è accaduto.
un pomeriggio della settimana scorsa io e momo giocavamo nella sua cameretta e momo era impegnatissimo a cercare brande e letti di recupero per bambolotti, peluches e macchinine che dovevano andare a fare la nanna. il mio neurone superstite ha fatto un balzo improvviso, quanto inaspettato, e ha fatto sì, che senza che me ne accorgessi, stessi insinuando subdolamente in mio figlio la voglia di dormire accanto ai suoi giocattoli, non prima di aver spostato il suo lettino che giaceva ormai inutilizzato nella nostra camera da letto (perché lui aveva preso possesso dei 3/4 del lettone).
tutto è appunto iniziato così, per gioco.
abbiamo spostato insieme il lettino, spingendolo faticosamente lungo il corridoio, sempre insieme. abbiamo aspettato il babbo che ci smontasse la spondina laterale, poi abbiamo cambiato le lenzuola e aggiunto cuscini e pupazzi. carillon e lucine.
e quella sera, senza fare una piega momo è andato a dormire nel suo lettino. era mercoledì 1 dicembre.
questo non significa che abbia detto "buonanotte mamma, buonanotte papà" ci abbia dato il bacino e si sia eclissato nelle sue stanze fino al mattino seguente.
anzi.
l'addormentamento è stato rapido e indolore. favola, nenna e carezzine. e un po' di ninna nanna.
poi però non è cambiato assolutamente nulla nella nostra personale routine notturna. i suoi soliti tre, quattro, cinque risvegli. durante i quali anzicché abbracciarlo, dargli due pacche o al massimo allattarlo, girandomi nel letto, mi sono dovuta alzare correre fra le urla che solo momo sa tirare fuori nel buio delle notti più silenziose e schiantarmi contro lo stipide della porta della sua camera (e fratturarmi l'ultimo dito del piede). Dopo di che si riaddormentava fino al successivo risveglio. ecco.
io sinceramente non so cos'è meglio.
da un lato mi fa pensare che tutte le strategie che generalmente circolano su questi passaggi di crescita, come su quelli di ambiti diversi (alimentazione, socialità etc), lasciano il tempo che trovano. che a volte noi genitori ingigantiamo i problemi: sarà un trauma per lui? a che età è meglio farlo? insomma le cose accadono, e noi dobbiamo solo trovare il modo di contenerle.
a volte le cose sono più semplici di quello che sembrano.
poi però ti scontri contro la dura realtà: che certe volte i "vizi" dei bambini (in questo caso dormire nel lettone) era un "vizio" nostro, che non eravamo costretti ad alzarci mille volte di notte.
mi dò una pacca sulla spalla perché più di questo non riesco a fare e se era finito nel lettone era proprio perché eravamo esausti. e voglio essere accondiscendente con me.
però mi chiedo perché tutta questa fatica.
momo non poteva essere uno di quei bambini che si addormenta alle 8 e si sveglia la mattina dopo?
quei bambini non esistono?
sì, credo esistano, ma per favore, ora, nei commenti, non ditemelo, lasciatemi nel dubbio.
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martedì 7 dicembre 2010
mercoledì 14 luglio 2010
di passaggio
eccoci qua
al fresco di una pineta, a roma.
siamo tornati dalle vacanze domenica, ma ripartiamo presto per andare dai nonni in campagna.
però vorrei aggiornare perché le tre settimane al mare sono state ricche, ricche di eventi, vita, amore, progetti, dialoghi, evoluzioni, lacrime, scelte, leggerezza, cicale.
siamo stati in salento, la mia terra, quella rossa che appare dietro i muretti a secco che ospitano lucertole poltrone e che spesso sono ombreggiati da ulivi centenari.
mi fa sempre un certo effetto arrivare in auto giù in puglia. sei in macchina, nella tua capsula ovattata che sfida la calura: curve, gallerie e poi, a un certo punto, quando sei stanco, vorresti sgranchirti le gambe e ti assale quella leggera nausea da strade scomode, arriva lui, nella sua immensità azzurra. e sta lì, a braccia aperte, ad accoglierti, il mare.
e io mi commuovo sempre e penso che per andar via basta non voltarsi indietro, ma per tornare ci vuole tanto coraggio, perché tutto quello che hai chiuso nei bauli in soffitta sta lì ad aspettarti.
comunque la prima settimana è stata difficile. momo era malconcio per il virus intestinale che aveva preso prima di partire, poi, guarito, ha pensato bene di attaccarlo al suo babbo. e poi siccome la mamma era invidiosa: be' sì, anch'io con febbre a 39 e vomito.
ma poi è arrivato il grande giorno: il primo compleanno di momo!
io ho iniziato a frignare dalle 6 di mattina, poi sono arrivati ZiaPolly, i miei nonnini e i miei genitori. insomma: quattro generazioni per festeggiare il mio principino.

questa torta è stato un meraviglioso regalo che ci ha fatto ZiaPatty!!!
grazie ancora!!!
momo ha scartato tanti regali, ma quello che gli è piaciuto di più è stata la scatola d'imballaggio di uno di quelli (!!!)
superato quel giorno, da un lato magico e gioioso, dall'altro per me molto faticoso perché pensavo a quel giorno di un anno fa che non è stato molto facile, è andato tutto liscio.
tanto mare, sabbia dappertutto, giochi nuovi, libertà e grandi progressi. tornerò a scrivere del cibo, dell'allattamento e di altre piccole sfide quotidiane, ma il mio tempo è scaduto e chiudo con questa letterina per momo.
mio piccolo momo,
hai iniziato a camminare, anche se sarebbe meglio dire che hai iniziato a correre e schiantarti per terra.
è stato un momento di profonda riflessione assistere a queste tue conquiste: la tua caparbia, ma anche i tuoi tentativi falliti e la tua capacità di rialzarti, la tua leggerezza nell'affrontare le cadute e la tua determinazione sorda ai miei richiami quando fissi un obbiettivo e lo rincorri. la tua gioia pura nella conquista dell'equilibrio, e la tua concentrazione in quella ricerca. la tua fatica talvolta e le tue richieste d'aiuto tirando il lembo di un vestito.
adesso cammini.
stai sulle tue gambe.
e io, ogni tanto, posso stare seduta a guardarti andare via, lontano da me.
posso restare a distanza mentre tu cerchi qualcosa che puoi raggiungere da solo.
e da lì, da quel posticino che mi ritaglio per osservarti e star pronta a proteggerti, ti vedo davvero per quello che sei diventato.
un ometto con l'andatura di un pinguino che non si volta indietro, proprio come vorrei essere io.
un bimbo che porta con sé un giochino stretto in una manina e parte per esplorare l'intorno, ridendo tra sé e sé, certo di fare qualcosa di pazzarello.
mio piccolo momo
la tua mamma non pensava di poterti amare più di quando ti ha stretto tra le braccia la prima volta, ma vivere quest'anno con te mi ha fatto scoprire che le mamme sbagliano tanto. e io non sono un'eccezione.
al fresco di una pineta, a roma.
siamo tornati dalle vacanze domenica, ma ripartiamo presto per andare dai nonni in campagna.
però vorrei aggiornare perché le tre settimane al mare sono state ricche, ricche di eventi, vita, amore, progetti, dialoghi, evoluzioni, lacrime, scelte, leggerezza, cicale.
siamo stati in salento, la mia terra, quella rossa che appare dietro i muretti a secco che ospitano lucertole poltrone e che spesso sono ombreggiati da ulivi centenari.
mi fa sempre un certo effetto arrivare in auto giù in puglia. sei in macchina, nella tua capsula ovattata che sfida la calura: curve, gallerie e poi, a un certo punto, quando sei stanco, vorresti sgranchirti le gambe e ti assale quella leggera nausea da strade scomode, arriva lui, nella sua immensità azzurra. e sta lì, a braccia aperte, ad accoglierti, il mare.
e io mi commuovo sempre e penso che per andar via basta non voltarsi indietro, ma per tornare ci vuole tanto coraggio, perché tutto quello che hai chiuso nei bauli in soffitta sta lì ad aspettarti.
comunque la prima settimana è stata difficile. momo era malconcio per il virus intestinale che aveva preso prima di partire, poi, guarito, ha pensato bene di attaccarlo al suo babbo. e poi siccome la mamma era invidiosa: be' sì, anch'io con febbre a 39 e vomito.
ma poi è arrivato il grande giorno: il primo compleanno di momo!
io ho iniziato a frignare dalle 6 di mattina, poi sono arrivati ZiaPolly, i miei nonnini e i miei genitori. insomma: quattro generazioni per festeggiare il mio principino.

questa torta è stato un meraviglioso regalo che ci ha fatto ZiaPatty!!!
grazie ancora!!!
momo ha scartato tanti regali, ma quello che gli è piaciuto di più è stata la scatola d'imballaggio di uno di quelli (!!!)
superato quel giorno, da un lato magico e gioioso, dall'altro per me molto faticoso perché pensavo a quel giorno di un anno fa che non è stato molto facile, è andato tutto liscio.
tanto mare, sabbia dappertutto, giochi nuovi, libertà e grandi progressi. tornerò a scrivere del cibo, dell'allattamento e di altre piccole sfide quotidiane, ma il mio tempo è scaduto e chiudo con questa letterina per momo.
mio piccolo momo,
hai iniziato a camminare, anche se sarebbe meglio dire che hai iniziato a correre e schiantarti per terra.
è stato un momento di profonda riflessione assistere a queste tue conquiste: la tua caparbia, ma anche i tuoi tentativi falliti e la tua capacità di rialzarti, la tua leggerezza nell'affrontare le cadute e la tua determinazione sorda ai miei richiami quando fissi un obbiettivo e lo rincorri. la tua gioia pura nella conquista dell'equilibrio, e la tua concentrazione in quella ricerca. la tua fatica talvolta e le tue richieste d'aiuto tirando il lembo di un vestito.
adesso cammini.
stai sulle tue gambe.
e io, ogni tanto, posso stare seduta a guardarti andare via, lontano da me.
posso restare a distanza mentre tu cerchi qualcosa che puoi raggiungere da solo.
e da lì, da quel posticino che mi ritaglio per osservarti e star pronta a proteggerti, ti vedo davvero per quello che sei diventato.
un ometto con l'andatura di un pinguino che non si volta indietro, proprio come vorrei essere io.
un bimbo che porta con sé un giochino stretto in una manina e parte per esplorare l'intorno, ridendo tra sé e sé, certo di fare qualcosa di pazzarello.
mio piccolo momo
la tua mamma non pensava di poterti amare più di quando ti ha stretto tra le braccia la prima volta, ma vivere quest'anno con te mi ha fatto scoprire che le mamme sbagliano tanto. e io non sono un'eccezione.
