa o si rattristano. Quello è il paesaggio della poesia -- è da lui che la poesia viene su. La poesia che viene da fuori fa da nutrimento al bosco dell'anima e alle sue bestie.
Prima di tutto viene l'accorgersi -- e stare a disposizione del linguaggio aspettando che le signorine Muse si mettano a ballare e facciano sentire i piedi -- proprio come i calciatori e l'arbitro alla folla, o i cavalli delle corse, o il pin pun pan pon dei concerti notturni -- che quando però così tanti decibel assordiscono le Muse e le spaventano.
Lei (la poesia) è il bambino che vede per la prima volta e cerca di scolpire nel suono l'immagine delle cose che sente e vede disegnandole con la voce. Questa è la sua magia. È la poesia. Le parole così neonate sono animali sonori che lui mette in vita. Coi nomi così soffiati lui anima il mondo.
Stando fermi, invece, si è alberi e si sente il battere della terra -- sia il rumore dei passi camminanti sia i terremoti o bombe o motociclette o i piedi della signora morte. Poi c'è il vento che fa suonare i rami e le foglie, vengono gli insetti e gli uccelli mentre l'albero cresce. Anche l'albero è un poeta camminante, in senso verticale."
questo è il prologo di il poeta albero di giuliano scabia, uno scrittore particolare ed eclettico che amo molto, di cui consiglierei uno qualunque dei suoi libri perché tutti parlano in poetese e ognuno racconta la fantasia.
io sono stata una ragazzina che imparava le poesie a memoria, che cercava di scriverne, e ne declamavo anche qualcuna. una ragazzina che inviava gli ingenui componimenti ai concorsi, che studiava strofe e metrica.
questo prologo dice quello che negli anni ho maturato sulla poesia e non ero in grado di esprimere, ma che quando mi è arrivato tra le dita e tra le righe, ho riconosciuto come mio.

e voi? cosa intendete voi per poesia? e quale libro, autore o verso mi consigliereste di leggere?

venerdì 29 gennaio 2010

umorale

mamma, babbo e momo, seduti a tavola, fanno colazione, ognuno con le proprie preferenze.

io: ma guardalo! come chiacchiera, come gioca con lo strofinaccio! guardalo! come sta nel suo mondo bimbo...
MaritoSonnacchioso: eh sì, seduto sul suo seggiolone... ciuccia il suo biscottino e ogni tanto fa i sorrisetti...
io: mi chiedo come sia possibile che in questo bambino riescano a convivere due nature così diverse. solo ieri chi lo avesse visto per cinque minuti avrebbe detto che è un bambino capriccioso, insofferente, che non sa stare da solo, antipatico e urlante. e oggi: si sveglia lallando, senza disturbare aspetta nel suo lettino che qualcuno lo prenda, fa colazione con noi tranquillo e sorridente, si fa cambiare il pannolino senza neanche una smorfia, sorride, sorride, sorride. e vedrai, come l'altro giorno, riuscirò a fare tutte le mie cose mentre lui se la spassa sul tappetone a giocare. ma com'è possibile?
MS: magari è soltanto un umorale...
io: seeeeeee, umorale...
MS: vediamo un po'... chi abbiamo di umorale in famiglia!??!

mercoledì 27 gennaio 2010

Sunday (Book) Review -- una storia per la memoria

sì, lo so che non è domenica. sì, lo so che sbarellare già alla terza settimana non è segno di affidabilità, ma che ci volete fare? cercherò di recuperare con un libro veramente coi fiocchi. e approfitto del giorno della memoria per parlarvi di un libro a tema.
ero arrivata da poco nella redazione dove ho lavorato prima di partire per new york e dopo 8, 9, talvolta 10 ore a correggere bozze, a fissare font e caratteri, a segnare accenti stortignaccoli, non è che il primo pensiero, arrivata a casa, fosse aprire un libro in cui matematicamente avrei scovato un refuso per capitolo. vero è che i libri che mi capitava di leggere non avevano acceso la mia passione più di tanto, quindi nei momenti liberi, soprattutto in autobus durante i tragitti di andata e ritorno, l'ansia di nutrimento aveva la meglio e un buon compagno mi dilettava sempre, ben scelto però.

fu così che mi ritrovai a piangere incollata a un malconcio sedile dell'atac e a dover riprendere un autobus al capolinea.
More about La bambina che salvava i libri la bambina che salvava i libri è uno di quelli che salveresti, appunto, da un incendio. è uno di quelli che compri per il titolo evocativo e ti piace tenere sul comodino perché la bambina ritratta in copertina racconta già una storia. è uno di quei libri che è difficile raccontare perché ognuno lo legge a modo proprio. è uno di quei libri di cui ti piace già sfogliarne le pagine che ondeggiano con insolite giustificazioni. ci sono disegni, tanto grassetto e stelline. sincopi e sovrappensieri. titoli, sottotitoli e indici, sintesi e approfondimenti. sottolineature senza matita e inquadrature fisse, carrellate rapide ed esemplificazioni. significati, frammenti. pensieri da fermare, parole da ricordare. e poesia, tanta poesia, che trasuda persino dagli spazi vuoti. dal buio di un rifugio. persino dalla morte.
è scritto da un autore giovane di libri per ragazzi. australiano, ma figlio di genitori europei che hanno vissuto sotto il nazismo le esperienze cui egli si ispira per questa storia.
liesel ha nove anni e ruba per sfamarsi. in tutti i sensi.

lunedì 25 gennaio 2010

7 mesi -- io mamma, tu bambino

mio piccolo momo
come siamo arrivati a questo punto?
adesso pesi 8 chili e qualcosa, e inizi ad avere anche un bel po' di capelli.
tieni eretta la testa, stai seduto dominando il tuo tappetone. quando sei prono, sollevi tanto il pancino da terra facendo leva con le tue gambotte grassocce ma muscolose, però riesci ad andare solo indietro. inizi a fare capriole per raggiungere le cose che vuoi toccare ed esplorare.
sei diventato un bimbetto proprio espressivo. e ti disperi per i tuoi limiti. questa è una caratteristica che a tratti mi spaventa di te. spesso trascorri tanto tempo a giocare da solo finché non ti accorgi che non riesci a prendere una palla troppo lontana o non riesci a seguirmi nelle mie faccende e prima spalanchi gli occhi, poi ti tendi e goffamente cerchi uno slancio, e poi piangi stizzito e gridi la tua frustrazione. io accorro. spesso mi chiedo se faccio bene. se forse devo lasciarti tentare. ma tu resti lì a piangere disperato. arrabbiato con te stesso più che alla ricerca d'aiuto. altre volte invece vuoi semplicemente la mia vicinanza, a commentare i tuoi giochi. vuoi una voce, una canzone. e allora fai un ehh perentorio e sonoro e io arrivo. sono lì e ti osservo da tutte le angolazioni e mi commuovo quando vedo l'accanimento verso tutto ciò che non è gioco. spesso preferisci il telefono al tuo paperotto di stoffa. un foglio su cui sto scrivendo alle tue costruzioni di gomma, i nostri piatti ai sonagli. i miei libri ai tuoi di gomma.
sei sempre più curioso, non hai paura di niente. a volte quando fai un movimento che ti fa rotolare col naso per terra, dopo la prima reazione di pianto, mentre sei in braccio a farti consolare, stai già lì a fissare il punto in cui hai preso la botta e a spingermi via per farti lasciare seduto. e lì rifai gli stessi movimenti per attutire la caduta, questa volta. mi piaci, amore mio, caparbio e testone. anche nel prendere i capricci sei determinato, asfissiante pure. questo mese le gite in macchina con l'ovetto hanno sortito esiti migliori, ma ci sono sempre quei momenti in cui decidi che non ti va e fai il diavolo a quattro per ottenere di essere staccato. e io mi sono scoperta molto più ferma di quanto credessi. un giorno ho lasciato che piangessi per tutto il tragitto di ritorno in macchina. non c'era modo di fermarci, come altre volte, per calmarti e ripartire. dovevamo tornare a casa e io guidavo. pensavo fosse molto più rischioso sganciarti e farti sedere in braccio a NonnaPapera che farti sfogare la tua ribellione contro le cinghiette e così, per la prima volta, ti ho continuato a ripetere che era giusto così e non te l'ho data vinta. tu, testardo, hai continuato a piangere tutto il tempo fino a casa. io quella notte non ho dormito, ma penso di aver fatto la cosa giusta. non mi piacciono i bambini che tiranneggiano un'intera famiglia e io, piccolo cuore di mamma, spero di farti crescere solido e felice. sto facendo del mio meglio. e lo sto facendo con enorme fatica, perché non l'ho trovato scritto da nessuna parte qual è il meglio per te.
la settimana scorsa c'è stato anche il primo vero rimprovero. e ho capito che sei veramente cresciuto. non ti sfugge più nulla del senso delle cose. e se da un lato devo stare attenta perché darti l'esempio conta più di mille parole, dall'altro so che adesso puoi capire e imparare. era una delle tue giornate di rifiuti e dopo una nottata allucinante e una mattinata di lamentini (a proposito, hai imparato questo mu muu che è qualcosa di snervante come solo una goccia cinese può essere!) la mia pazienza era giunta al termine. avevo preparato il pranzo e volevo mangiare. tu avevi appena mangiato quel po' di pappa e fatto la tua poppata, sembravi aver cambiato umore e così speravo di approfittare per mangiare, ma dopo poco hai iniziato: mu muu. ho continuato impassibile a guardarti e spiegarti che era giusto che rispettassi anche il mio pranzo e tu gridavi capriccioso, con punte d'isteria. hai cercato di farti prendere dalla nonna, con le moine più subdole e accattivanti che avessi mai visto, ma quando hai capito che neanche la nonna ti avrebbe preso, hai fatto un po' di caos: lanci di oggetti, gridolini e qualche tentativo di pianto. in un altro momento ti avrei accontentato, invece non so come ho trovato la fermezza di continuare a spiegarti che quel giorno non ci sarebbe stata eccezione. hai smesso, guardandomi sprezzante, e hai iniziato a trastullarti con il seggiolone. quando abbiamo finito e ti ho preso in braccio, ho iniziato a dirti che eri stato bravo e obbediente e tu, per tutta risposta, mi hai guardato negli occhi, spalancando i tuoi che diventavano sempre più liquidi, hai iniziato a far tremare il labbro inferiore e sei scoppiato a piangere infilando la testa nel mio collo. volevo piangere anch'io, mi son sentita cattiva, ma poi mi è venuto naturale cullarti, calmarti, continuare a ripeterti che non era successo niente e che la mamma non era arrabbiata, ma tu avevi capito una cosa importante. ti ho asciugato le lacrime e siamo andati a giocare con i mandarini.
grandi conquiste questo mese, piccolo mio!
la sera ci accoccoliamo e addormentarti sta diventando un rito dolce, fatto di favole della buonanotte e ninna nanna, chi l'avrebbe mai detto.
ti capisco un po' meglio e riusciamo anche ad avere momenti di sospensione. momenti durante i quali tu non hai necessità da assecondare, non hai capricci da arginare, ma sei sveglio, tranquillo e in ascolto. e aspetti che il mondo arrivi, che qualcosa ti sfiori, che un bacio all'improvviso ti faccia il solletico e che la tua risata ti sorprenda. e in quei momenti lì siamo di nuovo tutto un corpo che può stare, semplicemente. eppure siamo due cuori che battono in controtempo. e possiamo incantarci del mistero della vita. e io mi ricordo che sei fatto della mia carne, ma sei lì e respiri con il tuo ritmo che ha una musica diversa. sei proprio mio e così te stesso. è meraviglioso guardarti da fuori, momo. è meraviglioso vederti prendere una forma autentica e diversa da me.

