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martedì 22 marzo 2011

conciliazione -- qualcuno ne sa qualcosa?

no, va be', 'sto post fa ridere già a partire dal titolo.
qualcuno pensa davvero che esista la famosa conciliazione tra figli e carriera (altra risata a scroscio... per la carriera intendo)?
secondo me è tutto un tappare buchi e avere mezze cose.
e adesso per esempio dopo un'ennesima giornata con momo malaticcio "perché io me lo posso permettere" (e stendiamo un velo pietoso anche su questo) sono in bagno rintanata perché quel santo del MaritoZen è tornato un po' prima e gioca allegramente col mostriciattolo moccoloso.
ecco, io vorrei solo sapere dove sta l'inghippo.
va al nido per permettere alla famiglia di reggersi in piedi. io lavorerei part time e poi lo andrei a riprendere per trascorrere il pomeriggio insieme fino a quando arriva il papà, quando inizia tutto il tran tran serale (bagnetto, cena, coccole, nanna).
ma...
quando ci va al nido?
se ha fatto due settimane di seguito da ottobre è tanto. è vero che non ha preso niente di grave. solo un'esentematica, solo un paio di febbroni, due congiuntiviti e tosse cronica. casa nostra è un percorso a ostacoli tra monodosi di fisiologica e fazzolettini appallottolati, ma non fa niente, poteva andare peggio, dice il nostro pediatra. e io ne sono convinta.
ma...
quando ci va al nido?
e soprattutto
quando io lavoro?

provo anche a forzarmi e a introdurre una persona che stia con lui, ma
viene quando ci sono io perché ovviamente momo si deve abituare a lei e anche io devo capire chi cavolo è. e comunque quando mi serve è per lo più impegnata perché giustamente pure lei deve lavorare, mica può stare ad aspettare la chiamata mia. di tenere una persona fissa al momento non è possibile e comunque a parte l'aspetto economico, dovrei veramente fare uno sforzo enorme su me stessa e mi sembra che dall'inizio mi sia ammorbidita molto.
insomma, è ovvio che se voglio contare sul mio tempo lavorativo devo organizzarmi con asilo e baby sitter e ogni mattina, scegliere di lasciare momo abbacchiato e vulnerabile con una persona che per quanto conosciuta resta un'estranea. devo sceglierlo ogni mattina e a me fa fatica.
spesso opto quindi per restare io con lui e aspettarmi di riuscire a lavorare di notte (come se di notte momo non mi reclamasse) o recuperare nel week-end quando c'é il padre (mai successo fino ad ora, non per la mancanza di collaborazione del MaritoZen, anzi, ma perché recuperare non è mai abbastanza). e anche questo mi costa fatica. far le cose un po' abbozzate, non come vorrei, sempre con la sensazione che se solo avessi avuto un giorno in più...
ecco, tutto questo, lo dico davvero senza risentimento.
io faccio quotidianamente questa scelta, consapevolmente. e, anche se mi costa fatica, la faccio e la porto avanti.
sono una mamma che cerca di lavorare part-time, altro che conciliata.
mi raccontate se voi vi riuscite a conciliare?
mi dite come si fa?
no, giusto per capire se questa parola fa ridere solo me.

