mio piccolo momo
che non sopporti far le cose di fretta, che sei caparbio e altrettanto genuino nel chiedere aiuto (mano), che mangi quando sei di buonumore e urli e ti dimeni quando sei contrariato, piccolo momo che hai imparato gli scherzi e anche a correre guardando indietro per vedere l'effetto che fa, che parli, parli, ripeti, tenti, pratichi, riprovi, ti butti, poi rifletti e alla fine posi le parole perfette e rotonde nell'aria che profuma delle tue conquiste, piccolo momo.
mio piccolo momo
che quando hai la febbre ritorni neonato e ti fai come un gomitolo di pensieri e manine che cerca solo un cesto caldo in cui accoccolarsi.
mio piccolo momo, che piccolo non sei più, che chiedi sempre la nenna con un sorrisetto furbastro e quando vuoi l'altra dici giro e poi ne vuoi ancora un'altra e ti dico che ne hai prese già due e non ce ne sono più e ti chiedo quante ne vuoi e tu rispondi tante.
mio piccolo momo che quando mi arrabbio mi corri incontro tra le lacrime e mi dici coccole e io piango e divento io la bambina, che crescere con te è una sfida quotidiana e mi dai filo da torcere e mi insegni le cose vere e mi mostri anche gli angoli bui.
mio piccolo momo, che le giornate me le rendi brevi e lunghissime e spesso anche le notti, che guardare il mondo dalla tua prospettiva è un dono che voglio continuare a scartare ogni giorno.
tesoro mio, aiutami a lasciarti crescere così,
libero e te stesso.
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venerdì 25 febbraio 2011
giovedì 24 febbraio 2011
Regressioni
ecco, la casa è tornata silenziosa e immobile. io posso entrare in bagno e concedermi una doccia bollente, poi posso spalmarmi un po' di crema, fare una rapida piega ai capelli che non seguono la mia volontà, truccarmi e poi andare in camera da letto e scegliere cosa indossare per una giornata importante. oggi è una giornata importante, potrebbe esserlo, promette di esserlo.
la affronto con una stanchezza profonda, che parte da dentro le ossa.
oggi momo è tornato al nido, sta bene e stamattina era anche tornato del suo umore, quello del mio bambino vivace, ma dolce, allegro, chiassoso, ma simpatico, tenero, burlone e dispettoso nell'accezione che ti strappa un sorriso. da una settimana era a casa con un virus gastrointestinale che gli ha fatto arrivare la temperatura a fin quasi 40 e lo ha reso... insopportabile, diciamolo.
da mercoledì io ho retto fino a domenica: allattamento continuo, continue richieste, rifiuti, capricci, capricci, capricci.
nonostante anch'io avessi beccato il virus in forma latente ho resistito, ma, come si suol dire, la pazienza ha un limite e io evidentemente l'ho superato lunedì pomeriggio. riemergo stamattina da una specie di pantano in cui mi sono sentita invischiata per le ultime 48 ore. una specie di melma appiccicosa da cui non riuscivo a districarmi. sentivo una rabbia profonda. ma non verso lui, verso me stessa. perché in quei momenti non mi piaccio come mamma, non mi piaccio come moglie che viene trovata coi capelli dritti e la voce roca dal marito che torna da lavoro, non mi piaccio e basta. nella mattina del ritorno alla normalità arriva anche l'assoluzione, ma nel frattempo io ho macerato questa rabbia nello stomaco e mi sembra di sentire i miei poveri organi malconci e sfibrati.fortunatamente ho compreso il meccanismo -- quello delle regressioni, sue e mie, quello degli alti e bassi -- ormai ne sono consapevole, ma questo non basta a lenire la sofferenza e il senso di disperazione di quei momenti.
però insisto: annoto il senso di pace e calma che si può ritrovare il giorno dopo senza senso di sconfitta. che pare che i dolori e le storture le mamme le rimuovono. sarà...
la affronto con una stanchezza profonda, che parte da dentro le ossa.
oggi momo è tornato al nido, sta bene e stamattina era anche tornato del suo umore, quello del mio bambino vivace, ma dolce, allegro, chiassoso, ma simpatico, tenero, burlone e dispettoso nell'accezione che ti strappa un sorriso. da una settimana era a casa con un virus gastrointestinale che gli ha fatto arrivare la temperatura a fin quasi 40 e lo ha reso... insopportabile, diciamolo.
da mercoledì io ho retto fino a domenica: allattamento continuo, continue richieste, rifiuti, capricci, capricci, capricci.
nonostante anch'io avessi beccato il virus in forma latente ho resistito, ma, come si suol dire, la pazienza ha un limite e io evidentemente l'ho superato lunedì pomeriggio. riemergo stamattina da una specie di pantano in cui mi sono sentita invischiata per le ultime 48 ore. una specie di melma appiccicosa da cui non riuscivo a districarmi. sentivo una rabbia profonda. ma non verso lui, verso me stessa. perché in quei momenti non mi piaccio come mamma, non mi piaccio come moglie che viene trovata coi capelli dritti e la voce roca dal marito che torna da lavoro, non mi piaccio e basta. nella mattina del ritorno alla normalità arriva anche l'assoluzione, ma nel frattempo io ho macerato questa rabbia nello stomaco e mi sembra di sentire i miei poveri organi malconci e sfibrati.fortunatamente ho compreso il meccanismo -- quello delle regressioni, sue e mie, quello degli alti e bassi -- ormai ne sono consapevole, ma questo non basta a lenire la sofferenza e il senso di disperazione di quei momenti.
però insisto: annoto il senso di pace e calma che si può ritrovare il giorno dopo senza senso di sconfitta. che pare che i dolori e le storture le mamme le rimuovono. sarà...
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giovedì 20 gennaio 2011
Cala la notte
siamo dai nonni, in puglia, io e momo senza papà, rimasto a roma a lavorare.
qualche giorno di evasione, per spezzare l'invernata di raffreddori e avvicinarci al sole e al mare, prima che ce li porti la bella stagione.
momo è il bambino più dolce del mondo, ovviamente perché lo vedo coi miei occhi, ma anche perché il nostro rapporto si arricchisce di effusioni al di là dell'allattamento. ora momo chiede le coccole dicendo coccole e ne fa dando bacini e abbracci stretti stretti. mi prende la faccia tra le manine e mi riempie di baci e morsetti e dice mammamma mmammaa.
anche il momento dell'addormentamento è cambiato molto. momo chiede la nenna quando si mette nel lettino, ma poi resta sveglio e vuole storie, canzoncine e poi chiacchiera chiacchiera fino a quando come una pila scarica si esaurisce e si addormenta.
Da qualche tempo si era abituato ad addormentarsi anche senza di me, ma adesso che siamo qui soli, dormiamo insieme nel lettone e si addormenta con me. e ieri sera mi ha commosso assistere a quell'istante, quello in cui le palpebre si fanno pesanti, un filo di voce emette una delle ultime parole conquistate e le labbra si piegano in un impercettibile sorriso. ecco che il mio bambino si stacca dalla realtà e si abbandona alla dimensione più leggera, più morbida e calda del sonno. eccolo tornare il mio animaletto, il mio neonato, con gli occhi chiusi e le guance soffici, i pugnetti stretti e i piedini con le piante una contro l'altra. quell'istante in cui respira rumorosamente e inizia a sognare cose belle.
qualche giorno di evasione, per spezzare l'invernata di raffreddori e avvicinarci al sole e al mare, prima che ce li porti la bella stagione.
momo è il bambino più dolce del mondo, ovviamente perché lo vedo coi miei occhi, ma anche perché il nostro rapporto si arricchisce di effusioni al di là dell'allattamento. ora momo chiede le coccole dicendo coccole e ne fa dando bacini e abbracci stretti stretti. mi prende la faccia tra le manine e mi riempie di baci e morsetti e dice mammamma mmammaa.
anche il momento dell'addormentamento è cambiato molto. momo chiede la nenna quando si mette nel lettino, ma poi resta sveglio e vuole storie, canzoncine e poi chiacchiera chiacchiera fino a quando come una pila scarica si esaurisce e si addormenta.
Da qualche tempo si era abituato ad addormentarsi anche senza di me, ma adesso che siamo qui soli, dormiamo insieme nel lettone e si addormenta con me. e ieri sera mi ha commosso assistere a quell'istante, quello in cui le palpebre si fanno pesanti, un filo di voce emette una delle ultime parole conquistate e le labbra si piegano in un impercettibile sorriso. ecco che il mio bambino si stacca dalla realtà e si abbandona alla dimensione più leggera, più morbida e calda del sonno. eccolo tornare il mio animaletto, il mio neonato, con gli occhi chiusi e le guance soffici, i pugnetti stretti e i piedini con le piante una contro l'altra. quell'istante in cui respira rumorosamente e inizia a sognare cose belle.
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martedì 7 dicembre 2010
Di quella notte che eravamo "solo" io e te
è accaduto.
un pomeriggio della settimana scorsa io e momo giocavamo nella sua cameretta e momo era impegnatissimo a cercare brande e letti di recupero per bambolotti, peluches e macchinine che dovevano andare a fare la nanna. il mio neurone superstite ha fatto un balzo improvviso, quanto inaspettato, e ha fatto sì, che senza che me ne accorgessi, stessi insinuando subdolamente in mio figlio la voglia di dormire accanto ai suoi giocattoli, non prima di aver spostato il suo lettino che giaceva ormai inutilizzato nella nostra camera da letto (perché lui aveva preso possesso dei 3/4 del lettone).
tutto è appunto iniziato così, per gioco.
abbiamo spostato insieme il lettino, spingendolo faticosamente lungo il corridoio, sempre insieme. abbiamo aspettato il babbo che ci smontasse la spondina laterale, poi abbiamo cambiato le lenzuola e aggiunto cuscini e pupazzi. carillon e lucine.
e quella sera, senza fare una piega momo è andato a dormire nel suo lettino. era mercoledì 1 dicembre.
questo non significa che abbia detto "buonanotte mamma, buonanotte papà" ci abbia dato il bacino e si sia eclissato nelle sue stanze fino al mattino seguente.
anzi.
l'addormentamento è stato rapido e indolore. favola, nenna e carezzine. e un po' di ninna nanna.
poi però non è cambiato assolutamente nulla nella nostra personale routine notturna. i suoi soliti tre, quattro, cinque risvegli. durante i quali anzicché abbracciarlo, dargli due pacche o al massimo allattarlo, girandomi nel letto, mi sono dovuta alzare correre fra le urla che solo momo sa tirare fuori nel buio delle notti più silenziose e schiantarmi contro lo stipide della porta della sua camera (e fratturarmi l'ultimo dito del piede). Dopo di che si riaddormentava fino al successivo risveglio. ecco.
io sinceramente non so cos'è meglio.
da un lato mi fa pensare che tutte le strategie che generalmente circolano su questi passaggi di crescita, come su quelli di ambiti diversi (alimentazione, socialità etc), lasciano il tempo che trovano. che a volte noi genitori ingigantiamo i problemi: sarà un trauma per lui? a che età è meglio farlo? insomma le cose accadono, e noi dobbiamo solo trovare il modo di contenerle.
a volte le cose sono più semplici di quello che sembrano.
poi però ti scontri contro la dura realtà: che certe volte i "vizi" dei bambini (in questo caso dormire nel lettone) era un "vizio" nostro, che non eravamo costretti ad alzarci mille volte di notte.
mi dò una pacca sulla spalla perché più di questo non riesco a fare e se era finito nel lettone era proprio perché eravamo esausti. e voglio essere accondiscendente con me.
però mi chiedo perché tutta questa fatica.
momo non poteva essere uno di quei bambini che si addormenta alle 8 e si sveglia la mattina dopo?
quei bambini non esistono?
sì, credo esistano, ma per favore, ora, nei commenti, non ditemelo, lasciatemi nel dubbio.
un pomeriggio della settimana scorsa io e momo giocavamo nella sua cameretta e momo era impegnatissimo a cercare brande e letti di recupero per bambolotti, peluches e macchinine che dovevano andare a fare la nanna. il mio neurone superstite ha fatto un balzo improvviso, quanto inaspettato, e ha fatto sì, che senza che me ne accorgessi, stessi insinuando subdolamente in mio figlio la voglia di dormire accanto ai suoi giocattoli, non prima di aver spostato il suo lettino che giaceva ormai inutilizzato nella nostra camera da letto (perché lui aveva preso possesso dei 3/4 del lettone).
tutto è appunto iniziato così, per gioco.
abbiamo spostato insieme il lettino, spingendolo faticosamente lungo il corridoio, sempre insieme. abbiamo aspettato il babbo che ci smontasse la spondina laterale, poi abbiamo cambiato le lenzuola e aggiunto cuscini e pupazzi. carillon e lucine.
e quella sera, senza fare una piega momo è andato a dormire nel suo lettino. era mercoledì 1 dicembre.
questo non significa che abbia detto "buonanotte mamma, buonanotte papà" ci abbia dato il bacino e si sia eclissato nelle sue stanze fino al mattino seguente.
anzi.
l'addormentamento è stato rapido e indolore. favola, nenna e carezzine. e un po' di ninna nanna.
poi però non è cambiato assolutamente nulla nella nostra personale routine notturna. i suoi soliti tre, quattro, cinque risvegli. durante i quali anzicché abbracciarlo, dargli due pacche o al massimo allattarlo, girandomi nel letto, mi sono dovuta alzare correre fra le urla che solo momo sa tirare fuori nel buio delle notti più silenziose e schiantarmi contro lo stipide della porta della sua camera (e fratturarmi l'ultimo dito del piede). Dopo di che si riaddormentava fino al successivo risveglio. ecco.
io sinceramente non so cos'è meglio.
da un lato mi fa pensare che tutte le strategie che generalmente circolano su questi passaggi di crescita, come su quelli di ambiti diversi (alimentazione, socialità etc), lasciano il tempo che trovano. che a volte noi genitori ingigantiamo i problemi: sarà un trauma per lui? a che età è meglio farlo? insomma le cose accadono, e noi dobbiamo solo trovare il modo di contenerle.
a volte le cose sono più semplici di quello che sembrano.
poi però ti scontri contro la dura realtà: che certe volte i "vizi" dei bambini (in questo caso dormire nel lettone) era un "vizio" nostro, che non eravamo costretti ad alzarci mille volte di notte.
mi dò una pacca sulla spalla perché più di questo non riesco a fare e se era finito nel lettone era proprio perché eravamo esausti. e voglio essere accondiscendente con me.
però mi chiedo perché tutta questa fatica.
momo non poteva essere uno di quei bambini che si addormenta alle 8 e si sveglia la mattina dopo?
quei bambini non esistono?
sì, credo esistano, ma per favore, ora, nei commenti, non ditemelo, lasciatemi nel dubbio.