venerdì 22 gennaio 2010

è sempre una questione di scelte

il grigiore della mattinata non promette niente di buono a questo post che inizia dopo l'ennesima nottata di dati non pervenuti.
da quando momo ha avuto l'influenza e ha passato una settimana a rischio di soffocamento, la notte è diventata una giostra. si sale verso le nove di sera e niente fa da premonizione di come andranno le ore successive. talvolta si sveglia subito dopo un'ora, ma poi dorme fino a mattina con un solo risveglio per la poppata, altre volte (molte di più), comincia a svegliarsi verso le undici e non si capisce più niente fino alle sei di mattina. durante il giorno è abbastanza tranquillo e regolare, ma la notte no... sembra quella canzone di indietro tutta.
va be'. che ci possiamo fare? del resto (fino a domani) c'è NonnaPapera qui con noi che è di enorme aiuto, anche perché momo le si è molto affezionato e hanno trovato dei modi di comunicare tutti loro che mi permettono di prendere fiato.
infatti in questa settimana sono andata dal parrucchiere, dall'estetista DA SOLA e abbiamo fatto insieme alcuni giretti, tra cui due parentesi shoppinghesche, una piccolissima (per me) e una consistente (per momo), approfittando dei saldi.
non solo.
qualche sera fa sono passate a salutarmi le mie due meravigliose ex colleghe, nonché amiche, e ho potuto offrire loro una vera cena anziché la solita pizza a domicilio. e nel valzer dei miei altalenanti stati umorali, la gioia e lo svago che ne sono scaturiti sono stati più volte soffocati dai rigurgiti di nostalgia acuta per la dimensione in cui vivevo prima. prima di partire per new york, prima che la mia vita prendesse una piega così definita e definitiva, prima di momo, prima dell'abdicazione (temporanea?) al mio essere eclettico (scusate la presunzione, ma sì, il mio essere eclettico), in favore di una mammità totalizzante.
il problema è che io non so essere mamma in un modo diverso. in questi mesi mi dicevo che non avevo scelta. la scelta ce l'ho. potrei mandare momo all'asilo e rimettermi in movimento per reinserirmi nel turbine delle cose che mi piacciono. potrei farlo, se non avessi momo qui accanto che mi chiama coi suoi eeeehh, i suoi truuuuu, i suoi ghi ghi. momo che mi cerca con lo sguardo mentre gioca, momo che si attacca al seno come una bestiolina affamata, momo che gioca con tutto fuorché i giochi. momo che fa il labbruzzo quando lo rimprovero e poi affonda nel mio abbraccio, momo che cerca di emulare tutto quello che faccio, momo che ogni giorno non è come quello precedente.
non riesco ad entrare nell'ordine di idee di affidarlo a qualcuno, di perdere dei momenti di questa sua rapida crescita, e tanto meno di far perdere a lui la sicurezza di avere me accanto che lo sostengo in questa sua esplorazione. forse perché a differenza delle mamme che hanno il lavoro che le aspetta io so di poter scegliere. che è un privilegio, ma anche un peso. che è una responsabilità, ma anche un dono.
non so dove voleva andare a parare questo post, ma NonnaPapera ha portato momo a passeggio e io sono rimasta sola a casa. troppo poco perché io possa pensare di riorganizzarmi una stanza tutta per me, troppo a lungo per non pensare che quella stanza è chiusa a doppia mandata.

mercoledì 20 gennaio 2010

giveaway di genitoricrescono

genitoricrescono ci stupiscono sempre per la loro vena frizzante e fuori dal coro,
mettono in palio biglietti per il teatro per festeggiare il loro primo bloggheanno!
andate qui e partecipate!!!

domenica 17 gennaio 2010

Sunday (Book) Review -- il must di gennaio

come ogni gennaio, ma quest'anno con qualche ragione in più, mi ritrovo con qualche chilo da smaltire, una buona dose di determinazione a perderlo e un libro nella manica.
More about Le francesi non ingrassano l'ho comprato tre anni fa, ci eravamo da poco trasferiti nella nostra casa, io stavo scrivendo la tesi e avevamo appena deciso di sposarci. ero in sovrappeso e non mi piacevo. non ero la stessa di cui il QuasiMarito si era innamorato poco più di un anno prima, e non volevo che sposasse questa nuova tizia che ciondolava tutto il giorno in casa in pigiama in attesa di ispirazione. e quindi mi misi addosso qualcosa di sformato e mi infilai nella feltrinelli. e tra pagine rubate, rannicchiata dietro qualche scaffale, e voli pindarici tra poesia e manuali di autosostegno, m'imbattei in questo libretto raffigurante una silhouette inconfondibilmente e adorabilmente francese.
diciamola tutta: a me i francesi non è che mi stiano particolarmente simpatici, a livello epidermico. e trovo lo stereotipo di bellezza femminile eccessivamente diafano per i miei gusti (e anche per il mio punto di partenza). ma si dà il caso che in fatto di stile siano imbattibili, le francesi. e quando ti senti uno scaldabagno ambulante e vuoi chiudere gli occhi e sognare di essere bella, magicamente ti vedi con due gambe leggere e un paio di ballerine a punta, una baguette sotto il braccio e un baschetto calato sulla fronte. insomma ho acchiappato "Le francesi non ingrassano" e mi sono ritrovata a sgranocchiare tarallini sul divano di casa, divorandone le pagine.
l'autrice mireille guiliano, presidentessa della veuve clicquot di new york, racconta in maniera squisitamente autobiografica di come, dopo una permanenza americana all'ingrasso, abbia riscoperto le proprie abitudini alimentari e quindi il segreto che si cela dietro l'invidiabile linea delle donne francesi. amore per il cibo, cura e raffinatezza nell'approccio con il mangiare, ritualità. piacere. ricercatezza. qualità.
per dimagrire non è necessario rinunciare a dolci o cioccolata, né allo champagne, ça vans sa dire. basta usare la testa e pensare a quello che stiamo mangiando e al perché. basta mangiare bene. evitare il cioccolato tanto per. e gustarne quando si ha l'opportunità di avere un extrafondente 90%. evitare il tavernello e stappare una bottiglia di champagne quando si può.
è tutta una riprogrammazione che parte da un'analisi delle nostre abitudini sbagliate e finisce con l'instaurarsi di un nuovo approccio sano e duraturo al cibo.
grazie a questo libro io sono dimagrita otto chili in tre mesi e ne ho ripresi quattro solo adesso con la gravidanza. non sono diventata uno stecchino, ma le mie gambe leggere mi hanno portato all'altare (si fa per dire, era un luogo profano, ndr). e di tanto in tanto mi sono trovata a risfogliare qualche pagina, qualche ricetta "autoingannante", qualche aneddoto très chic che mi facesse tirare su la schiena -- immaginando un libro in testa in equilibrio -- e mi facesse venire una terribile voglia di sorseggiare bollicine in un dior taglia 42.

lunedì 11 gennaio 2010

tutti a tavola!!!

vi ricordate della prima pappa?
ecco, è stata una farsa. o, per meglio dire, una prima senza repliche.
il fatto è che per varie ragioni io non mi sentivo proprio pronta e poi momo era davvero piccolo, non era necessario e, insomma, un giorno era tardi, un giorno era presto, uno dovevamo uscire e...
così.
poi è arrivato quel periodo. durato un paio di settimane. raffreddore a parte, momo ha iniziato a dormire male anche di notte, col risultato che io ero veramente ai minimi storici e lui sempre nervoso, di giorno e di notte. sempre lamentoso, infastidito, esagitato.
mi sono convinta che era il mio latte a non bastargli, perché aveva ripreso a chiedere il latte anche di notte, anche ogni due ore. quindi ho iniziato a rimuginare sulla questione dello svezzamento e col mio solito approccio libresco sono approdata a questo

More about Io mi svezzo da solo!

ne avevo letto anche una recensione di serena su genitoricrescono e le antenne mi si erano drizzate. inutile ritritarne i contenuti: la recensione di serena è molto esauriente e ce n'è anche un secondo capitolo sull'evoluzione.
e, così, una sera, a tavola come sempre tutti e tre, agli inequivocabili gridolini di momo, ho risposto con il suo cucchiaino pieno del brodo del nostro minestrone.
ha iniziato a spalancare bocca, occhi, a sbattere eccitato le mani sul seggiolone.
gli ho schiacciato un pezzetto di zucca e l'ha fagocitato.
un pezzo di carota. idem.
io ero commossa, il MaritoIncredulo non sapeva se lasciarsi andare alla gioia che quella vista provocava o opporsi per ripristinare l'ordine.
già. perché momo non è soltanto figlio mio e...
quando ho parlato dell'autosvezzamento di piermarini con il MaritoMalfidato, ha sgranato gli occhi, è diventato rosso, poi verde, poi blu e infine è sbottato:
"ma che ti sei messa in testa? momo non è una CAVIA!"
io: "be' neanch'io!!!"
MM: ???
io: "se ti aspetti che mi metta a fare cabaret, cantare il repertorio di nilla pizzi o, peggio, schiaffargli il cucchiaino in bocca a forza, hai sbagliato moglie!!!:
MM: "ma chi ti ha detto niente!!! e poi, ma perché dobbiamo fare tutto strano? e i pannolini lavabili, e l'omeopatia, e i vaccini ancora ci stiamo a riflettere, e niente asilo e questo e quell'altro... almeno le pappe, non possiamo andare in un &^%$& di negozio e comprargli due barattoli di omogenizzato?!!?!??!"
io (ahhh, quanto mi piace 'st'omo quando tira fuori il testosterone!!!): "okkeyyyy".
MM: "okkey?"
io: "sì, facciamo così".
MM: "sì?"
io: "sì".
MM: "oddio e mo' che ti sei messa in testa? com'è che ti arrendi subito?"
io: "..."
MM sudava freddo, nel frattempo era diventato bianco: "allora?"
io: "stai tranquillo amore, da domani inizio a preparargli le pappe, del resto di pappe non è mai morto nessuno".

