mio piccolo momo
che piccolo non sei più, che mi guardi serio a volte e aspetti di capire. che scruti i miei capelli appena lavati e scompigliati e magari ti chiedi come hai fatto a venir fuori da una matta così. che certe volte scoppi a ridere se faccio le pernacchie, ma ridi per farmi contenta.
mio piccolo momo, che piccolo per me resterai sempre, stai proprio scoprendo il mondo.
hai una fame di cose, di avventure, di storie, di parole che a volte è difficile saziare. hai gli occhi penetranti e non molli lo sguardo da quello che ti interessa. hai pronto il tuo ditino che ti aiuta a chiedere, chiedere una spiegazione, un nome, un racconto, un perché, un possesso. aneli libertà, autonomia e spazi, ma poi hai la gioia nella gola quando mi corri incontro e mi stringi forte la faccia tra le manine e mi mordi, mi baci e ridi ancora.
la mattina fai la zuppetta da solo con biscotti e latte. hai imparato a usare il cucchiaino, a riempirlo e portarlo alla bocca che inizi ad aprire due minuti prima, per sicurezza. a volte ti spazientisci e con l'altra mano prendi la pappetta di biscotto sul cucchiaino e te la mangi, 'ché quando hai fame non puoi stare a perdere tempo. poi ci guardi e aspetti che ti battiamo le mani e stringi le labbra in una smorfia di orgoglio che ti fa assomigliare a me. quando non hai più fame rovesci il resto di latte sul tavolo e fai finta di non sentire i rimproveri, cambiando discorso, portando la nostra attenzione su qualcosa che è sui fornelli o nel lavandino.
poi vai all'asilo e ormai mi saluti dalla tua sediolina, compunto e impegnato nell'attività in cui ti immergi non appena entri, sventolando la manina e sussurrando il tuo ta-tào.
quando ti vengo a prendere sorridi placido e mi fissi impassibile finché non ti abbraccio con tutte le mie smancerie da mamma rammollita e tu mi dai un colpetto sulla guancia con lo zigomo e poi eh!eh!, educatamente indichi il mio petto e con lo sguardo non perdi il posto sulla panchina dove in genere ci sediamo a ritrovarci.
fai la tua poppata, lunga come da neonato non avevi fatto mai. e poi si parte. a giocare a passeggiare. i pomeriggi ormai passano in fretta, è una gioia giocare con te, accompagnarti nella tua ansia di esplorare. non so come è accaduto, ma a un certo punto hai deciso che non valeva la pena puntare i piedi su tutto e che ogni tanto potevi stare e aspettare. così le nostre giornate non sono più corse sfrenate per precedere i tuoi pianti e le tue insofferenze, ma incantevoli passeggiate assieme, scoprendo quello che ci piace l'uno dell'altra e del mondo che percorriamo, scoprendo nuovi limiti e nuove abilità, nuove strade e nuovi panorami.
ancora, il pomeriggio, facciamo spesso merenda col gelato e tu ne mangi un po' da solo col cucchiaino e poi vuoi il cono e anche se ti sporchi un sacco è bellissimo lasciarti fare.
hai scoperto le macchinine, giochi con quelle che erano del tuo papà e ti piace un sacco portarle di qua e di là. ti piace fare travasi e trasporti, ti piace partecipare a ogni attività domestica. ti piace soprattutto preparare la cena e vuoi osservare ogni mia mossa e mi incalzi se non ti spiego ogni passaggio. basta parlarti e accompagnarti, prenderti per mano e mostrarti le cose. tu sei felice e socchiudi le labbra, le guance diventano due meluzze e assomigli tanto al tuo papà. in quei momenti mi si ferma il respiro e anche il tempo e ti guardo mentre l'amore entra nelle mie ossa e capisco un sacco di cose che vorrei dirti, ma poi mi sfuggono tutte e tutto riparte veloce e ti vengo a baciare, ma tu mi scansi che hai da fare.
una cosa che mi stupisce ancora tanto è l'espressione di sorpresa e gioia, che ti leggo in viso quando sentiamo la chiave nella toppa e spalanchi gli occhi e sussurri papà, restando immobile fino a quando ti prendo in braccio e ti porto da lui. e allora inizi a indicargli cose e a tirarlo verso un gioco o una stanza. non lo guardi, ma lo attiri a te, lo trascini immediatamente nel tuo mondo e non ammetti che lui non ti segua.
a cena mangi ormai tanto, tutto a pezzettini con le tue manine o con la forchettina che chiedi di farti rabboccare e poi porti da solo alla bocca. quando non hai più fame spingi il piatto e non ammetti una sola insistenza. poi ci fai compagnia, a volte vuoi giocare con la tua cucinetta e chiedi di scendere dal seggiolone, per poi farci assaggiare le tue preparazioni. dopo cena papà ti porta a fare il bagnetto e vi sento ridere e giocare come non immaginavo. papà ti ha insegnato a trovare tutte le parti del corpo e tu inizi a riconoscerle tutte, dal pancino, alle orecchie, al pisellino. sei uno spasso quando non riesci a trovare subito il naso e vai con le ditine a tentoni finché non lo acchiappi per bene. spesso il bagno ti stanca talmente che non facciamo in tempo a metterti il pigiamino che inizi a salutare tutti per essere portato a nanna. chiedi nenna. e allora ci accuccioliamo nel lettone e fai la tua poppata della buonanotte. in genere crolli come un animaletto, attaccato a me, con quelle pennellate di ciglia scure che ti serrano il viso e lo ricompongono per il sonno, i pugnetti chiusi e premuti contro me e le ginocchia rannicchiate. poi il sonno arriva più profondo e lasci la presa, ti giri dall'altra parte e continuando a simulare il ciucciare ti adagi a pancia sotto. in quei momenti ancora mi commuovo, e non so contenere le lacrime a volte, perché sei così puro, vero, indifeso e coraggioso. ti affidi a me eppure ti appartieni. e io non posso far altro che sollevarmi, lontana dal tuo respiro che profumerà la stanza e guardarti da dove non disturberò il tuo viaggio. pronta con un abbraccio se non trovi più la strada.
non pensavo di poterti amare ogni giorno di più. e sembra una frase banale, ma racconta i miei giorni e i miei spazi interiori. con la felicità immensa e l'immensa curiosità di vederti crescere e aspettare il domani, e lo struggente attaccamento a ogni istante in cui sei ancora il mio bambino, piccolo piccolo.
promemoria dai sedici mesi di momo
peso: kg10,6
altezza: cm 79
dentini: n. 8
capelli: biondissimi, tagliati solo una volta
occhi: blu blu, quando piove diventano grigi
mobilità: cammina spedito, corre, sale sullo sgabello dell'ingresso, scavalca gli ostacoli, si mette in punta dei piedi e arriva anche dove non dovrebbe.
alimentazione: fa 4 poppate (minimo) una soltanto di giorno. fa 5 pasti e i cibi preferiti al momento sono banana, pizza, gelato, carne, pesce, minestrone, pomodori, cetrioli, pane con l'olio, prosciutto cotto, uva, more e formaggio. (anche la porchetta lo fa impazzire, veramente). mangia per lo più da solo con mani o posate e si sporca sempre meno.
giochi favoriti: cucinetta (pentole, mestoli&co.), macchinine, libri cartonati, marionette. travasi, trasporti, bucato, scivolo e cavvallucci al parco giochi. bagnetto.
linguaggio: mamma, papà, nonno, nonna, no, tti (sì), ta-tào (ciao ciao), babànna (banana), pappa, cacànna (castagna), pong (appoggino), cacca (cacca e casa), atte (grazie), nenna (nenna, seno), pane, pommo (pomodoro), ibbo (libro), ejo (aereo), brum brum (moto e macchine), babàu (cane), sci-sci (scivolo), nghlo-nghlo (cavalluccio).