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mercoledì 24 novembre 2010
Buongiorno, e riflessioni sull'allattamento
eccomi qui
momo è felicemente tornato dai bimbi come dice lui, all'asilo.
felice come una pasqua.
io e il MaritoZen ci siamo ripresi. io mi rimetto a lavorare seriamente.
nel frattempo è arrivata NonnaPapera a rimettere in piedi una situazione degenerata.
da questa ultima settimana mi è rimasto un pensiero.
momo giovedì ha smesso totalmente di mangiare. ha ripreso qualcosa ieri, ma niente di che. per questo motivo, ogni volta che mi ha chiesto di attaccarsi al seno, ovviamente ho lasciato che ciucciasse.
questo ha fatto sì che il mio senso ricominciasse a produrre una quantità di latte notevole. per non parlare del fatto che comunque per quanto momo potesse avere meno fame, si è comunque saziato e si è retto in piedi con le sue energie.
ora, ma quando si dice: ehh, beata te che ce l'hai... oppure: ma come, hai ancora latte?
io vorrei dire che non è che una diventa mamma e le viene la gobba del dromedario, eh?
vorrei dire a tutte le donne che il nostro corpo è perfetto (salvo patologie, ma sono poche, sono rare, sono eccezioni) e dovremmo metterci in testa che se ci rilassiamo e diamo spazio alla natura di esprimersi attraverso noi, funziona ancora meglio.
vorrei dire che non dovremmo più permettere a nessuno di inculcarci una sfiducia nelle nostre innate e fisiologiche e naturali capacità di essere mamme.
non dovremmo permettere a nessuno di insinuarci il dubbio di non essere all'altezza o di non potercela fare.
e poi vorrei dire che io ho avuto una storia di allattamento abbastanza felice, tanto che ancora allatto e non ho intenzione di smettere. ma se siete al primo figlio, non demordete, chiedete aiuto. a volte basta veramente poco, basta qualcuno che ci sostenga con cognizione e positività e ci dia qualche dritta, basta ascoltare un po' di più se stesse e il proprio figlio, e non affidarsi invece al disfattismo delle strade facili.
io non sono mai stata categorica sull'argomento, perché sono convinta che ogni storia sia a sé. e rispetto moltissimo tutte le mamme che per una ragione o per l'altra decidono di non allattare a lungo o non allattare proprio. però sono contro, apertamente contro, alla cultura del "tanto è lo stesso", alla cultura dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia, alla cultura che predilige per partito preso il chimico, il finto, il surrogato, al naturale, per un'ansia di onnipotenza che ci fa credere che la natura la possiamo dominare. no. la natura fa il suo corso, e generalmente ci restituisce quello che vi seminiamo, nel bene e nel male.
il latte materno fa bene, non solo ai figli, e questo lo credo fermamente.
momo è felicemente tornato dai bimbi come dice lui, all'asilo.
felice come una pasqua.
io e il MaritoZen ci siamo ripresi. io mi rimetto a lavorare seriamente.
nel frattempo è arrivata NonnaPapera a rimettere in piedi una situazione degenerata.
da questa ultima settimana mi è rimasto un pensiero.
momo giovedì ha smesso totalmente di mangiare. ha ripreso qualcosa ieri, ma niente di che. per questo motivo, ogni volta che mi ha chiesto di attaccarsi al seno, ovviamente ho lasciato che ciucciasse.
questo ha fatto sì che il mio senso ricominciasse a produrre una quantità di latte notevole. per non parlare del fatto che comunque per quanto momo potesse avere meno fame, si è comunque saziato e si è retto in piedi con le sue energie.
ora, ma quando si dice: ehh, beata te che ce l'hai... oppure: ma come, hai ancora latte?
io vorrei dire che non è che una diventa mamma e le viene la gobba del dromedario, eh?
vorrei dire a tutte le donne che il nostro corpo è perfetto (salvo patologie, ma sono poche, sono rare, sono eccezioni) e dovremmo metterci in testa che se ci rilassiamo e diamo spazio alla natura di esprimersi attraverso noi, funziona ancora meglio.
vorrei dire che non dovremmo più permettere a nessuno di inculcarci una sfiducia nelle nostre innate e fisiologiche e naturali capacità di essere mamme.
non dovremmo permettere a nessuno di insinuarci il dubbio di non essere all'altezza o di non potercela fare.
e poi vorrei dire che io ho avuto una storia di allattamento abbastanza felice, tanto che ancora allatto e non ho intenzione di smettere. ma se siete al primo figlio, non demordete, chiedete aiuto. a volte basta veramente poco, basta qualcuno che ci sostenga con cognizione e positività e ci dia qualche dritta, basta ascoltare un po' di più se stesse e il proprio figlio, e non affidarsi invece al disfattismo delle strade facili.
io non sono mai stata categorica sull'argomento, perché sono convinta che ogni storia sia a sé. e rispetto moltissimo tutte le mamme che per una ragione o per l'altra decidono di non allattare a lungo o non allattare proprio. però sono contro, apertamente contro, alla cultura del "tanto è lo stesso", alla cultura dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia, alla cultura che predilige per partito preso il chimico, il finto, il surrogato, al naturale, per un'ansia di onnipotenza che ci fa credere che la natura la possiamo dominare. no. la natura fa il suo corso, e generalmente ci restituisce quello che vi seminiamo, nel bene e nel male.
il latte materno fa bene, non solo ai figli, e questo lo credo fermamente.
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martedì 23 novembre 2010
Sesta mallattia, archiviata.
pare che l'abbiamo scampata.
nell'ultima settimana abbiamo affrontato, in ordine sparso:
ci sono stati momenti in cui abbiamo vacillato, soprattutto quando ieri eravamo distrutti entrambi, io e il papà, mentre momo era stanco e nervoso dalla clausura, ma stava pian piano riacquisendo le energie. però stamattina sembra tutto rientrato in una specie di normalità.
questo per dire che siamo vivi, anche se latitanti.
io ho in testa un po' di post, spero di trovare il tempo e le energie per scriverli.
love
c.
nell'ultima settimana abbiamo affrontato, in ordine sparso:
- fuoriuscita di due premolari
- febbre a 39 passati per 3 giorni
- effetti collaterali della tachipirina
- azzeramento dell'appetito
- allattamento esclusivo per 5 giorni
- sesta malattia
- virus gastrointestinale (prontamente elargito anche a me e il MaritoZen)
ci sono stati momenti in cui abbiamo vacillato, soprattutto quando ieri eravamo distrutti entrambi, io e il papà, mentre momo era stanco e nervoso dalla clausura, ma stava pian piano riacquisendo le energie. però stamattina sembra tutto rientrato in una specie di normalità.
questo per dire che siamo vivi, anche se latitanti.
io ho in testa un po' di post, spero di trovare il tempo e le energie per scriverli.
love
c.
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giovedì 18 novembre 2010
Mio piccolo Momo
mio piccolo momo
dolce pagnotta calda e profumata di nanna
lo sai che sei diventato grande?
capisci un sacco di cose e mi insegni un sacco di cose.
oggi per esempio ho scoperto che oltre alla fatica ci si diverte un sacco a giocare con te.
e mi hai insegnato anche che non è vero che sei capriccioso quando hai la febbre, anzi, sei più docile e coccolone.
oggi, mi hai stretto forte in un abbraccio moccioloso e mi sembrava che era una vita che non ci abbracciavamo così.
oggi abbiamo già giocato con le macchinine, col trenino, con gli animali di peluches, con le costruzioni e non le carte. abbiamo messo a posto le pentole nel loro cassettone e le abbiamo anche ritirate fuori e impilate. e mi hai insegnato che aspettando con pazienza, in silenzio, tu sei capace da solo di capire la grandezza delle pentole e come poterle mettere una dentro l'altra. non solo, mi hai insegnato che dandoti il tempo riesci anche a trovare tutti i coperchi giusti. mi hai insegnato che devo lasciarti sbagliare e tu arrivi alla conclusione allegro e soddisfatto. e senza intoppi. e senza rabbia. e senza pianti incomprensibili.
oggi, amore mio, mi hai fatto scoprire una musica che non ascoltavo da tempo, perché nella marea dei cd in disordine, hai cercato a lungo e alla fine ne hai tratto uno, che hai inserito e fatto partire. era una musica che mi ricorda i tuoi primi mesi e l'abbiamo ballata insieme, questa volta tu mi trascinavi in una girandola di risate, non ero più io a sorreggerti in braccio.
amore mio, oggi mi sembra che tu sia diventato grande all'improvviso e che capisca tutto quello che ti dico. quando ti chiedo di portarmi una scatola, o di mettere a posto un barattolo, o ancora di raccolgiere qualcosa da sotto il tavolo. tu parti per queste avventure, insignito di grande onore e torni vittorioso, con lo sguardo fiero e il petto in fuori, le braccia cariche di un oggetto che mi restituisci con spavalderia e orgoglio.
ma oltre tutto questo che un po' lo sapevo, oggi, mio piccolo momo, mi hai insegnato qualcosa di ancora più importante.
oggi mi hai insegnato che sei un bimbo come non immaginavo potessi essere, non di più, ma diverso. eppure a tratti, in qualche breve istante, quando per esempio siamo seduti sul tappeto e tu sei accovacciato fra le mie ginocchia a indicare con il ditino gli orsetti che fanno merenda e mi dici: pappa, mammalà (marmellata), io penso che era questo che mi immaginavo quando sognavo di avere un figlio. proprio questa immagine qui. e per amarti accoglierti come meriti devo solo ascoltarti.
e poi mi hai insegnato che questa felicità me la regali senza prezzo. che tutta la fatica, a volte, veramente scompare. e sento solo l'amore, lo tocco, e lo annuso mentre ti addormenti al mio seno.
la tua mamma, imperfetta e felice
questo post partecipa al blogstorming di genitoricrescono.
dolce pagnotta calda e profumata di nanna
lo sai che sei diventato grande?
capisci un sacco di cose e mi insegni un sacco di cose.
oggi per esempio ho scoperto che oltre alla fatica ci si diverte un sacco a giocare con te.
e mi hai insegnato anche che non è vero che sei capriccioso quando hai la febbre, anzi, sei più docile e coccolone.
oggi, mi hai stretto forte in un abbraccio moccioloso e mi sembrava che era una vita che non ci abbracciavamo così.
oggi abbiamo già giocato con le macchinine, col trenino, con gli animali di peluches, con le costruzioni e non le carte. abbiamo messo a posto le pentole nel loro cassettone e le abbiamo anche ritirate fuori e impilate. e mi hai insegnato che aspettando con pazienza, in silenzio, tu sei capace da solo di capire la grandezza delle pentole e come poterle mettere una dentro l'altra. non solo, mi hai insegnato che dandoti il tempo riesci anche a trovare tutti i coperchi giusti. mi hai insegnato che devo lasciarti sbagliare e tu arrivi alla conclusione allegro e soddisfatto. e senza intoppi. e senza rabbia. e senza pianti incomprensibili.
oggi, amore mio, mi hai fatto scoprire una musica che non ascoltavo da tempo, perché nella marea dei cd in disordine, hai cercato a lungo e alla fine ne hai tratto uno, che hai inserito e fatto partire. era una musica che mi ricorda i tuoi primi mesi e l'abbiamo ballata insieme, questa volta tu mi trascinavi in una girandola di risate, non ero più io a sorreggerti in braccio.
amore mio, oggi mi sembra che tu sia diventato grande all'improvviso e che capisca tutto quello che ti dico. quando ti chiedo di portarmi una scatola, o di mettere a posto un barattolo, o ancora di raccolgiere qualcosa da sotto il tavolo. tu parti per queste avventure, insignito di grande onore e torni vittorioso, con lo sguardo fiero e il petto in fuori, le braccia cariche di un oggetto che mi restituisci con spavalderia e orgoglio.
ma oltre tutto questo che un po' lo sapevo, oggi, mio piccolo momo, mi hai insegnato qualcosa di ancora più importante.
oggi mi hai insegnato che sei un bimbo come non immaginavo potessi essere, non di più, ma diverso. eppure a tratti, in qualche breve istante, quando per esempio siamo seduti sul tappeto e tu sei accovacciato fra le mie ginocchia a indicare con il ditino gli orsetti che fanno merenda e mi dici: pappa, mammalà (marmellata), io penso che era questo che mi immaginavo quando sognavo di avere un figlio. proprio questa immagine qui. e per amarti accoglierti come meriti devo solo ascoltarti.
e poi mi hai insegnato che questa felicità me la regali senza prezzo. che tutta la fatica, a volte, veramente scompare. e sento solo l'amore, lo tocco, e lo annuso mentre ti addormenti al mio seno.
la tua mamma, imperfetta e felice
questo post partecipa al blogstorming di genitoricrescono.
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lunedì 25 ottobre 2010
16 mesi
mio piccolo momo
che piccolo non sei più, che mi guardi serio a volte e aspetti di capire. che scruti i miei capelli appena lavati e scompigliati e magari ti chiedi come hai fatto a venir fuori da una matta così. che certe volte scoppi a ridere se faccio le pernacchie, ma ridi per farmi contenta.
mio piccolo momo, che piccolo per me resterai sempre, stai proprio scoprendo il mondo.
hai una fame di cose, di avventure, di storie, di parole che a volte è difficile saziare. hai gli occhi penetranti e non molli lo sguardo da quello che ti interessa. hai pronto il tuo ditino che ti aiuta a chiedere, chiedere una spiegazione, un nome, un racconto, un perché, un possesso. aneli libertà, autonomia e spazi, ma poi hai la gioia nella gola quando mi corri incontro e mi stringi forte la faccia tra le manine e mi mordi, mi baci e ridi ancora.
la mattina fai la zuppetta da solo con biscotti e latte. hai imparato a usare il cucchiaino, a riempirlo e portarlo alla bocca che inizi ad aprire due minuti prima, per sicurezza. a volte ti spazientisci e con l'altra mano prendi la pappetta di biscotto sul cucchiaino e te la mangi, 'ché quando hai fame non puoi stare a perdere tempo. poi ci guardi e aspetti che ti battiamo le mani e stringi le labbra in una smorfia di orgoglio che ti fa assomigliare a me. quando non hai più fame rovesci il resto di latte sul tavolo e fai finta di non sentire i rimproveri, cambiando discorso, portando la nostra attenzione su qualcosa che è sui fornelli o nel lavandino.
poi vai all'asilo e ormai mi saluti dalla tua sediolina, compunto e impegnato nell'attività in cui ti immergi non appena entri, sventolando la manina e sussurrando il tuo ta-tào.
quando ti vengo a prendere sorridi placido e mi fissi impassibile finché non ti abbraccio con tutte le mie smancerie da mamma rammollita e tu mi dai un colpetto sulla guancia con lo zigomo e poi eh!eh!, educatamente indichi il mio petto e con lo sguardo non perdi il posto sulla panchina dove in genere ci sediamo a ritrovarci.
fai la tua poppata, lunga come da neonato non avevi fatto mai. e poi si parte. a giocare a passeggiare. i pomeriggi ormai passano in fretta, è una gioia giocare con te, accompagnarti nella tua ansia di esplorare. non so come è accaduto, ma a un certo punto hai deciso che non valeva la pena puntare i piedi su tutto e che ogni tanto potevi stare e aspettare. così le nostre giornate non sono più corse sfrenate per precedere i tuoi pianti e le tue insofferenze, ma incantevoli passeggiate assieme, scoprendo quello che ci piace l'uno dell'altra e del mondo che percorriamo, scoprendo nuovi limiti e nuove abilità, nuove strade e nuovi panorami.
ancora, il pomeriggio, facciamo spesso merenda col gelato e tu ne mangi un po' da solo col cucchiaino e poi vuoi il cono e anche se ti sporchi un sacco è bellissimo lasciarti fare.
hai scoperto le macchinine, giochi con quelle che erano del tuo papà e ti piace un sacco portarle di qua e di là. ti piace fare travasi e trasporti, ti piace partecipare a ogni attività domestica. ti piace soprattutto preparare la cena e vuoi osservare ogni mia mossa e mi incalzi se non ti spiego ogni passaggio. basta parlarti e accompagnarti, prenderti per mano e mostrarti le cose. tu sei felice e socchiudi le labbra, le guance diventano due meluzze e assomigli tanto al tuo papà. in quei momenti mi si ferma il respiro e anche il tempo e ti guardo mentre l'amore entra nelle mie ossa e capisco un sacco di cose che vorrei dirti, ma poi mi sfuggono tutte e tutto riparte veloce e ti vengo a baciare, ma tu mi scansi che hai da fare.
