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lunedì 4 luglio 2011

la nostra giornata tipo

momo si sveglia un po' piu' tardi da quando siamo qui, adeguandosi a questo slittamento meridionale verso le ore piccole.
poco male, io son già pronta quando si sveglia verso le 7,30 per tenergli compagnia mentre fa colazione, aiutarlo a lavarsi e vestirsi e caricarlo al mare per non perderci le prime ore di sole della giornata, quelle che preferisco.


il mare è più pulito e l'aria tersa. poca gente e nessuno schiamazzo (tranne i miei ;) ).


a volte andiamo soli soletti, noi due e un pezzetto, altre ci accompagna NonnoLupoDiMare.


poi a metà mattina arrivano a darmi il cambio NonnaPapera e, se non c'era già, NonnoLupoDiMare.
così io torno a casa a lavorare.
momo nel frattempo gioca coi nonni, poi pranza lì e fa il suo riposino sotto un albero.
a metà pomeriggio tornano e quando finisco il mio daffare, usciamo per una passeggiata, per un parco giochi, un aperitivo, un po' si spesa.
al rientro cena e nanna :)

martedì 22 marzo 2011

conciliazione -- qualcuno ne sa qualcosa?

no, va be', 'sto post fa ridere già a partire dal titolo.
qualcuno pensa davvero che esista la famosa conciliazione tra figli e carriera (altra risata a scroscio... per la carriera intendo)?
secondo me è tutto un tappare buchi e avere mezze cose.
e adesso per esempio dopo un'ennesima giornata con momo malaticcio "perché io me lo posso permettere" (e stendiamo un velo pietoso anche su questo) sono in bagno rintanata perché quel santo del MaritoZen è tornato un po' prima e gioca allegramente col mostriciattolo moccoloso.
ecco, io vorrei solo sapere dove sta l'inghippo.
va al nido per permettere alla famiglia di reggersi in piedi. io lavorerei part time e poi lo andrei a riprendere per trascorrere il pomeriggio insieme fino a quando arriva il papà, quando inizia tutto il tran tran serale (bagnetto, cena, coccole, nanna).
ma...
quando ci va al nido?
se ha fatto due settimane di seguito da ottobre è tanto. è vero che non ha preso niente di grave. solo un'esentematica, solo un paio di febbroni, due congiuntiviti e tosse cronica. casa nostra è un percorso a ostacoli tra monodosi di fisiologica e fazzolettini appallottolati, ma non fa niente, poteva andare peggio, dice il nostro pediatra. e io ne sono convinta.
ma...
quando ci va al nido?
e soprattutto
quando io lavoro?

provo anche a forzarmi e a introdurre una persona che stia con lui, ma
viene quando ci sono io perché ovviamente momo si deve abituare a lei e anche io devo capire chi cavolo è. e comunque quando mi serve è per lo più impegnata perché giustamente pure lei deve lavorare, mica può stare ad aspettare la chiamata mia. di tenere una persona fissa al momento non è possibile e comunque a parte l'aspetto economico, dovrei veramente fare uno sforzo enorme su me stessa e mi sembra che dall'inizio mi sia ammorbidita molto.
insomma, è ovvio che se voglio contare sul mio tempo lavorativo devo organizzarmi con asilo e baby sitter e ogni mattina, scegliere di lasciare momo abbacchiato e vulnerabile con una persona che per quanto conosciuta resta un'estranea. devo sceglierlo ogni mattina e a me fa fatica.
spesso opto quindi per restare io con lui e aspettarmi di riuscire a lavorare di notte (come se di notte momo non mi reclamasse) o recuperare nel week-end quando c'é il padre (mai successo fino ad ora, non per la mancanza di collaborazione del MaritoZen, anzi, ma perché recuperare non è mai abbastanza). e anche questo mi costa fatica. far le cose un po' abbozzate, non come vorrei, sempre con la sensazione che se solo avessi avuto un giorno in più...
ecco, tutto questo, lo dico davvero senza risentimento.
io faccio quotidianamente questa scelta, consapevolmente. e, anche se mi costa fatica, la faccio e la porto avanti.
sono una mamma che cerca di lavorare part-time, altro che conciliata.
mi raccontate se voi vi riuscite a conciliare?
mi dite come si fa?
no, giusto per capire se questa parola fa ridere solo me.

lunedì 21 marzo 2011

buona primavera

il nostro forzato week end lungo in semiclausura è finito, ma oggi momo non è andato al nido per precauzione. mamma ha fatto festa, (cosa che dovrà prima o poi recuperare, mangagghia come dice momo!)
e l'aria tiepida della primavera mi ha fatto trascorrere una mattinata così piacevole e allegra con lui che certe volte mi chiedo come mai a volte mi faccia prendere dalla depressione e mi venga da piangere e mi senta così incapace di andare avanti.
è tutto così semplice. posso fare tutto quello che voglio anche con lui.
cammina con la manina senza scappare oppure sta tranquillo nel passeggino. se vuole stare in braccio, gli basta poco poco, poi riprende la sua andatura barcollante e scanzonata. gioca con gli altri bimbi e non fa capricci per andare sui giochi pericolosi, si accontenta dello scivolo piccolo, cade e si rialza e dice cipikkji (accipicchia) e ride. poi al negozio spiega che si lava le sselle (ascelle) col sapone e mostra la meccanica, prende il dentifricio e chiede di aprirlo, ma non si stende nel negozio urlando se gli spiego che lo apriamo a casa per lavare i denti dopo pranzo. dice eh. e si accontenta di tenerlo in mano. sale fino al quarto piano reggendosi alla ringhiera delle scale con una mano e con l'altra a me e davanti alla nostra porta grida eccitato llivàtiiii!!!. mi dice quello che vuole per pranzo e lo mangia, da solo senza fare storie, sbrodolandosi, ma ripulendosi alla meglio. poi mi aiuta a stendere i panni e finitooo!!! urla quando non c'è più niente nella bacinella rossa, poi si strofina alla mia gamba mi chiama e io mi abbasso, si accoccola addosso e dice: ttanco, mamma. tettino. e allora andiamo al suo lettino, si accucciola mi chiede chete (gretel, di hansel e gretel) e si addormenta che i due non sono ancora arrivati alla casina di marzapane.
sono pure riposata. se vado a dormire alle 9 come ieri sera e il MaritoZen mi lascia a letto per una mezz'oretta in più come stamattina sento che posso addirittura scalare una montagna.
ma allora chi era quel nanetto che si aggirava per casa nostra fino a qualche tempo fa?

venerdì 11 marzo 2011

Il gioco del sì

MaritoZen: momo, vuoi un po' di parmigiano sulla pasta?
momo: no
MZ: allora tieni, ecco la forchettina, pasta senza formaggio...
momo: no
MZ: non ti va?
momo: no
MZ: allora la mangia papà!
momo: no
MZ: ...
momo: ...
MZ: senti, che ne dici se inventiamo un nuovo gioco...
momo: no
MZ: ma ascolta, senti se ti piace questo gioco: si chiama gioco del sì e si fa in questa maniera: diciamo tutti sì!
momo: ...
MZ: mamma dai un bacino a papà?
io: sì!
MZ: vogliamo mangiare tutti insieme la pasta?
in coro: sììì!!!
MZ: mamma vuoi un po' di formaggio?
io: sì!
MZ: momo tu lo sai dire sì?
momo: shì
MZ: bravo! sì!
momo: shì!
MZ: sì
io: sì
MZ: sì
momo: shì!
MZ: ohhh che bravo, hai sentito mamma momo sa dire sì!
io: sì!
MZ: ecco, allora momo continuiamo a giocare!
momo: shì!
MZ: tieni la forchettina! vuoi mangiare la pasta?
momo: no
...

