lunedì 18 luglio 2011

20 settimane

ehy brufolotto di mamma
ma lo sai che abbiamo finito 20 settimane?
il tempo sta volando, siamo a metà strada.
mi chiedo dove sia stata io finora. mi sembra di aver scoperto questa panciotta tonda tonda solo ieri, di aver perso tanto tempo e invece, va be'... non è perduto niente.
la settimana prossima andiamo a vederti in ecografia, sono emozionata, a volte un po' in apprensione ma poi respiro e non ci penso.
mi dispiace non avere tante foto della tua pancia, questa l'ho scattata con una mossa da acrobata ieri mentre eravamo seduti al bar del lido. non era prevista la mano del tuo papà, ma è arrivato prontamente con l'anguria e come dirgli di no?
stai tranquillo lì dentro, non ti far prendere dalla fregola di tuo fratello, ok?
un bacio

venerdì 15 luglio 2011

brufolo chiama momo. momo risponde

come ogni sera, l'addormentamento prevede la tappa mamma sentire bimbo dentro, po' ffavore!
momo si adagia con la sua guanciotta sulla pancia nuda e chiude gli occhi sorridendo. e per la prima volta brufolo qualcosa gliela dice davvero: un bel colpo secco che fa sobbalzare momo, strabuzzante e incredulo.
io volevo piangere e invece ho sorriso e gli ho chiesto, che ti ha detto?
mamma! bimbo spinge
io, spontaneamente: senti digli di non spingere, invece, che è troppo piccolo! gli tocca stare un altro pochino dentro.
e momo con le manine a imbuto sull'ombelico, bimbo dentro! piccolo! e si rimette in ascolto.
si rialza, soddisfatto, e si mette nell'incavo della mia ascella. no più. 
meglio così.
'nanotte, mamma.
buonanotte amori miei. ahh.

martedì 12 luglio 2011

momo che diventa fratello

prepararlo o no?
dirlo o non dirlo?
fare discorsi o lasciare al caso?
sottolineare o eludere?

comincio a pensarci a come momo la prenderà.
non so se ne avevo scritto, ma a me nella scelta di avere un secondo figlio non ha mai pesato l'idea di sottrarre qualcosa a momo (tempo, attenzioni, o, peggio, amore), non che non ritenga i dubbi legittimi, ma a me non sono proprio passati per l'anticamera del cervello. però quando abbiamo dato la lieta novella le prime frasi sono state sul contrito andante e recitavano più o meno così: e adesso? momo?
be', adesso momo diventerà fratello maggiore. che tragedia è?
io sono sorella maggiore ed ero grandicella all'arrivo della mia sorellina, adorabile sorellina. e non è stata indolore. me lo ricordo che a volte proprio soffrivo del vederla sempre al centro dell'attenzione: lei così carina, soprannominata da tutti riccioli d'oro per quanto assomigliasse alla bambina prodigio sia fisicamente quanto a verve e simpatia. ma erano momenti. c'erano anche i momenti in cui lei pensava io fossi la prediletta e detestava qualsiasi cosa da me passasse a lei, dall'abbigliamento ai libri, ai giocattoli. e ovviamente c'erano anche i momenti in cui cercavamo di giocare (nonostante i cinque anni di distanza), ci alleavamo, ci divertivamo. e adesso è una ricchezza nella mia vita. è parte della mia famiglia, non mi vedrei io, senza.
insomma, per dire, che tutto quello che momo vivrà, anche quello che lo farà soffrire è fisiologico e lo aiuterà a crescere. io non posso e non voglio evitarglielo, posso solo sostenerlo, contenerlo, continuare ad amarlo. e questo mi viene spontaneo. gliene parlo, se lui chiede, altrimenti aspetto che arrivi il momento, che lui abbia curiosità, che lui mi chieda un aiuto, eventualmente. ormai ne è capace.
comunque mi capita di pensarci a cosa accadrà ai nostri (precari) equilibri. cerco di figurarmelo, a volte.
poi però arrivano sempre quei momenti, in cui avvengono epifanie che hanno il gusto della vita, delle cose davvero importanti, con quella sensazione di essere sulla strada giusta e che fanno sorvolare su tutte le strutture razionali.
tipo l'altra sera, quando io e momo siamo andati nel lettone per dormire e mi ha detto:
mamma, bimbo dentro
gli hai dato la buonanotte?, gli ho chiesto
'nanotte bimbo, e si è messo con la guancia sulla mia pancia che aveva provveduto a denudare.
dopo poco si mette seduto sorridente e soddisfatto.
ti ha risposto?

e che ti ha detto?
cik cik frrr, e se la rideva, come fosse un segreto da custodire.

be' sicuramente non sarà facile, magari se le daranno pure e si odieranno a momenti, ma di fondo momo ha il cuore puro, come tutti i bambini.
io ho solo il compito di non lasciare che il mondo glielo insozzi.