una cosa che mi stupisce ancora tanto è l'espressione di sorpresa e gioia, che ti leggo in viso quando sentiamo la chiave nella toppa e spalanchi gli occhi e sussurri papà, restando immobile fino a quando ti prendo in braccio e ti porto da lui. e allora inizi a indicargli cose e a tirarlo verso un gioco o una stanza. non lo guardi, ma lo attiri a te, lo trascini immediatamente nel tuo mondo e non ammetti che lui non ti segua.
a cena mangi ormai tanto, tutto a pezzettini con le tue manine o con la forchettina che chiedi di farti rabboccare e poi porti da solo alla bocca. quando non hai più fame spingi il piatto e non ammetti una sola insistenza. poi ci fai compagnia, a volte vuoi giocare con la tua cucinetta e chiedi di scendere dal seggiolone, per poi farci assaggiare le tue preparazioni. dopo cena papà ti porta a fare il bagnetto e vi sento ridere e giocare come non immaginavo. papà ti ha insegnato a trovare tutte le parti del corpo e tu inizi a riconoscerle tutte, dal pancino, alle orecchie, al pisellino. sei uno spasso quando non riesci a trovare subito il naso e vai con le ditine a tentoni finché non lo acchiappi per bene. spesso il bagno ti stanca talmente che non facciamo in tempo a metterti il pigiamino che inizi a salutare tutti per essere portato a nanna. chiedi nenna. e allora ci accuccioliamo nel lettone e fai la tua poppata della buonanotte. in genere crolli come un animaletto, attaccato a me, con quelle pennellate di ciglia scure che ti serrano il viso e lo ricompongono per il sonno, i pugnetti chiusi e premuti contro me e le ginocchia rannicchiate. poi il sonno arriva più profondo e lasci la presa, ti giri dall'altra parte e continuando a simulare il ciucciare ti adagi a pancia sotto. in quei momenti ancora mi commuovo, e non so contenere le lacrime a volte, perché sei così puro, vero, indifeso e coraggioso. ti affidi a me eppure ti appartieni. e io non posso far altro che sollevarmi, lontana dal tuo respiro che profumerà la stanza e guardarti da dove non disturberò il tuo viaggio. pronta con un abbraccio se non trovi più la strada.
non pensavo di poterti amare ogni giorno di più. e sembra una frase banale, ma racconta i miei giorni e i miei spazi interiori. con la felicità immensa e l'immensa curiosità di vederti crescere e aspettare il domani, e lo struggente attaccamento a ogni istante in cui sei ancora il mio bambino, piccolo piccolo.
promemoria dai sedici mesi di momo
peso: kg10,6
altezza: cm 79
dentini: n. 8
capelli: biondissimi, tagliati solo una volta
occhi: blu blu, quando piove diventano grigi
mobilità: cammina spedito, corre, sale sullo sgabello dell'ingresso, scavalca gli ostacoli, si mette in punta dei piedi e arriva anche dove non dovrebbe.
alimentazione: fa 4 poppate (minimo) una soltanto di giorno. fa 5 pasti e i cibi preferiti al momento sono banana, pizza, gelato, carne, pesce, minestrone, pomodori, cetrioli, pane con l'olio, prosciutto cotto, uva, more e formaggio. (anche la porchetta lo fa impazzire, veramente). mangia per lo più da solo con mani o posate e si sporca sempre meno.
giochi favoriti: cucinetta (pentole, mestoli&co.), macchinine, libri cartonati, marionette. travasi, trasporti, bucato, scivolo e cavvallucci al parco giochi. bagnetto.
linguaggio: mamma, papà, nonno, nonna, no, tti (sì), ta-tào (ciao ciao), babànna (banana), pappa, cacànna (castagna), pong (appoggino), cacca (cacca e casa), atte (grazie), nenna (nenna, seno), pane, pommo (pomodoro), ibbo (libro), ejo (aereo), brum brum (moto e macchine), babàu (cane), sci-sci (scivolo), nghlo-nghlo (cavalluccio).
che piccolo non sei più, che mi guardi serio a volte e aspetti di capire. che scruti i miei capelli appena lavati e scompigliati e magari ti chiedi come hai fatto a venir fuori da una matta così. che certe volte scoppi a ridere se faccio le pernacchie, ma ridi per farmi contenta.
mio piccolo momo, che piccolo per me resterai sempre, stai proprio scoprendo il mondo.
hai una fame di cose, di avventure, di storie, di parole che a volte è difficile saziare. hai gli occhi penetranti e non molli lo sguardo da quello che ti interessa. hai pronto il tuo ditino che ti aiuta a chiedere, chiedere una spiegazione, un nome, un racconto, un perché, un possesso. aneli libertà, autonomia e spazi, ma poi hai la gioia nella gola quando mi corri incontro e mi stringi forte la faccia tra le manine e mi mordi, mi baci e ridi ancora.
la mattina fai la zuppetta da solo con biscotti e latte. hai imparato a usare il cucchiaino, a riempirlo e portarlo alla bocca che inizi ad aprire due minuti prima, per sicurezza. a volte ti spazientisci e con l'altra mano prendi la pappetta di biscotto sul cucchiaino e te la mangi, 'ché quando hai fame non puoi stare a perdere tempo. poi ci guardi e aspetti che ti battiamo le mani e stringi le labbra in una smorfia di orgoglio che ti fa assomigliare a me. quando non hai più fame rovesci il resto di latte sul tavolo e fai finta di non sentire i rimproveri, cambiando discorso, portando la nostra attenzione su qualcosa che è sui fornelli o nel lavandino.
poi vai all'asilo e ormai mi saluti dalla tua sediolina, compunto e impegnato nell'attività in cui ti immergi non appena entri, sventolando la manina e sussurrando il tuo ta-tào.
quando ti vengo a prendere sorridi placido e mi fissi impassibile finché non ti abbraccio con tutte le mie smancerie da mamma rammollita e tu mi dai un colpetto sulla guancia con lo zigomo e poi eh!eh!, educatamente indichi il mio petto e con lo sguardo non perdi il posto sulla panchina dove in genere ci sediamo a ritrovarci.
fai la tua poppata, lunga come da neonato non avevi fatto mai. e poi si parte. a giocare a passeggiare. i pomeriggi ormai passano in fretta, è una gioia giocare con te, accompagnarti nella tua ansia di esplorare. non so come è accaduto, ma a un certo punto hai deciso che non valeva la pena puntare i piedi su tutto e che ogni tanto potevi stare e aspettare. così le nostre giornate non sono più corse sfrenate per precedere i tuoi pianti e le tue insofferenze, ma incantevoli passeggiate assieme, scoprendo quello che ci piace l'uno dell'altra e del mondo che percorriamo, scoprendo nuovi limiti e nuove abilità, nuove strade e nuovi panorami.
ancora, il pomeriggio, facciamo spesso merenda col gelato e tu ne mangi un po' da solo col cucchiaino e poi vuoi il cono e anche se ti sporchi un sacco è bellissimo lasciarti fare.
hai scoperto le macchinine, giochi con quelle che erano del tuo papà e ti piace un sacco portarle di qua e di là. ti piace fare travasi e trasporti, ti piace partecipare a ogni attività domestica. ti piace soprattutto preparare la cena e vuoi osservare ogni mia mossa e mi incalzi se non ti spiego ogni passaggio. basta parlarti e accompagnarti, prenderti per mano e mostrarti le cose. tu sei felice e socchiudi le labbra, le guance diventano due meluzze e assomigli tanto al tuo papà. in quei momenti mi si ferma il respiro e anche il tempo e ti guardo mentre l'amore entra nelle mie ossa e capisco un sacco di cose che vorrei dirti, ma poi mi sfuggono tutte e tutto riparte veloce e ti vengo a baciare, ma tu mi scansi che hai da fare.
una cosa che mi stupisce ancora tanto è l'espressione di sorpresa e gioia, che ti leggo in viso quando sentiamo la chiave nella toppa e spalanchi gli occhi e sussurri papà, restando immobile fino a quando ti prendo in braccio e ti porto da lui. e allora inizi a indicargli cose e a tirarlo verso un gioco o una stanza. non lo guardi, ma lo attiri a te, lo trascini immediatamente nel tuo mondo e non ammetti che lui non ti segua.
a cena mangi ormai tanto, tutto a pezzettini con le tue manine o con la forchettina che chiedi di farti rabboccare e poi porti da solo alla bocca. quando non hai più fame spingi il piatto e non ammetti una sola insistenza. poi ci fai compagnia, a volte vuoi giocare con la tua cucinetta e chiedi di scendere dal seggiolone, per poi farci assaggiare le tue preparazioni. dopo cena papà ti porta a fare il bagnetto e vi sento ridere e giocare come non immaginavo. papà ti ha insegnato a trovare tutte le parti del corpo e tu inizi a riconoscerle tutte, dal pancino, alle orecchie, al pisellino. sei uno spasso quando non riesci a trovare subito il naso e vai con le ditine a tentoni finché non lo acchiappi per bene. spesso il bagno ti stanca talmente che non facciamo in tempo a metterti il pigiamino che inizi a salutare tutti per essere portato a nanna. chiedi nenna. e allora ci accuccioliamo nel lettone e fai la tua poppata della buonanotte. in genere crolli come un animaletto, attaccato a me, con quelle pennellate di ciglia scure che ti serrano il viso e lo ricompongono per il sonno, i pugnetti chiusi e premuti contro me e le ginocchia rannicchiate. poi il sonno arriva più profondo e lasci la presa, ti giri dall'altra parte e continuando a simulare il ciucciare ti adagi a pancia sotto. in quei momenti ancora mi commuovo, e non so contenere le lacrime a volte, perché sei così puro, vero, indifeso e coraggioso. ti affidi a me eppure ti appartieni. e io non posso far altro che sollevarmi, lontana dal tuo respiro che profumerà la stanza e guardarti da dove non disturberò il tuo viaggio. pronta con un abbraccio se non trovi più la strada.
non pensavo di poterti amare ogni giorno di più. e sembra una frase banale, ma racconta i miei giorni e i miei spazi interiori. con la felicità immensa e l'immensa curiosità di vederti crescere e aspettare il domani, e lo struggente attaccamento a ogni istante in cui sei ancora il mio bambino, piccolo piccolo.
promemoria dai sedici mesi di momo
peso: kg10,6
altezza: cm 79
dentini: n. 8
capelli: biondissimi, tagliati solo una volta
occhi: blu blu, quando piove diventano grigi
mobilità: cammina spedito, corre, sale sullo sgabello dell'ingresso, scavalca gli ostacoli, si mette in punta dei piedi e arriva anche dove non dovrebbe.
alimentazione: fa 4 poppate (minimo) una soltanto di giorno. fa 5 pasti e i cibi preferiti al momento sono banana, pizza, gelato, carne, pesce, minestrone, pomodori, cetrioli, pane con l'olio, prosciutto cotto, uva, more e formaggio. (anche la porchetta lo fa impazzire, veramente). mangia per lo più da solo con mani o posate e si sporca sempre meno.
giochi favoriti: cucinetta (pentole, mestoli&co.), macchinine, libri cartonati, marionette. travasi, trasporti, bucato, scivolo e cavvallucci al parco giochi. bagnetto.
linguaggio: mamma, papà, nonno, nonna, no, tti (sì), ta-tào (ciao ciao), babànna (banana), pappa, cacànna (castagna), pong (appoggino), cacca (cacca e casa), atte (grazie), nenna (nenna, seno), pane, pommo (pomodoro), ibbo (libro), ejo (aereo), brum brum (moto e macchine), babàu (cane), sci-sci (scivolo), nghlo-nghlo (cavalluccio).
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mercoledì 22 settembre 2010
lettera d'amore
oggi non compi un anno, né un mese, né hai fatto un progresso tangibile e particolare.
oggi è un giorno qualsiasi.
oggi ti sei svegliato col sorriso e hai spalmato il tuo caldino di sonno sulla mia faccia. hai scavalcato il tuo babbo e sei scivolato giù dal lettone coi tuoi piedini scalzi. e io, con gli occhi ancora chiusi, ascoltavo i tuoi passi lungo il corridoio. oggi hai fatto i soliti capricci per farti togliere il pannolino e poi i soliti per fartene mettere un altro. poi sei sgusciato via per andare a controllare che tutte le tue pentoline fossero nella tua cucinetta di legno. oggi ti ci sei seduto davanti e con molto impegno hai smontato la tua caffettiera, mentre in casa si diffondeva un confortante aroma. oggi hai voluto scegliere la tua stellina, tra le tante stelline fatte da me, per farci la zuppetta di latte, appollaiato sul tuo seggiolone. oggi mi hai detto mammammà perché volevi scendere e tornare a giocare. ma poi hai pensato di rimanere un po' in braccio col musetto a ventosa nel mio collo, facendo qualche pernacchia e qualche succhiarello. oggi ti ho messo una delle tue tute da battaglia e mi hai chiesto di metterti le scarpe. ti sei seduto accanto alla porta e mi hai porto i piedini. poi sei rimasto con una sola scarpa e hai voluto fare un giretto così, scivolando e cadendo. oggi hai alzato lo sguardo, hai affondato i tuoi occhioni nei miei e hai detto bumm un po' ironico, un po' sorpreso. oggi sei uscito, sventolando la manina, col tuo babbo. mi hai lanciato un bacino dalle scale e sei andato all'asilo.
oggi ho aspettato un'ora fuori dall'asilo che ti svegliassi dal riposino. e sei arrivato da me con in mano la bustina dei tuoi pannolini, camminando spedito verso di me e acchiappando subito il mio collo perché ti prendessi. oggi, in auto, mentre facevamo un po' di commissioni ingiro, mi sorridevi e ogni tanto ti prendeva proprio la ridarella e aspettavi il rosso perché giocassi al ragno ragno con te. oggi il pomeriggio è passato in fretta, tra il tuo yogurt bevuto per strada e i tuoi capricci di fronte ai no. a casa hai giocato con la palla e hai ballato con ZiaPolly, hai salutato i nonni su skype, dalla tua postazione sulla poltroncina morbida e poi hai iniziato a chiedere pappa pappa. oggi il risotto con la zucca non era di tuo gradimento, mentre hai voluto mangiare la carne da solo, con le mani e staccando i pezzettini a morsi. poi hai voluto i pommm e ne hai mangiati tanti schizzando semini e spiaccicando bucce dappertutto. e poi baban da mangiare da solo con la buccia che ti copre le manine paffute, tutte e due chiuse insieme a tenerla stretta.
oggi ti sei nascosto al buio della camera per fare la cacca e poi sei corso verso di me toccandoti il pannolino tutto orgoglioso.
oggi ti ho fatto una doccetta e mi guardavi con gli occhi liquidi e felici. sei rimasto seduto nella doccia a contare i piedini antiscivolo e gno gno gno, non volevi uscire. oggi il babbo ha improvvisato una canzoncina per riuscire ad asciugarti i capelli col phon e poi tutto sguisciante e scalpitante ho cercato di rimetterti il pannolino e il pigiamino.
oggi abbiamo dato la buonanotte a tutti i giochi e tu sventolavi la manina come la regina elisabetta, hai dato qualche bacino a ZiaPolly e poi ti sei strofinato alla barba del babbo. oggi sei saltato dal mio abbraccio per tuffarti sul lettone e hai iniziato a ridere eccitato perché sapevi quello che ti aspettava. oggi ti sei attaccato a me, vorace e delicato, con la manina a esplorare tutti i morbidi della tua mamma. oggi ti sei addormentato soddisfatto e sereno a pancia in su. con le zampe a granchietto e un sorriso appena accennato.
oggi sono rimasta un bel po' accanto a te ad annusare la tua immobilità piena di respiri, perché quasi mai riesco a godere della tua vista pacata, quasi mai riesco davvero ad osservare i tuoi lineamenti, a sincronizzare i miei battiti ai tuoi, ma a volte ne ho bisogno.
oggi ti ho posato nel tuo lettino e ti sei spinto con la testa nell'angolino, hai girato la testa un paio di volte, hai sollevato il culetto e poi ti sei lasciato andare, a pancia sotto, al sonno che ti aspettava.
oggi è un giorno come un altro, un giorno normale, e oggi mi scoppia il cuore di quell'amore fatto di manine paffute, di capelli appiccicati, di piedini veloci, di occhietti chiusi e labbra che cercano l'amore.