giovedì 24 febbraio 2011

Regressioni

ecco, la casa è tornata silenziosa e immobile. io posso entrare in bagno e concedermi una doccia bollente, poi posso spalmarmi un po' di crema, fare una rapida piega ai capelli che non seguono la mia volontà, truccarmi e poi andare in camera da letto e scegliere cosa indossare per una giornata importante. oggi è una giornata importante, potrebbe esserlo, promette di esserlo.
la affronto con una stanchezza profonda, che parte da dentro le ossa.
oggi momo è tornato al nido, sta bene e stamattina era anche tornato del suo umore, quello del mio bambino vivace, ma dolce, allegro, chiassoso, ma simpatico, tenero, burlone e dispettoso nell'accezione che ti strappa un sorriso. da una settimana era a casa con un virus gastrointestinale che gli ha fatto arrivare la temperatura a fin quasi 40 e lo ha reso... insopportabile, diciamolo.
da mercoledì io ho retto fino a domenica: allattamento continuo, continue richieste, rifiuti, capricci, capricci, capricci.
nonostante anch'io avessi beccato il virus in forma latente ho resistito, ma, come si suol dire, la pazienza ha un limite e io evidentemente l'ho superato lunedì pomeriggio. riemergo stamattina da una specie di pantano in cui mi sono sentita invischiata per le ultime 48 ore. una specie di melma appiccicosa da cui non riuscivo a districarmi. sentivo una rabbia profonda. ma non verso lui, verso me stessa. perché in quei momenti non mi piaccio come mamma, non mi piaccio come moglie che viene trovata coi capelli dritti e la voce roca dal marito che torna da lavoro, non mi piaccio e basta. nella mattina del ritorno alla normalità arriva anche l'assoluzione, ma nel frattempo io ho macerato questa rabbia nello stomaco e mi sembra di sentire i miei poveri organi malconci e sfibrati.fortunatamente ho compreso il meccanismo -- quello delle regressioni, sue e mie, quello degli alti e bassi -- ormai ne sono consapevole, ma questo non basta a lenire la sofferenza e il senso di disperazione di quei momenti.

però insisto: annoto il senso di pace e calma che si può ritrovare il giorno dopo senza senso di sconfitta. che pare che i dolori e le storture le mamme le rimuovono. sarà...

mercoledì 12 gennaio 2011

politically uncorrect -- parliamo di colf

lo so che è brutto generalizzare, ma ho l'impressione che le colf, come categoria, abbiano delle velleità da architetti/arredatori.
è una convinzione che ho maturato nel corso degli anni, da quando da bambina avevamo una tizia in casa che ogni tanto faceva fuori vasi e soprammobili e alle lamentele di mia madre rispondeva che erano brutti e poi tornava con delle oscenità in plexiglass per sostituire i ninnoli mancanti; da quando appena andata a vivere col MaritoZen, la sua colf di lunga data faceva sparire le mie foto incorniciate e le ritrovavo a testa in giù sull'ultimo piano della libreria, dietro una fila di libri e quando le dicevo come volevo che stirasse le camicie mi rispondeva che lei lo sapeva meglio di me come l'allora mio compagno voleva le camicie (chiaro che la tipa ha avuto vita breve in casa nostra, che non era tanto questione di arredamento...); da quando, visti i propositi d'inizio anno, ho deciso di provare a far fare le pulizie a una ragazza e mi sono ritrovata:
  • con un armadio inaccessibile, causa settimino piazzato davanti alle ante
  • con cassettone dei maglioni, solitamente posizionato in pole position sotto al letto, spinto dalla parte del muro e inaccessibile previo trasloco di letto in ferro battuto del peso di 8 quintali
  • alle prese con la sparizione di una pelle di daino situata in cucina e rinvenuta dietro il water
  • impossibilitata ad aprire/chiudere le finestre della cucina causa sbarramento a opera di un mobile che solitamente sparisce nell'imbotte delle stesse e invece campeggiava al centro della cucina
  • col bagno inzaccherato dopo la prima lavata di mani di momo, causa sparizione del tappeto del bagno solitamente sotto al lavandino, proprio per preservare il pavimento dall'inevitabile
  • impossibilitata ad accedere all'armadio di momo, causa cassettone giocattoli apparso proprio davanti alle ante (è un vizio)
  • nel dubbio amletico sull'identità di oggetti metallici rinvenuti sul fasciatoio di momo, grazie al cielo prima di avercelo disteso
  • costretta a spostare il divano che impediva l'agevole accesso in casa
  • alla ricerca dei giocattoli di momo scomparsi 
  • a dover buttare del didò indurito perché la busta dentro il quale era riposto era stata aperta per metterci dentro animaletti e pezzi della fattoria
tutto questo mi ha impegnato a più riprese per almeno un'ora.
ma è normale?
comunque avrei anche sopportato, se non avessi trovato quello che ho trovato:
le mie scarpe nella scarpiera!!!
cioè quelle che io ho generalmente sui mobili erano state messe a posto.
ma dico, come ti viene in mente???

mercoledì 15 dicembre 2010

La disperazione

non è un termine che uso spesso. anzi si può dire che non lo uso proprio. perché trovo la mancanza di speranza qualcosa di definitivo e avvilente. lesivo anche perché è uno di quei sentimenti che dall'orlo del baratro ti ci trascina dentro.
ma dopo la giornata di ieri, dopo la conferma (eh, sì io ero una di quelle che se lo aspettava, che non aveva fiducia nella legalità, nell'onestà e nella trasparenza della nostra classe parlamentare) del paese che va allo scatafascio, io sono disperata.
ma non da strapparmi i capelli. sono disperata veramente. in silenzio, ammutolita. sbigottita. stordita.
e la goccia che ha fatto traboccare il mio personale vaso dell'idecenza è stata la frase "voi dite? staremo a vedere", alla provocazione delle prossime elezioni. quella frase mi ha colpito molto più di altre smaccatamente ineducate, arroganti, pretenziose, irrispettose, incivili, cattive, insensibili. quella frase a me m'ha proprio fatto tremare. come un brivido di terrore.
ieri è stato conferito un potere veramente forte al male. e non parlo di male, pensando a una persona che lo personifichi. parlo del male che abbiamo ormai anche noi, l'incoerenza, la corruzione.
io al momento non riesco a trovare la forza di reagire.
ma domani è un altro giorno e quella forza la devo trovare per mio figlio. e per me.

