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giovedì 26 maggio 2011

Le case degli animali

stamattina all'alba momo si sveglia. chiama la mamma ma accorre il papà che pensa bene, per risolvere il riposo di tutti, di portarlo nel lettone, ma momo continua a gridare e a piangere questa volta invocando il lettino. allora papà lo riporta al lettino, ma riattacca a urlare mamma.
ok, mi alzo io.
vuole essere coccolato: male pancino.
vuole starmi vicino: mamma nenna cherezze (cerca il seno per le carezze)
poi si sveglia del tutto. prende la sediolina, si siede al mio capezzale (ero tutta accartocciata sul suo lettino).
momo: mamma pallando
io: di cosa stavamo parlando?
momo: chesette 'nimali
io: è vero, ieri parlavamo delle casette degli animali, ma le avevamo dette tutte, adesso possiamo dormire un altro po'.
momo: 'ncora
io: va bene, allora dove eravamo rimasti?
momo: cavalli
io: giusto, i cavalli, dove dormono i cavalli?
momo: 'ttalla, pjedi
io: eh sì i cavalli dormono nella stalla in piedi, e chi altri dorme nella stalla?
momo: mucca, deduta
io: sì, la mucca si siede per dormire, hai ragione. e la pecora?
momo: 'viile! 
io: nell'ovile, bravo!
momo: e checchetta
io: che fa? fa la cacchetta?
momo: piccola, palline
io: sì non fa una piega
momo: mucca gaaandee, pechera checchetta
io: vabe' dai, passiamo alla gallina. dove dorme la gallina?
momo: gallaio!!!

il gallaio mi mancava.

martedì 17 maggio 2011

animali

mamma: allora momo ti è piaciuta la campagna?
momo: ssì, ssì!
papà: e cosa ti è piaciuto più di tutto?
momo: 'nimali... bbéchere (pecore), cavalli...
mamma: sììì! i cavalli!!!
momo: caezze (carezze)
mamma: ehh abbiamo fatto tante carezze ai cavalli, è vero?
momo: ssì... ebba maggiare (erba, mangiare)
papà: e certo! abbiamo dato l'erba da mangiare!
mamma: e poi? quali altri animali abbiamo visto?
momo: papà
...
papà: benissimo, questa mi mancava.

lunedì 21 marzo 2011

buona primavera

il nostro forzato week end lungo in semiclausura è finito, ma oggi momo non è andato al nido per precauzione. mamma ha fatto festa, (cosa che dovrà prima o poi recuperare, mangagghia come dice momo!)
e l'aria tiepida della primavera mi ha fatto trascorrere una mattinata così piacevole e allegra con lui che certe volte mi chiedo come mai a volte mi faccia prendere dalla depressione e mi venga da piangere e mi senta così incapace di andare avanti.
è tutto così semplice. posso fare tutto quello che voglio anche con lui.
cammina con la manina senza scappare oppure sta tranquillo nel passeggino. se vuole stare in braccio, gli basta poco poco, poi riprende la sua andatura barcollante e scanzonata. gioca con gli altri bimbi e non fa capricci per andare sui giochi pericolosi, si accontenta dello scivolo piccolo, cade e si rialza e dice cipikkji (accipicchia) e ride. poi al negozio spiega che si lava le sselle (ascelle) col sapone e mostra la meccanica, prende il dentifricio e chiede di aprirlo, ma non si stende nel negozio urlando se gli spiego che lo apriamo a casa per lavare i denti dopo pranzo. dice eh. e si accontenta di tenerlo in mano. sale fino al quarto piano reggendosi alla ringhiera delle scale con una mano e con l'altra a me e davanti alla nostra porta grida eccitato llivàtiiii!!!. mi dice quello che vuole per pranzo e lo mangia, da solo senza fare storie, sbrodolandosi, ma ripulendosi alla meglio. poi mi aiuta a stendere i panni e finitooo!!! urla quando non c'è più niente nella bacinella rossa, poi si strofina alla mia gamba mi chiama e io mi abbasso, si accoccola addosso e dice: ttanco, mamma. tettino. e allora andiamo al suo lettino, si accucciola mi chiede chete (gretel, di hansel e gretel) e si addormenta che i due non sono ancora arrivati alla casina di marzapane.
sono pure riposata. se vado a dormire alle 9 come ieri sera e il MaritoZen mi lascia a letto per una mezz'oretta in più come stamattina sento che posso addirittura scalare una montagna.
ma allora chi era quel nanetto che si aggirava per casa nostra fino a qualche tempo fa?

