giovedì 19 novembre 2009

razionalizzando

il post dell'altro ieri buttava fuori tutto il mio malessere, ma mi sono accorta che non spiegava il problema vero e proprio. nel senso che sì, sono esaurita, sì ho bisogno di una pausa a prescindere perché, se togliamo gli ultimi due sabato (il primo con 40 minuti, l'ultimo con un'ora e mezza) quando il MaritoImpavido ha portato momo fuori da solo, negli ultimi quasi cinque mesi, io non mi sono mai staccata da momo. MAI. al massimo ero in un'altra stanza, ma non riuscivo a escludere l'udito. quindi l'assunto è che ho bisogno di una pausa e me la prenderò, questo è sicuro. come ho scritto nei commenti l'altra sera, oggi comincia un weekend lungo con MaritoInFerie durante il quale mi ritaglierò dei momenti di solitudine (la solitudine delle madri era un disvalore?!?!?! ...avercene!!!). e poi mercoledì prossimo arriva mia sorella che si tratterrà una settimana e mi alleggerirà un po' dalla fatica delle giornate tutte in funzione di momo.
però queste sono "solo" le conseguenze del problema. IlProblema è che momo dorme poco o niente di giorno. la mia tesi è che la sua curiosità, la sua ansia di vedere, toccare, scoprire, esplorare, lo spinge a stare sveglio, ma siccome lo stanca anche, il risultato è un bambino nervoso, sovreccitato e urlante. in questo molti dei vostri consigli (scusate se non commento uno per uno, lo meriterebbero, ma il discorso é sempre lo stesso: non ho molto tempo) sono preziosi e calzanti. e la cosa che mi fa più rabbia e mi fa stare male e mi instilla anche una bella dose di sensi di colpa è che lui non è un bambino capriccioso e scontroso. è solo che non sa attivare le proprie risorse per mantenere un umore stabile (...oooopssss... mi ricorda tanto qualcuno... sono io? ah, ok) e quindi a volte succede che io mi faccia in quattro, ma non riesca a trovare la strada giusta per calmarlo, e da lì parte tutto il circolo vizioso per cui io sono una corda di violino e lui mi viene dietro in un delirio senza fine. mentre quando è lui, il momo tranquillo, esigente, ma allegro, a me non pesa per niente stare piegata tutto il giorno sul tappetone a fare versi da canguro.
quindi nonostante io e la routine siamo state sempre alla larga, mi accorgo di avere bisogno di lei, fida compagna di una mamma sull'orlo dell'esaurimento. ho sempre seguito il metodo easy per gestire i microcicli giornalieri però sempre nella mia maniera elastica e improvvisata. per cui siamo arrivati alla soglia dei cinque mesi che ogni giorno è un po' una sorpresa. e, vi dirò, alla tenera età di 30 anni, non è che le sorprese mi facciano più tanto impazzire (va be', dipende, un pacchettino rettangolare, piatto e infiocchettato potrei ancora tollerarlo)...
quindi, razionalizzando (e anche questo termine mi era caro quanto l'ortica in un calzino), la situazione è la seguente.
punti fermi e rassicuranti:
  • momo ormai non mangia più prima delle 3 ore, ma a volte sono 3 e mezzo, a volte 4;
  • il suo ciclo di veglia serena è di circa un'ora e mezza (prima era solo una);
  • di notte fa, in genere, una tirata lunga di 6/7 ore;
  • il primo risveglio notturno è intorno alle 4, dopo il quale non è detto si riaddormenti subito, anzi, spesso sta sveglio un'oretta;
  • il risveglio mattutino è in genere intorno alle 8;
  • adora stare nudo;
  • adora fare il bagnetto;
  • adora stare in braccio, ma in movimento;
  • gli piace andare a spasso nell'ergo baby (il nostro marsupio);
  • sembra gradisca abbastanza il seggiolone.
(gli orari sono suscettibili di variazioni nel margine di un'ora)

punti fermi e devastanti:
  • non riesce ad addormentarsi da solo e ha sviluppato una resistenza al sonno disperata e quando si addormenta, cosa che può richiedere anche tantissimo lavoro di braccia e fantasia (con picchi di due ore di strilli), non si sa bene quanto dormirà: a volte venti minuti, a volte due ore (raramente);
  • odia il passeggino e l'ovetto in macchina (in realtà li tollera qualche minuto, ma quando arriva il momento del sonno sbraita perché vorrebbe essere preso in braccio e aiutato ad addormentarsi e, pur facendolo, non gradisce di essere messo lì dentro a dormire perché lui dorme prono).
ok, me ne accorgo pure io che i rassicuranti sono più dei devastanti, ma purtroppo i devastanti limitano enormemente la mia autonomia giornaliera. anche perché la pagnottina di sette chili in marsupio comincia a essere un bel fardello per la mia schiena.
comunque questo non significa che non lo porti fuori, anzi. solo che non ho capito bene che effetto abbia su di lui. non capisco se, come dicono, l'aria lo "stenda", oppure lo sovraecciti.
di certo chiusi in casa non si può stare. comunque ho deciso di instaurare una routine un po' più strutturata (del resto nel primo trimestre un po' ce l'avevo, poi ho perso il controllo...).

mi date una mano?
come
potrebbe svolgersi la giornata di un bimbo di quasi cinque mesi?

postilla svezzamento:
  • la prima pappa è stata una tantum. non escludo di ripristinarla all'interno della routine, ma resta un di più, non una sostituzione della poppata. per lo svezzamento vero e proprio inizio non prima dei sei mesi, quindi ancora ce n'è da trottare!!!
postilla passeggino:
  • sono d'accordo col fatto che debba imparare, ma vorrei farlo in maniera graduale. non ce la faccio proprio a lasciarlo strillare come se avesse le convulsioni per strada, anche perché mi sono già attirata gli sguardi e le parole di commiserazione delle StronzeDelParco, quindi prendo un problema alla volta. prima instrauro la routine e poi pian piano sostituisco il passeggino all'ergo baby.
postilla attività:
  • un'attività introdotta da poco è il massaggio (abbiamo seguito un corso a IlMelograno). a momo piace essere massaggiato, ed è diventato un momento che riserviamo alla sera, e che sta diventando un possibile spazio intimo ed esclusivo con il suo babbo
ora chiudo, questo post ha un gusto un po' troppo strutturato e mi comincia a prudere la testa ;)

martedì 17 novembre 2009

la tempesta senza quiete

ho bisogno di quiete
uno di quei momenti tipo un bagno caldo con sali. uno di quelli tipo copertina sul divano e libro sul naso. uno di quelli tipo musica nelle orecchie e passeggiata senza meta. uno di quelli tipo risveglio lento con profumo di caffè e nessun programma.
uno di quelli che tutti una volta ogni tanto si dedicano.
sono esaurita.
davvero, non pensavo di arrivarci, ma è così. non ho più riserve d'energia. non ho più pazienza. nessuna speranza.
mi sveglio la mattina già esausta. mi arrabatto e scapicollo tutto il giorno cercando di dargli il meglio, di farlo stare bene, di escogitare nuove tattiche per non farlo diventare la solita pentola a pressione. mi sforzo di pensare che deve imparare a trovare le sue risorse e che devo avere pazienza. ma la verità è che io non ce la faccio più. non di lui, certo. lo amo sempre di più. sembra che più piange e si dimena, più mi sento stravolta dall'amore per lui e dalla disperazione di non trovare una soluzione che lo faccia stare bene.
vado a dormire piangendo pensando che tutto quello che faccio è inutile. che non c'è mai un punto fermo, mai qualcosa su cui contare. ogni giorno è una sorpresa, il più delle volte abbastanza traumatica. e appena faccio qualcosa vagamente per me, tipo vedere un'amica con neonato e parlare comunque di pannolini e lettini, mi sembra che vada ancora peggio.
durante il giorno altaleno tra apnea e crisi isteriche di pianto. e anche in momenti come questo in cui dorme per venti minuti filati non riesco a ricaricarmi. ho soltanto quell'ansietta nevrotica che mi impedisce di iniziare qualcosa che potrebbe rimanere incompiuta.
che devo fare?
io non lo so più.

lunedì 16 novembre 2009

la prima pappa

è stato tutto un po' così, come tante cose che hanno riguardato momo. si sa che prima o poi succederà, si dovrebbe essere pronti da un momento all'altro, ma poi le cose precipitano all'improvviso.
dai, facciamolo! oggi, adesso!



e così mamma caia ingoia anche questo rospo. si mette ai fornelli e meticolosamente sbuccia due annurche biologiche, ne cava i torsoli, le spezzetta con un'attenzione e una lentezza che non le sono proprie e le mette in un pentolino con l'acqua sangemini.

mezz'ora di cottura perché va continuamente a rimestarle e non si ammollano mai. finché... la pappa è pronta e...


il resto è storia.
momo sembra adorare il suo nuovo seggiolone verde lime. all'avvicinarsi del cucchiaino ha sgranato gli occhi e ha sorriso. poi non credo abbia davvero ingurgitato più di un grammo di mela perché era molto più interessato a tutto l'aspetto ludico e sporchereccio.

io non mi dilungo su quello che ho provato io perché la reincarnazione del mio amico sigmund non mi starebbe dietro. allora mi soffermo ancora un attimo sui buchini di quelle manine indaffarate e poi chiudo.

mercoledì 11 novembre 2009

etciù! e le regole non ci son più!

siamo a casa col raffreddore.
momo fa tosse e sternuti a ripetizione con quei risucchi da nonriescoarespirare che a me tolgono anni di vita e ovviamente ore di sonno.
ma tant'è.
l'anno scorso appena rimasta incinta mi son fatta due settimane di febbre e raffreddore con momo mignon nella pancia, senza assumere farmaci e quindi lasciando il malanno libero di operare la sua parabola.
ora io resisto strenuamente, facendo finta di non sentire il pizzico alla gola quando ingoio e sorridendo al mio batuffolo ammaccato.
la cosa che mi inquieta è che il mio piglio da mamma che nel caos almeno due paletti li mette, con questo primo raffreddore mi sono completamente rincretinita. lo allatto a richiesta e pure quando non lo sa neppure lui e me lo tengo di più nel lettone... mi auguro di non incappare nelle conseguenze... ho faticato così tanto finora per avere un minimo di prevedibilità negli orari delle poppate e mi sono forzata di notte ad alzarmi, farlo addormentare fuori dal lettone e poi metterlo nel suo lettino, che ora, rovinare tutto così... mi darebbe davvero ai nervi!
però ho scoperto che di fronte al suo faccino pallido e agli occhietti un po' all'ingiù divento tenera e disarmata, che posso farci?
qualcuno può dirmi che con la dipartita del raffreddore tornerà tutto come prima?

