domenica 26 settembre 2010

Sunday (Book) Review -- sul mio comodino

c'è un libro che resiste al tempo, agli amori, ai traslochi, ai cambi di vento, alle rivoluzioni interiori. un libro di cui parlò una volta il mio professore di critica teatrale, con il quale poi mi sono laureata. e che ho subito comprato come per necessità. un libro dal titolo che racconta già una storia, anzi molte storie. un libro che non può essere letto e meticolosamente archiviato, ma sfogliato, annusato, riletto, aperto a caso, poi richiuso perché decanti, e poi ancora afferrato, portato con sé, invocato e interrogato.

stamattina piove e sono un po' triste. ogni tanto la mia mente prende strade impervie e mi porta in luoghi scomodi, così ho preso il mio libro, me lo sono posato sulle gambe e l'ho aperto a caso.

"A casa: il ritorno a sé

C'è un tempo umano e c'è un tempo selvaggio. Da piccola, lassù nei boschi del Nord, prima di apprendere che quattro sono le stagioni dell'anno, credevo fossero decine: il tempo del temporale notturno, il tempo dei fulmini, il tempo dei falò nei boschi, il tempo del sangue sulla neve, il tempo degli alberi ricoperti di ghiaccio, degli alberi curvati, urlanti, luccicanti, con le cime ondeggianti, pronti a lasciar cadere i loro frutti. Amavo le stagioni della neve di diamante, della neve fumante e scricchiolante, e perfino della neve sporca e indurita, perché voleva dire ch'era in arrivo il tempo della fioritura lungo il fiume.
Queste stagioni erano come visitatori importanti e sacri, che inviavano i loro speciale messaggeri: pigne aperte, pigne chiuse, l'odore dei capelli crepitanti, lisci, cespugliosi, porte socchiuse, porte chiuse ermeticamente, porte che non si sarebbero chiuse mai, finestre ricoperte di petali bagnati, di polline giallo, o maculate di linfa e resina. Anche la nostra pelle aveva i suoi cicli: inaridita, umida di sudore, ruvida, bruciata dal sole, morbida.
Anche la psiche e l'anima delle donne hanno i loro cicli e le loro stagioni di attività e solitudine, di fretta e di stasi, di coinvolgimento e allontanamento, di ricerca e di riposo, di creazione e incubazione, di partecipazione e di ritorno al posto dell'anima. Da piccoli la natura istintiva bada a tutte queste fasi, ai vari cicli.
I bambini sono la natura selvaggia, e senza che nessuno glielo dica si preparano all'arrivo di questi tempi, e li accolgono, con essi vivono, e da quei tempi conservano recuerdos: la foglia cremisi nel vocabolario, le collane di argentee foglie d'acero che paiono ali d'angeli, palle di neve nel bauletto, una speciale pietra, o un osso, un bastoncino, un bozzolo; la strana conchiglia; il nastro della sepoltura dell'uccellino; un diario di odori di quel tempo; il cuore placato; il sangue eccitato; e tutte le immagini della fantasia.
Un tempo vivevamo con questi cicli e queste stagioni anno dopo anno, e loro vivevano in noi. Ci placavano, ci facevano danzare, ci riscuotevano, ci rassicuravano, ci insegnavano a essere creature. Erano parte del nostro derma-anima, una pelle che avviluppava noi e il mondo selvaggio e naturale, almeno finché non ci veniva detto che in realtà sono soltanto quattro le stagioni di un anno, e che le donne in realtà hanno solamente tre stagioni: infanzia, età adulta, vecchiaia. Così era e doveva essere.
Ma noi non possiamo permetterci di vagare come sonnambule avvolte in questa invenzione inconsistente e distratta, poiché fa deviare le donne dai cicli naturali e profondi, facendole soffrire di aridità, stanchezza e nostalgia. Molto, molto meglio per noi ritornare a tutti i nostri cicli unici e profondi. La storia che segue è sul più importante dei cicli femminili: il ritorno a casa, la casa selvaggia, la casa-anima.
Questo racconto si narra in tutto il mondo, perché è un archetipo, una sapienza universale sulla questione dell'anima. Talvolta favole e racconti popolari spuntano da un senso del luogo, in particolare dai luoghi delle profondità dell'anima. Raccontano questa storia nei freddi paesi paesi del Nord, in tutti i paesi in cui c'è un mare o un oceano ghiacciato. In differenti versioni si racconta tra i celti, gli scoti, le tribù dell'America Nordoccidentale, le popolazioni siberiane e islandesi. Si chiama La fanciulla Foca, o Pamrauk, la Piccola Foca, o Eyalirtaq, Carne di Foca. La mia versione per anali e performance la chiamo Pelle di foca, Pelle d'anima. La storia parla del luogo da cui veramente veniamo, di come siamo fatte, e di come dobbiamo sempre usare i nostri istinti e ritrovare la strada di casa."

Donne che corrono coi lupi -- Il mito della donna selvaggia, Clarissa Pinkola Estés. 1993, Frassinelli.

venerdì 24 settembre 2010

FashionFriday -- capi transizionali

avevo promesso che avrei iniziato ad arricchire questi post con foto ed ecco qua.
oggi volevo parlare di uno di quei capi che compri a inizio stagione e continui a mettere a oltranza e ad abbinare nei modi più disparati. li ho chiamati capi transizionali, perché per me fungono da filo conduttore del mio guardaroba. me li porto da primavera ad autunno, senza stancarmi di indossarli, anzi, sentendoli sempre un punto di forza del mio stile.
quest'anno, inverno agli sgoccioli e voglia di leggerezza mi hanno portato ad acquistare dei pantaloni, dal colore indefinito (nel senso che io non lo so definire, dal khaki al tabacco, in una gradazione che mi sembra prenda le sfumature da quello che ci metti vicino), dal taglio morbido e stile garçonne. era uno di quegli acquisti altrimenti detti consolatori, che avendo un taglio modaiolo mi davano il gusto del nuovo e riuscivano a proiettarmi in avanti... e se ne avevo bisogno in quel periodo!!!

t-shirt beige con strass, cardigan in cotone arancio e oro, ballerine a punta cuoio, clutch color cuoio


appena ci si è potuto scoprire la caviglia li ho indossati un po' risvoltati, portandomeli appresso per tutta la primavera, con maglie e cardigan dai colori candy e vivaci e con righe e pois che fanno subito friccico primaverile.
 

maglia a righe bianca e blu, blazer beige, sciarpina blu e grigio, superga bianche, clutch color cuoio

quando è arrivata l'estate, è stato un attimo: canotte e sandali e voilà:

canotta rosa antico, maxi foulard rosa, borsa rosa, zeppe argento


t-shirt grigia, sciarpina fantasia blu e grigio, borsa di paglia, sandali di cuoio 





ora che l'autunno è alle porte, che il caldo torrido si è attenuato, che l'aria la mattina è pungente, continuo ad aver voglia di indossarli, li trovo comodi, belli e versatili, non mi annoiano mai e mi risolvono le giornate del non-ho-niente-da-mettermi. e abbinandoli a colori più sobri e tonalità più profonde mi fanno sentire perfettamente in simbiosi con la natura che langue.

camicina rossa, cardigan beige dorato, postina tortora, sciarpina grigia e rossa, oxford marroni

maglia maniche a tre quarti antracite, tracolla grigia, cardigan grigio chiaro, ballerina a punta marroni, sciarpa grigia


volevo appuntare che ho scattato queste foto a casa mia, con mia sorella, ZiaPolly, arrangiando un set fotografico in cucina, dove con un temporale imminente, c'era quel minimo di luce per far venire qualcosa. e ci siamo divertite un mondo!!! forse polyvore sarebbe stato più rapido, ma vuoi mettere le risate da bambine a fare le stylist?!?!?!

due scatti dal backstage
(un grazie a NonnaDuracell per il manichino da sarta che per un po' arrederà il mio salone e a ZiaPolly che oltre ad aver fatto da aiuto fotografa, stylist e modella per le prove, ha anche contribuito con parti del suo guardaroba agli outfit proposti)