Nomi di persona

no, no, non si tratta del nome del nascituro, ma di una delle ultime dall'universo momesco.
in questo periodo inventa i nomi. non solo a tutti i pupazzi, alle bambole e agli animali di pezza e peluches, ma anche alle persone.
io: come si chiama il cagnolino?
momo: dudù
i: e io? come mi chiamo? come si chiama la mamma?
m: doda
i: e tu? come ti chiami?
m: pimki
i: e papà come si chiama?
m: tonto

...

lunedì 4 luglio 2011

la nostra giornata tipo

momo si sveglia un po' piu' tardi da quando siamo qui, adeguandosi a questo slittamento meridionale verso le ore piccole.
poco male, io son già pronta quando si sveglia verso le 7,30 per tenergli compagnia mentre fa colazione, aiutarlo a lavarsi e vestirsi e caricarlo al mare per non perderci le prime ore di sole della giornata, quelle che preferisco.


il mare è più pulito e l'aria tersa. poca gente e nessuno schiamazzo (tranne i miei ;) ).


a volte andiamo soli soletti, noi due e un pezzetto, altre ci accompagna NonnoLupoDiMare.


poi a metà mattina arrivano a darmi il cambio NonnaPapera e, se non c'era già, NonnoLupoDiMare.
così io torno a casa a lavorare.
momo nel frattempo gioca coi nonni, poi pranza lì e fa il suo riposino sotto un albero.
a metà pomeriggio tornano e quando finisco il mio daffare, usciamo per una passeggiata, per un parco giochi, un aperitivo, un po' si spesa.
al rientro cena e nanna :)

giovedì 30 giugno 2011

oggi parlo di me, me me. insomma io. (seconda parte)

sono inquieta
mi giro e mi rigiro da giorni nelle mie cose, ogni tanto mi sveglio di notte e resto a pensare, finché non fa giorno. e non è che stia a compiere profonde elucubrazioni sul senso della vita, a volte son cose così. a volte penso che vorrei il parquet in casa, altre che ogni tanto dovrei mettermi sulla bilancia per capire se sta succedendo qualcosa di irreparabile, ancora a volte penso che il giorno dopo sarà frenetico e proficuo, che riuscirò a scrivere il doppio di quanto mi sono prefissata (ah, sì, sto scrivendo, cose), che farò cose divertenti con momo e mi metterò finalmente lo smalto alle unghie dei piedi. a volte penso a quanto mi manca lui, tornato a roma, che io un matrimonio a distanza prolungata non lo reggerei, che quello di cui ho bisogno sopra di tutto, sopra il cibo, lo scrivere, le lumache e il mare, è il porto sicuro del suo abbraccio la sera. poi penso che è solo per questa estate, per degli obbiettivi importanti, per momo, per il brufolo, e allora che cazzo sto a perdere il sonno che già c'è carestia? son fatta così. poi penso che quando anche il brufolo sarà più grandino voglio ristrutturare la casa, fare dei soppalchi (che le scale sembrano non bastarmi, guarda un po' che ironia) e cambiare dei mobili e finalmente scartavetrare le sedie della cucina e colorarle, tutte diverse. poi penso che cambierei le tende della camera da letto e magari riuscirei anche a creare la mia stanza segreta, ce l'ho tutta in testa e ogni notte diventa più nitida e dettagliata. poi penso che tutto quello che sto facendo in questi mesi, scrivere, avere una famiglia meravigliosa che cresce d'amore, era il sogno della mia vita e lo sto vivendo e allora che cazzo sto a perdere il sonno che già c'è carestia? niente, a volte ho bisogno di ridirmelo, di vederlo da fuori e da tutte le angolazioni.
poi ci sono invece le volte che mi giro e aspetto che gli occhi diventino felini e mi facciano vedere chiaramente quel batuffolo finalmente quieto, che dorme accanto a me di traverso e ogni tanto sorride. e in genere quelle volte lo guardo, lo guardo, lo guardo e poi mi riaddormento.
tutto questo per dire che ho capito, oggi, leggendo il post di polly, che quello che mi manca è una moleskine. non so com'è successo che da mesi non l'abbia ricomprata. e che quel quaderno di ripiego, che mi trascino in borsa, è rimasto vuoto.
esco a fare due passi.

