martedì 25 maggio 2010

11 mesi

mio piccolo momo
poche righe questa sera, per fermare questa storia d'amore che prende il volo.
ho trovato una forma d'amore nuova, quella intrisa di tenerezza, di comprensione, di totalità, di rabbia, di fatica, di appartenenza, di devozione, di sacrificio, di cura. una forma d'amore che non è più soltanto il legame che mi teneva stretta a te, come riflesso della tua dipendenza, ma il legame tuo anche, e non soltanto come bisogno, necessità di nutrimento.
adesso è un amore reciproco, che cresce ogni giorno delle tue scoperte che chiedono conferma e del mio stupore che chiede accoglienza, delle tue conquiste e del mio orgoglio, delle tue espressioni che chiedono riflesso e della mia tenerezza che chiede sfogo.
sei veramente bello, amore mio.
stai crescendo che è difficile starti dietro. sei sempre più padrone e consapevole dei tuoi movimenti. cammini non appena trovi degli appoggi, ridi e giochi. chiedi quello che vuoi e non accetti distrazioni dai tuoi obbiettivi. sei intento a capire come funzionano le cose e continui a schiacciarti le dita nei cassetti, a dare capocciate finché non impari a dosare forza e direzione. non piangi in quelle occasioni, sembri fatto di gomma.
riconosci ormai tutte le persone della nostra famiglia, anche se non le vedi tutti i giorni e hai una curiosità sfrenata verso tutto quello che non conosci, bambini e animali.
in questi ultimi giorni mi hai regalato molte cose, ma voglio ricordarmi la gita al parco di lignano, dove per la prima volta ho provato il piacere di fare qualcosa con te, per te, che tu hai apprezzato davvero.
e poi mamma. è la tua prima parola. e io invece le ho perse tutte, perché l'emozione le ha risucchiate.
vorrei scriverti ancora, raccontarti come riempi le tue e le mie giornate, e soprattutto spiegarti il conflitto che sento dentro quando socchiudo gli occhi, la sera, e vorrei vederti più grande, sapere come mi parlerai, eppure vorrei fermare a lungo questa tua infanzia felice, e ancora vorrei tornare a tenerti con una sola mano come un animaletto.
vorrei lasciarti parole reali che ti raccontino il mistero e la meraviglia di come la tua vita sta prendendo forma sotto i miei occhi increduli e appassionati, ma non so se ne sono capace. allora arrotolo questa lettera in una bottiglia e la lascio nuotare verso il tuo futuro, magari il mare la renderà più esaustiva.

venerdì 14 maggio 2010

la prima settimana al nido

lunedì momo ha iniziato ad andare all'asilo nido.
dopo le vicissitudini degli ultimi mesi (leggi 15/18 risvegli a notte per un periodo prolungato), che mi avevano piegato fisicamente e l'assenza di possibili aiuti nella sfera familiare, a metà aprile siamo andati a visitare la struttura di questo nido e abbiamo parlato con alcune educatrici. momo ha anche "assaggiato" lo spazio. e, siccome dopo l'ondata di entusiasmo verso gli altri bambini, una volta lasciato libero per terra, ha iniziato anche a giocare con quello che c'era voltandomi completamente le spalle, mi sono sentita rassicurata del fatto che fosse arrivato il momento giusto. per quanto ormai fosse necessario per il bene comune della famiglia, avevo bisogno di capire che non gli stavo togliendo nulla, ma anzi, gli stavo regalando uno spazio nuovo in cui sperimentare cose diverse, relazioni con bambini e adulti differenti dalla sua famiglia e soprattutto la spinta verso una graduale autonomia. quindi ci siamo accordati per iniziare a maggio.
in realtà, per ragioni burocratiche abbiamo iniziato lunedì scorso, per l'appunto.
l'inserimento finora è stato molto lento e graduale. da un'ora con me presente lunedì, a due ore, oggi, con me a portata d'orecchio, pronta a intervenire (cosa accaduta una volta), ma solo su richiesta dell'educatrice.
momo sembra reagire bene. lo spazio gli piace. è ancora circospetto e in osservazione, con qualche momento di dispersione, ma mi fido molto del metodo della struttura (montessoriana) e sono certa che ascolteranno i suoi bisogni senza imporgli niente.
stamattina si era addormentato in macchina e dormiva ancora nonostante l'avessi preso in braccio e portato lì, io non sapevo cosa fare e la sua educatrice mi ha proposto di metterlo a dormire nel lettino. io ero un po' interdetta. poi uscendo sono stata proprio presa dall'ansia: e se si sveglia e non mi trova? si era addormentato in un posto e si sveglia in un altro. e se si spaventa? e se pensa che l'ho abbandonato? perché non mi fanno rimanere lì dentro, così se si sveglia lo prendo io. lo abbraccio e tutto è a posto.
mentre mi rincoglionivo con questi fantasmi autoprodotti sento piangere dalla finestra. era lui.
mi sono fiondata nell'ingresso e lì ho trovato l'educatrice e momo che mi venivano a chiamare.
in un attimo tutti i miei fantasmi gongolanti si sono fatti un balletto nella mia testa mentre abbracciavo e rassicuravo momo. poi, invece, la spiegazione.
momo si era svegliato. l'educatrice l'aveva trovato seduto sul lettino che si guardava intorno. non piangeva. l'aveva portato dagli altri bambini che facevano merenda e gli aveva offerto della frutta: ne aveva mangiato due cucchiaini, quando un altro bimbo era caduto e aveva cominciato a piangere. e solo allora, per empatia forse, momo aveva attaccato anche lui.
ecco, la cosa mi ha colpito molto. perché come in altre situazioni quello che penso è sempre troppo mio, troppo adulto, troppo altro, da quello che magari pensa e sente momo, che è un bambino, con un carattere suo, che io ancora devo imparare a conoscere. e ad accogliere per quello che è.
tiè mammacaia, prendi e porta a casa!

giovedì 13 maggio 2010

pappe, svezzamento e crisi mammesche

ieri siamo andati dal pediatra. nell'ultimo mese e mezzo momo non è cresciuto neanche mezzo centimetro. lui dice che gli mancano le proteine della carne.
e in verità la situazione dello svezzamento è veramente estenuante. siamo da un mese tornati indietro. la pappa di pranzo, quella in cui in genere integravo carne, pesce, uova o legumi, non la mangia più. ovviamente poi prende il mio latte, ma evidentemente non gli basta per sostenerlo nella crescita. merende non ne fa quasi mai, ogni tanto parte in quarta con gli yogurt, ma dura qualche giorno, poi serra la bocca e non se ne parla più. la frutta neanche col cannocchiale.
stamattina ho provato a dargli per la prima volta un biberon di latte coi biscotti per colazione. niente.
mangia solo la pappa serale che gli preparo con un passato di verdure, una farina di cereale e del formaggio. poi allatta a richiesta, ma di giorno solo una volta, in genere dopo il non-pranzo. poi la sera prima della nanna e di notte a volontà. si sta svegliando meno durante la notte, ma da quando mi sono bloccata dorme con noi, quindi il mio riposo è relativo.
ecco. questa cosa del cibo mi sta portando al manicomio. sono snervata da questo continuo preparare e buttare pappe e da questa continua incertezza su tutto. gli piace il farro? boh, fino a ieri l'ha mangiato, domani chissà. gli piace la pera? boh, ne andava matto, ma poi un giorno l'ha lanciata nel lavandino. non so più che fare. non faccio teatrini, non insisto, al secondo rifiuto smetto di offrirgliene, gli faccio assaggiare le nostre cose, ma ne è attratto come oggetti da esplorare, poi non ne mangia.
ecco questa è una di quelle cose che io non so affrontare. perché fino a che si trattava di compensare col mio latte ok, ma adesso che sembra che non si stia nutrendo nel modo giusto perché non cresce, io non so che fare.
poi è capace di mangiare il pane da solo, le fette biscottate, i biscotti, la pasta, ma se trovo nel cucchiaino qualcosa di tritato grossolanamente fa i conati di vomito.
cosa c'è che non va'?

il momento dei pasti sta diventando un incubo. ora, per esempio, gli abbiamo provato a ridare della carne mischiata alle verdure. un cucchiaino, poi urla e strepiti. io ho iniziato a fissare il vuoto. non avevo la forza di fare niente. non ce la faccio più a parare i colpi. tutto quello che faccio non basta. lui piange, urla, non si capisce cosa abbia.
l'hanno portato fuori babbo e nonna. e io sono qui.
e la verità è che se ascoltassi veramente quello che voglio, scapperei e non mi farei trovare al loro ritorno.

domenica 9 maggio 2010

il corpo sa tutto

oggi è la festa della mamma. ho ricevuto tanti fiori e mi sono comprata un libro per festeggiarmi. e poi ho passato un pomeriggio con delle amiche, senza momo. da sola. con tragitto in macchina, da sola. musica e finestrino aperto. mi sono fatta un sacco di risate, quelle con le lacrime, e poi sono tornata per cena e mi sono annusata il mio piccolino che mi aspettava per la nanna.
mi sono alzata ieri da una settimana bloccata a letto col colpo della strega.
ho voluto insistere, tirare finché avevo forze ed energie e alla fine il mio corpo mi ha detto basta. ho dovuto delegare, ho dovuto lasciare che qualcun altro pensasse a momo.
io mi sono riposata. davvero.
nel frattempo però avevo preso una decisione importante.
domani momo inizia ad andare all'asilo nido.
è stata una scelta veramente faticosa, ma ho avuto bisogno di ogni singolo giorno di questi ultimi dieci mesi e mezzo per arrivarci serenamente. ora penso di non togliergli niente, anzi. penso che adesso possa giovargli qualche ora di attività diverse.
e io ne ho bisogno, perché i progetti miei si sommano e stanno premendo sotto la iuta dei sacchi di cose messe da parte.
momo andrà all'asilo dalle nove a mezzogiorno e mezzo, io nel frattempo penserò a quelle cose che son rimaste sopite per troppo tempo.
questo è un po' quello che è accaduto, sta accadendo e accadrà. ma c'è molto altro. devo solo riprendere confidenza con questo spazio, che non so come mai, ha perso quella morbidezza che mi faceva sentire libera di esprimermi a fior di lettere.

giovedì 15 aprile 2010

proprietà inversa

stasera, giusto per scrivere due righe, mi chiedo:
com'è che succede, a un certo punto, che qualcosa che andava liscio prenda una brutta piega improvvisamente, inesorabilemnte e ineluttabilmente, mentre non succede mai che una cosa che va maluccio magicamente si aggiusti da sé?

tipo: per la cronaca, momo non vuole più dormire nel suo lettino (oltre a svegliarsi quelle 14-15 volte a notte, tanto per gradire). nonostante la mia maniacalità nel rimetterlo nel suo lettino dopo le poppate notturne sin da quando aveva pochi giorni, improvvisamente ha iniziato a farci capire chiaramente (leggi con urla e strepiti) che lui gradisce stare al centro del lettone, manco a dirlo. dopo qualche notte di resa al riposo a tre, stasera, forte di qualche ora di sonno recuperato (NonnaPapera è qui a rincollare i cocci), ho deciso che si rimettono le cose a posto. e allora, mentre, dopo aver fatto addormentare momo, lo posavo adagio adagio nel suo lettino, con la gocciolina di sudore sulla nuca e la tremarella all'avambraccio, mi sono chiesta: ma non potrebbe essere che per magia lui stanotte dormirà tutta la notte e nel suo lettino?
a volte potrebbe servire crederci.