separé audrey hepburn, sfondo
stand abiti, manichino da sarta

mercoledì 22 settembre 2010

lettera d'amore

mio piccolo momo
oggi non compi un anno, né un mese, né hai fatto un progresso tangibile e particolare.
oggi è un giorno qualsiasi.
oggi ti sei svegliato col sorriso e hai spalmato il tuo caldino di sonno sulla mia faccia. hai scavalcato il tuo babbo e sei scivolato giù dal lettone coi tuoi piedini scalzi. e io, con gli occhi ancora chiusi, ascoltavo i tuoi passi lungo il corridoio. oggi hai fatto i soliti capricci per farti togliere il pannolino e poi i soliti per fartene mettere un altro. poi sei sgusciato via per andare a controllare che tutte le tue pentoline fossero nella tua cucinetta di legno. oggi ti ci sei seduto davanti e con molto impegno hai smontato la tua caffettiera, mentre in casa si diffondeva un confortante aroma. oggi hai voluto scegliere la tua stellina, tra le tante stelline fatte da me, per farci la zuppetta di latte, appollaiato sul tuo seggiolone. oggi mi hai detto mammammà perché volevi scendere e tornare a giocare. ma poi hai pensato di rimanere un po' in braccio col musetto a ventosa nel mio collo, facendo qualche pernacchia e qualche succhiarello. oggi ti ho messo una delle tue tute da battaglia e mi hai chiesto di metterti le scarpe. ti sei seduto accanto alla porta e mi hai porto i piedini. poi sei rimasto con una sola scarpa e hai voluto fare un giretto così, scivolando e cadendo. oggi hai alzato lo sguardo, hai affondato i tuoi occhioni nei miei e hai detto bumm un po' ironico, un po' sorpreso. oggi sei uscito, sventolando la manina, col tuo babbo. mi hai lanciato un bacino dalle scale e sei andato all'asilo.
oggi ho aspettato un'ora fuori dall'asilo che ti svegliassi dal riposino. e sei arrivato da me con in mano la bustina dei tuoi pannolini, camminando spedito verso di me e acchiappando subito il mio collo perché ti prendessi. oggi, in auto, mentre facevamo un po' di commissioni ingiro, mi sorridevi e ogni tanto ti prendeva proprio la ridarella e aspettavi il rosso perché giocassi al ragno ragno con te. oggi il pomeriggio è passato in fretta, tra il tuo yogurt bevuto per strada e i tuoi capricci di fronte ai no. a casa hai giocato con la palla e hai ballato con ZiaPolly, hai salutato i nonni su skype, dalla tua postazione sulla poltroncina morbida e poi hai iniziato a chiedere pappa pappa. oggi il risotto con la zucca non era di tuo gradimento, mentre hai voluto mangiare la carne da solo, con le mani e staccando i pezzettini a morsi. poi hai voluto i pommm e ne hai mangiati tanti schizzando semini e spiaccicando bucce dappertutto. e poi baban da mangiare da solo con la buccia che ti copre le manine paffute, tutte e due chiuse insieme a tenerla stretta.
oggi ti sei nascosto al buio della camera per fare la cacca e poi sei corso verso di me toccandoti il pannolino tutto orgoglioso.
oggi ti ho fatto una doccetta e mi guardavi con gli occhi liquidi e felici. sei rimasto seduto nella doccia a contare i piedini antiscivolo e gno gno gno, non volevi uscire. oggi il babbo ha improvvisato una canzoncina per riuscire ad asciugarti i capelli col phon e poi tutto sguisciante e scalpitante ho cercato di rimetterti il pannolino e il pigiamino.
oggi abbiamo dato la buonanotte a tutti i giochi e tu sventolavi la manina come la regina elisabetta, hai dato qualche bacino a ZiaPolly e poi ti sei strofinato alla barba del babbo. oggi sei saltato dal mio abbraccio per tuffarti sul lettone e hai iniziato a ridere eccitato perché sapevi quello che ti aspettava. oggi ti sei attaccato a me, vorace e delicato, con la manina a esplorare tutti i morbidi della tua mamma. oggi ti sei addormentato soddisfatto e sereno a pancia in su. con le zampe a granchietto e un sorriso appena accennato.
oggi sono rimasta un bel po' accanto a te ad annusare la tua immobilità piena di respiri, perché quasi mai riesco a godere della tua vista pacata, quasi mai riesco davvero ad osservare i tuoi lineamenti, a sincronizzare i miei battiti ai tuoi, ma a volte ne ho bisogno.
oggi ti ho posato nel tuo lettino e ti sei spinto con la testa nell'angolino, hai girato la testa un paio di volte, hai sollevato il culetto e poi ti sei lasciato andare, a pancia sotto, al sonno che ti aspettava.
oggi è un giorno come un altro, un giorno normale, e oggi mi scoppia il cuore di quell'amore fatto di manine paffute, di capelli appiccicati, di piedini veloci, di occhietti chiusi e labbra che cercano l'amore.

martedì 21 settembre 2010

EatingTuesday -- rivisitazioni

quest'estate abbiamo fatto qualche gitarella e abbiamo anche approfittato per comprare, nei posti in cui andavamo, qualcosa di buono, da tirar fuori poi durante l'anno e assaporarne il gusto del ricordo.
siamo stati ad amatrice










e indovinate un po' cos'abbiamo comprato? un bel po' di guanciale sottovuoto!
il fatto è che a me la classica amatriciana non piace e in genere le paste sugose non le apprezzo per niente, invece il guanciale mi ispira parecchio e quindi un po' l'avevo utilizzato per una ricca carbonara, e il resto...



ho fatto questa gustosissima amatriciana fresca e saltata.
niente di ortodosso, eh?
ho fatto rosolare il guanciale a tocchetti e un po' di cipollotto fresco fatto a fettine sottili e poi ci ho aggiunto dei ciliegini dell'orto tagliati a metà, ho abbassato la fiamma e ho coperto. giusto il tempo di calare un po' di trofie fresche.
una volta cotta la pasta l'ho unita al condimento in padella e ho saltato il tutto con una bella spolverata di pecorino.
mia sorella, la ZiaPolly, si è leccata i baffi e voleva replicare... ma il guanciale, ahimè, è finito!!!

venerdì 17 settembre 2010

FashionFriday -- low cost vs haute couture

FashionFriday cresce insieme al mio entusiasmo e giuro che mi sto attrezzando per mettere un po' di foto, nel frattempo faccio un po' di chiacchiere, che mi riesce meglio!

come molte donne subisco il fascino dell'alta moda. nel senso che resto incantata da una sfilata come questa, bramo una birkin hermès, ho sognato di fare shopping sfrenato in horatio st a new york (a pochi blocchi da dove abitavo), ma soprattutto vorrei avere la possibilità di innamorarmi ed essere corrisposta, e possedere l'oggetto del mio desiderio.
considerato che sono una donna normale, al momento anche economicamente precaria, moglie di un uomo normale, anche abbastanza refrattario alle parole scarpe, borse e vestiti, ma soprattutto all'ingombro di scarpe, borse e vestiti, la mia folle relazione con l'haute couture resta decisamente frustrante e frustrata.
volendo fare discorsi filosofeggianti, potendoselo permettere, acquistare accessori e capi di alta qualità, ottima fattura e design intramontabile sarebbe l'ideale. perché una it bag rende raffinato anche un vestitino di h&m o un pantalone di zara. perché una it bag la tieni chiusa nell'armadio per dieci anni e la rimetti con la stessa freschezza di quando l'hai indossata la prima volta. perché una gonna prada la reinterpreti in millemila modi. perché una signora scarpa solleva l'umore e ti porta ovunque tu voglia.
ma, c'è un ma. è vero che una buona borsa puoi metterla per anni e anni, tutti i giorni e non vederla mai abbacchiata, è vero che si potrebbe investire ogni tot anni in una sola borsa, ma buona, ma siamo sicuri che vorremmo vederci tutti i giorni uscire con la stessa borsa per anni e anni? ok, possiamo fare questo discorso a ripetizione e fra trent'anni trovarci con ben tre meravigliose borse, ma siamo sicuri che nel frattempo non avremo dato le capocciate davanti allo specchio? be' io sì, le darei.
quindi, non potendoselo permettere, tutto è perduto?
no.
io per esempio mi regolerò così: metterò nel cassetto il sogno della birkin anche per quest'anno, cercherò una bella borsa di pelle, di buona qualità e di un colore basic da abbinare bene (per questo credo che chiederò una consulenza alla mia style teacher preferita) e poi mi toglierò qualche sfizio stagionale low cost, tipo una borsa blu kitchissima in finto pitone, un paio di cluch e magari una shopping bag, per la gioia del MaritoZen.
per quanto riguarda le scarpe ovviamente una louboutin non è proprio alla mia portata, non soltanto per ragioni economiche, ma anche per ragioni logistiche, come ho già detto a proposito di tacco 12. sebbene sulle scarpe non si possa trascurare la qualità quest'anno passo perché sono abbastanza fornita (ho ancora gli acquisti newyorkesi... ma non dirò MAI quante scarpe ho comprato lì.. MAI, neanche sotto tortura!!!).
e passiamo all'abbigliamento vero e proprio.
qui io sono ancora più transigente. la verità è che io mi stufo di indossare sempre le stesse cose di anno in anno. anche un semplice pantalone nero, può avere mille forme e a me va di cambiare. ben venga il low cost, perché se un capo non arriva alla stagione successiva va bene lo stesso. e poi spesso riesco a lenire la mia voglia di qualcosa di nuovo (mi sento tanto la signora con cappello giallo a falda larga di ambrogio) con una spesa minima.
ecco, in questo c'è una perversa forma di consumismo, perché significa produrre e buttare nella spazzatura a ritmo serrato. ma nella pratica non è così, perché se una gonna ovs non potrò metterla da parte per mia nipote, è pur vero che non la butterò certo l'anno prossimo perché cade a pezzi. anche il low cost ha un tempo di stazionamento nell'armadio di almeno tre anni. e mi sembra un periodo di tutto rispetto vista la velocità in cui siamo immersi. e poi, di contro, anche spendere a tre zeri non è certo meno consumistico. quindi mettiamoci l'anima in pace e facciamo poca etica, stiamo parlando di vestiti!!!

quello che ho notato nelle mie attente analisi sul mio guararoba e sulla sua resa quotidiana (della serie nun c'hai gnente da fa' dalla mattina alla sera) è che i giorni in cui mi sento bella sono quelli in cui rispetto la mia forma, principalmente. metto insieme cose che mi piacciono e che indosso bene. con un tocco di stravaganza, che mi contraddistingue.
per cui per me vince l'haute couture per sognare, ma nella vita di tutti i giorni io voto low cost, voto la possibilità di esprimermi attraverso l'abbigliamento e assecondare la mia frivolezza, perché sono femmina, principalmente.

giovedì 16 settembre 2010

rullo di tamburi... aggiornamento rapido

ehhehe
alla fine il taglio non l'ho toccato!!!
però son diventata...
...


...

blu.

non blu puffo, eh?
blu notte. son tornata al mio corvino con riflessi blu.

il MaritoStupito ha detto che son tornata ... censura mode on --> la sua pantera... cof cof... censura mode off

mia suocera ha detto che stavo meglio prima, ma quando mi ero fatta rossa mi ha detto che stavo meglio prima (nera) e quando mi ero tagliata i capelli mi ha detto che stavo meglio prima.
questa è la virtù della suocera, trovare sempre il lato bello delle cose irreversibili: che non si può più tornare come prima!!!
quando sono andata a prendere momo mi ha guardato perplesso, non ha fatto una piega finché non ha sentito la mia voce, poi mi ha sorriso e mi ha annusato il cuoio capelluto. ok, tutto a posto, mi ama ancora.

mercoledì 15 settembre 2010

cominciare sempre dall'alto!

oggi partiamo con un'ovvietà: cosa fa una donna quando ha voglia di cambiare, voltare pagina, sentirsi più bella, o semplicemente a posto?