giovedì 24 febbraio 2011

Regressioni

ecco, la casa è tornata silenziosa e immobile. io posso entrare in bagno e concedermi una doccia bollente, poi posso spalmarmi un po' di crema, fare una rapida piega ai capelli che non seguono la mia volontà, truccarmi e poi andare in camera da letto e scegliere cosa indossare per una giornata importante. oggi è una giornata importante, potrebbe esserlo, promette di esserlo.
la affronto con una stanchezza profonda, che parte da dentro le ossa.
oggi momo è tornato al nido, sta bene e stamattina era anche tornato del suo umore, quello del mio bambino vivace, ma dolce, allegro, chiassoso, ma simpatico, tenero, burlone e dispettoso nell'accezione che ti strappa un sorriso. da una settimana era a casa con un virus gastrointestinale che gli ha fatto arrivare la temperatura a fin quasi 40 e lo ha reso... insopportabile, diciamolo.
da mercoledì io ho retto fino a domenica: allattamento continuo, continue richieste, rifiuti, capricci, capricci, capricci.
nonostante anch'io avessi beccato il virus in forma latente ho resistito, ma, come si suol dire, la pazienza ha un limite e io evidentemente l'ho superato lunedì pomeriggio. riemergo stamattina da una specie di pantano in cui mi sono sentita invischiata per le ultime 48 ore. una specie di melma appiccicosa da cui non riuscivo a districarmi. sentivo una rabbia profonda. ma non verso lui, verso me stessa. perché in quei momenti non mi piaccio come mamma, non mi piaccio come moglie che viene trovata coi capelli dritti e la voce roca dal marito che torna da lavoro, non mi piaccio e basta. nella mattina del ritorno alla normalità arriva anche l'assoluzione, ma nel frattempo io ho macerato questa rabbia nello stomaco e mi sembra di sentire i miei poveri organi malconci e sfibrati.fortunatamente ho compreso il meccanismo -- quello delle regressioni, sue e mie, quello degli alti e bassi -- ormai ne sono consapevole, ma questo non basta a lenire la sofferenza e il senso di disperazione di quei momenti.

però insisto: annoto il senso di pace e calma che si può ritrovare il giorno dopo senza senso di sconfitta. che pare che i dolori e le storture le mamme le rimuovono. sarà...

domenica 20 febbraio 2011

plurale

(ovviamente dopo il post dell'altro ieri, momo ha sfoggiato una bella febbre a 40, tosse dalle caverne e fontane di moccio. per non parlare dei disturbi gastrointestinali. ragion per cui da due notti dorme nel lettone. no comment)

due note mentre è di là che gioca col papà e io sono un attimino in panciolle.
credo che momo abbia capito l'utilizzo del singolare e del plurale.

dov'è momo? dov'è?
eccolo!!!
dove sono i piedini di momo? dove sono?
ecchili!!!

mi fa morire.

lunedì 13 dicembre 2010

lunedì mattina

vorrei essere più presente, aggiornare con più frequenza e rispondere a tutti i commenti, ma sono stanca morta.
grazie, grazie di scrivermi incoraggiarmi e anche tirarmi su.
non è un buon periodo, non fosse che momo è meraviglioso e cresce a vista d'occhio e d'orecchio.
impara una cosa nuova ogni giorno, si lancia con le paroline nuove. impara i versi di tutti gli animali (i preferiti serpente ssssshhh, gorilla manina che batte i colpi sul petto, scimmietta ah ah ah, con manina che si gratta la testa, tigre aahhmmm) e poi fa dei versi troppo buffi per il coniglio e il maialino.
tittino è il suo lettino
tunno è il suo momento per entrare in bagno a lavare i dindi (denti)
cappe sono le scarpe che si mettono per andare all'asilo bimbi
blu è il primo colore che ha imparato
djiù e sjù sono giù e su
sotto lo dice quasi perfetto
canni è la carne
checché è crackers
 
e poi tutte le sottigliezze linguistiche
acca per acqua
cacca per carta e per cacca, a senso
accà per attaccare
penghi per spegnere la luce, luce spenta
peng per coperchio
pang per padella
panga per palla
biii bere
bi biscotto
bibbi libri
bebbe febbre

pii-pii è il forno a micronde che quando finisce il tempo fa appunto pii-pii
pji piccolo
poo è mettere a posto

atto-atto alto alto, ma anche andiamo a giocare con le costruzioni (così facciamo la torre alta alta)
gande grande

ha imparato a dire momo quando si guarda allo specchio e anche quando indica qualcosa per farci capire che la vuole o vuole fare lui, proprio momo

e poi la cosa più bella in assoluto:
quanto bene vuoi alla mamma? tataan con le braccia sbalancate

e le altre non mi vengono, adesso, che sono veramente una marea
anche perché inizia a metterle insieme e a dire frasi complete tipo
nonno tatào (ciao-ciao) brum brum (il nono è andato via con la macchina), la sua prima frase in assoluto
pée nonno ma (il pesce pescato dal nonno in mare)
no-no ca momo, sjù (non è casa di momo, saliamo più su, mentre facciamo le maledette scale per salire al nostro appartamento e a ogni piano lui incita col ditino)
momo gnam gnam pan (momo vuole mangiare il pane)

insomma non ci si annoia, anzi è veramente un momento bellissimo per lui e per me che lo osservo.
davvero! non fosse per la mancanza di sonno e riposo, sarebbe splendido.
tutte le sue scoperte, le autonomie che conquista sono una commovente favola di pollicino che con le sue briciole trova la strada.