oh, domattina ve lo faccio sapere!
sogni d'oro

aggiornamento
ovviamente qui siamo sprovvisti di bacchette magiche.
momo si è svegliato al solito. ha ciucciato quelle tre volte che non guastano, però fino all'ultimo risveglio delle 4 (prima della sveglia definitiva alle 6) ha dormito nel suo lettino.
non vi ho detto però che in mancanza di bacchette magiche abbiamo fatto ricorso a una cura omeopatica che ci ha dato il pediatra e sembra che in qualche maniera l'abbia tranquillizzato.
torno presto, che ho qualche novità importante.
'notte

giovedì 8 aprile 2010

in punta di piedi

ritorno tra queste pagine con un po' di ansia.
non so bene perché, anzi lo so.
quando entro qui sono sincera. e a dirla tutta faccio fatica a guardarmi dentro. faccio un'enorme fatica a fermarmi e guardarmi dentro.
fermarmi.
tirare il fiato.
sedersi, rilassarsi e dedicarsi a qualcosa di inutile.
eppure mi manca, come mi manca scrivere, come mi manca leggere, come mi manca dormire.
d'altra parte momo diventa ogni giorno più bello. e non solo perché i suoi occhi sono sempre più blu e i suoi tratti sempre più espressivi, ma perché cresce soddisfatto dei suoi enormi progressi. sta in piedi, vuole arrivare sempre più in alto. ha una caparbietà che fa paura, una curiosità che entusiasma e una vivacità che rapisce. gattona rapido verso i suoi obiettivi, salta in piedi come una molla, punta tutti gli oggetti proibiti ridendosela sotto i baffi ed esplode in gorgoglii quando lo si becca in flagrante.
la mia vita sta scorrendo veloce tra tutto questo e non c'è tregua. sono tornata a una vita quasi normale dalla quale è scomparso il tempo per me. tutto ha ripreso un ritmo scandito dal quale traspare serenità e rigore. esco sempre vestita decentemente, spesso riesco a truccarmi. cucino tutti i giorni, faccio la spesa e riesco a fare quello che richiede la casa, più o meno. momo è piuttosto regolare, mangia. sembra che lo stato d'emergenza sia passato. ma tutto questo sta in piedi al limite della boa. un'onda anomale e colo a picco. non ci sono momenti di pausa durante i quali fare scorta di energia.
ieri era il mio compleanno e non ho avuto neanche le energie per farmi una tortina. ieri momo ha fatto il vaccino, il primo. ero talmente in ansia per la cosa che sono arrivata a sera che volevo solo girare foglio sul calendario.
ancora non sono riuscita a entrare in una routine sostenibile.
corro tutto il giorno, arrivo a sera che non ho potuto neanche aprire la casella di posta.
e poi la notte. una buona e dieci no.
momo si sveglia tanto. e io non ho più la lucidità di capire di cosa abbia bisogno.
penso a tutti i traguardi che abbiamo raggiunto: l'addormentamento dolce, lo svezzamento finalmente ingranato, l'allattamento ridotto, l'autonomia nel gioco, ma io sono ancora in debito di energie.
ecco, questa è la situazione. ma soprattutto sono stanca di esprimenre stanchezza. vorrei poter raccontare tutto il bello delle giornate con momo senza quello sguardo velato di fatica, senza quelle occhiaie mal celate. ecco, forse, perché torno qui in punta di piedi.

magari domani andrà meglio. chissà stanotte?

mercoledì 24 marzo 2010

riassunto delle puntate precedenti

imperdonabile assenza
recuperare gli ultimi post sui blog del cuore sarà difficile, perdonatemi, arriverò prima o poi!
comunque siamo a roma.
in realtà appena tornati dai nonni, siamo stati a milano dalla ZiaPolly, quindi siamo tornati solo domenica. avrei voluto avvisare le blogger milanesi, ma ho avuto davvero poco tempo, sia prima che durante. spero di riorganizzare presto e magari per tempo!

comunque le novità rilevanti riguardanti momo sono che:
  • non appena messo piede a casa dei miei momo ha ricominciato a mangiare le pappe, quindi di giorno non allatto quasi più (sono rimaste solo la colazione, la prenanna e la merenda notturna a base di tetta)
  • il 5 marzo è spuntato il primo dentino, dopo qualche giorno il secondo
  • nelle stesse giornate ha iniziato a gattonare e da allora il mio poco tempo libero è scomparso del tutto
le novità riguardanti me sono che:
  • allattando meno, ho deciso arbitrariamente di mettermi a dieta e sono dimagrita un chilo e mezzo
  • ciondolo dal sonno, ma cammino tutti i giorni almeno due ore a passo spedito, conto di ricominciare a correre due volte a settimana
  • ho intenzione di organizzare meglio la nostra vita per avere degli spazi miei, e questo è un obiettivo imprescindibile
questo è (quasi) tutto, ora, appunto casco dal sonno
passo e chiudo

love
c.

sabato 27 febbraio 2010

post di servizio

momo è guarito, grazie al cielo non ci sono particolari strascischi nelle abitudini, anche se di notte tende a svegliarsi un po' di più (ma ho come la sensazione che stia soffrendo un po' il caldo -- temperature alte e termosifoni ugualmente accesi!!!). probabilmente grazie anche alla cura a base di belladonna e camomilla, momo si è molto rasserenato e di giorno sta diventando uno spasso starci insieme. è allegro, sereno e giocherellone. e tanto, tanto tenero.
quindi è confermato: io e momo partiamo. lunedì prendiamo un aereo per andare da NonnaPapera e NonnoLupoDiMare. Ancora mi sembra strano pensare che non troverò mia sorella, ma ZiaPollyArmstrong dall'inizio di quest'anno ha raggiunto ZioCiccillo a milano e così ci siamo definitivamente sparpagliati per lo stivale. se ci penso è davvero triste, ma ovviamente sono convinta che lei sta facendo la cosa giusta, quindi pazienza! presto ci organizzeremo per andare a trovarla!
io e momo staremo via quasi due settimane con sommo riposo del MaritoStachanov, pur già ciondolante dalla nostalgia. io intanto sono un po' in apprensione per il viaggio (leggi gestire momo, valigia, borse, passeggino, eventuali poppate, cambi pannolino, evitando di gufarmi da sola pensando all'eventualità di ritardi, attesa prolungata di bagagli, che pure sono la norma) e poi anche profondamente nostalgica all'idea di tutti questi giorni senza il mio amore. che forse ho perso un po' l'abitudine a chiamare le cose con il loro nome, ma MS, prima di tutto, è il mio amore.
di contro non voglio nascondermi dietro un dito, e ammetto che vedo quei giorni dai nonni come una piccola vacanza per me. e oltre a pensare di meritarmela appieno, sento di averne un tale bisogno, che tutto sarà superabile. anzi, dirò di più: vi sto ponendo così tante ambizioni che forse resterò delusa, perché alla fine sempre che dieci giorni sono.
però voglio principalmente occuparmi di un progetto su cui a pizzichi e bocconi sto cercando di lavorare, poi spero di riuscire a vedere un po' di amiche e di riposarmi.
questo è tutto.
che trasferta sia!

venerdì 26 febbraio 2010

8 mesi -- annotazioni

momo pesa 8 kg e mezzo ed è lungo circa 70 cm.
inizia a muoversi nell spazio, il suo tappetone non è più sufficiente a coprire le sue capriole. dopo tanti tentativi e tanti mmmmuuu di rabbia, riesce finalmente ad arrancare fino ai propri obbiettivi. non gattona in senso stretto, ma tende le gambe come a volersi mettere in piedi, e fa dei saltelli, poi con le braccia fa i passetti in avanti. è diventato veloce e sicuro nel mettersi seduto quando è prono e viceversa. talvolta usa questi movimenti per avvicinarsi agli oggetti che adocchia. quando ha un appoggio più o meno saldo si tira su e resta in piedi finché non si stanca. il suo repertorio di versetti aumenta e i pianti disperati sono sempre meno frequenti. ho la sensazione che stia imparando a riconoscere i propri bisogni e a cercare di esprimerli. non solo, inizia a esprimerli quando ancora non sono emergenze, così da permetterci di intervenire prima della sirena d'allarme. cerca spessissimo il mio sguardo di approvazione, o semplicemente mi cerca per assicurarsi che io ci sia, per il resto ha acquisito tanta autonomia nel gioco. oramai tende a snobbare tutti i suoi giochini, prediligendo tutto ciò che tocchiamo noi, dal pentolame con coperchi, ai libri, le mollette, il bocchettone del phon, il mattarello. ormai tendo a lasciarlo spesso per terra, anche sul pavimento non protetto dai suoi tappeti, ed è contento.
riguardo il cibo siamo a uno stallo. le poppate sono sempre tante. a pranzo e a cena chiede sempre di assaggiare e in linea di massima lo accontentiamo, ma con le pappe ha chiuso.
il suo rapporto con l'acqua resta felice. ormai sta seduto da solo nella vaschetta, senza lo scivolino e si diverte un sacco a inseguire il pesciolino/termometro e a succhiare l'asciugamanino che immergiamo.
in questo mese ha avuto il primo febbrone, ma ha reagito bene, anche se ho l'idea che nei giorni precedenti stesse incubando, per questo era strano e irritabile. dorme ancora circa 3 ore di giorno, ma ancora non ha mai fatto una nottata intera, anzi, adesso dopo le prime 6 ore che in genere riesce a fare filate, tende a svegliarsi a ripetizione o a voler restare nel lettone. per ora lo stiamo accontentando anche per via della febbre, ma mi auguro che presto questa abitudine sparisca.
una cosa molto bella è la sua reazione quando torna il babbo a casa: appena lo vede sbucare da dietro la porta inizia ad agitare le mani e ridere tutto sgangatello. lo riconosce.
è incuriosito dagli altri bambini, sorride e fa versetti, ma credo che ancora non si possa parlare di socializzare. dopo i primi momenti di interazione ognuno gioca nel proprio microcosmo.

volevo lasciare queste annotazioni per ricordare. sono scritte così senza capo né coda.