lunedì 13 dicembre 2010

lunedì mattina

vorrei essere più presente, aggiornare con più frequenza e rispondere a tutti i commenti, ma sono stanca morta.
grazie, grazie di scrivermi incoraggiarmi e anche tirarmi su.
non è un buon periodo, non fosse che momo è meraviglioso e cresce a vista d'occhio e d'orecchio.
impara una cosa nuova ogni giorno, si lancia con le paroline nuove. impara i versi di tutti gli animali (i preferiti serpente ssssshhh, gorilla manina che batte i colpi sul petto, scimmietta ah ah ah, con manina che si gratta la testa, tigre aahhmmm) e poi fa dei versi troppo buffi per il coniglio e il maialino.
tittino è il suo lettino
tunno è il suo momento per entrare in bagno a lavare i dindi (denti)
cappe sono le scarpe che si mettono per andare all'asilo bimbi
blu è il primo colore che ha imparato
djiù e sjù sono giù e su
sotto lo dice quasi perfetto
canni è la carne
checché è crackers
 
e poi tutte le sottigliezze linguistiche
acca per acqua
cacca per carta e per cacca, a senso
accà per attaccare
penghi per spegnere la luce, luce spenta
peng per coperchio
pang per padella
panga per palla
biii bere
bi biscotto
bibbi libri
bebbe febbre

pii-pii è il forno a micronde che quando finisce il tempo fa appunto pii-pii
pji piccolo
poo è mettere a posto

atto-atto alto alto, ma anche andiamo a giocare con le costruzioni (così facciamo la torre alta alta)
gande grande

ha imparato a dire momo quando si guarda allo specchio e anche quando indica qualcosa per farci capire che la vuole o vuole fare lui, proprio momo

e poi la cosa più bella in assoluto:
quanto bene vuoi alla mamma? tataan con le braccia sbalancate

e le altre non mi vengono, adesso, che sono veramente una marea
anche perché inizia a metterle insieme e a dire frasi complete tipo
nonno tatào (ciao-ciao) brum brum (il nono è andato via con la macchina), la sua prima frase in assoluto
pée nonno ma (il pesce pescato dal nonno in mare)
no-no ca momo, sjù (non è casa di momo, saliamo più su, mentre facciamo le maledette scale per salire al nostro appartamento e a ogni piano lui incita col ditino)
momo gnam gnam pan (momo vuole mangiare il pane)

insomma non ci si annoia, anzi è veramente un momento bellissimo per lui e per me che lo osservo.
davvero! non fosse per la mancanza di sonno e riposo, sarebbe splendido.
tutte le sue scoperte, le autonomie che conquista sono una commovente favola di pollicino che con le sue briciole trova la strada.

oggi è a casa, di nuovo, probabilmente con un altro virus. ha vomitato tutta la notte.
e ha un atteggiamento così dolce e coccolone che mi stringe il cuore.

martedì 30 novembre 2010

I regali di Babbo Natale

negli ultimi giorni io e il MaritoBabboNatale abbiamo iniziato a pensare a cosa regalare a momo, poi siamo stati in un negozio qui a roma che vende materiale per le scuole, quindi ha tutto quello che può venire in mente, dall'arredamento ai piccoli giochi per bambini da 0 a 14 anni (che poi, va be', vallo a chiamare bambino uno di 14 anni e ti arriva un bel destro).
poi mi ha scritto una ragazza, lettrice del blog e zia di un bimbo dell'età di momo che voleva qualche consiglio. e mi sono anche accorta che era tanto che non parlavo di quello che fa momo in questo periodo, dei giochi che ha, di quelli che gli proponiamo, ma soprattutto di quelli che fa lui spontaneamente e che in genere son quelli che lo tengono più impegnato :P
allora ecco qua, raccolgo le idee, magari serve anche a qualcun altro, come spunto.
intanto condivido delle riflessioni/regole che secondo me vanno bene per tutte le età:
  • non regalare giocattoli per età superiori. anche se nostro figlio, nipote, amichetto, è intelligentissimo, è pur sempre un bambino. diamogli la possibilità di riuscire a fare qualcosa e bearsi del risultato. giocare con qualcosa di non adatto crea frustrazione e porta anche a disamorarsi di quell'oggetto che poi al momento giusto non sarà più nelle grazie del pupo. 
  • scegliere possibilmente oggetti in materiali naturali. la plastica invade tutta la nostra vita quotidiana, hai voglia ad esplorarla ovunque!
  • scegliere oggetti che possano lasciare molteplici strade esplorative. hanno vita lunga, valgono la spesa e stimolano la creatività del bambino. i giochi con i tasti non sono brutti in sé, ma una volta capito che premo il pulsante e fa muuuuu, perché dovrei continuare a giocarci?
  • soprattutto per i bambini più piccoli a natale eviterei l'abbigliamento. il natale è dei bambini, quasi nessuno si eccita a ricevere un maglione o un paio di scarpe. quindi, piccolo certo, ma un giocattolo.
  • regalare giochi che ci piacerebbe fare insieme a lui/lei. alla fine il gioco più bello per un bambino è condividere l'esplorazione con una persona che lo ama.
per quanto riguarda momo che ha diciassette mesi, lui al momento gioca:
  • innanzitutto con le pentole. ha una cucinetta di legno che è passata di mano in mano delle cuginette provvista di pentoline, tazzine e caffettiera. lui però vuole le mie pentole lagostina, la bialetti e le teglie per la torta. da qualche giorno ha scoperto il forno. non lo riesce ad aprire, ma lo carica di teglie per fare le totte, lo chiude, poi tira fuori le teglie e fa la prova sshicchi, stecchino. questo un numero imprecisato di volte contenuto tra 1370 e 4820, dipende dalle giornate.
  • restando nell'ambito della cucina, è affascinato dai trasporti. dagli qualcosa da mettere in un contenitore e portare in un'altra stanza, o buttare nella spazzatura o trasferire da un contenitore all'altro e potrai scordartelo per dei buoni quarti d'ora. 
  • gioca molto con i libri. non ho aggiornato la sua biblioteca anobii, ma i libri del momento sono:
  1. 12 mesi di pioggia e di sole, la coccinella (regalo di NonnoLupoDiMare)
  2. brucoverde, la coccinella 
  3. la nuvola olga fa il bucato, emme edizioni
  4. pinocchio, dami editore
  5. animali, emme edizioni (il suo favorito)
la cosa meravigliosa dei libri è che dopo averglieli raccontati un bel po' di volte è lui a volerli raccontare. è uno spasso vedere come mette in relazione le poche sillabe cui dà un significato e la mimica per giungere a delle "frasi complete". ovviamente questa è un'attività da fare prevalentemente insieme. benché spesso lui vada nel suo angolino dei libri a sfogliare quello degli animali e a "leggerselo" da solo. a tal proposito, è una bella idea creare un "angolino della lettura" magari provvisto di sediolina o poltroncina bassa bassa (su cui insomma possa sedersi senza chiedere aiuto) eventualmente con tavolino, persino un esagitato come momo spesso ci si siede a "leggere".
  • le carte. noi abbiamo quelle dell'ape junior. sono delle tessere con delle figure nominate sotto. da solo ci gioca tirandole fuori e rimettendole dentro la loro scatola. con noi gioca a riconoscere le figure, nominarle e metterle in relazione. questo è uno di quei giochi che è possibile fare anche da sé. su mammafelice c'è un mega archivio di carte tematiche.
  • poi momo ha delle tesserine logiche per imparare le prime relazioni. gliele ha regalate ZiaPolly. sono delle tessere con gli animali e con il loro cibo. si possono incastrare tipo puzzle, oppure come fa momo, metterle semplicemente vicine.
  • un gioco che ha ricevuto in dono e che ha una vita lunghissima è un bel cesto di mattoncini di legno. le costruzioni, per capirci. al momento gli piace tanto che noi gli costruiamo le torri altissime perché lui le possa far cadere e noi facciamo finta di arrabbiarci. lui ride col gorgoglío. e poi gioca a mettere tutti i pezzi dentro il cesto per metterli a fare la nanna.
  • ha anche iniziato ad appassionarsi alle macchinine. ne ha diverse che appartenevano al MaritoNostalgico e una cinquecento nuova fiammante regalata da NonnaPapera e che fa camminare in giro per casa. oppure vuole che noi gliele facciamo camminare dando una spinta e poi lui deve andare a riprenderle.
  • un altro gioco che gli piace tanto sono i burattini. lui ha quelli dell'ikea, ma a volte gli piace anche che io mi metta il guantone da cucina o i guanti di lattice e gli faccia delle storielle. ovviamente questo è un altro gioco che si può fare anche da sé, senza troppo sforzo.
  • il regalo che abbiamo intenzione di fargli a natale è invece il puzzle di legno. sono quelle tavolette di legno, generalmente tematiche, sulle quali si inseriscono delle sagome di oggetti. gli abbiamo preso una tavoletta con gli indumenti con cui ci si veste e una con pietanze e utensili che si trovano sulla tavola.
altre idee:
  • la casetta con i fori per infilare i cubetti con forme di verse
  • un pupazzo di cui si possa affezionare e magari possa portarsi a nanna per compagnia (momo ha una mammozzone più grande di lui, hi-ho, l'asinello di winnie the pooh, ma visto che dorme nel nostro lettone, sarebe stato meglio si affezionasse a qualcosa di più ridimensionato)
  • delle riproduzioni di animali. momo non ce li ha, ma ho visto che gli piacciono tantissimo perché ci gioca tanto a casa di un amichetto.
per completare metto un paio di link su dove acquistare.
  • io ho preso varie cosette tra i giochi ikea
  • trovo i giochi della città del sole generalmente belli, ma spesso molto cari
  • finora abbiamo preso qualcosa anche da imaginarium
  • ultima scoperta su roma, il negozio guidi, che vende agli asili, ma anche al dettaglio, dove abbiamo trovato una vastissima scelta di giocattoli certificati e di qualità e soprattutto, qualità rara e da sottolineare, genitlezza e professionalità
credo sia tutto, ma se qualche mamma di bimbi coetanei volesse dare qualche spunto nei commenti, io posso aggiornare il post.