oggi è a casa, di nuovo, probabilmente con un altro virus. ha vomitato tutta la notte.
e ha un atteggiamento così dolce e coccolone che mi stringe il cuore.

mercoledì 24 novembre 2010

Buongiorno, e riflessioni sull'allattamento

eccomi qui
momo è felicemente tornato dai bimbi come dice lui, all'asilo.
felice come una pasqua.
io e il MaritoZen ci siamo ripresi. io mi rimetto a lavorare seriamente.
nel frattempo è arrivata NonnaPapera a rimettere in piedi una situazione degenerata.
da questa ultima settimana mi è rimasto un pensiero.
momo giovedì ha smesso totalmente di mangiare. ha ripreso qualcosa ieri, ma niente di che. per questo motivo, ogni volta che mi ha chiesto di attaccarsi al seno, ovviamente ho lasciato che ciucciasse.
questo ha fatto sì che il mio senso ricominciasse a produrre una quantità di latte notevole. per non parlare del fatto che comunque per quanto momo potesse avere meno fame, si è comunque saziato e si è retto in piedi con le sue energie.
ora, ma quando si dice: ehh, beata te che ce l'hai... oppure: ma come, hai ancora latte?
io vorrei dire che non è che una diventa mamma e le viene la gobba del dromedario, eh?
vorrei dire a tutte le donne che il nostro corpo è perfetto (salvo patologie, ma sono poche, sono rare, sono eccezioni) e dovremmo metterci in testa che se ci rilassiamo e diamo spazio alla natura di esprimersi attraverso noi, funziona ancora meglio.
vorrei dire che non dovremmo più permettere a nessuno di inculcarci una sfiducia nelle nostre innate e fisiologiche e naturali capacità di essere mamme.
non dovremmo permettere a nessuno di insinuarci il dubbio di non essere all'altezza o di non potercela fare.
e poi vorrei dire che io ho avuto una storia di allattamento abbastanza felice, tanto che ancora allatto e non ho intenzione di smettere. ma se siete al primo figlio, non demordete, chiedete aiuto. a volte basta veramente poco, basta qualcuno che ci sostenga con cognizione e positività e ci dia qualche dritta, basta ascoltare un po' di più se stesse e il proprio figlio, e non affidarsi invece al disfattismo delle strade facili.
io non sono mai stata categorica sull'argomento, perché sono convinta che ogni storia sia a sé. e rispetto moltissimo tutte le mamme che per una ragione o per l'altra decidono di non allattare a lungo o non allattare proprio. però sono contro, apertamente contro, alla cultura del "tanto è lo stesso", alla cultura dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia, alla cultura che predilige per partito preso il chimico, il finto, il surrogato, al naturale, per un'ansia di onnipotenza che ci fa credere che la natura la possiamo dominare. no. la natura fa il suo corso, e generalmente ci restituisce quello che vi seminiamo, nel bene e nel male.
il latte materno fa bene, non solo ai figli, e questo lo credo fermamente.

martedì 23 novembre 2010

Sesta mallattia, archiviata.

pare che l'abbiamo scampata.
nell'ultima settimana abbiamo affrontato, in ordine sparso:
  • fuoriuscita di due premolari
  • febbre a 39 passati per 3 giorni
  • effetti collaterali della tachipirina
  • azzeramento dell'appetito
  • allattamento esclusivo per 5 giorni
  • sesta malattia
  • virus gastrointestinale (prontamente elargito anche a me e il MaritoZen)
il fatto di ritrovarmi in piedi stamattina, con un orribile cerchio alla testa, ma tutto sommato sorridente, mi fa sentire che c'è sempre un domani migliore.
ci sono stati momenti in cui abbiamo vacillato, soprattutto quando ieri eravamo distrutti entrambi, io e il papà, mentre momo era stanco e nervoso dalla clausura, ma stava pian piano riacquisendo le energie. però stamattina sembra tutto rientrato in una specie di normalità.
questo per dire che siamo vivi, anche se latitanti.
io ho in testa un po' di post, spero di trovare il tempo e le energie per scriverli.
love
c.