nel frattempo avevo seguito un deludente corso di svezzamento naturale che era un'applicazione di cucina macrobiotica all'arte pappinatoria. come se improvvisamente un pupetto che ha preso finora il mio latte (io non mi sono privata di quasi niente né in gravidanza, né durante l'allattamento) potesse mangiare amaranto e germogli con gusto.
quindi il giorno dopo ho preso il mio fidato bimby e ho preparato un surrogato del minestrone della sera prima, senza sale, omogenizzando le verdure e aggiungendoci alla fine un bel cucchiaio di pappa di riso, un cucchiaino d'olio e altrettanto di parmigiano. ricetta classica, vado sul sicuro.
risultato: nell ordine, momo ha spalancato la bocca, ha digrignato le gengive, ha sputacchiato, ha serrato le labbra, mi ha guardato sprezzante e ha lanciato la scodellina, tipo frisbee, direttamente nel lavello.
eloquente no?
dopo qualche giorno siamo andati a consultare IlPediatra. io sono arrivata carica ed entusiasta, gli ho spiegato tutto nei cinque minuti in cui il MM era a parcheggiare, poi il MM è arrivato e IlP ha preso la parola e ci ha spiegato che il bambino a sei mesi non è pronto per qualsiasi cibo. che i suoi reni non riescono a smaltire bene il sale che noi siamo abituati a mettere nelle pietanze. e che ci sono dei cibi un po' più complessi che il bambino non ha la maturità organica per digerire come si deve. detto questo gli assaggi si possono far fare, perché le quantità non sono sufficienti a creare danni, ma ovviamente in seguito il bambino avrebbe fatto fatica a fare un intero pasto con sapori più tenui. del resto fino a nove mesi, anche un anno a volte, il bambino può crescere bene anche solo con il latte materno, quindi si può affrontare il tutto senza ansia e fretta.
e mi ha dato il suo elenco di cibi ammessi, da integrare gradualmente con altri, man mano che avesse accettato i precedenti.
  • bietola, lattuga, finocchio, sedano, cipolla, patata, zucchina, zucca gialla, carota
  • olio d'oliva
  • parmigiano reggiano
  • pappa di riso, farro, orzo, mais, miglio, grano, multicereali
  • mela, pera, albicocca, prugna, banana
dopo venti giorni:
  • lenticchie rosse decorticate
  • ricotta di capra
  • malto di riso
sono uscita da lì, con la coda tra le gambe. ero quasi certa che IlPediatra mi avrebbe appoggiato. il MM ringalluzzito infieriva: "hai visto? del resto, abbiamo scelto di affidarci a questo medico e ora facciamo così".

quindi la situazione è questa: momo continua a fare le sue poppate regolarmente, il pranzo è diventato un momento di tentativo, ad oggi non ha mai mangiato neanche metà della pappa e quindi ho continuato a proporgli il seno. nel frattempo ciuccia sempre un pezzetto di pane quando è a tavola e noi mangiamo, e io cerco di accontentare, quando le fa, le sue richieste di assaggio. le lenticchie, per esempio, le aveva apprezzate quando le avevo fatte per me, con cipolla e carota, salsa di soia e zenzero. ci ha impiastricciato il seggiolone con il suo passato di rosse decorticate con carota.
riguardo la merenda non ci provo neanche più, la frutta gli fa rivoltare la testa a 180 gradi.

sinceramente speravo di risparmiarmi almeno una poppata al giorno per acquisire un po' di autonomia, ma più di tutto mi preme agevolare un approccio sano al cibo, e senza conflitti o forzature. quindi sto continuando così. con l'alimentazione complementare. concetto per cui il cibo solido è un complemento all'apporto che finora ha avuto dal latte materno, che resta la principale fonte di nutrimento.
avendo ormai provato un po' tutte le combinazioni di pappe e avendo capito che l'unica che mangiucchia, ma non per più di due giorni di seguito, è quella di farro con il passato di verdure (finocchio, bietola, zucca), si può dire che siamo a un punto morto.

suggerimenti?

domenica 10 gennaio 2010

Sunday (Book) Review

alla luce dei ricorrenti sguardi al passato da inizio d'anno e di casualità che fungono da indovena nostalgica, ho deciso di inaugurare una nuova sezione del blog Sunday(Book)Review, uno spazietto domenicale dove recensire le mie letture e non solo.
quando stavo a new york, la domenica mattina compravamo il malloppone del NYTimes, io lo acchiappavo per prima e mi prendevo tutti gli inserti più carini tra cui Fashion&Style e The Book Review; Business & BoringNews le lasciavo al MaritoStakanov. era proprio un rito carino. a volte ce lo portavamo in metro, se stavamo andando da qualche parte, altre ce lo infilavamo sotto al piumone, se la giornata era uggiosa e innevata. ma spesso, stretto sotto il braccio, ci accompagnava nel nostro cafè a scaldarci con una colazione fumante. che poi diventava anche pranzo a volte perché io mi portavo il taccuino e scrivevo, MS il pc e lavorava. e le ore passavano, senza che nessuno ti chiedesse di lasciare libero il tavolo, o di ordinare in fretta. e di sottofondo musica, storie di due minuti che entravano e uscivano a suon di slang, personaggi a tuttotondo che portavano la propria pennellata in quel quadro dinamico e poi, senza guardarne il risultato, lo abbandonavano.
insomma, un po' perché sono una romantica, un po' perché oggi mi gira così, un po' perché grazie al cielo anche da mamma continuo a nutrire la mia passione per la pagina stampata, beccatevi questa nuova sezione domenicale. ma non affezionatevi troppo!

More about Pulce non c'è
questa settimana ho letto questo libro: pulce non c'è, l'esordio di gaia rayneri, una ventiquattrenne che vive tra torino e londra. pulce è una bambina autistica di nove anni. ha una mammaAnita, un papàGualtiero e una sorellaGiovanna. sono una famiglia vera. che affronta i drammi quotidiani con amore e ironia. un giorno pulce viene portata via da scuola dagli assistenti sociali perché si ritiene che la famiglia non sia idonea a prendersene cura. è chiaro ci sia qualcosa sotto. solo dopo diversi mesi si viene a sapere che sul padre grava un'accusa di abuso sessuale sulla figlia. questa "storiaccia" è raccontata da giovanna, tredicenne alle prese con la propria pubertà e con un rocambolesco mondo immaginario. la fantasia e la sagacia innocente di questa sorella narrano una storia triste e faticosa con uno sguardo che rimanda il bello della vita. mi è piaciuto lo stile asciutto e tagliente. mi è piaciuta la storia perché è un dramma moderno e quotidiano. mi è piaciuto perché parlare di autismo e non essere patetici è una scommessa e questo libro l'ha vinta. mi è piaciuto perché ha mostrato le prospettive altre. quelle che non siamo abituati a vedere. e mi è piaciuto perché ho riconosciuto alcune cose di me in giovanna. e alcune persone che ho sfiorato nella mia vita e che queste pagine hanno riportato tra i miei pensieri.

sabato 9 gennaio 2010

giveaway di valentina -- il linguaggio segreto dei neonati

More about Il linguaggio segreto dei neonatisegnalo questo giveaway dal blog di valentina, che mette in palio "il linguaggio segreto dei neonati" di tracy hogg. be' chi mi conosce sa che non c'è niente da aggiungere. bisogna averlo!

venerdì 8 gennaio 2010

a letto, una sera

MaritoTramanteQualcosa: momo dorme?
io: eh, sì! ronfa alla grande!
MTQ: e vieni qui!
io: ma sei già sotto le coperte... eccomi!
MTQ: vieni qui vicino...
io: ahiiii, il ginocchio! non mi tirare così
MTQ: sì, scusa...
io: aspetta, mi metto di qua, ecco!
MTQ: ahia! ferma, non ti appoggiare lì, ho la cassa toracica che scricchiola...
io: scusa amore, ecco...
MTQ: no, da questa parte ho il nervo del braccio infiammato!
io: ma dalla mia parte non posso io, che mi fa male la schiena!
MTQ: ...
io: amore
MTQ: eh?
io: mi chiedevo: ma quando saremo veramente vecchi e acciaccati come faremo?
MTQ: alla grande! avremo alle spalle anni di allenamento!
io: ...
MTQ: ...
io: ...e forse anche qualche velleità in meno.


poi, detto fra noi, quando gli 'nghe risulterebbero la conclusione più decorosa a questi quadretti, 'sti pupi non si svegliano MAI!!!