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lunedì 25 ottobre 2010
16 mesi
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lunedì 30 agosto 2010
adesso o mai più
devo scrivere. siamo tornati alla base da qualche giorno, nel vortice delle lavatrici e delle implosioni di roba che non si sa come abbia fatto a moltiplicarsi.
quest'estate è stata molto lunga, e troppo calda. l'assenza di rete mi ha un po' stufato, e mi ha anche sfilacciato le cose. mi sembra di dover recuperare un sacco di eventi, miei e altri.
sono contenta che sia quasi settembre, tempo di riordino, di proposizione, di inizio.
adoro l'autunno e l'attendo con ansia. è la mia stagione preferita, non per niente ha visto l'incontro col MaritoStrampalato e il concepimento di momo.
a proposito di momo: il pupetto ha compiuto 14 mesi, non si può più tacere dei suoi enormi progressi. innanzitutto cammina come un treno, sale e scende i gradini in autonomia, si alza e capitombola con la grazia di una gazzella e non lo ferma nessuno. poi sta rodando una marea di parole imitando le sillabe o coniando dei simpatici versi. poi mangia come un bimbo grande, con le mani o con la forchettina, e tra i suoi piatti preferiti si annoverano: fagioli con le cotiche (piatto notoriamente estivo), maialino al forno e cono gelato. lo allatto ancora, dorme un po' più tranquillo di notte (ci siamo stabilizzati su due risvegli... soltanto!!!) e la mattina sveglia la mamma con i bacini su tutto il viso (dopo uno dei risvegli si installa tra le mie costole e la mandibola del MaritoSonnambulo). ha otto dentini e i suoi giochi favoriti sono diventati le caffettiere, il passeggino con bambolotto e la palla. dopodomani ricomincia l'asilo, questa volta sul serio e io sono in attesa di quello che ne verrà: separazione, tempo solo mio, nuovi percorsi per lui.
vorrei essere capace di aprire la valigia di quest'estate e scrivere di tutti i bei souvenir che abbiamo, ma stasera sono stanca, è un orario insolito per i miei ritmi, prometto di recuperare.
di sicuro ho tante idee per aggiornare questo blog che come me deve ritrovare una sua identità, sfocata dalla calura estiva.
a presto
love
c.
quest'estate è stata molto lunga, e troppo calda. l'assenza di rete mi ha un po' stufato, e mi ha anche sfilacciato le cose. mi sembra di dover recuperare un sacco di eventi, miei e altri.
sono contenta che sia quasi settembre, tempo di riordino, di proposizione, di inizio.
adoro l'autunno e l'attendo con ansia. è la mia stagione preferita, non per niente ha visto l'incontro col MaritoStrampalato e il concepimento di momo.
a proposito di momo: il pupetto ha compiuto 14 mesi, non si può più tacere dei suoi enormi progressi. innanzitutto cammina come un treno, sale e scende i gradini in autonomia, si alza e capitombola con la grazia di una gazzella e non lo ferma nessuno. poi sta rodando una marea di parole imitando le sillabe o coniando dei simpatici versi. poi mangia come un bimbo grande, con le mani o con la forchettina, e tra i suoi piatti preferiti si annoverano: fagioli con le cotiche (piatto notoriamente estivo), maialino al forno e cono gelato. lo allatto ancora, dorme un po' più tranquillo di notte (ci siamo stabilizzati su due risvegli... soltanto!!!) e la mattina sveglia la mamma con i bacini su tutto il viso (dopo uno dei risvegli si installa tra le mie costole e la mandibola del MaritoSonnambulo). ha otto dentini e i suoi giochi favoriti sono diventati le caffettiere, il passeggino con bambolotto e la palla. dopodomani ricomincia l'asilo, questa volta sul serio e io sono in attesa di quello che ne verrà: separazione, tempo solo mio, nuovi percorsi per lui.
vorrei essere capace di aprire la valigia di quest'estate e scrivere di tutti i bei souvenir che abbiamo, ma stasera sono stanca, è un orario insolito per i miei ritmi, prometto di recuperare.
di sicuro ho tante idee per aggiornare questo blog che come me deve ritrovare una sua identità, sfocata dalla calura estiva.
a presto
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giovedì 13 maggio 2010
pappe, svezzamento e crisi mammesche
ieri siamo andati dal pediatra. nell'ultimo mese e mezzo momo non è cresciuto neanche mezzo centimetro. lui dice che gli mancano le proteine della carne.
e in verità la situazione dello svezzamento è veramente estenuante. siamo da un mese tornati indietro. la pappa di pranzo, quella in cui in genere integravo carne, pesce, uova o legumi, non la mangia più. ovviamente poi prende il mio latte, ma evidentemente non gli basta per sostenerlo nella crescita. merende non ne fa quasi mai, ogni tanto parte in quarta con gli yogurt, ma dura qualche giorno, poi serra la bocca e non se ne parla più. la frutta neanche col cannocchiale.
stamattina ho provato a dargli per la prima volta un biberon di latte coi biscotti per colazione. niente.
mangia solo la pappa serale che gli preparo con un passato di verdure, una farina di cereale e del formaggio. poi allatta a richiesta, ma di giorno solo una volta, in genere dopo il non-pranzo. poi la sera prima della nanna e di notte a volontà. si sta svegliando meno durante la notte, ma da quando mi sono bloccata dorme con noi, quindi il mio riposo è relativo.
ecco. questa cosa del cibo mi sta portando al manicomio. sono snervata da questo continuo preparare e buttare pappe e da questa continua incertezza su tutto. gli piace il farro? boh, fino a ieri l'ha mangiato, domani chissà. gli piace la pera? boh, ne andava matto, ma poi un giorno l'ha lanciata nel lavandino. non so più che fare. non faccio teatrini, non insisto, al secondo rifiuto smetto di offrirgliene, gli faccio assaggiare le nostre cose, ma ne è attratto come oggetti da esplorare, poi non ne mangia.
ecco questa è una di quelle cose che io non so affrontare. perché fino a che si trattava di compensare col mio latte ok, ma adesso che sembra che non si stia nutrendo nel modo giusto perché non cresce, io non so che fare.
poi è capace di mangiare il pane da solo, le fette biscottate, i biscotti, la pasta, ma se trovo nel cucchiaino qualcosa di tritato grossolanamente fa i conati di vomito.
cosa c'è che non va'?
il momento dei pasti sta diventando un incubo. ora, per esempio, gli abbiamo provato a ridare della carne mischiata alle verdure. un cucchiaino, poi urla e strepiti. io ho iniziato a fissare il vuoto. non avevo la forza di fare niente. non ce la faccio più a parare i colpi. tutto quello che faccio non basta. lui piange, urla, non si capisce cosa abbia.
l'hanno portato fuori babbo e nonna. e io sono qui.
e la verità è che se ascoltassi veramente quello che voglio, scapperei e non mi farei trovare al loro ritorno.
e in verità la situazione dello svezzamento è veramente estenuante. siamo da un mese tornati indietro. la pappa di pranzo, quella in cui in genere integravo carne, pesce, uova o legumi, non la mangia più. ovviamente poi prende il mio latte, ma evidentemente non gli basta per sostenerlo nella crescita. merende non ne fa quasi mai, ogni tanto parte in quarta con gli yogurt, ma dura qualche giorno, poi serra la bocca e non se ne parla più. la frutta neanche col cannocchiale.
stamattina ho provato a dargli per la prima volta un biberon di latte coi biscotti per colazione. niente.
mangia solo la pappa serale che gli preparo con un passato di verdure, una farina di cereale e del formaggio. poi allatta a richiesta, ma di giorno solo una volta, in genere dopo il non-pranzo. poi la sera prima della nanna e di notte a volontà. si sta svegliando meno durante la notte, ma da quando mi sono bloccata dorme con noi, quindi il mio riposo è relativo.
ecco. questa cosa del cibo mi sta portando al manicomio. sono snervata da questo continuo preparare e buttare pappe e da questa continua incertezza su tutto. gli piace il farro? boh, fino a ieri l'ha mangiato, domani chissà. gli piace la pera? boh, ne andava matto, ma poi un giorno l'ha lanciata nel lavandino. non so più che fare. non faccio teatrini, non insisto, al secondo rifiuto smetto di offrirgliene, gli faccio assaggiare le nostre cose, ma ne è attratto come oggetti da esplorare, poi non ne mangia.