giovedì 25 febbraio 2010

8 mesi - rinascere insieme

mio piccolo momo
oggi hai otto mesi, amore mio.
mi sembrano così tanti tutti raggomitolati sotto la tua pelle di mandorla fresca. mi sembrano così pochi per sostenerti già in piedi aggrappato ai miei vestiti.
adesso dormi. e il tempo si ferma un attimo per permettermi di osservarti placido, stretto nel tuo pigiamino odoroso di calendula, col tuo rantolino da raffreddore. non so quante volte ti sveglierai, stanotte. non so se avrai bisogno ancora di me, nel buio e tra le ore più ovattate, quelle in cui ti amo con la disperazione di chi non ha la forza di dimostrarlo, quelle in cui non sempre riesco ad ascoltare i tuoi bisogni e vado a tentoni, quelle in cui i tuoi otto mesi scompaiono dietro i tuoi pianti da neonato, e sei di nuovo il mio piccolino coi suoi fitti misteri e la sua sete animale di contatto.
mi insegni ogni giorno chi sei. e nel frattempo lo scopri anche tu. e restiamo tutti e due frastornati ed eccitati, stanchi e frustrati, sorpresi e incuriositi dalle scoperte che facciamo. io continuo a farmi tante domande, tu continui a sfornare risposte. ma la più importante, questo mese, è stata fidati di me. perché quando mi sembra che non ho la forza di fare, dare, tu mi prendi la mano e te la tiri attorno. perché un abbraccio risolve tutto. e se ci siamo persi, una notte, tutti e due, possiamo rinascere insieme, più forti, all'alba.

carpina ha abbracciato il suo mattia!

un messaggio al volo, tra tachipirina e mocci, per condividere con voi questa bella notizia:

carpina è diventata mamma per la seconda volta!

non ho altri dettagli per il momento,
aspettiamo il suo ritorno a casa per averne,

nel frattempo tanti auguri di cuore
e un caldo benvenuto a mattia!

caia&momo

martedì 23 febbraio 2010

notizie dell'ultima ora

mamma caia alle prese con la prima febbre del pupetto.
stanotte poverino si svegliava ogni quarto d'ora (si fa per dire, chi lo guardava l'orologio?) gemendo. non voleva il ciuccio, non voleva il seno, non voleva il biberon, solo stare addosso a me.
il pediatra ci ha prescritto belladonna, pazienza e tachipirina all'occorrenza. attendiamo almeno un giorno per vedere se ci sono altri sintomi...
oggi è arrivata ProntoInterventoNonnaDuracell, ma momo se l'è fatta quasi tutta akkoalato su di me. se non fosse per la temperatura, direi che sta benissimo. tranquillo, dolce, sorridente e coccolone... poverino, stroncato dalla febbre!!!

al momento è nell'ergobaby col babbo rientrato prima. ascoltano musica dixie cuore a cuore e ogni tanto occhieggiano a una mamma che si regge in piedi per miracolo.

lunedì 22 febbraio 2010

punto e a capo

il nostro equilibrio precario è di nuovo rovinosamente precipitato.
da una settimana momo serra le labbra di fronte alle pappe che stava moderatamente accettando. ogni tanto mangia un po' di frutta a metà mettina e qualche cucchiaino di yogurt il pomeriggio, ma ricomincia a fare le sue 7/9 poppate. la cosa non mi angustierebbe più di tanto visto che parallelamente continua con gusto ad assaggiare (quasi) tutto quello che c'è sulla nostra tavola. il problema è che ha iniziato ad avere comportamenti strani notturni. il suo primo risveglio è tra l'1.30 e le 3.00, per mangiare. poi è semisveglio e vuole stare con me, attaccato. si riaddormenta, ma solo se resta vicino a me. ergo alla soglia degli otto mesi, dopo otto mesi, appunto, di miei allattamenti notturni semi vigili, per rimettere il pupo nel suo lettino non appena finito di mangiare, con una determinazione quasi maniacale, mi ritrovo il pupo nel lettone. e non parliamo dei suoi pianti disperati e inconsolabili non appena mi perde dal suo raggio visivo.

il pediatra dice che si tratta di una banalissima regressione, molto comune nei bambini in concomitanza con i salti di crescita. e visto che inizia a gattonicchiare, che probabilmente sti benedetti dentini stanno per uscire e che dai vestiti ho notato che si è allungato, forse è proprio così. quindi non insistere con le pappe, continuare a nutrirlo col mio latte e tenerlo a tavola facendogli spiluccare qualcosa, assecondare queste necessità notturne e ricercare un equilibrio per il giorno tra vicinanza e distacchi (più o meno considerevoli).

ah! il rimedio? portare pazienza.

giovedì 18 febbraio 2010

benvenuto Mr SensoDiColpa

be', prima o poi, in qualche maniera, dovevo tornare.
mi sembra un'eternità dall'ultimo post. ero un po' stufa, non avevo idee. avevo molta più voglia di fare cose, che di arrovellarmici su.
ho fatto mille pensieri. su quello che vorrei della mia vita, su quella che ero e vorrei ancora essere e, vi stupirà, il bilancio ne esce positivo.
giorni fa scambiando mail con una cara amica mi è venuta fuori una metafora
la maternità è come un jeans appena lavato che ti va stretto e ti fa sentire tutti i difetti e le abbondanze nei punti critici. ti mette in discussione, ti fa incazzare, ti fa sentire in colpa per il tramisù di ieri, vorresti solo toglierlo e nasconderlo dentro l'armadio, poi però camminandoci, camminandoci, tutto sommato... tira un po' qua, ammorbidisci un po' là e quasi quasi... mi dona pure...


eppure ultimamente non so per quale motivo mi è ritornata dentro un'ondata di malessere dovuta a un ricordo. un ricordo legato ai primi giorni di vita di momo. in quell'incommentabile ospedale dove sono andata a partorire avevano il nido a orari. il secondo giorno vennero a trovarmi delle persone durante l'orario in cui aprivano quelle ancor più incommentabili vetrine sulla caterva di culle ammucchiate con neonati urlanti, che quando non sai chi sono dici pure che cariiiiini, poi se è tuo figlio che si sta straziando di pianti, che ha il viso viola e la sua voce è l'unica a sentirsi attraverso il vetro, la cosa cambia.
poi ho ripensato a quella prima notte, e anche lì lo stesso sconforto misto a impotenza.
per non parlare del parto. e non parliamone, va'.
ecco, mi ha assalito un senso di colpa terribile. perché lì non sono stata in grando di bussare al nido e prendermi mio figlio? per consolarlo e farlo smettere di piangere? perché non sono riuscita a superare le buone maniere e le regole per la causa più importante della mia vita, ormai: mio figlio? perché quella notte non ho telefonato ogni cinque minuti al nido fino a farli esasperare (niente in confronto a quanto lo ero io) per farmi portare il mio bambino, che doveva attaccarsi a me, ricongiungersi nelle prime ore dopo il parto. e invece magari sarà stato lì in quella culletta di fortuna (perché quella notte mancavano le culle, per giunta) a piangere, sperduto, senza capire dove si trovasse e perché la sua mamma, la sua culla calda, improvvisamente l'avesse scacciato con tanta violenza e inesorabilità.
ecco, io penso a tutto questo e certe volte ancora non riesco a farmene una ragione.
e penso che razza di mamma sono se non sono riuscita a proteggerlo quando era più fragile e vulnerabile?
e forse per questo motivo sto sempre ad arrovellarmi e, anche se di fondo non ho molte alternative, fatico a staccarmi da lui. certo, altrettanto lucidamente so che consapevolizzare questo pensiero mi porta gradualmente a metabolizzarlo.
ma ancora mi brucia tanto.


cara p, che sicuramente passerai da queste parti, purtroppo il senso di colpa ha acchiappato anche me. ma grazie alla condivisione queste cose passano. grazie della tua amicizia!

mercoledì 3 febbraio 2010

Elogio della gradualità

questo post è dedicato alle donne incinte, alle puerpere, a chi dispensa consigli alle donne incinte e a chi li dispensa alle puerpere. e anche a me che me ne sono sentiti tanti, di consigli.
non è un post polemico, ma, come sempre, semplicemente un resoconto delle mie esperienze e dei risultati dei miei tentativi.

ho scoperto anche a proposito di svezzamento nonché all'inizio con l'allattamento, che momo è un bimbo diesel. è veramente curioso, ma alla novità si lascia andare molto lentamente.
questo ovviamente non c'era scritto sul libretto d'istruzioni che mi avevano consegnato alla nascita.
e, all'inizio, per esempio, momo non si attaccava in maniera vorace, anzi, diciamo che non ne aveva proprio intenzione. magari trovava il capezzolo, ciucciava mezzo minuto e poi si addormentava o restava lì accanto a me a respirarmi. e tutti giù a dire: se non si attacca, non si nutre, muore di fame, l'allattamento al seno è compromesso, attaccalo, attaccalo!, attaccaaaloooooooooo!!!!!
grazie alla gradualità di momo e alla mia attesa, che a volte vacillava perché insinuarti che possa
morirti di fame il figlio non è la cosa più banale da ignorare, io non ho avuto ragadi, l'allattamento è stato felice e soft per entrambi e ora che ha sette mesi e mezzo, ciuccia che è una meraviglia, tanto che il peso che ha raggiunto a oggi l'ha preso praticamente soltanto con il mio latte.
quando siamo tornati a casa è subito stato evidente che volesse sempre stare in braccio, che avesse bisogno di contatto fisico. e, ovviamente, mi si diceva: mettilo giù, altrimenti si abitua e poooi vedraaaaaaiiiiii, abitualo alla carrozzina altrimenti quando peserà 9 chili che farai?, non lo tenere in braccio, diventa mammone, lascialo piangere un po', fa i polmoni. inutile sottolineare che io non ho mai dato ascolto a queste idiozie. momo era piccolo, aveva bisogno di me, quando mi sono state dette queste frasi sarebbe potuto essere ancora nella mia pancia (è nato tre settimane prima, ndb), e 'sta fantasia dei polmoni mi urta solo a sentirla. ovviamente ho avuto i miei momonti di stanchezza, non lo nego, ma di pari passo al tenerlo sempre in braccio quando mi cercava, tipo una goccia cinese cercavo di metterlo giù quando era tranquillo. due minuti? ok, domani saranno tre. oggi momo gioca anche un'ora e mezza seduto in uno dei suoi angoli gioco. mammone? quando siamo in giro elargisce sorrisi buffi a tutti, addirittura ieri in metro ha acchiappato il giornale di una signora per attirare la sua attenzione e fargli qualche nghe dei suoi, va in braccio a chiunque io lo porga, mi guarda, vede il mio sorriso e ne rimanda al nuovo amico. gioca con gli altri bambini sui tappetoni degli altri. mammone? bah...
e arriviamo al passeggino. qualcuno già sa dell'odio viscerale che momo ha nutrito fin dall'inizio verso passeggino e ovetto. probabilmente era tutto ricondotto alla sua abitudine a stare attaccato a me anche nei momenti di esplorazione esterna. e mi si diceva: vedi? con quella fascia l'hai viziato, adesso di che ti lamenti?, lascialo piangere, così impara, lascialo piangere, fa i polmoni, poverino, ma lo lasci piangere così?, deve capire che deve stare sul passeggino/ovetto. ho iniziato a uscire con il passeggino e l'ergo baby in borsa, quando iniziava a piangere, facevo qualche tentativo di calmarlo, e poi lo mettevo nell'ergo baby e continuavamo la passeggiata. con l'ovetto era diverso e ho evitato per un po' di prendere la macchina se non per necessità e qualche volta l'ho dovuto tenere nell'ergo baby con la cintura, ma qualche volta, ora che c'è un abitudine consolidata e sono chiari i capricci rispetto alle necessità, l'ho anche lasciato piangere. ma la cosa bella è che ormai la mattina noi stiamo fuori un'ora e mezza/due con il passeggino. io non porto più l'ergo baby e quando piange, spesso è sufficiente cullarlo un po' più energicamente perché vuole addormentarsi. quindi dorme, anche. a pancia in su. tie'!
sull'approccio all'alimentazione complementare ho già detto. e invece mi si diceva: fatti coraggio, i primi cucchiaini glieli devi spingere in bocca, se gli continui a dare il tuo latte, non capirà mai, lascialo piangere, alla pappa successiva mangerà di più. o almeno avrà fatto i polmoni.