mercoledì 29 giugno 2011

4 mesi

ehy brufolo
che bollicina dicono che non puoi esserlo e per il nome credo dovrai aspettare un po' che qua c'è sempre qualcosa da fare.
sai che fai tutto in fretta, tu?
mi fai tenerezza che sembra voglia farti vedere subito per paura che non ci accorgiamo che ci sei.
sabato scorso mi hai dato una bella botta. era il compleanno di momo e io ho avuto un sussulto. mi sembrava troppo romantica questa coincidenza e non l'ho detto a nessuno. poi la sera dopo ho sentito altri battiti inequivocabili e allora ho chiamato il papo e ti ho fatto fare un po' di coccole, che te le meritavi tutte e si vede che sei già un tesoro. gliel'ho detto che avevi fatto gli auguri al tuo fratellone, e mi veniva proprio da piangere.
insomma brufolo, ti pare che non mi accorgo di te?
da fuori sembri già un meloncino e ti faccio scaldare al sole della mia terra, tuo fratello non l'ha avuto questo piacere. ti faccio un sacco di carezze spalmando la crema, indugio, indugio, che vorrei dirti tante cose in quei brevi momenti in cui mi dedico solo a te. ma poi non mi viene in mente niente, tranne di goderti queste nuotatine, che fra poco lo spazio sarà sempre più stretto e poi... e poi, piccolino, io mica lo so che fine faremo? ogni tanto penso che 'sta volta gli ormoni non mi fregheranno e son già preparata al fatto che le favole non esistono, e io sarò stanca, e ogni tanto penserò di non farcela, e che se non mi organizzo per tempo e trovo una soluzione per la casa, per momo, per farci aiutare, saremo nei guai, ma poi, guarda che mamma matta che ti sei scelto, mi rilasso e penso solo alla cesta che ho in serbo per te, che per momo non avevo fatto in tempo, e immagino l'inverno che ci terrà vicini vicini senza farci sudare, alle notti in quattro che tanto fa freddo, al Natale con te sotto l'albero e momo che scarterà pacchi anche per te, alle gioie che raddoppieranno e alla copertina di lana che è già pronta da quando stavo a new york e momo è nato in giugno. hai visto? c'eri già da prima, più ci penso e più ne sono convinta.

lunedì 27 giugno 2011

2 anni

mio piccolo momo
il giorno del tuo compleanno avevi una torta con la pimpa, regalo della ZiaPatty, e hai spento una candelina a forma di due. avevi una corona di cartoncino verde, hai cantato tanti auguri e l'hai detto proprio a tutti che era il tuo compleanno e facevi due anni, anche se con la mano facevi cinque.


mio piccolo momo
hai i capelli corti corti, pratici per il mare. parli di continuo, ormai componi frasi, metti in relazione le parole e coniughi i verbi alla prima persona singolare. e a volte anche alla seconda.
ti piace dire noi quando si dice di far qualcosa, vuoi sempre che ci siano tutti.
giochi a fare finta e impazzisci per il lupo e i sette capretti. chiedi sempre di fare un puzzle e quelli piccoli da due pezzi li fai da solo. quando ti ho chiesto di farti una foto mi hai detto ggioco! e non ti sei girato neanche per un istante compenetrato nei tuoi trasporti di cose.


hai ricevuto tanti regali e li hai apprezzati tutti: il tavolo dei lavori dove ti piace infilare i chiodi e battere col martello, i puzzle, le costruzioni di legno, il triciclo e la tenda da campeggio montata nel salone dei nonni, dove ti rifugi con i mille peluches della ziaPolly, hai indossato tutti i vestiti che ti hanno regalato, scegliendo gli abbinamenti, e hai portato subito in spiaggia secchielli e gonfiabili. quel giorno eri proprio euforico, ti sei lanciato sul buffet e sulla torta, e ogni tanto ricantavi tanti auguri.
il tuo compleanno coincide con l'inizio di questa estate dai nonni, al mare.