giovedì 7 gennaio 2010

o tu, o noi! -- piano d'azione per sopravvivere

prologo
come avrete immaginato tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre il mio stato psicofisico era veramente ai minimi storici registrati. quello che mi stava sfinendo e logorando non era propriamente l'abnegazione alla mammità, ma l'apparente nullo risultato sul benessere di momo. e non credo neanche che la soluzione fosse semplicisticamente mettere una distanza tra me e lui qualche ora al giorno (mandandolo al nido) o interrompere il circolo vizioso della mia ansia e stanchezza che nutrivano la sua insofferenza.
punto primo: io non credo che il nido di per sé risolva dei problemi, piuttosto, anche alla luce di quello che poi è stato il nostro piano d'azione, credo che inevitabilmente dia una routine che spesso i genitori, da soli, non riescono a imporre. inoltre, nel mio caso, avrebbe innescato una pericolosa corsa al senso di colpa.
punto secondo: sicuramente il circolo vizioso, per cui gli stati d'agitazione di chi si prende cura di un bambino passino per osmosi al piccolo è un fatto innegabile, ma da qualche parte si era avviato e io ero certa che non ero stata io a cominciare. mi spiego: durante i primi tre mesi, momo era un bambino tranquillo. mangiava, giocava, dormiva, secondo i cicli del metodo E.A.S.Y., poi è accaduto qualcosa. il famoso risveglio delle sue percezioni. ha smesso di lasciarsi andare a quel ritmo che io gli suggerivo e ha iniziato a esprimere le sue resistenze, in particolare al sonno. certo! era come dirgli: guarda che bel mondo hai intorno! ecco, adesso spegnamo la luce e tutto quel bel mondo ti è negato. manco a dirlo, diventava una iena.
quindi io ho iniziato ad ammorbidirmi nell'insistere con i cicli. quando lo portavo a dormire, lui si dimenava, iniziava a piangere e io pensavo che non avesse sonno, quindi lo riportavo a giocare e lì innescavo la tragedia: più giocava, più si sovreccitava. più si sovreccitava, meno dormiva. meno dormiva, più era isterico. più era isterico, meno riusciva ad addormentarsi. meno riusciva ad addormentarsi, più piangeva disperato. più piangeva disperato, più io piangevo disperata. più io piangevo disperata, più... devo continuare? chiaro, no?
insomma, mettiamoci pure che intorno ai cinque mesi e mezzo ha avuto l'ennesimo scatto di crescita, unito a un brutto raffreddore durato un paio di settimane (di conseguenza mangiava male e ha ricominciato a svegliarsi ogni ora e mezza/due anche di notte), unito a un presunto arresto della crescita, e non stupisce che una mattina, fra le lacrime e gli sternuti, io mi sia messa seduta a tavola con taccuino rosso e pennarello per affrontare di petto la situazione. riporto fedelmente le considerazioni:
  • 'sto pupo deve dormi'!
  • 'sto pupo deve magna' come si deve!
  • o lui, o noi (tutti e tre)!

il piano d'azione
se qualcuno si ricorda del famoso test d'idoneità al metodo di tracy hogg, si farà una risata. io non sono propriamente una donna di quelle che definiresti organizzata, né tanto meno ordinata. men che meno abitudinaria. eppure, pare che la mammità tiri fuori il meglio di noi. e MammaCaia si è ritrovata in automatico a sfogliare rapidamente il suo incasinato taccuino rosso, cerchiare qualche dato importante e cercare la prima pagina bianca utile per scrivere a caratteri cubitali:
routine
a seguire la sua tabella di marcia desunta da alcuni punti fermi nella giornata di momo (orario del risveglio e del crollo serale), ma soprattutto da una considerazione circa le poppate. di giorno era portato a mangiare anche ogni quattro ore (vuoi per le distrazioni, vuoi per l'ansia di fare, vedere, toccare), ma dal primo pomeriggio non si capiva più niente. inoltre un'altra riflessione desunta dai suoi comportamenti era che ha una certa sensibilità agli stimoli, ai posti nuovi, alle luci, ai rumori. infine, nel momento in cui momo esprime una propria necessità si è già a livelli d'allarme. questo significa che, per quanto inizialmente lo trovassi un atteggiamento poco educativo, per i bisogni fisiologici di sonno e cibo, bisogna un po' prevenire le necessità.
quindi:

  • poppate ogni due ore e mezzo/tre, tranne l'ultima serale più a ridosso per farlo andare a dormire più sazio, proposte e non richieste;
  • nanna dopo un'ora e mezza/due dall'ultimo risveglio imposta e non apparentemente richiesta.
ecco la nostra nuova giornata:
  • ore 7,00-7,30 risveglio e colazione (latte mio)
  • ore 8.30-9,00 primo sonnellino
  • ore 10,00-10,30 merenda (latte mio)
  • ore boh, dipende secondo sonnellino
  • ore ore 13,00 pranzo (tentativo di pappa, poi latte mio)
  • ore boh, dipende terzo sonnellino
  • ore 16,00-16,30 merenda (tentativo di frutta, poi latte mio)
  • ore boh, dipende quarto sonnellino
  • ore 19,00 cena (latte mio)
  • ore 20,30-21,00 spuntino pre-nanna (latte mio)
  • ore 21,30 dorme
  • ore 3,00 circa fa un risveglio per la poppata notturna
un'altra variante ai precedenti comportamenti è stata quella di agevolargli il sonno oscurando l'ambiente ed evitando troppi rumori. mi direte: la scoperta dell'acqua calda... ehm, io, veramente, prima, di giorno cercavo di farlo dormire con la luce perché pensavo di farlo abituare ad addormentarsi ovunque, col risultato che non si addormentava da nessuna parte.


risultati
comunque c'è voluta una settimana perché questa routine prendesse piede, in particolare perché i sonnellini inizialmente non sono stati subito accettati. spesso stavamo in camera, nei pressi del lettino a fare coccole, giochi poco eccitanti, ma alla penombra e col ciuccio (che lui prende unicamente per dormire), a volte piangeva, ma io lo tenevo in braccio e lo cullavo senza schiodarmi dal pensiero che lui aveva bisogno di dormire e dopo un po' cedeva. spesso si risvegliava subito, ma al contrario di prima che mi dicevo che evidentemente per lui era sufficiente dormire cinque minuti, lo riprendevo in braccio e lo ricullavo e si riaddormentava. l'obbiettivo era fargli fare almento un ciclo di sonno di tre quarti d'ora. o almeno tenerlo al riparo da eccessivi stimoli che non facevano altro che isterizzarlo ulteriormente.
in realtà i risultati si sono visti subito. intanto ogni volta che lo mettevo al seno per mangiare era felicissimo e si attaccava con il sorriso sulle labbra. mangiava con voracità, ma senza agitazione. svuotava tutte e due i seni e poi si staccava con lo schiocco e iniziava a lallare, a sorridere e a giocare tranquillo con le manine o con me. poi già dal primo giorno ha fatto almeno un riposino di tre quarti d'ora all'interno della giornata.
a distanza di un mese io penso ogni giorno che se qualcuno a novembre mi avesse detto che saremmo stati così sereni non ci avrei creduto.
momo fa 7 poppate, però sono prevedibili e io posso anche pensare di uscire senza di lui e soprattutto senza l'angoscia di sentirlo sbraitare per le scale, rientrando.
fa quattro riposini durante il giorno (bel traguardo, se si pensa che per quasi tre mesi ha dormito tra i venti minuti e l'ora in tutta una giornata, spezzettati), in genere due di uno e due di due cicli, alternati.
i suoi momenti di activity sono diventati allegri e rilassati per lui e per noi (nei limiti ovviamente di un bambino che si annoia, fa i capricci, più varie ed eventuali) e piano piano anche più autonomi. per ben due volte sono riuscita a farmi una doccia mentre lui era impegnato con la sua palestrina. senza dover inondare il corridoio uscendo dopo due minuti insaponata e assordata da pianti incomprensibili. e sto ricominciando a prepararmi un pasto caldo per pranzo che siamo soli.
ma la cosa che ha cambiato davvero la nostra vita e, a essere sincera, anche il mio rapporto con lui, è che la sera si addormenta con le coccole e non più svenendo stravolto dopo i propri pianti strepitanti che a volte raggiungevano le due ore.
forse ha aiutato anche il nostro rito serale, fatto di una successione di eventi quasi sempre simili. alle 7,00 lui fa la poppata, poi nel seggiolone ci fa compagnia mentre ceniamo io e il MaritoTornatoDaLavoro, poi un'oretta tutta al maschile di massaggini e un po' di libertà senza pannolino, poi pigiamino e via sul lettone, qualche libro di favole, qualche risata con il suo doudou, un po' di coccole (o con me o con il babbo, dipende) e infine intorno alle 9,00 poppata, coccole di mamma, ciuccio e ninna nanna.

considerazioni
la mia preoccupazione rispetto a una routine così strutturata era l'apparente rigidità. considerato che in questo mese di rodaggio ci sono state feste, viaggi, nottate particolari, posso dire con cognizione di causa e contro ogni mio preconcetto, che la routine aiuta anche nelle giornate straordinarie. cercando di garantire a momo i suoi punti fermi, anche se destrutturati, lui riusciva a dormire, mangiare e stare sveglio serenamente. prendendo come esempio le due nottate di vigilia di natale e san silvestro. la vigilia di natale abbiamo fatto l'errore di imporgli la nanna nel lettino, mentre nella stanza accanto si faceva baldoria. morale: si addormentava stremato perché era stanco, ma si risvegliava subito, disturbato dal caos, nervoso e arrabbiato perché da solo. a san silvestro invece abbiamo pensato: ok, è festa, aiutiamolo a dormire, ma non facciamo finta che sia tutto "normale", perché non lo è. eravamo a casa di una mia amica con piccoletta di quasi quattro mesi e un altro paio di coppie con prole. abbiamo acceso le candele a tavola e spento le altre luci per agevolare il sonno dei pupi. abbiamo cercato di evitare urla, ma per il resto non abbiamo fatto che ridere e spassarcela. io e il MaritoComplice ci siamo tenuti momo nell'ergobaby tutta la notte, a turno. a lui piace dormire addosso a noi e si rilassa facilmente. quando era svegliato da qualche risata più forte alzava la capoccetta, si guardava intorno, faceva un sorriso birichino e poi si rimetteva accucciolato a dormire. era sveglio a mezzanotte e sgranava gli occhi mentre facevamo il countdown. io temevo che si spaventasse e gli prendesse una crisi di pianto, invece si è attaccato a me e ha confuso la sua bavetta con le mie lacrime. poi si è rimesso in posizione, ciuccio in bocca e nanna fino alle 4 quando, a casa, gli ho dato la poppata notturna e si è messo a dormire nel suo lettino. la mattina dopo abbiamo ripreso tutto come i giorni precedenti. alle 7 di mattina, of course.

mercoledì 6 gennaio 2010

Ninna nanna per momo
























Ninna nanna ninna oh

questo bimbo a chi lo dò
non lo dò proprio a nessuno
me lo tengo stretto stretto
e se me lo chiede qualcheduno
io gli faccio lo sgambetto
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino birichino
si è già messo il pigiamino
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino un po' furbetto
si nasconde sotto il letto
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino avventuroso
vuole giocare senza riposo
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino tanto buffo
corre nei sogni con un bel tuffo
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino sgangatello
vuole volare con un mantello
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino giamburrasca
ruba due stelle e le mette in tasca
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino come un pagliaccio
si addormenta sempre in braccio
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Ma questo bambino è fortunato
sul cuore di mamma di è addormentato
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Ninna nanna ninna oh
questo bimbo a chi lo dò
non lo dò proprio a nessuno
me lo tengo stretto stretto
e se me lo chiede qualcheduno
io gli faccio lo sgambetto
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