sabato 7 novembre 2009

stavo meglio prima... ?

sento come un sibilo nelle orecchie
una leggera pressione sulla testa
un pizzicore nel naso
e un lieve formicolio alle gambe

potrei fare mille cose
e invece sono qui a scrivere
perché prima o poi doveva succedere
perché non so se è arrivato il momento
ma tant'è.

oggio momo ha quattro mesi
una settimana
e sei giorni
quasi quattro mesi e mezzo

e per la prima volta
io sono sola a casa
i miei uomini sono usciti
da soli. da soli.

giorni fa c'era stata una specie di prova tecnica
noveminutiequaranta per andare al fruttivendolo
mentre momo restava dai nonni.
attacco di panico sventato in tempo.

ma oggi era stato programmato.
momo ha frignato un po' mentre lo mettevamo nel marsupio
(o ero io che frignavo?)
e poi mi guardava sprezzante da mezza scala
tutto imbacuccato e appiccicato al babbo

non ha pianto neanche un secondino

...ma perché io sì!?!?!??!!?

mercoledì 4 novembre 2009

25 ottobre -- quattro mesi

mio piccolo momo
in questo mese sei cresciuto tantissimo, sei sempre più muscoloso e forte, ma soprattutto più curioso e attento.
questo è stato il mese delle mani che hanno imparato a schiudersi, hanno imparato a toccare. con queste scoperte hai anche imparato le carezze. hai imparato a farle e a cercarle. ti piace sfiorarmi il petto mentre mangi fino a scovare il calore della pelle nuda e ti piace giocare con le mie dita a inseguirsi in dolci danze a mezz'aria. mi prendi la mano perché te la posi sulla guancia e poi sgrani gli occhi se è fredda.
questo è stato il mese delle prove tecniche di trasmissione. ti sei cimentato con il brrr, un tutt'uno con le bollicine di saliva che produci in quantità.
questo è stato il mese dell'esplorazione orale. inizi a mettere tutto in bocca, ma il dorso della tua mano e il mio polso sono i tuoi preferiti. inizi a riconoscere i tuoi giochini e la mucchetta bianca e nera resta in pole position, con le zampette sempre zuppe dei tuoi sbavini.
questo è stato il mese dei baci. te ne diamo tanti e tu ridi, e quando te ne chiedo spalanchi la bocca e succhi uno zigomo, un po' di mento o sbavi e ti strofini sulla mia guancia.
questo è stato il mese della determinazione. hai iniziato a manifestare in maniera più netta i tuoi desideri e le tue emozioni, consapevole che puoi raggiungere anche da solo le tue mire. credo che non dimenticherò mai la sera in cui, innervosito dal mio tergiversare e indugiare, hai afferrato la scollatura della mia maglia e hai affondato le gengive nel mio seno.
questo è stato il mese dei no. i tuoi. no al passeggino, no all'ovetto in macchina, no al pannolino, no alla sdraietta.
questo è stato il mese dei pianti. i miei e i tuoi. hai fatto un tale balzo di crescita che non sono riuscita a starti dietro, io, piccola mamma di appena tre mesi. il tuo linguaggio è cambiato. è forse più netto e comprensibile, ma dettato da esigenze nuove che ho fatto fatica a interpretare.
questo, sì, è stato il mese della fatica. fatica fisica e mentale. che mi ha portato ad arrabbiarmi con te per la prima volta, ma anche a innamorarmi di più.
questo è stato il mese del caos, ma trattandosi della mia vita è già tanto che sia arrivato così tardi.
questo è stato il mese in cui hai iniziato ad assomigliare un po' anche a me. qualcuno comincia a dirlo, ma soprattutto me ne accorgo io. e nessuno si azzarda più a scambiarmi per la baby sitter.
questo è stato il mese in cui un anno fa sei stato concepito e io me lo ricordo. mi ricordo tutto, mi riocordo che ho sperato che avessi gli occhi del'uomo che ho scelto accanto.
questo mese i tuoi occhi blu spalancati sul mondo sono la più bella incarnazione dell'amore che ti ha generato, il colore e la profondità contemplativa del tuo babbo, la forma e l'ansia di scoprire della tua mamma.

martedì 3 novembre 2009

il mio bambino non ce l'ha con me

in questo martedì piovoso, sembra tornato un attimo di tregua.
grazie a tutti per i commenti, gli incoraggiamenti e i messaggi e le mail privati. e scusate se in questo delirio non ho il tempo di venire a trovarvi.
in effetti è stato un periodo faticoso che non so se ha avuto un arresto o semplicemente un attimo di pausa per riprendere esattamente come prima. momo dorme poco e agitato durante il giorno e di notte fa una tirata lunga che finisce, quando va bene, intorno alle 4. non sopporta il passeggino, né il seggiolino dell'auto, vuole stare molto addosso e si addormenta solo in braccio, quasi esclusivamente con me.
purtroppo sono stanca fisicamente (7 kg cominciano a pesare sul serio) e psicologicamente (da sola tutto il giorno) e quindi paro i colpi con sempre meno lucidità e la cosa drammatica è che stavo entrando nel trip pericoloso miofigliocel'haconmeemifaidispetti. per non parlare degli stupidi paragoni: gli altri amano il passeggino tranne mio figlio, gli altri si addormentano in macchina tranne mio figlio, gli altri li metti nel lettino e prendono sonno tranne il mio, insomma: trip mooolto pericolosi.
poi mercoledì scorso oltre all'arrivo provvidenziale di NonnaPapera, sono andata con momo ad un incontro organizzato dall'associazione IlMelograno con una psicologa che mi ha aiutato a capire che tipo è il mio bambino.
momo è un tipo fisico, un tipo tonico, un esploratore, eufemismi per dire in senso non patologico un iperattivo. un bimbo che ha tanta curiosità ma allo stesso tempo assorbe molto gli stimoli esterni e non riesce a smaltirli da solo. il fatto che alcune problematiche ci abbiano investiti da un mesetto a questa parte è dovuto al fatto che durante il quarto mese i bambini aprono in maniera esponenziale i canali percettivi e quindi si ritrovano bombardati da tutti i nuovi stimoli. momo ha bisogno di me o di qualcuno a lui molto vicino per bilanciare il nuovo con la rassicurazione del contatto. ha bisogno di sapere costantemente che va tutto bene e che ha le spalle coperte. ha bisogno di protezione. di fronte a questa immagine lo sforzo fisico di tenerlo in braccio mi diventa meno pesante.
inoltre, avendo seguito sin dall'inizio il metodo E.A.S.Y., sono stata ingannata su un'altra dinamica. io ho sempre capito bene il momento in cui dopo la pappa e dopo il gioco, arrivava il momento del sonno. ma siccome ormai il sonno non copre più tutto lo spazio fino alla poppata successiva, ho capito che anche in quell'altro intervallo di veglia può aver bisogno di break per digerire gli stimoli, non necessariamente di sonno, ma talvolta semplicemente di riposo. quindi è sufficiente prenderlo in braccio in una posizione calda e avvolgente, dargli il ciuccio e possibilmente attutire tutti gli stimoli esterni, lasciando che guardi solo il mio viso, ascolti solo la mia voce, ciucci un po' per rilassarsi e aspettare che, sputando il ciuccio, dia il segnale che ok, si ricomincia! se si riesce a riconoscere questi momenti in tempo, quasi a prevenirli, si riduce il rischio isteria, quindi diventa molto più facile e meno stressante calmarlo.
questi due input che mi ha dato la psicologa mi sono stati di enorme aiuto. perché quello che stava succedendo era che non capendo che aveva bisogno di questi break, interpretavamo i suoi lamenti come manifestazioni di noia, proponendogli altri stimoli, altri giochi, che sortivano l'effetto contrario, cioè sovreccitarlo.
non dico che questo abbia ribaltato la situazione, anche perché a tutta questa nuova prospettiva di crescita si aggiunge il fastidio dovuto alla dentizione, però, pur restando molto impegnative le giornate con momo, durante le quali trovo sempre meno spazio per me, mi sono data delle spiegazioni che mi hanno riappacificato col mio bambino.
forse me lo fanno amare ancora di più. se questo è possibile.

giovedì 22 ottobre 2009

Di limiti e limitazioni

ho voglia di scrivere
una di quelle voglie da fiume in piena
quest'ultima settimana è stata dura. credo di aver affrontato con molta fatica un altro scatto di crescita. scardinamento della routine quotidiana, poppate continue (siamo tornati anche a un picco di 9 poppate), pianti nervosi, sonno agitato, difficoltà ad addormentarsi e conseguente mia stanchezza soprattutto psicologica. ieri sera sono crollata piangendo mentre il MaritoInfluenzato tentava di far dormire momo. e fra le lacrime mi dicevo che non è giusto. ho desiderato non essere indispensabile per una sera, per un giorno. il sonno mi ha sopraffatto forse più per questo motivo. non volevo sentire il pianto, ma da sveglia lo sentivo e combattevo con l'istinto di alzarmi. non volevo alzarmi, non volevo intervenire, volevo infischiarmene, volevo che ci pensasse qualcun altro. perché io? perché sempre io? fra le lacrime pensavo che non è giusto pagare così tanto. mi sono accorta che non sono più indipendente. non lo sono da momo, ma neanche dal Marito. e forse questo è quello che mi brucia di più. se non ci sono io ci "deve" essere lui. se voglio assentarmi devo chiederlo a lui.

piove intanto, che catarsi riversare giù tutto l'umido, tutto il bagnato, tutto il grigio.