insomma, tutto questo per dire, che secondo la mia esperienza, momo ha indubbiamente acquisito delle abitudini legate al mio modo di stare con lui, ma parlare di vizi per bambini così piccoli, mi sembra esagerato. piuttosto capricci, a volte. ma nella maggior parte dei casi, mi sembra si tratti di necessità, che si può scegliere di assecondare o meno, polmoni a parte.

aggiornamento:
anche alla luce dei commenti, volevo dire che io ho un asso nella manica. mio padre, altrimenti detto NonnoLupoDiMare, è un appassionato apneista e ha già mutina e pinnette pronte per quest'estate... ho come la sensazione che momo i polmoni se li farà in ogni caso!!!

un anno di lezioni di mammità

ridendo e scherzando è passato un anno dall'inizio.
forse dovrei dire qualcosa di interessante e celebrativo, ma non mi viene in mente niente.

mi viene in mente di ricordare com'ero un anno fa. pancina finalmente evidente, nella mia casina nel west village di new york, a immaginare il mio pappalupino.
volevo fare un confronto, ma non trovo una foto recente in cui sia da sola. e questo la dice lunga.
direi che con questo i bilanci sono finiti.
adesso dovrei lasciare spazio ai festeggiamenti, ma a dire il vero non mi sono preparata. il forno è freddo e il tempo contato, come sempre al suono dei respiri del mio cucciolo che dorme.

però una cosa la voglio fare, un pensiero esprimerlo. banale, forse, ma sincero.

grazie.
grazie a tutte le energie che hanno nutrito questo blog. grazie ai commenti, alle mail, ai pensieri. grazie per quello che ci siamo scambiati in quest'anno per me sconvolgente.


...ora momo è sulle mie ginocchia, tamburella con le sue ditine cicciotte sul mac e fa nghe nghe. e anche qualche gridolino.
i bilanci li sta facendo lui.

martedì 2 febbraio 2010

un mese e mezzo di alimentazione complementare

eccoci qua, finalmente a una svolta.
sapete bene tutte le crisi esistenziali legate a un inizio inesperto e ovviamente a tentoni.
ma il tempo è passato e momo, confermando il suo diesel mood, ha gradualmente accettato la pappa come uno dei pasti della giornata.
la nostra routine ha subito qualche variazione, si è adeguata alle nuove abitudini, ma ce la caviamo.
dopo un mese e mezzo di pappe proposte e mai mangiate in quantità considerevole, ma sempre spalmate per ogni dove in cucina, nascoste nelle orecchie e sotto la pappagorgia di cui momo è ampiamente provvisto, sabato, per la prima volta, momo ha mangiato:
  • due cucchiaini di pappa di farro in passato di zucca, carota e sedano, con un cucchiaino di olio e uno di parmigiano,
  • uno po' di assaggi a mo' di lecca lecca di ricotta di capra dal cucchiaino DA SOLO,
  • crosta di pane ciucciata per dessert.
e, per la prima volta, non ha voluto subito il seno, ma solo dopo due ore abbondanti.
la cosa si è ripetuta ieri e oggi.

More about Il mio bambino non mi mangia in queste settimane ho letto il libro di gonzales e come per molte letture ho preso qualcosa e ne ho lasciato qualcos'altro.
in definitiva il mio approccio è stato molto soft. a un certo punto mi era presa la frenesia di volere un po' d'indipendenza e il fatto di non allattare almeno a una poppata mi allettava. poi però mi sono accorta che pur volendolo, non l'avrei certo ottenuto insistendo o infilandogli il cucchiaino in bocca (cosa che peraltro non mi sarebbe riuscita mai e poi mai). quindi mi sono armata di santa pazienza e di una bella scorta di passati bio fatti da me (e il mio bimby) e surgelati in microporzioni e a ogni pranzo ho proposto a momo la sua scodellina mentre io mangiavo il mio pranzo. spesso chiedeva quello che avevo io nel piatto e compatibilmente a un po' di buon senso gliel'ho dato. la sera invece ha sempre ciucciato il pane mentre noi cenavamo e a volte ha assaggiato qualcosa dai nostri piatti.
non ama quando gli metto il grembiulino (come non ama pannolino, vestiti e cinghiette) ma è l'unico compromesso che gli chiedo, poi gli lascio tenere le mani a mollo nel piatto, dipingere la parete accanto a lui col cucchiaino e buttare per terra quello che gli sfugge dalle manine ancora impacciate.
ora molte volte, quando il cucchiaino carico di pappa gli arriva vicino, lo impugna e se lo mette in bocca da solo, salvo sbagliare mira e farsi strisciate da indiano sulle guance o, peggio, restare con le ciglia incollate irreversibilmente.
vuole bere dal bicchiere ogni volta che mi vede con quell'affare in mano. lo acchiappa e se lo porta alla bocca. solo che ci lecca dentro come un cagnolino... è troppo forte!!!
rispetto alla frutta resta diffidente. generalmente io sbuccio un frutto e gliene offro un po' mentre la mangio anch'io. a volte gliela grattugio, altre gliela tengo in bocca e lui succhia, ma non ne ha mai mangiato tanto da non chiedere il seno subito dopo. mentre la mattina ciuccia un biscottino mentre noi facciamo colazione, ma è un di più perché in genere ha appena fatto colazione col mio latte.
io mi sono rilassata. in teoria adesso salta la poppata, ma soprattutto mi sembra tranquillo rispetto a tutto l'ambaradan. non che prima facesse chissà quali scenate, semplicemente serrava la bocca o, comunque, dopo i primi due cucchiaini iniziava a innervosirsi e a chiedermi chiaramente il seno. io non ho mai insistito né tanto meno gli ho negato il seno. l'idea non mi ha sfiorato. è vero che non muore di fame, il piccoletto cresce bene e le sue ciccette non mentono. ma il pensiero di doverlo far piangere fino alla poppata successiva perché così impara non mi calzava addosso. il tempo mi ha dato ragione. quando alcune amiche mi raccontavano che in una settimana erano riuscite a sostituire una merenda o il pranzo, non nascondo che mi sentissi un po' svilita e avvilita. ma adesso penso che è andata bene così perché né io né momo siamo stati forzati. e oggi, anche se dopo ben sei settimane, abbiamo fatto un passo avanti. entrambi verso un po' di autonomia, entrambi verso un po' di fiducia in più in noi stessi, come mamma e come bimbo. e anche come squadra.

lunedì 1 febbraio 2010

Sunshine award

ogni tanto girovagando per i blog amici si trovano sorprese. e a me emoziona sempre sapere di essere nei pensieri di amiche che spesso lo sono nei miei. ho ricevuto questo premio da patrizia -- extramamma
e voglio girarlo a:
carpina
mammacattiva
mammain3d
marilde (anche come regalo di bloggheanno)
mrsapple
nicky (blog privato)
ondaluna
paolafrancy
passodoppio
piattins
silvietta
trasparelena
trilly

e ora che si fa?!??!

domenica 31 gennaio 2010

Sunday (Book) Review -- poesia

"Camminando si sentono i piedi della poesia, uno, due, tre / uno, due, tre, quattro / uno, uno, due, tre, quattro -- ballando si sentono ancora meglio. Quando il camminante incontra altri camminanti (nei sentieri dentro i boschi, dentro le città o dentro il corpo) li ascolta nel suono dei piedi -- per sentire la poesia.
I poeti camminanti vanno in giro per ascoltare il suono dei piedi -- o stanno fermi come alberi. Camminano anche perché vogliosi di suonare i piedi della poesia. Ci sono poeti camminanti che vanno in giro cercando non farsi vedere per meglio sentire.
Le bestie camminanti sentono subito i poeti camminanti -- come ad esempio una volta Orfeo. Le bestie camminanti non sono il pubblico della poesia -- ma la poesia.
I piedi della poesia in origine erano bestie, piante, insetti, rumori del cielo e della terra. Poi nomi. Gli occhi, attraverso cui l'amore dice la poesia, servono per guardare gli alberi e le bestie che formano l'anima. Le bestie dell'anima sono la poesia.
Nel bosco dell'anima gli animali (che sono parti dell'anima) cantano da soli o insieme, si fanno festa o si rattristano. Quello è il paesaggio della poesia -- è da lui che la poesia viene su. La poesia che viene da fuori fa da nutrimento al bosco dell'anima e alle sue bestie.
Prima di tutto viene l'accorgersi -- e stare a disposizione del linguaggio aspettando che le signorine Muse si mettano a ballare e facciano sentire i piedi -- proprio come i calciatori e l'arbitro alla folla, o i cavalli delle corse, o il pin pun pan pon dei concerti notturni -- che quando però così tanti decibel assordiscono le Muse e le spaventano.
Lei (la poesia) è il bambino che vede per la prima volta e cerca di scolpire nel suono l'immagine delle cose che sente e vede disegnandole con la voce. Questa è la sua magia. È la poesia. Le parole così neonate sono animali sonori che lui mette in vita. Coi nomi così soffiati lui anima il mondo.
Stando fermi, invece, si è alberi e si sente il battere della terra -- sia il rumore dei passi camminanti sia i terremoti o bombe o motociclette o i piedi della signora morte. Poi c'è il vento che fa suonare i rami e le foglie, vengono gli insetti e gli uccelli mentre l'albero cresce. Anche l'albero è un poeta camminante, in senso verticale."
questo è il prologo di il poeta albero di giuliano scabia, uno scrittore particolare ed eclettico che amo molto, di cui consiglierei uno qualunque dei suoi libri perché tutti parlano in poetese e ognuno racconta la fantasia.
io sono stata una ragazzina che imparava le poesie a memoria, che cercava di scriverne, e ne declamavo anche qualcuna. una ragazzina che inviava gli ingenui componimenti ai concorsi, che studiava strofe e metrica.
questo prologo dice quello che negli anni ho maturato sulla poesia e non ero in grado di esprimere, ma che quando mi è arrivato tra le dita e tra le righe, ho riconosciuto come mio.

e voi? cosa intendete voi per poesia? e quale libro, autore o verso mi consigliereste di leggere?

venerdì 29 gennaio 2010

umorale

mamma, babbo e momo, seduti a tavola, fanno colazione, ognuno con le proprie preferenze.