ecco questa è una di quelle cose che io non so affrontare. perché fino a che si trattava di compensare col mio latte ok, ma adesso che sembra che non si stia nutrendo nel modo giusto perché non cresce, io non so che fare.
poi è capace di mangiare il pane da solo, le fette biscottate, i biscotti, la pasta, ma se trovo nel cucchiaino qualcosa di tritato grossolanamente fa i conati di vomito.
cosa c'è che non va'?
il momento dei pasti sta diventando un incubo. ora, per esempio, gli abbiamo provato a ridare della carne mischiata alle verdure. un cucchiaino, poi urla e strepiti. io ho iniziato a fissare il vuoto. non avevo la forza di fare niente. non ce la faccio più a parare i colpi. tutto quello che faccio non basta. lui piange, urla, non si capisce cosa abbia.
l'hanno portato fuori babbo e nonna. e io sono qui.
e la verità è che se ascoltassi veramente quello che voglio, scapperei e non mi farei trovare al loro ritorno.
giovedì 8 aprile 2010
in punta di piedi
ritorno tra queste pagine con un po' di ansia.
non so bene perché, anzi lo so.
quando entro qui sono sincera. e a dirla tutta faccio fatica a guardarmi dentro. faccio un'enorme fatica a fermarmi e guardarmi dentro.
fermarmi.
tirare il fiato.
sedersi, rilassarsi e dedicarsi a qualcosa di inutile.
eppure mi manca, come mi manca scrivere, come mi manca leggere, come mi manca dormire.
d'altra parte momo diventa ogni giorno più bello. e non solo perché i suoi occhi sono sempre più blu e i suoi tratti sempre più espressivi, ma perché cresce soddisfatto dei suoi enormi progressi. sta in piedi, vuole arrivare sempre più in alto. ha una caparbietà che fa paura, una curiosità che entusiasma e una vivacità che rapisce. gattona rapido verso i suoi obiettivi, salta in piedi come una molla, punta tutti gli oggetti proibiti ridendosela sotto i baffi ed esplode in gorgoglii quando lo si becca in flagrante.
la mia vita sta scorrendo veloce tra tutto questo e non c'è tregua. sono tornata a una vita quasi normale dalla quale è scomparso il tempo per me. tutto ha ripreso un ritmo scandito dal quale traspare serenità e rigore. esco sempre vestita decentemente, spesso riesco a truccarmi. cucino tutti i giorni, faccio la spesa e riesco a fare quello che richiede la casa, più o meno. momo è piuttosto regolare, mangia. sembra che lo stato d'emergenza sia passato. ma tutto questo sta in piedi al limite della boa. un'onda anomale e colo a picco. non ci sono momenti di pausa durante i quali fare scorta di energia.
ieri era il mio compleanno e non ho avuto neanche le energie per farmi una tortina. ieri momo ha fatto il vaccino, il primo. ero talmente in ansia per la cosa che sono arrivata a sera che volevo solo girare foglio sul calendario.
ancora non sono riuscita a entrare in una routine sostenibile.
corro tutto il giorno, arrivo a sera che non ho potuto neanche aprire la casella di posta.
e poi la notte. una buona e dieci no.
momo si sveglia tanto. e io non ho più la lucidità di capire di cosa abbia bisogno.
penso a tutti i traguardi che abbiamo raggiunto: l'addormentamento dolce, lo svezzamento finalmente ingranato, l'allattamento ridotto, l'autonomia nel gioco, ma io sono ancora in debito di energie.
ecco, questa è la situazione. ma soprattutto sono stanca di esprimenre stanchezza. vorrei poter raccontare tutto il bello delle giornate con momo senza quello sguardo velato di fatica, senza quelle occhiaie mal celate. ecco, forse, perché torno qui in punta di piedi.
magari domani andrà meglio. chissà stanotte?
non so bene perché, anzi lo so.
quando entro qui sono sincera. e a dirla tutta faccio fatica a guardarmi dentro. faccio un'enorme fatica a fermarmi e guardarmi dentro.
fermarmi.
tirare il fiato.
sedersi, rilassarsi e dedicarsi a qualcosa di inutile.
eppure mi manca, come mi manca scrivere, come mi manca leggere, come mi manca dormire.
d'altra parte momo diventa ogni giorno più bello. e non solo perché i suoi occhi sono sempre più blu e i suoi tratti sempre più espressivi, ma perché cresce soddisfatto dei suoi enormi progressi. sta in piedi, vuole arrivare sempre più in alto. ha una caparbietà che fa paura, una curiosità che entusiasma e una vivacità che rapisce. gattona rapido verso i suoi obiettivi, salta in piedi come una molla, punta tutti gli oggetti proibiti ridendosela sotto i baffi ed esplode in gorgoglii quando lo si becca in flagrante.
la mia vita sta scorrendo veloce tra tutto questo e non c'è tregua. sono tornata a una vita quasi normale dalla quale è scomparso il tempo per me. tutto ha ripreso un ritmo scandito dal quale traspare serenità e rigore. esco sempre vestita decentemente, spesso riesco a truccarmi. cucino tutti i giorni, faccio la spesa e riesco a fare quello che richiede la casa, più o meno. momo è piuttosto regolare, mangia. sembra che lo stato d'emergenza sia passato. ma tutto questo sta in piedi al limite della boa. un'onda anomale e colo a picco. non ci sono momenti di pausa durante i quali fare scorta di energia.
ieri era il mio compleanno e non ho avuto neanche le energie per farmi una tortina. ieri momo ha fatto il vaccino, il primo. ero talmente in ansia per la cosa che sono arrivata a sera che volevo solo girare foglio sul calendario.
ancora non sono riuscita a entrare in una routine sostenibile.
corro tutto il giorno, arrivo a sera che non ho potuto neanche aprire la casella di posta.
e poi la notte. una buona e dieci no.
momo si sveglia tanto. e io non ho più la lucidità di capire di cosa abbia bisogno.
penso a tutti i traguardi che abbiamo raggiunto: l'addormentamento dolce, lo svezzamento finalmente ingranato, l'allattamento ridotto, l'autonomia nel gioco, ma io sono ancora in debito di energie.
ecco, questa è la situazione. ma soprattutto sono stanca di esprimenre stanchezza. vorrei poter raccontare tutto il bello delle giornate con momo senza quello sguardo velato di fatica, senza quelle occhiaie mal celate. ecco, forse, perché torno qui in punta di piedi.
magari domani andrà meglio. chissà stanotte?
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mercoledì 24 marzo 2010
riassunto delle puntate precedenti
imperdonabile assenza
recuperare gli ultimi post sui blog del cuore sarà difficile, perdonatemi, arriverò prima o poi!
comunque siamo a roma.
in realtà appena tornati dai nonni, siamo stati a milano dalla ZiaPolly, quindi siamo tornati solo domenica. avrei voluto avvisare le blogger milanesi, ma ho avuto davvero poco tempo, sia prima che durante. spero di riorganizzare presto e magari per tempo!
comunque le novità rilevanti riguardanti momo sono che:
passo e chiudo
love
c.
recuperare gli ultimi post sui blog del cuore sarà difficile, perdonatemi, arriverò prima o poi!
comunque siamo a roma.
in realtà appena tornati dai nonni, siamo stati a milano dalla ZiaPolly, quindi siamo tornati solo domenica. avrei voluto avvisare le blogger milanesi, ma ho avuto davvero poco tempo, sia prima che durante. spero di riorganizzare presto e magari per tempo!
comunque le novità rilevanti riguardanti momo sono che:
- non appena messo piede a casa dei miei momo ha ricominciato a mangiare le pappe, quindi di giorno non allatto quasi più (sono rimaste solo la colazione, la prenanna e la merenda notturna a base di tetta)
- il 5 marzo è spuntato il primo dentino, dopo qualche giorno il secondo
- nelle stesse giornate ha iniziato a gattonare e da allora il mio poco tempo libero è scomparso del tutto
- allattando meno, ho deciso arbitrariamente di mettermi a dieta e sono dimagrita un chilo e mezzo
- ciondolo dal sonno, ma cammino tutti i giorni almeno due ore a passo spedito, conto di ricominciare a correre due volte a settimana
- ho intenzione di organizzare meglio la nostra vita per avere degli spazi miei, e questo è un obiettivo imprescindibile
passo e chiudo
love
c.
