venerdì 17 settembre 2010

FashionFriday -- low cost vs haute couture

FashionFriday cresce insieme al mio entusiasmo e giuro che mi sto attrezzando per mettere un po' di foto, nel frattempo faccio un po' di chiacchiere, che mi riesce meglio!

come molte donne subisco il fascino dell'alta moda. nel senso che resto incantata da una sfilata come questa, bramo una birkin hermès, ho sognato di fare shopping sfrenato in horatio st a new york (a pochi blocchi da dove abitavo), ma soprattutto vorrei avere la possibilità di innamorarmi ed essere corrisposta, e possedere l'oggetto del mio desiderio.
considerato che sono una donna normale, al momento anche economicamente precaria, moglie di un uomo normale, anche abbastanza refrattario alle parole scarpe, borse e vestiti, ma soprattutto all'ingombro di scarpe, borse e vestiti, la mia folle relazione con l'haute couture resta decisamente frustrante e frustrata.
volendo fare discorsi filosofeggianti, potendoselo permettere, acquistare accessori e capi di alta qualità, ottima fattura e design intramontabile sarebbe l'ideale. perché una it bag rende raffinato anche un vestitino di h&m o un pantalone di zara. perché una it bag la tieni chiusa nell'armadio per dieci anni e la rimetti con la stessa freschezza di quando l'hai indossata la prima volta. perché una gonna prada la reinterpreti in millemila modi. perché una signora scarpa solleva l'umore e ti porta ovunque tu voglia.
ma, c'è un ma. è vero che una buona borsa puoi metterla per anni e anni, tutti i giorni e non vederla mai abbacchiata, è vero che si potrebbe investire ogni tot anni in una sola borsa, ma buona, ma siamo sicuri che vorremmo vederci tutti i giorni uscire con la stessa borsa per anni e anni? ok, possiamo fare questo discorso a ripetizione e fra trent'anni trovarci con ben tre meravigliose borse, ma siamo sicuri che nel frattempo non avremo dato le capocciate davanti allo specchio? be' io sì, le darei.
quindi, non potendoselo permettere, tutto è perduto?
no.
io per esempio mi regolerò così: metterò nel cassetto il sogno della birkin anche per quest'anno, cercherò una bella borsa di pelle, di buona qualità e di un colore basic da abbinare bene (per questo credo che chiederò una consulenza alla mia style teacher preferita) e poi mi toglierò qualche sfizio stagionale low cost, tipo una borsa blu kitchissima in finto pitone, un paio di cluch e magari una shopping bag, per la gioia del MaritoZen.
per quanto riguarda le scarpe ovviamente una louboutin non è proprio alla mia portata, non soltanto per ragioni economiche, ma anche per ragioni logistiche, come ho già detto a proposito di tacco 12. sebbene sulle scarpe non si possa trascurare la qualità quest'anno passo perché sono abbastanza fornita (ho ancora gli acquisti newyorkesi... ma non dirò MAI quante scarpe ho comprato lì.. MAI, neanche sotto tortura!!!).
e passiamo all'abbigliamento vero e proprio.
qui io sono ancora più transigente. la verità è che io mi stufo di indossare sempre le stesse cose di anno in anno. anche un semplice pantalone nero, può avere mille forme e a me va di cambiare. ben venga il low cost, perché se un capo non arriva alla stagione successiva va bene lo stesso. e poi spesso riesco a lenire la mia voglia di qualcosa di nuovo (mi sento tanto la signora con cappello giallo a falda larga di ambrogio) con una spesa minima.
ecco, in questo c'è una perversa forma di consumismo, perché significa produrre e buttare nella spazzatura a ritmo serrato. ma nella pratica non è così, perché se una gonna ovs non potrò metterla da parte per mia nipote, è pur vero che non la butterò certo l'anno prossimo perché cade a pezzi. anche il low cost ha un tempo di stazionamento nell'armadio di almeno tre anni. e mi sembra un periodo di tutto rispetto vista la velocità in cui siamo immersi. e poi, di contro, anche spendere a tre zeri non è certo meno consumistico. quindi mettiamoci l'anima in pace e facciamo poca etica, stiamo parlando di vestiti!!!

quello che ho notato nelle mie attente analisi sul mio guararoba e sulla sua resa quotidiana (della serie nun c'hai gnente da fa' dalla mattina alla sera) è che i giorni in cui mi sento bella sono quelli in cui rispetto la mia forma, principalmente. metto insieme cose che mi piacciono e che indosso bene. con un tocco di stravaganza, che mi contraddistingue.
per cui per me vince l'haute couture per sognare, ma nella vita di tutti i giorni io voto low cost, voto la possibilità di esprimermi attraverso l'abbigliamento e assecondare la mia frivolezza, perché sono femmina, principalmente.