sicuramente a questo post farà seguito un altro su tema, perché ho una marea di spunti che vorrei condividere.
ma intanto, voi cosa regalerete ai vostri bimbi per natale?

aggiornamento: dai commenti è venuto fuori quest'altro negozio: eureka kids e vende anche online

giovedì 25 novembre 2010

Noi usiamo i pannolini lavabili perché...

...non ci stiamo con la capoccia. gli ormoni della gravidanza e poi del puerperio hanno destabilizzato l'equilibrio di questa famiglia e da allora non ci siamo più ripresi.
ecco, stavo scrivendo sotto dettatura del MaritoZen.
Ora riprendo in mano la tastiera e vi dico che noi usiamo i pannolini lavabili perché io sono ariete e quando prendo una cantonata piuttosto che fare marcia indietro mi taglio una gamba. e anche perché il MaritoZen, non è Zen a caso e mi sopporta.
la nostra storia con i pannolini lavabili è iniziata con entusiasmo, silenzi assorti e scetticismo da parte di chi ci stava intorno.
poi è nato momo e quasi subito abbiamo introdotto i pannolini lavabili nella nostra routine, così che quando aveva quattro mesi ne parlavo con molto entusiasmo, trovate qui una lucida analisi dei pro e dei contro.
noi abbiamo continuato a usarli sempre, anche in trasferta, soprattutto quando era molto piccolo, perché l'idea di mettergli addosso i pannolini usa&getta, dopo tutta la fatica fatta, mi dava proprio fastidio. poi grazie al cielo sono diventata più elastica e quest'estate, quando aveva più o meno un anno, durante le vacanze e gli spostamenti abbiamo usato gli u&g e via, senza remore e senza scrupoli.
poi, come mi sembra di aver notato in altre esperienze, è arrivata la crisi. generalmente arriva in autunno o in primavera, quando il sole non basta ad asciugarli rapidamente e i termosifoni sono spenti. questo procura un ritardo nella ferrea tabella di marcia che contraddistingue la famiglia che usa i lavabili. e inevitabilemente questo si ripercuote sull'armonia e la complicità della coppia.
ora questo post capita a fagiolo, perché mi sento proprio nello spirito di tirare le somme.
io ho avuto la costanza cocciutaggine di continuare, di insistere. ho avuto un marito che anche rimbrottando mi ha continuato ad aiutare. e abbiamo superato la crisi, non senza l'introduzione di qualche accondiscendenza da parte mia a usare qualche u&g per le emergenze (io ero quella che piuttosto lo arrotolava nelle garze, in mancanza di pannolini asciutti).
e siamo arrivati a novembre quando il condominio ha deciso di riaccendere i riscaldamenti. e tutto sembra tornato sostenibile.
io continuo ad essere convinta che quanto a qualità non ci sono paragoni. momo non ha mai sofferto di arrossamenti gravi. quando è successo, proprio da piccolino, abbiamo debellato tutto con un po' di cremina alla calendula, qualche bagnetto con amido di riso, dei cambi un po' più frequenti e un po' di ginnastica in libertà dal pannolino.
continuo a essere convinta che sia economico. e se dovessimo avere un altro figlio, non ne parliamo.
continuo a essere convinta, ovviamente, che sia una scelta ecologica. e questo lo noto quando prendo la spazzatura e non vengo investita da odorini diabolici come mi capita a casa di chi ha bimbi con gli u&g :D
comunque è una fatica.
e mi rendo conto che non tutte le famiglie hanno un'organizzazione tale che permetta di fare questa scelta. finché io non lavoravo, per esempio, tutto era più indolore, più integrato nelle pratiche quotidiane. adesso, devo dire che mi pesa. per ora lo faccio lo stesso e non perché sia eroica, ma ariete, appunto.
detto questo, credo che non potrei vedere momo diverso da un paperotto che sculetta, quella è l'immagine che ho di lui, col sederotto gonfio e le gambotte che se lo sbatacchiano di qua e di là. quelli sono i suoi pannolini.

martedì 23 novembre 2010

Sesta mallattia, archiviata.

pare che l'abbiamo scampata.
nell'ultima settimana abbiamo affrontato, in ordine sparso:
  • fuoriuscita di due premolari
  • febbre a 39 passati per 3 giorni
  • effetti collaterali della tachipirina
  • azzeramento dell'appetito
  • allattamento esclusivo per 5 giorni
  • sesta malattia
  • virus gastrointestinale (prontamente elargito anche a me e il MaritoZen)
il fatto di ritrovarmi in piedi stamattina, con un orribile cerchio alla testa, ma tutto sommato sorridente, mi fa sentire che c'è sempre un domani migliore.
ci sono stati momenti in cui abbiamo vacillato, soprattutto quando ieri eravamo distrutti entrambi, io e il papà, mentre momo era stanco e nervoso dalla clausura, ma stava pian piano riacquisendo le energie. però stamattina sembra tutto rientrato in una specie di normalità.
questo per dire che siamo vivi, anche se latitanti.
io ho in testa un po' di post, spero di trovare il tempo e le energie per scriverli.
love
c.