lunedì 22 febbraio 2010
punto e a capo
il nostro equilibrio precario è di nuovo rovinosamente precipitato.
da una settimana momo serra le labbra di fronte alle pappe che stava moderatamente accettando. ogni tanto mangia un po' di frutta a metà mettina e qualche cucchiaino di yogurt il pomeriggio, ma ricomincia a fare le sue 7/9 poppate. la cosa non mi angustierebbe più di tanto visto che parallelamente continua con gusto ad assaggiare (quasi) tutto quello che c'è sulla nostra tavola. il problema è che ha iniziato ad avere comportamenti strani notturni. il suo primo risveglio è tra l'1.30 e le 3.00, per mangiare. poi è semisveglio e vuole stare con me, attaccato. si riaddormenta, ma solo se resta vicino a me. ergo alla soglia degli otto mesi, dopo otto mesi, appunto, di miei allattamenti notturni semi vigili, per rimettere il pupo nel suo lettino non appena finito di mangiare, con una determinazione quasi maniacale, mi ritrovo il pupo nel lettone. e non parliamo dei suoi pianti disperati e inconsolabili non appena mi perde dal suo raggio visivo.
il pediatra dice che si tratta di una banalissima regressione, molto comune nei bambini in concomitanza con i salti di crescita. e visto che inizia a gattonicchiare, che probabilmente sti benedetti dentini stanno per uscire e che dai vestiti ho notato che si è allungato, forse è proprio così. quindi non insistere con le pappe, continuare a nutrirlo col mio latte e tenerlo a tavola facendogli spiluccare qualcosa, assecondare queste necessità notturne e ricercare un equilibrio per il giorno tra vicinanza e distacchi (più o meno considerevoli).
ah! il rimedio? portare pazienza.
da una settimana momo serra le labbra di fronte alle pappe che stava moderatamente accettando. ogni tanto mangia un po' di frutta a metà mettina e qualche cucchiaino di yogurt il pomeriggio, ma ricomincia a fare le sue 7/9 poppate. la cosa non mi angustierebbe più di tanto visto che parallelamente continua con gusto ad assaggiare (quasi) tutto quello che c'è sulla nostra tavola. il problema è che ha iniziato ad avere comportamenti strani notturni. il suo primo risveglio è tra l'1.30 e le 3.00, per mangiare. poi è semisveglio e vuole stare con me, attaccato. si riaddormenta, ma solo se resta vicino a me. ergo alla soglia degli otto mesi, dopo otto mesi, appunto, di miei allattamenti notturni semi vigili, per rimettere il pupo nel suo lettino non appena finito di mangiare, con una determinazione quasi maniacale, mi ritrovo il pupo nel lettone. e non parliamo dei suoi pianti disperati e inconsolabili non appena mi perde dal suo raggio visivo.
il pediatra dice che si tratta di una banalissima regressione, molto comune nei bambini in concomitanza con i salti di crescita. e visto che inizia a gattonicchiare, che probabilmente sti benedetti dentini stanno per uscire e che dai vestiti ho notato che si è allungato, forse è proprio così. quindi non insistere con le pappe, continuare a nutrirlo col mio latte e tenerlo a tavola facendogli spiluccare qualcosa, assecondare queste necessità notturne e ricercare un equilibrio per il giorno tra vicinanza e distacchi (più o meno considerevoli).
ah! il rimedio? portare pazienza.
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mercoledì 3 febbraio 2010
Elogio della gradualità
non è un post polemico, ma, come sempre, semplicemente un resoconto delle mie esperienze e dei risultati dei miei tentativi.
ho scoperto anche a proposito di svezzamento nonché all'inizio con l'allattamento, che momo è un bimbo diesel. è veramente curioso, ma alla novità si lascia andare molto lentamente.
questo ovviamente non c'era scritto sul libretto d'istruzioni che mi avevano consegnato alla nascita.
e, all'inizio, per esempio, momo non si attaccava in maniera vorace, anzi, diciamo che non ne aveva proprio intenzione. magari trovava il capezzolo, ciucciava mezzo minuto e poi si addormentava o restava lì accanto a me a respirarmi. e tutti giù a dire: se non si attacca, non si nutre, muore di fame, l'allattamento al seno è compromesso, attaccalo, attaccalo!, attaccaaaloooooooooo!!!!!
grazie alla gradualità di momo e alla mia attesa, che a volte vacillava perché insinuarti che possa
morirti di fame il figlio non è la cosa più banale da ignorare, io non ho avuto ragadi, l'allattamento è stato felice e soft per entrambi e ora che ha sette mesi e mezzo, ciuccia che è una meraviglia, tanto che il peso che ha raggiunto a oggi l'ha preso praticamente soltanto con il mio latte.
quando siamo tornati a casa è subito stato evidente che volesse sempre stare in braccio, che avesse bisogno di contatto fisico. e, ovviamente, mi si diceva: mettilo giù, altrimenti si abitua e poooi vedraaaaaaiiiiii, abitualo alla carrozzina altrimenti quando peserà 9 chili che farai?, non lo tenere in braccio, diventa mammone, lascialo piangere un po', fa i polmoni. inutile sottolineare che io non ho mai dato ascolto a queste idiozie. momo era piccolo, aveva bisogno di me, quando mi sono state dette queste frasi sarebbe potuto essere ancora nella mia pancia (è nato tre settimane prima, ndb), e 'sta fantasia dei polmoni mi urta solo a sentirla. ovviamente ho avuto i miei momonti di stanchezza, non lo nego, ma di pari passo al tenerlo sempre in braccio quando mi cercava, tipo una goccia cinese cercavo di metterlo giù quando era tranquillo. due minuti? ok, domani saranno tre. oggi momo gioca anche un'ora e mezza seduto in uno dei suoi angoli gioco. mammone? quando siamo in giro elargisce sorrisi buffi a tutti, addirittura ieri in metro ha acchiappato il giornale di una signora per attirare la sua attenzione e fargli qualche nghe dei suoi, va in braccio a chiunque io lo porga, mi guarda, vede il mio sorriso e ne rimanda al nuovo amico. gioca con gli altri bambini sui tappetoni degli altri. mammone? bah...
e arriviamo al passeggino. qualcuno già sa dell'odio viscerale che momo ha nutrito fin dall'inizio verso passeggino e ovetto. probabilmente era tutto ricondotto alla sua abitudine a stare attaccato a me anche nei momenti di esplorazione esterna. e mi si diceva: vedi? con quella fascia l'hai viziato, adesso di che ti lamenti?, lascialo piangere, così impara, lascialo piangere, fa i polmoni, poverino, ma lo lasci piangere così?, deve capire che deve stare sul passeggino/ovetto. ho iniziato a uscire con il passeggino e l'ergo baby in borsa, quando iniziava a piangere, facevo qualche tentativo di calmarlo, e poi lo mettevo nell'ergo baby e continuavamo la passeggiata. con l'ovetto era diverso e ho evitato per un po' di prendere la macchina se non per necessità e qualche volta l'ho dovuto tenere nell'ergo baby con la cintura, ma qualche volta, ora che c'è un abitudine consolidata e sono chiari i capricci rispetto alle necessità, l'ho anche lasciato piangere. ma la cosa bella è che ormai la mattina noi stiamo fuori un'ora e mezza/due con il passeggino. io non porto più l'ergo baby e quando piange, spesso è sufficiente cullarlo un po' più energicamente perché vuole addormentarsi. quindi dorme, anche. a pancia in su. tie'!
sull'approccio all'alimentazione complementare ho già detto. e invece mi si diceva: fatti coraggio, i primi cucchiaini glieli devi spingere in bocca, se gli continui a dare il tuo latte, non capirà mai, lascialo piangere, alla pappa successiva mangerà di più. o almeno avrà fatto i polmoni.
insomma, tutto questo per dire, che secondo la mia esperienza, momo ha indubbiamente acquisito delle abitudini legate al mio modo di stare con lui, ma parlare di vizi per bambini così piccoli, mi sembra esagerato. piuttosto capricci, a volte. ma nella maggior parte dei casi, mi sembra si tratti di necessità, che si può scegliere di assecondare o meno, polmoni a parte.
aggiornamento: anche alla luce dei commenti, volevo dire che io ho un asso nella manica. mio padre, altrimenti detto NonnoLupoDiMare, è un appassionato apneista e ha già mutina e pinnette pronte per quest'estate... ho come la sensazione che momo i polmoni se li farà in ogni caso!!!