io: ma guardalo! come chiacchiera, come gioca con lo strofinaccio! guardalo! come sta nel suo mondo bimbo...
MaritoSonnacchioso: eh sì, seduto sul suo seggiolone... ciuccia il suo biscottino e ogni tanto fa i sorrisetti...
io: mi chiedo come sia possibile che in questo bambino riescano a convivere due nature così diverse. solo ieri chi lo avesse visto per cinque minuti avrebbe detto che è un bambino capriccioso, insofferente, che non sa stare da solo, antipatico e urlante. e oggi: si sveglia lallando, senza disturbare aspetta nel suo lettino che qualcuno lo prenda, fa colazione con noi tranquillo e sorridente, si fa cambiare il pannolino senza neanche una smorfia, sorride, sorride, sorride. e vedrai, come l'altro giorno, riuscirò a fare tutte le mie cose mentre lui se la spassa sul tappetone a giocare. ma com'è possibile?
MS: magari è soltanto un umorale...
io: seeeeeee, umorale...
MS: vediamo un po'... chi abbiamo di umorale in famiglia!??!

mercoledì 27 gennaio 2010

Sunday (Book) Review -- una storia per la memoria

sì, lo so che non è domenica. sì, lo so che sbarellare già alla terza settimana non è segno di affidabilità, ma che ci volete fare? cercherò di recuperare con un libro veramente coi fiocchi. e approfitto del giorno della memoria per parlarvi di un libro a tema.
ero arrivata da poco nella redazione dove ho lavorato prima di partire per new york e dopo 8, 9, talvolta 10 ore a correggere bozze, a fissare font e caratteri, a segnare accenti stortignaccoli, non è che il primo pensiero, arrivata a casa, fosse aprire un libro in cui matematicamente avrei scovato un refuso per capitolo. vero è che i libri che mi capitava di leggere non avevano acceso la mia passione più di tanto, quindi nei momenti liberi, soprattutto in autobus durante i tragitti di andata e ritorno, l'ansia di nutrimento aveva la meglio e un buon compagno mi dilettava sempre, ben scelto però.

fu così che mi ritrovai a piangere incollata a un malconcio sedile dell'atac e a dover riprendere un autobus al capolinea.
More about La bambina che salvava i libri la bambina che salvava i libri è uno di quelli che salveresti, appunto, da un incendio. è uno di quelli che compri per il titolo evocativo e ti piace tenere sul comodino perché la bambina ritratta in copertina racconta già una storia. è uno di quei libri che è difficile raccontare perché ognuno lo legge a modo proprio. è uno di quei libri di cui ti piace già sfogliarne le pagine che ondeggiano con insolite giustificazioni. ci sono disegni, tanto grassetto e stelline. sincopi e sovrappensieri. titoli, sottotitoli e indici, sintesi e approfondimenti. sottolineature senza matita e inquadrature fisse, carrellate rapide ed esemplificazioni. significati, frammenti. pensieri da fermare, parole da ricordare. e poesia, tanta poesia, che trasuda persino dagli spazi vuoti. dal buio di un rifugio. persino dalla morte.
è scritto da un autore giovane di libri per ragazzi. australiano, ma figlio di genitori europei che hanno vissuto sotto il nazismo le esperienze cui egli si ispira per questa storia.
liesel ha nove anni e ruba per sfamarsi. in tutti i sensi.

lunedì 25 gennaio 2010

7 mesi -- io mamma, tu bambino

mio piccolo momo
come siamo arrivati a questo punto?
adesso pesi 8 chili e qualcosa, e inizi ad avere anche un bel po' di capelli.
tieni eretta la testa, stai seduto dominando il tuo tappetone. quando sei prono, sollevi tanto il pancino da terra facendo leva con le tue gambotte grassocce ma muscolose, però riesci ad andare solo indietro. inizi a fare capriole per raggiungere le cose che vuoi toccare ed esplorare.
sei diventato un bimbetto proprio espressivo. e ti disperi per i tuoi limiti. questa è una caratteristica che a tratti mi spaventa di te. spesso trascorri tanto tempo a giocare da solo finché non ti accorgi che non riesci a prendere una palla troppo lontana o non riesci a seguirmi nelle mie faccende e prima spalanchi gli occhi, poi ti tendi e goffamente cerchi uno slancio, e poi piangi stizzito e gridi la tua frustrazione. io accorro. spesso mi chiedo se faccio bene. se forse devo lasciarti tentare. ma tu resti lì a piangere disperato. arrabbiato con te stesso più che alla ricerca d'aiuto. altre volte invece vuoi semplicemente la mia vicinanza, a commentare i tuoi giochi. vuoi una voce, una canzone. e allora fai un ehh perentorio e sonoro e io arrivo. sono lì e ti osservo da tutte le angolazioni e mi commuovo quando vedo l'accanimento verso tutto ciò che non è gioco. spesso preferisci il telefono al tuo paperotto di stoffa. un foglio su cui sto scrivendo alle tue costruzioni di gomma, i nostri piatti ai sonagli. i miei libri ai tuoi di gomma.
sei sempre più curioso, non hai paura di niente. a volte quando fai un movimento che ti fa rotolare col naso per terra, dopo la prima reazione di pianto, mentre sei in braccio a farti consolare, stai già lì a fissare il punto in cui hai preso la botta e a spingermi via per farti lasciare seduto. e lì rifai gli stessi movimenti per attutire la caduta, questa volta. mi piaci, amore mio, caparbio e testone. anche nel prendere i capricci sei determinato, asfissiante pure. questo mese le gite in macchina con l'ovetto hanno sortito esiti migliori, ma ci sono sempre quei momenti in cui decidi che non ti va e fai il diavolo a quattro per ottenere di essere staccato. e io mi sono scoperta molto più ferma di quanto credessi. un giorno ho lasciato che piangessi per tutto il tragitto di ritorno in macchina. non c'era modo di fermarci, come altre volte, per calmarti e ripartire. dovevamo tornare a casa e io guidavo. pensavo fosse molto più rischioso sganciarti e farti sedere in braccio a NonnaPapera che farti sfogare la tua ribellione contro le cinghiette e così, per la prima volta, ti ho continuato a ripetere che era giusto così e non te l'ho data vinta. tu, testardo, hai continuato a piangere tutto il tempo fino a casa. io quella notte non ho dormito, ma penso di aver fatto la cosa giusta. non mi piacciono i bambini che tiranneggiano un'intera famiglia e io, piccolo cuore di mamma, spero di farti crescere solido e felice. sto facendo del mio meglio. e lo sto facendo con enorme fatica, perché non l'ho trovato scritto da nessuna parte qual è il meglio per te.
la settimana scorsa c'è stato anche il primo vero rimprovero. e ho capito che sei veramente cresciuto. non ti sfugge più nulla del senso delle cose. e se da un lato devo stare attenta perché darti l'esempio conta più di mille parole, dall'altro so che adesso puoi capire e imparare. era una delle tue giornate di rifiuti e dopo una nottata allucinante e una mattinata di lamentini (a proposito, hai imparato questo mu muu che è qualcosa di snervante come solo una goccia cinese può essere!) la mia pazienza era giunta al termine. avevo preparato il pranzo e volevo mangiare. tu avevi appena mangiato quel po' di pappa e fatto la tua poppata, sembravi aver cambiato umore e così speravo di approfittare per mangiare, ma dopo poco hai iniziato: mu muu. ho continuato impassibile a guardarti e spiegarti che era giusto che rispettassi anche il mio pranzo e tu gridavi capriccioso, con punte d'isteria. hai cercato di farti prendere dalla nonna, con le moine più subdole e accattivanti che avessi mai visto, ma quando hai capito che neanche la nonna ti avrebbe preso, hai fatto un po' di caos: lanci di oggetti, gridolini e qualche tentativo di pianto. in un altro momento ti avrei accontentato, invece non so come ho trovato la fermezza di continuare a spiegarti che quel giorno non ci sarebbe stata eccezione. hai smesso, guardandomi sprezzante, e hai iniziato a trastullarti con il seggiolone. quando abbiamo finito e ti ho preso in braccio, ho iniziato a dirti che eri stato bravo e obbediente e tu, per tutta risposta, mi hai guardato negli occhi, spalancando i tuoi che diventavano sempre più liquidi, hai iniziato a far tremare il labbro inferiore e sei scoppiato a piangere infilando la testa nel mio collo. volevo piangere anch'io, mi son sentita cattiva, ma poi mi è venuto naturale cullarti, calmarti, continuare a ripeterti che non era successo niente e che la mamma non era arrabbiata, ma tu avevi capito una cosa importante. ti ho asciugato le lacrime e siamo andati a giocare con i mandarini.
grandi conquiste questo mese, piccolo mio!
la sera ci accoccoliamo e addormentarti sta diventando un rito dolce, fatto di favole della buonanotte e ninna nanna, chi l'avrebbe mai detto.
ti capisco un po' meglio e riusciamo anche ad avere momenti di sospensione. momenti durante i quali tu non hai necessità da assecondare, non hai capricci da arginare, ma sei sveglio, tranquillo e in ascolto. e aspetti che il mondo arrivi, che qualcosa ti sfiori, che un bacio all'improvviso ti faccia il solletico e che la tua risata ti sorprenda. e in quei momenti lì siamo di nuovo tutto un corpo che può stare, semplicemente. eppure siamo due cuori che battono in controtempo. e possiamo incantarci del mistero della vita. e io mi ricordo che sei fatto della mia carne, ma sei lì e respiri con il tuo ritmo che ha una musica diversa. sei proprio mio e così te stesso. è meraviglioso guardarti da fuori, momo. è meraviglioso vederti prendere una forma autentica e diversa da me.

venerdì 22 gennaio 2010

è sempre una questione di scelte

il grigiore della mattinata non promette niente di buono a questo post che inizia dopo l'ennesima nottata di dati non pervenuti.
da quando momo ha avuto l'influenza e ha passato una settimana a rischio di soffocamento, la notte è diventata una giostra. si sale verso le nove di sera e niente fa da premonizione di come andranno le ore successive. talvolta si sveglia subito dopo un'ora, ma poi dorme fino a mattina con un solo risveglio per la poppata, altre volte (molte di più), comincia a svegliarsi verso le undici e non si capisce più niente fino alle sei di mattina. durante il giorno è abbastanza tranquillo e regolare, ma la notte no... sembra quella canzone di indietro tutta.
va be'. che ci possiamo fare? del resto (fino a domani) c'è NonnaPapera qui con noi che è di enorme aiuto, anche perché momo le si è molto affezionato e hanno trovato dei modi di comunicare tutti loro che mi permettono di prendere fiato.
infatti in questa settimana sono andata dal parrucchiere, dall'estetista DA SOLA e abbiamo fatto insieme alcuni giretti, tra cui due parentesi shoppinghesche, una piccolissima (per me) e una consistente (per momo), approfittando dei saldi.
non solo.
qualche sera fa sono passate a salutarmi le mie due meravigliose ex colleghe, nonché amiche, e ho potuto offrire loro una vera cena anziché la solita pizza a domicilio. e nel valzer dei miei altalenanti stati umorali, la gioia e lo svago che ne sono scaturiti sono stati più volte soffocati dai rigurgiti di nostalgia acuta per la dimensione in cui vivevo prima. prima di partire per new york, prima che la mia vita prendesse una piega così definita e definitiva, prima di momo, prima dell'abdicazione (temporanea?) al mio essere eclettico (scusate la presunzione, ma sì, il mio essere eclettico), in favore di una mammità totalizzante.
il problema è che io non so essere mamma in un modo diverso. in questi mesi mi dicevo che non avevo scelta. la scelta ce l'ho. potrei mandare momo all'asilo e rimettermi in movimento per reinserirmi nel turbine delle cose che mi piacciono. potrei farlo, se non avessi momo qui accanto che mi chiama coi suoi eeeehh, i suoi truuuuu, i suoi ghi ghi. momo che mi cerca con lo sguardo mentre gioca, momo che si attacca al seno come una bestiolina affamata, momo che gioca con tutto fuorché i giochi. momo che fa il labbruzzo quando lo rimprovero e poi affonda nel mio abbraccio, momo che cerca di emulare tutto quello che faccio, momo che ogni giorno non è come quello precedente.
non riesco ad entrare nell'ordine di idee di affidarlo a qualcuno, di perdere dei momenti di questa sua rapida crescita, e tanto meno di far perdere a lui la sicurezza di avere me accanto che lo sostengo in questa sua esplorazione. forse perché a differenza delle mamme che hanno il lavoro che le aspetta io so di poter scegliere. che è un privilegio, ma anche un peso. che è una responsabilità, ma anche un dono.
non so dove voleva andare a parare questo post, ma NonnaPapera ha portato momo a passeggio e io sono rimasta sola a casa. troppo poco perché io possa pensare di riorganizzarmi una stanza tutta per me, troppo a lungo per non pensare che quella stanza è chiusa a doppia mandata.