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mercoledì 9 giugno 2010
di compleanni... un aiutino
si avvicina il compleanno di momo.
io sono veramente emozionata. non mi capacito come abbia fatto a passare così tanto tempo e come abbia fatto io a non riuscire a dare una festa per lui finora.
quando è nato ho coltivato l'idea di aspettare la fine dell'estate e organizzare una festa per dargli il benvenuto. poi l'estate è finita e sono iniziate le crisi isteriche. momo che non dormiva più di giorno, io che arrancavo e la festa è passata in cavalleria.
il battesimo non l'abbiamo fatto e quindi anche questa occasione che generalmente funge da festa di benvenuto è saltata.
ora sta per compiere un anno e noi partiamo per le vacanze, quindi per il suo compleanno non saremo a roma. sicuramente faremo una festicciola fra noi, ma non una festa con bambini e cuginetti come mi piacerebbe. torniamo intorno al 10 luglio, quando il suo compleanno sarà passato da un pezzo, e tra l'altro io contavo di riscappare via dalla città perché farà un caldo mostruoso e probabilmente ormai molti saranno partiti.
insomma non so bene che fare. di sicuro non voglio ridurmi come per il mio, di compleanno. che ancora se ci penso mi viene da piangere. però l'idea di farlo in differita un po' mi scoccia, tra l'altro stando in vacanza sarebbe difficile organizzare per bene senza ingolfarmi alla fine, e anche far tutto pronto da ora mi sembra poco realistico (visto che devo ancora fare mente locale su quello che dobbiamo portarci via per le vacanze).
che fareste voi?
e cosa avete fatto per il primo compleanno del vostro pargoletto?
mi date un consiglio?
io sono veramente emozionata. non mi capacito come abbia fatto a passare così tanto tempo e come abbia fatto io a non riuscire a dare una festa per lui finora.
quando è nato ho coltivato l'idea di aspettare la fine dell'estate e organizzare una festa per dargli il benvenuto. poi l'estate è finita e sono iniziate le crisi isteriche. momo che non dormiva più di giorno, io che arrancavo e la festa è passata in cavalleria.
il battesimo non l'abbiamo fatto e quindi anche questa occasione che generalmente funge da festa di benvenuto è saltata.
ora sta per compiere un anno e noi partiamo per le vacanze, quindi per il suo compleanno non saremo a roma. sicuramente faremo una festicciola fra noi, ma non una festa con bambini e cuginetti come mi piacerebbe. torniamo intorno al 10 luglio, quando il suo compleanno sarà passato da un pezzo, e tra l'altro io contavo di riscappare via dalla città perché farà un caldo mostruoso e probabilmente ormai molti saranno partiti.
insomma non so bene che fare. di sicuro non voglio ridurmi come per il mio, di compleanno. che ancora se ci penso mi viene da piangere. però l'idea di farlo in differita un po' mi scoccia, tra l'altro stando in vacanza sarebbe difficile organizzare per bene senza ingolfarmi alla fine, e anche far tutto pronto da ora mi sembra poco realistico (visto che devo ancora fare mente locale su quello che dobbiamo portarci via per le vacanze).
che fareste voi?
e cosa avete fatto per il primo compleanno del vostro pargoletto?
mi date un consiglio?
sabato 5 giugno 2010
orario insolito
guardate un po' che ore sono. e io sono sveglia.
non pimpante, ma lucida.
ci sono stati due amici a cena e appena sono andati via il MaritoOcchioLanguido si è impigiamato e già ronfava, io invece, proprio come una vita fa, mi sono sistemata la cucina, ho sparecchiato, attaccato la lavastoviglie, lavato quello che era da fare a mano e il piano cottura e ho perso un tovagliolo scrollando la tovaglia fuori dalla finestra.
ora non ho sonno. so che dovrei andare a letto, perché chissà quanto riuscirò a dormire, ma ho bisogno di appuntare questi ultimi giorni.
sono stata due giorni sotto shock. l'altra notte momo è caduto dal letto.
io sono stata svegliata da un rumore sordo e poi un rinculo inquietante tipo qualcosa che si spiaccicava. ho gridato, già sapevo, poi ha iniziato a piangere anche lui. il MaritoFelino è balzato in un unico movimento dentro il lettino di momo gridando: dov'è? dov'è?
ma era già nelle mie braccia.
e io non ragionavo più.
non ero neppure consapevole del fatto che stesse nel mio letto, ancora adesso ho il dubbio che si sia catapultato fuori dal suo lettino.
eppure credo che sia andata diversamente: probabilmente l'ho preso e messo nel lettone quando si è svegliato nel cuore della notte, l'ho allattato in automatico, e altrettanto automaticamente l'ho messo dalla parte esterna per ciucciare dall'altra parte e lì mi sono addormentata.
ho perso il controllo.
ho perso il controllo.
non ho fatto altro che pensare ai danni irreparabili che questa mia leggerezza avrebbe potuto causare. sono stata sveglia ad ascoltare il suo respiro. sono stata ad osservarlo per carpire delle mancanze, delle stranezze.
per fortuna nulla.
anche ora se ripenso a quel rumore, mi sento male, mi viene da vomitare.
momo sta bene, a parte un bernoccolo in fronte, ma io non riesco più a dormire tranquilla. ho paura di riperdere il controllo.
eppure in questi giorni abbiamo trascorso dei momenti meravigliosi insieme, di giochi nuovi, di nuovi scherzi, di risate d'intesa. di tempo condiviso e non a disposizione. un sacco di coccole, e tante cose nuove.
ha finalmente imparato a battere le mani, prima faceva i pugnetti, non riusciva a tenere le manine aperte quando le batteva fra loro. poi parlotta sempre di più, sperimenta la sua voce e varie sillabe. si sta svegliando un po' meno di notte (e so che non dovrei dirlo, ma, chiamatemi scema, continuo a essere positiva e voler credere che siano miglioramenti e non casualità o, peggio, quiete prima della tempesta). ma la cosa più eclatante è che ieri, 3 giugno 2010, momo ha compiuto i suoi primi passi in autonomia. si è alzato in piedi, ha lasciato l'appoggio, ha controllato il suo equilibrio, poi ha fatto due passi, distanziati l'uno dall'altro e lentissimi . poi ha ricercato e trovato l'equilibrio e si è riseduto.
ho trattenuto il fiato, avrei pianto, se non avessi consumato tutte le mie lacrime mentre il rumore di quella notte mi continuava a martellare la testa.
ma dicono che i bambini sono di gomma. io lo spero.
non pimpante, ma lucida.
ci sono stati due amici a cena e appena sono andati via il MaritoOcchioLanguido si è impigiamato e già ronfava, io invece, proprio come una vita fa, mi sono sistemata la cucina, ho sparecchiato, attaccato la lavastoviglie, lavato quello che era da fare a mano e il piano cottura e ho perso un tovagliolo scrollando la tovaglia fuori dalla finestra.
ora non ho sonno. so che dovrei andare a letto, perché chissà quanto riuscirò a dormire, ma ho bisogno di appuntare questi ultimi giorni.
sono stata due giorni sotto shock. l'altra notte momo è caduto dal letto.
io sono stata svegliata da un rumore sordo e poi un rinculo inquietante tipo qualcosa che si spiaccicava. ho gridato, già sapevo, poi ha iniziato a piangere anche lui. il MaritoFelino è balzato in un unico movimento dentro il lettino di momo gridando: dov'è? dov'è?
ma era già nelle mie braccia.
e io non ragionavo più.
non ero neppure consapevole del fatto che stesse nel mio letto, ancora adesso ho il dubbio che si sia catapultato fuori dal suo lettino.
eppure credo che sia andata diversamente: probabilmente l'ho preso e messo nel lettone quando si è svegliato nel cuore della notte, l'ho allattato in automatico, e altrettanto automaticamente l'ho messo dalla parte esterna per ciucciare dall'altra parte e lì mi sono addormentata.
ho perso il controllo.
ho perso il controllo.
non ho fatto altro che pensare ai danni irreparabili che questa mia leggerezza avrebbe potuto causare. sono stata sveglia ad ascoltare il suo respiro. sono stata ad osservarlo per carpire delle mancanze, delle stranezze.
per fortuna nulla.
anche ora se ripenso a quel rumore, mi sento male, mi viene da vomitare.
momo sta bene, a parte un bernoccolo in fronte, ma io non riesco più a dormire tranquilla. ho paura di riperdere il controllo.
eppure in questi giorni abbiamo trascorso dei momenti meravigliosi insieme, di giochi nuovi, di nuovi scherzi, di risate d'intesa. di tempo condiviso e non a disposizione. un sacco di coccole, e tante cose nuove.
ha finalmente imparato a battere le mani, prima faceva i pugnetti, non riusciva a tenere le manine aperte quando le batteva fra loro. poi parlotta sempre di più, sperimenta la sua voce e varie sillabe. si sta svegliando un po' meno di notte (e so che non dovrei dirlo, ma, chiamatemi scema, continuo a essere positiva e voler credere che siano miglioramenti e non casualità o, peggio, quiete prima della tempesta). ma la cosa più eclatante è che ieri, 3 giugno 2010, momo ha compiuto i suoi primi passi in autonomia. si è alzato in piedi, ha lasciato l'appoggio, ha controllato il suo equilibrio, poi ha fatto due passi, distanziati l'uno dall'altro e lentissimi . poi ha ricercato e trovato l'equilibrio e si è riseduto.
ho trattenuto il fiato, avrei pianto, se non avessi consumato tutte le mie lacrime mentre il rumore di quella notte mi continuava a martellare la testa.
ma dicono che i bambini sono di gomma. io lo spero.