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martedì 2 febbraio 2010
un mese e mezzo di alimentazione complementare
eccoci qua, finalmente a una svolta.
sapete bene tutte le crisi esistenziali legate a un inizio inesperto e ovviamente a tentoni.
ma il tempo è passato e momo, confermando il suo diesel mood, ha gradualmente accettato la pappa come uno dei pasti della giornata.
la nostra routine ha subito qualche variazione, si è adeguata alle nuove abitudini, ma ce la caviamo.
dopo un mese e mezzo di pappe proposte e mai mangiate in quantità considerevole, ma sempre spalmate per ogni dove in cucina, nascoste nelle orecchie e sotto la pappagorgia di cui momo è ampiamente provvisto, sabato, per la prima volta, momo ha mangiato:
la cosa si è ripetuta ieri e oggi.
in queste settimane ho letto il libro di gonzales e come per molte letture ho preso qualcosa e ne ho lasciato qualcos'altro.
in definitiva il mio approccio è stato molto soft. a un certo punto mi era presa la frenesia di volere un po' d'indipendenza e il fatto di non allattare almeno a una poppata mi allettava. poi però mi sono accorta che pur volendolo, non l'avrei certo ottenuto insistendo o infilandogli il cucchiaino in bocca (cosa che peraltro non mi sarebbe riuscita mai e poi mai). quindi mi sono armata di santa pazienza e di una bella scorta di passati bio fatti da me (e il mio bimby) e surgelati in microporzioni e a ogni pranzo ho proposto a momo la sua scodellina mentre io mangiavo il mio pranzo. spesso chiedeva quello che avevo io nel piatto e compatibilmente a un po' di buon senso gliel'ho dato. la sera invece ha sempre ciucciato il pane mentre noi cenavamo e a volte ha assaggiato qualcosa dai nostri piatti.
non ama quando gli metto il grembiulino (come non ama pannolino, vestiti e cinghiette) ma è l'unico compromesso che gli chiedo, poi gli lascio tenere le mani a mollo nel piatto, dipingere la parete accanto a lui col cucchiaino e buttare per terra quello che gli sfugge dalle manine ancora impacciate.
ora molte volte, quando il cucchiaino carico di pappa gli arriva vicino, lo impugna e se lo mette in bocca da solo, salvo sbagliare mira e farsi strisciate da indiano sulle guance o, peggio, restare con le ciglia incollate irreversibilmente.
vuole bere dal bicchiere ogni volta che mi vede con quell'affare in mano. lo acchiappa e se lo porta alla bocca. solo che ci lecca dentro come un cagnolino... è troppo forte!!!
rispetto alla frutta resta diffidente. generalmente io sbuccio un frutto e gliene offro un po' mentre la mangio anch'io. a volte gliela grattugio, altre gliela tengo in bocca e lui succhia, ma non ne ha mai mangiato tanto da non chiedere il seno subito dopo. mentre la mattina ciuccia un biscottino mentre noi facciamo colazione, ma è un di più perché in genere ha appena fatto colazione col mio latte.
io mi sono rilassata. in teoria adesso salta la poppata, ma soprattutto mi sembra tranquillo rispetto a tutto l'ambaradan. non che prima facesse chissà quali scenate, semplicemente serrava la bocca o, comunque, dopo i primi due cucchiaini iniziava a innervosirsi e a chiedermi chiaramente il seno. io non ho mai insistito né tanto meno gli ho negato il seno. l'idea non mi ha sfiorato. è vero che non muore di fame, il piccoletto cresce bene e le sue ciccette non mentono. ma il pensiero di doverlo far piangere fino alla poppata successiva perché così impara non mi calzava addosso. il tempo mi ha dato ragione. quando alcune amiche mi raccontavano che in una settimana erano riuscite a sostituire una merenda o il pranzo, non nascondo che mi sentissi un po' svilita e avvilita. ma adesso penso che è andata bene così perché né io né momo siamo stati forzati. e oggi, anche se dopo ben sei settimane, abbiamo fatto un passo avanti. entrambi verso un po' di autonomia, entrambi verso un po' di fiducia in più in noi stessi, come mamma e come bimbo. e anche come squadra.
sapete bene tutte le crisi esistenziali legate a un inizio inesperto e ovviamente a tentoni.
ma il tempo è passato e momo, confermando il suo diesel mood, ha gradualmente accettato la pappa come uno dei pasti della giornata.
la nostra routine ha subito qualche variazione, si è adeguata alle nuove abitudini, ma ce la caviamo.
dopo un mese e mezzo di pappe proposte e mai mangiate in quantità considerevole, ma sempre spalmate per ogni dove in cucina, nascoste nelle orecchie e sotto la pappagorgia di cui momo è ampiamente provvisto, sabato, per la prima volta, momo ha mangiato:
- due cucchiaini di pappa di farro in passato di zucca, carota e sedano, con un cucchiaino di olio e uno di parmigiano,
- uno po' di assaggi a mo' di lecca lecca di ricotta di capra dal cucchiaino DA SOLO,
- crosta di pane ciucciata per dessert.
la cosa si è ripetuta ieri e oggi.
in definitiva il mio approccio è stato molto soft. a un certo punto mi era presa la frenesia di volere un po' d'indipendenza e il fatto di non allattare almeno a una poppata mi allettava. poi però mi sono accorta che pur volendolo, non l'avrei certo ottenuto insistendo o infilandogli il cucchiaino in bocca (cosa che peraltro non mi sarebbe riuscita mai e poi mai). quindi mi sono armata di santa pazienza e di una bella scorta di passati bio fatti da me (e il mio bimby) e surgelati in microporzioni e a ogni pranzo ho proposto a momo la sua scodellina mentre io mangiavo il mio pranzo. spesso chiedeva quello che avevo io nel piatto e compatibilmente a un po' di buon senso gliel'ho dato. la sera invece ha sempre ciucciato il pane mentre noi cenavamo e a volte ha assaggiato qualcosa dai nostri piatti.
non ama quando gli metto il grembiulino (come non ama pannolino, vestiti e cinghiette) ma è l'unico compromesso che gli chiedo, poi gli lascio tenere le mani a mollo nel piatto, dipingere la parete accanto a lui col cucchiaino e buttare per terra quello che gli sfugge dalle manine ancora impacciate.
ora molte volte, quando il cucchiaino carico di pappa gli arriva vicino, lo impugna e se lo mette in bocca da solo, salvo sbagliare mira e farsi strisciate da indiano sulle guance o, peggio, restare con le ciglia incollate irreversibilmente.
vuole bere dal bicchiere ogni volta che mi vede con quell'affare in mano. lo acchiappa e se lo porta alla bocca. solo che ci lecca dentro come un cagnolino... è troppo forte!!!
rispetto alla frutta resta diffidente. generalmente io sbuccio un frutto e gliene offro un po' mentre la mangio anch'io. a volte gliela grattugio, altre gliela tengo in bocca e lui succhia, ma non ne ha mai mangiato tanto da non chiedere il seno subito dopo. mentre la mattina ciuccia un biscottino mentre noi facciamo colazione, ma è un di più perché in genere ha appena fatto colazione col mio latte.