giovedì 18 novembre 2010

Mio piccolo Momo

mio piccolo momo
dolce pagnotta calda e profumata di nanna
lo sai che sei diventato grande?
capisci un sacco di cose e mi insegni un sacco di cose.
oggi per esempio ho scoperto che oltre alla fatica ci si diverte un sacco a giocare con te.
e mi hai insegnato anche che non è vero che sei capriccioso quando hai la febbre, anzi, sei più docile e coccolone.
oggi, mi hai stretto forte in un abbraccio moccioloso e mi sembrava che era una vita che non ci abbracciavamo così.
oggi abbiamo già giocato con le macchinine, col trenino, con gli animali di peluches, con le costruzioni e non le carte. abbiamo messo a posto le pentole nel loro cassettone e le abbiamo anche ritirate fuori e impilate. e mi hai insegnato che aspettando con pazienza, in silenzio, tu sei capace da solo di capire la grandezza delle pentole e come poterle mettere una dentro l'altra. non solo, mi hai insegnato che dandoti il tempo riesci anche a trovare tutti i coperchi giusti. mi hai insegnato che devo lasciarti sbagliare e tu arrivi alla conclusione allegro e soddisfatto. e senza intoppi. e senza rabbia. e senza pianti incomprensibili.
oggi, amore mio, mi hai fatto scoprire una musica che non ascoltavo da tempo, perché nella marea dei cd in disordine, hai cercato a lungo e alla fine ne hai tratto uno, che hai inserito e fatto partire. era una musica che mi ricorda i tuoi primi mesi e l'abbiamo ballata insieme, questa volta tu mi trascinavi in una girandola di risate, non ero più io a sorreggerti in braccio.
amore mio, oggi mi sembra che tu sia diventato grande all'improvviso e che capisca tutto quello che ti dico. quando ti chiedo di portarmi una scatola, o di mettere a posto un barattolo, o ancora di raccolgiere qualcosa da sotto il tavolo. tu parti per queste avventure, insignito di grande onore e torni vittorioso, con lo sguardo fiero e il petto in fuori, le braccia cariche di un oggetto che mi restituisci con spavalderia e orgoglio.
ma oltre tutto questo che un po' lo sapevo, oggi, mio piccolo momo, mi hai insegnato qualcosa di ancora più importante.
oggi mi hai insegnato che sei un bimbo come non immaginavo potessi essere, non di più, ma diverso. eppure a tratti, in qualche breve istante, quando per esempio siamo seduti sul tappeto e tu sei accovacciato fra le mie ginocchia a indicare con il ditino gli orsetti che fanno merenda e mi dici: pappa, mammalà (marmellata), io penso che era questo che mi immaginavo quando sognavo di avere un figlio. proprio questa immagine qui. e per amarti accoglierti come meriti devo solo ascoltarti.
e poi mi hai insegnato che questa felicità me la regali senza prezzo. che tutta la fatica, a volte, veramente scompare. e sento solo l'amore, lo tocco, e lo annuso mentre ti addormenti al mio seno.
la tua mamma, imperfetta e felice


questo post partecipa al blogstorming di genitoricrescono.