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venerdì 14 maggio 2010
la prima settimana al nido
lunedì momo ha iniziato ad andare all'asilo nido.
dopo le vicissitudini degli ultimi mesi (leggi 15/18 risvegli a notte per un periodo prolungato), che mi avevano piegato fisicamente e l'assenza di possibili aiuti nella sfera familiare, a metà aprile siamo andati a visitare la struttura di questo nido e abbiamo parlato con alcune educatrici. momo ha anche "assaggiato" lo spazio. e, siccome dopo l'ondata di entusiasmo verso gli altri bambini, una volta lasciato libero per terra, ha iniziato anche a giocare con quello che c'era voltandomi completamente le spalle, mi sono sentita rassicurata del fatto che fosse arrivato il momento giusto. per quanto ormai fosse necessario per il bene comune della famiglia, avevo bisogno di capire che non gli stavo togliendo nulla, ma anzi, gli stavo regalando uno spazio nuovo in cui sperimentare cose diverse, relazioni con bambini e adulti differenti dalla sua famiglia e soprattutto la spinta verso una graduale autonomia. quindi ci siamo accordati per iniziare a maggio.
in realtà, per ragioni burocratiche abbiamo iniziato lunedì scorso, per l'appunto.
l'inserimento finora è stato molto lento e graduale. da un'ora con me presente lunedì, a due ore, oggi, con me a portata d'orecchio, pronta a intervenire (cosa accaduta una volta), ma solo su richiesta dell'educatrice.
momo sembra reagire bene. lo spazio gli piace. è ancora circospetto e in osservazione, con qualche momento di dispersione, ma mi fido molto del metodo della struttura (montessoriana) e sono certa che ascolteranno i suoi bisogni senza imporgli niente.
stamattina si era addormentato in macchina e dormiva ancora nonostante l'avessi preso in braccio e portato lì, io non sapevo cosa fare e la sua educatrice mi ha proposto di metterlo a dormire nel lettino. io ero un po' interdetta. poi uscendo sono stata proprio presa dall'ansia: e se si sveglia e non mi trova? si era addormentato in un posto e si sveglia in un altro. e se si spaventa? e se pensa che l'ho abbandonato? perché non mi fanno rimanere lì dentro, così se si sveglia lo prendo io. lo abbraccio e tutto è a posto.
mentre mi rincoglionivo con questi fantasmi autoprodotti sento piangere dalla finestra. era lui.
mi sono fiondata nell'ingresso e lì ho trovato l'educatrice e momo che mi venivano a chiamare.
in un attimo tutti i miei fantasmi gongolanti si sono fatti un balletto nella mia testa mentre abbracciavo e rassicuravo momo. poi, invece, la spiegazione.
momo si era svegliato. l'educatrice l'aveva trovato seduto sul lettino che si guardava intorno. non piangeva. l'aveva portato dagli altri bambini che facevano merenda e gli aveva offerto della frutta: ne aveva mangiato due cucchiaini, quando un altro bimbo era caduto e aveva cominciato a piangere. e solo allora, per empatia forse, momo aveva attaccato anche lui.
ecco, la cosa mi ha colpito molto. perché come in altre situazioni quello che penso è sempre troppo mio, troppo adulto, troppo altro, da quello che magari pensa e sente momo, che è un bambino, con un carattere suo, che io ancora devo imparare a conoscere. e ad accogliere per quello che è.
tiè mammacaia, prendi e porta a casa!
dopo le vicissitudini degli ultimi mesi (leggi 15/18 risvegli a notte per un periodo prolungato), che mi avevano piegato fisicamente e l'assenza di possibili aiuti nella sfera familiare, a metà aprile siamo andati a visitare la struttura di questo nido e abbiamo parlato con alcune educatrici. momo ha anche "assaggiato" lo spazio. e, siccome dopo l'ondata di entusiasmo verso gli altri bambini, una volta lasciato libero per terra, ha iniziato anche a giocare con quello che c'era voltandomi completamente le spalle, mi sono sentita rassicurata del fatto che fosse arrivato il momento giusto. per quanto ormai fosse necessario per il bene comune della famiglia, avevo bisogno di capire che non gli stavo togliendo nulla, ma anzi, gli stavo regalando uno spazio nuovo in cui sperimentare cose diverse, relazioni con bambini e adulti differenti dalla sua famiglia e soprattutto la spinta verso una graduale autonomia. quindi ci siamo accordati per iniziare a maggio.
in realtà, per ragioni burocratiche abbiamo iniziato lunedì scorso, per l'appunto.
l'inserimento finora è stato molto lento e graduale. da un'ora con me presente lunedì, a due ore, oggi, con me a portata d'orecchio, pronta a intervenire (cosa accaduta una volta), ma solo su richiesta dell'educatrice.
momo sembra reagire bene. lo spazio gli piace. è ancora circospetto e in osservazione, con qualche momento di dispersione, ma mi fido molto del metodo della struttura (montessoriana) e sono certa che ascolteranno i suoi bisogni senza imporgli niente.
stamattina si era addormentato in macchina e dormiva ancora nonostante l'avessi preso in braccio e portato lì, io non sapevo cosa fare e la sua educatrice mi ha proposto di metterlo a dormire nel lettino. io ero un po' interdetta. poi uscendo sono stata proprio presa dall'ansia: e se si sveglia e non mi trova? si era addormentato in un posto e si sveglia in un altro. e se si spaventa? e se pensa che l'ho abbandonato? perché non mi fanno rimanere lì dentro, così se si sveglia lo prendo io. lo abbraccio e tutto è a posto.
mentre mi rincoglionivo con questi fantasmi autoprodotti sento piangere dalla finestra. era lui.
mi sono fiondata nell'ingresso e lì ho trovato l'educatrice e momo che mi venivano a chiamare.
in un attimo tutti i miei fantasmi gongolanti si sono fatti un balletto nella mia testa mentre abbracciavo e rassicuravo momo. poi, invece, la spiegazione.
momo si era svegliato. l'educatrice l'aveva trovato seduto sul lettino che si guardava intorno. non piangeva. l'aveva portato dagli altri bambini che facevano merenda e gli aveva offerto della frutta: ne aveva mangiato due cucchiaini, quando un altro bimbo era caduto e aveva cominciato a piangere. e solo allora, per empatia forse, momo aveva attaccato anche lui.
ecco, la cosa mi ha colpito molto. perché come in altre situazioni quello che penso è sempre troppo mio, troppo adulto, troppo altro, da quello che magari pensa e sente momo, che è un bambino, con un carattere suo, che io ancora devo imparare a conoscere. e ad accogliere per quello che è.
tiè mammacaia, prendi e porta a casa!
venerdì 26 febbraio 2010
8 mesi -- annotazioni
momo pesa 8 kg e mezzo ed è lungo circa 70 cm.
inizia a muoversi nell spazio, il suo tappetone non è più sufficiente a coprire le sue capriole. dopo tanti tentativi e tanti mmmmuuu di rabbia, riesce finalmente ad arrancare fino ai propri obbiettivi. non gattona in senso stretto, ma tende le gambe come a volersi mettere in piedi, e fa dei saltelli, poi con le braccia fa i passetti in avanti. è diventato veloce e sicuro nel mettersi seduto quando è prono e viceversa. talvolta usa questi movimenti per avvicinarsi agli oggetti che adocchia. quando ha un appoggio più o meno saldo si tira su e resta in piedi finché non si stanca. il suo repertorio di versetti aumenta e i pianti disperati sono sempre meno frequenti. ho la sensazione che stia imparando a riconoscere i propri bisogni e a cercare di esprimerli. non solo, inizia a esprimerli quando ancora non sono emergenze, così da permetterci di intervenire prima della sirena d'allarme. cerca spessissimo il mio sguardo di approvazione, o semplicemente mi cerca per assicurarsi che io ci sia, per il resto ha acquisito tanta autonomia nel gioco. oramai tende a snobbare tutti i suoi giochini, prediligendo tutto ciò che tocchiamo noi, dal pentolame con coperchi, ai libri, le mollette, il bocchettone del phon, il mattarello. ormai tendo a lasciarlo spesso per terra, anche sul pavimento non protetto dai suoi tappeti, ed è contento.
riguardo il cibo siamo a uno stallo. le poppate sono sempre tante. a pranzo e a cena chiede sempre di assaggiare e in linea di massima lo accontentiamo, ma con le pappe ha chiuso.
il suo rapporto con l'acqua resta felice. ormai sta seduto da solo nella vaschetta, senza lo scivolino e si diverte un sacco a inseguire il pesciolino/termometro e a succhiare l'asciugamanino che immergiamo.
in questo mese ha avuto il primo febbrone, ma ha reagito bene, anche se ho l'idea che nei giorni precedenti stesse incubando, per questo era strano e irritabile. dorme ancora circa 3 ore di giorno, ma ancora non ha mai fatto una nottata intera, anzi, adesso dopo le prime 6 ore che in genere riesce a fare filate, tende a svegliarsi a ripetizione o a voler restare nel lettone. per ora lo stiamo accontentando anche per via della febbre, ma mi auguro che presto questa abitudine sparisca.
una cosa molto bella è la sua reazione quando torna il babbo a casa: appena lo vede sbucare da dietro la porta inizia ad agitare le mani e ridere tutto sgangatello. lo riconosce.
è incuriosito dagli altri bambini, sorride e fa versetti, ma credo che ancora non si possa parlare di socializzare. dopo i primi momenti di interazione ognuno gioca nel proprio microcosmo.
volevo lasciare queste annotazioni per ricordare. sono scritte così senza capo né coda.
inizia a muoversi nell spazio, il suo tappetone non è più sufficiente a coprire le sue capriole. dopo tanti tentativi e tanti mmmmuuu di rabbia, riesce finalmente ad arrancare fino ai propri obbiettivi. non gattona in senso stretto, ma tende le gambe come a volersi mettere in piedi, e fa dei saltelli, poi con le braccia fa i passetti in avanti. è diventato veloce e sicuro nel mettersi seduto quando è prono e viceversa. talvolta usa questi movimenti per avvicinarsi agli oggetti che adocchia. quando ha un appoggio più o meno saldo si tira su e resta in piedi finché non si stanca. il suo repertorio di versetti aumenta e i pianti disperati sono sempre meno frequenti. ho la sensazione che stia imparando a riconoscere i propri bisogni e a cercare di esprimerli. non solo, inizia a esprimerli quando ancora non sono emergenze, così da permetterci di intervenire prima della sirena d'allarme. cerca spessissimo il mio sguardo di approvazione, o semplicemente mi cerca per assicurarsi che io ci sia, per il resto ha acquisito tanta autonomia nel gioco. oramai tende a snobbare tutti i suoi giochini, prediligendo tutto ciò che tocchiamo noi, dal pentolame con coperchi, ai libri, le mollette, il bocchettone del phon, il mattarello. ormai tendo a lasciarlo spesso per terra, anche sul pavimento non protetto dai suoi tappeti, ed è contento.
riguardo il cibo siamo a uno stallo. le poppate sono sempre tante. a pranzo e a cena chiede sempre di assaggiare e in linea di massima lo accontentiamo, ma con le pappe ha chiuso.
il suo rapporto con l'acqua resta felice. ormai sta seduto da solo nella vaschetta, senza lo scivolino e si diverte un sacco a inseguire il pesciolino/termometro e a succhiare l'asciugamanino che immergiamo.
in questo mese ha avuto il primo febbrone, ma ha reagito bene, anche se ho l'idea che nei giorni precedenti stesse incubando, per questo era strano e irritabile. dorme ancora circa 3 ore di giorno, ma ancora non ha mai fatto una nottata intera, anzi, adesso dopo le prime 6 ore che in genere riesce a fare filate, tende a svegliarsi a ripetizione o a voler restare nel lettone. per ora lo stiamo accontentando anche per via della febbre, ma mi auguro che presto questa abitudine sparisca.
una cosa molto bella è la sua reazione quando torna il babbo a casa: appena lo vede sbucare da dietro la porta inizia ad agitare le mani e ridere tutto sgangatello. lo riconosce.