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lunedì 30 agosto 2010
adesso o mai più
devo scrivere. siamo tornati alla base da qualche giorno, nel vortice delle lavatrici e delle implosioni di roba che non si sa come abbia fatto a moltiplicarsi.
quest'estate è stata molto lunga, e troppo calda. l'assenza di rete mi ha un po' stufato, e mi ha anche sfilacciato le cose. mi sembra di dover recuperare un sacco di eventi, miei e altri.
sono contenta che sia quasi settembre, tempo di riordino, di proposizione, di inizio.
adoro l'autunno e l'attendo con ansia. è la mia stagione preferita, non per niente ha visto l'incontro col MaritoStrampalato e il concepimento di momo.
a proposito di momo: il pupetto ha compiuto 14 mesi, non si può più tacere dei suoi enormi progressi. innanzitutto cammina come un treno, sale e scende i gradini in autonomia, si alza e capitombola con la grazia di una gazzella e non lo ferma nessuno. poi sta rodando una marea di parole imitando le sillabe o coniando dei simpatici versi. poi mangia come un bimbo grande, con le mani o con la forchettina, e tra i suoi piatti preferiti si annoverano: fagioli con le cotiche (piatto notoriamente estivo), maialino al forno e cono gelato. lo allatto ancora, dorme un po' più tranquillo di notte (ci siamo stabilizzati su due risvegli... soltanto!!!) e la mattina sveglia la mamma con i bacini su tutto il viso (dopo uno dei risvegli si installa tra le mie costole e la mandibola del MaritoSonnambulo). ha otto dentini e i suoi giochi favoriti sono diventati le caffettiere, il passeggino con bambolotto e la palla. dopodomani ricomincia l'asilo, questa volta sul serio e io sono in attesa di quello che ne verrà: separazione, tempo solo mio, nuovi percorsi per lui.
vorrei essere capace di aprire la valigia di quest'estate e scrivere di tutti i bei souvenir che abbiamo, ma stasera sono stanca, è un orario insolito per i miei ritmi, prometto di recuperare.
di sicuro ho tante idee per aggiornare questo blog che come me deve ritrovare una sua identità, sfocata dalla calura estiva.
a presto
love
c.
quest'estate è stata molto lunga, e troppo calda. l'assenza di rete mi ha un po' stufato, e mi ha anche sfilacciato le cose. mi sembra di dover recuperare un sacco di eventi, miei e altri.
sono contenta che sia quasi settembre, tempo di riordino, di proposizione, di inizio.
adoro l'autunno e l'attendo con ansia. è la mia stagione preferita, non per niente ha visto l'incontro col MaritoStrampalato e il concepimento di momo.
a proposito di momo: il pupetto ha compiuto 14 mesi, non si può più tacere dei suoi enormi progressi. innanzitutto cammina come un treno, sale e scende i gradini in autonomia, si alza e capitombola con la grazia di una gazzella e non lo ferma nessuno. poi sta rodando una marea di parole imitando le sillabe o coniando dei simpatici versi. poi mangia come un bimbo grande, con le mani o con la forchettina, e tra i suoi piatti preferiti si annoverano: fagioli con le cotiche (piatto notoriamente estivo), maialino al forno e cono gelato. lo allatto ancora, dorme un po' più tranquillo di notte (ci siamo stabilizzati su due risvegli... soltanto!!!) e la mattina sveglia la mamma con i bacini su tutto il viso (dopo uno dei risvegli si installa tra le mie costole e la mandibola del MaritoSonnambulo). ha otto dentini e i suoi giochi favoriti sono diventati le caffettiere, il passeggino con bambolotto e la palla. dopodomani ricomincia l'asilo, questa volta sul serio e io sono in attesa di quello che ne verrà: separazione, tempo solo mio, nuovi percorsi per lui.
vorrei essere capace di aprire la valigia di quest'estate e scrivere di tutti i bei souvenir che abbiamo, ma stasera sono stanca, è un orario insolito per i miei ritmi, prometto di recuperare.
di sicuro ho tante idee per aggiornare questo blog che come me deve ritrovare una sua identità, sfocata dalla calura estiva.
a presto
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giovedì 15 aprile 2010
proprietà inversa
stasera, giusto per scrivere due righe, mi chiedo:
com'è che succede, a un certo punto, che qualcosa che andava liscio prenda una brutta piega improvvisamente, inesorabilemnte e ineluttabilmente, mentre non succede mai che una cosa che va maluccio magicamente si aggiusti da sé?
tipo: per la cronaca, momo non vuole più dormire nel suo lettino (oltre a svegliarsi quelle 14-15 volte a notte, tanto per gradire). nonostante la mia maniacalità nel rimetterlo nel suo lettino dopo le poppate notturne sin da quando aveva pochi giorni, improvvisamente ha iniziato a farci capire chiaramente (leggi con urla e strepiti) che lui gradisce stare al centro del lettone, manco a dirlo. dopo qualche notte di resa al riposo a tre, stasera, forte di qualche ora di sonno recuperato (NonnaPapera è qui a rincollare i cocci), ho deciso che si rimettono le cose a posto. e allora, mentre, dopo aver fatto addormentare momo, lo posavo adagio adagio nel suo lettino, con la gocciolina di sudore sulla nuca e la tremarella all'avambraccio, mi sono chiesta: ma non potrebbe essere che per magia lui stanotte dormirà tutta la notte e nel suo lettino?
a volte potrebbe servire crederci.
oh, domattina ve lo faccio sapere!
sogni d'oro
aggiornamento
ovviamente qui siamo sprovvisti di bacchette magiche.
momo si è svegliato al solito. ha ciucciato quelle tre volte che non guastano, però fino all'ultimo risveglio delle 4 (prima della sveglia definitiva alle 6) ha dormito nel suo lettino.
non vi ho detto però che in mancanza di bacchette magiche abbiamo fatto ricorso a una cura omeopatica che ci ha dato il pediatra e sembra che in qualche maniera l'abbia tranquillizzato.
torno presto, che ho qualche novità importante.
'notte
com'è che succede, a un certo punto, che qualcosa che andava liscio prenda una brutta piega improvvisamente, inesorabilemnte e ineluttabilmente, mentre non succede mai che una cosa che va maluccio magicamente si aggiusti da sé?
tipo: per la cronaca, momo non vuole più dormire nel suo lettino (oltre a svegliarsi quelle 14-15 volte a notte, tanto per gradire). nonostante la mia maniacalità nel rimetterlo nel suo lettino dopo le poppate notturne sin da quando aveva pochi giorni, improvvisamente ha iniziato a farci capire chiaramente (leggi con urla e strepiti) che lui gradisce stare al centro del lettone, manco a dirlo. dopo qualche notte di resa al riposo a tre, stasera, forte di qualche ora di sonno recuperato (NonnaPapera è qui a rincollare i cocci), ho deciso che si rimettono le cose a posto. e allora, mentre, dopo aver fatto addormentare momo, lo posavo adagio adagio nel suo lettino, con la gocciolina di sudore sulla nuca e la tremarella all'avambraccio, mi sono chiesta: ma non potrebbe essere che per magia lui stanotte dormirà tutta la notte e nel suo lettino?
a volte potrebbe servire crederci.
oh, domattina ve lo faccio sapere!
sogni d'oro
aggiornamento
ovviamente qui siamo sprovvisti di bacchette magiche.
momo si è svegliato al solito. ha ciucciato quelle tre volte che non guastano, però fino all'ultimo risveglio delle 4 (prima della sveglia definitiva alle 6) ha dormito nel suo lettino.
non vi ho detto però che in mancanza di bacchette magiche abbiamo fatto ricorso a una cura omeopatica che ci ha dato il pediatra e sembra che in qualche maniera l'abbia tranquillizzato.
torno presto, che ho qualche novità importante.
'notte
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giovedì 8 aprile 2010
in punta di piedi
ritorno tra queste pagine con un po' di ansia.
non so bene perché, anzi lo so.
quando entro qui sono sincera. e a dirla tutta faccio fatica a guardarmi dentro. faccio un'enorme fatica a fermarmi e guardarmi dentro.
fermarmi.
tirare il fiato.
sedersi, rilassarsi e dedicarsi a qualcosa di inutile.
eppure mi manca, come mi manca scrivere, come mi manca leggere, come mi manca dormire.
d'altra parte momo diventa ogni giorno più bello. e non solo perché i suoi occhi sono sempre più blu e i suoi tratti sempre più espressivi, ma perché cresce soddisfatto dei suoi enormi progressi. sta in piedi, vuole arrivare sempre più in alto. ha una caparbietà che fa paura, una curiosità che entusiasma e una vivacità che rapisce. gattona rapido verso i suoi obiettivi, salta in piedi come una molla, punta tutti gli oggetti proibiti ridendosela sotto i baffi ed esplode in gorgoglii quando lo si becca in flagrante.
la mia vita sta scorrendo veloce tra tutto questo e non c'è tregua. sono tornata a una vita quasi normale dalla quale è scomparso il tempo per me. tutto ha ripreso un ritmo scandito dal quale traspare serenità e rigore. esco sempre vestita decentemente, spesso riesco a truccarmi. cucino tutti i giorni, faccio la spesa e riesco a fare quello che richiede la casa, più o meno. momo è piuttosto regolare, mangia. sembra che lo stato d'emergenza sia passato. ma tutto questo sta in piedi al limite della boa. un'onda anomale e colo a picco. non ci sono momenti di pausa durante i quali fare scorta di energia.
ieri era il mio compleanno e non ho avuto neanche le energie per farmi una tortina. ieri momo ha fatto il vaccino, il primo. ero talmente in ansia per la cosa che sono arrivata a sera che volevo solo girare foglio sul calendario.
ancora non sono riuscita a entrare in una routine sostenibile.
corro tutto il giorno, arrivo a sera che non ho potuto neanche aprire la casella di posta.
e poi la notte. una buona e dieci no.
momo si sveglia tanto. e io non ho più la lucidità di capire di cosa abbia bisogno.
penso a tutti i traguardi che abbiamo raggiunto: l'addormentamento dolce, lo svezzamento finalmente ingranato, l'allattamento ridotto, l'autonomia nel gioco, ma io sono ancora in debito di energie.
ecco, questa è la situazione. ma soprattutto sono stanca di esprimenre stanchezza. vorrei poter raccontare tutto il bello delle giornate con momo senza quello sguardo velato di fatica, senza quelle occhiaie mal celate. ecco, forse, perché torno qui in punta di piedi.
magari domani andrà meglio. chissà stanotte?
non so bene perché, anzi lo so.
quando entro qui sono sincera. e a dirla tutta faccio fatica a guardarmi dentro. faccio un'enorme fatica a fermarmi e guardarmi dentro.
fermarmi.
tirare il fiato.
sedersi, rilassarsi e dedicarsi a qualcosa di inutile.
eppure mi manca, come mi manca scrivere, come mi manca leggere, come mi manca dormire.
d'altra parte momo diventa ogni giorno più bello. e non solo perché i suoi occhi sono sempre più blu e i suoi tratti sempre più espressivi, ma perché cresce soddisfatto dei suoi enormi progressi. sta in piedi, vuole arrivare sempre più in alto. ha una caparbietà che fa paura, una curiosità che entusiasma e una vivacità che rapisce. gattona rapido verso i suoi obiettivi, salta in piedi come una molla, punta tutti gli oggetti proibiti ridendosela sotto i baffi ed esplode in gorgoglii quando lo si becca in flagrante.
la mia vita sta scorrendo veloce tra tutto questo e non c'è tregua. sono tornata a una vita quasi normale dalla quale è scomparso il tempo per me. tutto ha ripreso un ritmo scandito dal quale traspare serenità e rigore. esco sempre vestita decentemente, spesso riesco a truccarmi. cucino tutti i giorni, faccio la spesa e riesco a fare quello che richiede la casa, più o meno. momo è piuttosto regolare, mangia. sembra che lo stato d'emergenza sia passato. ma tutto questo sta in piedi al limite della boa. un'onda anomale e colo a picco. non ci sono momenti di pausa durante i quali fare scorta di energia.
ieri era il mio compleanno e non ho avuto neanche le energie per farmi una tortina. ieri momo ha fatto il vaccino, il primo. ero talmente in ansia per la cosa che sono arrivata a sera che volevo solo girare foglio sul calendario.
ancora non sono riuscita a entrare in una routine sostenibile.
corro tutto il giorno, arrivo a sera che non ho potuto neanche aprire la casella di posta.
e poi la notte. una buona e dieci no.
momo si sveglia tanto. e io non ho più la lucidità di capire di cosa abbia bisogno.
penso a tutti i traguardi che abbiamo raggiunto: l'addormentamento dolce, lo svezzamento finalmente ingranato, l'allattamento ridotto, l'autonomia nel gioco, ma io sono ancora in debito di energie.
ecco, questa è la situazione. ma soprattutto sono stanca di esprimenre stanchezza. vorrei poter raccontare tutto il bello delle giornate con momo senza quello sguardo velato di fatica, senza quelle occhiaie mal celate. ecco, forse, perché torno qui in punta di piedi.
magari domani andrà meglio. chissà stanotte?