è un'estate particolarmente dolce, la tua ultima da figlio unico, e io vorrei fermarla ogni giorno per rivederti ancora inciampare nelle tue piccole crocs insabbiate e poi rialzarti e scrollarti i vestiti, senza fare una piega. vorrei vederti ancora dondolare la testa dorata, chiedendo un altro gelato poffavore pochino. vorrei vederti ancora concentrato a mangiare le ciliege scansando i noccioli, con le unghiette che scavano nella polpa vermiglia e ne restano tinte. vorrei vederti ancora stropicciarti gli occhi mentre dici sommesso ttanco mamma. vorrei vederti ancora mentre infili l'indice nel mio ombelico e dici ancora racconta perché vuoi sapere la storia di quando anche tu eri piccolo piccolo ed eri attaccato alla mamma con un filo magico che ti ha fatto diventare grande.

lunedì 13 giugno 2011

varie ed eventuali da una gravidanza tra capo e collo

  • sono entrata nella sedicesima settimana.
  • durante la scorsa settima sono stata latitante, praticamente sconnessa. di nuovo incertezza, di nuovo spaventi, poi placati. 
  • ho fatto una ecografia straordinaria, fuori programma. il medico non voleva sbilanciarsi, era evidente, ma, allo stesso tempo, gli sembrava tutto così certo, da volersi lasciare andare. maschietto. la ridarella isterica che m'ha preso da ricordare. 
  • io veramente non lo so come farò con tutti 'sti maschi per casa. 
  • e poi, a chi regalerò tutte le mie borse e le mie scarpe?
  • ieri momo si è addormentato sul divano con me e nel buio mi ha detto: 'nanotte bimbo, facendo una carezza alla pancia. e poi ha esaurito la vocina insonnolita ripetendo un nome che forse sarà il suo. io sono certa che momo sarà un fratello eccezionale.
  • sto mangiando un panino con la spinacina. grazie al cielo non c'era maionese in frigo.
  • le voglie mi dilaniano. voglio una cofana di lumache. l u m a c h e.
  • mi manca new york. già.
  • scrivo, scrivo, scrivo.
  • quando mi metto il premaman sembro normale. quando mi vesto normale sembro molto incinta.
  • ho una irrefrenabile voglia di fare shopping, ma desisto.
  • fra una settimana partiamo per la puglia, e poi è anche il compleanno di momo. 
  • devo fare una valigia che dura un'estate. help.
  • il compleanno di momo mi fa un effetto strano. ma tutto si risolve piangendo. santi ormoni cui tutto si scarica.
  • voglio fare un viaggio, oppure sognarlo.
  • vorrei fermare alcuni momenti, che non mi capitava da tempo, ma mi sembrano perfetti. sono gli ormoni?
  • ieri noi, dita nelle dita, tre e un pezzetto, momo che dice: coppia. famiglia.
  • ieri noi sull'erba, col capodoglio, l'orca e la balena.
  • momo e i lupi, i capretti e i pippuzzani (i lillipuziani) che quando sono di qua e sento che si leggono le favole tra loro, penso che la vita è bella. basta così poco. eppure è così tanto.

mercoledì 1 giugno 2011

oggi parlo di me, me me. insomma io.

a che punto sono?
stamattina ho letto una splendida poesia sul blog di un'amica. la conoscevo, ma faceva parte davvero del mio passato. uno di quei periodi molto solitari, di scrittura solitaria, di pensieri solitari, di voli solitari. di mare in solitaria.
quei periodi che per me hanno rappresentato un succoso nutrimento di sfumature. quando il tempo non lo devi dividere, ma si dilata tra buio e luce senza fretta. si trovano sempre le parole giuste per ogni sospiro e il momento giusto per ogni passo.
poi si sceglie attimo per attimo senza pianificare. è il tempo, metereologico del sentire, a scandire gli eventi.
tutto questo non c'è più.
c'è il buio a cui rubare luce, e le fette di tempo da dividere meticolosamente per avere l'illusione che tutto abbia uno spazio.
io ho nostalgia della mia solitudine. a volte penso alle mie poesie, a tutto quell'arrovellarsi di effimeri profili che non si voltano mai. mai si sono voltati.
ho nostalgia del mio essere me, barca che molla gli ormeggi e parte, poi torna, ma naviga, naviga, va per mare, segue e sfida i venti, e riporta sul suo diario di bordo salsedine, pelle bruciata e rotte.
poi penso di aver semplicemente cambiato truppa, ma le mie traversate continuo a farle, forse, ecco, non ho più il tmepo di riportarne le coordinate. e sembra che quei viaggi restino in secondo piano rispetto all'apparente sicurezza del porto, quando al porto ritorno per i rifornimenti.
è un'altalena emotiva, forse più faticosa da gestire dell'abbandono ai sentimenti forti senza paura delle conseguenze. una notte persa a rincorrere lucciole non si recupera più. e quindi adesso bisogna acchiapparne solo una, magari sentirla fremere nel palmo e poi lasciarla andare. e conservarne l'elusiva essenza.
ho fatto molte più scelte di quanto pensassi negli ultimi anni, ho lasciato spesso i miei porti sicuri, li ho salutati senza voltarmi, sollevando un braccio distratto mentre riponevo cime e inspiravo. ho affrontato tempeste di una violenza devastante, riuscendo sempre a trovare riparo, sostenuta anche dal resto della mia flottiglia. e il mare mi ha fortificato.
e ora, a che punto sono?
vorrei uscire dalla metafora, ma mi sono incartata.