mercoledì 6 ottobre 2010

elogio di NonnoLupoDiMare

non so se s'è capito, ma siamo ai minimi termini.
momo è da tre settimane con la tosse e il raffreddore, nel week end gli è venuta la febbre e quindi ha prontamente elargito virus e batteri all'intera famiglia. domenica il MaritoGuerriero era ko, ma si è ripreso, io invece da ieri sono veramente abbattuta. febbre e tosse. ieri sera son crollata alle nove sotto tre piumini, la copertina di lana e due vestaglie.
non vi dico le notti che cosa sono diventate. ovviamente il malato jr è disturbato dalla tosse, respira male e quindi si sveglia, si agita, non trova pace. si attacca al seno in continuazione e morde per il nervoso perché non respirando bene non riesce a ciucciare. poi dormendo male, è nervoso durante il giorno e reggerlo senza creare conflitti è davvero un'impresa. insomma niente di nuovo per la mammità, ma avrei fatto volentieri a meno, anche perché nel mio utopico programma avevo deciso che a ottobre avrei spostato il lettino di momo nella sua cameretta e avrei cercato di rieducarlo a un sonno umano (per noi).
tentativi, eh?, ma meglio di niente.
comunque in questo frangente apocalittico si è trovato "per sbaglio" NonnoLupoDiMare, passato da qui per andare al salone di genova (non per niente è un lupo di mare) e richiamato al rapporto quando gli eventi sono precipitati.
direi che spendere due parole per il nostro salvatore, sia il minimo.
NonnoLupoDiMare è un nonno giovane e aitante. è pur sempre un nonno, quindi fatevi due conti, ehheh. momo ha una passione sfrenata per lui, forse perché lo acchiappa e lo fa volare, forse perché gli ha regalato un'infernale macchinina che fa una musica snervante e apre e chiude gli sportelli, si ribalta e fa la corsa fino a schiantarsi contro i muri (cosa che fosse stato per noi, non avrebbe mai messo ruota in questa casa), forse perché lo ha iniziato alle giostrine con monetina (altra cosa che avesse conosciuto il più tardi possibile sarebbe stato solo che un bene), forse perché gli dice che è un "macellaio netturbino" e lui ride come un matto, forse perché gli parla come fosse un grande, gli compra il gelato e gli spiega i modelli dei motorini e delle macchine e soprattutto delle barche. o forse, soprattutto, perché si riconoscono. eh sì, il MaritoRassegnato ha ormai capitolato di fronte all'evidenza. saltando una generazione, cioè me (che poi questa cosa dicono sia da dimostrare), pare che momo discenda esattamente da NLDM e dalla sua frenesia. mia nonna racconta che fino all'adolescenza non ha quasi mai magiato seduto, perché doveva andare a giocare il prima possibile, che da bambino avesse un allevamento di porcellini d'india e che sia stato spesso ripescato da qualche fosso nel quale era caduto con la sua inseparabile bicicletta. ditemi in bocca al lupo.
NLDM è qui a raccogliere i cocci e oltre a occuparsi di momo, al mio crollo, ha dovuto prendere le redini della casa. un po' anche per propria sopravvivenza e un po' perché lui da qualche anno si è scoperto uno chef.
ieri sera per la gioia del MaritoTrascurato ci ha deliziati con questi paccheri con pesce spada e melanzane
lui è molto geloso delle sue ricette, ma questa mi ha concesso di pubblicarla... cosa non si fa per una figlia febbricitante!
ricetta per 3
300 gr di paccheri
una fetta di pesce spada (va be' dipende quanto è grande), spinata e pulita, tagliata a cubettini piccoli piccoli
una melanzana tagliata a cubettini altrettanto piccoli
olio evo
vino bianco
aglio, cipolla
peperoncino
scorza di mandarino
esecuzione
mettere in una padella aglio cipolla sminuzzata e olio e far soffriggere un po', aggiungere il pesce e una volta colorito, innaffiarlo col vino bianco. far sfumare un po' e poi aggiungere le melanzane. la cottura non è a fuoco troppo vivace, altrimenti il condimento si secca.
aggiungere peperoncino e un po' di buccia di mandarino grattuggiata.
nel frattempo mettere su l'acqua per la pasta e lessare i paccheri. una volta al dente, scolarli e farli saltare pochi secondi in padella col condimento. et voilà, impiattare!!!

N.B. la ricetta è nata anche dalle contingenze. abbiamo aperto il freezer e non c'era pesce spada sufficiente per mangiarne come secondo tutti e tre. quindi avevamo pensato di scongelare quella fetta per farne un sugo rosso, poi però è arrivata la zolla e ci siamo fatti ispirare dalle belle melanzane e i primi mandarini della stagione!

