non so se ho mai avuto modo di dirlo qui dentro. io non amo questo periodo dell'anno.
no. diciamo che il mio sentire è molto altalenante ma non si può proprio dire che io sia un'entusiasta del natale che aspetta con fervore dicembre, che partecipa alle retate nei negozi alla ricerca del regalo perfetto e soprattutto che sente la felicità soltanto perché a natale tutti sono felici.
no, ehm, anzi.
a me questa sensazione di bilancio, di chiusura, di fine e soprattutto di riunioni coatte mi urta.
ecco, il lato dark di caia.
fosse per me io emigrerei l'otto dicembre per tornare dopo la befana.
eppure provengo da una famiglia in cui le decorazioni natalizie vengono scelte, create e pensate ogni anno diverse da quello precedente, una famiglia in cui si studiano i menu accuratamente, in cui si riceve, si accoglie, in cui il natale è vissuto con musica e candele. e se si esclude la mia passione per tutto ciò che è creatività e fantasia credo che non avrei mai apprezzato.
il MaritoZen dice che tutto ciò dipende dalla mia tendenza a vedere i bicchieri mezzi vuoti.
tutta 'sta gente che non la vedi e senti mai che improvvisamente ti tampina per farti gli auguri e se non rispondi ai messaggi ti chiama infuriata. lui: ma perché natale è un'occasione per riallacciare, per non rimandare una telefonata che si rinvia da tempo, per dare un colpo di spugna ai fraintendimenti. boh...
ci si abboffa, si sta sempre a mangiare, troppo, ore e ore a cucinare per gente che non apprezza. è la convivialità.
babbo natale, non ci crede più nessuno, e neanche noi genitori ci sforziamo più di tanto a conservare la magia, tanto viene il cuginetto di tre anni e lo svela. sì, ma finché dura...
insomma cose così.
uff.
la verità è che con momo è tutto diverso. l'occasione di vedere una famiglia di quattro generazioni unite intorno a un tavolo fa effetto. vedere mio padre vestito da babbo natale fa tenerezza e osservare le manine di momo che accarezzano le rughe di mia nonna stringe il cuore.
ok, però non si poteva spostare tutto in primavera?
comunque tutta questa solfa per giustificare la mia latitanza di questi giorni.
adesso ci prepariamo a quest'altro tour de force del 31. altra festa triste.
bah.
il fatto è che con l'età il tutto si accentua.
penso alle prime rughe, ai progetti su cui lavoro che dovrebbero vedere la luce e alle mille strade che prima si potevano aprire di anno in anno e invece adesso no.
ora che sono mamma e tutto mi sembra più immobilizzato.
non tornerei indietro per nulla al mondo, ma tant'è. questa immobilità non cozza molto con il mio carattere. e che ci vuoi fare?
poi se ci metti che stanotte momo si è svegliato tipo una decina di volte e stamattina ha urlato e sbraitato perché non voleva andare all'asilo... down.
se non fosse che devo pulire tutta la casa, fare la spesa che il frigo è vuoto, un paio di commissioni fuori e anche lavorare (ma chi ci crede, perché che lavoro fai?) mi metterei le mie scarpe nuove e me ne andrei a spasso, con sosta a farmi una bella pedicure.
ecco, quello che ho perso del natale e che tutto sommato mi faceva chiudere l'anno in positivo era la gioia di giocare per tutti i giorni successivi con i nuovi giocattoli. quest'anno ho aperto una scatola con dei meravigliosi tacchi a spillo rossi. io avrei voluto indossarli dal 25 alla befana. e invece sono in pantofole.
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mercoledì 29 dicembre 2010
venerdì 29 ottobre 2010
FashionFriday -- vestire basic è più comodo
quando ero giovane e spensierata ero una che vestiva in maniera ricercata. ero una che stava lì a cercare la borsa del colore particolare da abbinare solo con quel pantalone, quella che riusciva a trovare fantasie che apparentemente non c'entravano niente l'una con l'altra e invece insieme riuscivano a dare gusto a un abbiglio anche quotidiano. a dire il vero io ero anche quella che aveva gonne o pantaloni che si potevano usare solo in giorni in cui non ero gonfia per il tempo o per il ciclo, vestiti con cui non sempre mi vedevo bene, magliette che non si sapeva come apparissero nel mio guardaroba e attorno a cui bisognava costruire tutta una delicata strategia di abbinamento, altrimenti sembrava il furto dall'armadio di un'altra, scarpe meravigliose, ma inutilizzabili nel quotidiano e pantaloni che si potevano indossare solo con quelle. la verità è che investivo molto tempo in tutto questo. molto nel senso che avevo tempo la mattina per contemplare l'armadio, per lo più svuotarlo sul letto e poi scegliere cosa indossare. provarlo, riprovarlo, scartarlo, rimischiarlo.
ovviamente la maggior parte del tempo serviva però a rimettere a posto.
credo che i risultati fossero positivi, insomma, almeno io mi piacevo.
ma da quando ho iniziato ad avere una famiglia e a lavorare full time e poi addirittura sono diventata mamma mi sono trovata costretta a cambiare manovre. per una questione di sopravvivenza, certo. anche se fermamente convinta del fatto che dovessi comunque piacermi, innanzitutto.