è incuriosito dagli altri bambini, sorride e fa versetti, ma credo che ancora non si possa parlare di socializzare. dopo i primi momenti di interazione ognuno gioca nel proprio microcosmo.
volevo lasciare queste annotazioni per ricordare. sono scritte così senza capo né coda.
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martedì 23 febbraio 2010
notizie dell'ultima ora
mamma caia alle prese con la prima febbre del pupetto.
stanotte poverino si svegliava ogni quarto d'ora (si fa per dire, chi lo guardava l'orologio?) gemendo. non voleva il ciuccio, non voleva il seno, non voleva il biberon, solo stare addosso a me.
il pediatra ci ha prescritto belladonna, pazienza e tachipirina all'occorrenza. attendiamo almeno un giorno per vedere se ci sono altri sintomi...
oggi è arrivata ProntoInterventoNonnaDuracell, ma momo se l'è fatta quasi tutta akkoalato su di me. se non fosse per la temperatura, direi che sta benissimo. tranquillo, dolce, sorridente e coccolone... poverino, stroncato dalla febbre!!!
al momento è nell'ergobaby col babbo rientrato prima. ascoltano musica dixie cuore a cuore e ogni tanto occhieggiano a una mamma che si regge in piedi per miracolo.
stanotte poverino si svegliava ogni quarto d'ora (si fa per dire, chi lo guardava l'orologio?) gemendo. non voleva il ciuccio, non voleva il seno, non voleva il biberon, solo stare addosso a me.
il pediatra ci ha prescritto belladonna, pazienza e tachipirina all'occorrenza. attendiamo almeno un giorno per vedere se ci sono altri sintomi...
oggi è arrivata ProntoInterventoNonnaDuracell, ma momo se l'è fatta quasi tutta akkoalato su di me. se non fosse per la temperatura, direi che sta benissimo. tranquillo, dolce, sorridente e coccolone... poverino, stroncato dalla febbre!!!
al momento è nell'ergobaby col babbo rientrato prima. ascoltano musica dixie cuore a cuore e ogni tanto occhieggiano a una mamma che si regge in piedi per miracolo.
lunedì 16 novembre 2009
la prima pappa
è stato tutto un po' così, come tante cose che hanno riguardato momo. si sa che prima o poi succederà, si dovrebbe essere pronti da un momento all'altro, ma poi le cose precipitano all'improvviso.
dai, facciamolo! oggi, adesso!

e così mamma caia ingoia anche questo rospo. si mette ai fornelli e meticolosamente sbuccia due annurche biologiche, ne cava i torsoli, le spezzetta con un'attenzione e una lentezza che non le sono proprie e le mette in un pentolino con l'acqua sangemini.
mezz'ora di cottura perché va continuamente a rimestarle e non si ammollano mai. finché... la pappa è pronta e...

il resto è storia.
momo sembra adorare il suo nuovo seggiolone verde lime. all'avvicinarsi del cucchiaino ha sgranato gli occhi e ha sorriso. poi non credo abbia davvero ingurgitato più di un grammo di mela perché era molto più interessato a tutto l'aspetto ludico e sporchereccio.
io non mi dilungo su quello che ho provato io perché la reincarnazione del mio amico sigmund non mi starebbe dietro. allora mi soffermo ancora un attimo sui buchini di quelle manine indaffarate e poi chiudo.
dai, facciamolo! oggi, adesso!

e così mamma caia ingoia anche questo rospo. si mette ai fornelli e meticolosamente sbuccia due annurche biologiche, ne cava i torsoli, le spezzetta con un'attenzione e una lentezza che non le sono proprie e le mette in un pentolino con l'acqua sangemini.
mezz'ora di cottura perché va continuamente a rimestarle e non si ammollano mai. finché... la pappa è pronta e...
il resto è storia.
momo sembra adorare il suo nuovo seggiolone verde lime. all'avvicinarsi del cucchiaino ha sgranato gli occhi e ha sorriso. poi non credo abbia davvero ingurgitato più di un grammo di mela perché era molto più interessato a tutto l'aspetto ludico e sporchereccio.
io non mi dilungo su quello che ho provato io perché la reincarnazione del mio amico sigmund non mi starebbe dietro. allora mi soffermo ancora un attimo sui buchini di quelle manine indaffarate e poi chiudo.
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mercoledì 11 novembre 2009
etciù! e le regole non ci son più!
siamo a casa col raffreddore.
momo fa tosse e sternuti a ripetizione con quei risucchi da nonriescoarespirare che a me tolgono anni di vita e ovviamente ore di sonno.
ma tant'è.
l'anno scorso appena rimasta incinta mi son fatta due settimane di febbre e raffreddore con momo mignon nella pancia, senza assumere farmaci e quindi lasciando il malanno libero di operare la sua parabola.
ora io resisto strenuamente, facendo finta di non sentire il pizzico alla gola quando ingoio e sorridendo al mio batuffolo ammaccato.
la cosa che mi inquieta è che il mio piglio da mamma che nel caos almeno due paletti li mette, con questo primo raffreddore mi sono completamente rincretinita. lo allatto a richiesta e pure quando non lo sa neppure lui e me lo tengo di più nel lettone... mi auguro di non incappare nelle conseguenze... ho faticato così tanto finora per avere un minimo di prevedibilità negli orari delle poppate e mi sono forzata di notte ad alzarmi, farlo addormentare fuori dal lettone e poi metterlo nel suo lettino, che ora, rovinare tutto così... mi darebbe davvero ai nervi!
però ho scoperto che di fronte al suo faccino pallido e agli occhietti un po' all'ingiù divento tenera e disarmata, che posso farci?
qualcuno può dirmi che con la dipartita del raffreddore tornerà tutto come prima?
momo fa tosse e sternuti a ripetizione con quei risucchi da nonriescoarespirare che a me tolgono anni di vita e ovviamente ore di sonno.
ma tant'è.
l'anno scorso appena rimasta incinta mi son fatta due settimane di febbre e raffreddore con momo mignon nella pancia, senza assumere farmaci e quindi lasciando il malanno libero di operare la sua parabola.
ora io resisto strenuamente, facendo finta di non sentire il pizzico alla gola quando ingoio e sorridendo al mio batuffolo ammaccato.
la cosa che mi inquieta è che il mio piglio da mamma che nel caos almeno due paletti li mette, con questo primo raffreddore mi sono completamente rincretinita. lo allatto a richiesta e pure quando non lo sa neppure lui e me lo tengo di più nel lettone... mi auguro di non incappare nelle conseguenze... ho faticato così tanto finora per avere un minimo di prevedibilità negli orari delle poppate e mi sono forzata di notte ad alzarmi, farlo addormentare fuori dal lettone e poi metterlo nel suo lettino, che ora, rovinare tutto così... mi darebbe davvero ai nervi!
però ho scoperto che di fronte al suo faccino pallido e agli occhietti un po' all'ingiù divento tenera e disarmata, che posso farci?
qualcuno può dirmi che con la dipartita del raffreddore tornerà tutto come prima?
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sabato 7 novembre 2009
stavo meglio prima... ?
sento come un sibilo nelle orecchie
una leggera pressione sulla testa
un pizzicore nel naso
e un lieve formicolio alle gambe
potrei fare mille cose
e invece sono qui a scrivere
perché prima o poi doveva succedere
perché non so se è arrivato il momento
ma tant'è.
oggio momo ha quattro mesi
una settimana
e sei giorni
quasi quattro mesi e mezzo
e per la prima volta
io sono sola a casa
i miei uomini sono usciti
da soli. da soli.
giorni fa c'era stata una specie di prova tecnica
noveminutiequaranta per andare al fruttivendolo
mentre momo restava dai nonni.
attacco di panico sventato in tempo.
ma oggi era stato programmato.
momo ha frignato un po' mentre lo mettevamo nel marsupio
(o ero io che frignavo?)
e poi mi guardava sprezzante da mezza scala
tutto imbacuccato e appiccicato al babbo
non ha pianto neanche un secondino
...ma perché io sì!?!?!??!!?
una leggera pressione sulla testa
un pizzicore nel naso
e un lieve formicolio alle gambe
potrei fare mille cose
e invece sono qui a scrivere
perché prima o poi doveva succedere
perché non so se è arrivato il momento
ma tant'è.
oggio momo ha quattro mesi
una settimana
e sei giorni
quasi quattro mesi e mezzo
e per la prima volta
io sono sola a casa
i miei uomini sono usciti
da soli. da soli.
giorni fa c'era stata una specie di prova tecnica
noveminutiequaranta per andare al fruttivendolo
mentre momo restava dai nonni.
attacco di panico sventato in tempo.
ma oggi era stato programmato.
momo ha frignato un po' mentre lo mettevamo nel marsupio
(o ero io che frignavo?)
e poi mi guardava sprezzante da mezza scala
tutto imbacuccato e appiccicato al babbo
non ha pianto neanche un secondino
...ma perché io sì!?!?!??!!?