mercoledì 20 gennaio 2010

giveaway di genitoricrescono

genitoricrescono ci stupiscono sempre per la loro vena frizzante e fuori dal coro,
mettono in palio biglietti per il teatro per festeggiare il loro primo bloggheanno!
andate qui e partecipate!!!

domenica 17 gennaio 2010

Sunday (Book) Review -- il must di gennaio

come ogni gennaio, ma quest'anno con qualche ragione in più, mi ritrovo con qualche chilo da smaltire, una buona dose di determinazione a perderlo e un libro nella manica.
More about Le francesi non ingrassano l'ho comprato tre anni fa, ci eravamo da poco trasferiti nella nostra casa, io stavo scrivendo la tesi e avevamo appena deciso di sposarci. ero in sovrappeso e non mi piacevo. non ero la stessa di cui il QuasiMarito si era innamorato poco più di un anno prima, e non volevo che sposasse questa nuova tizia che ciondolava tutto il giorno in casa in pigiama in attesa di ispirazione. e quindi mi misi addosso qualcosa di sformato e mi infilai nella feltrinelli. e tra pagine rubate, rannicchiata dietro qualche scaffale, e voli pindarici tra poesia e manuali di autosostegno, m'imbattei in questo libretto raffigurante una silhouette inconfondibilmente e adorabilmente francese.
diciamola tutta: a me i francesi non è che mi stiano particolarmente simpatici, a livello epidermico. e trovo lo stereotipo di bellezza femminile eccessivamente diafano per i miei gusti (e anche per il mio punto di partenza). ma si dà il caso che in fatto di stile siano imbattibili, le francesi. e quando ti senti uno scaldabagno ambulante e vuoi chiudere gli occhi e sognare di essere bella, magicamente ti vedi con due gambe leggere e un paio di ballerine a punta, una baguette sotto il braccio e un baschetto calato sulla fronte. insomma ho acchiappato "Le francesi non ingrassano" e mi sono ritrovata a sgranocchiare tarallini sul divano di casa, divorandone le pagine.
l'autrice mireille guiliano, presidentessa della veuve clicquot di new york, racconta in maniera squisitamente autobiografica di come, dopo una permanenza americana all'ingrasso, abbia riscoperto le proprie abitudini alimentari e quindi il segreto che si cela dietro l'invidiabile linea delle donne francesi. amore per il cibo, cura e raffinatezza nell'approccio con il mangiare, ritualità. piacere. ricercatezza. qualità.
per dimagrire non è necessario rinunciare a dolci o cioccolata, né allo champagne, ça vans sa dire. basta usare la testa e pensare a quello che stiamo mangiando e al perché. basta mangiare bene. evitare il cioccolato tanto per. e gustarne quando si ha l'opportunità di avere un extrafondente 90%. evitare il tavernello e stappare una bottiglia di champagne quando si può.
è tutta una riprogrammazione che parte da un'analisi delle nostre abitudini sbagliate e finisce con l'instaurarsi di un nuovo approccio sano e duraturo al cibo.
grazie a questo libro io sono dimagrita otto chili in tre mesi e ne ho ripresi quattro solo adesso con la gravidanza. non sono diventata uno stecchino, ma le mie gambe leggere mi hanno portato all'altare (si fa per dire, era un luogo profano, ndr). e di tanto in tanto mi sono trovata a risfogliare qualche pagina, qualche ricetta "autoingannante", qualche aneddoto très chic che mi facesse tirare su la schiena -- immaginando un libro in testa in equilibrio -- e mi facesse venire una terribile voglia di sorseggiare bollicine in un dior taglia 42.

lunedì 11 gennaio 2010

tutti a tavola!!!

vi ricordate della prima pappa?
ecco, è stata una farsa. o, per meglio dire, una prima senza repliche.
il fatto è che per varie ragioni io non mi sentivo proprio pronta e poi momo era davvero piccolo, non era necessario e, insomma, un giorno era tardi, un giorno era presto, uno dovevamo uscire e...
così.
poi è arrivato quel periodo. durato un paio di settimane. raffreddore a parte, momo ha iniziato a dormire male anche di notte, col risultato che io ero veramente ai minimi storici e lui sempre nervoso, di giorno e di notte. sempre lamentoso, infastidito, esagitato.
mi sono convinta che era il mio latte a non bastargli, perché aveva ripreso a chiedere il latte anche di notte, anche ogni due ore. quindi ho iniziato a rimuginare sulla questione dello svezzamento e col mio solito approccio libresco sono approdata a questo

More about Io mi svezzo da solo!

ne avevo letto anche una recensione di serena su genitoricrescono e le antenne mi si erano drizzate. inutile ritritarne i contenuti: la recensione di serena è molto esauriente e ce n'è anche un secondo capitolo sull'evoluzione.
e, così, una sera, a tavola come sempre tutti e tre, agli inequivocabili gridolini di momo, ho risposto con il suo cucchiaino pieno del brodo del nostro minestrone.
ha iniziato a spalancare bocca, occhi, a sbattere eccitato le mani sul seggiolone.
gli ho schiacciato un pezzetto di zucca e l'ha fagocitato.
un pezzo di carota. idem.
io ero commossa, il MaritoIncredulo non sapeva se lasciarsi andare alla gioia che quella vista provocava o opporsi per ripristinare l'ordine.
già. perché momo non è soltanto figlio mio e...
quando ho parlato dell'autosvezzamento di piermarini con il MaritoMalfidato, ha sgranato gli occhi, è diventato rosso, poi verde, poi blu e infine è sbottato:
"ma che ti sei messa in testa? momo non è una CAVIA!"
io: "be' neanch'io!!!"
MM: ???
io: "se ti aspetti che mi metta a fare cabaret, cantare il repertorio di nilla pizzi o, peggio, schiaffargli il cucchiaino in bocca a forza, hai sbagliato moglie!!!:
MM: "ma chi ti ha detto niente!!! e poi, ma perché dobbiamo fare tutto strano? e i pannolini lavabili, e l'omeopatia, e i vaccini ancora ci stiamo a riflettere, e niente asilo e questo e quell'altro... almeno le pappe, non possiamo andare in un &^%$& di negozio e comprargli due barattoli di omogenizzato?!!?!??!"
io (ahhh, quanto mi piace 'st'omo quando tira fuori il testosterone!!!): "okkeyyyy".
MM: "okkey?"
io: "sì, facciamo così".
MM: "sì?"
io: "sì".
MM: "oddio e mo' che ti sei messa in testa? com'è che ti arrendi subito?"
io: "..."
MM sudava freddo, nel frattempo era diventato bianco: "allora?"
io: "stai tranquillo amore, da domani inizio a preparargli le pappe, del resto di pappe non è mai morto nessuno".

nel frattempo avevo seguito un deludente corso di svezzamento naturale che era un'applicazione di cucina macrobiotica all'arte pappinatoria. come se improvvisamente un pupetto che ha preso finora il mio latte (io non mi sono privata di quasi niente né in gravidanza, né durante l'allattamento) potesse mangiare amaranto e germogli con gusto.
quindi il giorno dopo ho preso il mio fidato bimby e ho preparato un surrogato del minestrone della sera prima, senza sale, omogenizzando le verdure e aggiungendoci alla fine un bel cucchiaio di pappa di riso, un cucchiaino d'olio e altrettanto di parmigiano. ricetta classica, vado sul sicuro.
risultato: nell ordine, momo ha spalancato la bocca, ha digrignato le gengive, ha sputacchiato, ha serrato le labbra, mi ha guardato sprezzante e ha lanciato la scodellina, tipo frisbee, direttamente nel lavello.
eloquente no?
dopo qualche giorno siamo andati a consultare IlPediatra. io sono arrivata carica ed entusiasta, gli ho spiegato tutto nei cinque minuti in cui il MM era a parcheggiare, poi il MM è arrivato e IlP ha preso la parola e ci ha spiegato che il bambino a sei mesi non è pronto per qualsiasi cibo. che i suoi reni non riescono a smaltire bene il sale che noi siamo abituati a mettere nelle pietanze. e che ci sono dei cibi un po' più complessi che il bambino non ha la maturità organica per digerire come si deve. detto questo gli assaggi si possono far fare, perché le quantità non sono sufficienti a creare danni, ma ovviamente in seguito il bambino avrebbe fatto fatica a fare un intero pasto con sapori più tenui. del resto fino a nove mesi, anche un anno a volte, il bambino può crescere bene anche solo con il latte materno, quindi si può affrontare il tutto senza ansia e fretta.
e mi ha dato il suo elenco di cibi ammessi, da integrare gradualmente con altri, man mano che avesse accettato i precedenti.
  • bietola, lattuga, finocchio, sedano, cipolla, patata, zucchina, zucca gialla, carota
  • olio d'oliva
  • parmigiano reggiano
  • pappa di riso, farro, orzo, mais, miglio, grano, multicereali
  • mela, pera, albicocca, prugna, banana
dopo venti giorni:
  • lenticchie rosse decorticate
  • ricotta di capra
  • malto di riso
sono uscita da lì, con la coda tra le gambe. ero quasi certa che IlPediatra mi avrebbe appoggiato. il MM ringalluzzito infieriva: "hai visto? del resto, abbiamo scelto di affidarci a questo medico e ora facciamo così".

quindi la situazione è questa: momo continua a fare le sue poppate regolarmente, il pranzo è diventato un momento di tentativo, ad oggi non ha mai mangiato neanche metà della pappa e quindi ho continuato a proporgli il seno. nel frattempo ciuccia sempre un pezzetto di pane quando è a tavola e noi mangiamo, e io cerco di accontentare, quando le fa, le sue richieste di assaggio. le lenticchie, per esempio, le aveva apprezzate quando le avevo fatte per me, con cipolla e carota, salsa di soia e zenzero. ci ha impiastricciato il seggiolone con il suo passato di rosse decorticate con carota.
riguardo la merenda non ci provo neanche più, la frutta gli fa rivoltare la testa a 180 gradi.