giovedì 18 novembre 2010

Mio piccolo Momo

mio piccolo momo
dolce pagnotta calda e profumata di nanna
lo sai che sei diventato grande?
capisci un sacco di cose e mi insegni un sacco di cose.
oggi per esempio ho scoperto che oltre alla fatica ci si diverte un sacco a giocare con te.
e mi hai insegnato anche che non è vero che sei capriccioso quando hai la febbre, anzi, sei più docile e coccolone.
oggi, mi hai stretto forte in un abbraccio moccioloso e mi sembrava che era una vita che non ci abbracciavamo così.
oggi abbiamo già giocato con le macchinine, col trenino, con gli animali di peluches, con le costruzioni e non le carte. abbiamo messo a posto le pentole nel loro cassettone e le abbiamo anche ritirate fuori e impilate. e mi hai insegnato che aspettando con pazienza, in silenzio, tu sei capace da solo di capire la grandezza delle pentole e come poterle mettere una dentro l'altra. non solo, mi hai insegnato che dandoti il tempo riesci anche a trovare tutti i coperchi giusti. mi hai insegnato che devo lasciarti sbagliare e tu arrivi alla conclusione allegro e soddisfatto. e senza intoppi. e senza rabbia. e senza pianti incomprensibili.
oggi, amore mio, mi hai fatto scoprire una musica che non ascoltavo da tempo, perché nella marea dei cd in disordine, hai cercato a lungo e alla fine ne hai tratto uno, che hai inserito e fatto partire. era una musica che mi ricorda i tuoi primi mesi e l'abbiamo ballata insieme, questa volta tu mi trascinavi in una girandola di risate, non ero più io a sorreggerti in braccio.
amore mio, oggi mi sembra che tu sia diventato grande all'improvviso e che capisca tutto quello che ti dico. quando ti chiedo di portarmi una scatola, o di mettere a posto un barattolo, o ancora di raccolgiere qualcosa da sotto il tavolo. tu parti per queste avventure, insignito di grande onore e torni vittorioso, con lo sguardo fiero e il petto in fuori, le braccia cariche di un oggetto che mi restituisci con spavalderia e orgoglio.
ma oltre tutto questo che un po' lo sapevo, oggi, mio piccolo momo, mi hai insegnato qualcosa di ancora più importante.
oggi mi hai insegnato che sei un bimbo come non immaginavo potessi essere, non di più, ma diverso. eppure a tratti, in qualche breve istante, quando per esempio siamo seduti sul tappeto e tu sei accovacciato fra le mie ginocchia a indicare con il ditino gli orsetti che fanno merenda e mi dici: pappa, mammalà (marmellata), io penso che era questo che mi immaginavo quando sognavo di avere un figlio. proprio questa immagine qui. e per amarti accoglierti come meriti devo solo ascoltarti.
e poi mi hai insegnato che questa felicità me la regali senza prezzo. che tutta la fatica, a volte, veramente scompare. e sento solo l'amore, lo tocco, e lo annuso mentre ti addormenti al mio seno.
la tua mamma, imperfetta e felice


questo post partecipa al blogstorming di genitoricrescono.

giovedì 11 novembre 2010

Ho paura

ho aspettato un'intera giornata per scriverne.
ma ancora mi brucia, ancora sono incazzata, ancora vorrei trovare una spiegazione e soprattutto una soluzione.
ieri mattina sono uscita da casa per accompagnare momo all'asilo e siccome pioveva ho pensato di prendere l'auto, in via del tutto eccezionale (in genere vado coi mezzi, perché in macchina divento una iena, tra abusi e traffico e parcheggio).


che cosa trovo? un finestrino frantumato.
il secondo in due settimane.
so che c'è di peggio, ma sinceramente andare a lavorare (io e mio marito) per tirare fuori 600 euro in meno di un mese per queste cose mi fa davvero incazzare. oltre al fatto che ci hanno anche rubato il tom tom.
e dopo tutta la rabbia per i soldi, la rottura di palle di andare a portare la macchina a riparare il vetro dall'altra parte della città, la sensazione di violazione, la pioggia sotto cui tutto è più difficile, mi rimane una grande amarezza.
non me la prendo col povero disgraziato che ha fatto questa azione. ma semplicemente mi accorgo che queste cose, così diffuse ormai, così all'ordine del giorno, sono sintomo di una crisi molto più profonda di quella che vogliamo vedere. 
che futuro abbiamo, che futuro ha l'italia?

io ho solo voglia di fuggire, ho paura. ho paura del degrado che tocco con mano tutti i giorni, dell'inciviltà, dell'arroganza, della strafottenza, della maleducazione, dell'illegalità.
e no, non me ne frega niente di gettare la spugna. il popolo italiano paga il biglietto solo se c'è il controllore. e non merita che qualcuno investa su di esso. io almeno non mi sento in debito.
io alla prima occasione mollo tutto e vado via.
ho paura di far crescere mio figlio in questa società perché non so come insegnargli a contrastare tutto questo.
non voglio insegnargli a porgere l'altra guancia.
non voglio insegnargli a subire.

io da oggi voglio rimettere in ordine tutti i punti della mia lista: cose per cui vale la pena vivere.
per ora in cima c'è la mia famiglia e la sua armonia.

giovedì 4 novembre 2010

voglio dire la mia

ieri pomeriggio passeggiavo con momo.
ero andata a prenderlo all'asilo e ho voluto tornare a casa a piedi per avere il tempo di pensare un po'. pensavo all'italia bistrattata da chi dovrebbe difenderla, pensavo a questa città che ho scelto con slancio 10 anni fa e da cui vorrei soltanto fuggire, pensavo al mio sud da cui sono fuggita e che invece mi richiama, mi attrae e mi fa commuovere.
pensavo a tutte queste cose qui, avevo certamente la mia solita ruga in mezzo alla fronte e lo sguardo apparentemente accigliato. e mi ha fermato una donna bionda, con microfono e piccola troupe di ripresa televisiva al seguito. si è presentata come un'inviata di rai uno che chiedeva pareri sulla situazione italiana della famiglia. se esiste un modello di famiglia, ancora. se esiste la possibilità di credere in qualche modello, ancora.
e io come prima cosa avrei voluto piangere, perché le lacrime ce le avevo in tasca e poi invece ho detto qualche frase rassegnata, rammaricata. triste.
già.
però quando ci siamo salutate, un sacco di parole mi son rimaste in tasca assieme alle lacrime e ho voglia di buttarle giù.
perché la verità è che per scegliere ogni giorno con coerenza e positività di avere una famiglia, qui più che altrove, costa tanta fatica.
che la parità secondo me è stata una grande presa per i fondelli.
che questa società e questa politica, e questa moralità ci costringe all'isolamento, a essere diffidenti, a stipare le energie per le proprie emergenze, perché galleggiamo, o cerchiamo di farlo e non possiamo rilassarci mai.
che io vorrei avere quattro, cinque figli e ho 31 anni. potrei farlo, ma mi sento già vecchia e stanca.
che vorrei lavorare e lo faccio, ma significa far tardi la sera e riposare poco, significa scattare su tutte le furie appena qualcosa sfugge al mio controllo, significa arrovellarmi su come moltiplicare il tempo senza togliere nulla a momo, significa crescere un figlio con dei compromessi, significa ingoiare sempre qualche rospo. e significa non ricordarsi più quando è stata l'ultima volta che mi son seduta su un divano con mio marito semplicemente a chiacchierare e a coccolarci.
che io sono una donna forte, me lo riconosco, ma non sono invulnerabile.
che io sono una donna molto fragile e avrei bisogno di aiuto, ma non sempre lo riconosco.
che la famiglia per me è una grande cucina assolata, con un tavolo di legno grande e imbandito. con una mamma sorridente e un babbo aitante. con tanti bambini che salgono e scendono dalle loro sedioline, che si rincorrono sotto il tavolo e nascondono i mandarini.
che a furia di bastonarla questa famiglia mulino bianco, che abbiamo risolto? che di famiglia non ce n'è una neppure senza mulino.
che è molto più rassicurante avere esempi negativi che dilagano. perché una volta che sono consacrati dai media, diventano una spinta, o almeno una giustificazione, a trovare le scorciatoie, le attenuanti, a sguazzare nella superficialità, nell'immaturità, nel qualunquismo, nell'illegalità, nell'ignoranza, nella strafottenza. così uno si sente sempre all'altezza, anche se è un nano. tutto sembra alla portata, tutto sembra semplice.

giovedì 21 ottobre 2010

attività di svago

A: come va?
B: che vuoi, si tira avanti...

C: ehi ciao!
D: ciao, da quanto tempo!!!
C: allora pare che campiamo.