scrivo veloce perché momo potrebbe svegliarsi.
io non sono abituata a chiedere, odio farlo. preferisco non fare, non avere, piuttosto che chiedere aiuto. forse è sbagliato, ma questo mi fa sentire libera. e a un certo punto della mia strada mi sono accorta che la libertà era l'unica cosa per cui valesse la pena scegliere. questo non significa che non riconosca quando qualcuno fa qualcosa per me e non ne sia grata, però non mi piace sentirmi dipendente dai favori degli altri.
ora è cambiato tutto.
e mi chiedo quando la mia vita riprenderà un contorno definito. quella di prima non tornerà, lo so. ma almeno vorrei capire cosa sarà da ora in avanti.
mi sento un po' borderline. per questi mesi quasi ogni gesto era teso a rafforzare il legame con momo. si dice che l'attaccamento con la mamma aiuti a sviluppare un individuo sicuro di sé e allora sempre vicini, attaccati, in fascia, in braccio. cuore a cuore. allattamento naturale. tutto questo con il mio tacito, ma straziante, viscerale bisogno di lui, di questo attaccamento, di questo contatto continuo, con la mia interiore gratificazione per ogni suo sorriso, per ogni volta che le mie braccia hanno placato il suo pianto.
quando è nato ho vissuto in maniera molto drammatica il suo distacco e mi sembrava che dovessi recuperare, dovessi risarcirlo. o risarcirmi.
ora mi riconosce, sono il suo mondo, basta un mio sguardo per farlo andare in brodo di giuggiole. da qualche giorno riesce a fare dei microriposini diurni grazie a una mia maglietta indossata, pregna dei miei odori, avvolta attorno al viso. mi chiede la mano mentre ciuccia e ci guardiamo, con quell'intensità che fa sprofondare in una dimensione senza tempo. e anch'io mi perdo quando mi guarda, mi sciolgo quando mi sorride, lo cerco quando è in braccio a qualcun altro, mi manca quando dorme, mi commuove quando muove le mani, mi fa stringere il cuore quando piange, mi riempie di gioia quando parlotta. adoro condividere con lui tutto quello che faccio.
eppure arrivano quei momenti in cui mi sento soffocare. lui piange, strilla, non lo capisco e mi sento anche un po' tradita.
e vorrei dormire e dimenticarmi di essere mamma. che non è un'aggiunta a quello che sei, è uno stato irreversibile.

piove ancora, è venuto giù quasi tutto. forse oggi mi sentirò più pulita.

domenica 18 ottobre 2009

di incontri, scontri, solitudini e sorprese

tra palle di pezza e copertine tirate fuori dai ripiani alti dell'armadio mi faccio un po' di posto sul divano e prendo un profondo respiro. il week-end è stato intenso, più di quanto mi aspettassi.
non solo perché pieno d'impegni, incontri, eventi, ma perché la nevrosi settimanale di momo si è rivelata qualcosa di più. mi viene di chiamarla un "periodo". forse dentini? scatti di crescita? cambio di stagione? non lo sapremo mai, nel frattempo andiamo a tentoni e buttiamo lì qualche vano tentativo che ci fa tirare avanti.
comunque venerdì pomeriggio, mi son caricata momo in fascia e, affidandomi ai mezzi pubblici, mi sono avventurata nella giungla romana alla volta della casa internazionale delle donne, dove una splendida, raffinata marilde mi ha accolto calorosissimamente prima della presentazione del suo libro, che, tra un cambio di pannolino, una poppata e un salto del canguro con momo ululante, sono riuscita anche ad ascoltare. c'era flavia, anche lei sorprendentemente in carne e ossa, una VeraDonna che ha raccontato di noi, delle mammeblogger, di noi che siamo una rete (mi piace pensarci come a una di quelle elastiche che si mettono sotto i trapezi degli acrobati), che raccontiamo le luci e le ombre della maternità. e per dire questo ha letto qualcosa di raperonzolo e due brevi pagine di diario di ondaluna. e io ho pensato come basta poco per sentirsi vicine. e poi piattini in prima fila, col suo viso aperto e lo sguardo trasparente. ho provato un'empatia immediata con lei.
alla fine della presentazione ci siamo ritrovate tutte e quattro e sembra assurdo, ma abbiamo chiacchierato, commentato le faccette di momo, ci siamo presentati vicendevolmente i mariti, come se ci conoscessimo davvero.
sì, a un certo punto il MaritoIncravattato è venuto a riacchiapparci. e lungo la strada del ritorno, nelle viuzze del centro, non smettevo di parlare, di raccontargli la sensazione strana di scontrarsi con le proprie proiezioni, con la propria immaginazione, e la bellezza, la solidità dei visi, delle mani che stanno dietro i fiumi di parole che bevo ogni giorno nei miei momenti rubati.


e poi è arrivato sabato, il tanto atteso momcamp. e una valanga di rivelazioni. devo ammettere che gli interventi per me sono passati in secondo piano, erano troppo rapidi e c'era poca possibilità d'intervento, di confronto, di dibattito. la scaletta è slittata in maniera vertiginosa, e nonostante abbia resistito fino a pomeriggio inoltrato, non sono riuscita a partecipare al coaching di VereMamme. sarà per la prossima volta!
un'atmosfera meno intima, caotica, un po' faticosa, ma positiva, soprattutto per gli incontri tra mammeblogger che si aggiravano adocchiando badge rivelatori, anche se non sempre necessari.
e così quasi subito mi sono scontrata con wonder e la sua polpetta (c'era anche Lui, che si è prestato a trasportarmi il passeggino su per le scale, grazie!), che al contrario di quanto uno si aspettasse conoscendo le loro vicissitudini, non mostravano l'ombra di un'occhiaia. ho rincontrato marilde, piattini e flavia, zoccolo duro nelle prime file, poi arianna che ha parlato dei pannolini lavabili. e l'accoppiata scoppiettante di silvia e serena, con le quali abbiamo eretto un monumento virtuale alla defunta tracy hogg. e vogliamo omettere la meraviglia di vedere arianna e isabella, le gemelline di passodoppio?

vorrei dire ancora tanto, perché gli imput sono stati una marea. stare lì, aggregate dal tag di mamma, a parlare di maternità che isola, di donne nel mondo del lavoro, di scelte nella società, di web e progettualità, mi ha fatto sentire in un turbine di idee. mi ha fatto interrogare sulla mia posizione, sul mio contributo, sulla linea del mio agire come donna e come madre. e poi mi ha fatto sdrammatizzare il tutto in una risata condivisa, in un abbraccio virtuale e solidale. vorrei dire ancora tanto, per fissarlo nella mia mente soprattutto, ma è tardi, è quasi mezzanotte e la mia condizione di madre mi dice che il vecchio detto non sbaglia mai: cugghi l'acqua quandu chiovi. dormi, adesso che puoi.

comunque, senza nulla togliere all'impatto emotivo delle giornate passate, la sorpresa più sconvolgente, lo devo dire, è stata un'altra, consumata in solitudine, stamattina, quando, appena sveglia, trascinata da una forza fatale, mi sono appropinquata sulla bilancia: ho perso un chilo, e in tempi come questi, diciamocelo, sono cose che potrebbero spingere alle lacrime.

venerdì 16 ottobre 2009

musica in fasce

ieri pomeriggio, a dispetto dell'isteria di momo dovuta secondo me al suo assestamento alimentare settimanale*, nonché a fastidi alle gengive, e a dispetto delle temperature crollate che mi hanno fatto scoprire che ho pochissimi vestiti pesanti da mettergli, l'ho imbacuccato alla meglio, l'ho infilato in fascia e sono partita alla volta dell'associazione IlMelograno. avevo prenotato una lezione prova di musica in fasce, tenuta da una insegnante AIGAM, metodo Gordon per l'apprendimento musicale. non si tratta di aspirare a un piccolo mozart, ma di educare al linguaggio musicale, fornire degli strumenti per imparare ad esprimersi anche musicalmente. io ho semplificato molto, ma coi riferimenti che ho linkato ci si può fare un'idea più precisa.
l'incontro è durato 3/4 d'ora. un cerchio di mamme con pargolo (più un papà). i bambini erano d'età eterogenea, ma tutti sotto i due anni. il più piccolo aveva un mese e mezzo, poi c'erano momo e una sua coetanea, nata il suo stesso giorno, di 3 mesi e mezzo, fino a gattonatori di professione e nanetti in avanscoperta di tutto rispetto. la conduttrice proponeva frasi musicali, suoni, ritmi, che in qualche caso venivano ripetuti in coro, in qualche altro seguiti col corpo. noi genitori evitavamo di parlare, ma si lasciava piena libertà motoria e vocale ai bambini. a un certo punto erano evidenti risposte canore dei bambini alle provocazioni vocali della conduttrice e si sono creati dei momenti particolarmente accattivanti grazie alla spontaneità della conduttrice e le reazioni assolutamente genuine dei bambini. è stato chiaro che la forza dell'evento musicale fosse incentrata sull'ascolto del qui e ora.
momo, nonostante non potesse fruire l'incontro in maniera completamente autonoma come facevano i bimbi più grandi, è stato molto attratto dai suoni che si creavano e ad alcuni ritmi ha risposto con il piedino. ha persino dimenticato di mangiare, facendo la poppata a distanza di 4 ore. venendo da una giornata nervosa e faticosa per entrambi, il fatto che a fine lezione sia stato tranquillo e sorridente, nonostante a ridosso della poppata, mi ha fatto pensare che l'esperienza sia stata pienamente positiva.