martedì 31 maggio 2011

tre mesi -- bollicina

hey bollicina
qui tutto tace, ogni tanto un po' di friccichi, ma pare che tu te ne stai quieta quieta nel tuo guscio.
sara' che mamma non si fa sentire molto, eh?
a parte gli urli che ogni tanto ti rimbomberanno nella pancia quando quel selvaggio di tuo fratello mi fa saltare i gangheri.
l'hai sentito ieri?
infilava il dito nell'ombelico e poi gridava bimboooo djocare! insomma, non so se hai inteso, ti aspetta per giocare. sembra una minaccia, ma non lo è, te lo assicuro. lo conoscerai, fa un po' il duro, ma poi è tenero e dolcissimo. si è messo con l'orecchio ad ascoltare sulla pancia se gli rispondevi qualcosa e poi sgranava gli occhi e scuoteva la testa. io gliel'ho detto che ancora sei una bollicina e non sai parlare, ma mi ha guardato diffidente poi ha detto djocare papà! insomma non si perde d'animo.
troverai un po' di confusione quando arriverai, quindi goditi questa culla solo tua, piccolina mia!

giovedì 26 maggio 2011

Le case degli animali

stamattina all'alba momo si sveglia. chiama la mamma ma accorre il papà che pensa bene, per risolvere il riposo di tutti, di portarlo nel lettone, ma momo continua a gridare e a piangere questa volta invocando il lettino. allora papà lo riporta al lettino, ma riattacca a urlare mamma.
ok, mi alzo io.
vuole essere coccolato: male pancino.
vuole starmi vicino: mamma nenna cherezze (cerca il seno per le carezze)
poi si sveglia del tutto. prende la sediolina, si siede al mio capezzale (ero tutta accartocciata sul suo lettino).
momo: mamma pallando
io: di cosa stavamo parlando?
momo: chesette 'nimali
io: è vero, ieri parlavamo delle casette degli animali, ma le avevamo dette tutte, adesso possiamo dormire un altro po'.
momo: 'ncora
io: va bene, allora dove eravamo rimasti?
momo: cavalli
io: giusto, i cavalli, dove dormono i cavalli?
momo: 'ttalla, pjedi
io: eh sì i cavalli dormono nella stalla in piedi, e chi altri dorme nella stalla?
momo: mucca, deduta
io: sì, la mucca si siede per dormire, hai ragione. e la pecora?
momo: 'viile! 
io: nell'ovile, bravo!
momo: e checchetta
io: che fa? fa la cacchetta?
momo: piccola, palline
io: sì non fa una piega
momo: mucca gaaandee, pechera checchetta
io: vabe' dai, passiamo alla gallina. dove dorme la gallina?
momo: gallaio!!!

il gallaio mi mancava.

lunedì 23 maggio 2011

te lo dico sottovoce...