è vietato riprodurre questa ninna nanna senza autorizzazione degli autori, momo e la sua mamma saranno però felici se prenderà vita tra le corde vocali di mamme cullanti e bambini ghiretti. buona befana!

martedì 5 gennaio 2010

sei mesi, un natale dal sapore speciale

natale 2009
mio piccolo momo
hai compiuto sei mesi il giorno di natale e per la prima volta la tua mamma invece di pensare ai regali che sarebbero arrivati si commuoveva per quelli già ricevuti. eravamo a casa dei nonni, con la ziaPolly di cui ti sei innamorato e i bisnonni. io, il tuo babbo e tu, piccolo ometto sorridente.
guardarti ogni giorno crescere, diventare un bimbo sempre più consapevole di sé mi incanta. ormai stai seduto da solo e quando ti stufi riesci a rotolare e metterti a pancia in giù. proprio il giorno di natale hai cominciato a tenere su il pancino e a cercare la meccanica per muoverti nello spazio e già pochi giorni dopo ti spingevi indietro e ruotavi. conquisti sempre più autonomie nel gioco e riesci a farci capire quasi sempre quello di cui hai bisogno. sei assertivo e deciso.
hai anche iniziato ad assaporare le pappe, ma solo se ti lasciamo tenere le manine a mollo nei piatti. mi sembra che anche per l'alimentazione tu abbia le idee piuttosto chiare: saporito, altrimenti anche niente, arricci il naso e sputacchi. e poi mi guardi accigliato come se non ti capacitassi di come io possa essere così stupida da propinarti certa roba. scusa, momo, mamma fa del suo meglio, ma ha alle calcagna IlPediatra. e soprattutto il tuo babbo.
adesso pesi 7,650 chili e sei lungo 66 centimetri. IlPediatra dice che sei un torello, tutto muscoli. in realtà hai tante ciccette tenere e buchetti dappertutto.
sei un bimbo socievole, ti fidi degli altri, anche se butti sempre un occhio intorno per accertarti che ci sia qualcuno di più che familiare.
ormai mi riconosci ed è forse la cosa più struggente che mi sia capitata dal quando ho avuto il tuo corpicino caldo sul seno per la prima volta. i tuoi occhi restano incastrati nei miei per minuti infiniti e quello che ci diciamo lo sappiamo solo noi. hai imparato ad agganciarti al mio collo, primordio di un abbraccio, ma soprattutto mi cerchi, mi chiami, a volte vuoi me e nessun altro. mi baci, a ventosa, e resti incollato ai miei zigomi, al mento o al naso. è come se io mi sentissi un po' più mamma, adesso. un altro anello della catena dorata che mi lega a te si è saldato e assieme alla paura e alla vulnerabilità in cui mi fai nuotare, emerge una forza nuova, un respiro che mi riempie i polmoni e mi lascia galleggiare con gli occhi al cielo, le orecchie camuffate dalla superficie increspata, fiduciosa di questa liquida profondità in cui mi hai partorito madre.

lunedì 4 gennaio 2010

il primo post del 2010

buongiorno!
arrivo in ritardo, dopo settimane di latitanza, ma le vacanze sono vacanze e per quanto abbia avuto compagnia di nonni e marito, fermarmi per scrivere è risultato difficile.
inizio questo mese e quest'anno con un ginocchio fuori uso, credo a causa del peso di momo. ma serenamente, piena di buoni propositi e belle sensazioni. leggera da zavorre lasciate nel 2009, ricca di tutto ciò che l'anno scorso mi ha regalato e mi sono potuta portare dietro in questo nuovo. sono felice, di quello stato latente di pulviscolo iridescente. forse perché so dove sto andando. ho preso qualche decisione, in particolare riguardo il lavoro. ho deciso di aspettare almeno settembre per mandare momo al nido e nel frattempo mi guarderò intorno, complice una nuova struttura di cui a seguire. ho deciso di non arrivare più a picchi negativi impregnati di sfinimento e angoscia e per far questo mi organizzerò per avere un supporto da parte dei miei almeno una settimana al mese. a gennaio viene NonnaPapera, a febbraio vado io, per esempio. a marzo si vedrà.
tutta questa limpidezza dipende anche da una nuova era nella crescita di momo che sembra consolidata per cui parlarne non mi fa temere la solita legge del contrappasso. momo si è tranquillizzato. abbiamo attuato un piano d'azione studiato a tavolino di cui racconterò presto. e la situazione si è ribaltata. per ora, ginocchio e schiena a parte, tiro un sospiro di sollievo.
devo parlare veramente di tante cose. c'è il monthly appointment, natale dai nonni, il brindisi di san silvestro, poi l'alimentazione complementare, infine, appunto, la nuova strategia.
tempo al tempo, forse riuscirò a scrivere a ritmi più serrati come un tempo. forse no.
nel frattempo cercherò sicuramente di mettermi in pari sugli ultimi avvenimenti della blogosfera.
ringrazio tutti i passanti, i lettori assidui, i commentatori e quelli che non si svelano.
questo blog è stato un pezzo importante dell'anno passato e una di quelle cose che con gioia e convinzione mi porto dietro.
auguro a tutti il meglio da questo 2010,
tanto amore, armonia e un bel traguardo da inseguire.
con un pizzico di leggerezza che non guasta mai.

love
c.c.

martedì 15 dicembre 2009

A come Activity -- 2, il secondo trimestre

da quando momo ha compiuto tre mesi è sembrato che l'avesse punto la tarantola. ormai ne ho parlato e riparlato, poi ci ho riflettuto bene, e non c'è scampo: momo è un bimbo vivace, che ha bisogno di essere costantemente guidato sull'orlo di un precipizio tra noia e sovreccitazione. è faticoso, ma ce la si può fare.
un'arma importante in questa battaglia all'ultimo respiro è la scelta dei giochi. noi abbiamo ricevuto qualcosa in prestito e qualcosa in regalo, ma poi siamo stati molto selettivi e mi dispiace per chi ha scelto con cura e amore i giochi per momo e non ce l'ha visto giocare, ma pensiamo che il gioco sia un approccio troppo importante alla vita per lasciarlo al caso.
devo specificare che oltre alla lettura di libri, articoli e varie su tema, abbiamo seguito anche un paio di incontri con una psicologa, presso l'associazione IlMelograno, che ci ha parlato dello sviluppo del bambino e delle sue percezioni nei primi sei mesi di vita e che di conseguenza ci ha suggerito come agevolare le sue scoperte. mi sembra di aver desunto tre principali concetti:
  1. per il bambino, dopo i tre mesi, il mondo si apre in maniera prepotente ai suoi sensi. ciò significa che qualsiasi cosa per lui è nuova, è scoperta, è gioco, è lavoro. quindi è inutile, se non dannoso, sovraccaricarlo di stimoli, oggetti e proposte.
  2. è importante offrire al bambino attività e oggetti che lui possa fruire, che ne abbia le facoltà. ragion per cui i giochini devono avere forme e dimensioni atte a essere impugnate facilmente da una manina goffa e senza l'uso del pollice opponente, e le posizioni in cui lo si mette devono dargli l'agio di esplorare lo spazio circostante.
  3. il bambino compie un'infinità di piccolissimi passi, per lo più a noi invisibili, nel processo di sviluppo della motricità e nella presa di coscienza delle proprie capacità. quindi nel supportarlo al gioco è importante osservare e avere molta pazienza se sembra che non faccia niente.
detto questo, è importante -- e questo a ogni età -- che si propongano al bambino giochi e attività che agevolino la creatività. per questo, tanto per cominciare, abbiamo messo al bando tutto ciò che aveva pulsanti. e poi abbiamo contenuto anche la quantità.
poi abbiamo prediletto oggetti in materiali naturali: legno, cotone, senza però essere maniacali. e infine abbiamo scelto di farlo giocare in un ambiente libero.
  • il nostro living room è sempre stato uno spazio poco formale e molto funzionale, ora si è adattato all'arrivo di momo e quindi abbiamo steso un grande tappeto al centro che ospita un suo spazio esclusivo con strato morbido per i suoi esercizi motori. accanto c'è la sua palestrina che rispetto ai primi mesi, è stata modificata per innalzare i sonagli e per essere fruita anche da seduti. qui momo passa gran parte dei suoi momenti di veglia e gioco, disteso, supino o prono, esercitandosi ad alzare la testa e da qualche giorno anche, a fatica, il pancino, poggiandosi sulle ginocchia, e seduto, indaffarato a prendere le misure tra le sue manine e gli oggetti circostanti.
  • nella sua cameretta, che nel frattempo ha subito qualche modifica che appena posso pubblicherò, abbiamo attrezzato un angolino con base morbida, telo plastificato (una tovaglia, tanto per capirci) e telo di cotone per farcelo giocare nudo. questa è un'attività che di per sé lo intrattiene molto senza sovreccitarlo troppo. spesso non è necessario proporgli giochini, ma è sufficiente un oggetto e magari un paio di superfici diverse (quella di un cuscino e quella plastificata) da esplorare. da quando abbiamo comprato una stufetta gli proponiamo questo spazio anche due volte al giorno.
queste due sono le postazioni più strutturate, dove si avvale dei giochini nel senso più stretto del termine. abbiamo inserito alla base della libreria della sua camera due contenitori con rotelle che vengono agevolmente portati da una stanza all'altra all'occorrenza per trasportare i giochini. di questi abbiamo:
un paio di palle di stoffa
una palla di gomma
un libro da bagnetto
anelli di varie dimensioni e materiali
qualche sonaglio
qualche piccolo oggetto piatto che fa quel rumore tipo di stagnola
stoffe di vari colori e composizione
qualche pupazzetto morbido
le costruzioni di legno (per ora distrugge le torri che gli facciamo e prende i pezzi a cilindro per metterseli in bocca)
che gli proponiamo a piccole dosi, due, al massimo tre per volta.