*voglio riprendere l'argomento, è una mia teoria con basi assolutamente empiriche, ma qualcosa sotto ci dev'essere!!!

giovedì 15 ottobre 2009

una candela per davide


oggi è la giornata del ricordo.
oggi accendiamo una candela per tutti i bimbi che son volati via troppo presto.
noi ne accendiamo una per davide e per la sua splendida famiglia che continua ad amarlo da quaggiù.


vi abbracciamo forte
caia, marito e momo



questa è una piccola tela dipinta due anni fa, la notte in cui abbiamo deciso di diventare una famiglia. la dono virtualmente a te nicky, per la tua amicizia e la forza che mi insegni come mamma.

mercoledì 14 ottobre 2009

una passeggiata qualunque

ieri mattina il sole splendeva, il cielo era terso e incoraggiante.
aprire le finestre in casa non bastava, l'aria fresca d'inizio autunno voleva essere solcata.
un attimo di nostalgia, l'anno scorso tu non c'eri. non c'eri neanche fra i desideri espressi. io avevo delle belle gambe, gambe che avevano percorso ogni casa della scacchiera di manhattan. io respiravo l'odore di gialli e rossi disciolti nelle prime pozzanghere. io pranzavo con le bacchette e restavo scalza sulle panchine che raccontavano amori e sodalizi. io bevevo tanto caffè. e scrivevo. con la penna, sulle righe di un quaderno. a volte fra le righe. io non ci pensavo a te. pensavo di desiderarti, ma come un'america cui non si approderà mai davvero. come un sogno ad occhi aperti, troppo grande per crederci davvero. io andavo a leggere lungo l'hudson e mi mancava casa.

ti ho messo in fascia e siamo usciti. tu con la tutina con cappuccio mi guardavi in su. occhioni spalancati, più blu di quella bolla assolata in cui galleggiavamo.
gote rosse, io e te. tu stringevi i pugni contro il mio seno e ogni tanto ti strofinavi le guance.
abbiamo attraversato i cantieri e i lavori in corso attorno a casa, abbiamo atteso il verde di qualche semaforo, schivato un motorino in svolta a destra, salutato il macellaio che fumava sotto la porta del suo negozio. per tagliare, ci siamo infilati nella viuzza chiusa al traffico e abbiamo schivato il secondo motorino. inizia la salita e sento che sei diventato proprio pesante.
il naso comincia a colarmi un po'. forse non è solo il vento tagliente, forse sono i pensieri, i tuoi occhi blu, la tua espressione curiosa e fiduciosa.
forse sono lacrime anche quelle, a modo loro.
al termine della salita c'è il cancello aperto, un viale alberato, e, in fondo, nella luce vibrante della mattina, si staglia il colosseo.
è un enorme animale sornione e ammiccante che non ti aspetti di vedere, sta lì e ti toglie il fiato.
da colle oppio si vede una bella roma, come quella che vedevo seduta su un ponte del tevere 10 anni fa quando ho deciso che questa sarebbe stata la mia città. ancora ricordi, confronti, chi ero?
avevo i capelli lunghi, un jeans taglia 42. un fidanzato storico e un sogno grande che un comò non bastava. tu non c'eri. neppure lì. io pensavo di potermi bastare. pensavo che il mio futuro era arrivato ed era solo per me. io mi bastavo.

...ma allora com'è che solo con te ritrovo la poesia di un albero che oscilla tra gli archi di un'epoca passsata? com'è che non mi stanco di raccontarti quello che vedo, come lo vedo?
com'è che adesso averti sul cuore non è abbastanza vicino?

lunedì 12 ottobre 2009

un week-end rigenerante

incoraggiata dai commenti alla sventura di giovedì sera abbiamo trascorso un week end all'insegna della compagnia.
sabato mattina col MaritoACasa mi son potuta concedere un po' di ore in cucina e, a parte il minestrone di verdure per pranzo ho preparato due belle infornate di muffin!
io ho una ricetta base infallibile alla quale aggiungo condimenti a piacere.

muffin perfetti
140 gr zucchero
250 gr farina
2 cucchiaini rasi di lievito
85 gr burro sciolto
2 uova
200 ml latte

il trucchetto per una perfetta riuscita è di mischiare gli ingredienti secchi e quelli liquidi tra loro, ma in scodelle separate, e poi unirli in maniera rapida, lasciando anche dei grumi, solo poco prima di infornare.

questa volta disponendo di molta uva e nocciole riportate domenica scorsa dalla campagna, ho usato un paio d'etti di acini neri per guarnire la prima infornata e poi un'ottantina di grammi di nocciole sgusciate con due perine a pezzettini per guarnire la seconda.

parte dei muffin son stati portati sabato pomeriggio al tè letterario. meriterebbe un post a parte e prima o poi lo scriverò, per ora dico solo che è un incontro che ho iniziato ad organizzare due anni fa con delle amiche e che, sopravvissuto al mio anno in trasferta a ny, continua a vederci riunite attorno a muffin e tazze fumanti a parlare di libri. adesso anche con l'aggiunta di due poppanti (momo e la piccola elly, nata un mese fa).

al mio rientro a casa ho trovato una coppia di nostri cari amici, sposati da meno di due mesi, che, con pizze alla mano, hanno pensato di farci una graditissima improvvisata. momo si è addormentato tranquillamente questa volta e la serata è stata piacevolissima e rilassante.

per la domenica avevamo in programma un brunch da noi con una coppia di amici con una bimba un mese più grande di momo.

menu:
muffin (l'altra infornata)
pancake con sciroppo d'acero e marmellate
uova in camicia con bacon
insalata con mele e noci
macedonia (che mi sono dimenticata di tirare fuori dal frigo)
succo di mela
aranciata
tè e caffè

la giornata è stata serena e allegra: loro sono una coppia simpaticissima e la bambina un amore. lei e momo hanno diviso la piscinetta di momo e i suoi giochini, anche se entrambi facevano fatica a stare dritti, soprattutto momo che le si buttava sempre addosso... veramente le metteva sempre le manine sulle cosce... devo preoccuparmi?!?!?!

sono andati via a metà pomeriggio e io ero veramente felice. stare in compagnia, condividere questa nuova era della nostra vita è fondamentale: stempera le tensioni, lenisce le paure e carica un po' di autoironia che non fa mai male.
piano piano, senza neanche rendersene conto, il MaritoComplice diventa sempre più autonomo con momo, e io mi sento rinascere. sento di poter riprendere qualche spazio solo mio.
e in qualche istante mi sembra addirittura che tutto sia possibile.

buona settimana!


sabato 10 ottobre 2009

giveaway giocattoli creativi -- in scadenza domani!!!

anche se ormai in scadenza,
segnalo questo interessantissimo giveaway
sponsorizzato da mammafelice
(che ne sa una più del diavolo!!!)

venerdì 9 ottobre 2009

MOMCoach al MomCamp

vorrei segnalare per le romane e non
questo progetto interessantissimo
targato VereMamme.

sono curiosissima di saperne di più
ci vediamo tutte al MomCamp
sabato 17 ottobre

quando i neogenitori invitano per cena

telefonata a inizio settimana
IoPositivaEDeterminata: sai che c'è? giovedì sera stiamo a cena assieme!
AmicA: ok, così finalmente conosci F!
IoIgnaraEFiduciosa: ma sì tanto ormai momo massimo alle 9 ronfa che è una meraviglia!
AmicA: facciamo così! giovedì mattina vengo da te e ti dò una mano, prepariamo insieme così se c'è da tenere momo...
IoGrataEIlluminata: che bello, sì, facciamo un po' di pasta fatta in casa, ho proprio voglia di impastare!!!
AmicA: sì, ma al resto penso io, faccio delle polpette con salsine varie e un bel tiramisù!
IoOcchioLucidoDallaRiconoscenza: va bene, io faccio un contorno, alle brutte se momo non mi dà tregua condisco l'insalata.
AmicA: ma sì!!! tanto è per il piacere di stare insieme!!!
IoLiquefattaDall'eccitazioneELaRiconoscenza: ma sì, che bello, è una vita che non passiamo una serata come ai vecchi tempi!!!

ieri, giovedì appunto, interno giorno, casa mia
AmicA: ma che dolce, momo, com'è pacioso!!! e poi ride, che tenero!!! comunque caia, ti volevo dire, se tu e MaritoTrascurato volete andare una sera al cinema, o a cena fuori, io ci sto volentieri con momo...
Io: grazie, ma ancora non mi sento pronta, però grazie, davvero, magari più in là perché no?

ieri, interno notte, casa mia, dopo un pomeriggio di veglia ininterrotta, pianti incomprensibili e nervosismi vari, nonché un mio notevole mal di testa
AmicA: eccoci qua! lui è F.
noi: piacere!
F: e lui? momo?
noi: sì, momo, purtroppo stasera è un po' nervosetto, forse qualche doloretto, comunque adesso ha appena mangiato...
F: ehhh! fossero tutti così i bambini nervosetti! ma è dolcissimo, guarda che occhioni, ma daaaaiiiii è tranquillissimo...

alle 22,15 dopo una cena in cui io e il MaritoPaziente ci siamo alternati nel fare gli onori di casa e nel nutrirci, la CoppiaEducata decide di andare.
CoppiaEducata: noi andiamo, domani si lavora, eh eh...
Noi (tra le urla di momo): scusate ragazzi, non è sempre così, ci dispiace...
CoppiaEducata: ma no, figuratevi, a noi dispiace per voi!



giovedì 8 ottobre 2009

A come Activity

non è un mistero che il linguaggio segreto dei neonati sia stato per noi un valido supporto. ne avevo parlato anche a proposito di allattamento, ma per chi ha un po' di dimestichezza col metodo E.A.S.Y. sa bene che tutte le fasi giornaliere del bambino non sono mai scisse l'una dall'altra. una fase molto importante, oltre a quella del nutrimento (eating) e del sonno (sleeping), è quella del gioco (activity, appunto). del gioco, ma estenderei alla veglia. all'inizio questi momenti sono brevi per poi dilatarsi gradualmente. dal momento della pappa, adesso che ha 3 mesi, momo ha un'oretta di veglia serena. poi vuole dormire. ovviamente, una volta addormentatosi, non sempre dorme fino alla poppata successiva, ma dopo quel sonno -- di dieci minuti o un'ora che sia -- è tranquillo e aspetta la poppata con serenità.
quando mi sono accorta che insistere nel farlo addormentare non appena finiva di mangiare (dopo il cambio pannolino, certo) lo rendeva isterico, mentre era più semplice lasciare che "consumasse" l'autonomia e poi farlo addormentare, mi si è posto il problema: che si fa fare a un neonato di meno di tre mesi? non gioca con le costruzioni, non prende in mano i sonagli, non si capisce neanche se vede davvero quello che guarda.
e allora mi sono creata una specie di cartuccera, grazie anche a un altro libro (si capisce che i libri sono il mio pane, eh?), "io imparo prima", che a me ha prestato la SaggiaCognataGiàMamma, ma che purtroppo è ormai fuori catalogo.
la prima activity della giornata è di solito la ginnastica nudo nella piscinetta. dopo la nottata a contatto con il pannolino lo lascio un po' in libertà e gli faccio fare un po' di ginnastica alle gambe, poi lo metto un po' a pancia in giù a fare la tartarughina e varie ed eventuali. il tuotto condito con i giochini morbidi.
nella seconda pausa in genere usciamo, passeggiata quindi. lo metto in maniera che possa guardare, ma questa dura più in preparazione che durante, visto che il sobbalzare della mia camminata è soporifero come poche cose.
alla terza pausa, se ha dormito in fascia, quindi dopo la poppata è felice e contento leggiamo le filastrocche (L'omino della fantasia), altrimenti se è più irrequieto vado con la musica, "BuongiornoPappalupino", una delle famose compilation di ZiaPolly. se non sono stanca balliamo (io brucio, lui si diverte).
a questo punto io sono sicuramente stanchina, quindi mi gioco come quarta activity la palestrina. inizialmente è solo uno stimolo visivo, ma adesso comincia a scoprire il potere delle mani che lanciate contro gli oggetti penduli, provocano rumori e movimenti.
siamo giunti al tardo pomeriggio e come quinto gioco ci tuffiamo nel bagnetto e spesso c'è anche il MaritoTornatoDaLavoro.
infine per il pre-addormentamento notturno andiamo senza ripensamenti sulla musica, in particolare se lo fa addormentare il MaritoSicuramenteTornatoDaLavoro si ascolta un cd di ninne-nanne classiche e popolari, se lo cullo io vado con "BuonanottePappalupino".