venerdì 18 marzo 2011

Storie di ordinaria schizofrenia

MaritoZen: Ed ecco qua! Vedi? Ci sono le tue patate, papà ti ha messo anche il tuo stracchino e la carota.
Momo: Mmmm... No!
MZ: Sai che puoi fare?
M: No!
MZ: Guardaaaa! Puoi prendere lo stracchino con la carota e mangiarlo...
M: ...no!
MZ: ...direttamente dalla carota!
M: No no noooo giù, giù, giù!
MZ: Nooo, Momo, ma cosa hai capito? Questo non è per te! Papà l'ha messo qui nel tuo piatto per sbaglio. Questo lo mangia papà!
M: No!
MZ: Ecoo, non ti preoccupare, lo mangia papà, vedi?
M: No!
MZ: Sì, guarda, mi prendo proprio il piatto e mi mangio lo stracchino con la carota...
M: No!
MZ: ...mmmm che buono!!!
M: No, no, noooo mio, mio, MIO
MZ: No
M: MIO MIO mammaaaa corota corota!
MZ: Va bene, tieni!

E fu così che Momo mangiò tutto lo stracchino e le carote.

MZ: E la patata?
M: No!
MZ: La mangia papà?
M: No, a babàlu (al cagnolino)

venerdì 11 marzo 2011

Il gioco del sì

MaritoZen: momo, vuoi un po' di parmigiano sulla pasta?
momo: no
MZ: allora tieni, ecco la forchettina, pasta senza formaggio...
momo: no
MZ: non ti va?
momo: no
MZ: allora la mangia papà!
momo: no
MZ: ...
momo: ...
MZ: senti, che ne dici se inventiamo un nuovo gioco...
momo: no
MZ: ma ascolta, senti se ti piace questo gioco: si chiama gioco del sì e si fa in questa maniera: diciamo tutti sì!
momo: ...
MZ: mamma dai un bacino a papà?
io: sì!
MZ: vogliamo mangiare tutti insieme la pasta?
in coro: sììì!!!
MZ: mamma vuoi un po' di formaggio?
io: sì!
MZ: momo tu lo sai dire sì?
momo: shì
MZ: bravo! sì!
momo: shì!
MZ: sì
io: sì
MZ: sì
momo: shì!
MZ: ohhh che bravo, hai sentito mamma momo sa dire sì!
io: sì!
MZ: ecco, allora momo continuiamo a giocare!
momo: shì!
MZ: tieni la forchettina! vuoi mangiare la pasta?
momo: no
...

mercoledì 9 marzo 2011

Noi

com'è difficile comprendere noi.
io e te, noi tre, chi siamo noi?
o forse io e lui e tu che ci stai a guardare
con le labbra strette e ti commuovi
ma se potessi
se non fossi abituato così
forse piangeresti anche
'ché è una conquista
una lacrima
e pure noi è una conquista
noi
una manina che si batte il petto noi
assertivo, pensato, realizzato
noi
il concetto compreso
la sicurezza trovata
una sfida
una scoperta
noi
quanto amore
in tre lettere
e quanto stupore.

venerdì 25 febbraio 2011

20 mesi

mio piccolo momo
che non sopporti far le cose di fretta, che sei caparbio e altrettanto genuino nel chiedere aiuto (mano), che mangi quando sei di buonumore e urli e ti dimeni quando sei contrariato, piccolo momo che hai imparato gli scherzi e anche a correre guardando indietro per vedere l'effetto che fa, che parli, parli, ripeti, tenti, pratichi, riprovi, ti butti, poi rifletti e alla fine posi le parole perfette e rotonde nell'aria che profuma delle tue conquiste, piccolo momo.
mio piccolo momo
che quando hai la febbre ritorni neonato e ti fai come un gomitolo di pensieri e manine che cerca solo un cesto caldo in cui accoccolarsi.
mio piccolo momo, che piccolo non sei più, che chiedi sempre la nenna con un sorrisetto furbastro e quando vuoi l'altra dici giro e poi ne vuoi ancora un'altra e ti dico che ne hai prese già due e non ce ne sono più e ti chiedo quante ne vuoi e tu rispondi tante.
mio piccolo momo che quando mi arrabbio mi corri incontro tra le lacrime e mi dici coccole e io piango e divento io la bambina, che crescere con te è una sfida quotidiana e mi dai filo da torcere e mi insegni le cose vere e mi mostri anche gli angoli bui.
mio piccolo momo, che le giornate me le rendi brevi e lunghissime e spesso anche le notti, che guardare il mondo dalla tua prospettiva è un dono che voglio continuare a scartare ogni giorno.
tesoro mio, aiutami a lasciarti crescere così,
libero e te stesso.

domenica 20 febbraio 2011

plurale

(ovviamente dopo il post dell'altro ieri, momo ha sfoggiato una bella febbre a 40, tosse dalle caverne e fontane di moccio. per non parlare dei disturbi gastrointestinali. ragion per cui da due notti dorme nel lettone. no comment)

due note mentre è di là che gioca col papà e io sono un attimino in panciolle.
credo che momo abbia capito l'utilizzo del singolare e del plurale.