piano piano ho basicizzato il mio guardaroba. ho lasciato pochi sprazzi di fantasie e particolari bizzarri e ho investito in capi basici, sperimentando modelli, linee e tessuti diversi, ma che potessi mettere insieme con più facilità e soprattutto più rapidamente. non solo, ho anche cambiato modo di comprare: più ponderata.
che dire la parola ponderata mi fa ridere perché è uno di quegli ossimori stridenti messa vicino a me, ma tant'è.
ho iniziato a scegliere in base alla qualità e alla vestibilità e meno in base al piccio del momento. colori basici e tessuti naturali. linee che valorizzassero davvero la forma del mio corpo. e così ho meno cose ma che indosso con più facilità.
per esempio prima avevo tanti pantaloni e tante gonne, ma adesso ho capito che per tutti i giorni preferisco i vestiti che mi fanno sentire subito a posto, curata, ricercata, ma semplice e comoda.
ecco, una volta che uno riesce a strutturare il proprio guardaroba nelle nuances che più preferisce con capi basici e che indossa bene perché la valorizzano, poi può sbizzarrirsi con gli accessori per rendere più o meno stravagante un outfit, oppure rinnovarsi ogni stagione con un tocco modaiolo, di maculato per esempio come quest'inverno.
non so se esiste il guardaroba perfetto che ti lanci fuori sempre i capi giusti per ogni occasione, ma sicuramente per come vivo io quotidianamente questo sistema mi fa sentire sempre curata. e mi piaccio, sì.
questo è più o meno quello che mi piace indossare, a budget decisamente superiore di quello che io ho a disposizione per il mio abbigliamento, e anche con qualche volo di fantasia in più, gentilmente concesso da polyvore, altrimenti detto l'oppio delle mamme.
ovviamente la maggior parte del tempo serviva però a rimettere a posto.
credo che i risultati fossero positivi, insomma, almeno io mi piacevo.
ma da quando ho iniziato ad avere una famiglia e a lavorare full time e poi addirittura sono diventata mamma mi sono trovata costretta a cambiare manovre. per una questione di sopravvivenza, certo. anche se fermamente convinta del fatto che dovessi comunque piacermi, innanzitutto.
piano piano ho basicizzato il mio guardaroba. ho lasciato pochi sprazzi di fantasie e particolari bizzarri e ho investito in capi basici, sperimentando modelli, linee e tessuti diversi, ma che potessi mettere insieme con più facilità e soprattutto più rapidamente. non solo, ho anche cambiato modo di comprare: più ponderata.
che dire la parola ponderata mi fa ridere perché è uno di quegli ossimori stridenti messa vicino a me, ma tant'è.
ho iniziato a scegliere in base alla qualità e alla vestibilità e meno in base al piccio del momento. colori basici e tessuti naturali. linee che valorizzassero davvero la forma del mio corpo. e così ho meno cose ma che indosso con più facilità.
per esempio prima avevo tanti pantaloni e tante gonne, ma adesso ho capito che per tutti i giorni preferisco i vestiti che mi fanno sentire subito a posto, curata, ricercata, ma semplice e comoda.
ecco, una volta che uno riesce a strutturare il proprio guardaroba nelle nuances che più preferisce con capi basici e che indossa bene perché la valorizzano, poi può sbizzarrirsi con gli accessori per rendere più o meno stravagante un outfit, oppure rinnovarsi ogni stagione con un tocco modaiolo, di maculato per esempio come quest'inverno.
non so se esiste il guardaroba perfetto che ti lanci fuori sempre i capi giusti per ogni occasione, ma sicuramente per come vivo io quotidianamente questo sistema mi fa sentire sempre curata. e mi piaccio, sì.
questo è più o meno quello che mi piace indossare, a budget decisamente superiore di quello che io ho a disposizione per il mio abbigliamento, e anche con qualche volo di fantasia in più, gentilmente concesso da polyvore, altrimenti detto l'oppio delle mamme.
venerdì 22 ottobre 2010
FashionFriday -- ispirazioni
sere fa ho visto un film in tv col MaritoZen: il velo dipinto di john curran, di cui conoscevo il romanzo di william somerset maughan da cui è tratto. è una storia romantica ambientata negli anni '20.
per quanto il film non mi abbia particolarmente trascinato, non ho potuto che sognare quelle atmosfere modaiole anni '20.
io credo che avrei vinto la palma della peggio vestita se fossi vissuta in quell'epoca. il taglio dei vestiti non dona particolarmente alla mia forma fisica, ma non posso che battere le palpebre e sognare un po' ammirando quegli ombrellini parasole, quel lino leggero, quei guanti oltre il gomito e quelle pettinature scolpite, ma soprattutto quei morbidi cappelli calati sulla fronte. l'unica cosa che non mi sconfiffera proprio di quegli anni sono le frange che invece sembrano ritornate di gran moda. a me no, grazie.
qual è il vostro preferito???
venerdì 15 ottobre 2010
FashionFriday -- i miei must d'autunno
dopo l'ultima frenetica settimana che non mi ha dato tregua, torno col mio appuntamento frivolo e preferito, il FF.