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mercoledì 24 marzo 2010
riassunto delle puntate precedenti
imperdonabile assenza
recuperare gli ultimi post sui blog del cuore sarà difficile, perdonatemi, arriverò prima o poi!
comunque siamo a roma.
in realtà appena tornati dai nonni, siamo stati a milano dalla ZiaPolly, quindi siamo tornati solo domenica. avrei voluto avvisare le blogger milanesi, ma ho avuto davvero poco tempo, sia prima che durante. spero di riorganizzare presto e magari per tempo!
comunque le novità rilevanti riguardanti momo sono che:
passo e chiudo
love
c.
recuperare gli ultimi post sui blog del cuore sarà difficile, perdonatemi, arriverò prima o poi!
comunque siamo a roma.
in realtà appena tornati dai nonni, siamo stati a milano dalla ZiaPolly, quindi siamo tornati solo domenica. avrei voluto avvisare le blogger milanesi, ma ho avuto davvero poco tempo, sia prima che durante. spero di riorganizzare presto e magari per tempo!
comunque le novità rilevanti riguardanti momo sono che:
- non appena messo piede a casa dei miei momo ha ricominciato a mangiare le pappe, quindi di giorno non allatto quasi più (sono rimaste solo la colazione, la prenanna e la merenda notturna a base di tetta)
- il 5 marzo è spuntato il primo dentino, dopo qualche giorno il secondo
- nelle stesse giornate ha iniziato a gattonare e da allora il mio poco tempo libero è scomparso del tutto
- allattando meno, ho deciso arbitrariamente di mettermi a dieta e sono dimagrita un chilo e mezzo
- ciondolo dal sonno, ma cammino tutti i giorni almeno due ore a passo spedito, conto di ricominciare a correre due volte a settimana
- ho intenzione di organizzare meglio la nostra vita per avere degli spazi miei, e questo è un obiettivo imprescindibile
passo e chiudo
love
c.
venerdì 26 febbraio 2010
8 mesi -- annotazioni
momo pesa 8 kg e mezzo ed è lungo circa 70 cm.
inizia a muoversi nell spazio, il suo tappetone non è più sufficiente a coprire le sue capriole. dopo tanti tentativi e tanti mmmmuuu di rabbia, riesce finalmente ad arrancare fino ai propri obbiettivi. non gattona in senso stretto, ma tende le gambe come a volersi mettere in piedi, e fa dei saltelli, poi con le braccia fa i passetti in avanti. è diventato veloce e sicuro nel mettersi seduto quando è prono e viceversa. talvolta usa questi movimenti per avvicinarsi agli oggetti che adocchia. quando ha un appoggio più o meno saldo si tira su e resta in piedi finché non si stanca. il suo repertorio di versetti aumenta e i pianti disperati sono sempre meno frequenti. ho la sensazione che stia imparando a riconoscere i propri bisogni e a cercare di esprimerli. non solo, inizia a esprimerli quando ancora non sono emergenze, così da permetterci di intervenire prima della sirena d'allarme. cerca spessissimo il mio sguardo di approvazione, o semplicemente mi cerca per assicurarsi che io ci sia, per il resto ha acquisito tanta autonomia nel gioco. oramai tende a snobbare tutti i suoi giochini, prediligendo tutto ciò che tocchiamo noi, dal pentolame con coperchi, ai libri, le mollette, il bocchettone del phon, il mattarello. ormai tendo a lasciarlo spesso per terra, anche sul pavimento non protetto dai suoi tappeti, ed è contento.
riguardo il cibo siamo a uno stallo. le poppate sono sempre tante. a pranzo e a cena chiede sempre di assaggiare e in linea di massima lo accontentiamo, ma con le pappe ha chiuso.
il suo rapporto con l'acqua resta felice. ormai sta seduto da solo nella vaschetta, senza lo scivolino e si diverte un sacco a inseguire il pesciolino/termometro e a succhiare l'asciugamanino che immergiamo.
in questo mese ha avuto il primo febbrone, ma ha reagito bene, anche se ho l'idea che nei giorni precedenti stesse incubando, per questo era strano e irritabile. dorme ancora circa 3 ore di giorno, ma ancora non ha mai fatto una nottata intera, anzi, adesso dopo le prime 6 ore che in genere riesce a fare filate, tende a svegliarsi a ripetizione o a voler restare nel lettone. per ora lo stiamo accontentando anche per via della febbre, ma mi auguro che presto questa abitudine sparisca.
una cosa molto bella è la sua reazione quando torna il babbo a casa: appena lo vede sbucare da dietro la porta inizia ad agitare le mani e ridere tutto sgangatello. lo riconosce.
è incuriosito dagli altri bambini, sorride e fa versetti, ma credo che ancora non si possa parlare di socializzare. dopo i primi momenti di interazione ognuno gioca nel proprio microcosmo.
volevo lasciare queste annotazioni per ricordare. sono scritte così senza capo né coda.
inizia a muoversi nell spazio, il suo tappetone non è più sufficiente a coprire le sue capriole. dopo tanti tentativi e tanti mmmmuuu di rabbia, riesce finalmente ad arrancare fino ai propri obbiettivi. non gattona in senso stretto, ma tende le gambe come a volersi mettere in piedi, e fa dei saltelli, poi con le braccia fa i passetti in avanti. è diventato veloce e sicuro nel mettersi seduto quando è prono e viceversa. talvolta usa questi movimenti per avvicinarsi agli oggetti che adocchia. quando ha un appoggio più o meno saldo si tira su e resta in piedi finché non si stanca. il suo repertorio di versetti aumenta e i pianti disperati sono sempre meno frequenti. ho la sensazione che stia imparando a riconoscere i propri bisogni e a cercare di esprimerli. non solo, inizia a esprimerli quando ancora non sono emergenze, così da permetterci di intervenire prima della sirena d'allarme. cerca spessissimo il mio sguardo di approvazione, o semplicemente mi cerca per assicurarsi che io ci sia, per il resto ha acquisito tanta autonomia nel gioco. oramai tende a snobbare tutti i suoi giochini, prediligendo tutto ciò che tocchiamo noi, dal pentolame con coperchi, ai libri, le mollette, il bocchettone del phon, il mattarello. ormai tendo a lasciarlo spesso per terra, anche sul pavimento non protetto dai suoi tappeti, ed è contento.
riguardo il cibo siamo a uno stallo. le poppate sono sempre tante. a pranzo e a cena chiede sempre di assaggiare e in linea di massima lo accontentiamo, ma con le pappe ha chiuso.
il suo rapporto con l'acqua resta felice. ormai sta seduto da solo nella vaschetta, senza lo scivolino e si diverte un sacco a inseguire il pesciolino/termometro e a succhiare l'asciugamanino che immergiamo.
in questo mese ha avuto il primo febbrone, ma ha reagito bene, anche se ho l'idea che nei giorni precedenti stesse incubando, per questo era strano e irritabile. dorme ancora circa 3 ore di giorno, ma ancora non ha mai fatto una nottata intera, anzi, adesso dopo le prime 6 ore che in genere riesce a fare filate, tende a svegliarsi a ripetizione o a voler restare nel lettone. per ora lo stiamo accontentando anche per via della febbre, ma mi auguro che presto questa abitudine sparisca.
una cosa molto bella è la sua reazione quando torna il babbo a casa: appena lo vede sbucare da dietro la porta inizia ad agitare le mani e ridere tutto sgangatello. lo riconosce.
è incuriosito dagli altri bambini, sorride e fa versetti, ma credo che ancora non si possa parlare di socializzare. dopo i primi momenti di interazione ognuno gioca nel proprio microcosmo.
volevo lasciare queste annotazioni per ricordare. sono scritte così senza capo né coda.
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lunedì 22 febbraio 2010
punto e a capo
il nostro equilibrio precario è di nuovo rovinosamente precipitato.
da una settimana momo serra le labbra di fronte alle pappe che stava moderatamente accettando. ogni tanto mangia un po' di frutta a metà mettina e qualche cucchiaino di yogurt il pomeriggio, ma ricomincia a fare le sue 7/9 poppate. la cosa non mi angustierebbe più di tanto visto che parallelamente continua con gusto ad assaggiare (quasi) tutto quello che c'è sulla nostra tavola. il problema è che ha iniziato ad avere comportamenti strani notturni. il suo primo risveglio è tra l'1.30 e le 3.00, per mangiare. poi è semisveglio e vuole stare con me, attaccato. si riaddormenta, ma solo se resta vicino a me. ergo alla soglia degli otto mesi, dopo otto mesi, appunto, di miei allattamenti notturni semi vigili, per rimettere il pupo nel suo lettino non appena finito di mangiare, con una determinazione quasi maniacale, mi ritrovo il pupo nel lettone. e non parliamo dei suoi pianti disperati e inconsolabili non appena mi perde dal suo raggio visivo.
il pediatra dice che si tratta di una banalissima regressione, molto comune nei bambini in concomitanza con i salti di crescita. e visto che inizia a gattonicchiare, che probabilmente sti benedetti dentini stanno per uscire e che dai vestiti ho notato che si è allungato, forse è proprio così. quindi non insistere con le pappe, continuare a nutrirlo col mio latte e tenerlo a tavola facendogli spiluccare qualcosa, assecondare queste necessità notturne e ricercare un equilibrio per il giorno tra vicinanza e distacchi (più o meno considerevoli).
ah! il rimedio? portare pazienza.
da una settimana momo serra le labbra di fronte alle pappe che stava moderatamente accettando. ogni tanto mangia un po' di frutta a metà mettina e qualche cucchiaino di yogurt il pomeriggio, ma ricomincia a fare le sue 7/9 poppate. la cosa non mi angustierebbe più di tanto visto che parallelamente continua con gusto ad assaggiare (quasi) tutto quello che c'è sulla nostra tavola. il problema è che ha iniziato ad avere comportamenti strani notturni. il suo primo risveglio è tra l'1.30 e le 3.00, per mangiare. poi è semisveglio e vuole stare con me, attaccato. si riaddormenta, ma solo se resta vicino a me. ergo alla soglia degli otto mesi, dopo otto mesi, appunto, di miei allattamenti notturni semi vigili, per rimettere il pupo nel suo lettino non appena finito di mangiare, con una determinazione quasi maniacale, mi ritrovo il pupo nel lettone. e non parliamo dei suoi pianti disperati e inconsolabili non appena mi perde dal suo raggio visivo.
il pediatra dice che si tratta di una banalissima regressione, molto comune nei bambini in concomitanza con i salti di crescita. e visto che inizia a gattonicchiare, che probabilmente sti benedetti dentini stanno per uscire e che dai vestiti ho notato che si è allungato, forse è proprio così. quindi non insistere con le pappe, continuare a nutrirlo col mio latte e tenerlo a tavola facendogli spiluccare qualcosa, assecondare queste necessità notturne e ricercare un equilibrio per il giorno tra vicinanza e distacchi (più o meno considerevoli).
ah! il rimedio? portare pazienza.
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mercoledì 3 febbraio 2010
Elogio della gradualità
non è un post polemico, ma, come sempre, semplicemente un resoconto delle mie esperienze e dei risultati dei miei tentativi.
ho scoperto anche a proposito di svezzamento nonché all'inizio con l'allattamento, che momo è un bimbo diesel. è veramente curioso, ma alla novità si lascia andare molto lentamente.
questo ovviamente non c'era scritto sul libretto d'istruzioni che mi avevano consegnato alla nascita.
e, all'inizio, per esempio, momo non si attaccava in maniera vorace, anzi, diciamo che non ne aveva proprio intenzione. magari trovava il capezzolo, ciucciava mezzo minuto e poi si addormentava o restava lì accanto a me a respirarmi. e tutti giù a dire: se non si attacca, non si nutre, muore di fame, l'allattamento al seno è compromesso, attaccalo, attaccalo!, attaccaaaloooooooooo!!!!!
grazie alla gradualità di momo e alla mia attesa, che a volte vacillava perché insinuarti che possa
morirti di fame il figlio non è la cosa più banale da ignorare, io non ho avuto ragadi, l'allattamento è stato felice e soft per entrambi e ora che ha sette mesi e mezzo, ciuccia che è una meraviglia, tanto che il peso che ha raggiunto a oggi l'ha preso praticamente soltanto con il mio latte.
quando siamo tornati a casa è subito stato evidente che volesse sempre stare in braccio, che avesse bisogno di contatto fisico. e, ovviamente, mi si diceva: mettilo giù, altrimenti si abitua e poooi vedraaaaaaiiiiii, abitualo alla carrozzina altrimenti quando peserà 9 chili che farai?, non lo tenere in braccio, diventa mammone, lascialo piangere un po', fa i polmoni. inutile sottolineare che io non ho mai dato ascolto a queste idiozie. momo era piccolo, aveva bisogno di me, quando mi sono state dette queste frasi sarebbe potuto essere ancora nella mia pancia (è nato tre settimane prima, ndb), e 'sta fantasia dei polmoni mi urta solo a sentirla. ovviamente ho avuto i miei momonti di stanchezza, non lo nego, ma di pari passo al tenerlo sempre in braccio quando mi cercava, tipo una goccia cinese cercavo di metterlo giù quando era tranquillo. due minuti? ok, domani saranno tre. oggi momo gioca anche un'ora e mezza seduto in uno dei suoi angoli gioco. mammone? quando siamo in giro elargisce sorrisi buffi a tutti, addirittura ieri in metro ha acchiappato il giornale di una signora per attirare la sua attenzione e fargli qualche nghe dei suoi, va in braccio a chiunque io lo porga, mi guarda, vede il mio sorriso e ne rimanda al nuovo amico. gioca con gli altri bambini sui tappetoni degli altri. mammone? bah...
e arriviamo al passeggino. qualcuno già sa dell'odio viscerale che momo ha nutrito fin dall'inizio verso passeggino e ovetto. probabilmente era tutto ricondotto alla sua abitudine a stare attaccato a me anche nei momenti di esplorazione esterna. e mi si diceva: vedi? con quella fascia l'hai viziato, adesso di che ti lamenti?, lascialo piangere, così impara, lascialo piangere, fa i polmoni, poverino, ma lo lasci piangere così?, deve capire che deve stare sul passeggino/ovetto. ho iniziato a uscire con il passeggino e l'ergo baby in borsa, quando iniziava a piangere, facevo qualche tentativo di calmarlo, e poi lo mettevo nell'ergo baby e continuavamo la passeggiata. con l'ovetto era diverso e ho evitato per un po' di prendere la macchina se non per necessità e qualche volta l'ho dovuto tenere nell'ergo baby con la cintura, ma qualche volta, ora che c'è un abitudine consolidata e sono chiari i capricci rispetto alle necessità, l'ho anche lasciato piangere. ma la cosa bella è che ormai la mattina noi stiamo fuori un'ora e mezza/due con il passeggino. io non porto più l'ergo baby e quando piange, spesso è sufficiente cullarlo un po' più energicamente perché vuole addormentarsi. quindi dorme, anche. a pancia in su. tie'!
sull'approccio all'alimentazione complementare ho già detto. e invece mi si diceva: fatti coraggio, i primi cucchiaini glieli devi spingere in bocca, se gli continui a dare il tuo latte, non capirà mai, lascialo piangere, alla pappa successiva mangerà di più. o almeno avrà fatto i polmoni.
insomma, tutto questo per dire, che secondo la mia esperienza, momo ha indubbiamente acquisito delle abitudini legate al mio modo di stare con lui, ma parlare di vizi per bambini così piccoli, mi sembra esagerato. piuttosto capricci, a volte. ma nella maggior parte dei casi, mi sembra si tratti di necessità, che si può scegliere di assecondare o meno, polmoni a parte.
aggiornamento: anche alla luce dei commenti, volevo dire che io ho un asso nella manica. mio padre, altrimenti detto NonnoLupoDiMare, è un appassionato apneista e ha già mutina e pinnette pronte per quest'estate... ho come la sensazione che momo i polmoni se li farà in ogni caso!!!