E: buongiorno e ben trovati!
F: chi se lo aspettava di riuscire a tornare anche quest'anno...
E: ma perché? ti trovo in forma!
F: eh... non fosse che quest'estate me la son vista brutta con quel caldo.

G: allora sei tornata anche quest'anno!
H: per un pelo... sono stata derubata in casa, ancora non mi riprendo.

I: come son felice di rivederti!
L: anch'io! per come ci siamo lasciati a maggio non credevo proprio di rivederti.

M: ciao! ci si rivede!!!
N: eh! oggi pare di sì, domani non si sa.

no, non faccio volontariato in un ospizio.
mi sono iscritta a un corso di yoga mattutino. la cosa drammatica non è l'atmosfera allegra e pimpante che si respira, ma ritrovarmi alle 9 di mattina un ottantenne appeso a testa in giù e nel contempo non riuscire neanche a piegarmi in avanti con le mani per terra.

mercoledì 20 ottobre 2010

Parliamo di... pannolini!!! -- 3, i lavabili un anno dopo

ormai è più di un anno che usiamo i pannolini lavabili.
in realtà sono 15 mesi, più o meno l'età di momo.
nel frattempo sono cambiate tante cose. abbiamo acquistato altri modelli e abbiamo cambiato alcune abitudini.
innanzitutto da almeno 6/7 mesi abbiamo dismesso i pop-in.
si sono rivelati veramente poco duraturi. da parecchio momo non li veste più ed è anche un bimbo piccolino. inoltre si asciugavano veramente lentamente e spesso restavano impregnati di un cattivo odore dato proprio dalla lunga permanenza del bagnato. purtroppo li ho dovuti togliere di mezzo.
e quindi abbiamo fatto un altro acquisto consistente di popolini, con il sistema della mutandina impermeabile sopra alla parte assorbente.
questa volta però, invece dei pre-fold, che hanno tanti vantaggi, ma sono più scomodi nella vestizione, abbiamo acquistato gli ultrafit che hanno la forma del pannolino, sono regolabili attraverso bottoncini e sono più pratici da mettere perché hanno il velcro esattamente come gli u&g.
quindi al momento il nostro parco-pannolini prevede:
12 pre-fold
10 ultrafit
3 ultrasoft (da notte)

questi mi permettono di fare una lavatrice ogni tre giorni, ma la routine sembra non lasciare tregua in questo periodo, perché non riesco più a stendere fuori causa maltempo, in casa non accendiamo ancora i riscaldamenti e io non ho l'asciugatrice. questo significa che abbiamo uno stendino perennemente allestito con pannolini o l'altra roba che pure deve essere lavata.
sembra una sciocchezza, ma la cosa sta diventando veramente pesante alla vista, all'umore e anche pesante per la fatica quotidiana.
non nascondo che abbiamo momenti di cedimento. in particolare da quando momo ha iniziato l'asilo, per cui devo avere sempre qualche pannolo in più da lasciare lì. tra l'altro all'asilo porto solo gli ultrafit perché in effetti sono più facili da far indossare, ma la conclusione è che devo lavare più di frequente, i pannolini ci mettono più di un giorno ad asciugare e io sono arrivata a un'insofferenza pesante all'odore che sento quando si apre il secchiello in cui teniamo i pannolini sporchi, benché lo lavi a ogni lavatrice.
la mia parte arietina e capocciona resiste, quella da razional-capricorno del MaritoZen invece vacilla.
la sua posizione è: abbiamo fatto la nostra scelta pensando di dare un contributo al mondo e qualcosa in più a nostro figlio. e in effetti per 15 mesi è andata così. ora dobbiamo fare i conti con la nostra vita e le nostre contingenze:
  • non abbiamo un'asciugatrice;
  • né a roma sono attivati servizi ad hoc;
  • non abbiamo uno spazio esterno al coperto in cui stendere tipo balconcino;
  • non abbiamo un aiuto domestico;
  • dobbiamo sopravvivere.
detto questo vorrebbe mettere via i pannolini lavabili e passare agli u&g.
io con la cocciutaggine che mi contraddistingue dico:
  • abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno;
  • un giorno davanti all'altro e arriva l'inverno e i termosifoni; 
  • non mi va di togliere a momo questo privilegio;
  • in fondo questa primavera possiamo già provare a togliergli i pannolini, mancano solo 6/7 mesi;
  • chi glielo dice a tutti quelli che mi guardavano col sopracciglio alzato che alla fine ho ceduto? (mai, mai, MAI, piuttosto la morte!!!)
ecco l'attuale situazione.
la verità è che i pannolini lavabili sono proprio una grande rottura di scatole: ecco, l'ho detto.
però hanno tanti vantaggi, questo lo credo fermamente. e probabilmente in un mondo diverso, una società diversa, una città diversa, una casa diversa, tutto sarebbe meno difficile. e forse, mi dico, la cultura del sacrificio non ci appartiene più per questo dentro di noi scalpitiamo.
nel frattempo ho messo su un lavaggio e sento la centrifuga girare vorticosamente, quindi chiudo il post e vado a stendere una quindicina di panni sul mio stendino da appartamento.

mercoledì 6 ottobre 2010

elogio di NonnoLupoDiMare

non so se s'è capito, ma siamo ai minimi termini.
momo è da tre settimane con la tosse e il raffreddore, nel week end gli è venuta la febbre e quindi ha prontamente elargito virus e batteri all'intera famiglia. domenica il MaritoGuerriero era ko, ma si è ripreso, io invece da ieri sono veramente abbattuta. febbre e tosse. ieri sera son crollata alle nove sotto tre piumini, la copertina di lana e due vestaglie.
non vi dico le notti che cosa sono diventate. ovviamente il malato jr è disturbato dalla tosse, respira male e quindi si sveglia, si agita, non trova pace. si attacca al seno in continuazione e morde per il nervoso perché non respirando bene non riesce a ciucciare. poi dormendo male, è nervoso durante il giorno e reggerlo senza creare conflitti è davvero un'impresa. insomma niente di nuovo per la mammità, ma avrei fatto volentieri a meno, anche perché nel mio utopico programma avevo deciso che a ottobre avrei spostato il lettino di momo nella sua cameretta e avrei cercato di rieducarlo a un sonno umano (per noi).
tentativi, eh?, ma meglio di niente.
comunque in questo frangente apocalittico si è trovato "per sbaglio" NonnoLupoDiMare, passato da qui per andare al salone di genova (non per niente è un lupo di mare) e richiamato al rapporto quando gli eventi sono precipitati.
direi che spendere due parole per il nostro salvatore, sia il minimo.
NonnoLupoDiMare è un nonno giovane e aitante. è pur sempre un nonno, quindi fatevi due conti, ehheh. momo ha una passione sfrenata per lui, forse perché lo acchiappa e lo fa volare, forse perché gli ha regalato un'infernale macchinina che fa una musica snervante e apre e chiude gli sportelli, si ribalta e fa la corsa fino a schiantarsi contro i muri (cosa che fosse stato per noi, non avrebbe mai messo ruota in questa casa), forse perché lo ha iniziato alle giostrine con monetina (altra cosa che avesse conosciuto il più tardi possibile sarebbe stato solo che un bene), forse perché gli dice che è un "macellaio netturbino" e lui ride come un matto, forse perché gli parla come fosse un grande, gli compra il gelato e gli spiega i modelli dei motorini e delle macchine e soprattutto delle barche. o forse, soprattutto, perché si riconoscono. eh sì, il MaritoRassegnato ha ormai capitolato di fronte all'evidenza. saltando una generazione, cioè me (che poi questa cosa dicono sia da dimostrare), pare che momo discenda esattamente da NLDM e dalla sua frenesia. mia nonna racconta che fino all'adolescenza non ha quasi mai magiato seduto, perché doveva andare a giocare il prima possibile, che da bambino avesse un allevamento di porcellini d'india e che sia stato spesso ripescato da qualche fosso nel quale era caduto con la sua inseparabile bicicletta. ditemi in bocca al lupo.
NLDM è qui a raccogliere i cocci e oltre a occuparsi di momo, al mio crollo, ha dovuto prendere le redini della casa. un po' anche per propria sopravvivenza e un po' perché lui da qualche anno si è scoperto uno chef.
ieri sera per la gioia del MaritoTrascurato ci ha deliziati con questi paccheri con pesce spada e melanzane
lui è molto geloso delle sue ricette, ma questa mi ha concesso di pubblicarla... cosa non si fa per una figlia febbricitante!
ricetta per 3
300 gr di paccheri
una fetta di pesce spada (va be' dipende quanto è grande), spinata e pulita, tagliata a cubettini piccoli piccoli
una melanzana tagliata a cubettini altrettanto piccoli
olio evo
vino bianco
aglio, cipolla
peperoncino
scorza di mandarino
esecuzione
mettere in una padella aglio cipolla sminuzzata e olio e far soffriggere un po', aggiungere il pesce e una volta colorito, innaffiarlo col vino bianco. far sfumare un po' e poi aggiungere le melanzane. la cottura non è a fuoco troppo vivace, altrimenti il condimento si secca.
aggiungere peperoncino e un po' di buccia di mandarino grattuggiata.
nel frattempo mettere su l'acqua per la pasta e lessare i paccheri. una volta al dente, scolarli e farli saltare pochi secondi in padella col condimento. et voilà, impiattare!!!