nella migliore delle ipotesi questa rappresenta la giornata ideale, nella realtà siccome io e momo siamo tipi dinamici, spesso improvvisiamo.

mercoledì 7 ottobre 2009

un po' di me

sarà che da stamattina ascolto a ripetizione il video dal post di carpina
sarà che l'occhio casca dove il cuore duole
sarà che ieri sera ho sfiorato la tragedia per una mia negligenza (scusate, non voglio entrare nei dettagli, perché mi vergogno troppo)
sarà che da un po' di giorni mi frulla in testa questa cosa (e c'è chi mi dice buttati! compresa una parte sclerante del mio cervello)
sarà che la città è piena di cartelloni pubblicitari di uno spettacolo teatrale che per varie ragioni mi porta a una vita fa
sarà che momo sembra sfuggirmi di mano a una velocità impressionante
sarà che quando non ho lui, mi sento smarrita, senza identità e non mi piace
sarà che quando ho lui sorvolo, e nel frattempo sotto qualcosa scava
sarà che ho dormito poco
sarà che un anno fa momo non c'era neanche nei nostri sogni

ma stamattina mi viene proprio da piangere
(che post del cavolo, non ne avevo mai scritti di così sfigati)

martedì 6 ottobre 2009

Parliamo di... pannolini!!! -- 2, i lavabili

incipit
tutto iniziò così...
poi premetto che quando siamo tornati dall'ospedale momo aveva già un'irritazione sul culetto che era andata via con cremina alla calendula e l'utilizzo dei pannolini che avevamo pronti a casa non sbiancati e che rappresentavano il miglior compromesso ecosostenibile con gli usa e getta.
a due settimane, ho iniziato a provare i pannolini lavabili. ne avevo solo dieci e non disponendo di un'asciugatrice, li utilizzavo combinati a quelli usa e getta. poi a un mese e mezzo ne abbiamo comprato altri 12 e siamo passati a quelli in maniera definitiva.
come aveva detto anche silvietta nei suoi esaurienti post, la routine dei lavaggi e della preparazione dei pannolini mi ha aiutato a darmi dei micro-obbiettivi quotidiani che mi riempivano le giornate che talvolta sembravano un tutt'uno con le nottate in quel ciclo continuo di sonni interrotti, poppate e lacrime (più spesso mie) di incomprensioni. ho sempre saputo di essere una di quelle che rende meglio sotto stress e di riuscire a fare meglio le cose se ne fa tante piuttosto che dedicarsi a una soltanto, e nel casino dei primi mesi l'uso dei pannolini aveva proprio questa funzione nel calderone di tutte le novità che ci stavano investendo. inoltre tutto ciò che è manuale e ripetitivo a me rilassa e a volte in quel delirio preferivo preparare i pannolini piuttosto che leggere un libro, per esempio. inoltre, trattandosi di una cosa necessaria per momo mi permetteva di lasciarlo col padre senza sentire lì pronto MisterSensoDiColpa che mi ricordava che gli stavo negando la mia fondamentale presenza per puro svago personale.
routine
quello che intendo per preparazione è non soltanto il lavaggio, la stenditura e il ritiro, ma anche l'assemblaggio dei pezzi così da avere pronti i pannetti sul fasciatoio al momento del cambio.
modelli a confronto
entrando nello specifico noi abbiamo principalmente due tipi di pannolini: i pop-in e i prefold.
i primi sono a forma di pannolino u&g. hanno una mutandina impermeabile con all'interno degli assorbenti che si sommano secondo necessità con dei bottoncini a pressione. sono taglia unica perché crescono attraverso un sistema di bottoncini a pressione e il velcro frontale. nella mia esperienza impiegano troppo ad asciugarsi e per essere dei taglia unica vestono poco (momo li porta già al massimo e temo che li vestirà ancora per poco) però sono anche più snelli sotto i vestiti e un po' più pratici quando si esce perché si tolgono e mettono con le stesse facili manovre che richiede un u&g.
i prefold sono composti da due pezzi separati: la mutandina impermeabile e la parte assorbente che è semplicemente un quadrato di cotone che si ripiega a triangolo e si avvolge al bambino, fermandolo poi con una spilla da balia o più comodamente con un gancetto di silicone. per me sono i migliori, si asciugano più rapidamente, ed è più facile lavarli e smacchiarli.
pro e contro
in generale i lavabili hanno tessuti naturali e traspiranti, aiutano a prevenire arrossamenti e irritazioni, e agevolano la corretta crescita delle anche tenendole più distanziate. sono ecologici perché evitano la produzione di tonnellate di rifiuti, sono molto economici e si ammortizzano in poco tempo soprattutto se si scelgono alcuni modelli più spartani. dicono che agevoli lo spannolinamento, ma su questo vi aggiornerò più avanti.
come svantaggi hanno l'ingombro, soprattutto nei viaggi (noi quest'estate abbiamo girato parecchio e se per noi era sufficiente uno zainetto per momo dovevamo riempire un borsone solo per i pannoli), e il lavoro casalingo che richiedono, perché in effetti io faccio due/tre lavatrici in più a settimana. infine credo che procurino qualche arrossamento quando il bambino inizia a tenerli per più ore di seguito (durante il sonno notturno) semplicemente perché resta a contatto con la pipì più a lungo, ma se non altro è a contatto con qualcosa di suo e non con sostanze chimiche di dubbia natura che gli arrossamenti li procurano comunque.
ergo
detto questo sono felicissima di questa scelta. momo sembra un paperotto con questo culetto all'insù, ma finora ha avuto un po' di bollicine solo di recente in concomitanza con l'allungamento delle tirate notturne, per il resto sempre candido e fresco.
con somma approvazione del nostro pediatra, io comunque non uso salviettine imbevute di nessun genere, né saponi. lo lavo solo con l'acqua e una volta al giorno nel bagnetto con l'amido di riso. ogni tanto uso un bagnoschiuma alla calendula senza profumi e ora che è stato arrossato acqua e bicarbonato.
infine proprio a causa di questo recente incidente di percorso mi sono decisa ad affrontare il discorso detersivi... ma questo alla prossima volta!


link utile
http://www.pannolinilavabili.info/

lunedì 5 ottobre 2009

week end in campagna

non avendo connessione non ho potuto aggiornare fino a stamattina del bel week end che abbiamo trascorso in campagna. siamo partiti venerdì sera e tornati ieri all'imbrunire.

ho appuntato qualcosa che riporto in differita. lo faccio perché rappresenta un momento importante per me. ve lo guarnisco con qualche foto scattata dal MaritoInVenaArtistica.




Momo è con NonnaDuracell a vedere gli animali, il MaritoIndaffarato è in giro,
NonnoCocciaPelata a ripulire vasche e damigiane della vendemmia.




E io sono qui sotto la pergola spennellata dei primi rossi,
ancora carica di grappoli ritardatari.



In lontananza pecore belano, qualche campanello, un rombo di corse remote, ogni tanto un cane abbaia. Api imperterrite ronzano.
L'umidità comincia a calare chiedendo lana sulla pelle, con quell'inconfondibile brivido piacevole che mette fine alle illusioni di strascichi estivi. È autunno, tempo di mosto e di noci. Di primi fuochi, tempo di transizione.



Momo può stare per la prima volta fuori dal raggio del mio sguardo senza provocarmi dolore. Io sono qui a divagare mentre sento che forse per la prima volta questo è un tempo mio che non sento rubato a lui. Ma soprattutto un tempo in cui riesco a respirare solo per me, a non preoccuparmi e a occuparmi di me.





Il problema è che non so cosa fare.

mercoledì 30 settembre 2009

lacrime

le lacrime di un bimbo sono salate
come quelle di un adulto
ma se tuffi le labbra a consolare
un musetto contorto da non si sa che
puoi anche annegare

martedì 29 settembre 2009

Up&Down

della serie ai bambini piacciono le montagne russe...

è qualche giorno che arriviamo di nuovo a 9 poppate, talvolta ravvicinate.
è qualche notte che i nostri sonni sono agitati, continui risvegli impediscono il riposo, di giorno ovviamente la mancanza di una dormita come si deve lascia momo nervoso e irritabile, e ogni minima differenza rispetto al prima mi fa fare illazioni sulle possibili cause.
la verità è che momo soffre di reflusso. aveva iniziato a dare segni di questo piccolo disturbo già da un po', ma ora credo sia certo. nella diagnosi mi ha aiutato molto questo articolo di mammaimperfetta, infatti quando ho posto l'accento su alcuni sintomi anche IlPediatra mi ha dato ragione. per fortuna non sembra avere blocchi di crescita, quindi stiamo parlando di un disturbo ai limiti del fisiologico che non viene curato in alcun modo, tranne con qualche razione di coccole in più dopo mangiato, tenendolo in braccio un po' più a lungo e prediligendo la sdraietta alla culletta per farlo rimanere in una posizione che tamponi la risalita di materiale incandescente.
un'altra causa di questo cambiamento di ritmi credo sia il suo primo raffreddore che lo porta a respirare male e quindi a svegliarsi di soprassalto o ad avere un sonno talmente leggero che basta un bisbiglio a interromperlo. per questo IlPediatra mi ha dato dei granuletti, ma la verità è che in questo periodo non so come vestire momo. di giorno gli faccio indossare body a maniche lunghe con ghettine o pantaloni lunghi, di cotone. ma di notte fa freddo e forse non gli basta la copertina di cotone (oltre al pigiamino lungo). boh? poi comunque quando mangia suda un sacco, gli si imperla tutto il viso e anche la capoccetta... avrà preso un colpo d'aria?
inoltre ha un'irritazione nella zona pannolino... e sì che noi usiamo i pannolini lavabili di cui ancora non ho approfonditamente parlato, ma che ormai sono un'abitudine consolidata da quando momo aveva un mese e mezzo. evidentemente siccome aveva allungato molto la tirata notturna, il fatto di stare a contatto col pannetto bagnato per tante ore l'ha irritato. forse questo gli provoca qualche fastidio, e quindi...
infine sta crescendo tantissimo, a livello di progressi. continua a reagire sempre più fervidamente agli stimoli, dorme sempre meno di giorno, attratto da tutto quello che lo circonda. ieri per dire ha definitivamente decretato la fine dell'era navetta. prima in macchina si addormentava nella sua navetta e si viaggiava tranquilli, adesso vuole stare seduto, guardare, non perdersi niente e quindi appena dalla sua posizione limitante ha finito di guardare il sonaglino appeso, e la mamma che fa cabaret gli resta ripetitiva, iniziano le urla, non di fame, non per qualche dolore, ma di noia, di fastidio. ovviamente questo si protrae fino al raggiungimento della meta, visto che io sono terrorizzata all'idea di staccarlo dalle cinture e prenderlo in braccio. insomma una tortura: sai che potrebbe smettere di piangere se solo lo prendessi in braccio, ma non puoi farlo per paure superiori.
insomma, sono giornate turbolente, che rispecchiano appieno l'andatura Up&Down della mammità ma non ci scoraggiamo, del resto, prima o poi, l'Up tornerà, o no?