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martedì 2 febbraio 2010
un mese e mezzo di alimentazione complementare
eccoci qua, finalmente a una svolta.
sapete bene tutte le crisi esistenziali legate a un inizio inesperto e ovviamente a tentoni.
ma il tempo è passato e momo, confermando il suo diesel mood, ha gradualmente accettato la pappa come uno dei pasti della giornata.
la nostra routine ha subito qualche variazione, si è adeguata alle nuove abitudini, ma ce la caviamo.
dopo un mese e mezzo di pappe proposte e mai mangiate in quantità considerevole, ma sempre spalmate per ogni dove in cucina, nascoste nelle orecchie e sotto la pappagorgia di cui momo è ampiamente provvisto, sabato, per la prima volta, momo ha mangiato:
la cosa si è ripetuta ieri e oggi.
in queste settimane ho letto il libro di gonzales e come per molte letture ho preso qualcosa e ne ho lasciato qualcos'altro.
in definitiva il mio approccio è stato molto soft. a un certo punto mi era presa la frenesia di volere un po' d'indipendenza e il fatto di non allattare almeno a una poppata mi allettava. poi però mi sono accorta che pur volendolo, non l'avrei certo ottenuto insistendo o infilandogli il cucchiaino in bocca (cosa che peraltro non mi sarebbe riuscita mai e poi mai). quindi mi sono armata di santa pazienza e di una bella scorta di passati bio fatti da me (e il mio bimby) e surgelati in microporzioni e a ogni pranzo ho proposto a momo la sua scodellina mentre io mangiavo il mio pranzo. spesso chiedeva quello che avevo io nel piatto e compatibilmente a un po' di buon senso gliel'ho dato. la sera invece ha sempre ciucciato il pane mentre noi cenavamo e a volte ha assaggiato qualcosa dai nostri piatti.
non ama quando gli metto il grembiulino (come non ama pannolino, vestiti e cinghiette) ma è l'unico compromesso che gli chiedo, poi gli lascio tenere le mani a mollo nel piatto, dipingere la parete accanto a lui col cucchiaino e buttare per terra quello che gli sfugge dalle manine ancora impacciate.
ora molte volte, quando il cucchiaino carico di pappa gli arriva vicino, lo impugna e se lo mette in bocca da solo, salvo sbagliare mira e farsi strisciate da indiano sulle guance o, peggio, restare con le ciglia incollate irreversibilmente.
vuole bere dal bicchiere ogni volta che mi vede con quell'affare in mano. lo acchiappa e se lo porta alla bocca. solo che ci lecca dentro come un cagnolino... è troppo forte!!!
rispetto alla frutta resta diffidente. generalmente io sbuccio un frutto e gliene offro un po' mentre la mangio anch'io. a volte gliela grattugio, altre gliela tengo in bocca e lui succhia, ma non ne ha mai mangiato tanto da non chiedere il seno subito dopo. mentre la mattina ciuccia un biscottino mentre noi facciamo colazione, ma è un di più perché in genere ha appena fatto colazione col mio latte.
io mi sono rilassata. in teoria adesso salta la poppata, ma soprattutto mi sembra tranquillo rispetto a tutto l'ambaradan. non che prima facesse chissà quali scenate, semplicemente serrava la bocca o, comunque, dopo i primi due cucchiaini iniziava a innervosirsi e a chiedermi chiaramente il seno. io non ho mai insistito né tanto meno gli ho negato il seno. l'idea non mi ha sfiorato. è vero che non muore di fame, il piccoletto cresce bene e le sue ciccette non mentono. ma il pensiero di doverlo far piangere fino alla poppata successiva perché così impara non mi calzava addosso. il tempo mi ha dato ragione. quando alcune amiche mi raccontavano che in una settimana erano riuscite a sostituire una merenda o il pranzo, non nascondo che mi sentissi un po' svilita e avvilita. ma adesso penso che è andata bene così perché né io né momo siamo stati forzati. e oggi, anche se dopo ben sei settimane, abbiamo fatto un passo avanti. entrambi verso un po' di autonomia, entrambi verso un po' di fiducia in più in noi stessi, come mamma e come bimbo. e anche come squadra.
sapete bene tutte le crisi esistenziali legate a un inizio inesperto e ovviamente a tentoni.
ma il tempo è passato e momo, confermando il suo diesel mood, ha gradualmente accettato la pappa come uno dei pasti della giornata.
la nostra routine ha subito qualche variazione, si è adeguata alle nuove abitudini, ma ce la caviamo.
dopo un mese e mezzo di pappe proposte e mai mangiate in quantità considerevole, ma sempre spalmate per ogni dove in cucina, nascoste nelle orecchie e sotto la pappagorgia di cui momo è ampiamente provvisto, sabato, per la prima volta, momo ha mangiato:
- due cucchiaini di pappa di farro in passato di zucca, carota e sedano, con un cucchiaino di olio e uno di parmigiano,
- uno po' di assaggi a mo' di lecca lecca di ricotta di capra dal cucchiaino DA SOLO,
- crosta di pane ciucciata per dessert.
la cosa si è ripetuta ieri e oggi.
in definitiva il mio approccio è stato molto soft. a un certo punto mi era presa la frenesia di volere un po' d'indipendenza e il fatto di non allattare almeno a una poppata mi allettava. poi però mi sono accorta che pur volendolo, non l'avrei certo ottenuto insistendo o infilandogli il cucchiaino in bocca (cosa che peraltro non mi sarebbe riuscita mai e poi mai). quindi mi sono armata di santa pazienza e di una bella scorta di passati bio fatti da me (e il mio bimby) e surgelati in microporzioni e a ogni pranzo ho proposto a momo la sua scodellina mentre io mangiavo il mio pranzo. spesso chiedeva quello che avevo io nel piatto e compatibilmente a un po' di buon senso gliel'ho dato. la sera invece ha sempre ciucciato il pane mentre noi cenavamo e a volte ha assaggiato qualcosa dai nostri piatti.
non ama quando gli metto il grembiulino (come non ama pannolino, vestiti e cinghiette) ma è l'unico compromesso che gli chiedo, poi gli lascio tenere le mani a mollo nel piatto, dipingere la parete accanto a lui col cucchiaino e buttare per terra quello che gli sfugge dalle manine ancora impacciate.
ora molte volte, quando il cucchiaino carico di pappa gli arriva vicino, lo impugna e se lo mette in bocca da solo, salvo sbagliare mira e farsi strisciate da indiano sulle guance o, peggio, restare con le ciglia incollate irreversibilmente.
vuole bere dal bicchiere ogni volta che mi vede con quell'affare in mano. lo acchiappa e se lo porta alla bocca. solo che ci lecca dentro come un cagnolino... è troppo forte!!!
rispetto alla frutta resta diffidente. generalmente io sbuccio un frutto e gliene offro un po' mentre la mangio anch'io. a volte gliela grattugio, altre gliela tengo in bocca e lui succhia, ma non ne ha mai mangiato tanto da non chiedere il seno subito dopo. mentre la mattina ciuccia un biscottino mentre noi facciamo colazione, ma è un di più perché in genere ha appena fatto colazione col mio latte.
io mi sono rilassata. in teoria adesso salta la poppata, ma soprattutto mi sembra tranquillo rispetto a tutto l'ambaradan. non che prima facesse chissà quali scenate, semplicemente serrava la bocca o, comunque, dopo i primi due cucchiaini iniziava a innervosirsi e a chiedermi chiaramente il seno. io non ho mai insistito né tanto meno gli ho negato il seno. l'idea non mi ha sfiorato. è vero che non muore di fame, il piccoletto cresce bene e le sue ciccette non mentono. ma il pensiero di doverlo far piangere fino alla poppata successiva perché così impara non mi calzava addosso. il tempo mi ha dato ragione. quando alcune amiche mi raccontavano che in una settimana erano riuscite a sostituire una merenda o il pranzo, non nascondo che mi sentissi un po' svilita e avvilita. ma adesso penso che è andata bene così perché né io né momo siamo stati forzati. e oggi, anche se dopo ben sei settimane, abbiamo fatto un passo avanti. entrambi verso un po' di autonomia, entrambi verso un po' di fiducia in più in noi stessi, come mamma e come bimbo. e anche come squadra.
lunedì 11 gennaio 2010
tutti a tavola!!!
vi ricordate della prima pappa?
ecco, è stata una farsa. o, per meglio dire, una prima senza repliche.
il fatto è che per varie ragioni io non mi sentivo proprio pronta e poi momo era davvero piccolo, non era necessario e, insomma, un giorno era tardi, un giorno era presto, uno dovevamo uscire e...
così.
poi è arrivato quel periodo. durato un paio di settimane. raffreddore a parte, momo ha iniziato a dormire male anche di notte, col risultato che io ero veramente ai minimi storici e lui sempre nervoso, di giorno e di notte. sempre lamentoso, infastidito, esagitato.
mi sono convinta che era il mio latte a non bastargli, perché aveva ripreso a chiedere il latte anche di notte, anche ogni due ore. quindi ho iniziato a rimuginare sulla questione dello svezzamento e col mio solito approccio libresco sono approdata a questo

ne avevo letto anche una recensione di serena su genitoricrescono e le antenne mi si erano drizzate. inutile ritritarne i contenuti: la recensione di serena è molto esauriente e ce n'è anche un secondo capitolo sull'evoluzione.
e, così, una sera, a tavola come sempre tutti e tre, agli inequivocabili gridolini di momo, ho risposto con il suo cucchiaino pieno del brodo del nostro minestrone.
ha iniziato a spalancare bocca, occhi, a sbattere eccitato le mani sul seggiolone.
gli ho schiacciato un pezzetto di zucca e l'ha fagocitato.
un pezzo di carota. idem.
io ero commossa, il MaritoIncredulo non sapeva se lasciarsi andare alla gioia che quella vista provocava o opporsi per ripristinare l'ordine.
già. perché momo non è soltanto figlio mio e...
quando ho parlato dell'autosvezzamento di piermarini con il MaritoMalfidato, ha sgranato gli occhi, è diventato rosso, poi verde, poi blu e infine è sbottato:
"ma che ti sei messa in testa? momo non è una CAVIA!"
io: "be' neanch'io!!!"
MM: ???
io: "se ti aspetti che mi metta a fare cabaret, cantare il repertorio di nilla pizzi o, peggio, schiaffargli il cucchiaino in bocca a forza, hai sbagliato moglie!!!:
MM: "ma chi ti ha detto niente!!! e poi, ma perché dobbiamo fare tutto strano? e i pannolini lavabili, e l'omeopatia, e i vaccini ancora ci stiamo a riflettere, e niente asilo e questo e quell'altro... almeno le pappe, non possiamo andare in un &^%$& di negozio e comprargli due barattoli di omogenizzato?!!?!??!"
io (ahhh, quanto mi piace 'st'omo quando tira fuori il testosterone!!!): "okkeyyyy".
MM: "okkey?"
io: "sì, facciamo così".
MM: "sì?"
io: "sì".
MM: "oddio e mo' che ti sei messa in testa? com'è che ti arrendi subito?"
io: "..."
MM sudava freddo, nel frattempo era diventato bianco: "allora?"
io: "stai tranquillo amore, da domani inizio a preparargli le pappe, del resto di pappe non è mai morto nessuno".
nel frattempo avevo seguito un deludente corso di svezzamento naturale che era un'applicazione di cucina macrobiotica all'arte pappinatoria. come se improvvisamente un pupetto che ha preso finora il mio latte (io non mi sono privata di quasi niente né in gravidanza, né durante l'allattamento) potesse mangiare amaranto e germogli con gusto.
quindi il giorno dopo ho preso il mio fidato bimby e ho preparato un surrogato del minestrone della sera prima, senza sale, omogenizzando le verdure e aggiungendoci alla fine un bel cucchiaio di pappa di riso, un cucchiaino d'olio e altrettanto di parmigiano. ricetta classica, vado sul sicuro.
risultato: nell ordine, momo ha spalancato la bocca, ha digrignato le gengive, ha sputacchiato, ha serrato le labbra, mi ha guardato sprezzante e ha lanciato la scodellina, tipo frisbee, direttamente nel lavello.
eloquente no?
dopo qualche giorno siamo andati a consultare IlPediatra. io sono arrivata carica ed entusiasta, gli ho spiegato tutto nei cinque minuti in cui il MM era a parcheggiare, poi il MM è arrivato e IlP ha preso la parola e ci ha spiegato che il bambino a sei mesi non è pronto per qualsiasi cibo. che i suoi reni non riescono a smaltire bene il sale che noi siamo abituati a mettere nelle pietanze. e che ci sono dei cibi un po' più complessi che il bambino non ha la maturità organica per digerire come si deve. detto questo gli assaggi si possono far fare, perché le quantità non sono sufficienti a creare danni, ma ovviamente in seguito il bambino avrebbe fatto fatica a fare un intero pasto con sapori più tenui. del resto fino a nove mesi, anche un anno a volte, il bambino può crescere bene anche solo con il latte materno, quindi si può affrontare il tutto senza ansia e fretta.
e mi ha dato il suo elenco di cibi ammessi, da integrare gradualmente con altri, man mano che avesse accettato i precedenti.
quindi la situazione è questa: momo continua a fare le sue poppate regolarmente, il pranzo è diventato un momento di tentativo, ad oggi non ha mai mangiato neanche metà della pappa e quindi ho continuato a proporgli il seno. nel frattempo ciuccia sempre un pezzetto di pane quando è a tavola e noi mangiamo, e io cerco di accontentare, quando le fa, le sue richieste di assaggio. le lenticchie, per esempio, le aveva apprezzate quando le avevo fatte per me, con cipolla e carota, salsa di soia e zenzero. ci ha impiastricciato il seggiolone con il suo passato di rosse decorticate con carota.
riguardo la merenda non ci provo neanche più, la frutta gli fa rivoltare la testa a 180 gradi.
sinceramente speravo di risparmiarmi almeno una poppata al giorno per acquisire un po' di autonomia, ma più di tutto mi preme agevolare un approccio sano al cibo, e senza conflitti o forzature. quindi sto continuando così. con l'alimentazione complementare. concetto per cui il cibo solido è un complemento all'apporto che finora ha avuto dal latte materno, che resta la principale fonte di nutrimento.
avendo ormai provato un po' tutte le combinazioni di pappe e avendo capito che l'unica che mangiucchia, ma non per più di due giorni di seguito, è quella di farro con il passato di verdure (finocchio, bietola, zucca), si può dire che siamo a un punto morto.
suggerimenti?
ecco, è stata una farsa. o, per meglio dire, una prima senza repliche.
il fatto è che per varie ragioni io non mi sentivo proprio pronta e poi momo era davvero piccolo, non era necessario e, insomma, un giorno era tardi, un giorno era presto, uno dovevamo uscire e...
così.
poi è arrivato quel periodo. durato un paio di settimane. raffreddore a parte, momo ha iniziato a dormire male anche di notte, col risultato che io ero veramente ai minimi storici e lui sempre nervoso, di giorno e di notte. sempre lamentoso, infastidito, esagitato.
mi sono convinta che era il mio latte a non bastargli, perché aveva ripreso a chiedere il latte anche di notte, anche ogni due ore. quindi ho iniziato a rimuginare sulla questione dello svezzamento e col mio solito approccio libresco sono approdata a questo
ne avevo letto anche una recensione di serena su genitoricrescono e le antenne mi si erano drizzate. inutile ritritarne i contenuti: la recensione di serena è molto esauriente e ce n'è anche un secondo capitolo sull'evoluzione.
e, così, una sera, a tavola come sempre tutti e tre, agli inequivocabili gridolini di momo, ho risposto con il suo cucchiaino pieno del brodo del nostro minestrone.
ha iniziato a spalancare bocca, occhi, a sbattere eccitato le mani sul seggiolone.
gli ho schiacciato un pezzetto di zucca e l'ha fagocitato.
un pezzo di carota. idem.
io ero commossa, il MaritoIncredulo non sapeva se lasciarsi andare alla gioia che quella vista provocava o opporsi per ripristinare l'ordine.
già. perché momo non è soltanto figlio mio e...
quando ho parlato dell'autosvezzamento di piermarini con il MaritoMalfidato, ha sgranato gli occhi, è diventato rosso, poi verde, poi blu e infine è sbottato:
"ma che ti sei messa in testa? momo non è una CAVIA!"
io: "be' neanch'io!!!"
MM: ???
io: "se ti aspetti che mi metta a fare cabaret, cantare il repertorio di nilla pizzi o, peggio, schiaffargli il cucchiaino in bocca a forza, hai sbagliato moglie!!!:
MM: "ma chi ti ha detto niente!!! e poi, ma perché dobbiamo fare tutto strano? e i pannolini lavabili, e l'omeopatia, e i vaccini ancora ci stiamo a riflettere, e niente asilo e questo e quell'altro... almeno le pappe, non possiamo andare in un &^%$& di negozio e comprargli due barattoli di omogenizzato?!!?!??!"
io (ahhh, quanto mi piace 'st'omo quando tira fuori il testosterone!!!): "okkeyyyy".