...eh, sì!
capelli!!!
io ho un rapporto un po' particolare con la mia testa. ho avuto periodi in cui non mi sarei fatta mettere una mano in testa neppure per sbaglio, altri che non faccio altro che cambiare colori, tagli e pettinature. ieri sera sono andata a riguardarmi delle foto degli ultimi quattro anni...
diciamo che il mio punto di partenza, e anche la versione più naturale di me è questa:



corvina, liscia.

poi ogni tanto ho osato frangette più o meno corte, ammorbidendo il colore in un castano più caldo



poi a new york mi sono affidata alle forbici di quei matti di parrucchieri che scovavo solo io e da un corto soft



sono arrivata allo spennato/spettinato



poi questa primavera è partita la saga dei rossi e, dal ciliegia della foto sul mio profilo, sono arrivata a questa forma selvaggia di biondo bruciato, passando per un arancio ramato di cui non ho trovato foto.




ma adesso, indovinate un po'... mi sono stufata!!!
voglio sicuramente tornare a un po' di scuro, anche perché andando via l'abbronzatura, il biondo mi sta davvero male.
ho un appuntamento al parrucchiere per questa mattina. consigli???

martedì 14 settembre 2010

EatingTuesday -- dado e ricetta veloce

a grande richiesta ecco a voi il mio dado!




questo è il periodo perfetto per avvantaggiarsi con questa conserva, base di una marea di preparazioni. sempre nell'ottica di abbattere il consumo di conservanti, mangiare cose sane, ma saporite e autoprodurre in casa anche per ragioni economiche, il dado casalingo campeggia sempre nel nostro frigo nel suo bel barattolo ermetico (mi sento tanto mammafelice a linkare ikea!!!).

in questo periodo si possono trovare tutti gli ingredienti necessari freschi, perché di stagione, e, volendo, si possono anche aggiungere dei tocchi personali in base alla disponibilità dell'orto(lano). noi, a dire il vero, abbiamo la fortuna di avere un orto di famiglia, poco fuori roma, curato da NonnaDuracell e NonnoCocciaPelata, quindi lo facciamo con prodotti biologici e freschissimi.

ecco la ricetta:

150 gr di sedano
100 gr di carote
100 gr di cipolle
50 gr di pomodori
70 gr di zucchine
1 spicchio d'aglio
1 foglia di alloro
foglie di basilico, salvia, rosmarino
1 ciuffo di prezzemolo
300 gr di sale grosso
1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva)
30 gr di vino bianco secco (io da quando c'è momo non lo metto)
50 gr di parmigiano

la preparazione è veramente semplice, basta frullare tutte le verdure insieme. poi si unisce il sale, l'olio e il vino e si fa cuocere una ventina di minuti a fuoco basso basso. alla fine si aggiunge il parmigiano e si omogenizza il tutto con frullatore o, meglio, con minipimer. quand'è freddo si mette nel vasetto e poi si conserva in frigo.
se non lo usate tanto, può mantenersi anche sei mesi, ma io sono costretta a farlo molto più spesso. a onor di fonte si tratta di una ricetta del bimby, quindi io lo faccio con quello ed è ancora più rapido.
come quantità, in genere con queste dosi, io metto un cucchiaino per litro d'acqua, ma è meglio che le prime volte lo tariate, facendo dei tentativi per difetto, in fondo la base è di sale!




volendo spaziare con la fantasia utilizzando funghi, peperoni, asparagi e quanto vi suggerisce l'estro e la dispensa, basta tenere conto della proporzione 470/480 gr di verdurame e 300 gr di sale.

io uso il mio dado per brodi, zuppe e minestre, ma da quando cerco di comporre ricette leggere per preparare un'unica pietanza per tutta la famiglia, momo compreso, lo sostituisco al sale e con un po' d'acqua, anche all'olio.
per esempio, ultimamente ho preparato un semplice piatto:

agnello al ragù di verdure

ingredienti per due più nano:
una dozzina di pezzetti di agnello tagliato come per lo scottadito (noi lo compriamo da una piccola fattoria vicino all'orto dei nonni!)
due zucchine
due carote
qualche pomodoretto (ciliegino o perino)
un cucchiaino di dado

preparazione
far rosolare in casseruola l'agnello con le verdure tagliate a cubettini senza grassi. aggiungere il dado e un po' d'acqua. Far cuocere a fuoco lento fino a cottura della carne.
niente di trascendentale, ma sano, leggero e gustosissimo!!!
per la cronaca momo l'ha voluto mangiare direttamente dall'osso con le sue manine a pagnottina!!!
e poi con un po' di pane inzuppato nel sughetto, e un po' di frutta per concludere, la cena è stata equilibrata e nutriente.

vedrete che quando l'avrete in frigo, ne farete gli usi più disparati e ovviamente li suggerirete anche a me!!!

buon appetito!

c.

lunedì 13 settembre 2010

cose così di un lunedì qualunque

stamattina ho preso l'auto per accompagnare momo all'asilo. non lo faccio quasi mai perché ho un autobus diretto, ma oggi è lunedì e mi girava così.
non lo faccio mai anche perché ci metto di più ad andare e tornare, ricerca del parcheggio compresa, ma oggi è lunedì e mi girava così.
a ripensarci bene, quando vado in autobus al ritorno riesco anche a leggere qualche pagina, ma ho pensato che avevo voglia di ascoltare un po' di musica al ritorno, invece. e poi oggi è lunedì e mi girava così.
avevo anche un po' di magone tipico del lunedì mattina adolescenziale quando non avevo studiato durante tutto il w-e e mentre andavo a scuola speravo di trovarci un'inondazione, una disinfestazione. o un'occupazione. in genere questo non succedeva e mi portavo il magone fin su in classe, fino all'ultima campanellstamattina il magone me lo sono portato appresso fino alla classe di momo, mentre riempivo il suo cassettino di pannolini lavabili, mentre posavo le sue scarpette nuove sulla gratella apposita, mentre attaccavo il suo zainetto alla gruccetta col suo nome e vi infilavo anche il suo giacchetto a righe. il magone mi ha chiuso la gola quando l'ho lasciato alla sua educatrice e ho tirato via il braccio perché lui perdesse la presa della mia manica, piangendo e fissando il suo sguardo bagnato verso di me che andavo via.
e il magone ce l'avevo ancora quando un deficiente, mentre dipingevo un perfetto parcheggio in tre manovre sotto casa, torna a controllare la sua auto ferma dietro la mia entrante e fa cenni con le mani perché facessi piano, nonostante non gli avessi neppure sfiorato l'auto, nonostante non avessi dato segni di squilibrio alla guida, nonostante avessi la freccia e in nessuna maniera avessi fatto intendere di avere problemi nella guida e ancor meno nei parcheggi. il deficiente ha continuato a blaterare di far piano con quell'aria di sufficienza e arroganza da schiaffi. io sono scesa e gli ho augurato buon lunedì mattina.
lui è rimasto basito, il deficiente.
probabilmente non immaginava che una donna potesse parcheggiare un'auto grande il doppio della sua senza dare le classiche bottarelle avanti e indietro. ma tant'è.
la mia flemma nella reazione (assolutamente non da me e dovuta al suddetto magone) era solo fittizia, infatti non appena voltato l'angolo, avendo visto due vigilesse sono andata a sollecitare un intervento in quella via dietro l'angolo.
il deficiente senza mostrare alcun permesso, sostava su un parcheggio per disabili.
oltre ad essere altamente scorretto verso il disabile che ne avesse dovuto usufruire, avrebbe lasciato tutto un posto vuoto perché io avessi parcheggiato comodamente senza neanche una manovra, il deficiente.
quando ce vo', ce vo'.
e un pochino il magone si è lenito.

venerdì 10 settembre 2010

Sunday (Book) Review -- ci riproviamo

avendo aperto due rubriche in una settimana e lasciando nel dimenticatoio questa che è stata la prima, sapeva un po' di inaffidabile e quindi arrivo in corner a riempire questa domenica con qualcosa al limite del libro, ma qualcosa di cui volevo parlare da esattamente otto giorni, da quando cioè NonnaPapera era ancora a dispensare i suoi impagabili servigi in questa casa e io e il MaritoComplice siamo riusciti a fuggire per qualche ora dalle beghe genitoriali.
la meta è stata indiscussa, cinema. la scelta rapida e affidata alla poesia di un titolo.



è un film tenero, dalla prospettiva sghemba e immaginosa dell'infanzia.
è un po' cartone animato, nato da un libro illustrato che vorrei regalare presto a momo, perché tra le altre cose racconta di un bambino di cui mi sarei innamorata se l'avessi incontrato a 11 anni. un bambino che esplora la campagna, ne ritrae luoghi e sentieri in cartine dettagliate e ha sempre il naso all'insù scrutando le stelle. un bambino che l'amore ce l'ha sulla lingua, ma non riesce proprio a dirlo. quel bimbo era suo padre, non l'ho mai incontrato quando aveva 11 anni, ma in questo film l'ho riconosciuto.