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mercoledì 4 novembre 2009
25 ottobre -- quattro mesi
in questo mese sei cresciuto tantissimo, sei sempre più muscoloso e forte, ma soprattutto più curioso e attento.
questo è stato il mese delle mani che hanno imparato a schiudersi, hanno imparato a toccare. con queste scoperte hai anche imparato le carezze. hai imparato a farle e a cercarle. ti piace sfiorarmi il petto mentre mangi fino a scovare il calore della pelle nuda e ti piace giocare con le mie dita a inseguirsi in dolci danze a mezz'aria. mi prendi la mano perché te la posi sulla guancia e poi sgrani gli occhi se è fredda.
questo è stato il mese delle prove tecniche di trasmissione. ti sei cimentato con il brrr, un tutt'uno con le bollicine di saliva che produci in quantità.
questo è stato il mese dell'esplorazione orale. inizi a mettere tutto in bocca, ma il dorso della tua mano e il mio polso sono i tuoi preferiti. inizi a riconoscere i tuoi giochini e la mucchetta bianca e nera resta in pole position, con le zampette sempre zuppe dei tuoi sbavini.
questo è stato il mese dei baci. te ne diamo tanti e tu ridi, e quando te ne chiedo spalanchi la bocca e succhi uno zigomo, un po' di mento o sbavi e ti strofini sulla mia guancia.
questo è stato il mese della determinazione. hai iniziato a manifestare in maniera più netta i tuoi desideri e le tue emozioni, consapevole che puoi raggiungere anche da solo le tue mire. credo che non dimenticherò mai la sera in cui, innervosito dal mio tergiversare e indugiare, hai afferrato la scollatura della mia maglia e hai affondato le gengive nel mio seno.
questo è stato il mese dei no. i tuoi. no al passeggino, no all'ovetto in macchina, no al pannolino, no alla sdraietta.
questo è stato il mese dei pianti. i miei e i tuoi. hai fatto un tale balzo di crescita che non sono riuscita a starti dietro, io, piccola mamma di appena tre mesi. il tuo linguaggio è cambiato. è forse più netto e comprensibile, ma dettato da esigenze nuove che ho fatto fatica a interpretare.
questo, sì, è stato il mese della fatica. fatica fisica e mentale. che mi ha portato ad arrabbiarmi con te per la prima volta, ma anche a innamorarmi di più.
questo è stato il mese del caos, ma trattandosi della mia vita è già tanto che sia arrivato così tardi.
questo è stato il mese in cui hai iniziato ad assomigliare un po' anche a me. qualcuno comincia a dirlo, ma soprattutto me ne accorgo io. e nessuno si azzarda più a scambiarmi per la baby sitter.
questo è stato il mese in cui un anno fa sei stato concepito e io me lo ricordo. mi ricordo tutto, mi riocordo che ho sperato che avessi gli occhi del'uomo che ho scelto accanto.
questo mese i tuoi occhi blu spalancati sul mondo sono la più bella incarnazione dell'amore che ti ha generato, il colore e la profondità contemplativa del tuo babbo, la forma e l'ansia di scoprire della tua mamma.
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giovedì 22 ottobre 2009
Di limiti e limitazioni
ho voglia di scrivere
una di quelle voglie da fiume in piena
quest'ultima settimana è stata dura. credo di aver affrontato con molta fatica un altro scatto di crescita. scardinamento della routine quotidiana, poppate continue (siamo tornati anche a un picco di 9 poppate), pianti nervosi, sonno agitato, difficoltà ad addormentarsi e conseguente mia stanchezza soprattutto psicologica. ieri sera sono crollata piangendo mentre il MaritoInfluenzato tentava di far dormire momo. e fra le lacrime mi dicevo che non è giusto. ho desiderato non essere indispensabile per una sera, per un giorno. il sonno mi ha sopraffatto forse più per questo motivo. non volevo sentire il pianto, ma da sveglia lo sentivo e combattevo con l'istinto di alzarmi. non volevo alzarmi, non volevo intervenire, volevo infischiarmene, volevo che ci pensasse qualcun altro. perché io? perché sempre io? fra le lacrime pensavo che non è giusto pagare così tanto. mi sono accorta che non sono più indipendente. non lo sono da momo, ma neanche dal Marito. e forse questo è quello che mi brucia di più. se non ci sono io ci "deve" essere lui. se voglio assentarmi devo chiederlo a lui.
piove intanto, che catarsi riversare giù tutto l'umido, tutto il bagnato, tutto il grigio.
scrivo veloce perché momo potrebbe svegliarsi.
io non sono abituata a chiedere, odio farlo. preferisco non fare, non avere, piuttosto che chiedere aiuto. forse è sbagliato, ma questo mi fa sentire libera. e a un certo punto della mia strada mi sono accorta che la libertà era l'unica cosa per cui valesse la pena scegliere. questo non significa che non riconosca quando qualcuno fa qualcosa per me e non ne sia grata, però non mi piace sentirmi dipendente dai favori degli altri.
ora è cambiato tutto.
e mi chiedo quando la mia vita riprenderà un contorno definito. quella di prima non tornerà, lo so. ma almeno vorrei capire cosa sarà da ora in avanti.
mi sento un po' borderline. per questi mesi quasi ogni gesto era teso a rafforzare il legame con momo. si dice che l'attaccamento con la mamma aiuti a sviluppare un individuo sicuro di sé e allora sempre vicini, attaccati, in fascia, in braccio. cuore a cuore. allattamento naturale. tutto questo con il mio tacito, ma straziante, viscerale bisogno di lui, di questo attaccamento, di questo contatto continuo, con la mia interiore gratificazione per ogni suo sorriso, per ogni volta che le mie braccia hanno placato il suo pianto.
quando è nato ho vissuto in maniera molto drammatica il suo distacco e mi sembrava che dovessi recuperare, dovessi risarcirlo. o risarcirmi.
ora mi riconosce, sono il suo mondo, basta un mio sguardo per farlo andare in brodo di giuggiole. da qualche giorno riesce a fare dei microriposini diurni grazie a una mia maglietta indossata, pregna dei miei odori, avvolta attorno al viso. mi chiede la mano mentre ciuccia e ci guardiamo, con quell'intensità che fa sprofondare in una dimensione senza tempo. e anch'io mi perdo quando mi guarda, mi sciolgo quando mi sorride, lo cerco quando è in braccio a qualcun altro, mi manca quando dorme, mi commuove quando muove le mani, mi fa stringere il cuore quando piange, mi riempie di gioia quando parlotta. adoro condividere con lui tutto quello che faccio.
eppure arrivano quei momenti in cui mi sento soffocare. lui piange, strilla, non lo capisco e mi sento anche un po' tradita.
e vorrei dormire e dimenticarmi di essere mamma. che non è un'aggiunta a quello che sei, è uno stato irreversibile.
piove ancora, è venuto giù quasi tutto. forse oggi mi sentirò più pulita.
una di quelle voglie da fiume in piena
quest'ultima settimana è stata dura. credo di aver affrontato con molta fatica un altro scatto di crescita. scardinamento della routine quotidiana, poppate continue (siamo tornati anche a un picco di 9 poppate), pianti nervosi, sonno agitato, difficoltà ad addormentarsi e conseguente mia stanchezza soprattutto psicologica. ieri sera sono crollata piangendo mentre il MaritoInfluenzato tentava di far dormire momo. e fra le lacrime mi dicevo che non è giusto. ho desiderato non essere indispensabile per una sera, per un giorno. il sonno mi ha sopraffatto forse più per questo motivo. non volevo sentire il pianto, ma da sveglia lo sentivo e combattevo con l'istinto di alzarmi. non volevo alzarmi, non volevo intervenire, volevo infischiarmene, volevo che ci pensasse qualcun altro. perché io? perché sempre io? fra le lacrime pensavo che non è giusto pagare così tanto. mi sono accorta che non sono più indipendente. non lo sono da momo, ma neanche dal Marito. e forse questo è quello che mi brucia di più. se non ci sono io ci "deve" essere lui. se voglio assentarmi devo chiederlo a lui.
piove intanto, che catarsi riversare giù tutto l'umido, tutto il bagnato, tutto il grigio.
scrivo veloce perché momo potrebbe svegliarsi.
io non sono abituata a chiedere, odio farlo. preferisco non fare, non avere, piuttosto che chiedere aiuto. forse è sbagliato, ma questo mi fa sentire libera. e a un certo punto della mia strada mi sono accorta che la libertà era l'unica cosa per cui valesse la pena scegliere. questo non significa che non riconosca quando qualcuno fa qualcosa per me e non ne sia grata, però non mi piace sentirmi dipendente dai favori degli altri.
ora è cambiato tutto.
e mi chiedo quando la mia vita riprenderà un contorno definito. quella di prima non tornerà, lo so. ma almeno vorrei capire cosa sarà da ora in avanti.
mi sento un po' borderline. per questi mesi quasi ogni gesto era teso a rafforzare il legame con momo. si dice che l'attaccamento con la mamma aiuti a sviluppare un individuo sicuro di sé e allora sempre vicini, attaccati, in fascia, in braccio. cuore a cuore. allattamento naturale. tutto questo con il mio tacito, ma straziante, viscerale bisogno di lui, di questo attaccamento, di questo contatto continuo, con la mia interiore gratificazione per ogni suo sorriso, per ogni volta che le mie braccia hanno placato il suo pianto.
quando è nato ho vissuto in maniera molto drammatica il suo distacco e mi sembrava che dovessi recuperare, dovessi risarcirlo. o risarcirmi.
ora mi riconosce, sono il suo mondo, basta un mio sguardo per farlo andare in brodo di giuggiole. da qualche giorno riesce a fare dei microriposini diurni grazie a una mia maglietta indossata, pregna dei miei odori, avvolta attorno al viso. mi chiede la mano mentre ciuccia e ci guardiamo, con quell'intensità che fa sprofondare in una dimensione senza tempo. e anch'io mi perdo quando mi guarda, mi sciolgo quando mi sorride, lo cerco quando è in braccio a qualcun altro, mi manca quando dorme, mi commuove quando muove le mani, mi fa stringere il cuore quando piange, mi riempie di gioia quando parlotta. adoro condividere con lui tutto quello che faccio.
eppure arrivano quei momenti in cui mi sento soffocare. lui piange, strilla, non lo capisco e mi sento anche un po' tradita.
e vorrei dormire e dimenticarmi di essere mamma. che non è un'aggiunta a quello che sei, è uno stato irreversibile.
piove ancora, è venuto giù quasi tutto. forse oggi mi sentirò più pulita.
venerdì 16 ottobre 2009
musica in fasce
l'incontro è durato 3/4 d'ora. un cerchio di mamme con pargolo (più un papà). i bambini erano d'età eterogenea, ma tutti sotto i due anni. il più piccolo aveva un mese e mezzo, poi c'erano momo e una sua coetanea, nata il suo stesso giorno, di 3 mesi e mezzo, fino a gattonatori di professione e nanetti in avanscoperta di tutto rispetto. la conduttrice proponeva frasi musicali, suoni, ritmi, che in qualche caso venivano ripetuti in coro, in qualche altro seguiti col corpo. noi genitori evitavamo di parlare, ma si lasciava piena libertà motoria e vocale ai bambini. a un certo punto erano evidenti risposte canore dei bambini alle provocazioni vocali della conduttrice e si sono creati dei momenti particolarmente accattivanti grazie alla spontaneità della conduttrice e le reazioni assolutamente genuine dei bambini. è stato chiaro che la forza dell'evento musicale fosse incentrata sull'ascolto del qui e ora.
momo, nonostante non potesse fruire l'incontro in maniera completamente autonoma come facevano i bimbi più grandi, è stato molto attratto dai suoni che si creavano e ad alcuni ritmi ha risposto con il piedino. ha persino dimenticato di mangiare, facendo la poppata a distanza di 4 ore. venendo da una giornata nervosa e faticosa per entrambi, il fatto che a fine lezione sia stato tranquillo e sorridente, nonostante a ridosso della poppata, mi ha fatto pensare che l'esperienza sia stata pienamente positiva.