a roma fa ancora abbastanza caldo, ma se si esce la mattina presto e si sta fuori di sera, l'aria rinfresca. siamo d'accordo che non ci sono più le mezze stagioni, siamo d'accordo che le ottobrate romane le conoscono pure i giapponesi, ma la canotta, diciamocelo, non è più sufficiente. ecco allora che finalmente ci si può sbizzarrire con l'abbigliamento a strati che io adoro. per questo ho pensato di mettere insieme i capi indispensabili per affrontare l'autunno, i miei must di stagione.
a proposito di classici, per me il trench fa subito autunno e non ne posso fare a meno. sta bene con (quasi) tutto e rende ricercato anche il più sportivo degli abbigliamenti.
poi un bel cardigan avvolgente e caldo, magari sciallato, da indossare su gonnelline estive e leggere, con sandalo da azzardare con calzettone o, meglio ancora con biker boots color cuoio.
un particolare che ho iniziato a indossare da quando ero a new york sono gli stivali senza collant, ma con calzettoni che fanno capolino. sbizzarrendosi con gli accostamenti.
infine il mio accessorio preferito (borse e scarpe non c'entrano sono un'altra categoria), il cappello. durante l'estate, a parte la paglia in spiaggia, io non riesco a usarne per uscire. mi fa un caldo pazzesco e mi appiccica i capelli sulla fronte, cosa che detesto quasi quanto il male ai piedi per i tacchi sui sanpietrini. quindi benvenuto auttuno! io mi ci tuffo con un bel borsalino.
e questo è il mio abbigliamento ideale che spesso si scontra con la mia routine quotidiana da scaricatrice di porto, con i mocci al naso di momo e con i sanpietrini romani, ma, come paola ci insegna, sognare che male fa?
e voi? a cosa non riuscite a rinunciare in questo autunno?
quali tendenze avete colto al volo, o cosa vi portate dietro, di cambio di stagione in cambio di stagione, come una vostra copertina di linus?
a roma fa ancora abbastanza caldo, ma se si esce la mattina presto e si sta fuori di sera, l'aria rinfresca. siamo d'accordo che non ci sono più le mezze stagioni, siamo d'accordo che le ottobrate romane le conoscono pure i giapponesi, ma la canotta, diciamocelo, non è più sufficiente. ecco allora che finalmente ci si può sbizzarrire con l'abbigliamento a strati che io adoro. per questo ho pensato di mettere insieme i capi indispensabili per affrontare l'autunno, i miei must di stagione.
a proposito di classici, per me il trench fa subito autunno e non ne posso fare a meno. sta bene con (quasi) tutto e rende ricercato anche il più sportivo degli abbigliamenti.
poi un bel cardigan avvolgente e caldo, magari sciallato, da indossare su gonnelline estive e leggere, con sandalo da azzardare con calzettone o, meglio ancora con biker boots color cuoio.
un particolare che ho iniziato a indossare da quando ero a new york sono gli stivali senza collant, ma con calzettoni che fanno capolino. sbizzarrendosi con gli accostamenti.
infine il mio accessorio preferito (borse e scarpe non c'entrano sono un'altra categoria), il cappello. durante l'estate, a parte la paglia in spiaggia, io non riesco a usarne per uscire. mi fa un caldo pazzesco e mi appiccica i capelli sulla fronte, cosa che detesto quasi quanto il male ai piedi per i tacchi sui sanpietrini. quindi benvenuto auttuno! io mi ci tuffo con un bel borsalino.
e questo è il mio abbigliamento ideale che spesso si scontra con la mia routine quotidiana da scaricatrice di porto, con i mocci al naso di momo e con i sanpietrini romani, ma, come paola ci insegna, sognare che male fa?
e voi? a cosa non riuscite a rinunciare in questo autunno?
quali tendenze avete colto al volo, o cosa vi portate dietro, di cambio di stagione in cambio di stagione, come una vostra copertina di linus?
domenica 3 ottobre 2010
Sunday (Book) Review -- la ricerca del tempo perduto
ieri avevamo in programma una grigliata in campagna con amici per il primo compleanno di un amichetto di momo. era una cosa organizzata da tempo. saremmo dovuti andare fuori roma con salsicce e filoni di pane per respirare un po' d'aria buona, bere qualche bicchiere di vino e aspettare di smaltirlo prima di tornare a casa all'imbrunire. tutto organizzato, i vestiti pronti sulla sedia (ommioddio, polyvore sta davvero diventando una droga, ma in questo post è ot, lasciamo perdere!!!), pannolini e non-si-sa-mai kit impacchettati, macchina fotografica sotto carica ed entusiasmo in saccoccia.
ieri mattina ci siamo svaegliati -- all'alba come sempre, grazie alla nostra sveglia di sbavini e mugolii -- e il sole splendeva. bene, possiamo "grigliare" all'aperto. gli sbavini stamattina son particolarmente appiccicosi però. e i mugolii non sono propriamente mugolii, assomigliano più a rantoli. sì, rantoli è la parola giusta. andiamo a cambiare il pannolino che nel frattempo papi prepara il caffè. ma questi occhietti? ma non dirmi che...