L'uomo Fiammifero di Marco Chiarini
http://www.uomofiammifero.it/il-film

FashionFriday -- un'altra novità

...e l'estate sta finendo.
io ne sono molto lieta. il caldo lo odio, la vita da spiaggia non mi fa impazzire e se proprio devo scegliere tra canotte e cappotti, scelgo i secondi.
questo cambio di stagione imminente mi fa ragionare sul mio guardaroba inteso come mobile armadio e come contenuto dello stesso.
le questioni sono due: la prima verte in particolare sulla percentuale degli indumenti che uso (il 20%???), sugli acquisti che faccio (troppi e senza resa) e sulla (in)soddisfazione circa il mio abbigliamento, la seconda sul cambio di stile che la maternità ha portato nel mio guardaroba e sull'impossibilità però di sostituirne tutto il contenuto per ovvie ragioni.

tanto per cominciare quest'anno ho messo a punto una bella strategia.

l'autunno e l'inverno scorso sono andata sempre in giro abbastanza scombinata. nel senso che mettevo sempre le stesse cose, comode, ma soprattutto informi, un po' per i chili che ancora non avevo smaltito e un po' perché portavo sempre la fascia con momo inquattato dentro. non parliamo delle scarpe. addio tacchi. lo so, lo so, ci sono mamme che escono dall'ospedale col tacco 11 e il pupo in braccio, ma io non ce la faccio (e qui la paola inorridirà!!!). abito al quarto piano senza ascensore, mi muovo per lo più a piedi o coi mezzi pubblici e la fatica non vale la resa. ovviamente parlo dell'abbigliamento per tutti i giorni, perché durante il w-e e nelle occasioni speciali, qualche volta, li ho riesumati anch'io!
comunque questo cambio di rotta mi ha veramente abbrutito. io ero una che creava abbinamenti, azzardava accostamenti e non era quasi mai vestita nella stessa maniera due volte. e non che avessi un armadio infinito, ma avevo la passione di rimescolare, di mixare. ecco, quel tempo di frivolezze è scomparso. se proprio momo mi dava tregua preferivo lavarmi i denti come si deve. o chiudere gli occhi e verificare di essere tutta intera.
la primavera/estate più o meno uguale. tranne per il fatto che essendo dimagrita (ah! mi sa che non l'avevo detto... eh sì, son tornata quella che ero, anzi anche un po' più magra che vista la mia stazza, male non fa) ho potuto mettere i miei vestiti di prima e ho evitato gli imbacuccamenti anche per ragioni di caldo torrido. però è rimasto il problema della praticità e quello delle scarpe. perché molte cose che indossavo con tacchi anche medio-bassi, messi con pianelle o ballerine non erano la stessa cosa. non potendo contare su una coscia chilometrica le geometrie andavano riviste. e poi avevo una marea di cose che non c'entravano niente col resto, che mi piacevano, ma non riuscivo a mettere insieme.
questo l'antefatto.

allora cos'ho fatto?
al ritorno dalle vacanze, avendo a disposizione NonnaPapera fulltime ho fatto un precoce cambio di stagione nel mio guardaroba. ho svuotato tutto, ho pulito e ho fatto mente locale su tutto quello che ho. accessori compresi. ho lasciato in giro solo poche cose estive che ho usato con più soddisfazione e che conto di mettere fino ai primi freddi e il resto l'ho conservato in scatole e appositi contenitori. ho anche creato una grande scatola premaman (non si sa mai in futuro...) e taglia grande (di prima che dimagrissi, spero non porti sfiga, perché mi auguro di non aprirla secula seculorum). poi ho fatto bustoni di roba da portare in campagna perché vecchia o da regalare perché per svariate ragioni non mi sta più, mi ha stancato, o non so.
giocando d'anticipo e precorrendo anche tutte le nuove tendenze e i desideri che mi potranno venire con l'autunno alle porte, ho stilato una lista di cose (poche) che vorrei acquistare per rimettere quella gonna rimasta orfana, o quei pantaloni che con le scarpe che ho non metterei mai e poi mai. fatta questa lista ho anche attribuito dei budget e così mi auguro di riuscire a fare per la prima volta nella mia vita degli acquisti più sensati e ritrovarmi soddisfatta quando apro l'armadio per quei due nano-secondi al mattino.
ah! dimenticavo: ho anche attribuito un budget a qualche sfizio stagionale. non c'è ragione per snaturarsi del tutto!!!

e questa è la prima puntata di FashionFriday, la mia rubrica preferita, perché frivola, leggera e se vogliamo un po' da adolescente. ho in serbo un sacco di idee da condividere, spero vi piaccia!
love
c.

giovedì 9 settembre 2010

la verità tutta la verità sul nido

momo gioca con il contenuto della mia borsa e io faccio finta di non vedere.
ho voglia di scrivere questo post che avevo in testa da tempo e quindi ci provo.
non ho quasi mai parlato del nido e voglio raccogliere le idee per un attimo.
leggo tante opinioni di mamme al riguardo, dalle convinte della necessità di socializzare sin dai sei mesi di vita, alle refrattarie all'idea di far frequentare persino una scuola materna. poi ci sono le varie sfumature, da quelle che fanno la scelta di tenere i bimbi a casa fino ai tre anni o di mandarli al nido a cinque mesi per necessità economica o professionale, a quelle che vorrebbero ma non possono, a quelle come me che hanno cambiato bandiera un giorno sì e l'altro pure. finché non ho capito che avere un'opinione a priori sul nido è impossibile. perché dipende dal bambino, dipende dalla mamma, dipende dalla famiglia (papà, nonni e aiuti vari), dipende dal nido.
quando ero incinta ero abbastanza convinta di mandarcelo presto. avendo trascorso la gravidanza a new york dopo che avevo lasciato il mio lavoro, pensavo che una volta partorito, avrei avuto voglia di rituffarmi subito nel mondo del lavoro. come se una volta che mi fossi "svuotata" fisicamente di momo, non avrei sentito quella morsa di dipendenza (la mia verso di lui, e viceversa). poi è nato e per sei mesi non sono riuscita neanche a pensare di allontanarmi da lui anche per pochi minuti. neanche sapendo di lasciarlo con la persona che forse più di me avrebbe garantito la sua massima sicurezza, suo padre. a chi mi chiedeva rispondevo infastidita che non ne avevamo bisogno perché finché io non avessi avuto un lavoro, o una qualsiasi impellenza, lui stava meglio con me che con chiunque altro. e questo lo penso ancora. penso che momo fino a un anno non avesse bisogno di nient'altro. io però sono arrivata all'inizio della primavera che non mi reggevo in piedi, ero talmente stanca che mi arrabbiavo spesso con lui e facevo tanta, tanta fatica. momo è oggettivamente un bimbo molto vivace. non sta un attimo fermo, giocherebbe autonomamente, ma non ha il senso del pericolo e non recepisce i divieti. io sono quasi sola qui. mia madre e mia sorella sono lontane, quindi non posso contare su quegli aiuti che anche se circoscritti a brevi momenti, rappresentano dei sollievi quotidiani. e quindi non ce l'ho fatta. per quanto il distacco (anzi, solo l'idea del distacco) mi struggeva, e mi strugge ancora ogni mattina, non ce la faccio. è troppo per me. una giornata intera, tutte le pappe, i pannolini, le richieste, le regole, tutti gli addormentamenti, riposini e nanna notturna, tutti i risvegli notturni e poi di nuovo altre giornate intere, una dietro l'altra. non ce la facevo, non ce la faccio da sola. ho bisogno di tregua. ho bisogno di un po' di me, e basta.
inoltre abbiamo la fortuna di avere a disposizione un'ottima struttura montessoriana, che dopo aver visitato e dopo averne conosciuto le educatrici, mi ha fatto molto rasserenare rispetto all'idea di affidarvi momo.
l'inserimento è stato lungo e graduale, benché il primo mese a maggio/giugno fosse dovuto andare solo fino a mezzogiorno e mezzo. adesso, dal primo settembre ha ricominciato, ma fra qualche settimana prolungherà fino alle 14,30.
ogni mattina piange a dirotto, stende le manine verso me e grida. ma ogni mattina smette sempre prima di piangere e inizia le sue attività. in genere piange anche quando lo vado a prendere. appena mi vede si emoziona talmente che scoppia in lacrime. io stento a trattenere le mie anche adesso mentre ne scrivo. però andiamo avanti. anche attraverso queste esperienze ci stiamo conoscendo, scopro aspetti del suo carattere di cui sono orgogliosa, altri che mi creano apprensione, altri che non mi sarei augurata per il suo bene (quello che io credo sia il suo bene, poi magari per lui...), altri che gli invidio.
e sin dal primo momento mi sono resa conto che non gli stavo togliendo nulla, che in un tempo ridotto e con la giusta gradualità questa esperienza poteva arricchire il suo bagaglio.
ancora adesso credo che la socializzazione non c.entri nulla. a un anno un bambino non socializza con i coetanei, nella maniera in cui intendiamo noi adulti. i bambini si attraggono, ma dura poco. e comunque sono convinta che ci sia tempo per socializzare con gli altri e non è detto che un bimbo che va al nido a sei mesi diventi un estroverso e uno che sta coi nonni diventi chiuso. quello è carattere e nessun adulto, nessun asilo può davvero plasmarlo. però nel nostro caso specifico credo che a momo possa far bene relazionarsi a persone diverse da me che hanno con lui un altro approccio, meno affettivo, per quanto affettuoso.
ieri per esempio, dopo una settimana di rifiuto del cibo lì al nido, la sua educatrice ha deciso di fargli capire chi comanda lì dentro. momo ha rovesciato a calci il tavolino, le ha scaraventato una ciotola di minestra in faccia e ha tirato per aria tutto ciò che trovava, ma alla fine ha mangiato DA SOLO primo, secondo, contorno e frutta. io ci ho messo sette mesi per raggiungere questo risultato.
e poi, per quanto io giochi molto con lui, per quanto mi piaccia studiare e leggere al riguardo, credo che i giochi strutturati che gli fanno fare lì possano dargli qualcosa di alternativo a quello che trova in casa, quindi ben venga.
bilancio positivo, ma quant'è dura ogni mattina!!!

