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venerdì 29 ottobre 2010

FashionFriday -- vestire basic è più comodo

quando ero giovane e spensierata ero una che vestiva in maniera ricercata. ero una che stava lì a cercare la borsa del colore particolare da abbinare solo con quel pantalone, quella che riusciva a trovare fantasie che apparentemente non c'entravano niente l'una con l'altra e invece insieme riuscivano a dare gusto a un abbiglio anche quotidiano. a dire il vero io ero anche quella che aveva gonne o pantaloni che si potevano usare solo in giorni in cui non ero gonfia per il tempo o per il ciclo, vestiti con cui non sempre mi vedevo bene, magliette che non si sapeva come apparissero nel mio guardaroba e attorno a cui bisognava costruire tutta una delicata strategia di abbinamento, altrimenti sembrava il furto dall'armadio di un'altra, scarpe meravigliose, ma inutilizzabili nel quotidiano e pantaloni che si potevano indossare solo con quelle. la verità è che investivo molto tempo in tutto questo. molto nel senso che avevo tempo la mattina per contemplare l'armadio, per lo più svuotarlo sul letto e poi scegliere cosa indossare. provarlo, riprovarlo, scartarlo, rimischiarlo.
ovviamente la maggior parte del tempo serviva però a rimettere a posto.
credo che i risultati fossero positivi, insomma, almeno io mi piacevo.
ma da quando ho iniziato ad avere una famiglia e a lavorare full time e poi addirittura sono diventata mamma mi sono trovata costretta a cambiare manovre. per una questione di sopravvivenza, certo. anche se fermamente convinta del fatto che dovessi comunque piacermi, innanzitutto.
piano piano ho basicizzato il mio guardaroba. ho lasciato pochi sprazzi di fantasie e particolari bizzarri e ho investito in capi basici, sperimentando modelli, linee e tessuti diversi, ma che potessi mettere insieme con più facilità e soprattutto più rapidamente. non solo, ho anche cambiato modo di comprare: più ponderata.
che dire la parola ponderata mi fa ridere perché è uno di quegli ossimori stridenti messa vicino a me, ma tant'è.
ho iniziato a scegliere in base alla qualità e alla vestibilità e meno in base al piccio del momento. colori basici e tessuti naturali. linee che valorizzassero davvero la forma del mio corpo. e così ho meno cose ma che indosso con più facilità.
per esempio prima avevo tanti pantaloni e tante gonne, ma adesso ho capito che per tutti i giorni preferisco i vestiti che mi fanno sentire subito a posto, curata, ricercata, ma semplice e comoda.
ecco, una volta che uno riesce a strutturare il proprio guardaroba nelle nuances che più preferisce con capi basici e che indossa bene perché la valorizzano, poi può sbizzarrirsi con gli accessori per rendere più o meno stravagante un outfit, oppure rinnovarsi ogni stagione con un tocco modaiolo, di maculato per esempio come quest'inverno.
non so se esiste il guardaroba perfetto che ti lanci fuori sempre i capi giusti per ogni occasione, ma sicuramente per come vivo io quotidianamente questo sistema mi fa sentire sempre curata. e mi piaccio, sì.
questo è più o meno quello che mi piace indossare, a budget decisamente superiore di quello che io ho a disposizione per il mio abbigliamento, e anche con qualche volo di fantasia in più, gentilmente concesso da polyvore, altrimenti detto l'oppio delle mamme.







venerdì 22 ottobre 2010

FashionFriday -- ispirazioni


sere fa ho visto un film in tv col MaritoZen: il velo dipinto di john curran, di cui conoscevo il romanzo di william somerset maughan da cui è tratto. è una storia romantica ambientata negli anni '20.
per quanto il film non mi abbia particolarmente trascinato, non ho potuto che sognare quelle atmosfere modaiole anni '20.

io credo che avrei vinto la palma della peggio vestita se fossi vissuta in quell'epoca. il taglio dei vestiti non dona particolarmente alla mia forma fisica, ma non posso che battere le palpebre e sognare un po' ammirando quegli ombrellini parasole, quel lino leggero, quei guanti oltre il gomito e quelle pettinature scolpite, ma soprattutto quei morbidi cappelli calati sulla fronte. l'unica cosa che non mi sconfiffera proprio di quegli anni sono le frange che invece sembrano ritornate di gran moda. a me no, grazie.