no, non me lo dice. momo ancora non sa parlare.
ma il termometro è implacabile: 38,5.
in un attimo tutti i progetti di sole, di risate, di compagnia, di fotografie controluce, di bruschette, di jeans arrotolati si sgretolano, lasciandomi a occhi lucidi di fronte agli occhi da bambi più strappalacrime dell'universo.
andiamo in cucina, diamo la notizia affranta al MaritoSonnambuloMaEfficiente e facciamo finta di niente. in fondo che vuoi che sia? è normale con un bambino piccolo che va all'asilo. anzi, meglio nel week-end, 'ché ora che lavoro se succede in settimana è veramente un macello. sì, però, gli amici, la campagna, i jeans arrotolati... lascia perdere, sai quanti week-end di grigliate ci sono da qui a quando momo andrà all'università? appunto. e chissà a quanti dovremo rinunciare.
data la notizia agli amici abbiamo iniziato la nostra giornata agli arresti domiciliari. i jeans arrotolati me li sono messi lo stesso, e poi ho pensato di approfittare della giornata in casa per sistemare un po' di mucchi di roba sparsi qua e là. momo mi seguiva come un cagnolino e trasportava calzini da un cassetto all'altro, svuotava la lavatrice, toglieva le mollette dallo stendino e cucinava patate e paperelle da bagnetto sulla sua cucinetta. poi ha iniziato a essere insofferente così ci siamo accucciolati sulla sedia a dondolo, si è fatto una super poppata consolatoria straordinaria ed è stramazzato dal sonno. dalle 10,30 alle 13,20. con me che dovevo fare la pipì dalle 10,35 (ma questa è un'altra truculente storia).
però, prima che l'orsetto cadesse in letargo ero riuscita ad afferrare lui, uno di quei libri che solo all'idea di affrontare ti senti distaccato dalla realtà. ho iniziato a leggere, abbandonandomi a ogni singola parola, in quella melodia di spirali che si rincorrono a ritmi dolorosi, eppure indulgenti.
io ho già letto parte de la ricerca del tempo perduto, quando andavo al liceo. ma mi sono fermata ai primi tre tomi. e adesso proust mi richiama e sono costretta a ricominciarne la lettura.
ricomincio daccapo.
da quando il piccolo marcel è immerso nell'angoscia notturna, lenita solo dalla presenza della sua mamma.
"Anche dentro di me tante cose sono andate distrutte che credevo dovessero durare per sempre, e altre nuove ne sono sorte facendo nascere nuove pene e gioie che quella sera non avrei potuto prevedere, così come quelle d'allora mi è ormai difficile capirle. E da molto tempo a mio padre non è più possibile dire alla mamma: « Vai col piccolo ». Quelle ore mi sono ormai inaccessibili. Ma da un po' di tempo ho ricominciato a sentire molto bene, se mi concentro, i singhiozzi che ebbi la forza di trattenere dinanzi a mio padre e che scoppiarono quando, più tardi, mi ritrovai solo con la mamma. In realtà, essi non sono mai cessati; ed è soltanto perché la vita si è fatta adesso più silenziosa intorno a me che li sento di nuovo, come quelle campane di conventi che il clamore della città copre tanto bene durante il giorno da far pensare che siano state messe a tacere e invece si rimettono a suonare nel silenzio della sera."
Alla ricerca del tempo perduto, Dalla parte di Swann, Marcel Proust.
dopo il sonno accucciolato sul mio cuore, al battito della mia commozione su pagine che ho amato e riscopro di amare forse più per una maggiore consapevolezza dei moti della mia anima e una maggiore conoscenza della vita, momo si è svegliato sereno, con le guance arrossate e gli occhietti vispi. abbiamo passato un bel pomeriggio tutti e tre. giocando, coccolandoci e sorprendendoci di quanto ci amiamo.
credo che andando alla ricerca del tempo perduto si possano trovare molte sorprese. compreso un tempo nuovo, più lento, fatto di espressioni che son sempre davanti ai nostri occhi eppure possono ancora emozionare, riempire, donare. un po' come le campane del convento.
ieri mattina ci siamo svaegliati -- all'alba come sempre, grazie alla nostra sveglia di sbavini e mugolii -- e il sole splendeva. bene, possiamo "grigliare" all'aperto. gli sbavini stamattina son particolarmente appiccicosi però. e i mugolii non sono propriamente mugolii, assomigliano più a rantoli. sì, rantoli è la parola giusta. andiamo a cambiare il pannolino che nel frattempo papi prepara il caffè. ma questi occhietti? ma non dirmi che...
no, non me lo dice. momo ancora non sa parlare.
ma il termometro è implacabile: 38,5.
in un attimo tutti i progetti di sole, di risate, di compagnia, di fotografie controluce, di bruschette, di jeans arrotolati si sgretolano, lasciandomi a occhi lucidi di fronte agli occhi da bambi più strappalacrime dell'universo.