mercoledì 8 settembre 2010

una serata così

ahhhhhh
non pensavo di tirare un tale sospiro.
ho la mia tazza fumante accanto, un paio di biscottini.
dalle finestre entra aria fresca e pulita dall'acquazzone di oggi pomeriggio.
momo dorme da un'oretta. il MaritoInLiberaUscita è andato via prima delle otto. e io sono qui, semisdraiata sul divano, col mio mac sulle gambe, gli occhialoni da maga magò e la luce soffusa.
niente musica, mi bastano le voci dei miei vicini che ogni tanto rimbalzano nel cortile.
ecco, posso dire che questo è un momento quasi perfetto?
lo posso dire senza sembrare una moglie disamorata e una mamma snaturata?
sì, lo posso dire, perché questo è il mio blog e faccio quello che mi pare.

ahhhhhhh
un altro sospiro.
una serata così non ha prezzo.

martedì 7 settembre 2010

EatingTuesday -- inauguriamo!

oggi voglio inaugurare una nuova rubrica di A lezione di mammità.
durante la pausa estiva, forzata dalla mancanza di connessione, ho pensato molto alla blogosfera e al mio blog. ma mi ero un po' disamorata perché ero e sono stufa di questa monotematicità. mamma ok, ma non solo. uscendo da quest'anno di momo, di mammità e -- diciamocelo -- di monotematicità, ho proprio voglia di fare e parlare d'altro. voglio ritagliarmi degli angoli per coltivare altri semi, nutrire altre passioni e partorire altri frutti. momo è in tutto quello che faccio ormai, e questo arricchisce tutto di sapori meravigliosi, ma voglio, appunto, lasciare traccia di tutto quello che sono. tutto.
e poi ho voglia di frivolezza, ho voglia di cose belle, di felicità, di benessere, di pensieri positivi e di azioni buone. ho voglia di soffermarmi sul mio quotidiano e riscoprirne tutta la ricchezza. ecco, da queste riflessioni (e molte altre) nasce EatingTuesday un momento di divagazioni culinarie e alimentari.

oggi per aprire questa specie di rubrica inizio dalla base.
da un po', tra mucche pazze, mozzarelle blu e compagnia mutante, sembra che il mondo stia lanciando chiari segnali di un necessario ritorno alla semplicità, all'alimentazione sana e consapevole. noi è da un po' che ci facciamo attenzione. non riusciamo a comprare tutto biologico, né a essere totalitari sui cibi conservati, ma cerchiamo di mangiare poca carne, moltissima frutta e verdura di accertata e sana provenienza, prodotti a km 0, che spesso acquistiamo direttamente dai produttori, e di autoprodurre quello che possiamo, compatibilmente al tempo disponibile.

uno dei nostri consueti piatti, che preparo in quantità industriali è il minestrone.
niente di speciale, ma è una di quelle pietanze che prepari con l'estro del momento e con la disponibilità dell'ortolano e basta dosare il giusto grado di brodosità per renderlo una delizia!
io oggi avevo questi ingredienti e l'ho fatto così:

patate,
cipolla,
fagioli,
prezzemolo e basilico


fagiolini,
bietina,
sedano,
carote,
pomodorini

zucca,
zucchine con fiore

io faccio tutto a pezzetti piccoli, un filo d'olio, faccio un po' ammorbidire e poi copro d'acqua. aggiungo il mio dado* e faccio sobbollire finché è tutto cotto, ma non spappolato. una bella manciata di parmigiano su ogni piatto e cucchiaio alla mano!
momo ne va matto, e lo mangia ormai così senza bisogno di passarlo.

NB se ho intenzione di congelarlo non metto patate, dicono che secernono nitriti, non lo so, ma comunque diventano strane e friabili, quindi qualcosa succede.

ToccoDellaNonna: se ho qualche crosta di parmigiano che non riesco più a grattugiare, la raschio un po' e ce la metto insieme alle verdure. con la cottura di scioglie un po'... farei il minestrone solo per mangiarmi quella chicca con le carote incastonate!!!





*il dado è una delle mie autoproduzioni... a un prossimo martedì!

lunedì 6 settembre 2010

primi giorni al nido

prima o poi rientreremo in una comoda routine?
non so. nel solito caos che regna in questa casa, momo ha ricominciato il nido, e NonnaPapera è venuta a tamponare la situazione e a leccare le ferite.
mercoledì, il primo giorno è stato terribile. nonostante fosse andato al nido per 5 settimane da maggio a giugno, ovviamente non era certo preparato al fatto di doverci tornare. ha pianto proprio tanto, ma la sua educatrice mi ha detto di andare e lasciarlo lì ugualmente. io ero in lacrime peggio di lui, non volevo più separarmi da lui. è stata veramente dura. da un lato agognavo quelle tre ore al mattino per me come una manna, ma a quel prezzo volevo solo riprendermi il mio piccino e stringermelo addosso forte forte. poi però ha smesso di piangere (io ero dietro la porta che origliavo) e sono andata via. son tornata un po' prima dell'ora stabilita e l'ho visto tranquillo. poi il giorno dopo, appena siamo arrivati in giardino ha visto un bimbetto della sua classe e gli è voluto andare in contro. fatta! era lì a ridere e a parlottare in quel suo modo convinto e incomprensibile.
oggi era lunedì e quindi ha avuto di nuovo un inizio un po' piagnucolante, però si rilassa non appena sparisco dal suo raggio visivo (io resto sempre lì a origliare!) quindi mi sono molto tranquillizzata al riguardo.
ciò significa che non appena andrà via NonnaPapera, della quale sto approfittando per dare una bella rimestata a tutta la casa (pulizia&ordine), potrò contare sulle mattinate libere per lavorare, per studiare e per dedicarmi un po' a me e a questo blog.
intanto buona settimana a tuttti!

lunedì 30 agosto 2010

adesso o mai più

devo scrivere. siamo tornati alla base da qualche giorno, nel vortice delle lavatrici e delle implosioni di roba che non si sa come abbia fatto a moltiplicarsi.
quest'estate è stata molto lunga, e troppo calda. l'assenza di rete mi ha un po' stufato, e mi ha anche sfilacciato le cose. mi sembra di dover recuperare un sacco di eventi, miei e altri.
sono contenta che sia quasi settembre, tempo di riordino, di proposizione, di inizio.
adoro l'autunno e l'attendo con ansia. è la mia stagione preferita, non per niente ha visto l'incontro col MaritoStrampalato e il concepimento di momo.
a proposito di momo: il pupetto ha compiuto 14 mesi, non si può più tacere dei suoi enormi progressi. innanzitutto cammina come un treno, sale e scende i gradini in autonomia, si alza e capitombola con la grazia di una gazzella e non lo ferma nessuno. poi sta rodando una marea di parole imitando le sillabe o coniando dei simpatici versi. poi mangia come un bimbo grande, con le mani o con la forchettina, e tra i suoi piatti preferiti si annoverano: fagioli con le cotiche (piatto notoriamente estivo), maialino al forno e cono gelato. lo allatto ancora, dorme un po' più tranquillo di notte (ci siamo stabilizzati su due risvegli... soltanto!!!) e la mattina sveglia la mamma con i bacini su tutto il viso (dopo uno dei risvegli si installa tra le mie costole e la mandibola del MaritoSonnambulo). ha otto dentini e i suoi giochi favoriti sono diventati le caffettiere, il passeggino con bambolotto e la palla. dopodomani ricomincia l'asilo, questa volta sul serio e io sono in attesa di quello che ne verrà: separazione, tempo solo mio, nuovi percorsi per lui.

vorrei essere capace di aprire la valigia di quest'estate e scrivere di tutti i bei souvenir che abbiamo, ma stasera sono stanca, è un orario insolito per i miei ritmi, prometto di recuperare.
di sicuro ho tante idee per aggiornare questo blog che come me deve ritrovare una sua identità, sfocata dalla calura estiva.
a presto
love
c.

mercoledì 14 luglio 2010

di passaggio

eccoci qua
al fresco di una pineta, a roma.
siamo tornati dalle vacanze domenica, ma ripartiamo presto per andare dai nonni in campagna.
però vorrei aggiornare perché le tre settimane al mare sono state ricche, ricche di eventi, vita, amore, progetti, dialoghi, evoluzioni, lacrime, scelte, leggerezza, cicale.
siamo stati in salento, la mia terra, quella rossa che appare dietro i muretti a secco che ospitano lucertole poltrone e che spesso sono ombreggiati da ulivi centenari.
mi fa sempre un certo effetto arrivare in auto giù in puglia. sei in macchina, nella tua capsula ovattata che sfida la calura: curve, gallerie e poi, a un certo punto, quando sei stanco, vorresti sgranchirti le gambe e ti assale quella leggera nausea da strade scomode, arriva lui, nella sua immensità azzurra. e sta lì, a braccia aperte, ad accoglierti, il mare.
e io mi commuovo sempre e penso che per andar via basta non voltarsi indietro, ma per tornare ci vuole tanto coraggio, perché tutto quello che hai chiuso nei bauli in soffitta sta lì ad aspettarti.

comunque la prima settimana è stata difficile. momo era malconcio per il virus intestinale che aveva preso prima di partire, poi, guarito, ha pensato bene di attaccarlo al suo babbo. e poi siccome la mamma era invidiosa: be' sì, anch'io con febbre a 39 e vomito.

ma poi è arrivato il grande giorno: il primo compleanno di momo!
io ho iniziato a frignare dalle 6 di mattina, poi sono arrivati ZiaPolly, i miei nonnini e i miei genitori. insomma: quattro generazioni per festeggiare il mio principino.



questa torta è stato un meraviglioso regalo che ci ha fatto ZiaPatty!!!
grazie ancora!!!
momo ha scartato tanti regali, ma quello che gli è piaciuto di più è stata la scatola d'imballaggio di uno di quelli (!!!)

superato quel giorno, da un lato magico e gioioso, dall'altro per me molto faticoso perché pensavo a quel giorno di un anno fa che non è stato molto facile, è andato tutto liscio.
tanto mare, sabbia dappertutto, giochi nuovi, libertà e grandi progressi. tornerò a scrivere del cibo, dell'allattamento e di altre piccole sfide quotidiane, ma il mio tempo è scaduto e chiudo con questa letterina per momo.