MM: "okkey?"
io: "sì, facciamo così".
MM: "sì?"
io: "sì".
MM: "oddio e mo' che ti sei messa in testa? com'è che ti arrendi subito?"
io: "..."
MM sudava freddo, nel frattempo era diventato bianco: "allora?"
io: "stai tranquillo amore, da domani inizio a preparargli le pappe, del resto di pappe non è mai morto nessuno".
nel frattempo avevo seguito un deludente corso di svezzamento naturale che era un'applicazione di cucina macrobiotica all'arte pappinatoria. come se improvvisamente un pupetto che ha preso finora il mio latte (io non mi sono privata di quasi niente né in gravidanza, né durante l'allattamento) potesse mangiare amaranto e germogli con gusto.
quindi il giorno dopo ho preso il mio fidato bimby e ho preparato un surrogato del minestrone della sera prima, senza sale, omogenizzando le verdure e aggiungendoci alla fine un bel cucchiaio di pappa di riso, un cucchiaino d'olio e altrettanto di parmigiano. ricetta classica, vado sul sicuro.
risultato: nell ordine, momo ha spalancato la bocca, ha digrignato le gengive, ha sputacchiato, ha serrato le labbra, mi ha guardato sprezzante e ha lanciato la scodellina, tipo frisbee, direttamente nel lavello.
eloquente no?
dopo qualche giorno siamo andati a consultare IlPediatra. io sono arrivata carica ed entusiasta, gli ho spiegato tutto nei cinque minuti in cui il MM era a parcheggiare, poi il MM è arrivato e IlP ha preso la parola e ci ha spiegato che il bambino a sei mesi non è pronto per qualsiasi cibo. che i suoi reni non riescono a smaltire bene il sale che noi siamo abituati a mettere nelle pietanze. e che ci sono dei cibi un po' più complessi che il bambino non ha la maturità organica per digerire come si deve. detto questo gli assaggi si possono far fare, perché le quantità non sono sufficienti a creare danni, ma ovviamente in seguito il bambino avrebbe fatto fatica a fare un intero pasto con sapori più tenui. del resto fino a nove mesi, anche un anno a volte, il bambino può crescere bene anche solo con il latte materno, quindi si può affrontare il tutto senza ansia e fretta.
e mi ha dato il suo elenco di cibi ammessi, da integrare gradualmente con altri, man mano che avesse accettato i precedenti.
- bietola, lattuga, finocchio, sedano, cipolla, patata, zucchina, zucca gialla, carota
- olio d'oliva
- parmigiano reggiano
- pappa di riso, farro, orzo, mais, miglio, grano, multicereali
- mela, pera, albicocca, prugna, banana
- lenticchie rosse decorticate
- ricotta di capra
- malto di riso
quindi la situazione è questa: momo continua a fare le sue poppate regolarmente, il pranzo è diventato un momento di tentativo, ad oggi non ha mai mangiato neanche metà della pappa e quindi ho continuato a proporgli il seno. nel frattempo ciuccia sempre un pezzetto di pane quando è a tavola e noi mangiamo, e io cerco di accontentare, quando le fa, le sue richieste di assaggio. le lenticchie, per esempio, le aveva apprezzate quando le avevo fatte per me, con cipolla e carota, salsa di soia e zenzero. ci ha impiastricciato il seggiolone con il suo passato di rosse decorticate con carota.
riguardo la merenda non ci provo neanche più, la frutta gli fa rivoltare la testa a 180 gradi.
sinceramente speravo di risparmiarmi almeno una poppata al giorno per acquisire un po' di autonomia, ma più di tutto mi preme agevolare un approccio sano al cibo, e senza conflitti o forzature. quindi sto continuando così. con l'alimentazione complementare. concetto per cui il cibo solido è un complemento all'apporto che finora ha avuto dal latte materno, che resta la principale fonte di nutrimento.
avendo ormai provato un po' tutte le combinazioni di pappe e avendo capito che l'unica che mangiucchia, ma non per più di due giorni di seguito, è quella di farro con il passato di verdure (finocchio, bietola, zucca), si può dire che siamo a un punto morto.
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giovedì 7 gennaio 2010
o tu, o noi! -- piano d'azione per sopravvivere
prologo
come avrete immaginato tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre il mio stato psicofisico era veramente ai minimi storici registrati. quello che mi stava sfinendo e logorando non era propriamente l'abnegazione alla mammità, ma l'apparente nullo risultato sul benessere di momo. e non credo neanche che la soluzione fosse semplicisticamente mettere una distanza tra me e lui qualche ora al giorno (mandandolo al nido) o interrompere il circolo vizioso della mia ansia e stanchezza che nutrivano la sua insofferenza.
punto primo: io non credo che il nido di per sé risolva dei problemi, piuttosto, anche alla luce di quello che poi è stato il nostro piano d'azione, credo che inevitabilmente dia una routine che spesso i genitori, da soli, non riescono a imporre. inoltre, nel mio caso, avrebbe innescato una pericolosa corsa al senso di colpa.
punto secondo: sicuramente il circolo vizioso, per cui gli stati d'agitazione di chi si prende cura di un bambino passino per osmosi al piccolo è un fatto innegabile, ma da qualche parte si era avviato e io ero certa che non ero stata io a cominciare. mi spiego: durante i primi tre mesi, momo era un bambino tranquillo. mangiava, giocava, dormiva, secondo i cicli del metodo E.A.S.Y., poi è accaduto qualcosa. il famoso risveglio delle sue percezioni. ha smesso di lasciarsi andare a quel ritmo che io gli suggerivo e ha iniziato a esprimere le sue resistenze, in particolare al sonno. certo! era come dirgli: guarda che bel mondo hai intorno! ecco, adesso spegnamo la luce e tutto quel bel mondo ti è negato. manco a dirlo, diventava una iena.
quindi io ho iniziato ad ammorbidirmi nell'insistere con i cicli. quando lo portavo a dormire, lui si dimenava, iniziava a piangere e io pensavo che non avesse sonno, quindi lo riportavo a giocare e lì innescavo la tragedia: più giocava, più si sovreccitava. più si sovreccitava, meno dormiva. meno dormiva, più era isterico. più era isterico, meno riusciva ad addormentarsi. meno riusciva ad addormentarsi, più piangeva disperato. più piangeva disperato, più io piangevo disperata. più io piangevo disperata, più... devo continuare? chiaro, no?
insomma, mettiamoci pure che intorno ai cinque mesi e mezzo ha avuto l'ennesimo scatto di crescita, unito a un brutto raffreddore durato un paio di settimane (di conseguenza mangiava male e ha ricominciato a svegliarsi ogni ora e mezza/due anche di notte), unito a un presunto arresto della crescita, e non stupisce che una mattina, fra le lacrime e gli sternuti, io mi sia messa seduta a tavola con taccuino rosso e pennarello per affrontare di petto la situazione. riporto fedelmente le considerazioni:
il piano d'azione
se qualcuno si ricorda del famoso test d'idoneità al metodo di tracy hogg, si farà una risata. io non sono propriamente una donna di quelle che definiresti organizzata, né tanto meno ordinata. men che meno abitudinaria. eppure, pare che la mammità tiri fuori il meglio di noi. e MammaCaia si è ritrovata in automatico a sfogliare rapidamente il suo incasinato taccuino rosso, cerchiare qualche dato importante e cercare la prima pagina bianca utile per scrivere a caratteri cubitali:
come avrete immaginato tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre il mio stato psicofisico era veramente ai minimi storici registrati. quello che mi stava sfinendo e logorando non era propriamente l'abnegazione alla mammità, ma l'apparente nullo risultato sul benessere di momo. e non credo neanche che la soluzione fosse semplicisticamente mettere una distanza tra me e lui qualche ora al giorno (mandandolo al nido) o interrompere il circolo vizioso della mia ansia e stanchezza che nutrivano la sua insofferenza.
punto primo: io non credo che il nido di per sé risolva dei problemi, piuttosto, anche alla luce di quello che poi è stato il nostro piano d'azione, credo che inevitabilmente dia una routine che spesso i genitori, da soli, non riescono a imporre. inoltre, nel mio caso, avrebbe innescato una pericolosa corsa al senso di colpa.
punto secondo: sicuramente il circolo vizioso, per cui gli stati d'agitazione di chi si prende cura di un bambino passino per osmosi al piccolo è un fatto innegabile, ma da qualche parte si era avviato e io ero certa che non ero stata io a cominciare. mi spiego: durante i primi tre mesi, momo era un bambino tranquillo. mangiava, giocava, dormiva, secondo i cicli del metodo E.A.S.Y., poi è accaduto qualcosa. il famoso risveglio delle sue percezioni. ha smesso di lasciarsi andare a quel ritmo che io gli suggerivo e ha iniziato a esprimere le sue resistenze, in particolare al sonno. certo! era come dirgli: guarda che bel mondo hai intorno! ecco, adesso spegnamo la luce e tutto quel bel mondo ti è negato. manco a dirlo, diventava una iena.
quindi io ho iniziato ad ammorbidirmi nell'insistere con i cicli. quando lo portavo a dormire, lui si dimenava, iniziava a piangere e io pensavo che non avesse sonno, quindi lo riportavo a giocare e lì innescavo la tragedia: più giocava, più si sovreccitava. più si sovreccitava, meno dormiva. meno dormiva, più era isterico. più era isterico, meno riusciva ad addormentarsi. meno riusciva ad addormentarsi, più piangeva disperato. più piangeva disperato, più io piangevo disperata. più io piangevo disperata, più... devo continuare? chiaro, no?
insomma, mettiamoci pure che intorno ai cinque mesi e mezzo ha avuto l'ennesimo scatto di crescita, unito a un brutto raffreddore durato un paio di settimane (di conseguenza mangiava male e ha ricominciato a svegliarsi ogni ora e mezza/due anche di notte), unito a un presunto arresto della crescita, e non stupisce che una mattina, fra le lacrime e gli sternuti, io mi sia messa seduta a tavola con taccuino rosso e pennarello per affrontare di petto la situazione. riporto fedelmente le considerazioni:
- 'sto pupo deve dormi'!
- 'sto pupo deve magna' come si deve!
- o lui, o noi (tutti e tre)!
il piano d'azione
se qualcuno si ricorda del famoso test d'idoneità al metodo di tracy hogg, si farà una risata. io non sono propriamente una donna di quelle che definiresti organizzata, né tanto meno ordinata. men che meno abitudinaria. eppure, pare che la mammità tiri fuori il meglio di noi. e MammaCaia si è ritrovata in automatico a sfogliare rapidamente il suo incasinato taccuino rosso, cerchiare qualche dato importante e cercare la prima pagina bianca utile per scrivere a caratteri cubitali:
routine
a seguire la sua tabella di marcia desunta da alcuni punti fermi nella giornata di momo (orario del risveglio e del crollo serale), ma soprattutto da una considerazione circa le poppate. di giorno era portato a mangiare anche ogni quattro ore (vuoi per le distrazioni, vuoi per l'ansia di fare, vedere, toccare), ma dal primo pomeriggio non si capiva più niente. inoltre un'altra riflessione desunta dai suoi comportamenti era che ha una certa sensibilità agli stimoli, ai posti nuovi, alle luci, ai rumori. infine, nel momento in cui momo esprime una propria necessità si è già a livelli d'allarme. questo significa che, per quanto inizialmente lo trovassi un atteggiamento poco educativo, per i bisogni fisiologici di sonno e cibo, bisogna un po' prevenire le necessità.
quindi:
risultati
comunque c'è voluta una settimana perché questa routine prendesse piede, in particolare perché i sonnellini inizialmente non sono stati subito accettati. spesso stavamo in camera, nei pressi del lettino a fare coccole, giochi poco eccitanti, ma alla penombra e col ciuccio (che lui prende unicamente per dormire), a volte piangeva, ma io lo tenevo in braccio e lo cullavo senza schiodarmi dal pensiero che lui aveva bisogno di dormire e dopo un po' cedeva. spesso si risvegliava subito, ma al contrario di prima che mi dicevo che evidentemente per lui era sufficiente dormire cinque minuti, lo riprendevo in braccio e lo ricullavo e si riaddormentava. l'obbiettivo era fargli fare almento un ciclo di sonno di tre quarti d'ora. o almeno tenerlo al riparo da eccessivi stimoli che non facevano altro che isterizzarlo ulteriormente.
in realtà i risultati si sono visti subito. intanto ogni volta che lo mettevo al seno per mangiare era felicissimo e si attaccava con il sorriso sulle labbra. mangiava con voracità, ma senza agitazione. svuotava tutte e due i seni e poi si staccava con lo schiocco e iniziava a lallare, a sorridere e a giocare tranquillo con le manine o con me. poi già dal primo giorno ha fatto almeno un riposino di tre quarti d'ora all'interno della giornata.
a distanza di un mese io penso ogni giorno che se qualcuno a novembre mi avesse detto che saremmo stati così sereni non ci avrei creduto.
momo fa 7 poppate, però sono prevedibili e io posso anche pensare di uscire senza di lui e soprattutto senza l'angoscia di sentirlo sbraitare per le scale, rientrando.
fa quattro riposini durante il giorno (bel traguardo, se si pensa che per quasi tre mesi ha dormito tra i venti minuti e l'ora in tutta una giornata, spezzettati), in genere due di uno e due di due cicli, alternati.
i suoi momenti di activity sono diventati allegri e rilassati per lui e per noi (nei limiti ovviamente di un bambino che si annoia, fa i capricci, più varie ed eventuali) e piano piano anche più autonomi. per ben due volte sono riuscita a farmi una doccia mentre lui era impegnato con la sua palestrina. senza dover inondare il corridoio uscendo dopo due minuti insaponata e assordata da pianti incomprensibili. e sto ricominciando a prepararmi un pasto caldo per pranzo che siamo soli.
ma la cosa che ha cambiato davvero la nostra vita e, a essere sincera, anche il mio rapporto con lui, è che la sera si addormenta con le coccole e non più svenendo stravolto dopo i propri pianti strepitanti che a volte raggiungevano le due ore.
forse ha aiutato anche il nostro rito serale, fatto di una successione di eventi quasi sempre simili. alle 7,00 lui fa la poppata, poi nel seggiolone ci fa compagnia mentre ceniamo io e il MaritoTornatoDaLavoro, poi un'oretta tutta al maschile di massaggini e un po' di libertà senza pannolino, poi pigiamino e via sul lettone, qualche libro di favole, qualche risata con il suo doudou, un po' di coccole (o con me o con il babbo, dipende) e infine intorno alle 9,00 poppata, coccole di mamma, ciuccio e ninna nanna.
considerazioni
la mia preoccupazione rispetto a una routine così strutturata era l'apparente rigidità. considerato che in questo mese di rodaggio ci sono state feste, viaggi, nottate particolari, posso dire con cognizione di causa e contro ogni mio preconcetto, che la routine aiuta anche nelle giornate straordinarie. cercando di garantire a momo i suoi punti fermi, anche se destrutturati, lui riusciva a dormire, mangiare e stare sveglio serenamente. prendendo come esempio le due nottate di vigilia di natale e san silvestro. la vigilia di natale abbiamo fatto l'errore di imporgli la nanna nel lettino, mentre nella stanza accanto si faceva baldoria. morale: si addormentava stremato perché era stanco, ma si risvegliava subito, disturbato dal caos, nervoso e arrabbiato perché da solo. a san silvestro invece abbiamo pensato: ok, è festa, aiutiamolo a dormire, ma non facciamo finta che sia tutto "normale", perché non lo è. eravamo a casa di una mia amica con piccoletta di quasi quattro mesi e un altro paio di coppie con prole. abbiamo acceso le candele a tavola e spento le altre luci per agevolare il sonno dei pupi. abbiamo cercato di evitare urla, ma per il resto non abbiamo fatto che ridere e spassarcela. io e il MaritoComplice ci siamo tenuti momo nell'ergobaby tutta la notte, a turno. a lui piace dormire addosso a noi e si rilassa facilmente. quando era svegliato da qualche risata più forte alzava la capoccetta, si guardava intorno, faceva un sorriso birichino e poi si rimetteva accucciolato a dormire. era sveglio a mezzanotte e sgranava gli occhi mentre facevamo il countdown. io temevo che si spaventasse e gli prendesse una crisi di pianto, invece si è attaccato a me e ha confuso la sua bavetta con le mie lacrime. poi si è rimesso in posizione, ciuccio in bocca e nanna fino alle 4 quando, a casa, gli ho dato la poppata notturna e si è messo a dormire nel suo lettino. la mattina dopo abbiamo ripreso tutto come i giorni precedenti. alle 7 di mattina, of course.
quindi:
- poppate ogni due ore e mezzo/tre, tranne l'ultima serale più a ridosso per farlo andare a dormire più sazio, proposte e non richieste;
- nanna dopo un'ora e mezza/due dall'ultimo risveglio imposta e non apparentemente richiesta.