andiamo in cucina, diamo la notizia affranta al MaritoSonnambuloMaEfficiente e facciamo finta di niente. in fondo che vuoi che sia? è normale con un bambino piccolo che va all'asilo. anzi, meglio nel week-end, 'ché ora che lavoro se succede in settimana è veramente un macello. sì, però, gli amici, la campagna, i jeans arrotolati... lascia perdere, sai quanti week-end di grigliate ci sono da qui a quando momo andrà all'università? appunto. e chissà a quanti dovremo rinunciare.
data la notizia agli amici abbiamo iniziato la nostra giornata agli arresti domiciliari. i jeans arrotolati me li sono messi lo stesso, e poi ho pensato di approfittare della giornata in casa per sistemare un po' di mucchi di roba sparsi qua e là. momo mi seguiva come un cagnolino e trasportava calzini da un cassetto all'altro, svuotava la lavatrice, toglieva le mollette dallo stendino e cucinava patate e paperelle da bagnetto sulla sua cucinetta. poi ha iniziato a essere insofferente così ci siamo accucciolati sulla sedia a dondolo, si è fatto una super poppata consolatoria straordinaria ed è stramazzato dal sonno. dalle 10,30 alle 13,20. con me che dovevo fare la pipì dalle 10,35 (ma questa è un'altra truculente storia).
però, prima che l'orsetto cadesse in letargo ero riuscita ad afferrare lui, uno di quei libri che solo all'idea di affrontare ti senti distaccato dalla realtà. ho iniziato a leggere, abbandonandomi a ogni singola parola, in quella melodia di spirali che si rincorrono a ritmi dolorosi, eppure indulgenti.
io ho già letto parte de la ricerca del tempo perduto, quando andavo al liceo. ma mi sono fermata ai primi tre tomi. e adesso proust mi richiama e sono costretta a ricominciarne la lettura.
ricomincio daccapo.
da quando il piccolo marcel è immerso nell'angoscia notturna, lenita solo dalla presenza della sua mamma.
"Anche dentro di me tante cose sono andate distrutte che credevo dovessero durare per sempre, e altre nuove ne sono sorte facendo nascere nuove pene e gioie che quella sera non avrei potuto prevedere, così come quelle d'allora mi è ormai difficile capirle. E da molto tempo a mio padre non è più possibile dire alla mamma: « Vai col piccolo ». Quelle ore mi sono ormai inaccessibili. Ma da un po' di tempo ho ricominciato a sentire molto bene, se mi concentro, i singhiozzi che ebbi la forza di trattenere dinanzi a mio padre e che scoppiarono quando, più tardi, mi ritrovai solo con la mamma. In realtà, essi non sono mai cessati; ed è soltanto perché la vita si è fatta adesso più silenziosa intorno a me che li sento di nuovo, come quelle campane di conventi che il clamore della città copre tanto bene durante il giorno da far pensare che siano state messe a tacere e invece si rimettono a suonare nel silenzio della sera."
Alla ricerca del tempo perduto, Dalla parte di Swann, Marcel Proust.
dopo il sonno accucciolato sul mio cuore, al battito della mia commozione su pagine che ho amato e riscopro di amare forse più per una maggiore consapevolezza dei moti della mia anima e una maggiore conoscenza della vita, momo si è svegliato sereno, con le guance arrossate e gli occhietti vispi. abbiamo passato un bel pomeriggio tutti e tre. giocando, coccolandoci e sorprendendoci di quanto ci amiamo.
credo che andando alla ricerca del tempo perduto si possano trovare molte sorprese. compreso un tempo nuovo, più lento, fatto di espressioni che son sempre davanti ai nostri occhi eppure possono ancora emozionare, riempire, donare. un po' come le campane del convento.
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venerdì 1 ottobre 2010
FashionFriday -- la mia opinione sul classico, LBD
oggi parliamo di intramontabili.
di quei capi di abbigliamento o di quegli accessori che non dovrebbero mancare mai in un guardaroba. e non perché da qualche parte esista una lista di cui spuntare tutte le voci, ma perché secondo me possedere dei capi "classici" permette un'infinita varietà di utilizzo, una base di eleganza che non guasta e un'ancora di salvezza nei classici momenti del non-ho-niente-da-mettere.
se dovessi dire cosa mi piace indossare di più in assoluto, non avrei dubbi sul vestito. intendo il pezzo intero. lo trovo il modo più femminile di vestire. la maniera più semplice di trovare la giusta forma che valorizzi qualsiasi struttura fisica. e come è emerso da questo gioco, il vestito per eccellenza per me è il tubino nero, the LittleBlackDress, LePetitNoir, come dir si voglia.
per farvi capire cosa intendo per infinite possibilità di utilizzo e ancora di salvezza, mi sono cimentata in una prova erculea. modella, stylist e aiuto fotografa per un giorno. prima che mia sorella, la ZiaPolly andasse via l'ho reclutata dietro la mia nikon e abbiamo trascorso un paio d'ore a sbellicarci dalle risate e a fare le ganze. purtroppo non mi ha concesso di pubblicare gli scatti che ritraggono lei, accontentatevi di me. ditemi se l'idea vi piace, potrei sviluppare le potenzialità dell'autoscatto, ora che è partita!