mio piccolo momo,
hai iniziato a camminare, anche se sarebbe meglio dire che hai iniziato a correre e schiantarti per terra.
è stato un momento di profonda riflessione assistere a queste tue conquiste: la tua caparbia, ma anche i tuoi tentativi falliti e la tua capacità di rialzarti, la tua leggerezza nell'affrontare le cadute e la tua determinazione sorda ai miei richiami quando fissi un obbiettivo e lo rincorri. la tua gioia pura nella conquista dell'equilibrio, e la tua concentrazione in quella ricerca. la tua fatica talvolta e le tue richieste d'aiuto tirando il lembo di un vestito.
adesso cammini.
stai sulle tue gambe.
e io, ogni tanto, posso stare seduta a guardarti andare via, lontano da me.
posso restare a distanza mentre tu cerchi qualcosa che puoi raggiungere da solo.
e da lì, da quel posticino che mi ritaglio per osservarti e star pronta a proteggerti, ti vedo davvero per quello che sei diventato.
un ometto con l'andatura di un pinguino che non si volta indietro, proprio come vorrei essere io.
un bimbo che porta con sé un giochino stretto in una manina e parte per esplorare l'intorno, ridendo tra sé e sé, certo di fare qualcosa di pazzarello.
mio piccolo momo
la tua mamma non pensava di poterti amare più di quando ti ha stretto tra le braccia la prima volta, ma vivere quest'anno con te mi ha fatto scoprire che le mamme sbagliano tanto. e io non sono un'eccezione.

giovedì 17 giugno 2010

bagagli

oggi facevamo i bagagli, io e momo, il mio abbattutello e malaticcio momo. cercavo un borsetto per i solari e mi sono ritrovata fra le mani il borsetto a strisce colorate, quello coordinato al borsone portato in ospedale circa un anno fa. e l'ho aperto.
momo era intento a infilare i flaconi di sapone nello scarico del bidet e io mi son trovata tra le mani i nostri braccialetti. con il mio nome un po' sbiadito, quello di momo tagliato perché non riuscimmo a sfilarglielo.
be', non c'è molto da dire. è tornato tutto così vivo.
allora mi sono seduta sul water, ho preso momo sulle ginocchia e gli ho raccontato una storia, quella di un desiderio diventato vita in una calda sera di giugno, del taglio di una catena di attese, della ricerca di un corpo in una separazione, del mistero di un incontro avvenuto mille volte.
momo è stato ad ascoltare, poi mi ha sorriso. si è lanciato per terra e ha iniziato a strappare l'"internazionale" della settimana scorsa.
e io commossa lo guardavo.
questo per dire che fare i bagagli, ormai, può risultare molto più struggente di un tempo, ma in ogni modo ora sono pronti e noi partiamo.
non so se avrò connessione e se potrò aggiornare, quindi intanto saluto la blogosfera e auguro a tutti voi delle splendide settimane.
noi torneremo, prima o poi, spero più riposati e sereni.
un bacio
c.

mercoledì 9 giugno 2010

di compleanni... un aiutino

si avvicina il compleanno di momo.
io sono veramente emozionata. non mi capacito come abbia fatto a passare così tanto tempo e come abbia fatto io a non riuscire a dare una festa per lui finora.
quando è nato ho coltivato l'idea di aspettare la fine dell'estate e organizzare una festa per dargli il benvenuto. poi l'estate è finita e sono iniziate le crisi isteriche. momo che non dormiva più di giorno, io che arrancavo e la festa è passata in cavalleria.
il battesimo non l'abbiamo fatto e quindi anche questa occasione che generalmente funge da festa di benvenuto è saltata.
ora sta per compiere un anno e noi partiamo per le vacanze, quindi per il suo compleanno non saremo a roma. sicuramente faremo una festicciola fra noi, ma non una festa con bambini e cuginetti come mi piacerebbe. torniamo intorno al 10 luglio, quando il suo compleanno sarà passato da un pezzo, e tra l'altro io contavo di riscappare via dalla città perché farà un caldo mostruoso e probabilmente ormai molti saranno partiti.
insomma non so bene che fare. di sicuro non voglio ridurmi come per il mio, di compleanno. che ancora se ci penso mi viene da piangere. però l'idea di farlo in differita un po' mi scoccia, tra l'altro stando in vacanza sarebbe difficile organizzare per bene senza ingolfarmi alla fine, e anche far tutto pronto da ora mi sembra poco realistico (visto che devo ancora fare mente locale su quello che dobbiamo portarci via per le vacanze).
che fareste voi?
e cosa avete fatto per il primo compleanno del vostro pargoletto?
mi date un consiglio?

sabato 5 giugno 2010

orario insolito

guardate un po' che ore sono. e io sono sveglia.
non pimpante, ma lucida.
ci sono stati due amici a cena e appena sono andati via il MaritoOcchioLanguido si è impigiamato e già ronfava, io invece, proprio come una vita fa, mi sono sistemata la cucina, ho sparecchiato, attaccato la lavastoviglie, lavato quello che era da fare a mano e il piano cottura e ho perso un tovagliolo scrollando la tovaglia fuori dalla finestra.
ora non ho sonno. so che dovrei andare a letto, perché chissà quanto riuscirò a dormire, ma ho bisogno di appuntare questi ultimi giorni.
sono stata due giorni sotto shock. l'altra notte momo è caduto dal letto.
io sono stata svegliata da un rumore sordo e poi un rinculo inquietante tipo qualcosa che si spiaccicava. ho gridato, già sapevo, poi ha iniziato a piangere anche lui. il MaritoFelino è balzato in un unico movimento dentro il lettino di momo gridando: dov'è? dov'è?
ma era già nelle mie braccia.
e io non ragionavo più.
non ero neppure consapevole del fatto che stesse nel mio letto, ancora adesso ho il dubbio che si sia catapultato fuori dal suo lettino.
eppure credo che sia andata diversamente: probabilmente l'ho preso e messo nel lettone quando si è svegliato nel cuore della notte, l'ho allattato in automatico, e altrettanto automaticamente l'ho messo dalla parte esterna per ciucciare dall'altra parte e lì mi sono addormentata.
ho perso il controllo.
ho perso il controllo.
non ho fatto altro che pensare ai danni irreparabili che questa mia leggerezza avrebbe potuto causare. sono stata sveglia ad ascoltare il suo respiro. sono stata ad osservarlo per carpire delle mancanze, delle stranezze.
per fortuna nulla.
anche ora se ripenso a quel rumore, mi sento male, mi viene da vomitare.
momo sta bene, a parte un bernoccolo in fronte, ma io non riesco più a dormire tranquilla. ho paura di riperdere il controllo.
eppure in questi giorni abbiamo trascorso dei momenti meravigliosi insieme, di giochi nuovi, di nuovi scherzi, di risate d'intesa. di tempo condiviso e non a disposizione. un sacco di coccole, e tante cose nuove.
ha finalmente imparato a battere le mani, prima faceva i pugnetti, non riusciva a tenere le manine aperte quando le batteva fra loro. poi parlotta sempre di più, sperimenta la sua voce e varie sillabe. si sta svegliando un po' meno di notte (e so che non dovrei dirlo, ma, chiamatemi scema, continuo a essere positiva e voler credere che siano miglioramenti e non casualità o, peggio, quiete prima della tempesta). ma la cosa più eclatante è che ieri, 3 giugno 2010, momo ha compiuto i suoi primi passi in autonomia. si è alzato in piedi, ha lasciato l'appoggio, ha controllato il suo equilibrio, poi ha fatto due passi, distanziati l'uno dall'altro e lentissimi . poi ha ricercato e trovato l'equilibrio e si è riseduto.
ho trattenuto il fiato, avrei pianto, se non avessi consumato tutte le mie lacrime mentre il rumore di quella notte mi continuava a martellare la testa.
ma dicono che i bambini sono di gomma. io lo spero.

martedì 1 giugno 2010

a posto

sorseggio il mio caffè. momo dorme, fuori c'è il sole.
io sono sul divano col mac tra le gambe incrociate.
e mi sento...
a posto.
ecco, era un po' che non provavo questa sensazione.
diciamo un annetto.
ci sono tante cose che ancora devo mandar giù dell'asilo, non ne ho mai diffusamente parlato, forse un giorno ci riuscirò, però devo dire che nella nostra situazione è stata la chiave di volta. la mia vita ha ripreso a funzionare. ho tre ore ogni mattina in cui "staccare". poi non sempre faccio realmente qualcosa per me, ma stacco ed è già molto. e poi riprendo momo e abbiamo ancora un sacco di tempo insieme, ma non so come dire, sembra più organizzato, più... a posto.
mi sembra di vivere un secondo innamoramento. mi sembra di aver trovato nuovi modi di comunicare con lui, mi sembra che ridiamo di più, che giochiamo di più.
non che prima me ne fossi disamorata, ma era come se vedessi solo la fatica della nostra condizione che mi distraeva anche dall'apprezzarne tutte le meraviglie.
e mi dispiace.
però ora è diverso. complice anche il bel tempo, che a me fa un effetto determinante, sento di poter ricominciare a godermi la vita.
che per me non è fare le cose di prima, fare cose da sola per sentirmi giovane e libera, né fare cose ancora più strane per dimostrare e dimostrarmi che non è cambiato niente, ma apprezzare questa nuova fase della mia vita e della nostra vita. imparare cose nuove e farne, di cose, che ci si incastrino bene. perché è cambiato, eccome. è cambiato tutto.
prima leggevo 6/8 libri al mese, mangiavo sushi e frutti di mare almeno una volta a settimana, fumavo moderatamente un tabacco profumatissimo, bevevo con gusto in compagnia. cucinavo tanto, piatti sempre diversi, elaborati e scenografici. impastavo. mi isolavo talvolta in un torpore ozioso in cui fermavo impulsi che mi facevano riflettere o semplicemente commuovere, mi nutrivo di sfumature d'arte che lasciavo fermentare tra le mie dita. andavo al cinema e a vedere mostre. scrivevo tanto, parlavo di più e riuscivo ad esprimere le cose che mi piacevano e perché. avevo un contatto con la realtà quasi effimero, riuscivo a ignorare tanto e tanti. condizione che mi faceva vivere spensierata, alla giornata, attaccata agli attimi, alle persone che sceglievo, ai sentimenti.
ora no.
questo ritratto mi fa capire quanto potente sia stata la deflagrazione della maternità.
eppure, oggi, non posso dire di non amare la mia vita.
quel ritratto sono io, ma nulla tornerà come prima. e non ci tengo a che accada. perché la vita è una, il tempo è limitato e tutto non si può avere, non si può fare.
sicuramente torneranno a sprazzi le cene scenografiche e i libri letti tutti d'un fiato, tornerà il sushi e il cinema, ma tutto il tempo che impiegavo per coltivare me è ormai assorbito da momo, dall'innaffiare la sua anima così pura, assetata di amore, di vita e dal raccogliere i suoi dolci frutti.
e io provo a reinterpretarmi, questo sì.

lunedì 31 maggio 2010

buongiorno, e vi presento momo

siamo tornati da un week end in campagna dai nonni, dove momo non ha voluto pappe, ha dormito malissimo, ma ci ha anche fatto struggere di tenerezza per tutte le cose che ha combinato.