domenica 27 settembre 2009

auguri nonno

Caro NonnoLupoDiMare
la mamma mi ha detto che oggi è un giorno speciale perché è il tuo primo compleanno da nonno. È bello perché se ci pensi puoi ricominciare a contare da uno e ti senti più giovane.
Io volevo farti un regalo e con la mamma ci siamo scervellati. Alla fine mi ero un po' scocciato e ho detto: "Ma insomma, mamma, che cosa si dà ai nonni? Tu dovresti saperlo perché sei grande e ci sei già passata!", e lei mi ha risposto: "Ai nonni si dà la mano! Perché ti possano accompagnare alla scoperta delle cose davvero importanti della vita". Io ho alzato gli occhi 'ché lo sai che la mamma usa questi paroloni. Ma che dobbiamo fare? Ce la dobbiamo tenere così! Ma non ti preoccupare, io intanto sono andato al sodo e ti ho preparato il tuo regalo!




Auguri Nonno!

firmato Momo

venerdì 25 settembre 2009

tre mesi

Mio piccolo momo
oggi compi tre mesi. Oggi anch'io compio tre mesi di mammità.
Mentre ero incinta leggevo della fatica che si fa durante i primi mesi per fare i conti con il bambino reale e scacciare quello immaginario.
E così io quello immaginario non me lo sono creato. Ho cercato di restare salda al momento, di non guardare al di là dell'attimo. Mi sono attaccata a te per quello che eri, per quello che attraverso la mia pelle mi comunicavi. E la cosa più forte che sentivo erano i tuoi calci, quelli che ancora adesso mi punti sul petto mentre china su di te ti cambio il pannolino.
Mi chiedevo spesso come sarebbe stata la nostra vita dopo il tuo arrivo, ma non mi davo risposte, forse formulavo auspici.
Ma adesso che sei qui capisco che io un bambino immaginario ce l'avevo eccome. Ed eri tu.
Tu, accocolato sul mio petto, con la manina sulla fronte per proteggerti dalla luce, adesso che ce ne andiamo ogni mattina a spasso cuore a cuore.
Tu che adori restare nudo il più a lungo possibile e inizi a farmelo capire alzando la voce.
Tu che mi spii con gli occhioni spalancati se mentre ti allatto guardo altrove. E poi chiudi gli occhi e ricominci a ciucciare non appena torno su di te.
Tu che quando ti svegli hai bisogno di coccole prima che di latte.
Tu che ti infili nell'incavo del mio collo per stare al caldo.
Tu che ridi e sorridi.
Tu che inizi a pesare.
Tu che quando ti addormenti ti appendi stretto al mio filo di perle e io non ho il cuore di lasciarti dormire da solo.
Tu che vuoi già muoverti e strisci se ti lasciamo a pancia in giù. E fai la testa a tartarughina.
Tu che mi fai i grattini tra i seni.
Tu che non vuoi più stare sdraiato e appena ti ci mettiamo fai il labbretto tremolino.
Tu che batti i piedi per fare le onde nel bagnetto e sgrani gli occhi quando ti arriva l'acqua in faccia, e in bocca.
Tu che cominci a lallare e usi la i per tutto quello che non ti piace.
Tu che usi la u per tutto quello che ti piace.
Tu che qualche giorno fa hai scoperto che la tua mano può far suonare un sonaglio.
Tu che ti affidi a me e mi hai reso onnipotente.
Tu che mi hai reso l'essere più vulnerabile del mondo perché prima di te qualsiasi dolore lo potevo sopportare.
Tu che cresci a vista d'occhio e ti misuro coi miei tentativi.
Tu che accetti le mie prove e se sbaglio te lo dimentichi subito.
Tu che sei il mio bambino, e che attraverso il tuo sguardo blu vedo cambiare me e il mio mondo.

giovedì 24 settembre 2009

de gustibus

a cena

io: ma possibile che per una volta che ti chiedo di comprare il pane te ne torni co' 'sto coso che pane non è?
MaritoSalutista: come no! è pane, è pane: è pane sciapo.
io: appunto, non sa di niente, non mi piace, uffa.
MS: e poi è buonissimo anche per colazione con la marmellata
io: mmmm... ma ti pare che se non l'ho mai comprato un motivo ci sarà???
MS: ...
io: uff
MS: ma... ma... è il mio preferito...
io: ...
MS: ...
io: ma guarda te se 'ste cose si devono scoprire dopo anni di matrimonio!

e poi, detto fra noi, poteva pure continuare a mantenere il segreto, no?

mercoledì 23 settembre 2009

momo's room

approfittando del week end autunnale e casalingo, abbiamo dato una sistemata, anche se ancora non definitiva alla cameretta di momo.
questo era il prima




foto scattate a ridosso della partenza per new york, un anno e mezzo fa, denotano una stanza adibita a ospiti/studio/sgabuzzino. l'avevamo soprannominata "la camera degli orrori", la stanza -- tanto per capirci -- che quando viene qualcuno si spranga prontamente.




appena tornati da new york l'abbiamo svuotata e ridipinta...




e questi sono gli ultimi aggiornamenti...



zona fasciatoio e zona nanna e pappa. sulla parete di fronte alla libreria c'è l'armadio 4stagioni, ovviamente pieno di cose di mamma...

i mobili sono un regalo di ZiaPolly che si è privata della sua cameretta, trasferendosi momentaneamente in quella che era la mia a casa dei miei genitori,




il lettino è ikea, come la poltrona sulla quale campeggia il BoppyPillow.

appena posso voglio dedicarmi alle pareti!

sabato 19 settembre 2009

sabato pomeriggio

dopo un pranzo con una sola mano, momo crolla a suon di Cranberries. la mamma compassionevole decide di lasciarlo dormire un po' sul proprio petto e si adagia sul lettone accanto al MaritoSonnambulo.

io: comunque riflettevo che quel seggiolone ha i suoi vantaggi, ma resta caro e francamente brutto.
MS: ...
io: alla fine l'unica cosa carina è che si chiude e diventa molto piccolo, ma quando mai ce lo porteremo appresso?
MS: ...
io: nella nostra macchina caccia a malapena il passeggino...
MS: ...
io: e poi a me piacerebbe quello che avevo visto a new york, che nella nostra cucina ci starebbe proprio bene.
MS: ...
io: l'ho trovato su un sito che fa anche spedizioni all'estero.
MS: ...
io: ma mi stai ascoltando?
MS: sì
io: ma no, stai dormendo!
MS: no, sono solo appisolato, dieci minutini...
io: ma uffa... momo dorme, tu dormi... e io che faccio?
MS: scusa, ma che vorresti fare?
io: chiacchierare
MS: ma tu chiacchiera, non ti preoccupare, non mi dai fastidio...

venerdì 18 settembre 2009

0-3 mesi, come ti sopravvivo al nuovo arrivato, ovvero gli indispensabili

il primo trimestre di vita del piccolo momo è quasi giunto al termine.
il bilancio è positivo, benché ogni giorno sia una scommessa e una meravigliosa scoperta di quello che mi riserva la maternità. ogni giorno una sfida, ogni giorno cerco di correggere il tiro, ogni giorno mi sembra di dover ricorrere al cappello del mago e inventarmene una, ma momo cresce bene e forse, nonostante le crisi di panico e di pianto da inadeguatezza, qualcosa di buono la stiamo combinando.
se provo ad andare indietro e ripensare al primo mese (che a dire il vero mi sembra una vita fa) credo che il nodo cardine della nostra sopravvivenza sia stata mia mamma, NonnaPapera. io e MaritoInFerie ci siamo totalmente occupati di momo, notte e giorno, mentre NonnaPapera faceva tutto il resto: andava a fare la spesa, cucinava pasti buoni e lattiferi, faceva le lavatrici e stirava, puliva la casa. non ha mai cambiato un pannolino, né preso in braccio momo di sua iniziativa. ci ha sempre chiesto se volevamo che lo facesse lei e il più delle volte, avevamo il piacere e la voglia di farlo noi. di consigli ne ha dispensati pochi, quando ero io a chiederne, lei diceva che non si ricordava e mi rammentava invece quello che ci aveva consigliato il pediatra o quello che noi stessi avevamo detto la sera prima. mi spingeva a riposare durante il giorno e mi preparava sempre la tisana per l'allattamento. io mi sono rimessa in piedi dopo una settimana e quando è andata via ero abbastanza riposata nonostante i ritmi da neonato. insomma, posso dire senza falsa sdolcinatezza che mia madre è stata una presenza perfetta, discreta, ma "di sostanza".
alla terza settimana il MaritoAffranto è tornato a lavoro e mia sorella, ZiaPolly, è venuta a dare il cambio a mia madre e si è trattenuta un'altra settimana. il caldo allucinante scoppiato in quei giorni ci impediva di uscire e lei è stata il ponte con il mondo esterno. faceva la spesa e cucinava, anche se i manicaretti della mamma ce li siamo scordati! pannolini non ne cambiava manco se ci mettevamo in ginocchio, mentre è stata il pronto-scatto per immortalare il primo bagnetto e qualche immagine del nostro nuovo nucleo a tre. di consigli neanche l'ombra, solo ironiche scrollate di testa di fronte alle nostre scelte "strane" e sguardi compassionevoli a momo nella culla. Polly ha riportato le risate in un tran tran di lacrime ormonali e poppate.