sinceramente speravo di risparmiarmi almeno una poppata al giorno per acquisire un po' di autonomia, ma più di tutto mi preme agevolare un approccio sano al cibo, e senza conflitti o forzature. quindi sto continuando così. con l'alimentazione complementare. concetto per cui il cibo solido è un complemento all'apporto che finora ha avuto dal latte materno, che resta la principale fonte di nutrimento.
avendo ormai provato un po' tutte le combinazioni di pappe e avendo capito che l'unica che mangiucchia, ma non per più di due giorni di seguito, è quella di farro con il passato di verdure (finocchio, bietola, zucca), si può dire che siamo a un punto morto.

suggerimenti?

domenica 10 gennaio 2010

Sunday (Book) Review

alla luce dei ricorrenti sguardi al passato da inizio d'anno e di casualità che fungono da indovena nostalgica, ho deciso di inaugurare una nuova sezione del blog Sunday(Book)Review, uno spazietto domenicale dove recensire le mie letture e non solo.
quando stavo a new york, la domenica mattina compravamo il malloppone del NYTimes, io lo acchiappavo per prima e mi prendevo tutti gli inserti più carini tra cui Fashion&Style e The Book Review; Business & BoringNews le lasciavo al MaritoStakanov. era proprio un rito carino. a volte ce lo portavamo in metro, se stavamo andando da qualche parte, altre ce lo infilavamo sotto al piumone, se la giornata era uggiosa e innevata. ma spesso, stretto sotto il braccio, ci accompagnava nel nostro cafè a scaldarci con una colazione fumante. che poi diventava anche pranzo a volte perché io mi portavo il taccuino e scrivevo, MS il pc e lavorava. e le ore passavano, senza che nessuno ti chiedesse di lasciare libero il tavolo, o di ordinare in fretta. e di sottofondo musica, storie di due minuti che entravano e uscivano a suon di slang, personaggi a tuttotondo che portavano la propria pennellata in quel quadro dinamico e poi, senza guardarne il risultato, lo abbandonavano.
insomma, un po' perché sono una romantica, un po' perché oggi mi gira così, un po' perché grazie al cielo anche da mamma continuo a nutrire la mia passione per la pagina stampata, beccatevi questa nuova sezione domenicale. ma non affezionatevi troppo!

More about Pulce non c'è
questa settimana ho letto questo libro: pulce non c'è, l'esordio di gaia rayneri, una ventiquattrenne che vive tra torino e londra. pulce è una bambina autistica di nove anni. ha una mammaAnita, un papàGualtiero e una sorellaGiovanna. sono una famiglia vera. che affronta i drammi quotidiani con amore e ironia. un giorno pulce viene portata via da scuola dagli assistenti sociali perché si ritiene che la famiglia non sia idonea a prendersene cura. è chiaro ci sia qualcosa sotto. solo dopo diversi mesi si viene a sapere che sul padre grava un'accusa di abuso sessuale sulla figlia. questa "storiaccia" è raccontata da giovanna, tredicenne alle prese con la propria pubertà e con un rocambolesco mondo immaginario. la fantasia e la sagacia innocente di questa sorella narrano una storia triste e faticosa con uno sguardo che rimanda il bello della vita. mi è piaciuto lo stile asciutto e tagliente. mi è piaciuta la storia perché è un dramma moderno e quotidiano. mi è piaciuto perché parlare di autismo e non essere patetici è una scommessa e questo libro l'ha vinta. mi è piaciuto perché ha mostrato le prospettive altre. quelle che non siamo abituati a vedere. e mi è piaciuto perché ho riconosciuto alcune cose di me in giovanna. e alcune persone che ho sfiorato nella mia vita e che queste pagine hanno riportato tra i miei pensieri.

sabato 9 gennaio 2010

giveaway di valentina -- il linguaggio segreto dei neonati

More about Il linguaggio segreto dei neonatisegnalo questo giveaway dal blog di valentina, che mette in palio "il linguaggio segreto dei neonati" di tracy hogg. be' chi mi conosce sa che non c'è niente da aggiungere. bisogna averlo!

venerdì 8 gennaio 2010

a letto, una sera

MaritoTramanteQualcosa: momo dorme?
io: eh, sì! ronfa alla grande!
MTQ: e vieni qui!
io: ma sei già sotto le coperte... eccomi!
MTQ: vieni qui vicino...
io: ahiiii, il ginocchio! non mi tirare così
MTQ: sì, scusa...
io: aspetta, mi metto di qua, ecco!
MTQ: ahia! ferma, non ti appoggiare lì, ho la cassa toracica che scricchiola...
io: scusa amore, ecco...
MTQ: no, da questa parte ho il nervo del braccio infiammato!
io: ma dalla mia parte non posso io, che mi fa male la schiena!
MTQ: ...
io: amore
MTQ: eh?
io: mi chiedevo: ma quando saremo veramente vecchi e acciaccati come faremo?
MTQ: alla grande! avremo alle spalle anni di allenamento!
io: ...
MTQ: ...
io: ...e forse anche qualche velleità in meno.


poi, detto fra noi, quando gli 'nghe risulterebbero la conclusione più decorosa a questi quadretti, 'sti pupi non si svegliano MAI!!!

giovedì 7 gennaio 2010

o tu, o noi! -- piano d'azione per sopravvivere

prologo
come avrete immaginato tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre il mio stato psicofisico era veramente ai minimi storici registrati. quello che mi stava sfinendo e logorando non era propriamente l'abnegazione alla mammità, ma l'apparente nullo risultato sul benessere di momo. e non credo neanche che la soluzione fosse semplicisticamente mettere una distanza tra me e lui qualche ora al giorno (mandandolo al nido) o interrompere il circolo vizioso della mia ansia e stanchezza che nutrivano la sua insofferenza.
punto primo: io non credo che il nido di per sé risolva dei problemi, piuttosto, anche alla luce di quello che poi è stato il nostro piano d'azione, credo che inevitabilmente dia una routine che spesso i genitori, da soli, non riescono a imporre. inoltre, nel mio caso, avrebbe innescato una pericolosa corsa al senso di colpa.
punto secondo: sicuramente il circolo vizioso, per cui gli stati d'agitazione di chi si prende cura di un bambino passino per osmosi al piccolo è un fatto innegabile, ma da qualche parte si era avviato e io ero certa che non ero stata io a cominciare. mi spiego: durante i primi tre mesi, momo era un bambino tranquillo. mangiava, giocava, dormiva, secondo i cicli del metodo E.A.S.Y., poi è accaduto qualcosa. il famoso risveglio delle sue percezioni. ha smesso di lasciarsi andare a quel ritmo che io gli suggerivo e ha iniziato a esprimere le sue resistenze, in particolare al sonno. certo! era come dirgli: guarda che bel mondo hai intorno! ecco, adesso spegnamo la luce e tutto quel bel mondo ti è negato. manco a dirlo, diventava una iena.
quindi io ho iniziato ad ammorbidirmi nell'insistere con i cicli. quando lo portavo a dormire, lui si dimenava, iniziava a piangere e io pensavo che non avesse sonno, quindi lo riportavo a giocare e lì innescavo la tragedia: più giocava, più si sovreccitava. più si sovreccitava, meno dormiva. meno dormiva, più era isterico. più era isterico, meno riusciva ad addormentarsi. meno riusciva ad addormentarsi, più piangeva disperato. più piangeva disperato, più io piangevo disperata. più io piangevo disperata, più... devo continuare? chiaro, no?
insomma, mettiamoci pure che intorno ai cinque mesi e mezzo ha avuto l'ennesimo scatto di crescita, unito a un brutto raffreddore durato un paio di settimane (di conseguenza mangiava male e ha ricominciato a svegliarsi ogni ora e mezza/due anche di notte), unito a un presunto arresto della crescita, e non stupisce che una mattina, fra le lacrime e gli sternuti, io mi sia messa seduta a tavola con taccuino rosso e pennarello per affrontare di petto la situazione. riporto fedelmente le considerazioni:
  • 'sto pupo deve dormi'!
  • 'sto pupo deve magna' come si deve!
  • o lui, o noi (tutti e tre)!

il piano d'azione
se qualcuno si ricorda del famoso test d'idoneità al metodo di tracy hogg, si farà una risata. io non sono propriamente una donna di quelle che definiresti organizzata, né tanto meno ordinata. men che meno abitudinaria. eppure, pare che la mammità tiri fuori il meglio di noi. e MammaCaia si è ritrovata in automatico a sfogliare rapidamente il suo incasinato taccuino rosso, cerchiare qualche dato importante e cercare la prima pagina bianca utile per scrivere a caratteri cubitali:
routine
a seguire la sua tabella di marcia desunta da alcuni punti fermi nella giornata di momo (orario del risveglio e del crollo serale), ma soprattutto da una considerazione circa le poppate. di giorno era portato a mangiare anche ogni quattro ore (vuoi per le distrazioni, vuoi per l'ansia di fare, vedere, toccare), ma dal primo pomeriggio non si capiva più niente. inoltre un'altra riflessione desunta dai suoi comportamenti era che ha una certa sensibilità agli stimoli, ai posti nuovi, alle luci, ai rumori. infine, nel momento in cui momo esprime una propria necessità si è già a livelli d'allarme. questo significa che, per quanto inizialmente lo trovassi un atteggiamento poco educativo, per i bisogni fisiologici di sonno e cibo, bisogna un po' prevenire le necessità.
quindi:

  • poppate ogni due ore e mezzo/tre, tranne l'ultima serale più a ridosso per farlo andare a dormire più sazio, proposte e non richieste;
  • nanna dopo un'ora e mezza/due dall'ultimo risveglio imposta e non apparentemente richiesta.
ecco la nostra nuova giornata:
  • ore 7,00-7,30 risveglio e colazione (latte mio)
  • ore 8.30-9,00 primo sonnellino
  • ore 10,00-10,30 merenda (latte mio)
  • ore boh, dipende secondo sonnellino
  • ore ore 13,00 pranzo (tentativo di pappa, poi latte mio)
  • ore boh, dipende terzo sonnellino
  • ore 16,00-16,30 merenda (tentativo di frutta, poi latte mio)
  • ore boh, dipende quarto sonnellino
  • ore 19,00 cena (latte mio)
  • ore 20,30-21,00 spuntino pre-nanna (latte mio)
  • ore 21,30 dorme
  • ore 3,00 circa fa un risveglio per la poppata notturna
un'altra variante ai precedenti comportamenti è stata quella di agevolargli il sonno oscurando l'ambiente ed evitando troppi rumori. mi direte: la scoperta dell'acqua calda... ehm, io, veramente, prima, di giorno cercavo di farlo dormire con la luce perché pensavo di farlo abituare ad addormentarsi ovunque, col risultato che non si addormentava da nessuna parte.