*voglio riprendere l'argomento, è una mia teoria con basi assolutamente empiriche, ma qualcosa sotto ci dev'essere!!!
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venerdì 9 ottobre 2009
quando i neogenitori invitano per cena
IoPositivaEDeterminata: sai che c'è? giovedì sera stiamo a cena assieme!
AmicA: ok, così finalmente conosci F!
IoIgnaraEFiduciosa: ma sì tanto ormai momo massimo alle 9 ronfa che è una meraviglia!
AmicA: facciamo così! giovedì mattina vengo da te e ti dò una mano, prepariamo insieme così se c'è da tenere momo...
IoGrataEIlluminata: che bello, sì, facciamo un po' di pasta fatta in casa, ho proprio voglia di impastare!!!
AmicA: sì, ma al resto penso io, faccio delle polpette con salsine varie e un bel tiramisù!
IoOcchioLucidoDallaRiconoscenza: va bene, io faccio un contorno, alle brutte se momo non mi dà tregua condisco l'insalata.
AmicA: ma sì!!! tanto è per il piacere di stare insieme!!!
IoLiquefattaDall'eccitazioneELaRiconoscenza: ma sì, che bello, è una vita che non passiamo una serata come ai vecchi tempi!!!
ieri, giovedì appunto, interno giorno, casa mia
AmicA: ma che dolce, momo, com'è pacioso!!! e poi ride, che tenero!!! comunque caia, ti volevo dire, se tu e MaritoTrascurato volete andare una sera al cinema, o a cena fuori, io ci sto volentieri con momo...
Io: grazie, ma ancora non mi sento pronta, però grazie, davvero, magari più in là perché no?
ieri, interno notte, casa mia, dopo un pomeriggio di veglia ininterrotta, pianti incomprensibili e nervosismi vari, nonché un mio notevole mal di testa
AmicA: eccoci qua! lui è F.
noi: piacere!
F: e lui? momo?
noi: sì, momo, purtroppo stasera è un po' nervosetto, forse qualche doloretto, comunque adesso ha appena mangiato...
F: ehhh! fossero tutti così i bambini nervosetti! ma è dolcissimo, guarda che occhioni, ma daaaaiiiii è tranquillissimo...
alle 22,15 dopo una cena in cui io e il MaritoPaziente ci siamo alternati nel fare gli onori di casa e nel nutrirci, la CoppiaEducata decide di andare.
CoppiaEducata: noi andiamo, domani si lavora, eh eh...
Noi (tra le urla di momo): scusate ragazzi, non è sempre così, ci dispiace...
CoppiaEducata: ma no, figuratevi, a noi dispiace per voi!
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lunedì 5 ottobre 2009
week end in campagna
non avendo connessione non ho potuto aggiornare fino a stamattina del bel week end che abbiamo trascorso in campagna. siamo partiti venerdì sera e tornati ieri all'imbrunire.
ho appuntato qualcosa che riporto in differita. lo faccio perché rappresenta un momento importante per me. ve lo guarnisco con qualche foto scattata dal MaritoInVenaArtistica.

Momo è con NonnaDuracell a vedere gli animali, il MaritoIndaffarato è in giro, NonnoCocciaPelata a ripulire vasche e damigiane della vendemmia.

E io sono qui sotto la pergola spennellata dei primi rossi, ancora carica di grappoli ritardatari.

In lontananza pecore belano, qualche campanello, un rombo di corse remote, ogni tanto un cane abbaia. Api imperterrite ronzano. L'umidità comincia a calare chiedendo lana sulla pelle, con quell'inconfondibile brivido piacevole che mette fine alle illusioni di strascichi estivi. È autunno, tempo di mosto e di noci. Di primi fuochi, tempo di transizione.

Momo può stare per la prima volta fuori dal raggio del mio sguardo senza provocarmi dolore. Io sono qui a divagare mentre sento che forse per la prima volta questo è un tempo mio che non sento rubato a lui. Ma soprattutto un tempo in cui riesco a respirare solo per me, a non preoccuparmi e a occuparmi di me.
Il problema è che non so cosa fare.
ho appuntato qualcosa che riporto in differita. lo faccio perché rappresenta un momento importante per me. ve lo guarnisco con qualche foto scattata dal MaritoInVenaArtistica.
Momo è con NonnaDuracell a vedere gli animali, il MaritoIndaffarato è in giro, NonnoCocciaPelata a ripulire vasche e damigiane della vendemmia.

E io sono qui sotto la pergola spennellata dei primi rossi, ancora carica di grappoli ritardatari.
In lontananza pecore belano, qualche campanello, un rombo di corse remote, ogni tanto un cane abbaia. Api imperterrite ronzano. L'umidità comincia a calare chiedendo lana sulla pelle, con quell'inconfondibile brivido piacevole che mette fine alle illusioni di strascichi estivi. È autunno, tempo di mosto e di noci. Di primi fuochi, tempo di transizione.
Momo può stare per la prima volta fuori dal raggio del mio sguardo senza provocarmi dolore. Io sono qui a divagare mentre sento che forse per la prima volta questo è un tempo mio che non sento rubato a lui. Ma soprattutto un tempo in cui riesco a respirare solo per me, a non preoccuparmi e a occuparmi di me.
Il problema è che non so cosa fare.
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martedì 29 settembre 2009
Up&Down
della serie ai bambini piacciono le montagne russe...
è qualche giorno che arriviamo di nuovo a 9 poppate, talvolta ravvicinate.
è qualche notte che i nostri sonni sono agitati, continui risvegli impediscono il riposo, di giorno ovviamente la mancanza di una dormita come si deve lascia momo nervoso e irritabile, e ogni minima differenza rispetto al prima mi fa fare illazioni sulle possibili cause.
la verità è che momo soffre di reflusso. aveva iniziato a dare segni di questo piccolo disturbo già da un po', ma ora credo sia certo. nella diagnosi mi ha aiutato molto questo articolo di mammaimperfetta, infatti quando ho posto l'accento su alcuni sintomi anche IlPediatra mi ha dato ragione. per fortuna non sembra avere blocchi di crescita, quindi stiamo parlando di un disturbo ai limiti del fisiologico che non viene curato in alcun modo, tranne con qualche razione di coccole in più dopo mangiato, tenendolo in braccio un po' più a lungo e prediligendo la sdraietta alla culletta per farlo rimanere in una posizione che tamponi la risalita di materiale incandescente.
un'altra causa di questo cambiamento di ritmi credo sia il suo primo raffreddore che lo porta a respirare male e quindi a svegliarsi di soprassalto o ad avere un sonno talmente leggero che basta un bisbiglio a interromperlo. per questo IlPediatra mi ha dato dei granuletti, ma la verità è che in questo periodo non so come vestire momo. di giorno gli faccio indossare body a maniche lunghe con ghettine o pantaloni lunghi, di cotone. ma di notte fa freddo e forse non gli basta la copertina di cotone (oltre al pigiamino lungo). boh? poi comunque quando mangia suda un sacco, gli si imperla tutto il viso e anche la capoccetta... avrà preso un colpo d'aria?
inoltre ha un'irritazione nella zona pannolino... e sì che noi usiamo i pannolini lavabili di cui ancora non ho approfonditamente parlato, ma che ormai sono un'abitudine consolidata da quando momo aveva un mese e mezzo. evidentemente siccome aveva allungato molto la tirata notturna, il fatto di stare a contatto col pannetto bagnato per tante ore l'ha irritato. forse questo gli provoca qualche fastidio, e quindi...
infine sta crescendo tantissimo, a livello di progressi. continua a reagire sempre più fervidamente agli stimoli, dorme sempre meno di giorno, attratto da tutto quello che lo circonda. ieri per dire ha definitivamente decretato la fine dell'era navetta. prima in macchina si addormentava nella sua navetta e si viaggiava tranquilli, adesso vuole stare seduto, guardare, non perdersi niente e quindi appena dalla sua posizione limitante ha finito di guardare il sonaglino appeso, e la mamma che fa cabaret gli resta ripetitiva, iniziano le urla, non di fame, non per qualche dolore, ma di noia, di fastidio. ovviamente questo si protrae fino al raggiungimento della meta, visto che io sono terrorizzata all'idea di staccarlo dalle cinture e prenderlo in braccio. insomma una tortura: sai che potrebbe smettere di piangere se solo lo prendessi in braccio, ma non puoi farlo per paure superiori.
insomma, sono giornate turbolente, che rispecchiano appieno l'andatura Up&Down della mammità ma non ci scoraggiamo, del resto, prima o poi, l'Up tornerà, o no?
è qualche giorno che arriviamo di nuovo a 9 poppate, talvolta ravvicinate.