non ho specificato le marche degli accessori e dei capi che ho unito agli outfit perché l'intento non era di fare pubblicità, ma vi assicuro che sono quasi tutte cose economiche (tipo zara, h&m, c'è anche una borsa carpisa), mentre alcuni pezzi appartengono al "patrimonio di famiglia", e credo che si possano trovare in mercati e negozi vintage.
che ne pensate, allora? qual è il vostro stile preferito?
love
c.
di quei capi di abbigliamento o di quegli accessori che non dovrebbero mancare mai in un guardaroba. e non perché da qualche parte esista una lista di cui spuntare tutte le voci, ma perché secondo me possedere dei capi "classici" permette un'infinita varietà di utilizzo, una base di eleganza che non guasta e un'ancora di salvezza nei classici momenti del non-ho-niente-da-mettere.
se dovessi dire cosa mi piace indossare di più in assoluto, non avrei dubbi sul vestito. intendo il pezzo intero. lo trovo il modo più femminile di vestire. la maniera più semplice di trovare la giusta forma che valorizzi qualsiasi struttura fisica. e come è emerso da questo gioco, il vestito per eccellenza per me è il tubino nero, the LittleBlackDress, LePetitNoir, come dir si voglia.
per farvi capire cosa intendo per infinite possibilità di utilizzo e ancora di salvezza, mi sono cimentata in una prova erculea. modella, stylist e aiuto fotografa per un giorno. prima che mia sorella, la ZiaPolly andasse via l'ho reclutata dietro la mia nikon e abbiamo trascorso un paio d'ore a sbellicarci dalle risate e a fare le ganze. purtroppo non mi ha concesso di pubblicare gli scatti che ritraggono lei, accontentatevi di me. ditemi se l'idea vi piace, potrei sviluppare le potenzialità dell'autoscatto, ora che è partita!
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| nella versione più "scontata", da sera. niente di impegnativo, ma carino. peep toe blu elettriche (eccole, paoletta!!!) e clutch a portamonete nera. |
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| da ufficio, o colloquio di lavoro. giacchina avvitata, mocassino con tacco e borsa capiente. occhiale di ordinanza. |
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| romantico. con giacchina maniche a sbuffo rosa cipria, collane di perle, borsa della nonna cipria. scarpe dal gusto vintage. |
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| boho. cappa di lana, collana artigianale, borsa da mary poppins, stivale in suede morbido, tacco medio basso. |
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| rock. maxi foulard, stivaletto tacco a spillo, borsa vintage pitonata con manici a catena. |
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| da signora. tacco a spillo borsa dalla linea pulita, squadrata, cardigan grigio/beige, volpe vintage. |
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| da studentessa. cardigan tortora morbido chiuso da cinturone in vita. borsa a cartella tdm, stivali bassi con pellicciotta. |
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| informale, sportivo, da giorno. ankle boots color cuoio, borsa capiente color miele, giubbino jeans. |
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| da ridere. un po' maschile, un po' carnevale. occhiale alla arisa, cravatta del marito, stivale tacco alto, blazer dal taglio maschile. |
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| eccolo qua. semplice, lineare, perfetto... |
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| ...ed economico! occhio che per chi non lo sapesse la taglia 40 corrisponde alla 44!!! |
non ho specificato le marche degli accessori e dei capi che ho unito agli outfit perché l'intento non era di fare pubblicità, ma vi assicuro che sono quasi tutte cose economiche (tipo zara, h&m, c'è anche una borsa carpisa), mentre alcuni pezzi appartengono al "patrimonio di famiglia", e credo che si possano trovare in mercati e negozi vintage.
che ne pensate, allora? qual è il vostro stile preferito?
love
c.
mercoledì 29 settembre 2010
be calm
ho bisogno di lentezza.
mi sembra di correre continuamente, anche adesso che son qui alla mia scrivania col mio orzo fumante.
sento quell'ansietta che ti impedisce un respiro profondo e vorrei essere capace di svuotare la testa in un attimo e godermi una mezz'ora di relax prima di crollare.
allora colgo la sfida di paola, per gioco, per portare via la testa.
io sono la tipa da vestito. e per un'occasione così, cena da amici, con incontro galante col lui che mi interessa, punterei su un tubino, che non si sbaglia mai. occhiali che smorzano l'effetto vamp, sciarpa da annodare al collo, mettere sulle spalle al bisogno, o far scivolare dalla borsa, birkin -- appunto -- amica fidata, solo due orecchini piccoli che danno il tocco romantico all'insieme. per le scarpe mi gioco l'alternativa all'ultimo minuto. tutto dipende da come ci devo arrivare a questa cena. se viaggio in auto, sicuramente tacco, altrimenti meglio ballerina che dolori e nervosismi.
ho scelto appositamente tutte cose che non posso permettermi, perché in questo frangente di calma, e di spazio privato ho voluto proprio esagerare!
e con questo bel set me ne vado a nanna, che di sogni ne ho già fatti parecchi a occhi aperti.
love
c.
mi sembra di correre continuamente, anche adesso che son qui alla mia scrivania col mio orzo fumante.
sento quell'ansietta che ti impedisce un respiro profondo e vorrei essere capace di svuotare la testa in un attimo e godermi una mezz'ora di relax prima di crollare.
allora colgo la sfida di paola, per gioco, per portare via la testa.