io mi sono rilassata. in teoria adesso salta la poppata, ma soprattutto mi sembra tranquillo rispetto a tutto l'ambaradan. non che prima facesse chissà quali scenate, semplicemente serrava la bocca o, comunque, dopo i primi due cucchiaini iniziava a innervosirsi e a chiedermi chiaramente il seno. io non ho mai insistito né tanto meno gli ho negato il seno. l'idea non mi ha sfiorato. è vero che non muore di fame, il piccoletto cresce bene e le sue ciccette non mentono. ma il pensiero di doverlo far piangere fino alla poppata successiva perché così impara non mi calzava addosso. il tempo mi ha dato ragione. quando alcune amiche mi raccontavano che in una settimana erano riuscite a sostituire una merenda o il pranzo, non nascondo che mi sentissi un po' svilita e avvilita. ma adesso penso che è andata bene così perché né io né momo siamo stati forzati. e oggi, anche se dopo ben sei settimane, abbiamo fatto un passo avanti. entrambi verso un po' di autonomia, entrambi verso un po' di fiducia in più in noi stessi, come mamma e come bimbo. e anche come squadra.
lunedì 11 gennaio 2010
tutti a tavola!!!
vi ricordate della prima pappa?
ecco, è stata una farsa. o, per meglio dire, una prima senza repliche.
il fatto è che per varie ragioni io non mi sentivo proprio pronta e poi momo era davvero piccolo, non era necessario e, insomma, un giorno era tardi, un giorno era presto, uno dovevamo uscire e...
così.
poi è arrivato quel periodo. durato un paio di settimane. raffreddore a parte, momo ha iniziato a dormire male anche di notte, col risultato che io ero veramente ai minimi storici e lui sempre nervoso, di giorno e di notte. sempre lamentoso, infastidito, esagitato.
mi sono convinta che era il mio latte a non bastargli, perché aveva ripreso a chiedere il latte anche di notte, anche ogni due ore. quindi ho iniziato a rimuginare sulla questione dello svezzamento e col mio solito approccio libresco sono approdata a questo

ne avevo letto anche una recensione di serena su genitoricrescono e le antenne mi si erano drizzate. inutile ritritarne i contenuti: la recensione di serena è molto esauriente e ce n'è anche un secondo capitolo sull'evoluzione.
e, così, una sera, a tavola come sempre tutti e tre, agli inequivocabili gridolini di momo, ho risposto con il suo cucchiaino pieno del brodo del nostro minestrone.
ha iniziato a spalancare bocca, occhi, a sbattere eccitato le mani sul seggiolone.
gli ho schiacciato un pezzetto di zucca e l'ha fagocitato.
un pezzo di carota. idem.
io ero commossa, il MaritoIncredulo non sapeva se lasciarsi andare alla gioia che quella vista provocava o opporsi per ripristinare l'ordine.
già. perché momo non è soltanto figlio mio e...
quando ho parlato dell'autosvezzamento di piermarini con il MaritoMalfidato, ha sgranato gli occhi, è diventato rosso, poi verde, poi blu e infine è sbottato:
"ma che ti sei messa in testa? momo non è una CAVIA!"
io: "be' neanch'io!!!"
MM: ???
io: "se ti aspetti che mi metta a fare cabaret, cantare il repertorio di nilla pizzi o, peggio, schiaffargli il cucchiaino in bocca a forza, hai sbagliato moglie!!!:
MM: "ma chi ti ha detto niente!!! e poi, ma perché dobbiamo fare tutto strano? e i pannolini lavabili, e l'omeopatia, e i vaccini ancora ci stiamo a riflettere, e niente asilo e questo e quell'altro... almeno le pappe, non possiamo andare in un &^%$& di negozio e comprargli due barattoli di omogenizzato?!!?!??!"
io (ahhh, quanto mi piace 'st'omo quando tira fuori il testosterone!!!): "okkeyyyy".
MM: "okkey?"
io: "sì, facciamo così".
MM: "sì?"
io: "sì".
MM: "oddio e mo' che ti sei messa in testa? com'è che ti arrendi subito?"
io: "..."
MM sudava freddo, nel frattempo era diventato bianco: "allora?"
io: "stai tranquillo amore, da domani inizio a preparargli le pappe, del resto di pappe non è mai morto nessuno".
nel frattempo avevo seguito un deludente corso di svezzamento naturale che era un'applicazione di cucina macrobiotica all'arte pappinatoria. come se improvvisamente un pupetto che ha preso finora il mio latte (io non mi sono privata di quasi niente né in gravidanza, né durante l'allattamento) potesse mangiare amaranto e germogli con gusto.
quindi il giorno dopo ho preso il mio fidato bimby e ho preparato un surrogato del minestrone della sera prima, senza sale, omogenizzando le verdure e aggiungendoci alla fine un bel cucchiaio di pappa di riso, un cucchiaino d'olio e altrettanto di parmigiano. ricetta classica, vado sul sicuro.
risultato: nell ordine, momo ha spalancato la bocca, ha digrignato le gengive, ha sputacchiato, ha serrato le labbra, mi ha guardato sprezzante e ha lanciato la scodellina, tipo frisbee, direttamente nel lavello.
eloquente no?
dopo qualche giorno siamo andati a consultare IlPediatra. io sono arrivata carica ed entusiasta, gli ho spiegato tutto nei cinque minuti in cui il MM era a parcheggiare, poi il MM è arrivato e IlP ha preso la parola e ci ha spiegato che il bambino a sei mesi non è pronto per qualsiasi cibo. che i suoi reni non riescono a smaltire bene il sale che noi siamo abituati a mettere nelle pietanze. e che ci sono dei cibi un po' più complessi che il bambino non ha la maturità organica per digerire come si deve. detto questo gli assaggi si possono far fare, perché le quantità non sono sufficienti a creare danni, ma ovviamente in seguito il bambino avrebbe fatto fatica a fare un intero pasto con sapori più tenui. del resto fino a nove mesi, anche un anno a volte, il bambino può crescere bene anche solo con il latte materno, quindi si può affrontare il tutto senza ansia e fretta.
e mi ha dato il suo elenco di cibi ammessi, da integrare gradualmente con altri, man mano che avesse accettato i precedenti.
quindi la situazione è questa: momo continua a fare le sue poppate regolarmente, il pranzo è diventato un momento di tentativo, ad oggi non ha mai mangiato neanche metà della pappa e quindi ho continuato a proporgli il seno. nel frattempo ciuccia sempre un pezzetto di pane quando è a tavola e noi mangiamo, e io cerco di accontentare, quando le fa, le sue richieste di assaggio. le lenticchie, per esempio, le aveva apprezzate quando le avevo fatte per me, con cipolla e carota, salsa di soia e zenzero. ci ha impiastricciato il seggiolone con il suo passato di rosse decorticate con carota.
riguardo la merenda non ci provo neanche più, la frutta gli fa rivoltare la testa a 180 gradi.
sinceramente speravo di risparmiarmi almeno una poppata al giorno per acquisire un po' di autonomia, ma più di tutto mi preme agevolare un approccio sano al cibo, e senza conflitti o forzature. quindi sto continuando così. con l'alimentazione complementare. concetto per cui il cibo solido è un complemento all'apporto che finora ha avuto dal latte materno, che resta la principale fonte di nutrimento.
avendo ormai provato un po' tutte le combinazioni di pappe e avendo capito che l'unica che mangiucchia, ma non per più di due giorni di seguito, è quella di farro con il passato di verdure (finocchio, bietola, zucca), si può dire che siamo a un punto morto.
suggerimenti?
ecco, è stata una farsa. o, per meglio dire, una prima senza repliche.
il fatto è che per varie ragioni io non mi sentivo proprio pronta e poi momo era davvero piccolo, non era necessario e, insomma, un giorno era tardi, un giorno era presto, uno dovevamo uscire e...
così.
poi è arrivato quel periodo. durato un paio di settimane. raffreddore a parte, momo ha iniziato a dormire male anche di notte, col risultato che io ero veramente ai minimi storici e lui sempre nervoso, di giorno e di notte. sempre lamentoso, infastidito, esagitato.
mi sono convinta che era il mio latte a non bastargli, perché aveva ripreso a chiedere il latte anche di notte, anche ogni due ore. quindi ho iniziato a rimuginare sulla questione dello svezzamento e col mio solito approccio libresco sono approdata a questo
ne avevo letto anche una recensione di serena su genitoricrescono e le antenne mi si erano drizzate. inutile ritritarne i contenuti: la recensione di serena è molto esauriente e ce n'è anche un secondo capitolo sull'evoluzione.
e, così, una sera, a tavola come sempre tutti e tre, agli inequivocabili gridolini di momo, ho risposto con il suo cucchiaino pieno del brodo del nostro minestrone.
ha iniziato a spalancare bocca, occhi, a sbattere eccitato le mani sul seggiolone.
gli ho schiacciato un pezzetto di zucca e l'ha fagocitato.
un pezzo di carota. idem.
io ero commossa, il MaritoIncredulo non sapeva se lasciarsi andare alla gioia che quella vista provocava o opporsi per ripristinare l'ordine.
già. perché momo non è soltanto figlio mio e...
quando ho parlato dell'autosvezzamento di piermarini con il MaritoMalfidato, ha sgranato gli occhi, è diventato rosso, poi verde, poi blu e infine è sbottato:
"ma che ti sei messa in testa? momo non è una CAVIA!"
io: "be' neanch'io!!!"