è qualche notte che i nostri sonni sono agitati, continui risvegli impediscono il riposo, di giorno ovviamente la mancanza di una dormita come si deve lascia momo nervoso e irritabile, e ogni minima differenza rispetto al prima mi fa fare illazioni sulle possibili cause.
la verità è che momo soffre di reflusso. aveva iniziato a dare segni di questo piccolo disturbo già da un po', ma ora credo sia certo. nella diagnosi mi ha aiutato molto questo articolo di mammaimperfetta, infatti quando ho posto l'accento su alcuni sintomi anche IlPediatra mi ha dato ragione. per fortuna non sembra avere blocchi di crescita, quindi stiamo parlando di un disturbo ai limiti del fisiologico che non viene curato in alcun modo, tranne con qualche razione di coccole in più dopo mangiato, tenendolo in braccio un po' più a lungo e prediligendo la sdraietta alla culletta per farlo rimanere in una posizione che tamponi la risalita di materiale incandescente.
un'altra causa di questo cambiamento di ritmi credo sia il suo primo raffreddore che lo porta a respirare male e quindi a svegliarsi di soprassalto o ad avere un sonno talmente leggero che basta un bisbiglio a interromperlo. per questo IlPediatra mi ha dato dei granuletti, ma la verità è che in questo periodo non so come vestire momo. di giorno gli faccio indossare body a maniche lunghe con ghettine o pantaloni lunghi, di cotone. ma di notte fa freddo e forse non gli basta la copertina di cotone (oltre al pigiamino lungo). boh? poi comunque quando mangia suda un sacco, gli si imperla tutto il viso e anche la capoccetta... avrà preso un colpo d'aria?
inoltre ha un'irritazione nella zona pannolino... e sì che noi usiamo i pannolini lavabili di cui ancora non ho approfonditamente parlato, ma che ormai sono un'abitudine consolidata da quando momo aveva un mese e mezzo. evidentemente siccome aveva allungato molto la tirata notturna, il fatto di stare a contatto col pannetto bagnato per tante ore l'ha irritato. forse questo gli provoca qualche fastidio, e quindi...
infine sta crescendo tantissimo, a livello di progressi. continua a reagire sempre più fervidamente agli stimoli, dorme sempre meno di giorno, attratto da tutto quello che lo circonda. ieri per dire ha definitivamente decretato la fine dell'era navetta. prima in macchina si addormentava nella sua navetta e si viaggiava tranquilli, adesso vuole stare seduto, guardare, non perdersi niente e quindi appena dalla sua posizione limitante ha finito di guardare il sonaglino appeso, e la mamma che fa cabaret gli resta ripetitiva, iniziano le urla, non di fame, non per qualche dolore, ma di noia, di fastidio. ovviamente questo si protrae fino al raggiungimento della meta, visto che io sono terrorizzata all'idea di staccarlo dalle cinture e prenderlo in braccio. insomma una tortura: sai che potrebbe smettere di piangere se solo lo prendessi in braccio, ma non puoi farlo per paure superiori.
insomma, sono giornate turbolente, che rispecchiano appieno l'andatura Up&Down della mammità ma non ci scoraggiamo, del resto, prima o poi, l'Up tornerà, o no?
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domenica 27 settembre 2009
auguri nonno
Caro NonnoLupoDiMare
la mamma mi ha detto che oggi è un giorno speciale perché è il tuo primo compleanno da nonno. È bello perché se ci pensi puoi ricominciare a contare da uno e ti senti più giovane.
Io volevo farti un regalo e con la mamma ci siamo scervellati. Alla fine mi ero un po' scocciato e ho detto: "Ma insomma, mamma, che cosa si dà ai nonni? Tu dovresti saperlo perché sei grande e ci sei già passata!", e lei mi ha risposto: "Ai nonni si dà la mano! Perché ti possano accompagnare alla scoperta delle cose davvero importanti della vita". Io ho alzato gli occhi 'ché lo sai che la mamma usa questi paroloni. Ma che dobbiamo fare? Ce la dobbiamo tenere così! Ma non ti preoccupare, io intanto sono andato al sodo e ti ho preparato il tuo regalo!

Auguri Nonno!
firmato Momo
la mamma mi ha detto che oggi è un giorno speciale perché è il tuo primo compleanno da nonno. È bello perché se ci pensi puoi ricominciare a contare da uno e ti senti più giovane.
Io volevo farti un regalo e con la mamma ci siamo scervellati. Alla fine mi ero un po' scocciato e ho detto: "Ma insomma, mamma, che cosa si dà ai nonni? Tu dovresti saperlo perché sei grande e ci sei già passata!", e lei mi ha risposto: "Ai nonni si dà la mano! Perché ti possano accompagnare alla scoperta delle cose davvero importanti della vita". Io ho alzato gli occhi 'ché lo sai che la mamma usa questi paroloni. Ma che dobbiamo fare? Ce la dobbiamo tenere così! Ma non ti preoccupare, io intanto sono andato al sodo e ti ho preparato il tuo regalo!
Auguri Nonno!
firmato Momo
venerdì 25 settembre 2009
tre mesi
Mio piccolo momo
oggi compi tre mesi. Oggi anch'io compio tre mesi di mammità.
Mentre ero incinta leggevo della fatica che si fa durante i primi mesi per fare i conti con il bambino reale e scacciare quello immaginario.
E così io quello immaginario non me lo sono creato. Ho cercato di restare salda al momento, di non guardare al di là dell'attimo. Mi sono attaccata a te per quello che eri, per quello che attraverso la mia pelle mi comunicavi. E la cosa più forte che sentivo erano i tuoi calci, quelli che ancora adesso mi punti sul petto mentre china su di te ti cambio il pannolino.
Mi chiedevo spesso come sarebbe stata la nostra vita dopo il tuo arrivo, ma non mi davo risposte, forse formulavo auspici.
Ma adesso che sei qui capisco che io un bambino immaginario ce l'avevo eccome. Ed eri tu.
Tu, accocolato sul mio petto, con la manina sulla fronte per proteggerti dalla luce, adesso che ce ne andiamo ogni mattina a spasso cuore a cuore.
Tu che adori restare nudo il più a lungo possibile e inizi a farmelo capire alzando la voce.
Tu che mi spii con gli occhioni spalancati se mentre ti allatto guardo altrove. E poi chiudi gli occhi e ricominci a ciucciare non appena torno su di te.
Tu che quando ti svegli hai bisogno di coccole prima che di latte.
Tu che ti infili nell'incavo del mio collo per stare al caldo.
Tu che ridi e sorridi.
Tu che inizi a pesare.
Tu che quando ti addormenti ti appendi stretto al mio filo di perle e io non ho il cuore di lasciarti dormire da solo.
Tu che vuoi già muoverti e strisci se ti lasciamo a pancia in giù. E fai la testa a tartarughina.
Tu che mi fai i grattini tra i seni.
Tu che non vuoi più stare sdraiato e appena ti ci mettiamo fai il labbretto tremolino.
Tu che batti i piedi per fare le onde nel bagnetto e sgrani gli occhi quando ti arriva l'acqua in faccia, e in bocca.
Tu che cominci a lallare e usi la i per tutto quello che non ti piace.
Tu che usi la u per tutto quello che ti piace.
Tu che qualche giorno fa hai scoperto che la tua mano può far suonare un sonaglio.
Tu che ti affidi a me e mi hai reso onnipotente.
Tu che mi hai reso l'essere più vulnerabile del mondo perché prima di te qualsiasi dolore lo potevo sopportare.
Tu che cresci a vista d'occhio e ti misuro coi miei tentativi.
Tu che accetti le mie prove e se sbaglio te lo dimentichi subito.
Tu che sei il mio bambino, e che attraverso il tuo sguardo blu vedo cambiare me e il mio mondo.
oggi compi tre mesi. Oggi anch'io compio tre mesi di mammità.
Mentre ero incinta leggevo della fatica che si fa durante i primi mesi per fare i conti con il bambino reale e scacciare quello immaginario.
E così io quello immaginario non me lo sono creato. Ho cercato di restare salda al momento, di non guardare al di là dell'attimo. Mi sono attaccata a te per quello che eri, per quello che attraverso la mia pelle mi comunicavi. E la cosa più forte che sentivo erano i tuoi calci, quelli che ancora adesso mi punti sul petto mentre china su di te ti cambio il pannolino.
Mi chiedevo spesso come sarebbe stata la nostra vita dopo il tuo arrivo, ma non mi davo risposte, forse formulavo auspici.
Ma adesso che sei qui capisco che io un bambino immaginario ce l'avevo eccome. Ed eri tu.
Tu, accocolato sul mio petto, con la manina sulla fronte per proteggerti dalla luce, adesso che ce ne andiamo ogni mattina a spasso cuore a cuore.
Tu che adori restare nudo il più a lungo possibile e inizi a farmelo capire alzando la voce.
Tu che mi spii con gli occhioni spalancati se mentre ti allatto guardo altrove. E poi chiudi gli occhi e ricominci a ciucciare non appena torno su di te.
Tu che quando ti svegli hai bisogno di coccole prima che di latte.
Tu che ti infili nell'incavo del mio collo per stare al caldo.
Tu che ridi e sorridi.
Tu che inizi a pesare.
Tu che quando ti addormenti ti appendi stretto al mio filo di perle e io non ho il cuore di lasciarti dormire da solo.
Tu che vuoi già muoverti e strisci se ti lasciamo a pancia in giù. E fai la testa a tartarughina.
Tu che mi fai i grattini tra i seni.
Tu che non vuoi più stare sdraiato e appena ti ci mettiamo fai il labbretto tremolino.
Tu che batti i piedi per fare le onde nel bagnetto e sgrani gli occhi quando ti arriva l'acqua in faccia, e in bocca.
Tu che cominci a lallare e usi la i per tutto quello che non ti piace.
Tu che usi la u per tutto quello che ti piace.
Tu che qualche giorno fa hai scoperto che la tua mano può far suonare un sonaglio.
Tu che ti affidi a me e mi hai reso onnipotente.
Tu che mi hai reso l'essere più vulnerabile del mondo perché prima di te qualsiasi dolore lo potevo sopportare.
Tu che cresci a vista d'occhio e ti misuro coi miei tentativi.
Tu che accetti le mie prove e se sbaglio te lo dimentichi subito.
Tu che sei il mio bambino, e che attraverso il tuo sguardo blu vedo cambiare me e il mio mondo.
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martedì 15 settembre 2009
Di pediatri
la prima visita pediatrica l'abbiamo fatta a 10 giorni di vita di momo dal pediatra dell'ospedale dove è nato. mi piace ricordare due chicche.
pediatra: allora sta prendendo il suo latte?
IoNeomammaAllePrimeArmiTuttaEmozionata): sì, ce la stiamo mettendo tutta, anzi io sto anche scrivendo un diario per le poppat...
pediatra: un diario?!?!?!
IoOcchiDaCerbiatto: sì, un diario, dove segno orario e durata della poppata, quanto dorme nell'intervallo o se fa cose significat...
pediatra: io l'ho capita a lei, signo'. ma lei che fa la sera?!??!
IoCosternata&Spiazzata: la sera? be' al momento non è che...
pediatra: no, dico, io l'ho capita. a lei je piacciono quei film da piagne'. 'ste cose romantiche che stanno a scrive' diari e lettere... me stia a senti' signo' lei se deve guarda' una bella puntata de' nescional giografic, c'ha presente? je pare che i leoni stanno a scrive' diari? no! e allora attacchi sto bambino che cresce bene!
pediatra: aveva delle domande?
IoTitubanteMaRisoluta: be', vede, volevo capire se il ruttino lo deve fare sempre dopo ogni poppata. perché a volte lo tengo in piedi per tanto, ma niente... a volte passa così tanto che gli riviene fame...
pediatraOrmaiSenzaFreni: ah signo', ma se a diesc'anni suo figlio je fa un rutto a tavola lei che fa?