paola ha lanciato una competition stilistica, qui le regole per partecipare.
io sono la tipa da vestito. e per un'occasione così, cena da amici, con incontro galante col lui che mi interessa, punterei su un tubino, che non si sbaglia mai. occhiali che smorzano l'effetto vamp, sciarpa da annodare al collo, mettere sulle spalle al bisogno, o far scivolare dalla borsa, birkin -- appunto -- amica fidata, solo due orecchini piccoli che danno il tocco romantico all'insieme. per le scarpe mi gioco l'alternativa all'ultimo minuto. tutto dipende da come ci devo arrivare a questa cena. se viaggio in auto, sicuramente tacco, altrimenti meglio ballerina che dolori e nervosismi.
ho scelto appositamente tutte cose che non posso permettermi, perché in questo frangente di calma, e di spazio privato ho voluto proprio esagerare!
e con questo bel set me ne vado a nanna, che di sogni ne ho già fatti parecchi a occhi aperti.
love
c.
venerdì 24 settembre 2010
FashionFriday -- capi transizionali
avevo promesso che avrei iniziato ad arricchire questi post con foto ed ecco qua.
oggi volevo parlare di uno di quei capi che compri a inizio stagione e continui a mettere a oltranza e ad abbinare nei modi più disparati. li ho chiamati capi transizionali, perché per me fungono da filo conduttore del mio guardaroba. me li porto da primavera ad autunno, senza stancarmi di indossarli, anzi, sentendoli sempre un punto di forza del mio stile.
quest'anno, inverno agli sgoccioli e voglia di leggerezza mi hanno portato ad acquistare dei pantaloni, dal colore indefinito (nel senso che io non lo so definire, dal khaki al tabacco, in una gradazione che mi sembra prenda le sfumature da quello che ci metti vicino), dal taglio morbido e stile garçonne. era uno di quegli acquisti altrimenti detti consolatori, che avendo un taglio modaiolo mi davano il gusto del nuovo e riuscivano a proiettarmi in avanti... e se ne avevo bisogno in quel periodo!!!
appena ci si è potuto scoprire la caviglia li ho indossati un po' risvoltati, portandomeli appresso per tutta la primavera, con maglie e cardigan dai colori candy e vivaci e con righe e pois che fanno subito friccico primaverile.
oggi volevo parlare di uno di quei capi che compri a inizio stagione e continui a mettere a oltranza e ad abbinare nei modi più disparati. li ho chiamati capi transizionali, perché per me fungono da filo conduttore del mio guardaroba. me li porto da primavera ad autunno, senza stancarmi di indossarli, anzi, sentendoli sempre un punto di forza del mio stile.
quest'anno, inverno agli sgoccioli e voglia di leggerezza mi hanno portato ad acquistare dei pantaloni, dal colore indefinito (nel senso che io non lo so definire, dal khaki al tabacco, in una gradazione che mi sembra prenda le sfumature da quello che ci metti vicino), dal taglio morbido e stile garçonne. era uno di quegli acquisti altrimenti detti consolatori, che avendo un taglio modaiolo mi davano il gusto del nuovo e riuscivano a proiettarmi in avanti... e se ne avevo bisogno in quel periodo!!!
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| t-shirt beige con strass, cardigan in cotone arancio e oro, ballerine a punta cuoio, clutch color cuoio |
appena ci si è potuto scoprire la caviglia li ho indossati un po' risvoltati, portandomeli appresso per tutta la primavera, con maglie e cardigan dai colori candy e vivaci e con righe e pois che fanno subito friccico primaverile.
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| maglia a righe bianca e blu, blazer beige, sciarpina blu e grigio, superga bianche, clutch color cuoio |
quando è arrivata l'estate, è stato un attimo: canotte e sandali e voilà:

ora che l'autunno è alle porte, che il caldo torrido si è attenuato, che l'aria la mattina è pungente, continuo ad aver voglia di indossarli, li trovo comodi, belli e versatili, non mi annoiano mai e mi risolvono le giornate del non-ho-niente-da-mettermi. e abbinandoli a colori più sobri e tonalità più profonde mi fanno sentire perfettamente in simbiosi con la natura che langue.
volevo appuntare che ho scattato queste foto a casa mia, con mia sorella, ZiaPolly, arrangiando un set fotografico in cucina, dove con un temporale imminente, c'era quel minimo di luce per far venire qualcosa. e ci siamo divertite un mondo!!! forse polyvore sarebbe stato più rapido, ma vuoi mettere le risate da bambine a fare le stylist?!?!?!
due scatti dal backstage
(un grazie a NonnaDuracell per il manichino da sarta che per un po' arrederà il mio salone e a ZiaPolly che oltre ad aver fatto da aiuto fotografa, stylist e modella per le prove, ha anche contribuito con parti del suo guardaroba agli outfit proposti)
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| canotta rosa antico, maxi foulard rosa, borsa rosa, zeppe argento |

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| t-shirt grigia, sciarpina fantasia blu e grigio, borsa di paglia, sandali di cuoio |
ora che l'autunno è alle porte, che il caldo torrido si è attenuato, che l'aria la mattina è pungente, continuo ad aver voglia di indossarli, li trovo comodi, belli e versatili, non mi annoiano mai e mi risolvono le giornate del non-ho-niente-da-mettermi. e abbinandoli a colori più sobri e tonalità più profonde mi fanno sentire perfettamente in simbiosi con la natura che langue.