piuttosto le scarpe, con tacco medio e cinturino a T, che slancia. o allacciate maschili. piuttosto i colli di pelliccia, ricchi e voluminosi. piuttosto collane girocollo o tanti fili di perle di varie lunghezze. fino all'ombelico. oppure un bel bocchino in osso. in un blog di mamme è politicamente scorretto parlare di fumo, ma io ero una fumatrice convinta e gaudente, nella mia vita precedente, poi ho smesso, e ne sono convinta e gaudente, ma il bocchino lo userei lo stesso, per bellezza, per vezzo. allora sogna di qua che sogna di là ho creato qualche outfit portabilissimo oggi, senza sembrare mummie resuscitate da altre epoche.







qual è il vostro preferito???

venerdì 15 ottobre 2010

FashionFriday -- i miei must d'autunno

dopo l'ultima frenetica settimana che non mi ha dato tregua, torno col mio appuntamento frivolo e preferito, il FF.
a roma fa ancora abbastanza caldo, ma se si esce la mattina presto e si sta fuori di sera, l'aria rinfresca. siamo d'accordo che non ci sono più le mezze stagioni, siamo d'accordo che le ottobrate romane le conoscono pure i giapponesi, ma la canotta, diciamocelo, non è più sufficiente. ecco allora che finalmente ci si può sbizzarrire con l'abbigliamento a strati che io adoro. per questo ho pensato di mettere insieme i capi indispensabili per affrontare l'autunno, i miei must di stagione.

a proposito di classici, per me il trench fa subito autunno e non ne posso fare a meno. sta bene con (quasi) tutto e rende ricercato anche il più sportivo degli abbigliamenti.




poi un bel cardigan avvolgente e caldo, magari sciallato, da indossare su gonnelline estive e leggere, con sandalo da azzardare con calzettone o, meglio ancora con biker boots color cuoio.



un particolare che ho iniziato a indossare da quando ero a new york sono gli stivali senza collant, ma con calzettoni che fanno capolino. sbizzarrendosi con gli accostamenti.



infine il mio accessorio preferito (borse e scarpe non c'entrano sono un'altra categoria), il cappello. durante l'estate, a parte la paglia in spiaggia, io non riesco a usarne per uscire. mi fa un caldo pazzesco e mi appiccica i capelli sulla fronte, cosa che detesto quasi quanto il male ai piedi per i tacchi sui sanpietrini. quindi benvenuto auttuno! io mi ci tuffo con un bel borsalino.


e questo è il mio abbigliamento ideale che spesso si scontra con la mia routine quotidiana da scaricatrice di porto, con i mocci al naso di momo e con i sanpietrini romani, ma, come paola ci insegna, sognare che male fa?



e voi? a cosa non riuscite a rinunciare in questo autunno?
quali tendenze avete colto al volo, o cosa vi portate dietro, di cambio di stagione in cambio di stagione, come una vostra copertina di linus?

venerdì 1 ottobre 2010

FashionFriday -- la mia opinione sul classico, LBD

oggi parliamo di intramontabili.
di quei capi di abbigliamento o di quegli accessori che non dovrebbero mancare mai in un guardaroba. e non perché da qualche parte esista una lista di cui spuntare tutte le voci, ma perché secondo me possedere dei capi "classici" permette un'infinita varietà di utilizzo, una base di eleganza che non guasta e un'ancora di salvezza nei classici momenti del non-ho-niente-da-mettere.
se dovessi dire cosa mi piace indossare di più in assoluto, non avrei dubbi sul vestito. intendo il pezzo intero. lo trovo il modo più femminile di vestire. la maniera più semplice di trovare la giusta forma che valorizzi qualsiasi struttura fisica. e come è emerso da questo gioco, il vestito per eccellenza per me è il tubino nero, the LittleBlackDress, LePetitNoir, come dir si voglia.
per farvi capire cosa intendo per infinite possibilità di utilizzo e ancora di salvezza, mi sono cimentata in una prova erculea. modella, stylist e aiuto fotografa per un giorno. prima che mia sorella, la ZiaPolly andasse via l'ho reclutata dietro la mia nikon e abbiamo trascorso un paio d'ore a sbellicarci dalle risate e a fare le ganze. purtroppo non mi ha concesso di pubblicare gli scatti che ritraggono lei, accontentatevi di me. ditemi se l'idea vi piace, potrei sviluppare le potenzialità dell'autoscatto, ora che è partita!
nella versione più "scontata", da sera. niente di impegnativo, ma carino.
peep toe blu elettriche (eccole, paoletta!!!)  e clutch a portamonete nera.

da ufficio, o colloquio di lavoro. giacchina avvitata, mocassino con tacco e borsa capiente. occhiale di ordinanza.
romantico. con giacchina maniche a sbuffo rosa cipria, collane di perle, borsa della nonna cipria. scarpe dal gusto vintage.