domenica 3 ottobre 2010

Sunday (Book) Review -- la ricerca del tempo perduto

ieri avevamo in programma una grigliata in campagna con amici per il primo compleanno di un amichetto di momo. era una cosa organizzata da tempo. saremmo dovuti andare fuori roma con salsicce e filoni di pane per respirare un po' d'aria buona, bere qualche bicchiere di vino e aspettare di smaltirlo prima di tornare a casa all'imbrunire. tutto organizzato, i vestiti pronti sulla sedia (ommioddio, polyvore sta davvero diventando una droga, ma in questo post è ot, lasciamo perdere!!!), pannolini e non-si-sa-mai kit impacchettati, macchina fotografica sotto carica ed entusiasmo in saccoccia.
ieri mattina ci siamo svaegliati -- all'alba come sempre, grazie alla nostra sveglia di sbavini e mugolii -- e il sole splendeva. bene, possiamo "grigliare" all'aperto. gli sbavini stamattina son particolarmente appiccicosi però. e i mugolii non sono propriamente mugolii, assomigliano più a rantoli. sì, rantoli è la parola giusta. andiamo a cambiare il pannolino che nel frattempo papi prepara il caffè. ma questi occhietti? ma non dirmi che...
no, non me lo dice. momo ancora non sa parlare.
ma il termometro è implacabile: 38,5.
in un attimo tutti i progetti di sole, di risate, di compagnia, di fotografie controluce, di bruschette, di jeans arrotolati si sgretolano, lasciandomi a occhi lucidi di fronte agli occhi da bambi più strappalacrime dell'universo.
andiamo in cucina, diamo la notizia affranta al MaritoSonnambuloMaEfficiente e facciamo finta di niente. in fondo che vuoi che sia? è normale con un bambino piccolo che va all'asilo. anzi, meglio nel week-end, 'ché ora che lavoro se succede in settimana è veramente un macello. sì, però, gli amici, la campagna, i jeans arrotolati... lascia perdere, sai quanti week-end di grigliate ci sono da qui a quando momo andrà all'università? appunto. e chissà a quanti dovremo rinunciare.

data la notizia agli amici abbiamo iniziato la nostra giornata agli arresti domiciliari. i jeans arrotolati me li sono messi lo stesso, e poi ho pensato di approfittare della giornata in casa per sistemare un po' di mucchi di roba sparsi qua e là. momo mi seguiva come un cagnolino e trasportava calzini da un cassetto all'altro, svuotava la lavatrice, toglieva le mollette dallo stendino e cucinava patate e paperelle da bagnetto sulla sua cucinetta. poi ha iniziato a essere insofferente così ci siamo accucciolati sulla sedia a dondolo, si è fatto una super poppata consolatoria straordinaria ed è stramazzato dal sonno. dalle 10,30 alle 13,20. con me che dovevo fare la pipì dalle 10,35 (ma questa è un'altra truculente storia).

però, prima che l'orsetto cadesse in letargo ero riuscita ad afferrare lui, uno di quei libri che solo all'idea di affrontare ti senti distaccato dalla realtà. ho iniziato a leggere, abbandonandomi a ogni singola parola, in quella melodia di spirali che si rincorrono a ritmi dolorosi, eppure indulgenti.
io ho già letto parte de la ricerca del tempo perduto, quando andavo al liceo. ma mi sono fermata ai primi tre tomi. e adesso proust mi richiama e sono costretta a ricominciarne la lettura.
ricomincio daccapo.
da quando il piccolo marcel è immerso nell'angoscia notturna, lenita solo dalla presenza della sua mamma.

"Anche dentro di me tante cose sono andate distrutte che credevo dovessero durare per sempre, e altre nuove ne sono sorte facendo nascere nuove pene e gioie che quella sera non avrei potuto prevedere, così come quelle d'allora mi è ormai difficile capirle. E da molto tempo a mio padre non è più possibile dire alla mamma: « Vai col piccolo ». Quelle ore mi sono ormai inaccessibili. Ma da un po' di tempo ho ricominciato a sentire molto bene, se mi concentro, i singhiozzi che ebbi la forza di trattenere dinanzi a mio padre e che scoppiarono quando, più tardi, mi ritrovai solo con la mamma. In realtà, essi non sono mai cessati; ed è soltanto perché la vita si è fatta adesso più silenziosa intorno a me che li sento di nuovo, come quelle campane di conventi che il clamore della città copre tanto bene durante il giorno da far pensare che siano state messe a tacere e invece si rimettono a suonare nel silenzio della sera."