MM: ???
io: "se ti aspetti che mi metta a fare cabaret, cantare il repertorio di nilla pizzi o, peggio, schiaffargli il cucchiaino in bocca a forza, hai sbagliato moglie!!!:
MM: "ma chi ti ha detto niente!!! e poi, ma perché dobbiamo fare tutto strano? e i pannolini lavabili, e l'omeopatia, e i vaccini ancora ci stiamo a riflettere, e niente asilo e questo e quell'altro... almeno le pappe, non possiamo andare in un &^%$& di negozio e comprargli due barattoli di omogenizzato?!!?!??!"
io (ahhh, quanto mi piace 'st'omo quando tira fuori il testosterone!!!): "okkeyyyy".
MM: "okkey?"
io: "sì, facciamo così".
MM: "sì?"
io: "sì".
MM: "oddio e mo' che ti sei messa in testa? com'è che ti arrendi subito?"
io: "..."
MM sudava freddo, nel frattempo era diventato bianco: "allora?"
io: "stai tranquillo amore, da domani inizio a preparargli le pappe, del resto di pappe non è mai morto nessuno".
nel frattempo avevo seguito un deludente corso di svezzamento naturale che era un'applicazione di cucina macrobiotica all'arte pappinatoria. come se improvvisamente un pupetto che ha preso finora il mio latte (io non mi sono privata di quasi niente né in gravidanza, né durante l'allattamento) potesse mangiare amaranto e germogli con gusto.
quindi il giorno dopo ho preso il mio fidato bimby e ho preparato un surrogato del minestrone della sera prima, senza sale, omogenizzando le verdure e aggiungendoci alla fine un bel cucchiaio di pappa di riso, un cucchiaino d'olio e altrettanto di parmigiano. ricetta classica, vado sul sicuro.
risultato: nell ordine, momo ha spalancato la bocca, ha digrignato le gengive, ha sputacchiato, ha serrato le labbra, mi ha guardato sprezzante e ha lanciato la scodellina, tipo frisbee, direttamente nel lavello.
eloquente no?
dopo qualche giorno siamo andati a consultare IlPediatra. io sono arrivata carica ed entusiasta, gli ho spiegato tutto nei cinque minuti in cui il MM era a parcheggiare, poi il MM è arrivato e IlP ha preso la parola e ci ha spiegato che il bambino a sei mesi non è pronto per qualsiasi cibo. che i suoi reni non riescono a smaltire bene il sale che noi siamo abituati a mettere nelle pietanze. e che ci sono dei cibi un po' più complessi che il bambino non ha la maturità organica per digerire come si deve. detto questo gli assaggi si possono far fare, perché le quantità non sono sufficienti a creare danni, ma ovviamente in seguito il bambino avrebbe fatto fatica a fare un intero pasto con sapori più tenui. del resto fino a nove mesi, anche un anno a volte, il bambino può crescere bene anche solo con il latte materno, quindi si può affrontare il tutto senza ansia e fretta.
e mi ha dato il suo elenco di cibi ammessi, da integrare gradualmente con altri, man mano che avesse accettato i precedenti.
- bietola, lattuga, finocchio, sedano, cipolla, patata, zucchina, zucca gialla, carota
- olio d'oliva
- parmigiano reggiano
- pappa di riso, farro, orzo, mais, miglio, grano, multicereali
- mela, pera, albicocca, prugna, banana
- lenticchie rosse decorticate
- ricotta di capra
- malto di riso
quindi la situazione è questa: momo continua a fare le sue poppate regolarmente, il pranzo è diventato un momento di tentativo, ad oggi non ha mai mangiato neanche metà della pappa e quindi ho continuato a proporgli il seno. nel frattempo ciuccia sempre un pezzetto di pane quando è a tavola e noi mangiamo, e io cerco di accontentare, quando le fa, le sue richieste di assaggio. le lenticchie, per esempio, le aveva apprezzate quando le avevo fatte per me, con cipolla e carota, salsa di soia e zenzero. ci ha impiastricciato il seggiolone con il suo passato di rosse decorticate con carota.
riguardo la merenda non ci provo neanche più, la frutta gli fa rivoltare la testa a 180 gradi.
sinceramente speravo di risparmiarmi almeno una poppata al giorno per acquisire un po' di autonomia, ma più di tutto mi preme agevolare un approccio sano al cibo, e senza conflitti o forzature. quindi sto continuando così. con l'alimentazione complementare. concetto per cui il cibo solido è un complemento all'apporto che finora ha avuto dal latte materno, che resta la principale fonte di nutrimento.
avendo ormai provato un po' tutte le combinazioni di pappe e avendo capito che l'unica che mangiucchia, ma non per più di due giorni di seguito, è quella di farro con il passato di verdure (finocchio, bietola, zucca), si può dire che siamo a un punto morto.
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giovedì 19 novembre 2009
razionalizzando
il post dell'altro ieri buttava fuori tutto il mio malessere, ma mi sono accorta che non spiegava il problema vero e proprio. nel senso che sì, sono esaurita, sì ho bisogno di una pausa a prescindere perché, se togliamo gli ultimi due sabato (il primo con 40 minuti, l'ultimo con un'ora e mezza) quando il MaritoImpavido ha portato momo fuori da solo, negli ultimi quasi cinque mesi, io non mi sono mai staccata da momo. MAI. al massimo ero in un'altra stanza, ma non riuscivo a escludere l'udito. quindi l'assunto è che ho bisogno di una pausa e me la prenderò, questo è sicuro. come ho scritto nei commenti l'altra sera, oggi comincia un weekend lungo con MaritoInFerie durante il quale mi ritaglierò dei momenti di solitudine (la solitudine delle madri era un disvalore?!?!?! ...avercene!!!). e poi mercoledì prossimo arriva mia sorella che si tratterrà una settimana e mi alleggerirà un po' dalla fatica delle giornate tutte in funzione di momo.
però queste sono "solo" le conseguenze del problema. IlProblema è che momo dorme poco o niente di giorno. la mia tesi è che la sua curiosità, la sua ansia di vedere, toccare, scoprire, esplorare, lo spinge a stare sveglio, ma siccome lo stanca anche, il risultato è un bambino nervoso, sovreccitato e urlante. in questo molti dei vostri consigli (scusate se non commento uno per uno, lo meriterebbero, ma il discorso é sempre lo stesso: non ho molto tempo) sono preziosi e calzanti. e la cosa che mi fa più rabbia e mi fa stare male e mi instilla anche una bella dose di sensi di colpa è che lui non è un bambino capriccioso e scontroso. è solo che non sa attivare le proprie risorse per mantenere un umore stabile (...oooopssss... mi ricorda tanto qualcuno... sono io? ah, ok) e quindi a volte succede che io mi faccia in quattro, ma non riesca a trovare la strada giusta per calmarlo, e da lì parte tutto il circolo vizioso per cui io sono una corda di violino e lui mi viene dietro in un delirio senza fine. mentre quando è lui, il momo tranquillo, esigente, ma allegro, a me non pesa per niente stare piegata tutto il giorno sul tappetone a fare versi da canguro.