boho. cappa di lana, collana artigianale, borsa da mary poppins, stivale in suede morbido, tacco medio basso.
rock. maxi foulard, stivaletto tacco a spillo, borsa vintage pitonata con manici a catena.
da signora. tacco a spillo borsa dalla linea pulita, squadrata, cardigan grigio/beige, volpe vintage.
da studentessa. cardigan tortora morbido chiuso da cinturone in vita. borsa a cartella tdm, stivali bassi con pellicciotta.
informale, sportivo, da giorno. ankle boots color cuoio, borsa capiente color miele, giubbino jeans.
da ridere. un po' maschile, un po' carnevale. occhiale alla arisa, cravatta del marito, stivale tacco alto, blazer dal taglio maschile.
eccolo qua. semplice, lineare, perfetto...
...ed economico! occhio che per chi non lo sapesse la taglia 40 corrisponde alla 44!!!





  non ho specificato le marche degli accessori e dei capi che ho unito agli outfit perché l'intento non era di fare pubblicità, ma vi assicuro che sono quasi tutte cose economiche (tipo zara, h&m, c'è anche una borsa carpisa), mentre alcuni pezzi appartengono al "patrimonio di famiglia", e credo che si possano trovare in mercati e negozi vintage.
che ne pensate, allora? qual è il vostro stile preferito?

love
c.

venerdì 24 settembre 2010

FashionFriday -- capi transizionali

avevo promesso che avrei iniziato ad arricchire questi post con foto ed ecco qua.
oggi volevo parlare di uno di quei capi che compri a inizio stagione e continui a mettere a oltranza e ad abbinare nei modi più disparati. li ho chiamati capi transizionali, perché per me fungono da filo conduttore del mio guardaroba. me li porto da primavera ad autunno, senza stancarmi di indossarli, anzi, sentendoli sempre un punto di forza del mio stile.
quest'anno, inverno agli sgoccioli e voglia di leggerezza mi hanno portato ad acquistare dei pantaloni, dal colore indefinito (nel senso che io non lo so definire, dal khaki al tabacco, in una gradazione che mi sembra prenda le sfumature da quello che ci metti vicino), dal taglio morbido e stile garçonne. era uno di quegli acquisti altrimenti detti consolatori, che avendo un taglio modaiolo mi davano il gusto del nuovo e riuscivano a proiettarmi in avanti... e se ne avevo bisogno in quel periodo!!!

t-shirt beige con strass, cardigan in cotone arancio e oro, ballerine a punta cuoio, clutch color cuoio


appena ci si è potuto scoprire la caviglia li ho indossati un po' risvoltati, portandomeli appresso per tutta la primavera, con maglie e cardigan dai colori candy e vivaci e con righe e pois che fanno subito friccico primaverile.
 

maglia a righe bianca e blu, blazer beige, sciarpina blu e grigio, superga bianche, clutch color cuoio

quando è arrivata l'estate, è stato un attimo: canotte e sandali e voilà:

canotta rosa antico, maxi foulard rosa, borsa rosa, zeppe argento


t-shirt grigia, sciarpina fantasia blu e grigio, borsa di paglia, sandali di cuoio 





ora che l'autunno è alle porte, che il caldo torrido si è attenuato, che l'aria la mattina è pungente, continuo ad aver voglia di indossarli, li trovo comodi, belli e versatili, non mi annoiano mai e mi risolvono le giornate del non-ho-niente-da-mettermi. e abbinandoli a colori più sobri e tonalità più profonde mi fanno sentire perfettamente in simbiosi con la natura che langue.

camicina rossa, cardigan beige dorato, postina tortora, sciarpina grigia e rossa, oxford marroni

maglia maniche a tre quarti antracite, tracolla grigia, cardigan grigio chiaro, ballerina a punta marroni, sciarpa grigia


volevo appuntare che ho scattato queste foto a casa mia, con mia sorella, ZiaPolly, arrangiando un set fotografico in cucina, dove con un temporale imminente, c'era quel minimo di luce per far venire qualcosa. e ci siamo divertite un mondo!!! forse polyvore sarebbe stato più rapido, ma vuoi mettere le risate da bambine a fare le stylist?!?!?!

due scatti dal backstage
(un grazie a NonnaDuracell per il manichino da sarta che per un po' arrederà il mio salone e a ZiaPolly che oltre ad aver fatto da aiuto fotografa, stylist e modella per le prove, ha anche contribuito con parti del suo guardaroba agli outfit proposti)

separé audrey hepburn, sfondo
stand abiti, manichino da sarta

venerdì 17 settembre 2010

FashionFriday -- low cost vs haute couture

FashionFriday cresce insieme al mio entusiasmo e giuro che mi sto attrezzando per mettere un po' di foto, nel frattempo faccio un po' di chiacchiere, che mi riesce meglio!