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andarsene in giro con quel culetto a paperella e poi provare a fare qualche passo coi piedini nudi lo eccitava e impegnava seriamente.

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e poi gli animali, i cavalli, i cani, le galline, li chiamava con dei vigorosi ehi e tendeva le manine come a volerli toccare. strappava l'erba e con le ditine precise e paffute e la studiava con attenzione finché non gli scivolava dalle mani.

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insomma abbiamo avuto un gran daffare, incluso approfittare della bilancia dei nonni...

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e questo è momo:

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ho strappato al MaritoDiffidente il consenso per pubblicare qualche foto e ve lo presento!


aggiornamento settembre 2010
durante l'estate ho scoperto degli spiacevoli scopiazzamenti dei miei post su altri blog. più che commentare la pochezza d'animo di certa gente che copia interi post per riciclarne i sentimenti, non dico altro. però ho deciso di togliere queste foto che ritraggono momo in tutta la sua inconsapevole purezza.

domenica 30 maggio 2010

venerdì pomeriggio, una mamma da URL

venerdì pomeriggio c'era la presentazione di "una mamma da URL" di extramamma qui a roma.
mi aveva chiesto di partecipare e io mi ero subito prenotata per leggere qualche brano che di parlare mi vergognavo (poi qualche cazzata l'ho tirata fuori lo stesso, va be').
la fortuna ha voluto che il MaritoScamuffo fosse a casa con l'influenza così gli ho mollato momo e sono scappata via in macchina, con il libro sotto il braccio, un mazzetto di rose portafortuna per patrizia e un'emozione adolescenziale che mi faceva sorridere anche agli zulù che mi tagliavano la strada da destra.
sono arrivata un po' in ritardo e patrizia era già al tavolino dove ci eravamo date appuntamento. veramente una bella donna, raffinata. con lei silvia e piattins, scoppiettanti e allegre come il gatto e la volpe, che non vedevo da natale e avevo tanta voglia di rincontrare!
dovevamo utilizzare quell'oretta per fare il punto su quello che dovevamo dire, invece abbiamo chiacchierato alla grande e poi è arrivata anche natalia, che è una forza, e ancora chiacchiere e risate. nel frattempo annunciavano la presentazione di patrizia, che avvampava ogni volta.
le sei. avanti, ci tocca!
e lì ci siamo disposte come le quattro grazie (ah, erano tre? va be') a trincea. piattins ha fatto da moderatrice e ha esordito: noi siamo mammeblogger e siamo una potenza!
tutto il resto è stato velocissimo, abbiamo parlato del libro, dei blog e poi ci sono stati gli autografi di patrizia e... i saluti.
loro andavano a cena, ma io, come in tutte le occasioni mondane adolescenziali che si rispettino avevo il coprifuoco. e come quando ero adolescente davvero, il mio coprifuoco era di gran lunga precedente a quello degli altri. momo doveva andare a nanna e non ero sicura che senza di me...
ho salutato tutte, nel frattempo avevo conosciuto anche LGO, e sono scappata via.
in macchina sorridevo ancora, e sapete che cosa ho beccato appena uscita dal parcheggio: la colonna sonora del tempo delle mele.

comunque in un batter d'occhio sono ritornata cenerentola, la macchina è tornata zucca e momo si era addormentato con il babbo. mi sono morsa il labbro perché non arrivavo ai gomiti, volevo richiamare le ragazze e raggiungerle, ma per fortuna, dopo venti minuti momo si è risvegliato come al solito cercando me e soltanto me, rendendo utile il mio sacrificio.

ma la prossima volta...

martedì 25 maggio 2010

11 mesi

mio piccolo momo
poche righe questa sera, per fermare questa storia d'amore che prende il volo.
ho trovato una forma d'amore nuova, quella intrisa di tenerezza, di comprensione, di totalità, di rabbia, di fatica, di appartenenza, di devozione, di sacrificio, di cura. una forma d'amore che non è più soltanto il legame che mi teneva stretta a te, come riflesso della tua dipendenza, ma il legame tuo anche, e non soltanto come bisogno, necessità di nutrimento.
adesso è un amore reciproco, che cresce ogni giorno delle tue scoperte che chiedono conferma e del mio stupore che chiede accoglienza, delle tue conquiste e del mio orgoglio, delle tue espressioni che chiedono riflesso e della mia tenerezza che chiede sfogo.
sei veramente bello, amore mio.
stai crescendo che è difficile starti dietro. sei sempre più padrone e consapevole dei tuoi movimenti. cammini non appena trovi degli appoggi, ridi e giochi. chiedi quello che vuoi e non accetti distrazioni dai tuoi obbiettivi. sei intento a capire come funzionano le cose e continui a schiacciarti le dita nei cassetti, a dare capocciate finché non impari a dosare forza e direzione. non piangi in quelle occasioni, sembri fatto di gomma.
riconosci ormai tutte le persone della nostra famiglia, anche se non le vedi tutti i giorni e hai una curiosità sfrenata verso tutto quello che non conosci, bambini e animali.
in questi ultimi giorni mi hai regalato molte cose, ma voglio ricordarmi la gita al parco di lignano, dove per la prima volta ho provato il piacere di fare qualcosa con te, per te, che tu hai apprezzato davvero.
e poi mamma. è la tua prima parola. e io invece le ho perse tutte, perché l'emozione le ha risucchiate.
vorrei scriverti ancora, raccontarti come riempi le tue e le mie giornate, e soprattutto spiegarti il conflitto che sento dentro quando socchiudo gli occhi, la sera, e vorrei vederti più grande, sapere come mi parlerai, eppure vorrei fermare a lungo questa tua infanzia felice, e ancora vorrei tornare a tenerti con una sola mano come un animaletto.
vorrei lasciarti parole reali che ti raccontino il mistero e la meraviglia di come la tua vita sta prendendo forma sotto i miei occhi increduli e appassionati, ma non so se ne sono capace. allora arrotolo questa lettera in una bottiglia e la lascio nuotare verso il tuo futuro, magari il mare la renderà più esaustiva.

venerdì 14 maggio 2010

la prima settimana al nido

lunedì momo ha iniziato ad andare all'asilo nido.
dopo le vicissitudini degli ultimi mesi (leggi 15/18 risvegli a notte per un periodo prolungato), che mi avevano piegato fisicamente e l'assenza di possibili aiuti nella sfera familiare, a metà aprile siamo andati a visitare la struttura di questo nido e abbiamo parlato con alcune educatrici. momo ha anche "assaggiato" lo spazio. e, siccome dopo l'ondata di entusiasmo verso gli altri bambini, una volta lasciato libero per terra, ha iniziato anche a giocare con quello che c'era voltandomi completamente le spalle, mi sono sentita rassicurata del fatto che fosse arrivato il momento giusto. per quanto ormai fosse necessario per il bene comune della famiglia, avevo bisogno di capire che non gli stavo togliendo nulla, ma anzi, gli stavo regalando uno spazio nuovo in cui sperimentare cose diverse, relazioni con bambini e adulti differenti dalla sua famiglia e soprattutto la spinta verso una graduale autonomia. quindi ci siamo accordati per iniziare a maggio.
in realtà, per ragioni burocratiche abbiamo iniziato lunedì scorso, per l'appunto.
l'inserimento finora è stato molto lento e graduale. da un'ora con me presente lunedì, a due ore, oggi, con me a portata d'orecchio, pronta a intervenire (cosa accaduta una volta), ma solo su richiesta dell'educatrice.
momo sembra reagire bene. lo spazio gli piace. è ancora circospetto e in osservazione, con qualche momento di dispersione, ma mi fido molto del metodo della struttura (montessoriana) e sono certa che ascolteranno i suoi bisogni senza imporgli niente.
stamattina si era addormentato in macchina e dormiva ancora nonostante l'avessi preso in braccio e portato lì, io non sapevo cosa fare e la sua educatrice mi ha proposto di metterlo a dormire nel lettino. io ero un po' interdetta. poi uscendo sono stata proprio presa dall'ansia: e se si sveglia e non mi trova? si era addormentato in un posto e si sveglia in un altro. e se si spaventa? e se pensa che l'ho abbandonato? perché non mi fanno rimanere lì dentro, così se si sveglia lo prendo io. lo abbraccio e tutto è a posto.
mentre mi rincoglionivo con questi fantasmi autoprodotti sento piangere dalla finestra. era lui.
mi sono fiondata nell'ingresso e lì ho trovato l'educatrice e momo che mi venivano a chiamare.
in un attimo tutti i miei fantasmi gongolanti si sono fatti un balletto nella mia testa mentre abbracciavo e rassicuravo momo. poi, invece, la spiegazione.
momo si era svegliato. l'educatrice l'aveva trovato seduto sul lettino che si guardava intorno. non piangeva. l'aveva portato dagli altri bambini che facevano merenda e gli aveva offerto della frutta: ne aveva mangiato due cucchiaini, quando un altro bimbo era caduto e aveva cominciato a piangere. e solo allora, per empatia forse, momo aveva attaccato anche lui.
ecco, la cosa mi ha colpito molto. perché come in altre situazioni quello che penso è sempre troppo mio, troppo adulto, troppo altro, da quello che magari pensa e sente momo, che è un bambino, con un carattere suo, che io ancora devo imparare a conoscere. e ad accogliere per quello che è.
tiè mammacaia, prendi e porta a casa!