stamattina entro in punta di piedi,
e cerco le parole, che non è facile dire certe cose.
due mesi fa ho scoperto di essere abitata da una bollicina.
una mattina, al risveglio, momo che era venuto durante la notte nel nostro lettone, mi ha sferrato un calcio del buongiorno e io mi sono sorpresa di un gesto particolarmente protettivo che mi son vista fare, quasi mi stessi guardando dall'esterno, nei confronti della mia pancia.
ero incinta. 
test positivo e nausea istantanea.
sono incinta.
e poi l'incoscienza, i giorni sospesi a pensare "e ora?", la felicità, la felicità, gli sguardi perplessi, la ridarella, e poi momo ignaro.
poi barcellona e il mio compleanno lontana da casa, accanto al mio amore, tra le braccia il mio bambino dagli occhi blu e la mia pancia frizzante. ce la possiamo fare.
e poi siamo andati a conoscere quel pop corn e non tutto sembrava andare per il verso giusto, riposo, letto, poltrona, divano, niente pesi, e momo ignaro, ma triste e incapace di accettare una debbele e 'ttanca mamma, tanto nuova per lui.
e poi momo prende un virus che debilita anche me, e il desiderio di crederci lasciava il posto alla rassegnazione e la paura di affrontare tutto da quella prospettiva.
cercare di non pensarci eppure pensare ogni gesto in funzione della sua vita.
ora sappiamo che tutto va bene. il riposo è servito, ne servirà ancora, ma a piccole dosi.
momo è ancora ignaro, ma noi coviamo questo meraviglioso pensiero anche per lui, finché non verrà fuori dal mondo delle idee per farsi conoscere anche dal suo fratellino.

ps a volte mi stupisco della potenza della mente quando cerca espressione attraverso la poesia. tempo fa pubblicai qualcosa che insinuò il sospetto di una gravidanza. giuro che quelle parole non ci avevano niente a che fare, davvero. raccontavano tutt'altra emozione. esattamente come non scorderò mai il commento di una cara amica al mio post di inzio d'anno (quando questa avventura non era minimamente prevista): "quando pensai al mio ricomincio da tre ci ritrovammo in quattro"... 
ecco perché credo che i bambini vengano concepiti prima nelle idee, quelle inespresse e quelle più profonde.

giovedì 19 maggio 2011

Accomodatevi!


Chi dice che le case sono immobili?
La nostra si muove e rivoluziona continuamente, e le vostre?

martedì 17 maggio 2011

animali

mamma: allora momo ti è piaciuta la campagna?
momo: ssì, ssì!
papà: e cosa ti è piaciuto più di tutto?
momo: 'nimali... bbéchere (pecore), cavalli...
mamma: sììì! i cavalli!!!
momo: caezze (carezze)
mamma: ehh abbiamo fatto tante carezze ai cavalli, è vero?
momo: ssì... ebba maggiare (erba, mangiare)
papà: e certo! abbiamo dato l'erba da mangiare!
mamma: e poi? quali altri animali abbiamo visto?
momo: papà
...
papà: benissimo, questa mi mancava.

domenica 15 maggio 2011

all'imbrunire

invidio l'impenetrabilità
voglio tutto
i silenzi
le ali di falena
voglio quella lampadina rotta
e l'impronta involontaria
e invidio chi ama di più
e non ha bisogno di parlare

giovedì 12 maggio 2011

Bilinguismo... per gioco?

Dai, ditemi la vostra!

mercoledì 11 maggio 2011

ti aspetto qui fuori

comprendo il senso
il verso del tessuto
il significato di un lamento

comprendo il rifiuto
e il passo svelto
esultante

colgo un tremito
negli occhi limpidi
che temono
disapprovazione

raccolgo briciole
di ciò che vorrei
e forse sono

che essere
è un divenire
ed è già passato

ti aspetto qui fuori

martedì 3 maggio 2011

memorandum

stamattina mi sono svegliata a casa dei miei, con momo accanto che cercava la mia guancia con la sua. si insinuava nel caldo dei nostri sogni e respirava come un animaletto. aveva due tratti di matita al posto degli occhi, adagiati lì sotto la sua frangetta nuova di zecca.
e ho fatto un pensiero, dopo giorni di fatica e di depressione fisica e mentale.
quanto sono fortunata.
perché nulla è perduto. io posso svegliarmi ogni mattina e decidere che tutto andrà meglio. posso scegliere di sorridere, di essere migliore, di cambiare rotta.
e vorrei ricordarmelo ogni giorno.

mercoledì 27 aprile 2011

Indovinate come abbiamo trascorso il week end pasquale?

Era meglio che non lo giravo questo video...



Diciamo che me la sono un po' tirata...
Comunque siamo in via di guarigione, speriamo di tornare presto ;)