come molte donne subisco il fascino dell'alta moda. nel senso che resto incantata da una sfilata come questa, bramo una birkin hermès, ho sognato di fare shopping sfrenato in horatio st a new york (a pochi blocchi da dove abitavo), ma soprattutto vorrei avere la possibilità di innamorarmi ed essere corrisposta, e possedere l'oggetto del mio desiderio.
considerato che sono una donna normale, al momento anche economicamente precaria, moglie di un uomo normale, anche abbastanza refrattario alle parole scarpe, borse e vestiti, ma soprattutto all'ingombro di scarpe, borse e vestiti, la mia folle relazione con l'haute couture resta decisamente frustrante e frustrata.
volendo fare discorsi filosofeggianti, potendoselo permettere, acquistare accessori e capi di alta qualità, ottima fattura e design intramontabile sarebbe l'ideale. perché una it bag rende raffinato anche un vestitino di h&m o un pantalone di zara. perché una it bag la tieni chiusa nell'armadio per dieci anni e la rimetti con la stessa freschezza di quando l'hai indossata la prima volta. perché una gonna prada la reinterpreti in millemila modi. perché una signora scarpa solleva l'umore e ti porta ovunque tu voglia.
ma, c'è un ma. è vero che una buona borsa puoi metterla per anni e anni, tutti i giorni e non vederla mai abbacchiata, è vero che si potrebbe investire ogni tot anni in una sola borsa, ma buona, ma siamo sicuri che vorremmo vederci tutti i giorni uscire con la stessa borsa per anni e anni? ok, possiamo fare questo discorso a ripetizione e fra trent'anni trovarci con ben tre meravigliose borse, ma siamo sicuri che nel frattempo non avremo dato le capocciate davanti allo specchio? be' io sì, le darei.
quindi, non potendoselo permettere, tutto è perduto?
no.
io per esempio mi regolerò così: metterò nel cassetto il sogno della birkin anche per quest'anno, cercherò una bella borsa di pelle, di buona qualità e di un colore basic da abbinare bene (per questo credo che chiederò una consulenza alla mia style teacher preferita) e poi mi toglierò qualche sfizio stagionale low cost, tipo una borsa blu kitchissima in finto pitone, un paio di cluch e magari una shopping bag, per la gioia del MaritoZen.
per quanto riguarda le scarpe ovviamente una louboutin non è proprio alla mia portata, non soltanto per ragioni economiche, ma anche per ragioni logistiche, come ho già detto a proposito di tacco 12. sebbene sulle scarpe non si possa trascurare la qualità quest'anno passo perché sono abbastanza fornita (ho ancora gli acquisti newyorkesi... ma non dirò MAI quante scarpe ho comprato lì.. MAI, neanche sotto tortura!!!).
e passiamo all'abbigliamento vero e proprio.
qui io sono ancora più transigente. la verità è che io mi stufo di indossare sempre le stesse cose di anno in anno. anche un semplice pantalone nero, può avere mille forme e a me va di cambiare. ben venga il low cost, perché se un capo non arriva alla stagione successiva va bene lo stesso. e poi spesso riesco a lenire la mia voglia di qualcosa di nuovo (mi sento tanto la signora con cappello giallo a falda larga di ambrogio) con una spesa minima.
ecco, in questo c'è una perversa forma di consumismo, perché significa produrre e buttare nella spazzatura a ritmo serrato. ma nella pratica non è così, perché se una gonna ovs non potrò metterla da parte per mia nipote, è pur vero che non la butterò certo l'anno prossimo perché cade a pezzi. anche il low cost ha un tempo di stazionamento nell'armadio di almeno tre anni. e mi sembra un periodo di tutto rispetto vista la velocità in cui siamo immersi. e poi, di contro, anche spendere a tre zeri non è certo meno consumistico. quindi mettiamoci l'anima in pace e facciamo poca etica, stiamo parlando di vestiti!!!

quello che ho notato nelle mie attente analisi sul mio guararoba e sulla sua resa quotidiana (della serie nun c'hai gnente da fa' dalla mattina alla sera) è che i giorni in cui mi sento bella sono quelli in cui rispetto la mia forma, principalmente. metto insieme cose che mi piacciono e che indosso bene. con un tocco di stravaganza, che mi contraddistingue.
per cui per me vince l'haute couture per sognare, ma nella vita di tutti i giorni io voto low cost, voto la possibilità di esprimermi attraverso l'abbigliamento e assecondare la mia frivolezza, perché sono femmina, principalmente.