giovedì 13 maggio 2010

pappe, svezzamento e crisi mammesche

ieri siamo andati dal pediatra. nell'ultimo mese e mezzo momo non è cresciuto neanche mezzo centimetro. lui dice che gli mancano le proteine della carne.
e in verità la situazione dello svezzamento è veramente estenuante. siamo da un mese tornati indietro. la pappa di pranzo, quella in cui in genere integravo carne, pesce, uova o legumi, non la mangia più. ovviamente poi prende il mio latte, ma evidentemente non gli basta per sostenerlo nella crescita. merende non ne fa quasi mai, ogni tanto parte in quarta con gli yogurt, ma dura qualche giorno, poi serra la bocca e non se ne parla più. la frutta neanche col cannocchiale.
stamattina ho provato a dargli per la prima volta un biberon di latte coi biscotti per colazione. niente.
mangia solo la pappa serale che gli preparo con un passato di verdure, una farina di cereale e del formaggio. poi allatta a richiesta, ma di giorno solo una volta, in genere dopo il non-pranzo. poi la sera prima della nanna e di notte a volontà. si sta svegliando meno durante la notte, ma da quando mi sono bloccata dorme con noi, quindi il mio riposo è relativo.
ecco. questa cosa del cibo mi sta portando al manicomio. sono snervata da questo continuo preparare e buttare pappe e da questa continua incertezza su tutto. gli piace il farro? boh, fino a ieri l'ha mangiato, domani chissà. gli piace la pera? boh, ne andava matto, ma poi un giorno l'ha lanciata nel lavandino. non so più che fare. non faccio teatrini, non insisto, al secondo rifiuto smetto di offrirgliene, gli faccio assaggiare le nostre cose, ma ne è attratto come oggetti da esplorare, poi non ne mangia.
ecco questa è una di quelle cose che io non so affrontare. perché fino a che si trattava di compensare col mio latte ok, ma adesso che sembra che non si stia nutrendo nel modo giusto perché non cresce, io non so che fare.
poi è capace di mangiare il pane da solo, le fette biscottate, i biscotti, la pasta, ma se trovo nel cucchiaino qualcosa di tritato grossolanamente fa i conati di vomito.
cosa c'è che non va'?

il momento dei pasti sta diventando un incubo. ora, per esempio, gli abbiamo provato a ridare della carne mischiata alle verdure. un cucchiaino, poi urla e strepiti. io ho iniziato a fissare il vuoto. non avevo la forza di fare niente. non ce la faccio più a parare i colpi. tutto quello che faccio non basta. lui piange, urla, non si capisce cosa abbia.
l'hanno portato fuori babbo e nonna. e io sono qui.
e la verità è che se ascoltassi veramente quello che voglio, scapperei e non mi farei trovare al loro ritorno.

domenica 9 maggio 2010

il corpo sa tutto

oggi è la festa della mamma. ho ricevuto tanti fiori e mi sono comprata un libro per festeggiarmi. e poi ho passato un pomeriggio con delle amiche, senza momo. da sola. con tragitto in macchina, da sola. musica e finestrino aperto. mi sono fatta un sacco di risate, quelle con le lacrime, e poi sono tornata per cena e mi sono annusata il mio piccolino che mi aspettava per la nanna.
mi sono alzata ieri da una settimana bloccata a letto col colpo della strega.
ho voluto insistere, tirare finché avevo forze ed energie e alla fine il mio corpo mi ha detto basta. ho dovuto delegare, ho dovuto lasciare che qualcun altro pensasse a momo.
io mi sono riposata. davvero.
nel frattempo però avevo preso una decisione importante.
domani momo inizia ad andare all'asilo nido.
è stata una scelta veramente faticosa, ma ho avuto bisogno di ogni singolo giorno di questi ultimi dieci mesi e mezzo per arrivarci serenamente. ora penso di non togliergli niente, anzi. penso che adesso possa giovargli qualche ora di attività diverse.
e io ne ho bisogno, perché i progetti miei si sommano e stanno premendo sotto la iuta dei sacchi di cose messe da parte.
momo andrà all'asilo dalle nove a mezzogiorno e mezzo, io nel frattempo penserò a quelle cose che son rimaste sopite per troppo tempo.
questo è un po' quello che è accaduto, sta accadendo e accadrà. ma c'è molto altro. devo solo riprendere confidenza con questo spazio, che non so come mai, ha perso quella morbidezza che mi faceva sentire libera di esprimermi a fior di lettere.

giovedì 15 aprile 2010

proprietà inversa

stasera, giusto per scrivere due righe, mi chiedo:
com'è che succede, a un certo punto, che qualcosa che andava liscio prenda una brutta piega improvvisamente, inesorabilemnte e ineluttabilmente, mentre non succede mai che una cosa che va maluccio magicamente si aggiusti da sé?

tipo: per la cronaca, momo non vuole più dormire nel suo lettino (oltre a svegliarsi quelle 14-15 volte a notte, tanto per gradire). nonostante la mia maniacalità nel rimetterlo nel suo lettino dopo le poppate notturne sin da quando aveva pochi giorni, improvvisamente ha iniziato a farci capire chiaramente (leggi con urla e strepiti) che lui gradisce stare al centro del lettone, manco a dirlo. dopo qualche notte di resa al riposo a tre, stasera, forte di qualche ora di sonno recuperato (NonnaPapera è qui a rincollare i cocci), ho deciso che si rimettono le cose a posto. e allora, mentre, dopo aver fatto addormentare momo, lo posavo adagio adagio nel suo lettino, con la gocciolina di sudore sulla nuca e la tremarella all'avambraccio, mi sono chiesta: ma non potrebbe essere che per magia lui stanotte dormirà tutta la notte e nel suo lettino?
a volte potrebbe servire crederci.

oh, domattina ve lo faccio sapere!
sogni d'oro

aggiornamento
ovviamente qui siamo sprovvisti di bacchette magiche.
momo si è svegliato al solito. ha ciucciato quelle tre volte che non guastano, però fino all'ultimo risveglio delle 4 (prima della sveglia definitiva alle 6) ha dormito nel suo lettino.
non vi ho detto però che in mancanza di bacchette magiche abbiamo fatto ricorso a una cura omeopatica che ci ha dato il pediatra e sembra che in qualche maniera l'abbia tranquillizzato.
torno presto, che ho qualche novità importante.
'notte

giovedì 8 aprile 2010

in punta di piedi

ritorno tra queste pagine con un po' di ansia.
non so bene perché, anzi lo so.
quando entro qui sono sincera. e a dirla tutta faccio fatica a guardarmi dentro. faccio un'enorme fatica a fermarmi e guardarmi dentro.
fermarmi.
tirare il fiato.
sedersi, rilassarsi e dedicarsi a qualcosa di inutile.
eppure mi manca, come mi manca scrivere, come mi manca leggere, come mi manca dormire.
d'altra parte momo diventa ogni giorno più bello. e non solo perché i suoi occhi sono sempre più blu e i suoi tratti sempre più espressivi, ma perché cresce soddisfatto dei suoi enormi progressi. sta in piedi, vuole arrivare sempre più in alto. ha una caparbietà che fa paura, una curiosità che entusiasma e una vivacità che rapisce. gattona rapido verso i suoi obiettivi, salta in piedi come una molla, punta tutti gli oggetti proibiti ridendosela sotto i baffi ed esplode in gorgoglii quando lo si becca in flagrante.
la mia vita sta scorrendo veloce tra tutto questo e non c'è tregua. sono tornata a una vita quasi normale dalla quale è scomparso il tempo per me. tutto ha ripreso un ritmo scandito dal quale traspare serenità e rigore. esco sempre vestita decentemente, spesso riesco a truccarmi. cucino tutti i giorni, faccio la spesa e riesco a fare quello che richiede la casa, più o meno. momo è piuttosto regolare, mangia. sembra che lo stato d'emergenza sia passato. ma tutto questo sta in piedi al limite della boa. un'onda anomale e colo a picco. non ci sono momenti di pausa durante i quali fare scorta di energia.
ieri era il mio compleanno e non ho avuto neanche le energie per farmi una tortina. ieri momo ha fatto il vaccino, il primo. ero talmente in ansia per la cosa che sono arrivata a sera che volevo solo girare foglio sul calendario.
ancora non sono riuscita a entrare in una routine sostenibile.
corro tutto il giorno, arrivo a sera che non ho potuto neanche aprire la casella di posta.
e poi la notte. una buona e dieci no.
momo si sveglia tanto. e io non ho più la lucidità di capire di cosa abbia bisogno.
penso a tutti i traguardi che abbiamo raggiunto: l'addormentamento dolce, lo svezzamento finalmente ingranato, l'allattamento ridotto, l'autonomia nel gioco, ma io sono ancora in debito di energie.
ecco, questa è la situazione. ma soprattutto sono stanca di esprimenre stanchezza. vorrei poter raccontare tutto il bello delle giornate con momo senza quello sguardo velato di fatica, senza quelle occhiaie mal celate. ecco, forse, perché torno qui in punta di piedi.

magari domani andrà meglio. chissà stanotte?