N.B. la ricetta è nata anche dalle contingenze. abbiamo aperto il freezer e non c'era pesce spada sufficiente per mangiarne come secondo tutti e tre. quindi avevamo pensato di scongelare quella fetta per farne un sugo rosso, poi però è arrivata la zolla e ci siamo fatti ispirare dalle belle melanzane e i primi mandarini della stagione!

martedì 28 settembre 2010

EatingTuesday -- organizzazione domestica

oggi volevo condividere qualche idea che fa parte del nostro menage familiare, assolutamente attinente il tema dell'EatingTuesday, ma non rigorosamente ricettifero.
ormai è risaputo che noi viviamo in un palazzo senza ascensore. diciamo che io ancora non me ne capacito di come sia arrivata sana di mente fino a qui, ma tant'è. negli spostamenti quotidiani ci abbiamo fatto l'abitudine, ma quando si tratta di aggiungere anche solo un sacchetto di spesa comincia a diventare dura. altra considerazione da fare è il tempo. io da settembre ho ricominciato a lavorare, da casa. come mammafelice docet, il lavoro da casa si regge su degli equilibri molto precari (pure gli equilibri!!!). nel mio caso, riscontro la necessità di barricarmi nelle ore in cui sono a casa senza momo in una modalità di lavoro che esuli dagli impegni domestici, dalle telefonate di amiche, dalle mail di cazzeggio, dallo shopping online (ahimè), e simili. insomma, se lavoro, va bene che sono a casa, ma non posso mettere su lavatrici, cucinare per la cena, né tanto meno andare a fare la spesa.
eccoci arrivati al punto.
quando fare la spesa? il mercato di pomeriggio è chiuso e io i freschi li compro lì. il supermercato è lontano, dovrei, una volta preso momo dall'asilo, caricarlo in macchina e imporgli un pomeriggio tra seggiolino auto, carrello spesa, ri-seggiolino auto. il mio pupo non regge.
oppure c'è il w-e, ma nel nostro programma familiare vorremmo lasciarlo al riposo. e vi assicuro che entrare in un ipercoop romana di sabato pomeriggio è tutto fuorché riposo.
molti vincoli sono dovuti anche al fatto che per ragioni di budget economico io mi rifiuto di fare i classici acquisti delle sette di sera nelle botteghe sotto casa che vendono il pane a 4 euro al chilo e non vi dico il resto.
quindi da settembre la nostra organizzazione prevede:
  • spesa mensile online sul sito e-coop con consegna a domicilio al piano, dove acquisto il fabbisogno mensile di alimenti da dispensa (pasta, riso, biscotti -- non molti che spesso li faccio, legumi, cereali, cioccolato, lieviti, farine, sale e zucchero), detersivi (io me li faccio in casa, ma ho bisogno di bicarbonato, aceto, alcool), carta e articoli per l'igiene.
  • spesa settimanale online su zolle.it con consegna a domicilio al piano, dove acquisto prodotti freschi e biologici (frutta, verdura, carne, formaggi e uova). 
  • spesa quotidiana di pane dal fornaio (se non lo faccio io), che spesso fa il MaritoDiRitornoDaLavoro.
  • spesa straordinaria quando andiamo in campagna dai miei suoceri; in genere, oltre a portarci a casa un bel po' di frutta e verdura (in quel caso sospendo la zolla per la settimana successiva), acquistiamo pollo, agnello, coniglio, uova e formaggi da produttori locali. e congelo.
  • fornitura straordinaria di pesce quando vengono i miei a trovarci visto che mio padre, NonnoLupoDiMare, appunto, è un pescatore. e congelo.
per quanto la consegna abbia un costo, mi sono accorta che in questa maniera ho sotto controllo il budget mensile per gli alimentari e risparmio tempo. inoltre le consegne dei freschi da un lato mi "impongono" di cucinare un certo tipo di cose che non sempre posso scegliere, dall'altra mi offrono stimoli a fare cose diverse.
e voi? come vi organizzate?
avete dritte per sopravvivere al caos cittadino e mangiare genuino?