poi un po' di tempo lo passa anche:
  • sul seggiolone dove impazzisce per un cestino di vimini che utilizzavamo per il pane e ora è suo, per un piccolo sonaglio e per gli strofinacci che sono appesi accanto alla sua postazione. e ovviamente per tutto quello che c'è sul tavolo (ha già rovesciato innumerevoli tazze di caffè, si è bruciato un dito inzuppandolo nel sugo della polenta e ha lasciato le sue impronte digitali su una fetta di pane e marmellata)
  • in bagno ho un telo che all'occorrenza metto sul tappetto e, con il BoppyPillow a sostegno, momo gioca per terra mentre io mi lavo
  • nel lettino abbiamo il suo piccolo doudou, dono di viaggio del suo babbo, con cui gioca quando nella penombra della camera lo mettiamo nel lettino per "prepararlo" alla nanna
  • il bagnetto resta un momento di divertimento estremo, da fruire a piccole dosi però, perché quando dico estremo significa che poi per calmarlo bisogna fare il salto del canguro per almeno quaranta minuti
una nota a parte merita lo spazio col babbo: quando il MaritoSolerte torna da lavoro e momo, guarda caso, è sveglio (!!!), viene preso in custodia dal padre e inizia un rito tutto loro fatto di luce soffusa, musica classica (anche se ultimamente ha fatto capolino de andré) e profumo di olivello spinoso. momo è felice come una pasqua di essere massaggiato e poi lasciato nudo nel tepore della sua stanzetta a giocare e questa attività lo dispone meglio al riposo notturno.

per scrivere questo post ho impiegato giorni e giorni di continue interruzioni, quindi perdonatemi eventuali strafalcioni, ma questo mese ci tenevo troppo a partecipare al blogstorming

venerdì 11 dicembre 2009

a volte ritornano

riflettevo che altre mamme in questo momento starebbero lottando con l'inserimento al nido, con la ripresa dei vestiti da lavoro, magari coi sensi di colpa e forse con una sottile vertigine che il primo tuffo in mare della stagione comporta.
io no.
io sono qui ad affrontare giornate sempre piuttosto simili, con la variante di nuovi pianti da decifrare, dentini da aspettare, nuove macchie da togliere strofinando. con i progressi e i drastici rotolamenti indietro. coi punti fermi che traballano appena sembrano piantati.
io non ho tailleur-una-taglia-fa che mi aspettano, posso indugiare nelle maglie premaman e nei jeans più sdruciti.
io non sono costretta a portare momo al nido, posso continuare ad accompagnarlo al sonno di ogni riposino ed essere (quasi) certa di non perdermi nulla delle sue rapide conquiste.
io ancora non ho iniziato a svezzarlo/mi e lui si nutre ancora unicamente del mio latte. con tutto quello che comporta.
noi siamo ancora totalmente simbiotici. faccio qualche passeggiata, al massimo di un'ora, senza di lui, ma siamo ancora indissolubilmente legati.
tutto questo senza una scadenza impellente. e io resto invischiata in questo conflitto tra quello che vorrei dare a mio figlio e quello che vorrei dare a me.
per ora vince lui senza riserve, senza resistenza. poi si vedrà.
queste elucubrazioni sono state scritte a pizzichi e bocconi, penso al tempo costantemente interrotto, agli spazi che non ho. penso all'albero di natale mezzo-finito, ai miei capelli senza piega e alla cerniera degli stivali che dimentico ogni giorno di chiudere fin su. agli occhialoni da sole che mi servono per tagliare il tempo di un trucco salva-occhiaie, ai libri cominciati e lasciati a metà. penso ai vestitini comprati un anno fa e che non mi entrano più. ai viaggi che vorrei fare.
poi penso ai gorgoglii delle risate di momo. ai baci bavosetti che mi dà. penso a quando l'ho visto afferrare il sonaglio e accanirvisi con le gengive, a quando qualche giorno fa è rimasto seduto anche senza sostegni, ai suoi saltelli di eccitazione, alle manine goffe, al suo profumo di purezza. penso che non esista nulla di più autentico di un suo sguardo. e penso che deve ancora insegnarmi tanto.

sabato 28 novembre 2009

di parti, paradossi e paracetamolo

uno si immagina che la stanchezza delle neo mamme sfinite dalle poppate anche notturne sia dovuta unicamente alla dedizione ai ritmi del pupo, che non ha regole, che non ha orari. e invece no. perché la notte che hai la fortuna che la poppata delle 3 venga fatta dormendo dormendo, tu sei sveglia. hai un mal di testa lancinante e inizi a pensare di scongelare il pesce per la cena del giorno dopo e caricare la lavatrice dei pannolini. ah, c'è da stendere quella dei colorati... ok, quasi quasi prendo il computer che magari la luce dello schermo mi fa effetto soporifero... macché.
quando ero incinta ho sofferto molto d'insonnia. in realtà è sempre stata una mia prerogativa degli ultimi anni, ma me la vivevo come una stravaganza, quasi un vanto, e soprattutto la facevo fruttare leggendo. adesso fisso il vuoto mentre il cervello turbina, angosciata del fatto che queste ore di sonno prezioso non le recupererò mai. mai.
e allora vorrei scrivere qualcosa di molto intelligente, qualcosa di speciale, di estremamente interessante, perché almeno ne varrebbe la pena e mi sentirei meno idiota, invece niente. aspetto solo che mi faccia effetto la pasticca di paracetamolo e tutto sommato mi viene un po' da piangere perché è ancora il flacone comprato a new york e l'ultima volta che l'ho preso ero incinta. anzi no. l'ultima volta avevo appena partorito e tornata a casa senza la prescrizione di un antidolorifico mi sarei buttata di sotto se non avessi avuto quel flacone. allora penso al parto e a quanto ancora io non abbia rimosso un bel niente. ma perché dicono che si rimuove il dolore? io credo che ci sia una confusione di termini. un conto è che il dolore passi. un conto è dimenticarlo.

...

avevo iniziato a scrivere del parto, ma mi sono accorta che ancora non sono pronta a scriverne. un'altra volta, un'altra notte.
allora penso che ci sono attimi nella vita che non si scorderanno mai. giorni che resteranno vividi per sempre. e sensazioni -- la forza di un sostegno, la meraviglia di un sorriso, l'impotenza schiacciante, l'orlo della follia -- che non avranno eguali.
poi penso al natale e mi viene di nuovo un po' da piangere. perché non lo so spiegare, ma di ragioni ce ne sono tante.

mentre scrivevo è venuto giù un acquazzone. per fortuna non avevo steso la lavatrice.

mercoledì 25 novembre 2009

5 mesi -- il peso della farfalla

"il presente è la sola conoscenza che serve. l'uomo non ci sa stare nel presente".

mio piccolo momo
ieri, mentre ti cullavo per farti addormentare, ho iniziato a viaggiare coi pensieri. a suon di ninna nanna, ho scandito tutto ciò di cui avrei bisogno, tutto ciò che non ho il tempo di fare. fra gli oh oh oh faceva capolino qualche sospiro, qualche nostalgico ricordo. le braccia si muovevano in autonomia mentre con la testa ero altrove, ripercorrendo la tua giornata, cercando l'intoppo che mi aveva fatto arrivare come ogni giorno al limite della pazienza, e quindi ripartivo con i mantra di determinazione a cercare una nuova strategia, qualcosa che mi dia qualche punto fermo e mi aiuti ad aiutarti a crescere sereno. e progettavo i giorni a venire, cercando di incasellare poppate, sonnellini e giochi in una scacchiera con le case dispari.
poi le braccia anestetizzate hanno iniziato a calare l'intensità dei movimenti, la voce a decrescere di volume e il respiro a placarsi dall'affanno in cui spesso mi scopro invischiata.
ho sentito il silenzio della stanza in penombra, ho sentito il fresco del cotone del cuscino sul collo, ti ho sentito. con il tuo peso abbandonato sulla mia pancia. ho sentito il tuo pancino che a ogni respiro mi chiedeva calore. ho sentito il tuo alito profumato adagiarsi sui miei vestiti. ho sentito le tue unghie piccole, e appuntite a tratti, scrivere impercettibili accenti sulla mia pelle. ho sentito la tua strenue fragilità e il mio amore incondizionato, fatti di necessità, fatti d'istinto.
e hai vinto tu.
tu, bestiolina, contro me, donna.
tu che riesci a vivere nel presente e mi insegni a riscoprire e ad ascoltare i sensi. tu che mi chiedi la totalità perché è la sola misura che conosci. tu che mi doni la totalità perché non conosci compromessi e delusioni.
tu, piccolo momo, che mi insegni a sentire il peso di una farfalla, leggera come il tuo respiro, determinante come la tua vita nella mia.

qualche giorno fa il tuo babbo mi ha regalato un libro. e io te l'ho letto. o forse dovrei dire che tu l'hai letto a me.

"brave le femmine che sgravano a maggio salendo ai pascoli più alti. partoriscono in solitudine, poi fanno gruppo con altre madri. crescono i piccoli in giardini d'infanzia recintati da burroni e cieli. fanno scudo con le loro corna alle picchiate dell'aquila, senza l'aiuto di nessun maschio"