dov'è momo? dov'è?
eccolo!!!
dove sono i piedini di momo? dove sono?
ecchili!!!

mi fa morire.

mercoledì 16 febbraio 2011

lupi nella testa

come sei stato dai nonni, amore?
bene
ti sei divertito? che hai fatto di bello?
djiochi (giochi)
bravo! e che giochi hai fatto?
rotto
si è rotto? cosa si è rotto?
momo
momo? tu ti sei rotto, amore?
eh
mannaggia! e come mai?
buuum
poverino! sei caduto?
eh
ma dove ti sei fatto male?
bum bum (e si picchia la testa col pugnetto)
alla capoccetta? ommammamia!!! allora si è rotta la capoccetta! e che c'era dentro?
lupi
i lupi? ma quali lupi?
lupi libbi
i lupi dei libri?
eh. tutti

...chissà che confusione in quella testolina...

lunedì 14 febbraio 2011

Risvegli

come ogni mattina sento all'alba dei piedini che sbatacchiano per terra rincorrendosi fino a portare un profumino di pagnotta sotto il mio naso: momo raggiungeva il lettone per la sua nenna mattutina.
Dopo la sua colazione sghignazzante e raggomitolata, si stacca dal seno e inizia a rincorrere suoni sul soffitto nnonnono nnonnino ninnnooo noooo nnoonni
poi si mette seduto di botto e fa:
nonni aereo momo
cosa, amore? vuoi andare dai nonni con l'aereo?
eh.
ma amore, non siamo pronti, come facciamo a prendere un aereo così all'improvviso? non siamo pronti, tesoro.
ajiggia (valigia)

non fa una piega.

lunedì 13 dicembre 2010

lunedì mattina

vorrei essere più presente, aggiornare con più frequenza e rispondere a tutti i commenti, ma sono stanca morta.
grazie, grazie di scrivermi incoraggiarmi e anche tirarmi su.
non è un buon periodo, non fosse che momo è meraviglioso e cresce a vista d'occhio e d'orecchio.
impara una cosa nuova ogni giorno, si lancia con le paroline nuove. impara i versi di tutti gli animali (i preferiti serpente ssssshhh, gorilla manina che batte i colpi sul petto, scimmietta ah ah ah, con manina che si gratta la testa, tigre aahhmmm) e poi fa dei versi troppo buffi per il coniglio e il maialino.
tittino è il suo lettino
tunno è il suo momento per entrare in bagno a lavare i dindi (denti)
cappe sono le scarpe che si mettono per andare all'asilo bimbi
blu è il primo colore che ha imparato
djiù e sjù sono giù e su
sotto lo dice quasi perfetto
canni è la carne
checché è crackers
 
e poi tutte le sottigliezze linguistiche
acca per acqua
cacca per carta e per cacca, a senso
accà per attaccare
penghi per spegnere la luce, luce spenta
peng per coperchio
pang per padella
panga per palla
biii bere
bi biscotto
bibbi libri
bebbe febbre

pii-pii è il forno a micronde che quando finisce il tempo fa appunto pii-pii
pji piccolo
poo è mettere a posto

atto-atto alto alto, ma anche andiamo a giocare con le costruzioni (così facciamo la torre alta alta)
gande grande

ha imparato a dire momo quando si guarda allo specchio e anche quando indica qualcosa per farci capire che la vuole o vuole fare lui, proprio momo

e poi la cosa più bella in assoluto:
quanto bene vuoi alla mamma? tataan con le braccia sbalancate

e le altre non mi vengono, adesso, che sono veramente una marea
anche perché inizia a metterle insieme e a dire frasi complete tipo
nonno tatào (ciao-ciao) brum brum (il nono è andato via con la macchina), la sua prima frase in assoluto
pée nonno ma (il pesce pescato dal nonno in mare)
no-no ca momo, sjù (non è casa di momo, saliamo più su, mentre facciamo le maledette scale per salire al nostro appartamento e a ogni piano lui incita col ditino)
momo gnam gnam pan (momo vuole mangiare il pane)

insomma non ci si annoia, anzi è veramente un momento bellissimo per lui e per me che lo osservo.
davvero! non fosse per la mancanza di sonno e riposo, sarebbe splendido.
tutte le sue scoperte, le autonomie che conquista sono una commovente favola di pollicino che con le sue briciole trova la strada.

oggi è a casa, di nuovo, probabilmente con un altro virus. ha vomitato tutta la notte.
e ha un atteggiamento così dolce e coccolone che mi stringe il cuore.