13 commenti:

PaolaFrancy ha detto...

beh, cara ... non puoi che trovarmi completamente d' accordo.
io ormai acquisto solo da zara, h&m e mercatini/negozi vintage ( io la chiamo la sacra triade ).
sinceramente ci sono dei pezzi griffati che compreprei anche, ma non mi attirano nemmeno più di tanto ...
cosa che non vale per le borse perchè lì io casco ( a proposito, ho comprato una birkin usatissima ad un mercatino la scorsa domenica ....... e quanto mi sono gasata. ha i manici che si stanno staccando, ma non importa. è un investimento per il futuro!!! ).
comunque, prova davvero a cercare nei mercatini. sia per le clutches, che per le altre. si trovano un sacco di cose a prezzacci ( tipo pochette a 10 euro ), soprattutto se sono solo vintage e non di marca.
purtroppo l' italia non è come ny ( dove io mi sono sempre data alla pazza gioia ....... ), ma qualcosa si trova sempre.
oppure da zara - le borse non sono male.

comunque d' accordissimo con te su tutto. siamo femmine. e dobbiamo farlo vedere.

p.s. style teacher è troppo!!!!! e tu non ne hai proprio bisogno, da quanto ho capito.

Anna ha detto...

Leggendo le vostre rubriche mi avete dato una grande ispirazione!!Mia suocera e tutta la loro famiglia in generale hanno l' abitudine di non buttare mai niente e quando dico niente dico la verità nel senso "largo" della parola!Con una casa di 200 mq a disposizone e una soffitta altrettanto grande credo che cercando scoverò sicuramente qualcosa di vintage

Anna ha detto...
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MammaMaggie ha detto...

qui è ufficialmente partita la caccia alla borsa della nonna: si favoleggia che si tratti addirittura di birkin originale, per quanto un po' scassata! comunque: caia, son perfettamente d'accordo con te. E da H&M alla fine si trovano cose niente male. Zara invece non mi torna addosso, preferisco frugare all'outlet Benetton.

caia coconi ha detto...

@paola non parlarmi di new york... io ho dovuto comprare ben quattro dico quattro valige per riportare a roma tutte le cose che avevo comprato e considera che avevo fatto un viaggio a febbraio e uno l'aveva fatto ad aprile da solo mio marito...
ma tutto era così alla portata che non lo sipoteva lasciare!!!
un giorno scrivo un post "la mappa dello shopping a manhattan" peccato non poterci andare ad ogni cambio di stagione.
io poi ero sempre da daffy's e syms, li conosci? penso di averci passato INTERI pomeriggi... e poi i mercatini, e i saldi veri!!!

ahhh che tempi!!!

e comunque anche per me le borse sono proprio un punto debole... molto più del resto!

caia coconi ha detto...

@anna ma siiiiii, fruga, che qualcosa la tiri fuori!!!

@mammamaggie la prossima volta che vado da mia nonna ci provo pure io a ripescare qualcosa...
gli outlet, anche per me son posti da "monitorare"!!!

Maria Chiara ha detto...

mi trovi d'accordo su tutto.
h&m l'ho scoperto solo quest'anno e a breve voglio tornarci, mentre da anni bazzico gli outlet e si trovano cose che durano anche più di una stagione mantenendosi più che bene!

Diletta ha detto...

caia (quando ho tempo) se ti scrivo mi dai qualche indicazione di negozi qui a NY? no perchè insomma intanto che sono qui ne approfitterei :):)

bismama 2.0 ha detto...

Caia, io adoro l'haute couture. Però, non potendomelo permettere, sogno.
Penso però che l'haute couture sia un lifestyle. Cioè è inustile avere UN capo di haute couture per dire "Ce l'ho!!" e metterlo "nei giorni buoni".
Chi veste haute couture dovrebbe farlo OGNI GIORNO.
Noi comuni mortali, ci accontentiamo del low cost. Io trovo BluOltre fantastico. Economico e moooolto resistente. Alcuni capi mi durano una vita. Il jeans (che io amo, ne ho almeno 10 paia e continuo a comprarne di low cost) è molto difficile si usuri....però mi rendo conto che così, anche cambiando modello, sembrerò vestita sempre allo stesso modo....devo cambiare.
Ora il tempo mi è tiranno, ma ce la farò!

dheborar ha detto...

a Torino ci sono i mercatini dell'usato che permettono di rivendere gli abiti che non si usano più. non ci si ricava granchè ma una gonna di buona qualità, non troppo usurata, una volta venduta può essere un buon punto di inizio per acquistarne un'altra senza sentirsi troppo in colpa :-)
suppongo che ci siano cose simili un po' in tutta Italia...

diana ha detto...

La mia ignoranza è abissale,..,.
non so cosa sia una birkin..ma poi vado a vedere su google.
Anche io adoro lo shopping e qui da noi ci sono posti che vedono anche abiti usati...e ci sono cose carine....c'è addiritura un negozio che fa scarpe inglesi su misura a prezzi imbattili...quindi w il low cost e il reciclo!!

caia coconi ha detto...

@mariachiara sugli outlet son d'accordo, anche se poi ci sono cose che anche a prezzo outlet per me restano fuori dalla portata! :(

@ dile ti ho scritto io ;)


@bismama io invece col jeans ho un amore odio. mi piacciono, ma non ho ancora trovato il modello giusto per me.

@dheborar ci sono, ma a essere sincera qui a roma non li frequento molto. devo approfondire la questione ;)

Mamma Cattiva ha detto...

Ma perché non ho commentato questo post? Se dovessi uscire con te e Paola insieme mi rovinerei, anche low cost. ;)