Alla ricerca del tempo perduto, Dalla parte di Swann
, Marcel Proust.


dopo il sonno accucciolato sul mio cuore, al battito della mia commozione su pagine che ho amato e riscopro di amare forse più per una maggiore consapevolezza dei moti della mia anima e una maggiore conoscenza della vita, momo si è svegliato sereno, con le guance arrossate e gli occhietti vispi. abbiamo passato un bel pomeriggio tutti e tre. giocando, coccolandoci e sorprendendoci di quanto ci amiamo.
credo che andando alla ricerca del tempo perduto si possano trovare molte sorprese. compreso un tempo nuovo, più lento, fatto di espressioni che son sempre davanti ai nostri occhi eppure possono ancora emozionare, riempire, donare. un po' come le campane del convento.

martedì 23 febbraio 2010

notizie dell'ultima ora

mamma caia alle prese con la prima febbre del pupetto.
stanotte poverino si svegliava ogni quarto d'ora (si fa per dire, chi lo guardava l'orologio?) gemendo. non voleva il ciuccio, non voleva il seno, non voleva il biberon, solo stare addosso a me.
il pediatra ci ha prescritto belladonna, pazienza e tachipirina all'occorrenza. attendiamo almeno un giorno per vedere se ci sono altri sintomi...
oggi è arrivata ProntoInterventoNonnaDuracell, ma momo se l'è fatta quasi tutta akkoalato su di me. se non fosse per la temperatura, direi che sta benissimo. tranquillo, dolce, sorridente e coccolone... poverino, stroncato dalla febbre!!!

al momento è nell'ergobaby col babbo rientrato prima. ascoltano musica dixie cuore a cuore e ogni tanto occhieggiano a una mamma che si regge in piedi per miracolo.

venerdì 8 gennaio 2010

a letto, una sera

MaritoTramanteQualcosa: momo dorme?
io: eh, sì! ronfa alla grande!
MTQ: e vieni qui!
io: ma sei già sotto le coperte... eccomi!
MTQ: vieni qui vicino...
io: ahiiii, il ginocchio! non mi tirare così
MTQ: sì, scusa...
io: aspetta, mi metto di qua, ecco!
MTQ: ahia! ferma, non ti appoggiare lì, ho la cassa toracica che scricchiola...
io: scusa amore, ecco...
MTQ: no, da questa parte ho il nervo del braccio infiammato!
io: ma dalla mia parte non posso io, che mi fa male la schiena!
MTQ: ...
io: amore
MTQ: eh?
io: mi chiedevo: ma quando saremo veramente vecchi e acciaccati come faremo?
MTQ: alla grande! avremo alle spalle anni di allenamento!
io: ...
MTQ: ...
io: ...e forse anche qualche velleità in meno.


poi, detto fra noi, quando gli 'nghe risulterebbero la conclusione più decorosa a questi quadretti, 'sti pupi non si svegliano MAI!!!

mercoledì 11 novembre 2009

etciù! e le regole non ci son più!

siamo a casa col raffreddore.
momo fa tosse e sternuti a ripetizione con quei risucchi da nonriescoarespirare che a me tolgono anni di vita e ovviamente ore di sonno.
ma tant'è.
l'anno scorso appena rimasta incinta mi son fatta due settimane di febbre e raffreddore con momo mignon nella pancia, senza assumere farmaci e quindi lasciando il malanno libero di operare la sua parabola.
ora io resisto strenuamente, facendo finta di non sentire il pizzico alla gola quando ingoio e sorridendo al mio batuffolo ammaccato.
la cosa che mi inquieta è che il mio piglio da mamma che nel caos almeno due paletti li mette, con questo primo raffreddore mi sono completamente rincretinita. lo allatto a richiesta e pure quando non lo sa neppure lui e me lo tengo di più nel lettone... mi auguro di non incappare nelle conseguenze... ho faticato così tanto finora per avere un minimo di prevedibilità negli orari delle poppate e mi sono forzata di notte ad alzarmi, farlo addormentare fuori dal lettone e poi metterlo nel suo lettino, che ora, rovinare tutto così... mi darebbe davvero ai nervi!
però ho scoperto che di fronte al suo faccino pallido e agli occhietti un po' all'ingiù divento tenera e disarmata, che posso farci?
qualcuno può dirmi che con la dipartita del raffreddore tornerà tutto come prima?