giovedì 19 novembre 2009

razionalizzando

il post dell'altro ieri buttava fuori tutto il mio malessere, ma mi sono accorta che non spiegava il problema vero e proprio. nel senso che sì, sono esaurita, sì ho bisogno di una pausa a prescindere perché, se togliamo gli ultimi due sabato (il primo con 40 minuti, l'ultimo con un'ora e mezza) quando il MaritoImpavido ha portato momo fuori da solo, negli ultimi quasi cinque mesi, io non mi sono mai staccata da momo. MAI. al massimo ero in un'altra stanza, ma non riuscivo a escludere l'udito. quindi l'assunto è che ho bisogno di una pausa e me la prenderò, questo è sicuro. come ho scritto nei commenti l'altra sera, oggi comincia un weekend lungo con MaritoInFerie durante il quale mi ritaglierò dei momenti di solitudine (la solitudine delle madri era un disvalore?!?!?! ...avercene!!!). e poi mercoledì prossimo arriva mia sorella che si tratterrà una settimana e mi alleggerirà un po' dalla fatica delle giornate tutte in funzione di momo.
però queste sono "solo" le conseguenze del problema. IlProblema è che momo dorme poco o niente di giorno. la mia tesi è che la sua curiosità, la sua ansia di vedere, toccare, scoprire, esplorare, lo spinge a stare sveglio, ma siccome lo stanca anche, il risultato è un bambino nervoso, sovreccitato e urlante. in questo molti dei vostri consigli (scusate se non commento uno per uno, lo meriterebbero, ma il discorso é sempre lo stesso: non ho molto tempo) sono preziosi e calzanti. e la cosa che mi fa più rabbia e mi fa stare male e mi instilla anche una bella dose di sensi di colpa è che lui non è un bambino capriccioso e scontroso. è solo che non sa attivare le proprie risorse per mantenere un umore stabile (...oooopssss... mi ricorda tanto qualcuno... sono io? ah, ok) e quindi a volte succede che io mi faccia in quattro, ma non riesca a trovare la strada giusta per calmarlo, e da lì parte tutto il circolo vizioso per cui io sono una corda di violino e lui mi viene dietro in un delirio senza fine. mentre quando è lui, il momo tranquillo, esigente, ma allegro, a me non pesa per niente stare piegata tutto il giorno sul tappetone a fare versi da canguro.
quindi nonostante io e la routine siamo state sempre alla larga, mi accorgo di avere bisogno di lei, fida compagna di una mamma sull'orlo dell'esaurimento. ho sempre seguito il metodo easy per gestire i microcicli giornalieri però sempre nella mia maniera elastica e improvvisata. per cui siamo arrivati alla soglia dei cinque mesi che ogni giorno è un po' una sorpresa. e, vi dirò, alla tenera età di 30 anni, non è che le sorprese mi facciano più tanto impazzire (va be', dipende, un pacchettino rettangolare, piatto e infiocchettato potrei ancora tollerarlo)...
quindi, razionalizzando (e anche questo termine mi era caro quanto l'ortica in un calzino), la situazione è la seguente.
punti fermi e rassicuranti:
  • momo ormai non mangia più prima delle 3 ore, ma a volte sono 3 e mezzo, a volte 4;
  • il suo ciclo di veglia serena è di circa un'ora e mezza (prima era solo una);
  • di notte fa, in genere, una tirata lunga di 6/7 ore;
  • il primo risveglio notturno è intorno alle 4, dopo il quale non è detto si riaddormenti subito, anzi, spesso sta sveglio un'oretta;
  • il risveglio mattutino è in genere intorno alle 8;
  • adora stare nudo;
  • adora fare il bagnetto;
  • adora stare in braccio, ma in movimento;
  • gli piace andare a spasso nell'ergo baby (il nostro marsupio);
  • sembra gradisca abbastanza il seggiolone.
(gli orari sono suscettibili di variazioni nel margine di un'ora)

punti fermi e devastanti:
  • non riesce ad addormentarsi da solo e ha sviluppato una resistenza al sonno disperata e quando si addormenta, cosa che può richiedere anche tantissimo lavoro di braccia e fantasia (con picchi di due ore di strilli), non si sa bene quanto dormirà: a volte venti minuti, a volte due ore (raramente);
  • odia il passeggino e l'ovetto in macchina (in realtà li tollera qualche minuto, ma quando arriva il momento del sonno sbraita perché vorrebbe essere preso in braccio e aiutato ad addormentarsi e, pur facendolo, non gradisce di essere messo lì dentro a dormire perché lui dorme prono).
ok, me ne accorgo pure io che i rassicuranti sono più dei devastanti, ma purtroppo i devastanti limitano enormemente la mia autonomia giornaliera. anche perché la pagnottina di sette chili in marsupio comincia a essere un bel fardello per la mia schiena.
comunque questo non significa che non lo porti fuori, anzi. solo che non ho capito bene che effetto abbia su di lui. non capisco se, come dicono, l'aria lo "stenda", oppure lo sovraecciti.
di certo chiusi in casa non si può stare. comunque ho deciso di instaurare una routine un po' più strutturata (del resto nel primo trimestre un po' ce l'avevo, poi ho perso il controllo...).

mi date una mano?
come
potrebbe svolgersi la giornata di un bimbo di quasi cinque mesi?

postilla svezzamento:
  • la prima pappa è stata una tantum. non escludo di ripristinarla all'interno della routine, ma resta un di più, non una sostituzione della poppata. per lo svezzamento vero e proprio inizio non prima dei sei mesi, quindi ancora ce n'è da trottare!!!
postilla passeggino:
  • sono d'accordo col fatto che debba imparare, ma vorrei farlo in maniera graduale. non ce la faccio proprio a lasciarlo strillare come se avesse le convulsioni per strada, anche perché mi sono già attirata gli sguardi e le parole di commiserazione delle StronzeDelParco, quindi prendo un problema alla volta. prima instrauro la routine e poi pian piano sostituisco il passeggino all'ergo baby.
postilla attività:
  • un'attività introdotta da poco è il massaggio (abbiamo seguito un corso a IlMelograno). a momo piace essere massaggiato, ed è diventato un momento che riserviamo alla sera, e che sta diventando un possibile spazio intimo ed esclusivo con il suo babbo
ora chiudo, questo post ha un gusto un po' troppo strutturato e mi comincia a prudere la testa ;)

martedì 17 novembre 2009

la tempesta senza quiete

ho bisogno di quiete
uno di quei momenti tipo un bagno caldo con sali. uno di quelli tipo copertina sul divano e libro sul naso. uno di quelli tipo musica nelle orecchie e passeggiata senza meta. uno di quelli tipo risveglio lento con profumo di caffè e nessun programma.
uno di quelli che tutti una volta ogni tanto si dedicano.
sono esaurita.
davvero, non pensavo di arrivarci, ma è così. non ho più riserve d'energia. non ho più pazienza. nessuna speranza.
mi sveglio la mattina già esausta. mi arrabatto e scapicollo tutto il giorno cercando di dargli il meglio, di farlo stare bene, di escogitare nuove tattiche per non farlo diventare la solita pentola a pressione. mi sforzo di pensare che deve imparare a trovare le sue risorse e che devo avere pazienza. ma la verità è che io non ce la faccio più. non di lui, certo. lo amo sempre di più. sembra che più piange e si dimena, più mi sento stravolta dall'amore per lui e dalla disperazione di non trovare una soluzione che lo faccia stare bene.
vado a dormire piangendo pensando che tutto quello che faccio è inutile. che non c'è mai un punto fermo, mai qualcosa su cui contare. ogni giorno è una sorpresa, il più delle volte abbastanza traumatica. e appena faccio qualcosa vagamente per me, tipo vedere un'amica con neonato e parlare comunque di pannolini e lettini, mi sembra che vada ancora peggio.
durante il giorno altaleno tra apnea e crisi isteriche di pianto. e anche in momenti come questo in cui dorme per venti minuti filati non riesco a ricaricarmi. ho soltanto quell'ansietta nevrotica che mi impedisce di iniziare qualcosa che potrebbe rimanere incompiuta.
che devo fare?
io non lo so più.

lunedì 16 novembre 2009

la prima pappa

è stato tutto un po' così, come tante cose che hanno riguardato momo. si sa che prima o poi succederà, si dovrebbe essere pronti da un momento all'altro, ma poi le cose precipitano all'improvviso.
dai, facciamolo! oggi, adesso!



e così mamma caia ingoia anche questo rospo. si mette ai fornelli e meticolosamente sbuccia due annurche biologiche, ne cava i torsoli, le spezzetta con un'attenzione e una lentezza che non le sono proprie e le mette in un pentolino con l'acqua sangemini.

mezz'ora di cottura perché va continuamente a rimestarle e non si ammollano mai. finché... la pappa è pronta e...


il resto è storia.
momo sembra adorare il suo nuovo seggiolone verde lime. all'avvicinarsi del cucchiaino ha sgranato gli occhi e ha sorriso. poi non credo abbia davvero ingurgitato più di un grammo di mela perché era molto più interessato a tutto l'aspetto ludico e sporchereccio.

io non mi dilungo su quello che ho provato io perché la reincarnazione del mio amico sigmund non mi starebbe dietro. allora mi soffermo ancora un attimo sui buchini di quelle manine indaffarate e poi chiudo.

mercoledì 11 novembre 2009

etciù! e le regole non ci son più!

siamo a casa col raffreddore.
momo fa tosse e sternuti a ripetizione con quei risucchi da nonriescoarespirare che a me tolgono anni di vita e ovviamente ore di sonno.
ma tant'è.
l'anno scorso appena rimasta incinta mi son fatta due settimane di febbre e raffreddore con momo mignon nella pancia, senza assumere farmaci e quindi lasciando il malanno libero di operare la sua parabola.
ora io resisto strenuamente, facendo finta di non sentire il pizzico alla gola quando ingoio e sorridendo al mio batuffolo ammaccato.
la cosa che mi inquieta è che il mio piglio da mamma che nel caos almeno due paletti li mette, con questo primo raffreddore mi sono completamente rincretinita. lo allatto a richiesta e pure quando non lo sa neppure lui e me lo tengo di più nel lettone... mi auguro di non incappare nelle conseguenze... ho faticato così tanto finora per avere un minimo di prevedibilità negli orari delle poppate e mi sono forzata di notte ad alzarmi, farlo addormentare fuori dal lettone e poi metterlo nel suo lettino, che ora, rovinare tutto così... mi darebbe davvero ai nervi!
però ho scoperto che di fronte al suo faccino pallido e agli occhietti un po' all'ingiù divento tenera e disarmata, che posso farci?
qualcuno può dirmi che con la dipartita del raffreddore tornerà tutto come prima?

sabato 7 novembre 2009

stavo meglio prima... ?

sento come un sibilo nelle orecchie
una leggera pressione sulla testa
un pizzicore nel naso
e un lieve formicolio alle gambe

potrei fare mille cose
e invece sono qui a scrivere
perché prima o poi doveva succedere
perché non so se è arrivato il momento
ma tant'è.

oggio momo ha quattro mesi
una settimana
e sei giorni
quasi quattro mesi e mezzo

e per la prima volta
io sono sola a casa
i miei uomini sono usciti
da soli. da soli.

giorni fa c'era stata una specie di prova tecnica
noveminutiequaranta per andare al fruttivendolo
mentre momo restava dai nonni.
attacco di panico sventato in tempo.

ma oggi era stato programmato.
momo ha frignato un po' mentre lo mettevamo nel marsupio
(o ero io che frignavo?)
e poi mi guardava sprezzante da mezza scala
tutto imbacuccato e appiccicato al babbo

non ha pianto neanche un secondino

...ma perché io sì!?!?!??!!?