risultati
comunque c'è voluta una settimana perché questa routine prendesse piede, in particolare perché i sonnellini inizialmente non sono stati subito accettati. spesso stavamo in camera, nei pressi del lettino a fare coccole, giochi poco eccitanti, ma alla penombra e col ciuccio (che lui prende unicamente per dormire), a volte piangeva, ma io lo tenevo in braccio e lo cullavo senza schiodarmi dal pensiero che lui aveva bisogno di dormire e dopo un po' cedeva. spesso si risvegliava subito, ma al contrario di prima che mi dicevo che evidentemente per lui era sufficiente dormire cinque minuti, lo riprendevo in braccio e lo ricullavo e si riaddormentava. l'obbiettivo era fargli fare almento un ciclo di sonno di tre quarti d'ora. o almeno tenerlo al riparo da eccessivi stimoli che non facevano altro che isterizzarlo ulteriormente.
in realtà i risultati si sono visti subito. intanto ogni volta che lo mettevo al seno per mangiare era felicissimo e si attaccava con il sorriso sulle labbra. mangiava con voracità, ma senza agitazione. svuotava tutte e due i seni e poi si staccava con lo schiocco e iniziava a lallare, a sorridere e a giocare tranquillo con le manine o con me. poi già dal primo giorno ha fatto almeno un riposino di tre quarti d'ora all'interno della giornata.
a distanza di un mese io penso ogni giorno che se qualcuno a novembre mi avesse detto che saremmo stati così sereni non ci avrei creduto.
momo fa 7 poppate, però sono prevedibili e io posso anche pensare di uscire senza di lui e soprattutto senza l'angoscia di sentirlo sbraitare per le scale, rientrando.
fa quattro riposini durante il giorno (bel traguardo, se si pensa che per quasi tre mesi ha dormito tra i venti minuti e l'ora in tutta una giornata, spezzettati), in genere due di uno e due di due cicli, alternati.
i suoi momenti di activity sono diventati allegri e rilassati per lui e per noi (nei limiti ovviamente di un bambino che si annoia, fa i capricci, più varie ed eventuali) e piano piano anche più autonomi. per ben due volte sono riuscita a farmi una doccia mentre lui era impegnato con la sua palestrina. senza dover inondare il corridoio uscendo dopo due minuti insaponata e assordata da pianti incomprensibili. e sto ricominciando a prepararmi un pasto caldo per pranzo che siamo soli.
ma la cosa che ha cambiato davvero la nostra vita e, a essere sincera, anche il mio rapporto con lui, è che la sera si addormenta con le coccole e non più svenendo stravolto dopo i propri pianti strepitanti che a volte raggiungevano le due ore.
forse ha aiutato anche il nostro rito serale, fatto di una successione di eventi quasi sempre simili. alle 7,00 lui fa la poppata, poi nel seggiolone ci fa compagnia mentre ceniamo io e il MaritoTornatoDaLavoro, poi un'oretta tutta al maschile di massaggini e un po' di libertà senza pannolino, poi pigiamino e via sul lettone, qualche libro di favole, qualche risata con il suo doudou, un po' di coccole (o con me o con il babbo, dipende) e infine intorno alle 9,00 poppata, coccole di mamma, ciuccio e ninna nanna.

considerazioni
la mia preoccupazione rispetto a una routine così strutturata era l'apparente rigidità. considerato che in questo mese di rodaggio ci sono state feste, viaggi, nottate particolari, posso dire con cognizione di causa e contro ogni mio preconcetto, che la routine aiuta anche nelle giornate straordinarie. cercando di garantire a momo i suoi punti fermi, anche se destrutturati, lui riusciva a dormire, mangiare e stare sveglio serenamente. prendendo come esempio le due nottate di vigilia di natale e san silvestro. la vigilia di natale abbiamo fatto l'errore di imporgli la nanna nel lettino, mentre nella stanza accanto si faceva baldoria. morale: si addormentava stremato perché era stanco, ma si risvegliava subito, disturbato dal caos, nervoso e arrabbiato perché da solo. a san silvestro invece abbiamo pensato: ok, è festa, aiutiamolo a dormire, ma non facciamo finta che sia tutto "normale", perché non lo è. eravamo a casa di una mia amica con piccoletta di quasi quattro mesi e un altro paio di coppie con prole. abbiamo acceso le candele a tavola e spento le altre luci per agevolare il sonno dei pupi. abbiamo cercato di evitare urla, ma per il resto non abbiamo fatto che ridere e spassarcela. io e il MaritoComplice ci siamo tenuti momo nell'ergobaby tutta la notte, a turno. a lui piace dormire addosso a noi e si rilassa facilmente. quando era svegliato da qualche risata più forte alzava la capoccetta, si guardava intorno, faceva un sorriso birichino e poi si rimetteva accucciolato a dormire. era sveglio a mezzanotte e sgranava gli occhi mentre facevamo il countdown. io temevo che si spaventasse e gli prendesse una crisi di pianto, invece si è attaccato a me e ha confuso la sua bavetta con le mie lacrime. poi si è rimesso in posizione, ciuccio in bocca e nanna fino alle 4 quando, a casa, gli ho dato la poppata notturna e si è messo a dormire nel suo lettino. la mattina dopo abbiamo ripreso tutto come i giorni precedenti. alle 7 di mattina, of course.

mercoledì 6 gennaio 2010

Ninna nanna per momo
























Ninna nanna ninna oh

questo bimbo a chi lo dò
non lo dò proprio a nessuno
me lo tengo stretto stretto
e se me lo chiede qualcheduno
io gli faccio lo sgambetto
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino birichino
si è già messo il pigiamino
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino un po' furbetto
si nasconde sotto il letto
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino avventuroso
vuole giocare senza riposo
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino tanto buffo
corre nei sogni con un bel tuffo
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino sgangatello
vuole volare con un mantello
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino giamburrasca
ruba due stelle e le mette in tasca
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Questo bambino come un pagliaccio
si addormenta sempre in braccio
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Ma questo bambino è fortunato
sul cuore di mamma di è addormentato
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

Ninna nanna ninna oh
questo bimbo a chi lo dò
non lo dò proprio a nessuno
me lo tengo stretto stretto
e se me lo chiede qualcheduno
io gli faccio lo sgambetto
ninna oh ninna oh
ninna nanna ninna oh

è vietato riprodurre questa ninna nanna senza autorizzazione degli autori, momo e la sua mamma saranno però felici se prenderà vita tra le corde vocali di mamme cullanti e bambini ghiretti. buona befana!

martedì 5 gennaio 2010

sei mesi, un natale dal sapore speciale

natale 2009
mio piccolo momo
hai compiuto sei mesi il giorno di natale e per la prima volta la tua mamma invece di pensare ai regali che sarebbero arrivati si commuoveva per quelli già ricevuti. eravamo a casa dei nonni, con la ziaPolly di cui ti sei innamorato e i bisnonni. io, il tuo babbo e tu, piccolo ometto sorridente.
guardarti ogni giorno crescere, diventare un bimbo sempre più consapevole di sé mi incanta. ormai stai seduto da solo e quando ti stufi riesci a rotolare e metterti a pancia in giù. proprio il giorno di natale hai cominciato a tenere su il pancino e a cercare la meccanica per muoverti nello spazio e già pochi giorni dopo ti spingevi indietro e ruotavi. conquisti sempre più autonomie nel gioco e riesci a farci capire quasi sempre quello di cui hai bisogno. sei assertivo e deciso.
hai anche iniziato ad assaporare le pappe, ma solo se ti lasciamo tenere le manine a mollo nei piatti. mi sembra che anche per l'alimentazione tu abbia le idee piuttosto chiare: saporito, altrimenti anche niente, arricci il naso e sputacchi. e poi mi guardi accigliato come se non ti capacitassi di come io possa essere così stupida da propinarti certa roba. scusa, momo, mamma fa del suo meglio, ma ha alle calcagna IlPediatra. e soprattutto il tuo babbo.
adesso pesi 7,650 chili e sei lungo 66 centimetri. IlPediatra dice che sei un torello, tutto muscoli. in realtà hai tante ciccette tenere e buchetti dappertutto.
sei un bimbo socievole, ti fidi degli altri, anche se butti sempre un occhio intorno per accertarti che ci sia qualcuno di più che familiare.
ormai mi riconosci ed è forse la cosa più struggente che mi sia capitata dal quando ho avuto il tuo corpicino caldo sul seno per la prima volta. i tuoi occhi restano incastrati nei miei per minuti infiniti e quello che ci diciamo lo sappiamo solo noi. hai imparato ad agganciarti al mio collo, primordio di un abbraccio, ma soprattutto mi cerchi, mi chiami, a volte vuoi me e nessun altro. mi baci, a ventosa, e resti incollato ai miei zigomi, al mento o al naso. è come se io mi sentissi un po' più mamma, adesso. un altro anello della catena dorata che mi lega a te si è saldato e assieme alla paura e alla vulnerabilità in cui mi fai nuotare, emerge una forza nuova, un respiro che mi riempie i polmoni e mi lascia galleggiare con gli occhi al cielo, le orecchie camuffate dalla superficie increspata, fiduciosa di questa liquida profondità in cui mi hai partorito madre.

lunedì 4 gennaio 2010

il primo post del 2010

buongiorno!
arrivo in ritardo, dopo settimane di latitanza, ma le vacanze sono vacanze e per quanto abbia avuto compagnia di nonni e marito, fermarmi per scrivere è risultato difficile.
inizio questo mese e quest'anno con un ginocchio fuori uso, credo a causa del peso di momo. ma serenamente, piena di buoni propositi e belle sensazioni. leggera da zavorre lasciate nel 2009, ricca di tutto ciò che l'anno scorso mi ha regalato e mi sono potuta portare dietro in questo nuovo. sono felice, di quello stato latente di pulviscolo iridescente. forse perché so dove sto andando. ho preso qualche decisione, in particolare riguardo il lavoro. ho deciso di aspettare almeno settembre per mandare momo al nido e nel frattempo mi guarderò intorno, complice una nuova struttura di cui a seguire. ho deciso di non arrivare più a picchi negativi impregnati di sfinimento e angoscia e per far questo mi organizzerò per avere un supporto da parte dei miei almeno una settimana al mese. a gennaio viene NonnaPapera, a febbraio vado io, per esempio. a marzo si vedrà.
tutta questa limpidezza dipende anche da una nuova era nella crescita di momo che sembra consolidata per cui parlarne non mi fa temere la solita legge del contrappasso. momo si è tranquillizzato. abbiamo attuato un piano d'azione studiato a tavolino di cui racconterò presto. e la situazione si è ribaltata. per ora, ginocchio e schiena a parte, tiro un sospiro di sollievo.
devo parlare veramente di tante cose. c'è il monthly appointment, natale dai nonni, il brindisi di san silvestro, poi l'alimentazione complementare, infine, appunto, la nuova strategia.
tempo al tempo, forse riuscirò a scrivere a ritmi più serrati come un tempo. forse no.
nel frattempo cercherò sicuramente di mettermi in pari sugli ultimi avvenimenti della blogosfera.
ringrazio tutti i passanti, i lettori assidui, i commentatori e quelli che non si svelano.
questo blog è stato un pezzo importante dell'anno passato e una di quelle cose che con gioia e convinzione mi porto dietro.
auguro a tutti il meglio da questo 2010,
tanto amore, armonia e un bel traguardo da inseguire.
con un pizzico di leggerezza che non guasta mai.

love
c.c.