a quel punto sono rimasta sola. SOLA. tutto il giorno, con 40 gradi all'ombra e un neonato isterico per il caldo. e ci sono state delle cose che mi hanno aiutato:
  • la musica. dei cugini del Marito ci hanno regalato un libro bellissimo con cd di filastrocche musicate brasiliane e portoghesi. ascoltarle era un modo per stimolare e distrarre momo fino al sonnellino o alla poppata successiva quando per vari motivi voleva stare sempre attaccato al seno. a lui son subito piaciute (ma soprattutto gli piacevano i diversi ritmi che la mamma interpretava sballonzolandolo nella danza). ormai quei ritornelli sono diventati tormentoni che io e il Marito fischiettiamo senza farci caso;
  • i piatti pronti. sia mia madre che mia suocera, NonnaDuracell ci hanno rimpinzato il frigo e il freezer di pietanze che richiedevano massimo 10 minuti in micronde per arrivare allo stomaco e questo ha risolto molti problemi pratici, soprattutto a pranzo quando ero sola e con una mano era davvero fantascienza prepararmi qualcosa di diverso da un panino;
  • la fascia. è stata un regalo della SaggiaCognataGiàMamma durante la gravidanza. ci ho portato momo da quando aveva 4 giorni. ero terrorizzata all'idea di uscire con lui nella carrozzina, lo vedevo troppo lontano da me e totalmente vulnerabile e bersaglio delle minacce esterne. allo stesso tempo uscire era un modo per non sentirmi prigioniera di quella nuova situazione e in qualche maniera ancora legata a semplici abitudini della vita pre-momo. con la fascia mi sentivo a tratti ancora incinta e sentivo di poter difendere meglio momo dalle manacce degli sconosciuti che abitualmente si sarebbero avventate sul suo faccino in primis, ma anche eventuali cadute di oggetti contundenti... sì, lo so, sono paranoica ma le pensavo tutte...). inoltre la vicinanza a me limita la respirazione di smog. e vogliamo parlare delle dormite che ancora ci si fa tutto accucciolato???;
  • il ciuccio. all'inizio non gli sconfifferava per niente l'idea di tenerselo in bocca, anzi aveva messo a punto un'espulsione rapida a getto che ci faceva morire dal ridere, ma poi, quando mi sono resa conto che per addormentarsi aveva bisogno di succhiare qualcosa e che le mie tette non potevano essere quel qualcosa, le ho provate tutte, fino a mettrmelo in bocca io prima di darlo a lui e adesso è il suo piccolo morfeo che lo accompagna nel mondo dei sogni;
  • la carrozzina. noi non abbiamo comprato la culla. da quando siamo venuti a casa ha dormito nella carrozzina del bugaboo posizionata accanto al lettone dalla mia parte. una non-scelta di ripiego. per ragioni un po' economiche e un po' di spazio non volevamo comprare qualcosa che ci servisse solo per quattro mesi, quindi, avendo comprato il lettino, ci stavamo orientando verso un riduttore. poi non ci abbiamo discusso molto perché momo è nato in anticipo e ce lo siamo piazzato nella cosa più vicina a una culla che avevamo in casa. in realtà questa non-scelta si è rivelata buona per il fatto che a momo è sempre piaciuto essere portato al giro e quindi anche se in un piccolo corridoio, ogni tanto la simulazione è valsa un sonnellino ristoratore;
  • l'amido di riso. con il caldo che c'era mettevo spesso momo a mollo, e l'amido di riso è rinfrescante, lenitivo e per niente aggressivo sulla pelle dei neonati;
  • la borsa sempre pronta. io ho una borsa da passeggino gemellare. la tengo sempre attrezzata dell'occorrente per momo (mammafelice docet). questo ci ha permesso di evadere verso più miti lidi dalla torrida roma durante i week-end senza un dispendio enorme di energia e organizzazione. la prima poppata mattutina del sabato ci dava la sveglia. mentre allattavo, il MaritoAncoraDormiente si preparava e caricava bugaboo e BorsaSemprePronta in macchina. poi faceva fare il ruttino e cambiava il pannolino a momo, mentre io mi preparavo e mettevo due slip di ricambio in borsa (ovviamente sulle nostre cose si faceva un po' alla spartana) ed eccoci alla volta di montagna o campagna con l'unico scopo di respirare.
poi ad agosto c'è stata la parentesi del MaritoInFerie alias BabboFullTime. ci ha portato prima in campagna da NonnaDuracell e NonnoCocciaPelata e poi al mare da NonnaPapera e NonnoLupoDiMare. il periodo è stato felice e all'insegna delle coccole. in due è sempre più facile.

da quando siamo tornati a roma io e momo siamo di nuovo a spassarcela soli soletti durante tutto il giorno. lui è un pochino più prevedibile e abitudinario, ma sta molto di più sveglio. i nostri alleati sono diventati:
  • la sdraietta. graditissimo regalo di una coppia di amici a cui siamo molto legati, la sdraietta è stata una di quelle cose, un po' come il ciuccio, che momo ha accolto gradualmente. da 2minutiepoiurlo siamo arrivati a una permanenza di 20-30 minuti quando è riposato e di buonumore;
  • le compilation di ZiaPollyArmstrong (oltre alle filastrocche brasiliane e portoghesi). quando ero incinta e newyorkese mia sorella ha preparato con somma circospezione del MaritoDiffidente tre compilation di musica pop, rock, italiana e straniera, intitolate: BuongiornoPappalupino, BuonanottePappalupino e GiocaConPappalupino. io e momo ci facciamo certe piroette!!! playlist su richiesta;
  • le pecorelle. un'altra coppia di amici a cui siamo altrettanto legati ci ha regalato le pecorelle che girano col carillon sul lettino. effetto ipnotico. se ho bisogno di andare al bagno o di stendere un carico di biancheria, sono l'alleato perfetto;
  • la fascia. lo ribadisco, il mio must. stiamo vicini, possiamo andare in giro, lui si addormenta, ascolta il mio cuore e io sento i suoi respiri. non potrei farne a meno!
  • la piscinetta. regalo dei miei genitori, è stata riempita d'acqua solo una volta. forse l'anno prossimo assurgerà al suo ruolo, per ora è una palestrina per la ginnastica mattutina. ci faccio giocare momo senza pannolino, così può muovere bene le gambe e stare in libertà. a lui piace tantissimo anche solo permanerci supino senza vestiti, se poi arricchisco il tutto con un po' di cabaret con gli animaletti, ci scappa pure il sorriso sgangatello.
io, momo e la nostra fascia
durante una gita in barca

link utile: bimbinfascia

mercoledì 16 settembre 2009

Allattamento a richiesta, ma non troppo

questo post era sulla punta delle dita da tempo.
tanto per cominciare, io ho avuto un approccio all'allattamento molto soft e graduale. sarà stata fortuna, sarà stato un caso, non lo so, ma tant'è.
come avevo accennato tempo fa momo non è nato affamato, anzi. più che altro aveva un sonno che se lo portava via. forse perché avevamo avuto un parto un po' faticoso e doveva recuperare, forse doveva ancora riconoscermi, non so. fatto sta che prima di riuscire ad attaccarsi c'è voluta la delicatezza di una puericultrice del nido che l'ha preso, gli ha schiaffato il seno in bocca spremendo contemporaneamente il mio capezzolo e ce l'ha premuto contro fra le sue urla di disappunto e le mie lacrime in gola. dopo questo momento di raro idillio amoroso tra madre e figlio, momo avrà pensato: bah, perché no?
e quindi da lì, 48 ore dopo il parto, si è innescato il tutto. la mattina dopo ho avuto la montata lattea e con poppate dapprima di un massimo di 3 minuti siamo arrivati in un mesetto, un mesetto e mezzo a poppate di mezz'ora. sempre distanziate di almeno due ore e mezza. in media.
in momenti di crisi l'ho allattato anche per due ore di seguito o a un'ora di distanza, ma posso considerarle eccezioni.
sin da subito abbiamo cercato di seguire il metodo E.A.S.Y., quello di tracy hogg, autrice dell'ormai cult "il linguaggio segreto dei neonati". in breve, consiste nell'abituare il bambino a dei cicli di circa tre ore durante i quali si ripetono in successione le tre fasi di nutrimento (Eating), gioco (Activity), sonno (Sleeping). infine la Y dell'acronimo sta per Yourself, ossia il tempo che la mamma può dedicare a se stessa durante il sonno del bambino.
per il primo mese ho tenuto un diario che mi è stato molto utile per capire il meccanismo.
così da lì ho cercato di seguire questo metodo prestandolo ai ritmi naturali di momo. non l'ho mai svegliato se dormiva di più, né ovviamente gli ho negato il latte se piangeva per la fame. però quest'ordine mentale mi ha aiutato intanto a riconoscere i diversi pianti. per esempio quello per stanchezza era un mistero per me. invece per momo è un pianto ricorrente: siccome fisicamente è molto nervoso, nel senso che si è sempre mosso parecchio, spesso ha bisogno di essere calmato, cullato, rilassato per potersi abbandonare al sonno. da solo non ce la fa. e così invece di dargli il seno e farglielo usare come calmante, ho inserito il ciuccio. lo tengo sempre accanto a me, sempre stretto a me, lo coccolo e lo accarezzo, ma non gli do il seno per quel motivo.
un altro consiglio preso dalla hogg è stato quello di allattarlo sempre da un seno soltanto per poppata. lei spiega che in ogni seno il latte che esce all'inizio è diverso da quello che viene fuori con le ultime suzioni più faticose per il bambino, ma è altrettanto necessario per il nutrimento. inoltre è anche importante che il bimbo sia stimolato alla suzione anche quando è più difficile e che il seno della mamma si svuoti completamente.
premettendo che durante la gravidanza ho spalmato di tanto in tanto dell'olio di mandorle sui capezzoli e che dal parto e per le prime settimane ho idratato molto i seni e usato il purelan sui capezzoli quando li sentivo irritati, non ho mai avuto ragadi.
come direbbe SdG, ora potrebbe sembrare che me la sto tirando e diventerò antipatica alle altre mamme, ma non era mia intenzione, anzi.
anche perché adesso qualcosa sta cambiando.
momo è cresciuto tanto e secondo le tabelle dovrebbe mangiare sui 900gr di latte. io non ho mai fatto la doppia pesata. momo è sempre cresciuto e io non son voluta entrare in quei trip pericolosi che, conoscendomi, mi farebbero andare in ansia. ora però ho la sensazione che il latte non gli basti. soprattutto alle poppate pomeridiane e serali concludiamo con grida furiose e pianti disperati. ho iniziato a dargli entrambi i seni perché mi accorgevo che, svuotato il primo, cercava ancora e infatti ha sempre continuato a mangiare con voracità. qualche sera fa però mi ha svuotato anche il secondo e ha iniziato a innervosirsi, a piangere, a gridare. anzi, per dirla tutta, ha proprio lanciato i pugnetti all'attacco e ha cercato di mordermi come una bestiolina impaurita e sperduta. io non avevo più latte e raccontare la frustrazione, la disperazione che ho provato in quei secondi è impossibile. è diventato tutto rosso, con quel faccino arricciato dal terrore e urlava, piangeva lacrimoni che mi bagnavano il petto e scaraventava quei pugnetti sul mio seno floscio, scuoteva la testa da una parte all'altra arrabbiato. il MaritoCoraggioso me l'ha preso dalle braccia cercando di calmarlo. mi diceva di preparargli una tisana di tiglio, ma io non riuscivo ad alzarmi dalla poltrona, ero atterrita dal panico. alla fine comunque si è calmato e ha dormito tanto. durante la notte mi si è riformato il latte e la mattina abbiamo riattaccato il nostro tran tran.
qui dovrei aprire la parentesi sonno. piano piano, momo ha iniziato ad allungare il ciclo notturno. nel secondo mese già faceva una "tirata" di 4-5 ore tra l'ultima poppata serale e la successiva. poi gradualmente ha allungato sempre più questo intervallo e da quando siamo tornati a roma dorme anche otto ore di filato. ricito SdG, non voglio tirarmela, lo giuro.
il pediatra ha detto che se avesse ancora fame non dormirebbe così tanto dopo, e a questo ci arrivo anch'io, ma ovviamente queste sensazioni di svuotamento e frustrazione mi hanno buttato un po' giù e mi si sono affacciati i fantasmi delle aggiunte, dei biberon che momo preferirà a me, del rifiuto che ho sentito i primi giorni e che credevo superato.
durante il primo mese l'allattamento l'ho vissuto molto da spettatrice. nel senso che guardavo quello che succedeva, mi facevo mille domande, osservavo momo per capire come reagiva. e nel frattempo mi preoccupavo di non fargli prendere troppo, né troppo poco. di farlo stare comodo, di stimolarlo quando si impigriva. di farlo attaccare "a pesciolino". insomma, non ero rilassata. per niente. ero sempre vigile, anche di notte.
poi, anche in concomitanza della sua crescita progressiva e costante, e delle sue prime reazioni manifeste, il momento di allattarlo è diventato un dolce rituale, durante il quale anch'io mi abbandonavo a questa osmosi d'amore.
e ora?
ho ricominciato a ingurgitare dosi massicce di tisana per l'allattamento e il pediatra mi ha dato dei granuletti omeopatici per agevolare la produzione di latte. però ogni giorno è un'incognita e non so come arriveremo a sera...