mercoledì 4 novembre 2009

25 ottobre -- quattro mesi

mio piccolo momo
in questo mese sei cresciuto tantissimo, sei sempre più muscoloso e forte, ma soprattutto più curioso e attento.
questo è stato il mese delle mani che hanno imparato a schiudersi, hanno imparato a toccare. con queste scoperte hai anche imparato le carezze. hai imparato a farle e a cercarle. ti piace sfiorarmi il petto mentre mangi fino a scovare il calore della pelle nuda e ti piace giocare con le mie dita a inseguirsi in dolci danze a mezz'aria. mi prendi la mano perché te la posi sulla guancia e poi sgrani gli occhi se è fredda.
questo è stato il mese delle prove tecniche di trasmissione. ti sei cimentato con il brrr, un tutt'uno con le bollicine di saliva che produci in quantità.
questo è stato il mese dell'esplorazione orale. inizi a mettere tutto in bocca, ma il dorso della tua mano e il mio polso sono i tuoi preferiti. inizi a riconoscere i tuoi giochini e la mucchetta bianca e nera resta in pole position, con le zampette sempre zuppe dei tuoi sbavini.
questo è stato il mese dei baci. te ne diamo tanti e tu ridi, e quando te ne chiedo spalanchi la bocca e succhi uno zigomo, un po' di mento o sbavi e ti strofini sulla mia guancia.
questo è stato il mese della determinazione. hai iniziato a manifestare in maniera più netta i tuoi desideri e le tue emozioni, consapevole che puoi raggiungere anche da solo le tue mire. credo che non dimenticherò mai la sera in cui, innervosito dal mio tergiversare e indugiare, hai afferrato la scollatura della mia maglia e hai affondato le gengive nel mio seno.
questo è stato il mese dei no. i tuoi. no al passeggino, no all'ovetto in macchina, no al pannolino, no alla sdraietta.
questo è stato il mese dei pianti. i miei e i tuoi. hai fatto un tale balzo di crescita che non sono riuscita a starti dietro, io, piccola mamma di appena tre mesi. il tuo linguaggio è cambiato. è forse più netto e comprensibile, ma dettato da esigenze nuove che ho fatto fatica a interpretare.
questo, sì, è stato il mese della fatica. fatica fisica e mentale. che mi ha portato ad arrabbiarmi con te per la prima volta, ma anche a innamorarmi di più.
questo è stato il mese del caos, ma trattandosi della mia vita è già tanto che sia arrivato così tardi.
questo è stato il mese in cui hai iniziato ad assomigliare un po' anche a me. qualcuno comincia a dirlo, ma soprattutto me ne accorgo io. e nessuno si azzarda più a scambiarmi per la baby sitter.
questo è stato il mese in cui un anno fa sei stato concepito e io me lo ricordo. mi ricordo tutto, mi riocordo che ho sperato che avessi gli occhi del'uomo che ho scelto accanto.
questo mese i tuoi occhi blu spalancati sul mondo sono la più bella incarnazione dell'amore che ti ha generato, il colore e la profondità contemplativa del tuo babbo, la forma e l'ansia di scoprire della tua mamma.

martedì 3 novembre 2009

il mio bambino non ce l'ha con me

in questo martedì piovoso, sembra tornato un attimo di tregua.
grazie a tutti per i commenti, gli incoraggiamenti e i messaggi e le mail privati. e scusate se in questo delirio non ho il tempo di venire a trovarvi.
in effetti è stato un periodo faticoso che non so se ha avuto un arresto o semplicemente un attimo di pausa per riprendere esattamente come prima. momo dorme poco e agitato durante il giorno e di notte fa una tirata lunga che finisce, quando va bene, intorno alle 4. non sopporta il passeggino, né il seggiolino dell'auto, vuole stare molto addosso e si addormenta solo in braccio, quasi esclusivamente con me.
purtroppo sono stanca fisicamente (7 kg cominciano a pesare sul serio) e psicologicamente (da sola tutto il giorno) e quindi paro i colpi con sempre meno lucidità e la cosa drammatica è che stavo entrando nel trip pericoloso miofigliocel'haconmeemifaidispetti. per non parlare degli stupidi paragoni: gli altri amano il passeggino tranne mio figlio, gli altri si addormentano in macchina tranne mio figlio, gli altri li metti nel lettino e prendono sonno tranne il mio, insomma: trip mooolto pericolosi.
poi mercoledì scorso oltre all'arrivo provvidenziale di NonnaPapera, sono andata con momo ad un incontro organizzato dall'associazione IlMelograno con una psicologa che mi ha aiutato a capire che tipo è il mio bambino.
momo è un tipo fisico, un tipo tonico, un esploratore, eufemismi per dire in senso non patologico un iperattivo. un bimbo che ha tanta curiosità ma allo stesso tempo assorbe molto gli stimoli esterni e non riesce a smaltirli da solo. il fatto che alcune problematiche ci abbiano investiti da un mesetto a questa parte è dovuto al fatto che durante il quarto mese i bambini aprono in maniera esponenziale i canali percettivi e quindi si ritrovano bombardati da tutti i nuovi stimoli. momo ha bisogno di me o di qualcuno a lui molto vicino per bilanciare il nuovo con la rassicurazione del contatto. ha bisogno di sapere costantemente che va tutto bene e che ha le spalle coperte. ha bisogno di protezione. di fronte a questa immagine lo sforzo fisico di tenerlo in braccio mi diventa meno pesante.
inoltre, avendo seguito sin dall'inizio il metodo E.A.S.Y., sono stata ingannata su un'altra dinamica. io ho sempre capito bene il momento in cui dopo la pappa e dopo il gioco, arrivava il momento del sonno. ma siccome ormai il sonno non copre più tutto lo spazio fino alla poppata successiva, ho capito che anche in quell'altro intervallo di veglia può aver bisogno di break per digerire gli stimoli, non necessariamente di sonno, ma talvolta semplicemente di riposo. quindi è sufficiente prenderlo in braccio in una posizione calda e avvolgente, dargli il ciuccio e possibilmente attutire tutti gli stimoli esterni, lasciando che guardi solo il mio viso, ascolti solo la mia voce, ciucci un po' per rilassarsi e aspettare che, sputando il ciuccio, dia il segnale che ok, si ricomincia! se si riesce a riconoscere questi momenti in tempo, quasi a prevenirli, si riduce il rischio isteria, quindi diventa molto più facile e meno stressante calmarlo.
questi due input che mi ha dato la psicologa mi sono stati di enorme aiuto. perché quello che stava succedendo era che non capendo che aveva bisogno di questi break, interpretavamo i suoi lamenti come manifestazioni di noia, proponendogli altri stimoli, altri giochi, che sortivano l'effetto contrario, cioè sovreccitarlo.
non dico che questo abbia ribaltato la situazione, anche perché a tutta questa nuova prospettiva di crescita si aggiunge il fastidio dovuto alla dentizione, però, pur restando molto impegnative le giornate con momo, durante le quali trovo sempre meno spazio per me, mi sono data delle spiegazioni che mi hanno riappacificato col mio bambino.
forse me lo fanno amare ancora di più. se questo è possibile.

giovedì 22 ottobre 2009

Di limiti e limitazioni

ho voglia di scrivere
una di quelle voglie da fiume in piena
quest'ultima settimana è stata dura. credo di aver affrontato con molta fatica un altro scatto di crescita. scardinamento della routine quotidiana, poppate continue (siamo tornati anche a un picco di 9 poppate), pianti nervosi, sonno agitato, difficoltà ad addormentarsi e conseguente mia stanchezza soprattutto psicologica. ieri sera sono crollata piangendo mentre il MaritoInfluenzato tentava di far dormire momo. e fra le lacrime mi dicevo che non è giusto. ho desiderato non essere indispensabile per una sera, per un giorno. il sonno mi ha sopraffatto forse più per questo motivo. non volevo sentire il pianto, ma da sveglia lo sentivo e combattevo con l'istinto di alzarmi. non volevo alzarmi, non volevo intervenire, volevo infischiarmene, volevo che ci pensasse qualcun altro. perché io? perché sempre io? fra le lacrime pensavo che non è giusto pagare così tanto. mi sono accorta che non sono più indipendente. non lo sono da momo, ma neanche dal Marito. e forse questo è quello che mi brucia di più. se non ci sono io ci "deve" essere lui. se voglio assentarmi devo chiederlo a lui.

piove intanto, che catarsi riversare giù tutto l'umido, tutto il bagnato, tutto il grigio.

scrivo veloce perché momo potrebbe svegliarsi.
io non sono abituata a chiedere, odio farlo. preferisco non fare, non avere, piuttosto che chiedere aiuto. forse è sbagliato, ma questo mi fa sentire libera. e a un certo punto della mia strada mi sono accorta che la libertà era l'unica cosa per cui valesse la pena scegliere. questo non significa che non riconosca quando qualcuno fa qualcosa per me e non ne sia grata, però non mi piace sentirmi dipendente dai favori degli altri.
ora è cambiato tutto.
e mi chiedo quando la mia vita riprenderà un contorno definito. quella di prima non tornerà, lo so. ma almeno vorrei capire cosa sarà da ora in avanti.
mi sento un po' borderline. per questi mesi quasi ogni gesto era teso a rafforzare il legame con momo. si dice che l'attaccamento con la mamma aiuti a sviluppare un individuo sicuro di sé e allora sempre vicini, attaccati, in fascia, in braccio. cuore a cuore. allattamento naturale. tutto questo con il mio tacito, ma straziante, viscerale bisogno di lui, di questo attaccamento, di questo contatto continuo, con la mia interiore gratificazione per ogni suo sorriso, per ogni volta che le mie braccia hanno placato il suo pianto.
quando è nato ho vissuto in maniera molto drammatica il suo distacco e mi sembrava che dovessi recuperare, dovessi risarcirlo. o risarcirmi.
ora mi riconosce, sono il suo mondo, basta un mio sguardo per farlo andare in brodo di giuggiole. da qualche giorno riesce a fare dei microriposini diurni grazie a una mia maglietta indossata, pregna dei miei odori, avvolta attorno al viso. mi chiede la mano mentre ciuccia e ci guardiamo, con quell'intensità che fa sprofondare in una dimensione senza tempo. e anch'io mi perdo quando mi guarda, mi sciolgo quando mi sorride, lo cerco quando è in braccio a qualcun altro, mi manca quando dorme, mi commuove quando muove le mani, mi fa stringere il cuore quando piange, mi riempie di gioia quando parlotta. adoro condividere con lui tutto quello che faccio.
eppure arrivano quei momenti in cui mi sento soffocare. lui piange, strilla, non lo capisco e mi sento anche un po' tradita.
e vorrei dormire e dimenticarmi di essere mamma. che non è un'aggiunta a quello che sei, è uno stato irreversibile.

piove ancora, è venuto giù quasi tutto. forse oggi mi sentirò più pulita.