venerdì 10 settembre 2010

FashionFriday -- un'altra novità

...e l'estate sta finendo.
io ne sono molto lieta. il caldo lo odio, la vita da spiaggia non mi fa impazzire e se proprio devo scegliere tra canotte e cappotti, scelgo i secondi.
questo cambio di stagione imminente mi fa ragionare sul mio guardaroba inteso come mobile armadio e come contenuto dello stesso.
le questioni sono due: la prima verte in particolare sulla percentuale degli indumenti che uso (il 20%???), sugli acquisti che faccio (troppi e senza resa) e sulla (in)soddisfazione circa il mio abbigliamento, la seconda sul cambio di stile che la maternità ha portato nel mio guardaroba e sull'impossibilità però di sostituirne tutto il contenuto per ovvie ragioni.

tanto per cominciare quest'anno ho messo a punto una bella strategia.

l'autunno e l'inverno scorso sono andata sempre in giro abbastanza scombinata. nel senso che mettevo sempre le stesse cose, comode, ma soprattutto informi, un po' per i chili che ancora non avevo smaltito e un po' perché portavo sempre la fascia con momo inquattato dentro. non parliamo delle scarpe. addio tacchi. lo so, lo so, ci sono mamme che escono dall'ospedale col tacco 11 e il pupo in braccio, ma io non ce la faccio (e qui la paola inorridirà!!!). abito al quarto piano senza ascensore, mi muovo per lo più a piedi o coi mezzi pubblici e la fatica non vale la resa. ovviamente parlo dell'abbigliamento per tutti i giorni, perché durante il w-e e nelle occasioni speciali, qualche volta, li ho riesumati anch'io!
comunque questo cambio di rotta mi ha veramente abbrutito. io ero una che creava abbinamenti, azzardava accostamenti e non era quasi mai vestita nella stessa maniera due volte. e non che avessi un armadio infinito, ma avevo la passione di rimescolare, di mixare. ecco, quel tempo di frivolezze è scomparso. se proprio momo mi dava tregua preferivo lavarmi i denti come si deve. o chiudere gli occhi e verificare di essere tutta intera.
la primavera/estate più o meno uguale. tranne per il fatto che essendo dimagrita (ah! mi sa che non l'avevo detto... eh sì, son tornata quella che ero, anzi anche un po' più magra che vista la mia stazza, male non fa) ho potuto mettere i miei vestiti di prima e ho evitato gli imbacuccamenti anche per ragioni di caldo torrido. però è rimasto il problema della praticità e quello delle scarpe. perché molte cose che indossavo con tacchi anche medio-bassi, messi con pianelle o ballerine non erano la stessa cosa. non potendo contare su una coscia chilometrica le geometrie andavano riviste. e poi avevo una marea di cose che non c'entravano niente col resto, che mi piacevano, ma non riuscivo a mettere insieme.
questo l'antefatto.

allora cos'ho fatto?
al ritorno dalle vacanze, avendo a disposizione NonnaPapera fulltime ho fatto un precoce cambio di stagione nel mio guardaroba. ho svuotato tutto, ho pulito e ho fatto mente locale su tutto quello che ho. accessori compresi. ho lasciato in giro solo poche cose estive che ho usato con più soddisfazione e che conto di mettere fino ai primi freddi e il resto l'ho conservato in scatole e appositi contenitori. ho anche creato una grande scatola premaman (non si sa mai in futuro...) e taglia grande (di prima che dimagrissi, spero non porti sfiga, perché mi auguro di non aprirla secula seculorum). poi ho fatto bustoni di roba da portare in campagna perché vecchia o da regalare perché per svariate ragioni non mi sta più, mi ha stancato, o non so.
giocando d'anticipo e precorrendo anche tutte le nuove tendenze e i desideri che mi potranno venire con l'autunno alle porte, ho stilato una lista di cose (poche) che vorrei acquistare per rimettere quella gonna rimasta orfana, o quei pantaloni che con le scarpe che ho non metterei mai e poi mai. fatta questa lista ho anche attribuito dei budget e così mi auguro di riuscire a fare per la prima volta nella mia vita degli acquisti più sensati e ritrovarmi soddisfatta quando apro l'armadio per quei due nano-secondi al mattino.
ah! dimenticavo: ho anche attribuito un budget a qualche sfizio stagionale. non c'è ragione per snaturarsi del tutto!!!

e questa è la prima puntata di FashionFriday, la mia rubrica preferita, perché frivola, leggera e se vogliamo un po' da adolescente. ho in serbo un sacco di idee da condividere, spero vi piaccia!
love
c.