lunedì 27 settembre 2010

individuo vs genere

lunedì mattina.
il che è già abbastanza tragico senza il punto e a capo, ma per me è veramente pesante, il lunedì mattina.
subisco ancora tantissimo il distacco con momo, e lui con me. piangiamo tanto (sì, anch'io, nel giardino dell'asilo, accovacciata sotto la finestra ascoltando i pianti suoi). e non so come mai, sento una delle parole che più di tutte ha urtato la mia sensibilità durante questi mesi di maternità, rimbombarmi nelle orecchie come un peccato, come un marchio di inadeguatezza, di errore, di sbaglio. morbosità.
ecco, morbosità. io questa parola l'ho sempre associata a qualcosa di sporco. non mi importa andare a vedere sul dizionario cosa significa. le parole non sempre significano quello che significano, spesso si arricchiscono e colorano di sedimenti esperienziali. e nella mia vita ho sentito pronunciare questa parole in situazioni sporche, spesso legate a una sessualità perversa. insomma una parola dalle accezioni negative.
e da quando sono mamma, da quando mi sono scoperta una mamma molto "carnale", una mamma simbiotica, una mamma canguro, una mamma molto di contatto, mi sono sentita appellare spesso come morbosa. non solo. ho sentito spesso appellare mio figlio, come morboso.
ora, ci sono momenti in cui mi sento forte, momenti in cui sono corazzata da guerriera, perché questo sono le mamme, guerriere, e riesco a ignorare, o addirittura ad affilare risposte educate ma assertive e mandare elusivamente al diavolo chi si permette di entrare nel merito di una relazione così intima come quella di mamma e figlio.
e altri momenti che no.
altri momenti in cui non riesco a vedere quell'individuo per quello che è, instaurare una relazione nuova, pulita con lui (o lei), senza pregiudizi, senza eredità altrui, e mi incazzo. e gli appioppo tutte le colpe del genere umano, tutto quello che ho subito da quando sono mamma, tutta l'indifferenza quando avevo bisogno e tutta la finta premura, quando era tutto sotto controllo. e tutti consigli che basta non ne voglio più sentire. basta, 'sta gente che in autobus vuole mettere su una copertina o togliere una scarpa, o prendilo in braccio che non lo senti che piange?, reggi il passeggino che si ribalta, vuole solo la sua mamma non lo vedi com'è disperato, certo però che caratterino se non gli dai quello che vuole strilla come un matto, non sarà che lo viziate?
io sono stufa di dovermi giustificare di fronte al genere umano, sono stufa di dovermi relazionare alla gente che incontro per strada che sta lì col ditino puntato a trovare le colpe. sono stufa di dover capire gli altri. io voglio stare per fatti miei. in un eremo, ecco.
perché nessuno se ne sbatte niente di come fai a crescere i figli in un contesto disumano come quello di questa città? che, per caso, qualcuno cerca di migliorare i trasporti pubblici, gli spazi verdi, i percorsi accessibili? qualcuno si preoccupa per le strutture degli asili insufficienti, dei salti mortali che uno deve fare per schizzare da una parte all'altra della città quando appena fa due gocce tutti prendono la macchina e hanno più fretta di te, più ragione di te, tempo più prezioso del tuo e impegni più importanti? qualcuno si fa carico dei problemi di un bambino costretto a vivere nello smog, che non può toccare niente neppure in un parco, perché accanto a un sasso ci sono posaceneri svuotati, escrementi di animali (di quelli al guinzaglio, non dei padroni), non può camminare tranquillo neppure sul marciapiede perché ci passano i motorini che devono superare le code di traffico immobile, o addirtittura parcheggiare? ma che per caso, mio caro autista dell'autobus che vorresti che io chiudessi il passeggino e prendessi in braccio il mio bambino, ti preoccupi del fatto che non ci sono posti dove sedersi e in piedi con un bimbo in braccio grazie alla tua guida da rally cado dopo un nanosecondo e mi rompo il muso, io e il mio bambino, e non posso lasciare per terra mio figlio perché è tutto tremendamente sporco e la gente sta in piedi schiacciata e me lo soffoca e poi tocca un bambino in faccia, indifeso, tu che fai? intervieni? e dici non toccare con quelle manacce il viso di un bambino? e vai a far alzare il bulletto per far sedere una mamma che deve chiudere il passeggino in autobus e tenere in braccio un bambino di 11 chili?
no, nessuno ci pensa neppure un istante, a tutto questo. allora fatemi il piacere, voi, genere umano, gente con gli occhi serrati e le orecchie tappate, fatevi gli affari vostri. se un bambino piange, giratevi dall'altra parte, fatemi questo sacrosanto piacere, lasciateci in pace.

mercoledì 22 settembre 2010

lettera d'amore

mio piccolo momo
oggi non compi un anno, né un mese, né hai fatto un progresso tangibile e particolare.
oggi è un giorno qualsiasi.
oggi ti sei svegliato col sorriso e hai spalmato il tuo caldino di sonno sulla mia faccia. hai scavalcato il tuo babbo e sei scivolato giù dal lettone coi tuoi piedini scalzi. e io, con gli occhi ancora chiusi, ascoltavo i tuoi passi lungo il corridoio. oggi hai fatto i soliti capricci per farti togliere il pannolino e poi i soliti per fartene mettere un altro. poi sei sgusciato via per andare a controllare che tutte le tue pentoline fossero nella tua cucinetta di legno. oggi ti ci sei seduto davanti e con molto impegno hai smontato la tua caffettiera, mentre in casa si diffondeva un confortante aroma. oggi hai voluto scegliere la tua stellina, tra le tante stelline fatte da me, per farci la zuppetta di latte, appollaiato sul tuo seggiolone. oggi mi hai detto mammammà perché volevi scendere e tornare a giocare. ma poi hai pensato di rimanere un po' in braccio col musetto a ventosa nel mio collo, facendo qualche pernacchia e qualche succhiarello. oggi ti ho messo una delle tue tute da battaglia e mi hai chiesto di metterti le scarpe. ti sei seduto accanto alla porta e mi hai porto i piedini. poi sei rimasto con una sola scarpa e hai voluto fare un giretto così, scivolando e cadendo. oggi hai alzato lo sguardo, hai affondato i tuoi occhioni nei miei e hai detto bumm un po' ironico, un po' sorpreso. oggi sei uscito, sventolando la manina, col tuo babbo. mi hai lanciato un bacino dalle scale e sei andato all'asilo.
oggi ho aspettato un'ora fuori dall'asilo che ti svegliassi dal riposino. e sei arrivato da me con in mano la bustina dei tuoi pannolini, camminando spedito verso di me e acchiappando subito il mio collo perché ti prendessi. oggi, in auto, mentre facevamo un po' di commissioni ingiro, mi sorridevi e ogni tanto ti prendeva proprio la ridarella e aspettavi il rosso perché giocassi al ragno ragno con te. oggi il pomeriggio è passato in fretta, tra il tuo yogurt bevuto per strada e i tuoi capricci di fronte ai no. a casa hai giocato con la palla e hai ballato con ZiaPolly, hai salutato i nonni su skype, dalla tua postazione sulla poltroncina morbida e poi hai iniziato a chiedere pappa pappa. oggi il risotto con la zucca non era di tuo gradimento, mentre hai voluto mangiare la carne da solo, con le mani e staccando i pezzettini a morsi. poi hai voluto i pommm e ne hai mangiati tanti schizzando semini e spiaccicando bucce dappertutto. e poi baban da mangiare da solo con la buccia che ti copre le manine paffute, tutte e due chiuse insieme a tenerla stretta.
oggi ti sei nascosto al buio della camera per fare la cacca e poi sei corso verso di me toccandoti il pannolino tutto orgoglioso.
oggi ti ho fatto una doccetta e mi guardavi con gli occhi liquidi e felici. sei rimasto seduto nella doccia a contare i piedini antiscivolo e gno gno gno, non volevi uscire. oggi il babbo ha improvvisato una canzoncina per riuscire ad asciugarti i capelli col phon e poi tutto sguisciante e scalpitante ho cercato di rimetterti il pannolino e il pigiamino.
oggi abbiamo dato la buonanotte a tutti i giochi e tu sventolavi la manina come la regina elisabetta, hai dato qualche bacino a ZiaPolly e poi ti sei strofinato alla barba del babbo. oggi sei saltato dal mio abbraccio per tuffarti sul lettone e hai iniziato a ridere eccitato perché sapevi quello che ti aspettava. oggi ti sei attaccato a me, vorace e delicato, con la manina a esplorare tutti i morbidi della tua mamma. oggi ti sei addormentato soddisfatto e sereno a pancia in su. con le zampe a granchietto e un sorriso appena accennato.
oggi sono rimasta un bel po' accanto a te ad annusare la tua immobilità piena di respiri, perché quasi mai riesco a godere della tua vista pacata, quasi mai riesco davvero ad osservare i tuoi lineamenti, a sincronizzare i miei battiti ai tuoi, ma a volte ne ho bisogno.
oggi ti ho posato nel tuo lettino e ti sei spinto con la testa nell'angolino, hai girato la testa un paio di volte, hai sollevato il culetto e poi ti sei lasciato andare, a pancia sotto, al sonno che ti aspettava.
oggi è un giorno come un altro, un giorno normale, e oggi mi scoppia il cuore di quell'amore fatto di manine paffute, di capelli appiccicati, di piedini veloci, di occhietti chiusi e labbra che cercano l'amore.