martedì 15 settembre 2009

Di pediatri

la prima visita pediatrica l'abbiamo fatta a 10 giorni di vita di momo dal pediatra dell'ospedale dove è nato. mi piace ricordare due chicche.

pediatra: allora sta prendendo il suo latte?
IoNeomammaAllePrimeArmiTuttaEmozionata): sì, ce la stiamo mettendo tutta, anzi io sto anche scrivendo un diario per le poppat...
pediatra: un diario?!?!?!
IoOcchiDaCerbiatto: sì, un diario, dove segno orario e durata della poppata, quanto dorme nell'intervallo o se fa cose significat...
pediatra: io l'ho capita a lei, signo'. ma lei che fa la sera?!??!
IoCosternata&Spiazzata: la sera? be' al momento non è che...
pediatra: no, dico, io l'ho capita. a lei je piacciono quei film da piagne'. 'ste cose romantiche che stanno a scrive' diari e lettere... me stia a senti' signo' lei se deve guarda' una bella puntata de' nescional giografic, c'ha presente? je pare che i leoni stanno a scrive' diari? no! e allora attacchi sto bambino che cresce bene!

pediatra: aveva delle domande?
IoTitubanteMaRisoluta: be', vede, volevo capire se il ruttino lo deve fare sempre dopo ogni poppata. perché a volte lo tengo in piedi per tanto, ma niente... a volte passa così tanto che gli riviene fame...
pediatraOrmaiSenzaFreni: ah signo', ma se a diesc'anni suo figlio je fa un rutto a tavola lei che fa?
IoOrmaiSenzaSperanza: che faccio?
pediatraVistosamenteDivertito: je da du' pizze, no?
IoSorrisoIsterico: eh sì, immagino di sì..
pediatra: e invece a sto piccoletto daje a insiste' de fa 'sto ruttino. ma lo lasci vive'!


la seconda visita pediatrica l'abbiamo fatta a 2 settimane di vita di momo dal pediatra della mutua.
dico solo che ha continuato a riferirsi a giacomo come se fosse una femminuccia, anche dopo avergli tolto il pannolino.
no, e dico anche che non ha tolto gli occhi di dosso a mia madre neanche un secondo. incommentabile.


alla terza visita, a un mese di vita di momo, da un pediatra omeopata che ci avevano consigliato, ci sono andata agguerrita e con una lista di domande da due facciate A4.
per fortuna abbiamo trovato un Pediatra. uno che tanto per cominciare ha voluto conoscere noi tre, tutta la famiglia. ha voluto capire in che ambiente vive il bambino, il nostro approccio alle sue problematiche più che le problematiche stesse, il nostro modo di stare con lui. uno che si è interessato alla salute fisica e mentale della mamma dopo il parto. uno che ha sottolineato l'importanza del contatto fisico con i genitori e in particolare con la mamma e della complicità tra chi si occupa del bambino. uno che tiene all'aspetto emotivo di famiglia e bambino quanto a quello fisico.
ci è piaciuto molto e ieri ci siamo tornati.
tutto questo per dire che momo sta bene, pesa 6 chili tondi tondi ed è lungo 61 cm. sta crescendo bene. è scomparsa quasi del tutto l'acne neonatale e la crosta lattea è scarsa, pressocché insignificante. comincia a lallare che è uno spasso. e quanto a motricità è davvero vivace. insomma tutto procede bene.
ora chiudo che questo lungo post mi sembra un miracolo in questi giorni di fervidi cambiamenti di ritmo. per la cronaca momo ha deciso di dormire in maniera massiccia di notte, cosa che ci riempie di enorme gaudio e soddisfazione.
ma di giorno non chiude occhio, mai. nemmeno per sbaglio. questo spiega la mia latitanza blogghesca nonché le innumerevoli sacche di roba da lavare, le pile di quella da stirare e la nostra dieta a base di insalate di pomodoro e affettati.

mercoledì 9 settembre 2009

Un vestitino color crema

“Erano gli anni '20 e Brindisi era una città di salsedine e pietre assolate. Io avevo tre o quattro anni e un vestitino color crema arricciato in vita.
Una mattina andai al mare con mia sorella e qualche cugino. Erano tutti più grandi di me e io gli camminavo sull'ombra. Loro ogni tanto mi lanciavano un'occhiata e poi ritornavano ai loro scherzi. Arrivammo a piedi fino alla diga. Allora era tutto bello il mare, tutto pulito. Gli scogli entravano nell'acqua come lingue di fiamme ma nelle giornate di scirocco come quella assomigliavano di più a placide code di un animale sopito che a tratti si stiracchiava al sole. Io saltellavo qua e là – non ero paurosa come adesso – e raccoglievo gusci di patelle, lumache e coccioli. Erano un po' sporche di sabbia e allora mi avvicinai al mare per sciacquarle. Forse mi sporsi un po' troppo, forse arrivò un'onda, non lo so. Mi ritrovai in acqua senza avere il tempo di gridare. O forse gridai, ma poi chiusi subito la bocca e gli occhi e sognai di nuotare. Allora non era mica come adesso, io non avevo mai fatto un bagno in mare. Mi riportò alla vita un mio cugino. Era l'unico maschio, ma aveva avuto la pleurite durante l'inverno e non poteva gettarsi in acqua. Mi raccontarono che muovevo le braccia e le gambe con la faccia tutta strizzata a riccio, riuscendo così ad avvicinarmi alla sua mano tesa. Ma io so cosa mi salvò: il mio vestitino color crema arricciato in vita era largo largo in fondo, pieno di piegoline. Quello si aprì a ombrello e mi mantenne a galla.
Però persi le mie scarpe bianche. Erano quelle buone, erano di pelle. E allora mia sorella mi diede un paio di zoccoli vecchi che si era portata: dovevamo ritornare a casa a piedi. Mi vergogno adesso quando ci ripenso perché per tutta la strada ero così contenta di andarmene in giro facendo rumore con quei tacchi. E adesso che le ombre erano troppo piccole potevo restare un po' più indietro per godermi quella musica da signorine, il tacchettío che rimbalzava fra i paracarri delle viuzze silenziose.
Quando arrivammo a casa e mia madre seppe, svenne per la paura e iniziarono a entrare in casa i vicini, i parenti e tutti dicevano la propria. Alla fine uno disse che era pericoloso, bisognava asciugare le orecchie. E così arrotolarono dei fogli di giornale facendone dei bastoncini. Due. Un'estremità la infilarono nelle mie orecchie, all'altra diedero fuoco con un fiammifero. E così mi ruppero i timpani. Erano tutti lì intorno, volevano aiutare, poverini, perché noi non avevamo il padre e io ero troppo piccola e scema per dire che mi faceva male.
Vedi, che disgrazia essere cresciuti senza un padre? Poi però il Signore mi ha dato tuo nonno e mi ha restituito tutto. Pensa, fossi morta annegata quel giorno non avrei visto tutto questo...”

Ho prestato la voce alla mia nonnina troppo commossa per parlare, che la settimana scorsa ha compiuto 87 anni e ha preparato un pranzo di compleanno per il marito, i suoi due figli con consorti, i suoi quattro nipoti con fidanzati e consorti e i suoi 3 pronipotini. Auguri Nonna Berta!