IoOrmaiSenzaSperanza: che faccio?
pediatraVistosamenteDivertito: je da du' pizze, no?
IoSorrisoIsterico: eh sì, immagino di sì..
pediatra: e invece a sto piccoletto daje a insiste' de fa 'sto ruttino. ma lo lasci vive'!
la seconda visita pediatrica l'abbiamo fatta a 2 settimane di vita di momo dal pediatra della mutua.
dico solo che ha continuato a riferirsi a giacomo come se fosse una femminuccia, anche dopo avergli tolto il pannolino.
no, e dico anche che non ha tolto gli occhi di dosso a mia madre neanche un secondo. incommentabile.
alla terza visita, a un mese di vita di momo, da un pediatra omeopata che ci avevano consigliato, ci sono andata agguerrita e con una lista di domande da due facciate A4.
per fortuna abbiamo trovato un Pediatra. uno che tanto per cominciare ha voluto conoscere noi tre, tutta la famiglia. ha voluto capire in che ambiente vive il bambino, il nostro approccio alle sue problematiche più che le problematiche stesse, il nostro modo di stare con lui. uno che si è interessato alla salute fisica e mentale della mamma dopo il parto. uno che ha sottolineato l'importanza del contatto fisico con i genitori e in particolare con la mamma e della complicità tra chi si occupa del bambino. uno che tiene all'aspetto emotivo di famiglia e bambino quanto a quello fisico.
ci è piaciuto molto e ieri ci siamo tornati.
tutto questo per dire che momo sta bene, pesa 6 chili tondi tondi ed è lungo 61 cm. sta crescendo bene. è scomparsa quasi del tutto l'acne neonatale e la crosta lattea è scarsa, pressocché insignificante. comincia a lallare che è uno spasso. e quanto a motricità è davvero vivace. insomma tutto procede bene.
ora chiudo che questo lungo post mi sembra un miracolo in questi giorni di fervidi cambiamenti di ritmo. per la cronaca momo ha deciso di dormire in maniera massiccia di notte, cosa che ci riempie di enorme gaudio e soddisfazione.
ma di giorno non chiude occhio, mai. nemmeno per sbaglio. questo spiega la mia latitanza blogghesca nonché le innumerevoli sacche di roba da lavare, le pile di quella da stirare e la nostra dieta a base di insalate di pomodoro e affettati.
pediatra: allora sta prendendo il suo latte?
IoNeomammaAllePrimeArmiTuttaEmozionata): sì, ce la stiamo mettendo tutta, anzi io sto anche scrivendo un diario per le poppat...
pediatra: un diario?!?!?!
IoOcchiDaCerbiatto: sì, un diario, dove segno orario e durata della poppata, quanto dorme nell'intervallo o se fa cose significat...
pediatra: io l'ho capita a lei, signo'. ma lei che fa la sera?!??!
IoCosternata&Spiazzata: la sera? be' al momento non è che...
pediatra: no, dico, io l'ho capita. a lei je piacciono quei film da piagne'. 'ste cose romantiche che stanno a scrive' diari e lettere... me stia a senti' signo' lei se deve guarda' una bella puntata de' nescional giografic, c'ha presente? je pare che i leoni stanno a scrive' diari? no! e allora attacchi sto bambino che cresce bene!
pediatra: aveva delle domande?
IoTitubanteMaRisoluta: be', vede, volevo capire se il ruttino lo deve fare sempre dopo ogni poppata. perché a volte lo tengo in piedi per tanto, ma niente... a volte passa così tanto che gli riviene fame...
pediatraOrmaiSenzaFreni: ah signo', ma se a diesc'anni suo figlio je fa un rutto a tavola lei che fa?
IoOrmaiSenzaSperanza: che faccio?
pediatraVistosamenteDivertito: je da du' pizze, no?
IoSorrisoIsterico: eh sì, immagino di sì..
pediatra: e invece a sto piccoletto daje a insiste' de fa 'sto ruttino. ma lo lasci vive'!
la seconda visita pediatrica l'abbiamo fatta a 2 settimane di vita di momo dal pediatra della mutua.
dico solo che ha continuato a riferirsi a giacomo come se fosse una femminuccia, anche dopo avergli tolto il pannolino.
no, e dico anche che non ha tolto gli occhi di dosso a mia madre neanche un secondo. incommentabile.
alla terza visita, a un mese di vita di momo, da un pediatra omeopata che ci avevano consigliato, ci sono andata agguerrita e con una lista di domande da due facciate A4.
per fortuna abbiamo trovato un Pediatra. uno che tanto per cominciare ha voluto conoscere noi tre, tutta la famiglia. ha voluto capire in che ambiente vive il bambino, il nostro approccio alle sue problematiche più che le problematiche stesse, il nostro modo di stare con lui. uno che si è interessato alla salute fisica e mentale della mamma dopo il parto. uno che ha sottolineato l'importanza del contatto fisico con i genitori e in particolare con la mamma e della complicità tra chi si occupa del bambino. uno che tiene all'aspetto emotivo di famiglia e bambino quanto a quello fisico.
ci è piaciuto molto e ieri ci siamo tornati.
tutto questo per dire che momo sta bene, pesa 6 chili tondi tondi ed è lungo 61 cm. sta crescendo bene. è scomparsa quasi del tutto l'acne neonatale e la crosta lattea è scarsa, pressocché insignificante. comincia a lallare che è uno spasso. e quanto a motricità è davvero vivace. insomma tutto procede bene.
ora chiudo che questo lungo post mi sembra un miracolo in questi giorni di fervidi cambiamenti di ritmo. per la cronaca momo ha deciso di dormire in maniera massiccia di notte, cosa che ci riempie di enorme gaudio e soddisfazione.
ma di giorno non chiude occhio, mai. nemmeno per sbaglio. questo spiega la mia latitanza blogghesca nonché le innumerevoli sacche di roba da lavare, le pile di quella da stirare e la nostra dieta a base di insalate di pomodoro e affettati.
martedì 8 settembre 2009
Il tempo -- 2, riflessioni da rientro
siamo stati dai nonni pugliesi due settimane.
siamo arrivati e c'è stato un fiume di lacrime, siamo ripartiti e c'è stata un'inondazione.
e qui le mie riflessioni sul tempo: sono undici anni che vivo fuori casa, nove qui a roma, di cui uno a new york. ho fatto spesso delle improvvisate ai miei, come questa volta. ma mai ho rischiato di giocarmi il babbo che tra le lacrime trattenute a stento mi diceva di non fargli più questi scherzi. mai si era scatenata un'emozione così forte da far piangere tutti a catena.
è chiaro che stavolta era diverso, stavolta c'era momo.
e mai ci siamo dovuti salutare così velocemente per non esplodere in singhiozzi.
sì questa volta era diverso, c'è momo.
momo nelle ultime due settimane è cresciuto ancora, il suo sguardo si è fatto più reattivo. è sempre più paciocco e sorridente e la taglia 0-3 mesi è stata archiviata. qualcuno comincia a dire che forse, sotto sotto, assomiglia anche un pochino a me.
credo che l'arrivederci di questa volta sia stato più doloroso perché sappiamo tutti che ogni giorno è qualcosa di diverso. e la prossima volta dovranno ri-conoscersi.
un giorno non è più uno fra 30 al mese, fra 365 all'anno. un giorno è un enorme passo. è uno sguardo nuovo che potrebbe cambiare ancora, è una prima volta che non tornerà.
è per questo che sono tornata a roma col MaritoFerieFinite, nonostante mi avesse proposto di restare coi miei ancora un po'. come avrei potuto negargli giorni e giorni di crescita, giorni di bottoncini al cavallo che saltano e di linguacce nuove?
quindi siamo di nuovo qui, a riprendere confidenza con la nostra casa che finalmente respira, dimentica dell'afa appena passata. di nuovo qui, a cercare una nuova routine, a reinventarsi un po'.
tanto per cominciare stamattina sono uscita con momo e ho comprato una bella smemo. e ho intenti bellicosi su come gestire il tempo e le risorse da qui in avanti.
settembre è il mese di propositi&progetti, molto più di gennaio. e io non mi tiro indietro.
a proposito di tempo, non voglio scordarmi che le giornate sono fatte di 24 ore. e di queste almeno un paio mi merito di utilizzarle solo per me.
siamo arrivati e c'è stato un fiume di lacrime, siamo ripartiti e c'è stata un'inondazione.
e qui le mie riflessioni sul tempo: sono undici anni che vivo fuori casa, nove qui a roma, di cui uno a new york. ho fatto spesso delle improvvisate ai miei, come questa volta. ma mai ho rischiato di giocarmi il babbo che tra le lacrime trattenute a stento mi diceva di non fargli più questi scherzi. mai si era scatenata un'emozione così forte da far piangere tutti a catena.
è chiaro che stavolta era diverso, stavolta c'era momo.
e mai ci siamo dovuti salutare così velocemente per non esplodere in singhiozzi.
sì questa volta era diverso, c'è momo.
momo nelle ultime due settimane è cresciuto ancora, il suo sguardo si è fatto più reattivo. è sempre più paciocco e sorridente e la taglia 0-3 mesi è stata archiviata. qualcuno comincia a dire che forse, sotto sotto, assomiglia anche un pochino a me.
credo che l'arrivederci di questa volta sia stato più doloroso perché sappiamo tutti che ogni giorno è qualcosa di diverso. e la prossima volta dovranno ri-conoscersi.
un giorno non è più uno fra 30 al mese, fra 365 all'anno. un giorno è un enorme passo. è uno sguardo nuovo che potrebbe cambiare ancora, è una prima volta che non tornerà.
è per questo che sono tornata a roma col MaritoFerieFinite, nonostante mi avesse proposto di restare coi miei ancora un po'. come avrei potuto negargli giorni e giorni di crescita, giorni di bottoncini al cavallo che saltano e di linguacce nuove?
quindi siamo di nuovo qui, a riprendere confidenza con la nostra casa che finalmente respira, dimentica dell'afa appena passata. di nuovo qui, a cercare una nuova routine, a reinventarsi un po'.
tanto per cominciare stamattina sono uscita con momo e ho comprato una bella smemo. e ho intenti bellicosi su come gestire il tempo e le risorse da qui in avanti.
settembre è il mese di propositi&progetti, molto più di gennaio. e io non mi tiro indietro.
a proposito di tempo, non voglio scordarmi che le giornate sono fatte di 24 ore. e di queste almeno un paio mi merito di utilizzarle solo per me.
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