quindi nonostante io e la routine siamo state sempre alla larga, mi accorgo di avere bisogno di lei, fida compagna di una mamma sull'orlo dell'esaurimento. ho sempre seguito il metodo easy per gestire i microcicli giornalieri però sempre nella mia maniera elastica e improvvisata. per cui siamo arrivati alla soglia dei cinque mesi che ogni giorno è un po' una sorpresa. e, vi dirò, alla tenera età di 30 anni, non è che le sorprese mi facciano più tanto impazzire (va be', dipende, un pacchettino rettangolare, piatto e infiocchettato potrei ancora tollerarlo)...
quindi, razionalizzando (e anche questo termine mi era caro quanto l'ortica in un calzino), la situazione è la seguente.
punti fermi e rassicuranti:
punti fermi e devastanti:
comunque questo non significa che non lo porti fuori, anzi. solo che non ho capito bene che effetto abbia su di lui. non capisco se, come dicono, l'aria lo "stenda", oppure lo sovraecciti.
di certo chiusi in casa non si può stare. comunque ho deciso di instaurare una routine un po' più strutturata (del resto nel primo trimestre un po' ce l'avevo, poi ho perso il controllo...).
mi date una mano?
come potrebbe svolgersi la giornata di un bimbo di quasi cinque mesi?
postilla svezzamento:
però queste sono "solo" le conseguenze del problema. IlProblema è che momo dorme poco o niente di giorno. la mia tesi è che la sua curiosità, la sua ansia di vedere, toccare, scoprire, esplorare, lo spinge a stare sveglio, ma siccome lo stanca anche, il risultato è un bambino nervoso, sovreccitato e urlante. in questo molti dei vostri consigli (scusate se non commento uno per uno, lo meriterebbero, ma il discorso é sempre lo stesso: non ho molto tempo) sono preziosi e calzanti. e la cosa che mi fa più rabbia e mi fa stare male e mi instilla anche una bella dose di sensi di colpa è che lui non è un bambino capriccioso e scontroso. è solo che non sa attivare le proprie risorse per mantenere un umore stabile (...oooopssss... mi ricorda tanto qualcuno... sono io? ah, ok) e quindi a volte succede che io mi faccia in quattro, ma non riesca a trovare la strada giusta per calmarlo, e da lì parte tutto il circolo vizioso per cui io sono una corda di violino e lui mi viene dietro in un delirio senza fine. mentre quando è lui, il momo tranquillo, esigente, ma allegro, a me non pesa per niente stare piegata tutto il giorno sul tappetone a fare versi da canguro.
quindi nonostante io e la routine siamo state sempre alla larga, mi accorgo di avere bisogno di lei, fida compagna di una mamma sull'orlo dell'esaurimento. ho sempre seguito il metodo easy per gestire i microcicli giornalieri però sempre nella mia maniera elastica e improvvisata. per cui siamo arrivati alla soglia dei cinque mesi che ogni giorno è un po' una sorpresa. e, vi dirò, alla tenera età di 30 anni, non è che le sorprese mi facciano più tanto impazzire (va be', dipende, un pacchettino rettangolare, piatto e infiocchettato potrei ancora tollerarlo)...
quindi, razionalizzando (e anche questo termine mi era caro quanto l'ortica in un calzino), la situazione è la seguente.
punti fermi e rassicuranti:
- momo ormai non mangia più prima delle 3 ore, ma a volte sono 3 e mezzo, a volte 4;
- il suo ciclo di veglia serena è di circa un'ora e mezza (prima era solo una);
- di notte fa, in genere, una tirata lunga di 6/7 ore;
- il primo risveglio notturno è intorno alle 4, dopo il quale non è detto si riaddormenti subito, anzi, spesso sta sveglio un'oretta;
- il risveglio mattutino è in genere intorno alle 8;
- adora stare nudo;
- adora fare il bagnetto;
- adora stare in braccio, ma in movimento;
- gli piace andare a spasso nell'ergo baby (il nostro marsupio);
- sembra gradisca abbastanza il seggiolone.
punti fermi e devastanti:
- non riesce ad addormentarsi da solo e ha sviluppato una resistenza al sonno disperata e quando si addormenta, cosa che può richiedere anche tantissimo lavoro di braccia e fantasia (con picchi di due ore di strilli), non si sa bene quanto dormirà: a volte venti minuti, a volte due ore (raramente);
- odia il passeggino e l'ovetto in macchina (in realtà li tollera qualche minuto, ma quando arriva il momento del sonno sbraita perché vorrebbe essere preso in braccio e aiutato ad addormentarsi e, pur facendolo, non gradisce di essere messo lì dentro a dormire perché lui dorme prono).
comunque questo non significa che non lo porti fuori, anzi. solo che non ho capito bene che effetto abbia su di lui. non capisco se, come dicono, l'aria lo "stenda", oppure lo sovraecciti.
di certo chiusi in casa non si può stare. comunque ho deciso di instaurare una routine un po' più strutturata (del resto nel primo trimestre un po' ce l'avevo, poi ho perso il controllo...).
mi date una mano?
come potrebbe svolgersi la giornata di un bimbo di quasi cinque mesi?
postilla svezzamento:
- la prima pappa è stata una tantum. non escludo di ripristinarla all'interno della routine, ma resta un di più, non una sostituzione della poppata. per lo svezzamento vero e proprio inizio non prima dei sei mesi, quindi ancora ce n'è da trottare!!!
- sono d'accordo col fatto che debba imparare, ma vorrei farlo in maniera graduale. non ce la faccio proprio a lasciarlo strillare come se avesse le convulsioni per strada, anche perché mi sono già attirata gli sguardi e le parole di commiserazione delle StronzeDelParco, quindi prendo un problema alla volta. prima instrauro la routine e poi pian piano sostituisco il passeggino all'ergo baby.
- un'attività introdotta da poco è il massaggio (abbiamo seguito un corso a IlMelograno). a momo piace essere massaggiato, ed è diventato un momento che riserviamo alla sera, e che sta diventando un possibile spazio intimo ed esclusivo con il suo babbo
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lunedì 16 novembre 2009
la prima pappa
è stato tutto un po' così, come tante cose che hanno riguardato momo. si sa che prima o poi succederà, si dovrebbe essere pronti da un momento all'altro, ma poi le cose precipitano all'improvviso.
dai, facciamolo! oggi, adesso!

e così mamma caia ingoia anche questo rospo. si mette ai fornelli e meticolosamente sbuccia due annurche biologiche, ne cava i torsoli, le spezzetta con un'attenzione e una lentezza che non le sono proprie e le mette in un pentolino con l'acqua sangemini.
mezz'ora di cottura perché va continuamente a rimestarle e non si ammollano mai. finché... la pappa è pronta e...

il resto è storia.
momo sembra adorare il suo nuovo seggiolone verde lime. all'avvicinarsi del cucchiaino ha sgranato gli occhi e ha sorriso. poi non credo abbia davvero ingurgitato più di un grammo di mela perché era molto più interessato a tutto l'aspetto ludico e sporchereccio.
io non mi dilungo su quello che ho provato io perché la reincarnazione del mio amico sigmund non mi starebbe dietro. allora mi soffermo ancora un attimo sui buchini di quelle manine indaffarate e poi chiudo.
dai, facciamolo! oggi, adesso!

e così mamma caia ingoia anche questo rospo. si mette ai fornelli e meticolosamente sbuccia due annurche biologiche, ne cava i torsoli, le spezzetta con un'attenzione e una lentezza che non le sono proprie e le mette in un pentolino con l'acqua sangemini.
mezz'ora di cottura perché va continuamente a rimestarle e non si ammollano mai. finché... la pappa è pronta e...
il resto è storia.
momo sembra adorare il suo nuovo seggiolone verde lime. all'avvicinarsi del cucchiaino ha sgranato gli occhi e ha sorriso. poi non credo abbia davvero ingurgitato più di un grammo di mela perché era molto più interessato a tutto l'aspetto ludico e sporchereccio.
io non mi dilungo su quello che ho provato io perché la reincarnazione del mio amico sigmund non mi starebbe dietro. allora mi soffermo ancora un attimo sui buchini di quelle manine indaffarate e poi chiudo.
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