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| camicina rossa, cardigan beige dorato, postina tortora, sciarpina grigia e rossa, oxford marroni |
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| maglia maniche a tre quarti antracite, tracolla grigia, cardigan grigio chiaro, ballerina a punta marroni, sciarpa grigia |
due scatti dal backstage
(un grazie a NonnaDuracell per il manichino da sarta che per un po' arrederà il mio salone e a ZiaPolly che oltre ad aver fatto da aiuto fotografa, stylist e modella per le prove, ha anche contribuito con parti del suo guardaroba agli outfit proposti)
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| separé audrey hepburn, sfondo |
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| stand abiti, manichino da sarta |
giovedì 16 settembre 2010
rullo di tamburi... aggiornamento rapido
ehhehe
alla fine il taglio non l'ho toccato!!!
però son diventata...
...
...
blu.
non blu puffo, eh?
blu notte. son tornata al mio corvino con riflessi blu.
il MaritoStupito ha detto che son tornata ... censura mode on --> la sua pantera... cof cof... censura mode off
mia suocera ha detto che stavo meglio prima, ma quando mi ero fatta rossa mi ha detto che stavo meglio prima (nera) e quando mi ero tagliata i capelli mi ha detto che stavo meglio prima.
questa è la virtù della suocera, trovare sempre il lato bello delle cose irreversibili: che non si può più tornare come prima!!!
quando sono andata a prendere momo mi ha guardato perplesso, non ha fatto una piega finché non ha sentito la mia voce, poi mi ha sorriso e mi ha annusato il cuoio capelluto. ok, tutto a posto, mi ama ancora.
alla fine il taglio non l'ho toccato!!!
però son diventata...
...
...
blu.
non blu puffo, eh?
blu notte. son tornata al mio corvino con riflessi blu.
il MaritoStupito ha detto che son tornata ... censura mode on --> la sua pantera... cof cof... censura mode off
mia suocera ha detto che stavo meglio prima, ma quando mi ero fatta rossa mi ha detto che stavo meglio prima (nera) e quando mi ero tagliata i capelli mi ha detto che stavo meglio prima.
questa è la virtù della suocera, trovare sempre il lato bello delle cose irreversibili: che non si può più tornare come prima!!!
quando sono andata a prendere momo mi ha guardato perplesso, non ha fatto una piega finché non ha sentito la mia voce, poi mi ha sorriso e mi ha annusato il cuoio capelluto. ok, tutto a posto, mi ama ancora.
mercoledì 15 settembre 2010
cominciare sempre dall'alto!
oggi partiamo con un'ovvietà: cosa fa una donna quando ha voglia di cambiare, voltare pagina, sentirsi più bella, o semplicemente a posto?
...eh, sì!
capelli!!!
io ho un rapporto un po' particolare con la mia testa. ho avuto periodi in cui non mi sarei fatta mettere una mano in testa neppure per sbaglio, altri che non faccio altro che cambiare colori, tagli e pettinature. ieri sera sono andata a riguardarmi delle foto degli ultimi quattro anni...
diciamo che il mio punto di partenza, e anche la versione più naturale di me è questa:

poi a new york mi sono affidata alle forbici di quei matti di parrucchieri che scovavo solo io e da un corto soft

sono arrivata allo spennato/spettinato

poi questa primavera è partita la saga dei rossi e, dal ciliegia della foto sul mio profilo, sono arrivata a questa forma selvaggia di biondo bruciato, passando per un arancio ramato di cui non ho trovato foto.

ma adesso, indovinate un po'... mi sono stufata!!!
voglio sicuramente tornare a un po' di scuro, anche perché andando via l'abbronzatura, il biondo mi sta davvero male.
ho un appuntamento al parrucchiere per questa mattina. consigli???
...eh, sì!
capelli!!!
io ho un rapporto un po' particolare con la mia testa. ho avuto periodi in cui non mi sarei fatta mettere una mano in testa neppure per sbaglio, altri che non faccio altro che cambiare colori, tagli e pettinature. ieri sera sono andata a riguardarmi delle foto degli ultimi quattro anni...
diciamo che il mio punto di partenza, e anche la versione più naturale di me è questa:
poi ogni tanto ho osato frangette più o meno corte, ammorbidendo il colore in un castano più caldo
poi a new york mi sono affidata alle forbici di quei matti di parrucchieri che scovavo solo io e da un corto soft
sono arrivata allo spennato/spettinato
poi questa primavera è partita la saga dei rossi e, dal ciliegia della foto sul mio profilo, sono arrivata a questa forma selvaggia di biondo bruciato, passando per un arancio ramato di cui non ho trovato foto.

ma adesso, indovinate un po'... mi sono stufata!!!
voglio sicuramente tornare a un po' di scuro, anche perché andando via l'abbronzatura, il biondo mi sta davvero male.
ho un appuntamento al parrucchiere per questa mattina. consigli???
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