- ore 7,00-7,30 risveglio e colazione (latte mio)
- ore 8.30-9,00 primo sonnellino
- ore 10,00-10,30 merenda (latte mio)
- ore boh, dipende secondo sonnellino
- ore ore 13,00 pranzo (tentativo di pappa, poi latte mio)
- ore boh, dipende terzo sonnellino
- ore 16,00-16,30 merenda (tentativo di frutta, poi latte mio)
- ore boh, dipende quarto sonnellino
- ore 19,00 cena (latte mio)
- ore 20,30-21,00 spuntino pre-nanna (latte mio)
- ore 21,30 dorme
- ore 3,00 circa fa un risveglio per la poppata notturna
risultati
comunque c'è voluta una settimana perché questa routine prendesse piede, in particolare perché i sonnellini inizialmente non sono stati subito accettati. spesso stavamo in camera, nei pressi del lettino a fare coccole, giochi poco eccitanti, ma alla penombra e col ciuccio (che lui prende unicamente per dormire), a volte piangeva, ma io lo tenevo in braccio e lo cullavo senza schiodarmi dal pensiero che lui aveva bisogno di dormire e dopo un po' cedeva. spesso si risvegliava subito, ma al contrario di prima che mi dicevo che evidentemente per lui era sufficiente dormire cinque minuti, lo riprendevo in braccio e lo ricullavo e si riaddormentava. l'obbiettivo era fargli fare almento un ciclo di sonno di tre quarti d'ora. o almeno tenerlo al riparo da eccessivi stimoli che non facevano altro che isterizzarlo ulteriormente.
in realtà i risultati si sono visti subito. intanto ogni volta che lo mettevo al seno per mangiare era felicissimo e si attaccava con il sorriso sulle labbra. mangiava con voracità, ma senza agitazione. svuotava tutte e due i seni e poi si staccava con lo schiocco e iniziava a lallare, a sorridere e a giocare tranquillo con le manine o con me. poi già dal primo giorno ha fatto almeno un riposino di tre quarti d'ora all'interno della giornata.
a distanza di un mese io penso ogni giorno che se qualcuno a novembre mi avesse detto che saremmo stati così sereni non ci avrei creduto.
momo fa 7 poppate, però sono prevedibili e io posso anche pensare di uscire senza di lui e soprattutto senza l'angoscia di sentirlo sbraitare per le scale, rientrando.
fa quattro riposini durante il giorno (bel traguardo, se si pensa che per quasi tre mesi ha dormito tra i venti minuti e l'ora in tutta una giornata, spezzettati), in genere due di uno e due di due cicli, alternati.
i suoi momenti di activity sono diventati allegri e rilassati per lui e per noi (nei limiti ovviamente di un bambino che si annoia, fa i capricci, più varie ed eventuali) e piano piano anche più autonomi. per ben due volte sono riuscita a farmi una doccia mentre lui era impegnato con la sua palestrina. senza dover inondare il corridoio uscendo dopo due minuti insaponata e assordata da pianti incomprensibili. e sto ricominciando a prepararmi un pasto caldo per pranzo che siamo soli.
ma la cosa che ha cambiato davvero la nostra vita e, a essere sincera, anche il mio rapporto con lui, è che la sera si addormenta con le coccole e non più svenendo stravolto dopo i propri pianti strepitanti che a volte raggiungevano le due ore.
forse ha aiutato anche il nostro rito serale, fatto di una successione di eventi quasi sempre simili. alle 7,00 lui fa la poppata, poi nel seggiolone ci fa compagnia mentre ceniamo io e il MaritoTornatoDaLavoro, poi un'oretta tutta al maschile di massaggini e un po' di libertà senza pannolino, poi pigiamino e via sul lettone, qualche libro di favole, qualche risata con il suo doudou, un po' di coccole (o con me o con il babbo, dipende) e infine intorno alle 9,00 poppata, coccole di mamma, ciuccio e ninna nanna.
considerazioni
la mia preoccupazione rispetto a una routine così strutturata era l'apparente rigidità. considerato che in questo mese di rodaggio ci sono state feste, viaggi, nottate particolari, posso dire con cognizione di causa e contro ogni mio preconcetto, che la routine aiuta anche nelle giornate straordinarie. cercando di garantire a momo i suoi punti fermi, anche se destrutturati, lui riusciva a dormire, mangiare e stare sveglio serenamente. prendendo come esempio le due nottate di vigilia di natale e san silvestro. la vigilia di natale abbiamo fatto l'errore di imporgli la nanna nel lettino, mentre nella stanza accanto si faceva baldoria. morale: si addormentava stremato perché era stanco, ma si risvegliava subito, disturbato dal caos, nervoso e arrabbiato perché da solo. a san silvestro invece abbiamo pensato: ok, è festa, aiutiamolo a dormire, ma non facciamo finta che sia tutto "normale", perché non lo è. eravamo a casa di una mia amica con piccoletta di quasi quattro mesi e un altro paio di coppie con prole. abbiamo acceso le candele a tavola e spento le altre luci per agevolare il sonno dei pupi. abbiamo cercato di evitare urla, ma per il resto non abbiamo fatto che ridere e spassarcela. io e il MaritoComplice ci siamo tenuti momo nell'ergobaby tutta la notte, a turno. a lui piace dormire addosso a noi e si rilassa facilmente. quando era svegliato da qualche risata più forte alzava la capoccetta, si guardava intorno, faceva un sorriso birichino e poi si rimetteva accucciolato a dormire. era sveglio a mezzanotte e sgranava gli occhi mentre facevamo il countdown. io temevo che si spaventasse e gli prendesse una crisi di pianto, invece si è attaccato a me e ha confuso la sua bavetta con le mie lacrime. poi si è rimesso in posizione, ciuccio in bocca e nanna fino alle 4 quando, a casa, gli ho dato la poppata notturna e si è messo a dormire nel suo lettino. la mattina dopo abbiamo ripreso tutto come i giorni precedenti. alle 7 di mattina, of course.
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giovedì 19 novembre 2009
razionalizzando
il post dell'altro ieri buttava fuori tutto il mio malessere, ma mi sono accorta che non spiegava il problema vero e proprio. nel senso che sì, sono esaurita, sì ho bisogno di una pausa a prescindere perché, se togliamo gli ultimi due sabato (il primo con 40 minuti, l'ultimo con un'ora e mezza) quando il MaritoImpavido ha portato momo fuori da solo, negli ultimi quasi cinque mesi, io non mi sono mai staccata da momo. MAI. al massimo ero in un'altra stanza, ma non riuscivo a escludere l'udito. quindi l'assunto è che ho bisogno di una pausa e me la prenderò, questo è sicuro. come ho scritto nei commenti l'altra sera, oggi comincia un weekend lungo con MaritoInFerie durante il quale mi ritaglierò dei momenti di solitudine (la solitudine delle madri era un disvalore?!?!?! ...avercene!!!). e poi mercoledì prossimo arriva mia sorella che si tratterrà una settimana e mi alleggerirà un po' dalla fatica delle giornate tutte in funzione di momo.
però queste sono "solo" le conseguenze del problema. IlProblema è che momo dorme poco o niente di giorno. la mia tesi è che la sua curiosità, la sua ansia di vedere, toccare, scoprire, esplorare, lo spinge a stare sveglio, ma siccome lo stanca anche, il risultato è un bambino nervoso, sovreccitato e urlante. in questo molti dei vostri consigli (scusate se non commento uno per uno, lo meriterebbero, ma il discorso é sempre lo stesso: non ho molto tempo) sono preziosi e calzanti. e la cosa che mi fa più rabbia e mi fa stare male e mi instilla anche una bella dose di sensi di colpa è che lui non è un bambino capriccioso e scontroso. è solo che non sa attivare le proprie risorse per mantenere un umore stabile (...oooopssss... mi ricorda tanto qualcuno... sono io? ah, ok) e quindi a volte succede che io mi faccia in quattro, ma non riesca a trovare la strada giusta per calmarlo, e da lì parte tutto il circolo vizioso per cui io sono una corda di violino e lui mi viene dietro in un delirio senza fine. mentre quando è lui, il momo tranquillo, esigente, ma allegro, a me non pesa per niente stare piegata tutto il giorno sul tappetone a fare versi da canguro.
quindi nonostante io e la routine siamo state sempre alla larga, mi accorgo di avere bisogno di lei, fida compagna di una mamma sull'orlo dell'esaurimento. ho sempre seguito il metodo easy per gestire i microcicli giornalieri però sempre nella mia maniera elastica e improvvisata. per cui siamo arrivati alla soglia dei cinque mesi che ogni giorno è un po' una sorpresa. e, vi dirò, alla tenera età di 30 anni, non è che le sorprese mi facciano più tanto impazzire (va be', dipende, un pacchettino rettangolare, piatto e infiocchettato potrei ancora tollerarlo)...
quindi, razionalizzando (e anche questo termine mi era caro quanto l'ortica in un calzino), la situazione è la seguente.
punti fermi e rassicuranti:
punti fermi e devastanti:
comunque questo non significa che non lo porti fuori, anzi. solo che non ho capito bene che effetto abbia su di lui. non capisco se, come dicono, l'aria lo "stenda", oppure lo sovraecciti.
di certo chiusi in casa non si può stare. comunque ho deciso di instaurare una routine un po' più strutturata (del resto nel primo trimestre un po' ce l'avevo, poi ho perso il controllo...).
mi date una mano?
come potrebbe svolgersi la giornata di un bimbo di quasi cinque mesi?
postilla svezzamento:
però queste sono "solo" le conseguenze del problema. IlProblema è che momo dorme poco o niente di giorno. la mia tesi è che la sua curiosità, la sua ansia di vedere, toccare, scoprire, esplorare, lo spinge a stare sveglio, ma siccome lo stanca anche, il risultato è un bambino nervoso, sovreccitato e urlante. in questo molti dei vostri consigli (scusate se non commento uno per uno, lo meriterebbero, ma il discorso é sempre lo stesso: non ho molto tempo) sono preziosi e calzanti. e la cosa che mi fa più rabbia e mi fa stare male e mi instilla anche una bella dose di sensi di colpa è che lui non è un bambino capriccioso e scontroso. è solo che non sa attivare le proprie risorse per mantenere un umore stabile (...oooopssss... mi ricorda tanto qualcuno... sono io? ah, ok) e quindi a volte succede che io mi faccia in quattro, ma non riesca a trovare la strada giusta per calmarlo, e da lì parte tutto il circolo vizioso per cui io sono una corda di violino e lui mi viene dietro in un delirio senza fine. mentre quando è lui, il momo tranquillo, esigente, ma allegro, a me non pesa per niente stare piegata tutto il giorno sul tappetone a fare versi da canguro.
quindi nonostante io e la routine siamo state sempre alla larga, mi accorgo di avere bisogno di lei, fida compagna di una mamma sull'orlo dell'esaurimento. ho sempre seguito il metodo easy per gestire i microcicli giornalieri però sempre nella mia maniera elastica e improvvisata. per cui siamo arrivati alla soglia dei cinque mesi che ogni giorno è un po' una sorpresa. e, vi dirò, alla tenera età di 30 anni, non è che le sorprese mi facciano più tanto impazzire (va be', dipende, un pacchettino rettangolare, piatto e infiocchettato potrei ancora tollerarlo)...
quindi, razionalizzando (e anche questo termine mi era caro quanto l'ortica in un calzino), la situazione è la seguente.
punti fermi e rassicuranti:
- momo ormai non mangia più prima delle 3 ore, ma a volte sono 3 e mezzo, a volte 4;
- il suo ciclo di veglia serena è di circa un'ora e mezza (prima era solo una);
- di notte fa, in genere, una tirata lunga di 6/7 ore;
- il primo risveglio notturno è intorno alle 4, dopo il quale non è detto si riaddormenti subito, anzi, spesso sta sveglio un'oretta;
- il risveglio mattutino è in genere intorno alle 8;
- adora stare nudo;
- adora fare il bagnetto;
- adora stare in braccio, ma in movimento;
- gli piace andare a spasso nell'ergo baby (il nostro marsupio);
- sembra gradisca abbastanza il seggiolone.
punti fermi e devastanti:
- non riesce ad addormentarsi da solo e ha sviluppato una resistenza al sonno disperata e quando si addormenta, cosa che può richiedere anche tantissimo lavoro di braccia e fantasia (con picchi di due ore di strilli), non si sa bene quanto dormirà: a volte venti minuti, a volte due ore (raramente);
- odia il passeggino e l'ovetto in macchina (in realtà li tollera qualche minuto, ma quando arriva il momento del sonno sbraita perché vorrebbe essere preso in braccio e aiutato ad addormentarsi e, pur facendolo, non gradisce di essere messo lì dentro a dormire perché lui dorme prono).
comunque questo non significa che non lo porti fuori, anzi. solo che non ho capito bene che effetto abbia su di lui. non capisco se, come dicono, l'aria lo "stenda", oppure lo sovraecciti.
di certo chiusi in casa non si può stare. comunque ho deciso di instaurare una routine un po' più strutturata (del resto nel primo trimestre un po' ce l'avevo, poi ho perso il controllo...).
mi date una mano?
come potrebbe svolgersi la giornata di un bimbo di quasi cinque mesi?
postilla svezzamento:
- la prima pappa è stata una tantum. non escludo di ripristinarla all'interno della routine, ma resta un di più, non una sostituzione della poppata. per lo svezzamento vero e proprio inizio non prima dei sei mesi, quindi ancora ce n'è da trottare!!!
- sono d'accordo col fatto che debba imparare, ma vorrei farlo in maniera graduale. non ce la faccio proprio a lasciarlo strillare come se avesse le convulsioni per strada, anche perché mi sono già attirata gli sguardi e le parole di commiserazione delle StronzeDelParco, quindi prendo un problema alla volta. prima instrauro la routine e poi pian piano sostituisco il passeggino all'ergo baby.
- un'attività introdotta da poco è il massaggio (abbiamo seguito un corso a IlMelograno). a momo piace essere massaggiato, ed è diventato un momento che riserviamo alla sera, e che sta diventando un possibile spazio intimo ed esclusivo con il suo babbo
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