mercoledì 9 settembre 2009

Un vestitino color crema

“Erano gli anni '20 e Brindisi era una città di salsedine e pietre assolate. Io avevo tre o quattro anni e un vestitino color crema arricciato in vita.
Una mattina andai al mare con mia sorella e qualche cugino. Erano tutti più grandi di me e io gli camminavo sull'ombra. Loro ogni tanto mi lanciavano un'occhiata e poi ritornavano ai loro scherzi. Arrivammo a piedi fino alla diga. Allora era tutto bello il mare, tutto pulito. Gli scogli entravano nell'acqua come lingue di fiamme ma nelle giornate di scirocco come quella assomigliavano di più a placide code di un animale sopito che a tratti si stiracchiava al sole. Io saltellavo qua e là – non ero paurosa come adesso – e raccoglievo gusci di patelle, lumache e coccioli. Erano un po' sporche di sabbia e allora mi avvicinai al mare per sciacquarle. Forse mi sporsi un po' troppo, forse arrivò un'onda, non lo so. Mi ritrovai in acqua senza avere il tempo di gridare. O forse gridai, ma poi chiusi subito la bocca e gli occhi e sognai di nuotare. Allora non era mica come adesso, io non avevo mai fatto un bagno in mare. Mi riportò alla vita un mio cugino. Era l'unico maschio, ma aveva avuto la pleurite durante l'inverno e non poteva gettarsi in acqua. Mi raccontarono che muovevo le braccia e le gambe con la faccia tutta strizzata a riccio, riuscendo così ad avvicinarmi alla sua mano tesa. Ma io so cosa mi salvò: il mio vestitino color crema arricciato in vita era largo largo in fondo, pieno di piegoline. Quello si aprì a ombrello e mi mantenne a galla.
Però persi le mie scarpe bianche. Erano quelle buone, erano di pelle. E allora mia sorella mi diede un paio di zoccoli vecchi che si era portata: dovevamo ritornare a casa a piedi. Mi vergogno adesso quando ci ripenso perché per tutta la strada ero così contenta di andarmene in giro facendo rumore con quei tacchi. E adesso che le ombre erano troppo piccole potevo restare un po' più indietro per godermi quella musica da signorine, il tacchettío che rimbalzava fra i paracarri delle viuzze silenziose.
Quando arrivammo a casa e mia madre seppe, svenne per la paura e iniziarono a entrare in casa i vicini, i parenti e tutti dicevano la propria. Alla fine uno disse che era pericoloso, bisognava asciugare le orecchie. E così arrotolarono dei fogli di giornale facendone dei bastoncini. Due. Un'estremità la infilarono nelle mie orecchie, all'altra diedero fuoco con un fiammifero. E così mi ruppero i timpani. Erano tutti lì intorno, volevano aiutare, poverini, perché noi non avevamo il padre e io ero troppo piccola e scema per dire che mi faceva male.
Vedi, che disgrazia essere cresciuti senza un padre? Poi però il Signore mi ha dato tuo nonno e mi ha restituito tutto. Pensa, fossi morta annegata quel giorno non avrei visto tutto questo...”

Ho prestato la voce alla mia nonnina troppo commossa per parlare, che la settimana scorsa ha compiuto 87 anni e ha preparato un pranzo di compleanno per il marito, i suoi due figli con consorti, i suoi quattro nipoti con fidanzati e consorti e i suoi 3 pronipotini. Auguri Nonna Berta!

14 commenti:

Trasparelena ha detto...

oh che bel racconto. Mi mancano le parole per aggiungere altro

Maria Chiara ha detto...

che spettacolo! Queste storie d'altri tempi mi appassionano un sacco e starei seduta x ore ad ascoltare i narratori, veri protagonisti di vita!
Grazie!

Ondaluna ha detto...

Ho due nonni ultranovantenni ancora in vita, e conosco il sapore di questi racconti. Questo non mi impedisce, (anzi, forse agevola ancora di più) di commuovermi nel leggere questa dolcissima storia...

Carpina ha detto...

Hai prestato una voce bellissima..
O forse è la nonnina e il suo ricordo ad essere bellissimi..

fatto sta, che mi hai rapita dalla prima all'ultima parola, come sempre d'altronde!!

grazie!
carpina

Carpina ha detto...

ops! e.. auguri alla nonna!! :)

2Gemelle ha detto...

pelle d'oca e lucciconi.
Auguri!!!!

beba ha detto...

Oh Caia... mi sono commossa...
vorrei dare un bacio sulla fronte a quella bimba dal vestitino color crema...

valentina ha detto...

Sembra la scena di un vecchio film...
un abbraccio!

Rossana ha detto...

Sono senza parole.
Ho letto con il cuore agitato tutta la storia, immersa completamente nel racconto. Auguri alla tua nonna e ...grazie.

EricaML ha detto...

Auguri alla tua nonna!
Sei sempre la più dolce Caia!

MrsApple ha detto...

E hai prestato benissimo la tua voce, questo racconto dal sapore antico è scritto in maniera meravigliosa e poetica... rende vivida la scena, nei colori, nei rumori... nelle sensazioni!!! Complimenti anche alla nonna Berta, sia per questo ricordo condiviso sia perchè deve essere in gambissima per aver preparato un pranzo per così tanti commensali... e deve essere stata davvero una bella tavolata!
P.S. Grazie e benvenuta per essere anche passata da me!

kosenrufu mama ha detto...

auguri alla tua nonnina...!

Nicky ha detto...

è commuovente...
auguroni

Claudia ha detto...

Che dolcissimo racconto!!!!
Oh... le nonne..... e le loro parole!!!!
Auguri alla tua nonnina.....